Buona sera, scrivo questo messaggio come un flusso fi coscienza per esporre al meglio com’è il mio

24 risposte
Buona sera,
scrivo questo messaggio come un flusso fi coscienza per esporre al meglio com’è il mio stato d’animo.
Temo di avere un’estrema paura dell’ ignoto e dell’imprevedibile, che a volte mi porta a farmi condizionare eccessivamente nella mia quotidianitá.
Faró degli esempi dando voce ai miei pensieri:
-E se questo dolore fisico che sto sentendo mi porterá a subire un intervento chirurgico? Ho paura non posso affrontarlo.
- E se oggi vado in quel posto e saró proprio la macchina che si scontrerá con il pirata della strada contromano?
- E se esco e mi viene un forte mal di pancia da dover andare in bagno e non ve n’è alcuno nei dintorni?
- Quando il mio ragazzo partirà per la magistrale staró male per la sua assenza? Ci lasceremo?
- Mi è già capitato di affogare e non resprare e se ingoiando questa pastiglia potrebbe nuovamente succedere e capitare qualcosa di molto brutto?
- E se vado con le mie amiche in discoteca la notte e ci sarà un incidente stradale?
- E se succede qualcosa di brutto ai miei genitori?
- E se l’ascensore si blocca e mi manca l’aria?
- E se sedendomi vicino a questo cespuglio mi saltasse un insettp addosso?
- Mi sento girare la testa sto svenendo? Non posso svenire sono a lezione all’università davanti a tutti
- Sono in ritardo a lezione non ha senso che entri non riuscirei a ricollegarmi al discorso e mi verrebbe ansia

Ecco alcuni dei miei pensieri che mi capita di macinare molto spesso, tutti sempre accompagnati da un “se”.
Ho paura di quello che potrá succedere nel futuro e di affrontarlo. Ho un estrema paura di soffrire sia psicologicamente che fisicamente. Paura è la parola che più mi descrive in questo periodo della mia vita e vengo sempre presa in giro dalle mie amiche per essere così ansiosa.
Vorrei pensare meno al futuro e avere una visione più razionale della realtà. Cosa mi porta ad essere così spaventata dall’avvenire?
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buonasera gentile Utente, la sua descrizione dei pensieri e delle paure che sta vivendo è molto chiara e dettagliata. È comprensibile sentirsi sopraffatti dall'ansia, soprattutto quando si ha paura dell'ignoto e dell'imprevedibile. Le suggerirei di considerare alcuni aspetti e strategie per affrontare questa situazione.

Riconoscere i Pensieri: È importante riconoscere che questi pensieri di paura sono normali, ma possono diventare eccessivi. Iniziare a notare quando sorgono e come influenzano il suo stato d’animo può aiutarla a comprenderli meglio.

Tecniche di Mindfulness: Pratiche come la meditazione e la mindfulness possono aiutarla a rimanere nel presente, riducendo la tendenza a proiettarsi nel futuro con pensieri ansiogeni. Questo può contribuire a calmare la mente e a ridurre l'ansia.

Scrittura e Espressione: Continuare a scrivere i suoi pensieri, come sta facendo, può essere un ottimo modo per esternare le sue paure. Scrivere le preoccupazioni e poi controbatterle con ragionamenti più razionali può aiutare a mettere in prospettiva la situazione.

Educazione sull’Ansia: Informarsi sull'ansia e sui suoi meccanismi può essere utile. Comprendere che non è sola e che molte persone sperimentano sensazioni simili può ridurre il senso di isolamento.

Supporto Professionale: Consideri l'idea di parlare con un professionista della salute mentale. Un terapeuta può aiutarla a esplorare le radici delle sue paure e a sviluppare strategie più efficaci per affrontarle.

Cambiamento di Prospettiva: Provi a focalizzarsi su ciò che può controllare, piuttosto che su ciò che non può. Concentrarsi su piccole azioni quotidiane può dare un senso di controllo e ridurre l'ansia.

