STENOSI CAROTIDEA IN PAZIENTE DI 79 ANNI Buongiorno a tutti i medici dello staff, e grazie, come
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STENOSI CAROTIDEA IN PAZIENTE DI 79 ANNI
Buongiorno a tutti i medici dello staff, e grazie, come sempre, per il vostro servizio.
Scrivo a nome di mio papà, 79enne. Soffre sia di ipertensione che di diabete di tipo 2, da tanti anni, ma entrambe le patologie sono ben compensate dai medicinali che assume. Tareg per l'ipertensione, Metformina per il diabete, cosi che la pressione sta quasi sempre sui 120-80 e l'emoglobina glicata si mantiene tra i 6,5 e i 7.
Avendo familiarita per patologie cardiovascolari (mia nonna paterna morì di ictus a 81 anni e mio nonno paterno di infarto a 60), è abbastanza attento alla dieta, all'attivita fisica, e ai controlli. Un po' di anni fa fece un ecodoppler delle carotidi che non rilevò alcuna placca/stenosi carotidea, poi lo ha ripetuto l'anno scorso dopo un po' di anni che non lo faceva, e gli è stata rilevata una placca a sinistra del 30 %, nulla a destra.
Ha ripetuto l'analisi quest'anno ,ed era aumentata del 5 % passando da 30 a 35.
C'è da dire che gia l'anno scorso il medico gli diede da prendere statine, o meglio un farmaco contenente EZETIMIBE e SIMVASTATINA, lo assunse per un paio di mesi, poi lo interruppe perche gli provocava dolori muscolari abbastanza fastidiosi.
Ora tornerà dal medico a riportargli il referto di controllo, ma sull'assunzione di farmaci è abbastanza di testa dura, e so che quelli che ha preso l'anno scorso, li potrebbe anche riprovare nuovamente, ma se gli ridanno gli stessi sintomi, interromperebbe di nuovo.
A completare il quadro, posso dire che è stato fumatore tanti anni fa (ha smesso da circa 40 anni), e, che per una buona 15ina di anni, dal 2001 al 2017, è andato assiduamente in palestra, (abbandonata poi fino all'anno scorso, perche per un po' di anni, è dovuto stare appresso ai suoceri, i miei nonni materni, anziani, ultra 90enni), e ripresa a settembre dell'anno scorso, ovviamente a carichi e sforzi piu limitati rispetto a prima.
Ci sono altri farmaci e/o integratori che possano contrastare l'ingrossarsi e stabilizzare/ridurre la stenosi, a parte le statine? Navigando in rete, leggevo di buoni studi sulla NATTOCHINASI, non so se siano validati scientificamente, o se sia tutta fuffa, o se sapreste consigliare qualche altro farmaco con meno effetti collaterali di cui possa parlarne col medico.
Ringraziandovi anticipatamente, vi auguro buon lavoro
Buongiorno a tutti i medici dello staff, e grazie, come sempre, per il vostro servizio.
Scrivo a nome di mio papà, 79enne. Soffre sia di ipertensione che di diabete di tipo 2, da tanti anni, ma entrambe le patologie sono ben compensate dai medicinali che assume. Tareg per l'ipertensione, Metformina per il diabete, cosi che la pressione sta quasi sempre sui 120-80 e l'emoglobina glicata si mantiene tra i 6,5 e i 7.
Avendo familiarita per patologie cardiovascolari (mia nonna paterna morì di ictus a 81 anni e mio nonno paterno di infarto a 60), è abbastanza attento alla dieta, all'attivita fisica, e ai controlli. Un po' di anni fa fece un ecodoppler delle carotidi che non rilevò alcuna placca/stenosi carotidea, poi lo ha ripetuto l'anno scorso dopo un po' di anni che non lo faceva, e gli è stata rilevata una placca a sinistra del 30 %, nulla a destra.
Ha ripetuto l'analisi quest'anno ,ed era aumentata del 5 % passando da 30 a 35.
C'è da dire che gia l'anno scorso il medico gli diede da prendere statine, o meglio un farmaco contenente EZETIMIBE e SIMVASTATINA, lo assunse per un paio di mesi, poi lo interruppe perche gli provocava dolori muscolari abbastanza fastidiosi.
Ora tornerà dal medico a riportargli il referto di controllo, ma sull'assunzione di farmaci è abbastanza di testa dura, e so che quelli che ha preso l'anno scorso, li potrebbe anche riprovare nuovamente, ma se gli ridanno gli stessi sintomi, interromperebbe di nuovo.
A completare il quadro, posso dire che è stato fumatore tanti anni fa (ha smesso da circa 40 anni), e, che per una buona 15ina di anni, dal 2001 al 2017, è andato assiduamente in palestra, (abbandonata poi fino all'anno scorso, perche per un po' di anni, è dovuto stare appresso ai suoceri, i miei nonni materni, anziani, ultra 90enni), e ripresa a settembre dell'anno scorso, ovviamente a carichi e sforzi piu limitati rispetto a prima.
