Domande del paziente (48)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, sì, con un’ipertensione ben controllata dalla terapia è generalmente possibile bere uno o due caffè al giorno, senza che questo rappresenti un problema per la maggior parte delle persone.
    La... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, dalle caratteristiche che descrive il dolore ha poche caratteristiche cardiache. È puntorio, ben localizzato, variabile nella sede e irradiato alla scapola destra, in una donna giovane con... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Gentilissima,
    ho letto con attenzione il referto e i sintomi che descrive. Parto dal dato più importante: dal punto di vista cardiologico gli esami sono sostanzialmente nella norma.
    L’elettrocardiogramma... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buonasera, capisco la Sua preoccupazione, perché percepire le extrasistoli in modo frequente può essere molto fastidioso, anche quando gli esami risultano normali.
    Se l’elettrocardiogramma è nella norma... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno,
    Ritengo importante distinguere alcuni piani.
    In medicina non si “nega” a priori la possibilità di effetti avversi: al contrario, per i vaccini anti-SARS-CoV-2 esiste una sorveglianza molto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco bene il disagio, soprattutto perché i sintomi sono persistenti e si ripresentano nel tempo. La prima cosa importante da dirLe è che, alla luce di tutti gli accertamenti che ha già eseguito... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, il quadro che descrive è nel complesso ben controllato e rassicurante, e Suo padre sta già facendo molte cose corrette.

    Una stenosi carotidea del 30–35% è considerata lieve e non emodinamicamente... Altro


    Salve, sono un uomo di 36 anni, non fumatore, normo peso e svolgo regolare attività fisica in palestra ormai da 15 anni. Da 10 anni sono in cura con Eutirox per un ipotiroidismo subclinico, con valori tiroidei in perfetto equilibrio riscontrati anche nelle ultime analisi del sangue eseguite un mese fa. Premetto che in vita mia ho effettuato svariati holter cardiaci delle 24 ore, perché dall'età di 20 anni circa avverto palpitazioni, rivelatesi poi extrasistole del tutto benigne sia per numero che morfologia. Circa 6 anni fa, per completezza, avevo effettuato anche un ecocolordoppler del tutto normale. Venendo al punto, ultimamente mi sono sottoposto all'ennessimo holter cardiaco delle 24 ore perché avverto delle tachicardie, in situazioni di apparente tranquillità, con picchi fino a 140/150 bpm accertati con saturimetro. Principalmente le avverto nel cuore della notte, infatti mi capita di svegliarmi e sentire che il cuore accelera, rimanendo in tachicardia anche per 10/15 minuti per poi decelerare fino a normalizzarsi. L'ultimo holter effettuato ha infatti registrato queste tachicardie, una durante la notte al risveglio con palpitazioni, nel tracciato si evidenzia una frequenza cardiaca di 141 bpm dalle 04: 32 alle 04: 50, e una durante il pomeriggio mentre stavo lavorando seduto davanti al pc, simile per durata ed intensità a quella descritta precedentemente. Di seguito scrivo il referto della cardiologa: La frequenza cardiaca media è stata di 72bpm, la frequenza cardiaca minima è stata di 42bpm alle ore 04: 09: 24, mentre la frequenza cardiaca massima è stata di 162bpm alle ore 19: 20: 29 (durante palestra). Totale dei battiti: 103150. PAC singoli: 2. PAC isolato: 2. Totale PVC: 19. VE isolato: 19. Nessun evento RR lungo maggiore di 2000ms. Conclusioni: Registrazione di buona qualità tecnica, attività cardiaca sostenuta da ritmo sinusale, alcuni BESV (battiti ectopici sopraventricolari) isolati, rarissimi BEV (battiti ectopici ventricolari) isolati, non eventi ST-T diagnostici. Per concludere volevo sapere se fossero da approfondire le extrasistoli ventricolari e atriali registrate tutte nell'ora di palestra, e capire se queste tachicardie meritano ulteriori accertamenti di tipo cardiologico, oppure se debba focalizzarmi su altro tipo di approfondimenti come ad esempio una visita gastroenterologica. In attesa di un gentile riscontro, porgo cordiali saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buonpomeriggio, il quadro che descrive è complessivamente molto rassicurante dal punto di vista cardiologico.
    L’Holter mostra un ritmo sinusale regolare, con pochissime extrasistoli sia sopraventricolari che ventricolari (numeri davvero minimi) e senza aritmie significative. Anche le extrasistoli rilevate durante l’attività fisica, essendo isolate, rare e in un cuore strutturalmente sano, non hanno significato patologico e non richiedono ulteriori approfondimenti specifici.
    Per quanto riguarda gli episodi di tachicardia, il dato chiave è che si tratta di tachicardie sinusali, cioè il cuore accelera in modo “ordinato” e non per aritmie pericolose. Questo è molto importante. Episodi come quelli che descrive — comparsa a riposo o durante il risveglio notturno, durata di alcuni minuti e risoluzione spontanea — sono frequentemente legati a una attivazione del sistema nervoso autonomo. Durante la notte, soprattutto nelle fasi di risveglio, possono verificarsi scariche adrenergiche che determinano aumento della frequenza cardiaca, anche in persone sane e allenate.
    Il fatto che Lei abbia una storia di extrasistolia benigna e che pratichi attività sportiva da anni suggerisce un sistema cardiovascolare efficiente ma anche più sensibile alle variazioni neurovegetative, motivo per cui percepisce facilmente il battito.
    Un altro elemento da considerare è la possibile componente gastro-esofagea: distensione gastrica, reflusso o pasti serali abbondanti possono facilitare episodi di tachicardia notturna e palpitazioni, soprattutto in posizione sdraiata.
    Alla luce degli esami già eseguiti, non emergono indicazioni forti a ulteriori approfondimenti cardiologici invasivi. Se si vuole completare il quadro in modo definitivo, si può valutare un test da sforzo, ma più a scopo rassicurativo.
    Ha invece senso lavorare su altri aspetti: qualità del sonno, gestione dello stress, distribuzione dei pasti (evitando pasti abbondanti la sera), eventuale valutazione gastroenterologica se sono presenti sintomi digestivi associati.
    In sintesi, extrasistoli e tachicardie descritte sono benigne e non pericolose, e il cuore risulta sano. Il focus va più sulla regolazione funzionale dell’organismo che su una patologia cardiaca.
    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco molto bene la Sua preoccupazione, perché la percezione così intensa del battito può diventare davvero difficile da gestire.

