Domande del paziente (12)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La differenza di età in una relazione può talvolta far emergere insicurezze o timore di non essere abbastanza ma ciò che conta davvero è la qualità della relazione e come entrambi vivete il rapporto. La... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quando un figlio/a decide di intraprendere un percorso di vita autonomo, soprattutto lontano dalla famiglia, è normale che possano emergere emozioni intense sia nel figlio/a sia nei genitori. A volte i... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo quanto possa essere difficile e faticoso vivere con un'emotività così intensa soprattutto se le lacrime arrivano facilmente e questo le provoca disagio. Le lacrime sono una forma naturale di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco la sua preoccupazione: vedere il proprio marito soffrire di attacchi di panico può essere molto difficile e spesso fa sentire impotenti. Se suo marito in passato ha assunto uno psicofarmaco per... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità il suo malessere.
Quello che Lei descrive è un vissuto di sofferenza che capita a molti e che spesso viene definito "gelosia retroattiva"....
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che lei descrive è una dinamica emotiva molto coinvolgente ma anche confusiva. Da una parte Lei prova dei sentimenti chiari e desidera una relazione, dall'altra questa ragazza dichiara di volere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è una situazione complessa e dolorosa ,che coinvolge sia la sfera affettiva che sessuale , e mette in conflitto bisogni profondi e legittimi. Da una parte c'è la storia costruita insieme,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara mamma comprendo appieno il suo disagio. Si trova in una posizione delicata: da una parte sente il dovere di proteggere l'integrità emotiva e fisica di suo figlio, dall'altra deve gestire dinamiche... Altro
Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' comprensibile che lei si senta confusa: dopo una rottura, continuare a vedersi ed avere intimità, può mantenere vivo il legame emotivo e rendere più difficile prendere distanza.
Il fatto che lei pensi ancora al suo ex e dia peso alle sue parole ( anche rispetto a cosa può fare e non fare con altre persone) non significa automaticamente che sia dipendente, ma può indicare che la relazione non è del tutto chiusa emotivamente.
E' importante considerare che, essendovi lasciati, siete entrambi liberi: non si tratta di mancanza di rispetto ma di capire cosa è giusto per lei.
Il consiglio è di chiedersi cosa prova davvero per il suo ex, e cosa vuole per lei ora.
Forse prendere un po' le distanze dal suo ex le permetterebbe di capire meglio i suoi sentimenti e a riflettere se sta cercando di andare avanti o se resta legata a ciò che c'era nel passato
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Salve, chiedo consiglio a voi per una "situationship" (perdonatemi il termine ma non saprei come chiamarla), che va avanti da ormai 5 mesi. Stiamo molto bene insieme, ci si diverte, si fa tanto sesso e si hanno momenti romantici. Insomma, vista da fuori potrebbe sembrare una relazione. Relazione che però nella realtà non è poiché pecca di etichetta, ovvero io e lui nel concreto non siamo fidanzati. Ho un piccolo dubbio però che mi sorge spesso quando siamo insieme, io noto che molto spesso io cerco il bacio a stampo casuale, ad esempio: l'altro giorno eravamo su questa panchina di fronte ad un bellissimo panorama, io avevo tanta voglia di baciarlo, ma noto che quando provo a dargli un bacio a stampo, lui, me lo da, ma comunque lo vedo un po' "restio" nel darmelo. Al contrario, lui molto spesso mi da dei baci sulla fronte, sulla guancia, ma poco sulle labbra, è molto fisico ma nei baci è sempre strano. E questo suo comportamento mi fa sorgere i dubbi perché penso "Se gli piaccio perché non mi da baci? Quindi non gli piaccio?" e quindi poi svariate volte io evito di dargli baci per "paura" che lui me li eviti o me li dia così come "contentino"
Io so per certo che lui tiene a me, ma non riesco a capire se davvero non mi vede oltre ad un'amica a cui tiene tanto e nel mentre fa del sesso.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' comprensibile che questa situazione possa far sorgere dei dubbi : il bacio sulle labbra ha spesso un significato emotivo importante e la sua assenza può essere vissuta come distanza o scarso coinvolgimento.
Allo stesso tempo, il fatto che lui sia solito dare baci sulla fronte e sulla guancia denota affetto, protezione e tenerezza.
Ognuno vive l'intimità in modo diverso: la sua difficoltà con il bacio sulle labbra potrebbe dipendere da una preferenza personale o da un blocco, e non necessariamente da una mancanza di interesse.
Il punto centrale è come la fa sentire questa dinamica: se emerge insicurezza o senso di rifiuto è un aspetto da non trascurare.
Il consiglio è di parlare apertamente, chiedendo con chiarezza che significato attribuisce alla vostra situazione ed esprimendo i sui bisogni emotivi.
Solo attraverso il dialogo è possibile chiarire se c'è coinvolgimento reciproco e se la relazione può essere vissuta in modo soddisfacente da entrambi.