Ci sono altri farmaci e/o integratori che possano contrastare l'ingrossarsi e stabilizzare/ridurre la stenosi, a parte le statine? Navigando in rete, leggevo di buoni studi sulla NATTOCHINASI, non so se siano validati scientificamente, o se sia tutta fuffa, o se sapreste consigliare qualche altro farmaco con meno effetti collaterali di cui possa parlarne col medico.
Ringraziandovi anticipatamente, vi auguro buon lavoro
Buongiorno, il quadro che descrive è nel complesso ben controllato e rassicurante, e Suo padre sta già facendo molte cose corrette.
Una stenosi carotidea del 30–35% è considerata lieve e non emodinamicamente significativa. L’aumento di pochi punti percentuali da un anno all’altro può rientrare anche nella variabilità di misura dell’esame e non necessariamente indica una reale progressione clinicamente rilevante. In assenza di sintomi neurologici (TIA, disturbi del linguaggio, perdita di forza), la gestione è medica e preventiva, non interventistica.
Il punto centrale, più che “ridurre la placca”, è stabilizzarla e ridurre il rischio cardiovascolare globale. Suo padre ha già ottimi risultati su pressione e diabete, che sono fattori fondamentali. Rimane però il nodo del colesterolo LDL, che è il principale determinante della progressione aterosclerotica.
Le statine restano il trattamento con le evidenze più solide, ma la intolleranza muscolare è un problema reale e frequente. In questi casi esistono alternative o strategie diverse che può discutere con il medico, come l’utilizzo di altri farmaci ipolipemizzanti per via orale, oppure schemi diversi di somministrazione che migliorano la tollerabilità. Oggi non si è più “costretti” a usare solo statine ad alto dosaggio.
Per quanto riguarda gli integratori, è importante essere chiari: prodotti come la nattokinasi non hanno evidenze solide nel prevenire la progressione della placca carotidea o nel ridurre il rischio di ictus. Inoltre possono avere effetti sulla coagulazione e non sono privi di rischi, soprattutto in un paziente anziano. Non rappresentano quindi una valida alternativa alla terapia farmacologica comprovata.
Dal punto di vista nutrizionale, che nel suo caso è particolarmente rilevante, può essere utile rafforzare alcuni aspetti già probabilmente presenti ma sempre migliorabili: dieta di tipo mediterraneo, riduzione dei grassi saturi, adeguato apporto di fibre solubili, consumo regolare di pesce e attenzione al controllo glicemico. Anche l’attività fisica che ha ripreso è un elemento molto positivo per la stabilità della placca.
In sintesi, la situazione attuale non è preoccupante ma richiede continuità e ottimizzazione della prevenzione. Più che cercare integratori alternativi, il passaggio chiave è trovare una terapia ipolipemizzante tollerabile e mantenerla nel tempo.
Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.
Una stenosi carotidea del 30–35% è considerata lieve e non emodinamicamente significativa. L’aumento di pochi punti percentuali da un anno all’altro può rientrare anche nella variabilità di misura dell’esame e non necessariamente indica una reale progressione clinicamente rilevante. In assenza di sintomi neurologici (TIA, disturbi del linguaggio, perdita di forza), la gestione è medica e preventiva, non interventistica.
Il punto centrale, più che “ridurre la placca”, è stabilizzarla e ridurre il rischio cardiovascolare globale. Suo padre ha già ottimi risultati su pressione e diabete, che sono fattori fondamentali. Rimane però il nodo del colesterolo LDL, che è il principale determinante della progressione aterosclerotica.
Le statine restano il trattamento con le evidenze più solide, ma la intolleranza muscolare è un problema reale e frequente. In questi casi esistono alternative o strategie diverse che può discutere con il medico, come l’utilizzo di altri farmaci ipolipemizzanti per via orale, oppure schemi diversi di somministrazione che migliorano la tollerabilità. Oggi non si è più “costretti” a usare solo statine ad alto dosaggio.
Per quanto riguarda gli integratori, è importante essere chiari: prodotti come la nattokinasi non hanno evidenze solide nel prevenire la progressione della placca carotidea o nel ridurre il rischio di ictus. Inoltre possono avere effetti sulla coagulazione e non sono privi di rischi, soprattutto in un paziente anziano. Non rappresentano quindi una valida alternativa alla terapia farmacologica comprovata.
Dal punto di vista nutrizionale, che nel suo caso è particolarmente rilevante, può essere utile rafforzare alcuni aspetti già probabilmente presenti ma sempre migliorabili: dieta di tipo mediterraneo, riduzione dei grassi saturi, adeguato apporto di fibre solubili, consumo regolare di pesce e attenzione al controllo glicemico. Anche l’attività fisica che ha ripreso è un elemento molto positivo per la stabilità della placca.
In sintesi, la situazione attuale non è preoccupante ma richiede continuità e ottimizzazione della prevenzione. Più che cercare integratori alternativi, il passaggio chiave è trovare una terapia ipolipemizzante tollerabile e mantenerla nel tempo.
Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.
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