    Quello che descrive — percepire il battito nel collo, nel... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, cerco di aiutarLa a mettere ordine nei dati, perché nel complesso il quadro è molto più rassicurante di quanto possa sembrare leggendo i referti.

    Parto dall’aspetto più importante: la prova... Altro


    Buongiorno, ho 43 anni. Vengo da un parto avvenuto quasi 4 mesi fa e ho la pressione un po alta. Si attesta attorno 140/150 la massima e 80/93 la minima. La dottoressa mi ha prescritto per iniziare lobinov 1/4 ma ho letto che abbassa i battiti. Io non soffro di tachicardia e queste testimonianze mi hanno bloccata nell’assunzione. La mia dottoressa mi ha tranquillizzata dicendo che con 1/4 é impossibile che si abbassino in modo preoccupante. Tuttavia soffrendo di ansia ho un blocco e non riesco ad assumerla. Da realmente questi effetti? 1/4 può darmi fastidi? Grazie in anticipo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco bene il Suo timore, soprattutto in un periodo delicato come il post-parto e con una componente ansiosa che può amplificare ogni dubbio.
    Parto dal dato più importante: i valori che riferisce (140–150/80–90) indicano una pressione lievemente elevata ma da trattare, soprattutto perché persistente. Nel post-parto può succedere che la pressione resti un po’ instabile per alcuni mesi, ma è comunque corretto intervenire per riportarla in range ottimali.
    Il farmaco che Le è stato prescritto, anche a dose molto bassa (1/4 di compressa), ha un effetto lieve e graduale. È vero che può ridurre la frequenza cardiaca, ma lo fa in modo proporzionato e controllato. In una persona che non ha già una frequenza molto bassa, è estremamente improbabile che provochi un rallentamento “pericoloso”, soprattutto a questo dosaggio iniziale. La Sua dottoressa ha ragione nel dirLe che è una dose di prova, molto prudente, proprio per valutare la tollerabilità.
    È importante chiarire anche un punto: il farmaco non serve perché Lei ha tachicardia, ma perché modula il sistema cardiovascolare nel suo insieme, aiutando a ridurre la pressione. L’eventuale lieve riduzione della frequenza è un effetto previsto, ma raramente dà sintomi se non si parte già da valori molto bassi.
    Il blocco che sente è comprensibile, ma rischia di farLa rimanere in una situazione di pressione non controllata, che nel tempo è più dannosa rispetto a un eventuale effetto collaterale, peraltro poco probabile.
    Se può aiutarLa, può iniziare ad assumerlo in un momento della giornata in cui si sente più tranquilla, magari monitorando pressione e frequenza nelle ore successive: spesso vedere valori stabili aiuta molto a superare la paura.
    Dal punto di vista dello stile di vita, continui a curare alimentazione, idratazione e riposo (per quanto possibile con un neonato), perché anche questi aspetti influenzano la pressione nel post-parto.
    In sintesi, la dose prescritta è molto bassa e generalmente ben tollerata, e il beneficio nel controllare la pressione è superiore al rischio di effetti indesiderati.
    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Salve!! Ho appena ritirato i risultati delle ldl ossidate che danno un valore di 172,con colesterolo totale 144 ed ldl 161 e hdla 46 non assumo statine perché troppi dolori assumo integratori alla berberina e q10ubiquinolo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, cerco di aiutarLa a leggere correttamente questi valori.
