Buonasera da un pó di tempo cerco di seguire una dieta sana e faccio purtroppo poca attivitá fisica
Buonasera da un pó di tempo cerco di seguire una dieta sana e faccio purtroppo poca attivitá fisica, con camminate di tanto in tanto. Sono alto 182 cm e da alcuni anni peso sui 100-103 kg e faccio molta fatica a perdere peso, lo vorrei per sentirmi meglio. Assumo diversi psicofarmaci, e da quando ho iniziato con olanzapina nel 2013 é stato un continuo aumentare di sia farmaci che peso fino ad avere una terapia ora con aripiprazolo, litio, fluvoxamina, quetiapina. Ora vado solo dalla dietista per ció che riguarda l'obesitá, mi consigliate di cambiare approccio? Grazie
6 risposte
Salve, capisco bene la difficoltà che descrive: l’aumento di peso in corso di terapia psicofarmacologica è purtroppo frequente. Si tratta di una condizione, la sua, che andrebbe gestita in modo multidisciplinare e olistico, valutando insieme a medico curante, psichiatra e nutrizionista eventuali strategie combinate. Non posso darle indicazioni specifiche per messaggio, ma posso dirle che un approccio integrato (che includa anche supporto motivazionale/comportamentale) è di solito il più efficace in questi casi. Ha mai provato la terapia cognitivo comportamentale?
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Buongiorno dovrebbe andare da un Nutrizionista esperto anche di fattori di infiammazione che possano individuare la dieta a lei più idonea.
La tua difficoltà a perdere peso non dipende da scarsa volontà, ma è una sfida biochimica complessa dovuta al mix farmacologico che assumi. Hai citato farmaci che hanno un impatto metabolico notevole. Nel tuo caso, il problema non è solo cosa mangi, ma come il tuo corpo lo metabolizza sotto l'effetto dei farmaci. Io consiglierei una camminata veloce quotidiana (almeno 30-40 minuti tutti i giorni), camminare è ottimo perché non sovraccarica le articolazioni
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro la sua situazione, che è più comune di quanto si pensi e assolutamente gestibile con il giusto approccio. L’aumento di peso in presenza di terapie psicofarmacologiche (come olanzapina, quetiapina, litio, aripiprazolo, SSRI) non è una mancanza di volontà, ma una conseguenza fisiologica legata a modifiche di metabolismo, appetito, sensibilità insulinica e accumulo adiposo. In questi casi, seguire una “dieta standard” o limitarsi a camminare saltuariamente non è sufficiente e spesso porta solo frustrazione. Il punto non è “mangiare meno”, ma mangiare in modo strutturato, con un piano nutrizionale studiato appositamente per chi assume questo tipo di farmaci, lavorando su: composizione dei pasti gestione della fame e degli orari metabolismo e risposta insulinica attività fisica compatibile e sostenibile Cambiare approccio, quindi, non è solo consigliabile: è fondamentale. Se desidera, può prenotare una visita con il sottoscritto: valuteremo insieme la sua storia clinica e farmacologica e costruiremo una terapia dietetica personalizzata, sicura ed efficace, con l’obiettivo concreto di farle perdere peso e, soprattutto, farla tornare a sentirsi meglio nel suo corpo. Con il metodo giusto, i risultati arrivano.
Buonasera! Considerando i farmaci che assume è normale che dimagrire sia difficile nonostante la dieta sana e le camminate occasionali. Un approccio più efficace spesso è multidisciplinare, coinvolgendo psichiatra, dietista e attività fisica graduale e regolare. Piccoli cambiamenti quotidiani nell’alimentazione e nell’esercizio possono dare risultati più stabili e sostenibili. È importante fissare obiettivi realistici e monitorare regolarmente peso e parametri metabolici. Condividi le tue esigenze con il tuo psichiatra per valutare strategie personalizzate senza compromettere la situazione.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