Limitare le Preoccupazioni: Quando un pensiero ansioso si presenta, provi a stabilire un "tempo per preoccuparsi". Dedicare un momento specifico della giornata a riflettere su queste paure può aiutarla a liberarsene durante il resto del giorno.

È normale sentirsi spaventati e ansiosi, ma affrontare questi sentimenti è un passo importante per ritrovare la serenità. Se dovesse avere bisogno di ulteriori consigli o di una consulenza resto a disposizione. Augurandole di superare al più presto questo momento di difficoltà le porgo cordiali saluti.
Dott. Luca Vocino

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Dr. Giacomo Bonetti
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, quello che descrive si chiama "rimuginio" ed è un modo molto diffuso - e doloroso - di regolare i propri pensieri e le proprie emozioni. Non posso dirle il motivo di questa sua abitudine senza prima aver parlato con lei ma la voglio tranquillizzare: con un supporto psicologico è possibile ottenere ciò che desidera, cioè una visione più razionale e più orientata al momento presente. Qualora volesse svolgere un lavoro su questo aspetto, sono disponibile, sia in presenza che online. Dott. Giacomo Bonetti
Salve gentile utente,
la paura del futuro è una comune manifestazione dell'ansia. Il disturbo d'ansia si auto-alimenta di preoccupazione e pensieri relativi a ciò che non possiamo controllare, a ciò che non è prevedibile o probabile (ma possibile), e relativi a ciò che sappiano gestire con le nostre risorse a disposizione.
Tante di queste circostanze riguardano il futuro proprio per le sue caratteristiche di potenzialità negativa. Uno stato mentale predisposto a cogliere solo i segnali negativi e ad amplificarli con pensieri ricorsivi e intrusivi, tenderà a prevedere solo il peggio e instaurerà comportamenti tesi ad evitare questo peggio, per esempio comportamenti di chiusura verso il mondo esterno e verso le difficoltà normali della vita.
E' un circolo vizioso, se può ben notare: non posso prevedere gli eventi-potrebbero essere eventi negativi-mi preoccupo-sono ansioso-l'ansia mi fa sentire incapace e inadatto-ho paura di soffrire psicologicamente a causa dell'ansia-nuova ansia. E questo circolo ricomincia ad ogni nuovo innesco, come uno dei suoi pensieri catastrofici.

E' chiaro, fino a prova contraria, che non c'è nessun destino malevolo nei suoi confronti. Ci sono solo una serie di eventi mentali che compaiono come trappole della sua mente, e hanno lo scopo di tenerla al "sicuro" da ogni possibile minaccia esterna. L'aspetto critico è che tali eventi mentali non hanno alcun legame con la realtà e sono spesso altamente improbabili.

La soluzione migliore, cara utente, è affidarsi a un professionista e seguire un percorso psicologico che possa concretamente aiutarla a gestire questo overthinking intrusivo e fastidioso e, soprattutto, l'ansia legata agli eventi futuri che può diventare molto invalidante, impedendole di vivere tutte le esperienze che vuole e di cui ha bisogno nella sua vita. Il percorso psicologico le consentirà di migliorare la sua percezione di auto-efficacia, cioè di essere perfettamente in grado di affrontare tutte le casualità della vita con buona capacità di problem-solving, di gestione dello stress, di reclutamento di risorse. Ci sono anche tecniche specifiche, come la Mindfulness, per ridurre l'impatto dell'overthinking, imparando a focalizzare l'attenzione sul momento presente e convergere i pensieri sulla realtà e sull'azione consapevole.
Vedrà che con il giusto supporto vivrà una vita mentale molto più sostenibile e orientata maggiormente all'ottimismo.
Se ha bisogno di altre informazioni mi contatti pure, anche per una consulenza online.
Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Serena Giancola
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Perugia
Buon pomeriggio! Grazie per aver condiviso così apertamente i suoi pensieri e sentimenti. Le preoccupazioni che ha descritto, accompagnate da quel “se”, possono indicare un tentativo di controllare l’incertezza che la circonda. È normale avere paura di ciò che non si conosce, ma può diventare opprimente quando questa paura influisce sulla vita quotidiana. La sua paura di soffrire, sia fisicamente che psicologicamente, è comprensibile, soprattutto in un periodo di transizioni e cambiamenti come quelli a cui ha accennato. Parlare di queste paure con un terapeuta potrebbe essere molto utile. Si potrebbe lavorare in primo luogo sulle strategie per gestire l’ansia, e poi affrontare un trattamento psicologico del profondo, che si serve proprio della capacità di parlare liberamente tramite flusso di coscienza. Ci sono modi per affrontare e superare queste paure, non esiti a contattare uno specialista!
Cara utente,
La tua ansia per l’ignoto e il futuro sembra legata al desiderio di avere controllo su situazioni imprevedibili. Ogni "se" che esprimi è un tentativo di proteggerti da possibili dolori, fisici o emotivi, ma finisce per alimentare il timore e bloccare la spontaneità.