    Parto da un punto importante: c’è probabilmente un’incongruenza nei dati che riporta, perché un colesterolo totale di 144 con LDL 161 non è fisiologicamente compatibile. Vale quindi la pena verificare che i valori siano stati trascritti correttamente o riletti sul referto.
    Al di là di questo, il dato davvero rilevante è che l’LDL risulta elevato e, insieme, anche il valore delle LDL ossidate è alto. Le LDL ossidate non sono un parametro di routine, ma indicano uno stato di maggiore “attività” aterogena delle lipoproteine, cioè una maggiore tendenza a partecipare ai processi infiammatori della parete vascolare.
    Detto questo, è importante non farsi guidare da un singolo parametro isolato: nella pratica clinica, il riferimento principale resta sempre l’LDL “classico”, inserito nel contesto del rischio cardiovascolare globale.
    Il fatto che Lei non tolleri le statine è una situazione abbastanza frequente, ma oggi esistono alternative farmacologiche orali e non che possono essere valutate con il medico per ridurre efficacemente l’LDL senza effetti muscolari importanti. Gli integratori come berberina e coenzima Q10 possono avere un effetto modesto, ma da soli difficilmente sono sufficienti se l’LDL è realmente su valori elevati.
    Dal punto di vista nutrizionale, che nel Suo caso diventa centrale, può essere utile lavorare in modo molto mirato su:
    una riduzione più precisa dei grassi saturi (anche quelli “nascosti”)
    un aumento significativo di fibre solubili (legumi, avena, psyllium)
    una quota adeguata di grassi insaturi (olio extravergine, pesce, frutta secca)
    un controllo dei carboidrati raffinati, che possono influenzare indirettamente il profilo lipidico
    In sintesi, più che il valore delle LDL ossidate in sé, il messaggio clinico è che l’LDL va ottimizzato, trovando una strategia sostenibile e tollerata.
    Il primo passo che Le consiglio è verificare i valori reali sul referto e poi confrontarsi con il medico per impostare una terapia adeguata al Suo profilo.
    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Salve per disturbi di premenopausa (sopratutto dolori osteomuscolari e a volte risveglio notturno a volte rara agitazione in alcuni giorni del ciclo) internisti endocrinologi fisiatri e ginecologi mi hanno consigliato magnesio bisglicinato (invece del pidolato che prendevo all'occorrenza nei giorni di maggiore stanchezza con ciclo o ovulazione)
    Dicono dunque sia migliore il bisglicinato,premetto che le analisi andavano abbastanza bene del magnesio avevo sempre sui 2,2 ma dicono tutti che l'integrazione ci vuole ugualmente anche x migliorare l'assorbimento di vitD.... sono un po restia ai cambi volevo info perche leggo puo dare abbassamento dei battiti...ne prenderei una pasticca da 125 (sul bugiardino dice max da 250 cioè fino a due pasticche al giorno)....
    influenza davvero la frequenza cardiaca un farmaco da banco anche se preso tutti i giorni magari a periodi?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco il Suo dubbio, soprattutto quando si parla di qualcosa da assumere tutti i giorni.

    Il magnesio bisglicinato è una forma ben assorbita e generalmente meglio tollerata rispetto ad altre, motivo per cui spesso viene consigliato in premenopausa per sintomi come tensione muscolare, disturbi del sonno e irritabilità. Il fatto che i Suoi valori ematici siano nella norma non esclude un beneficio clinico: il magnesio intracellulare e quello sierico non sempre coincidono perfettamente.