Salve, sto attraversando un periodo molto complicato con il mio compagno io ho quasi 36 anni lui quasi 33
Il problema è che tra
Me e lui c’è un grosso ostacolo il suo lavoro
Fa il cuoco ma ora si è preso come responsabile troppe responsabilità troppe pressioni e mancanza di presenza con me nella sua relazione,io non lo vedo quasi mai parla sempre di lavoro secondo me ha una dipendenza di lavoro pensa troppo a soldi lavoro anche con me pensa sempre al lavoro non si svaga mai io sinceramente sto davvero male negli ultimi mesi ho iniziato a essere nervosa piangere non avere appetito non ho fame in 4 mesi ho perso 8 chili …. Io gliel’ho parlato ma lui mi dice non può fare altrimenti perché è responsabile ed ha più impegni e impicci … lui l’anno scorso mi fece capire che sarebbe andata bene la nostra relazione che ci sarebbe stato ma non c è più presenza solo una volta a settimana se non cambiano un po’ le cose…. Io non ce la fo più …. Lui mi dice son periodi ma sti periodi son mesi non giorni…. Ma poi anche quando è con me lo chiamano sempre al telefono per problemi mi lascia sola ha da chattare col telefono É davvero diventata pesante la cosa…. Ma la cosa più assurda che quel giorno che stiamo insieme non prende mai iniziative di nulla dice É sempre stanco morto massimo due volte al mese mi porta a mangiare fuori e basta…. Io sono molto confusa non so cosa fare ho bisogno di un consiglio grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che descrive emerge una situazione per lei emotivamente molto faticosa in cui il bisogno di vicinanza, presenza e condivisione nella relazione non sembra trovare una risposta adeguata nell'attuale organizzazione della vita del so compagno.
Comprendo che questa discrepanza le stia generando sofferenza ed instabilità con conseguenze anche sul piano fisico come la riduzione di appetito e la perdita di peso.In questi casi è importante distinguere tra ciò che possiamo chiedere o sperare dall'altro e ciò che, allo stato attuale, l'altro è realmente in grado di offrire. Se questo squilibrio si protrae nel tempo, può diventare fonte si stress emotivo significativo.
Le suggerirei di prendersi uno spazio per riflettere su come sta vivendo questa relazione e su quali sono i suoi bisogni affettivi fondamentali, valutando anche un supporto psicologico per aiutarla a gestire questo momento e a chiarire meglio le sue scelte.
Dott.ssa Paola Mazzoni
Buongiorno, avrei bisogno di capire come poter aiutare mio marito e mia suocera nel loro rapporto. Mia suocera è l'esempio perfetto della sindrome della sorella maggiore, ovvero ha una sorella di 14 anni piu giovane di cui si è sempre presa cura fin dall'infanzia, l'ha aiutata in tutto, sia nel ruolo di madre (ha 3 figli di cui 2 gemelli e mia suocera aveva a suo tempo preso aspettativa al lavoro per aiutarla a crescerli nonostante fosse adulta, sposata e avesse ancora i nonni a disposizione) sia nel lavoro (è una pittrice/artista... la aiuta negli allestimenti e in tutti gli eventi che deve fare). Questa donna purtroppo è cresciuta appunto come "piccola di casa" aiutata in tutto e per tutto in ogni cosa, il problema è che tutt ora all alba dei 50 anni ritiene ancora "dovuto" che lei la assecondi in ogni cosa e mia suocera corre non appena lei chiama anche perchè nel corso degli anni ha spesso avuto momenti di "depressione" che usava assolutamente come ricatto quando le attenzioni non erano su di lei... il problema è che questo rapporto malsano sta logorando il rapporto con il figlio "vero" che è mio marito che non tollera più questa situazione e si sente "non visto"... lei ha sempre mille problemi, si è separata, ha problemi economici, una figlia soffre anche lei di depressione e mia suocera si carica di tutti questi problemi e giustamente è esausta e agitata... lui ha chiesto alla zia di alleggerire la situazione per sua madre e la risposta è stata che "è l'unica famiglia che ha"... lei non riesce a distinguere figlio e sorella e li equipara... è questo fa impazzire mio marito... a me spiace perchè è una brava nonna e una buona persona ma è completamente annullata per gli altri e rischia di perdere il figlio completamente e non so come posso aiutarli a parlarsi e aiutare lei a "lasciare andare" la sorella che sinceramente credo si sia un po' "accomodata" in questa situazione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima utente
grazie per aver condiviso una situazione cosi delicata. Quello che state vivendo è molro faticoso emotivamente ma purtroppo è una dinamica familiare ben nota in psicologia. Capisco perfettamente la sua preoccupazione e il dolore si suo marito che è legittimo nel non essere "visto" da sua madre.
Sua suocera è vittima di quello che chiamiamo in psicologia " genitorializzazione": avendo 14 anni più della sorella, ha ricoperto o è stata investita del ruolo di madre fin da giovanissima. Questo ha creato un legame do co-dipendenza in cui sua suocera ha bisogno di fare la "salvatrice" per sentirsi utile e la sorella fa la "vittima" pretendendo aiuto perché non in grado e non volenterosa di cavarsela da sola.
Le energie emotive di sua suocera sono state canalizzate nel mantenere questa dinamica disfunzionale con la sorella lasciando suo marito in una zona d'ombra. Non è che non ami il figlio ma è incastrata in questo ruolo madre-sorella da cui non sa uscire non essendosi svincolata dalla famiglia di origine.
Il suo contributo è prezioso ma delicato ed è opportuno che validi emotivamente le emozioni di suo marito offrendo uno spezio in cui non venga da una parte minimizzata la sua sofferenza nel sentirsi equiparato affettivamente alla zia né esasperato il conflitto con la madre.
E' importante altresì che suo marito si differenzi ed inizi a distinguere il suo valore personale dalla capacità della madre di vederlo.
Considerata la complessità della situazione che ha assunto una natura cronica sarebbe di gran beneficio per suo marito intraprendere un percorso psicologico affinché possa elaborare il lutto di una madre ideale a favore di un'accettazione dei limiti strutturali della madre reale. In più un percorso può aiutarlo a recidere il legame di dipendenza emotiva e a definire dei confini sani in modo da proteggere il suo benessere psichico dall'interferenze della famiglia di origine.
Un caro saluto
Autore
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