Un approccio utile potrebbe essere quello di “dialogare” con queste paure, accettandole senza giudizio. Domandati cosa queste paure stanno cercando di proteggere o dire di te: magari sono espressione della tua sensibilità e del tuo desiderio di sicurezza. Accettare gradualmente queste parti potrebbe aiutarti a trovare un equilibrio più sereno e una maggiore fiducia nell'affrontare l’incertezza.
Per qualsiasi necessità, non esitare a domandare.
Dott.ssa Alessia De Lucia
Dott.ssa Sabrina Rinaldi
Psicologo, Psicologo clinico
Monza
Buonasera, forse l'angoscia di non poterlo controllare, come si fa a controllare il futuro ma più in generale come si fa a controllare la vita? Non si può rinchiuderla in una scatola. Bisognerebbe capire da dove deriva questa tua paura così profonda.
Dott.ssa Ida Pizzini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara utente mi sembra proprio evidente che tu sia in un momento di forte ansia e la paura dell'ignoto stia diventando per te un modo per evitare di metterti in gioco. Sei evidentemente giovane ed è proprio un peccato che ti privi di esperienze di vita preziose. Sara forse arrivato il momento di andate più a fondo e capire che accade?
Dott.ssa Federica Bertucci
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, grazie della sua condivisione. Dalle sue parole emerge un gran bisogno di controllo. Nulla può essere lasciato al caso. Tutto deve essere rigorosamente previsto e calcolato...altrimenti è la catastrofe. La pena per non aver avuto tutto sotto controllo è l'estrema sofferenza. Mi chiedo, nella sua vita, dove abbia vissuto per la prima volta questa sensazione? Quando ha visto realizzarsi questa catastrofe a seguito di una mancata previsione? Quale avvenimento nella sua vita le ha insegnato che è impensabile non avere il controllo assoluto sugli eventi? Immagino tutto questo sia estremamente stancante, fisicamente e psicologicamente. Se ritenesse di aver bisogno di uno spazio sicuro e privo di giudizio in cui poter esplorare questi suoi pensieri, sono a sua disposizione. Un caro saluto! Dott.ssa Federica Bertucci
Dott.ssa Carolina Conti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,

Purtroppo qui non è possibile dare risposta alla sua domanda, sarebbe riduttivo considerata la complessità della situazione che ci racconta. Alla luce di quanto ha condiviso, le suggerisco di rivolgersi ad un professionista, cosicché lei possa approfondire i suoi vissuti riconnettendoli alla sua storia, in un percorso di psicoterapia che la aiuti a vivere le sue giornate in maniera più serena.
Un caro saluto
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
Buonasera, capisco profondamente la fatica e la vulnerabilità di vivere con questi pensieri incessanti e angoscianti. Questa costante paura dell’ignoto e del possibile “scenario peggiore” sembra indicare che tu stia affrontando una forma di ansia anticipatoria: un modo di pensare che porta a immaginare il futuro attraverso una lente di pericolo o sofferenza imminente. Questo tipo di ansia è caratterizzato dall’uso ripetuto dei “se”, dal timore di perdere il controllo e dall’anticipazione del dolore, dell’imprevisto e della sofferenza.