    Per quanto riguarda il cuore, è importante chiarire che il magnesio ha un effetto stabilizzante sul sistema neuromuscolare e cardiaco, ma non è un farmaco che “abbassa i battiti” in modo clinicamente rilevante alle dosi comuni. Riduzioni significative della frequenza cardiaca si osservano solo in contesti completamente diversi, come somministrazioni endovenose o dosaggi molto elevati. Una compressa da 125 mg al giorno è una dose bassa e, in una persona senza patologie cardiache o senza terapie specifiche che rallentano il battito, non comporta rischio di bradicardia.

    Anzi, in alcune situazioni il magnesio può contribuire a ridurre la percezione di palpitazioni o tensione, proprio grazie al suo effetto regolatore sul sistema nervoso.

    Dal punto di vista nutrizionale, può essere utile ricordare che l’integrazione funziona meglio se inserita in un contesto di alimentazione equilibrata e adeguato apporto di vitamina D, come Le è stato suggerito. Il beneficio non è immediato come quello del pidolato “al bisogno”, ma più graduale e di fondo.

    In sintesi, il passaggio al bisglicinato è una scelta condivisa da più specialisti e, alla dose che Le è stata indicata, è sicuro e ben tollerato, senza effetti significativi sulla frequenza cardiaca.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Buongiorno,
    sono ragazza di 31 anni chiedo circa 2 mesi ( 19/2 ) ho avuto un episodio di dolore allo stomaco notturno, e a metà mattinata fiato corto con nausea ( senso di non aver digerito) , stanchezza . 3 gg prima ho avuto un lutto familiare. chiedo per curiosità se può essere dissezione coronarica.
    prendo brilleve pillola anticoncezionale da 10 anni con sospensione e da 1 anno in maniere continuativa per endometriosi .
    a distanza appunto di circa 2 mesi (18/04 ) ho eseguito visita cardiologia con ecg ed di liquido pericardico localizzato nella zona della giunzione atrio-ventricolare sinistra evidenziato solamente
    lieve incremento di liquido pericardico localizzato nella zona della giunzione atrio-ventricolare sinistra


    1 domanda : se ci fosse stata dissezione coronarica, con ecg dopo 2 mesi ed ecocolordoppler, si potrebbe vedere?
    2 domanda: il lieve incremento di liquido pericardico localizzato nella zona della giunzione atrio-ventricolare sinistra può essere conseguenza di dissecazione coronarica?

    ho eseguito la ecg ed di liquido pericardico localizzato nella zona della giunzione atrio-ventricolare sinistra nel febbraio di 2 anni fa, ed non c'era la presenza di questo lieve incremento di liquido .

    grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco il Suo dubbio, soprattutto perché i sintomi sono comparsi in un momento emotivamente difficile.

    Le rispondo in modo diretto: il quadro che descrive non è compatibile con una dissezione coronarica. La dissezione coronarica spontanea è un evento acuto che si manifesta tipicamente con un dolore toracico importante e persistente, spesso associato a chiari segni agli esami (alterazioni dell’ECG, aumento degli enzimi cardiaci, alterazioni della funzione del cuore all’ecocardiogramma). Inoltre non passa inosservata e non evolve in modo “silenzioso” per settimane.

    Per rispondere alle Sue domande:

    Alla prima, se ci fosse stata una dissezione coronarica due mesi prima, qualche segno sarebbe emerso: o durante la fase acuta (con sintomi più importanti e alterazioni agli esami), oppure a distanza con segni indiretti all’ecocardiogramma o all’ECG. Il fatto che la visita cardiologica recente sia sostanzialmente tranquilla rende questa ipotesi estremamente improbabile.

    Alla seconda, il lieve incremento di liquido pericardico che Le è stato segnalato non è correlato a una dissezione coronarica. Piccole quantità di liquido pericardico sono un reperto abbastanza frequente, spesso aspecifico e legato a condizioni transitorie (anche stress, stati infiammatori lievi, variazioni ormonali). Il fatto che non fosse presente due anni fa non è di per sé preoccupante, soprattutto se si tratta di una quantità minima e localizzata.

    I sintomi che descrive all’inizio — dolore allo stomaco, nausea, senso di cattiva digestione, fiato corto — sono molto più compatibili con una componente gastro-intestinale e/o neurovegetativa, anche in relazione al lutto recente, che può avere un impatto fisico reale sull’organismo.

    La terapia ormonale può influenzare il sistema cardiovascolare, ma non è tipicamente associata a quadri come quello che teme in assenza di altri fattori o segni.

