Buongiorno. Come mai i medici continuano a negare la correlazione di effetti avversi anche fatali de
Buongiorno. Come mai i medici continuano a negare la correlazione di effetti avversi anche fatali dei vaccini per infezione da SARS-CoV-2 o anche l'insorgenza post-inoculazione di nuove patologie nonostante ormai l'evidenza di studi, pubblicazioni e articoli scientifici eminenti che invece ne descrivono l'esistenza ? E perché "a microfoni spenti" in contesti più confidenziali molti di questi medici invece fanno velatamente capire di aver colto anch'essi la correlazione dei vaccini con gli effetti avversi che i pazienti presentano loro ? Grazie.
1 risposta
Buongiorno, Ritengo importante distinguere alcuni piani. In medicina non si “nega” a priori la possibilità di effetti avversi: al contrario, per i vaccini anti-SARS-CoV-2 esiste una sorveglianza molto attiva, e alcuni effetti rari sono stati riconosciuti e documentati (ad esempio miocarditi nei soggetti giovani, soprattutto maschi, o particolari eventi trombotici con specifiche tipologie di vaccino). Proprio perché sono stati identificati, sono anche stati inseriti nelle schede tecniche e nelle raccomandazioni cliniche. Il punto centrale è che riconoscere un evento avverso non significa automaticamente stabilire una correlazione causale in ogni singolo caso. Molte patologie possono insorgere dopo una vaccinazione semplicemente per coincidenza temporale, soprattutto quando si vaccinano milioni di persone. La medicina si basa su dati epidemiologici: si parla di causalità quando si osserva un aumento reale e statisticamente significativo di un evento rispetto alla popolazione non esposta. Per questo motivo i medici, quando parlano “ufficialmente”, tendono a essere prudenti: non per negare, ma perché devono basarsi su evidenze solide e condivise, non su singole osservazioni o percezioni cliniche. Nei contesti informali può capitare che vengano espresse impressioni o dubbi, che però non sempre trovano conferma nei dati scientifici più ampi. Un altro aspetto importante è il rapporto rischio/beneficio. Anche nei casi in cui esiste un rischio, questo va confrontato con quello della malattia stessa: l’infezione da SARS-CoV-2, soprattutto nelle fasi iniziali della pandemia, comportava rischi nettamente superiori rispetto a quelli dei vaccini per la popolazione generale. In sintesi, gli effetti avversi esistono e vengono studiati e monitorati, ma la loro interpretazione richiede rigore scientifico. La differenza che Lei percepisce tra “ciò che si dice ufficialmente” e “ciò che si dice informalmente” è spesso legata proprio a questo: la distinzione tra impressione clinica e evidenza dimostrata. Le auguro una buona giornata.
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