Questi pensieri possono avere molte radici, e il fatto che tu abbia avuto esperienze passate di difficoltà (come l’episodio di soffocamento che hai menzionato) può aver contribuito a rinforzare una percezione di vulnerabilità. Anche esperienze di incertezza o di cambiamento nel passato possono rafforzare la nostra percezione di minaccia, soprattutto quando è in gioco la nostra sicurezza o il nostro benessere.

Vediamo insieme alcuni punti importanti per riflettere e, se vuoi, magari iniziare a lavorare su questo stato d’animo:

Paura dell’Incontrollabile e Della Vulnerabilità Umana: Molte delle tue preoccupazioni si collegano all’idea di perdere il controllo (svenire, avere un malessere fisico, essere in pericolo) e ci ricordano quanto siamo vulnerabili come esseri umani. Riconoscere e accettare la propria vulnerabilità, senza che questa sia vissuta solo come un pericolo, può aiutarti a fare pace con il fatto che la vita è in parte imprevedibile.

Ciclo di Pensieri e Ansia Anticipatoria: Questo tipo di ansia si alimenta proprio dei “se” e porta a costruire scenari ipotetici catastrofici. Ciò accade perché la mente tenta di “prepararsi” al dolore o al pericolo, ma spesso finisce per amplificarlo. Il paradosso è che, pensando continuamente al futuro e ai rischi, si perde la capacità di vivere serenamente il presente. Diventa utile riconoscere quando il pensiero “se” prende il sopravvento e fermarlo, ricordando che è solo un pensiero e non una realtà.

Strategie per l’Ansia Anticipatoria: Allenarsi a radicarsi nel momento presente può essere estremamente utile per ridurre la frequenza e l’intensità di questi pensieri. Tecniche come la mindfulness, la respirazione profonda o esercizi di grounding (come osservare ciò che ti circonda e descriverlo nei dettagli) possono aiutarti a riorientarti nel “qui e ora”.

Ristrutturazione Cognitiva: Potrebbe essere utile esplorare con un professionista la possibilità di “riscrivere” il modo in cui interpreti questi pensieri. Ad esempio, potresti chiederti: “Questo pensiero mi è utile o mi fa male?” oppure “È una previsione realistica o solo una sensazione di paura?”. Con il tempo, diventa possibile sostituire il pensiero catastrofico con una visione più razionale.

Evitamento e Paradosso dell’Ansia: Un altro aspetto tipico dell’ansia anticipatoria è il bisogno di evitare le situazioni potenzialmente pericolose (non salire in ascensore, evitare di entrare in ritardo, ecc.). Questo, però, può portare a una riduzione della qualità di vita, limitando le esperienze e confermando la percezione che il mondo sia pericoloso. Anche in questo caso, affrontare gradualmente situazioni che generano ansia può aiutarti a “smentire” l’idea che siano realmente minacciose.

Esplorazione delle Radici della Paura: A volte, le paure per il futuro possono riflettere emozioni irrisolte del passato o esperienze in cui ci siamo sentiti indifesi. Potrebbe essere utile esplorare con qualcuno di fiducia, o con uno psicoterapeuta, se ci sono episodi o aspetti che hanno contribuito a consolidare in te questo bisogno di difenderti dall’ignoto.

Ricorda che l’ansia è una risposta umana, un tentativo di proteggerti da eventuali sofferenze. Ma vivere così spesso nell’anticipazione del pericolo ti priva della libertà di affrontare la vita come un percorso aperto, in cui c’è spazio non solo per la paura ma anche per la serenità e per nuove esperienze. Hai già fatto un grande passo nel condividere apertamente questi pensieri: continua a esplorare il tuo rapporto con l’incertezza, e ricordati che puoi ritrovare fiducia e forza dentro di te per vivere più serenamente anche nel mezzo dell’imprevedibilità della vita.