    In sintesi, sulla base degli esami e della storia clinica, non ci sono elementi che facciano pensare a una dissezione coronarica, né il piccolo versamento pericardico è correlato a questa condizione.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Buongiorno cari dottori.
    Da circa 20 giorni a questa parte al minimo sforzo (due rampe di scale, una lieve salita, l'inizio di una lezione di step in palestra) sento delle irregolarità del battito che potrei assimilare a delle extrasistole: un tuffo al petto, la sensazione di battito irregolare appena la frequenza aumenta per lo sforzo.
    Le ho avute sporadicamente in passato, ho effettuato un holter che ne aveva registrate un'ottantina in 48 ore sopraventricolari, con rare coppie (7), però tutte o quasi a riposo.
    La cosa che mi preoccupa allo stato attuale è che appena faccio le scale o gli sforzi che accennavo prima le avverto.
    Sono più pericolose quando si attivano sotto sforzo?
    Preciso che non fumo, non pratico attività sportiva costante, ma non ho neppure una vita sedentaria, non bevo alcolici, neppure caffè.
    So che la presenza di extrasistoli saltuarie non è un segnale di allarme, ma mi preoccupa la loro insorgenza sotto il minimo sforzo.
    Le ultime analisi del sangue rilevavano una carenza di vitamina D, mentre il ferro era nei limiti, seppur basso.
    In questi giorni ho effettuato una prova da sforzo, il cui esito è stato confortante per assenza di aritmie complesse, però alla frequenza di 155 battiti ho avuto episodi di extrasistole sopraventricolari isolate, il tracciato ne riporta 3 o poco più.
    Il dottore, raggiunta la frequenza di 158 battiti, nonostante non fosse il massimale rispetto alla mia età, ha detto che avrei potuto rallentare. Il recupero è stato buono, senza extrasistole.
    Ho anche effettuato un nuovo ecocardiogramma e risulta tutto nella norma. Tuttavia, nei giorni successivi, ci sono stati dei pomeriggi in cui, soltanto camminando, sentivo continui vuoti nel petto: tonfi, pause e battiti alterati. A riposo non le percepisco o quasi. Neppure di notte.
    Vi ringrazio se vorrete darmi un'altra opinione che possa aiutarmi a capire meglio la situazione: mi fido del parere del dottore, però devo dirvi che questa situazione di attivazione al minimo “sforzo” (se così si può chiamare camminare o salire le scale) mi preoccupa un pochino.
    Non sono mai stata una sportiva, tuttavia cammino, faccio escursioni in montagna, durante i viaggi e le vacanze mi capita di fare trekking con dislivelli medi e non ho mai avvertito questo genere di sintomo.
    Solo una tachicardia da cuore poco allenato, ma senza irregolarità nel battito.
    Un caro saluto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco la Sua preoccupazione, soprattutto perché la percezione delle extrasistoli durante lo sforzo tende spontaneamente a spaventare di più rispetto a quelle a riposo.

    La prima cosa importante, però, è che gli esami che ha eseguito sono molto rassicuranti: ecocardiogramma normale, prova da sforzo senza aritmie complesse né segni di ischemia, recupero corretto e presenza soltanto di poche extrasistoli sopraventricolari isolate a frequenze elevate. In un cuore strutturalmente sano, questo tipo di extrasistolia è generalmente considerato benigno.

    È vero che le extrasistoli “da sforzo” meritano sempre un po’ più di attenzione rispetto a quelle esclusivamente a riposo, ma nel Suo caso il dato fondamentale è che:

    sono sopraventricolari e non ventricolari complesse
    compaiono in numero molto limitato
    non aumentano nel recupero
    non si associano a sintomi importanti come sincope o dolore toracico
    il test da sforzo è stato considerato rassicurante dal cardiologo

    Molto probabilmente sta vivendo una fase di aumentata sensibilità del sistema neurovegetativo, in cui il cuore reagisce in modo più “percettibile” all’aumento della frequenza cardiaca. Quando si è più attenti al battito, anche minime irregolarità fisiologiche vengono avvertite molto di più, soprattutto all’inizio dello sforzo, momento in cui il sistema adrenergico si attiva rapidamente.

    Anche il fatto che le extrasistoli siano quasi assenti a riposo e durante la notte è un elemento tranquillizzante. Se ci fosse una patologia aritmica significativa, spesso il comportamento sarebbe diverso.

    La carenza di vitamina D e un ferro borderline possono contribuire indirettamente a una maggiore stanchezza muscolare e neurovegetativa, ma non spiegano da soli il quadro. In questi casi è importante anche valutare sonno, stress, alimentazione e livello di allenamento reale: talvolta, dopo periodi di minore attività o maggiore tensione, il cuore “si fa sentire” di più durante gli sforzi abituali.