Dott.ssa Sara Vento
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara utente, innanzitutto grazie per la domanda perché spesso é a partire dalle domande e dai flussi di coscienza che possiamo capire qualcosa in più di noi stessi. In effetti, mi hanno molto colpito tutti questi "e se..." che comprendo come possano pesare molto sulla tua quotidianità! Come immagino saprai l'ansia è uno stato emotivo che a volte serve ed è utile quando ci aiuta a proteggerci da eventuali situazioni rischiose, ma altre volte può essere talmente forte da limitarci nelle varie occasioni. Non so se tutto questo rimuginare ti porta effettivamente a evitare queste situazioni che hai descritto o rimangono come pensieri ma sarebbe importante esplorarli proprio per capire da dove vengono queste preoccupazioni relative al futuro, probabilmente a partire proprio da esperienze passate anche se non conoscendo la situazione non posso dare risposte certe alle domande che hai posto. Il futuro è incerto per tutti e questa incertezza può spaventare, tuttavia quello che è possibile cambiare, anche all'interno di un percorso psicologico, è il modo di vivere il presente essendo consapevoli delle nostre risorse interne e poterle tirare fuori così che sappiamo di poter vivere tutte le paure o semplicemente esperienze con una maggior sicurezza che, di conseguenza, ci porterà a rimuginare di meno e viverle di più.
Mi rendo disponibile per qualsiasi cosa. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Vento
Dott.ssa Eleonora Cipriani
Psicologo, Psicologo clinico
San Giuliano Milanese
Carissima, da quello che scrive sembra che questa paura la condizioni negativamente nel quotidiano, riportandola spesso al contenuto del suo pensiero, piuttosto che al momento presente. Sarebbe necessario indagare più in profondità questo suo stato d'animo per comprendere al meglio cosa la turba così da poter intervenire nel miglior modo possibile. Un supporto psicologico la potrebbe aiutare a far chiarezza su questi pensieri. Rimango a disposizione qualora volesse approfondire.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, capisco molto bene la fatica e il peso che questi pensieri portano nella tua vita quotidiana. Hai descritto in modo dettagliato quanto spesso la paura dell'ignoto e dell'imprevedibile condiziona il tuo modo di vedere le cose, portandoti a immaginare i peggiori scenari possibili e facendoti sentire sempre in allerta. Questa tendenza a prefigurare eventi negativi e a ripetere mentalmente “e se…” è molto comune in chi vive uno stato di ansia, e si chiama proprio “rimuginio”, ovvero la tendenza a restare incastrati nei pensieri senza trovare una soluzione concreta. Il rimuginio è un meccanismo che nasce come tentativo della mente di proteggerti dal rischio, di prepararti a possibili difficoltà. Purtroppo, però, invece di aiutare a ridurre la paura, finisce per alimentarla. Continuando a immaginare eventi negativi, il cervello resta in uno stato di allarme costante, come se cercasse di tenerti pronta ad affrontare ogni possibile pericolo, stancandoti anche fisicamente. Questo non solo crea un enorme stress, ma porta a vivere ogni giorno con la paura di ciò che potrebbe accadere, come hai ben descritto. Rimuginare è una trappola: sembra che possa aiutarti a sentirti più sicura e preparata, ma in realtà fa sì che tu rimanga concentrata su tutte le cose che potrebbero andare male, distogliendoti da ciò che è effettivamente "qui e ora". In un percorso cognitivo-comportamentale, l’obiettivo principale sarebbe quello di spezzare questo ciclo, aiutandoti a sviluppare una maggiore tolleranza verso l’incertezza. Questo non significa ignorare i rischi, ma imparare a riconoscere quando i pensieri catastrofici stanno prendendo il sopravvento, portandoti a reagire come se il pericolo fosse imminente, anche se non lo è. Per esempio, immaginare un incidente stradale quando pensi di uscire con le amiche è comprensibile in piccole dosi, ma se ogni volta che esci con loro temi il peggio, finisce per limitare la tua libertà e il piacere di vivere esperienze positive. Lavorare su questo significherebbe aiutarti a distinguere i pensieri realistici da quelli guidati dall’ansia, e trovare modi per gestire i pensieri che portano al “e se...”. Nel tuo caso, potrebbe essere utile imparare delle tecniche per interrompere il flusso di pensieri ansiosi, come la “defusione cognitiva”, un metodo che aiuta a prendere distanza dai pensieri e a osservarli senza dargli tutto quel potere che spesso tendiamo a concedere loro (personalmente prediligo il metodo A.W.A.R.E.). La tecnica della defusione invita a vedere il pensiero per quello che è: una proiezione della mente, non una verità assoluta. Allo stesso tempo, la terapia ti aiuterebbe a ridurre i comportamenti di evitamento (come non entrare a lezione per paura di non seguire bene o di sentirti a disagio), così da riscoprire la tua capacità di affrontare ciò che temi, rendendoti sempre più autonoma. L’ansia, in fondo, ti sta spingendo a cercare un controllo che però non si può mai avere completamente nella vita. La buona notizia è che questo modo di pensare può essere trasformato: non si tratta di eliminare del tutto le preoccupazioni, ma di trovare un equilibrio che ti permetta di vivere il presente senza un costante “peso sul cuore” per il futuro. Ci vorrà un po’ di pazienza e di pratica, ma imparare ad affrontare l’incertezza ti aiuterà a vivere con maggiore leggerezza e libertà, e a scoprire che hai già dentro di te la capacità di affrontare ciò che arriverà. Resto a disposizione. Ti auguro ogni bene. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Giulia Ingrosso
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buona sera,

grazie per aver condiviso così apertamente i tuoi pensieri e sentimenti. Quello che descrivi sembra essere una forma di ansia anticipatoria, in cui la paura dell’ignoto e di ciò che potrebbe accadere domina i tuoi pensieri quotidiani. È comprensibile sentirsi sopraffatti quando si è preoccupati per una serie di eventi futuri, specialmente se si percepiscono come potenzialmente dannosi o dolorosi.

1. La paura dell’ignoto: La tua paura è legata all’incertezza, un sentimento che molti di noi affrontano, ma che può diventare opprimente. Questo bisogno di controllare le situazioni e di prevedere il futuro è comune, ma può anche portare a un ciclo di pensieri negativi che si autoalimentano.

2. Strategie per affrontare l’ansia: Potresti provare a praticare tecniche di mindfulness o meditazione, che aiutano a rimanere nel presente, piuttosto che proiettarsi continuamente verso il futuro. Anche la scrittura dei tuoi pensieri può essere un modo per esternarli e renderli meno minacciosi.

3. Riconoscere i pensieri: Quando noti di avere questi pensieri “e se”, prova a riconoscerli senza giudicarli. Chiediti se c'è una prova concreta che ciò che temi possa accadere e cerca di sostituire questi pensieri con affermazioni più positive o razionali.

4. Supporto sociale: È importante non sentirsi soli in questo. Parlarne con amici o un professionista potrebbe aiutarti a esplorare queste paure più in profondità e a sviluppare strategie per affrontarle.

5. Accettazione dell’incertezza: Infine, cercare di accettare che non tutto può essere controllato o previsto è un passo importante. La vita è piena di incertezze, e trovare un modo per convivere con queste può alleviare parte del peso che senti.