    Il fatto che in passato facesse trekking e attività senza problemi e che ora percepisca maggiormente il battito non significa necessariamente che il cuore sia cambiato, ma più probabilmente che sia cambiata la soglia di percezione del sintomo.

    Alla luce degli esami già eseguiti, non sembrano emergere segnali di pericolosità. Piuttosto, può essere utile lavorare su una ripresa graduale e costante dell’attività aerobica, sull’equilibrio nutrizionale (ferro, vitamina D, idratazione) e sulla riduzione dello stato di allerta verso il battito.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Salve
    Sono qui a chiedervi un consulto per extrasistoli aumentate in gravidanza.
    Sono attualmente allottavo mese e da una settimana circa avverto extrasistoli più frequenti durante il giorno ( soprattutto quando mi sdraio o sto seduta).
    Anticipo che sono un soggetto molto ansioso e ipocondriaco quindi sicuramente tutto questo non mi aiuta ma volevo sapere come mai sono aumentate in questa fase della mia vita.
    Ne soffro da sempre e faccio ecg quasi tutti gli anni (lultimo una settimana fa) che ha riscontrato solo tachicardia sinusale ma nessuna extrasistole in quel momento e ho fatto una eco anni fa e tutto nella norma.
    Le mie domande sono: è normale averle più frequenti in gravidanza e soprattutto perché più ci penso e più compaiono?
    Grazie mille per le possibili risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, sì, quello che descrive è molto frequente in gravidanza, soprattutto nell’ultimo trimestre, e nella grande maggioranza dei casi è benigno.

    Durante la gravidanza il sistema cardiovascolare lavora in condizioni completamente diverse rispetto al normale: aumenta il volume di sangue circolante, il cuore batte più velocemente, il diaframma viene spinto verso l’alto dall’utero e il sistema nervoso autonomo è molto più “reattivo”. Tutto questo rende più facile percepire palpitazioni ed extrasistoli, soprattutto quando ci si sdraia o si sta ferme e si presta maggiore attenzione al battito.

    Anche il fatto che compaiano di più da seduta o sdraiata è tipico: in quelle posizioni si percepisce maggiormente il movimento cardiaco e il ritorno venoso cambia leggermente, facilitando la sensazione del “colpo” extrasistolico.

    Il Suo ECG recente, che mostra solo tachicardia sinusale, insieme all’ecocardiogramma normale eseguito in passato, è molto rassicurante. In un cuore strutturalmente sano, le extrasistoli in gravidanza sono quasi sempre fenomeni funzionali e transitori.

    Per quanto riguarda la seconda domanda, il motivo per cui “più ci pensa e più compaiono” è reale e ha una spiegazione fisiologica: ansia, ipervigilanza e attenzione al battito aumentano l’attivazione del sistema adrenergico, che rende le extrasistoli sia più frequenti sia più percepite. Si crea quindi un circolo in cui il sintomo spaventa, l’ansia aumenta e il cuore diventa ancora più sensibile.

    Dal punto di vista pratico, può aiutare molto curare sonno, idratazione, regolarità dei pasti ed evitare eccesso di caffeina o digiuni prolungati, perché anche gli squilibri metabolici e la stanchezza aumentano l’eccitabilità cardiaca.

    In sintesi, alla luce della Sua storia e degli esami eseguiti, l’aumento delle extrasistoli in gravidanza appare un fenomeno molto comune e benigno, legato sia ai cambiamenti fisiologici della gravidanza sia alla componente ansiosa.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Buongiorno,
    è da qualche giorno che ho un fastidio alla spalla sinistra e al braccio che si estende un pochino sotto il seno e ieri ho avuto anche una forte nausea dalla mattina fino a metà giornata. Premetto che sono una persona che soffre da un pò di tempo di attacchi di ansia e quindi ieri mi sono recata al PS perchè ho pensato subito ad un infarto. Mi hanno fatto ECG ed analisi che sono perfette quindi hanno escluso l'infarto anche perchè li ho informati che soffro di ernia iatale e gastrite (diagnosticata con gastroscopia ad ottobre 2025).
    Hanno quindi concluso che il disturbo allo stomaco è legato appunto ad ernia iatale e gastrite mentre il fastidio alla spalla è un problema muscolo scheletrico. Io continuo ad avere questo fastidio sotto il seno sinistro e a lato del seno ma se premo non sento dolore quindi è un dolore interno. Vero è che ho anche dolore al collo e ogni tanto questo fastidio si sposta nella spalla destra e nel braccio destro. Cosa potrebbe essere? Al PS mi hanno fatto paracetamolo in vena e per un pò il fastidio si è calmato mentre stamattina ho preso una Tachipirina ma non mi ha fatto nulla. Ovviamente sono in stato di ansia e questo non mi aiuta affatto quindi sto prendendo il Tensiopram . Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, capisco bene la Sua preoccupazione, soprattutto perché dolore al lato sinistro del torace, nausea e fastidio al braccio sono sintomi che inevitabilmente spaventano.