Il tuo desiderio di avere una visione più razionale della realtà è un ottimo punto di partenza. Ricorda che è possibile imparare a gestire l’ansia e che ci vuole tempo e pratica. Non esitare a chiedere supporto quando ne hai bisogno.
Dott.ssa Ilaria Avallone
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, immagino dev'essere faticoso convivere con questi pensieri interferenti che influenzano la sua quotidianità. L'imprevedibile può far paura, è comprensibile. Quello che sarebbe utile esplorare è da dove nasce questa paura, se ci sono state alcune di queste situazioni che ha descritto che ha effettivamente vissuto e che non è riuscita a gestire. Quindi la paura che qualcosa "di brutto" o che non può gestire possa ricapitarle, può essere uno dei motivi che alimentano la sua ansia anticipatoria. Per tentare di vivere più serenamente la sua realtà sarebbe utile approfondire ed elaborare questi pensieri e ristrutturarli in un modo più affrontabile per lei, a partire dalla sua esperienza soggettiva. Se sentisse il bisogno di approfondire la questione tramite anche un supporto psicologico resto a disposizione. Dott.ssa Ilaria Avallone
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Emanuela Calamita
Psicologo clinico, Psicologo
Barletta
Salve, leggevo la sua domanda e percepivo, anche dietro uno schermo, la sua ansia, preoccupazione, quella possibile mancanza di controllo per le cose che spesso ci spinge a farci domande. Nella vita piena di imprevisti non è sempre possibile controllare tutto, non possiamo controllare il nostro corpo se arriva un giramento di testa, non possiamo controllare l'ascensore nel momento in cui entriamo dentro, non possiamo controllare il comportamento dell'altro se sta guidando, ma possiamo decidere di imparare a controllare la nostra ansia, sviluppare strategie funzionali per gestirla e comprendere cosa causa la sua insorgenza. Resto a disposizione anche per colloqui online, Dott.ssa Calamita
Dott.ssa Maria Grazia Antinori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
La paura è un'emozione che ha una funzione positiva di protezione, ma alle volte può diventare eccessiva ed invasiva. La paura diventa un problema se è l'espressione dell'ansia interna, del terrore del cambiamento e quindi della perdita del controllo.
Obiettivamente ci sono molte cose che non possiamo controllare, come il tempo, la morte, i cambiamenti delle persone per noi importanti.
Sono realmente aspetti su cui ognuno di noi è impotente e non può modificare.
Maria Grazia Antinori, Roma
Dott.ssa Giada Bertone
Psicologo, Psicologo clinico
Mazzano Romano
Buonasera, come prima cosa mi preme rimandarle che chiedere informazioni riguardo qualcosa che le fa tanta paura lo trovo un atto di coraggio e di cura nei confronti di sè. Purtroppo per dare una risposta alla sua domanda bisognerebbe conoscere un po' più approfonditamente la sua storia di vita, per comprendere in che modo questo timore è funzionale (dove per "funzionale NON si vuole intendere qualcosa che le fa piacere, ma qual è la logica sotto questa paura, alla quale poi seguono determinati comportamenti). Queste informazioni le può ricavare ascoltandosi ed autosplorandosi, attraverso l'introspezione, oppure può rivolgersi ad un professionista della salute mentale, per provare a comprendere l'origine di queste paure, in che modo l'aiutano, seppur in modo da causarle sofferenza, a mantenere in equilibrio il suo personale sistema psichico ed emotivo. Per trovare, infine, delle strategie utili a gestirle e a vivere una quotidianità nella quale scegliere consapevolmente come comportarsi, piuttosto che prendere decisioni dettate dalla paura.

Dott.ssa Giada Bertone
Dott.ssa Tatiana Pasino
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentile, il suo messaggio mi fa pensare alla "catastrofizzazione", una distorsione cognitiva che porta a immaginare gli eventi futuri in modo estremo e negativo, spesso senza fondamento reale. Si concentra sul “cosa succederebbe” più che su episodi di realtà probabili, causando paura nell'esporsi a diverse situazioni.
Per gestire meglio questi pensieri, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico, dove potrà imparare a riconoscere e mettere in discussione queste distorsioni, sviluppando strategie per affrontarle in modo più razionale e sereno. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, si è dimostrata efficace nel trattare pensieri negativi come questi.
Resto a sua disposizione qualora lo desiderasse, un caro saluto
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
Ciò che causa la sua ansia va scoperto all'interno di un percorso approfondito con un collega. Le consiglio di intraprendere un percorso in modo da trovare la serenità perduta.
Dott. Marco Cenci
Dott.ssa Arianna Occhiena
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buona sera,
la ringrazio per aver condiviso i suoi pensieri in modo così autentico. È evidente che sta attraversando un periodo caratterizzato da ansia e incertezza, ed è importante riconoscere quanto possa essere difficile affrontare questi pensieri ricorrenti, che caratterizzano la sua condizione attuale, spesso accompagnati dalla paura del futuro. Le domande che si pone, in maniera abituale, potrebbero essere manifestazioni tipiche di un'ansia anticipatoria che la spinge a preoccuparsi costantemente di eventi futuri che sono al di fuori dal suo controllo, ma che per lei assumono una dimensione di minaccia.