    La cosa più importante, però, è che in Pronto Soccorso abbia eseguito ECG ed esami del sangue risultati normali, e questo permette di escludere con buona sicurezza un infarto o un evento cardiaco acuto. Inoltre, il fatto che il fastidio cambi sede — passando talvolta anche alla spalla e al braccio destro — e che sia associato a dolore cervicale orienta molto di più verso una componente muscolo-scheletrica e tensiva.

    Nel Suo caso è molto probabile che si stiano sommando più fattori: da una parte la gastrite e l’ernia iatale, che possono dare nausea, dolore retrosternale e sensazione di fastidio “interno” sotto il seno; dall’altra una forte tensione muscolare del collo, delle spalle e della parete toracica, che può irradiarsi al braccio e alla regione mammaria. Questo tipo di dolore spesso non è evocabile premendo direttamente sulla zona, perché nasce da muscoli profondi, articolazioni costo-sternali o dalla cervicale.

    Anche il fatto che il paracetamolo in vena abbia dato beneficio temporaneo supporta l’ipotesi di una componente infiammatoria/tensiva piuttosto che cardiaca.

    L’ansia, inoltre, non “inventa” il dolore, ma lo amplifica: quando il sistema nervoso è in allerta, la percezione del corpo aumenta moltissimo e ogni fastidio viene vissuto in modo più intenso e persistente.

    In questa fase, più che ulteriori controlli cardiologici, può essere utile lavorare su:
    una buona gestione della gastrite/reflusso
    rilassamento della muscolatura cervicale e toracica
    qualità del sonno e riduzione dello stato di allerta

    Se il dolore dovesse diventare nettamente diverso, associarsi a fiato corto importante, febbre o peggiorare sotto sforzo, allora sarà corretto rivalutarsi. Ma sulla base di quanto riferisce e degli esami già fatti, il quadro appare molto più compatibile con una combinazione di componente gastro-esofagea, muscolare e ansiosa che con un problema cardiaco.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Buon pomeriggio dottore ,ho mio figlio di 17 anni che ha mutazione mthfr, è in trattamento con folina,ma dopo un controllo degli esami abbiamo notato che ha l omocisteina a 87,e ora sta prendendo normocis,le volevo chiedere lui da piu di una settimana lamenta dolore entrambi i polpacci, può essere una conseguenza dell'esame alterato? grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buon Giorno, un valore di omocisteina di 87 è effettivamente molto elevato e merita attenzione e monitoraggio specialistico, soprattutto in un ragazzo giovane. In presenza di mutazione MTHFR, l’aumento dell’omocisteina può favorire una maggiore irritabilità vascolare e un aumentato rischio trombotico, motivo per cui è corretto che sia stato avviato un trattamento specifico con folati e integratori mirati.

    Per quanto riguarda il dolore ai polpacci, nella maggior parte dei casi nei ragazzi è legato a cause muscolari, posturali o da affaticamento, soprattutto se fa sport o conduce una vita attiva. Tuttavia, con un’omocisteina così alta, il sintomo non va banalizzato del tutto, perché teoricamente un’alterazione importante dell’assetto trombofilico può aumentare il rischio di problemi circolatori.

    Questo non significa automaticamente che ci sia una trombosi, soprattutto se non sono presenti gonfiore evidente, arrossamento, aumento di temperatura di una gamba rispetto all’altra o dolore molto localizzato e ingravescente. Il fatto che il dolore sia bilaterale rende una trombosi venosa meno tipica, ma in un contesto del genere è comunque prudente parlarne rapidamente con il medico curante o con lo specialista che lo segue.

    Può essere utile valutare:
    -se il dolore aumenta camminando o a riposo
    -se ci sono differenze tra le due gambe
    -eventuale presenza di edema o tensione muscolare marcata

    Nel dubbio, soprattutto vista l’omocisteina molto elevata, potrebbe essere indicato un controllo clinico ed eventualmente un ecodoppler venoso, più per prudenza che perché il quadro faccia pensare chiaramente a una trombosi.