La paura dell'ignoto e dell’imprevedibile può dar luogo ad un circolo vizioso, dove l'ansia alimenta altre preoccupazioni, portando a sensazioni di sopraffazione e ad uno stato di costante allerta, anche in situazioni prive di reali minacce. In queste circostanze, dove le preoccupazioni per il futuro assumono tale rilevanza, il presente viene intaccato e diventa difficile godere a pieno delle esperienze quotidiane.
L’esperienza che descrive riguarda molti aspetti della sua vita: la paura del dolore fisico, delle situazioni sociali, del futuro, delle tue relazioni così come della salute dei suoi cari. Tutto questo è comprensibile, ma ciò non significa che lei debba affrontarlo da sola o che non ci sia spazio per sentirsi meglio.
La paura costituisce una risposta emotiva naturale e adattiva rispetto ad una sensazione di minaccia percepita, ma quando questa assume carattere di pervasività e ci limita nel quotidiano, è utile affrontarla con il supporto di un professionista.
Un percorso psicologico potrebbe essere realmente utile per la gestione dei pensieri da lei riportati e per lo sviluppo di strategie adattive che riducano e permettano di gestire funzionalmente i suoi vissuti.
Se dovesse sentire l’esigenza di approfondire alcuni aspetti del suo benessere psicologico o affrontare specifiche difficoltà con un supporto professionale, sarò disponibile ad accompagnarla in un percorso psicologico personalizzato. Insieme potremo lavorare alla ricerca e al consolidamento di risorse e strategie utili per il raggiungimento di una condizione di maggiore serenità e benessere.
Gentile utente,
lei sembra già mostrare molta consapevolezza di ciò che le accade.
L'ansia generalmente si attiva quando ci troviamo di fronte a qualcosa che percepiamo come un pericolo/una minaccia e da qui scaturisce quella che lei riconosce come paura.
Inoltre, a livello cognitivo, ciò che lei descrive prende il nome di rimuginio ed è una modalità di pensiero che è possibile riscontrare nel funzionamento ansioso.
Come lei ha già notato, è una tipologia di pensiero che si presenta con domande del tipo "e se.." ed è fortemente orientato al futuro, per questo motivo ha difficoltà a focalizzarsi sul presente. In tal senso, la mindfulness potrebbe invece esserle d'aiuto, poiché aiuta a stare nel qui ed ora, osservando cosa accade momento dopo momento, evitando così di rimanere intrappolati in questi pensieri.
Dott.ssa Martina Scandola
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrive appare come una profonda ansia legata all’incapacità di tollerare l’incerto e l’imprevedibile, che può riflettere modalità di difesa sviluppate nel corso della vita per gestire la paura di perdere controllo o di subire danno. I pensieri ossessivi sul futuro, il continuo “e se…”, possono rappresentare tentativi della psiche di anticipare e prevedere eventi minacciosi, proteggendo il sé da emozioni dolorose legate a perdita, separazione o trauma. Spesso queste paure hanno radici in vissuti precoci di insicurezza, percezione di fragilità o esperienze in cui ci si è sentiti impotenti.

In questo senso, l’ansia non è solo sintomo, ma messaggio: porta alla luce conflitti interiori tra il desiderio di autonomia e la paura di essere sopraffatti dagli eventi, tra bisogno di sicurezza e bisogno di vivere pienamente. Il lavoro psicoterapeutico può aiutare a esplorare questi vissuti profondi, comprendere l’origine delle paure e sviluppare maggiore tolleranza all’incertezza, favorendo una relazione più fiduciosa con se stessi e con il mondo circostante.

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