    È importante anche capire perché l’omocisteina sia così alta nonostante la terapia, verificando vitamina B12, folati, vitamina B6 e l’assetto metabolico generale.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Domande su visita cardiologica

    Ho una pericardite, sono sempre stanca ,e faccio fatica a salire le scale ,è normale? grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, sì, durante una pericardite è abbastanza frequente avvertire stanchezza marcata, facile affaticabilità e ridotta tolleranza allo sforzo, anche per attività semplici come salire le scale. La pericardite infatti non provoca solo dolore toracico, ma è una condizione infiammatoria che coinvolge tutto l’organismo e può lasciare una sensazione di debolezza anche per settimane.

    Detto questo, è importante capire in quale fase si trovi la pericardite e se ci siano stati controlli recenti. Una lieve stanchezza può essere normale, ma se la difficoltà a fare sforzi sta aumentando, oppure si associa a fiato corto importante, tachicardia persistente, febbre o peggioramento del dolore, è corretto rivalutarsi con il cardiologo ed eventualmente ripetere ECG, ecocardiogramma ed esami infiammatori.

    Anche i farmaci utilizzati per trattare la pericardite possono contribuire a dare senso di spossatezza, così come il riposo prolungato e la riduzione dell’attività fisica. Inoltre, in fase di recupero è importante non riprendere troppo rapidamente sforzi intensi, perché il cuore e il pericardio hanno bisogno di tempo per guarire completamente.

    Dal punto di vista generale e nutrizionale, può aiutare molto mantenere una buona idratazione, un’alimentazione regolare e antinfiammatoria e un adeguato recupero del sonno, evitando però di interpretare ogni sintomo come “normale” senza monitoraggio clinico.

    In sintesi, una certa stanchezza nella pericardite è comune, ma va sempre contestualizzata con l’andamento della malattia e con i controlli cardiologici.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


    Salve, sono una ragazza di 26 anni e non soffro di alcuna patologia, normopeso. Pratico sport e sono in salute.
    Tuttavia ultimamente avverto in maniera improvvisa e sporadica la sensazione di “cuore in gola”, dura qualche secondo, avvertendo un battito accelerato.
    Non mi è mai successo prima.
    Non penso che si tratti di ansia perchè accade in momenti in cui attivamente non l’avverto o non c’è n’è motivo.
    Temo che sottovalutando la cosa possa poi verificarsi altro.
    La mia pressione (misurata a casa) è stabile e normale. Saturimetro anche.
    È necessario sottoporsi per scrupolo ad un elettrocardiogramma? Grazie in anticipo per la risposta.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Mimosa Milocco

    Buongiorno, quello che descrive è molto frequente nelle persone giovani e, nella maggior parte dei casi, corrisponde a episodi di extrasistolia o brevi accelerazioni sinusali benigne, percepite come “cuore in gola” o battito improvvisamente forte e rapido per pochi secondi.

    Il fatto che gli episodi siano sporadici, molto brevi, non associati a svenimenti, dolore toracico importante o cali di pressione è rassicurante, soprattutto considerando che è una ragazza giovane, sportiva e senza patologie note. Inoltre, il fatto che compaiano anche in momenti di apparente tranquillità non esclude un’origine funzionale: il sistema nervoso autonomo può generare queste sensazioni anche senza un’ansia “cosciente”.

    Detto questo, visto che è un sintomo nuovo e mai avvertito prima, fare almeno un elettrocardiogramma basale è assolutamente ragionevole, più che altro per completezza e per tranquillizzarsi. È un esame semplice, non invasivo e spesso sufficiente in quadri come il Suo. Se l’ECG risultasse normale e gli episodi rimanessero sporadici, nella maggior parte dei casi non è necessario altro.

    Può anche aiutare osservare se gli episodi compaiono in relazione a:
    stanchezza
    scarso sonno
    periodi stressanti
    caffeina, energy drink o integratori pre-workout
    fase del ciclo mestruale
    digiuni prolungati o disidratazione

    Dal punto di vista nutrizionale e metabolico, anche piccole alterazioni dell’equilibrio elettrolitico, del sonno o dell’alimentazione possono aumentare la percezione del battito.

    In sintesi, il quadro che descrive non fa pensare a qualcosa di pericoloso, ma un ECG di controllo, visto che il sintomo è nuovo, è una scelta sensata e prudente.

    Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.


Domande più frequenti

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