Domande del paziente (10)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Ci vuole molto coraggio per mettere in parole una sofferenza che si trascina da tempo e che ha radici affettive, familiari e lavorative così complesse.
Da quanto racconta, emerge una forte...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ha condiviso una situazione che immagino crei molta preoccupazione. sicuramente è molto importante che lui stesso abbia espresso il desiderio di ricevere aiuto. Da quanto descrive, sembrerebbe... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dalle parole che descrive, sembra che stia attraversando un momento di forte disagio emotivo caratterizzato da umore depresso, mancanza di energie, irritabilità, ritiro sociale, calo dell’appetito... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente,
quello che racconta è un vissuto carico di frustrazione e dolore, ma anche di una profonda volontà di custodire e proteggere la tua relazione. Provo a offrirle alcune riflessioni che possano...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, credo sia importante partire da un punto fondamentale: l'interesse o la curiosità verso certi contenuti erotici non definisce automaticamente l'orientamento sessuale di una persona. La sessualità... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sicuramente una situazione faticosa da vivere e che meriterebbe un ascolto più ampio. Forse può essere importante tenere a mente che i progetti di coppia si costruiscono insieme: non spettano solo a una... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, lei che risposta si è data? lei conosce la sua storia, le sue emozioni, le sue relazione, chi meglio di lei potrebbe riuscire ad orientare una risposta che per lei abbia senso? i sogni non... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che emerge con forza dal suo racconto non è tanto una scelta immediata da compiere, quanto una confusione da attraversare. E forse la prima domanda non riguarda lui, ma lei.
Da una parte descrive...
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Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 25 anni da ormai quasi 3 anni.
Vi scrivo in seguito a un episodio avvenuto ieri sera che mi ha mandata abbastanza in crisi.
Eravamo a letto, io ero buttata sopra di lui e stavo guardando il cellulare, ho fatto una battuta davvero di cattivo gusto sul fatto di andare a letto con un altro ragazzo, me ne stavo pentendo già mentre la facevo ma non so spiegarvi perchè ma mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni (questo da sempre).
Lui, che era sotto di me sul letto, ha reagito dandomi uno schiaffetto sul viso in segno di rimprovero. Non era forte però l'ho sentito e il gesto in se mi ha fatta infuriare.
So per certo che non era sua intenzione farmi del male, quando litighiamo non ha mai nemmeno accennato a segni di violenza anzi, solitamente sono io quella che sbrocca di più (mai fisicamente).
Però lui ha sempre avuto questo vizio di dare queste schiaffette sul viso per rimprovero, non lo fa sempre ma ogni tanto capita.
Mi sento ancora più stupida perchè sono io la prima a farlo.. nel senso che anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso.
Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata.
E' secondo voi un campanello allarmante?
Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta, che mi aveva fatto male e dicendogli più volte che è scemo, lui ha detto che io sono scema a fare battute del genere, che gli schiaffetti li do anch'io e che era uno schiaffetto e non uno schiaffo.
Ho tenuto il muso per tutta le sera e tutta la notte, lui è molto affettuoso e ha cercato più volte le coccole che io non gli ho fatto.
Questa mattina gli ho detto che avrebbe dovuto chiedermi scusa e lui l'ha fatto ma ha ribadito nuovamente che non era uno schiaffo e mi ha chiesto di chiedergli scusa per la battuta che ho fatto.
Scusatemi se mi sono dilungata ma ci penso da tutto il giorno e non so come analizzare la situazione.
Sto esagerando io?
Grazie mille sin da ora
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso questo episodio con tanta onestà. Alla sua domanda diretta — "sto esagerando?" — le rispondo così: no, non sta esagerando nel sentirsi turbata. Qualsiasi gesto fisico sul viso, anche leggero, merita attenzione e non va lasciato scivolare via in silenzio. Ha fatto bene a non farlo passare.
Detto questo, quello che mi colpisce di più nella sua storia non è tanto il singolo episodio in sé, ma qualcosa di più sottile che emerge dal racconto: lei che provoca, stuzzica, fa la battuta di cattivo gusto sapendo già mentre la fa che non va e lui che risponde con questi piccoli gesti fisici di "rimprovero". Un meccanismo che esiste da entrambe le parti, che si ripete, che in qualche modo entrambi riconoscete e tuttavia continuano.
Mi chiedo e glielo offro come spunto, non come giudizio, cosa succede in questa coppia quando tutto è tranquillo? C'è spazio per il contatto, per l'attenzione, per sentirsi davvero visti dall'altro, senza che ci sia prima bisogno di una tensione? A volte, senza rendercene conto, impariamo che l'unico modo per sentire che l'altro c'è davvero è passare attraverso il conflitto, la provocazione, persino una forma di dolore, proprio o dell'altro. Non è una colpa ma è qualcosa che spesso viene da molto lontano, da storie personali che precedono la relazione.
Tre anni insieme, l'affetto, la capacità di parlarsi dimostrano che ci sono risorse reali ma questo schema che descrive vale la pena esplorarlo, con calma e senza fretta, magari con il supporto di uno percorso psicologico dedicato — individuale o di coppia.
Salve a tutti, sono una ragazza di 21 anni, da circa luglio 2025 ho iniziato a sviluppare un'ansia incontrollabile. E' iniziato tutto da una semplice settimana a casa da sola in quanto i miei in vacanza, dove avevo la costante paura che dei ladri potessero entrarmi in casa, e da lì per una settimana andavo a dormire alle 6 di mattina per accertarmi che durante la notte nessuno cercasse di entrare in casa, a termine di questa settimana mi viene un forte dolore al braccio, vado in ps e mi dicono semplicemente di calmarmi, facendomi un’elettriocardiogramma in cui era tutto ok. Passa l’estate, torno nella mia città dove vivo da fuorisede, e resto sola di nuovo per due settimane, in cui di nuovo vivo con angoscia la cosa, avendo mille paure, nonostante non fosse la prima volta che fossi sola. A termine di queste sue settimane di nuovo mi viene dolore la braccio sinistro per giorni, sono molto preoccupata, vado in ps ed è tutto ok, analisi ed elettrocardiogramma. Da quel momento in poi inizio a sviluppare continua ansia per ogni sensazione del mio corpo, più mi informo e più sto male, ho paura di qualsiasi cosa, questo va a peggiorare anche il mio rapporto sentimentale. A febbraio litigo pesantemente con il mio ragazzo, finendo per avere un attacco di panico con tremore, conati di vomito, dolore braccio sinistro e confusione, vado in ps, tutto okay come al solito e mi danno semplicemente un tranquillante. Un mese dopo torno al ps per emorroidi, le quali non avendole mai avute e avendo una certa perdita di sangue mi hanno fatto preoccupare. Tralasciando queste varie esperienze in questi mesi ho fatto vari elettrocardiogrammi, ecografie, hotler, analisi del sangue, tutto ok, ma ho sempre ansia. Ieri ho litigato di nuovo col mio ragazzo e di nuovo stessi sintomi di attacchi di panico, sto male, è difficile riprendersi. Io non so più cosa fare, non so se può essere correlato ma ho un ritardo del ciclo di 10 gg (uso precauzioni) e al posto del ciclo ho perdite marroni, non vorrei fosse collegato allo stess, non so cosa fare e non riesco nemmeno a parlarne con i miei, il mio ragazzo soffre anche lui per tutte le mie ansie e attacchi di panico, avrei bisogno di un consiglio, grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Leggendo la sua storia mi colpisce molto il fatto che sta portando un peso enorme e si sente quanto sia esausta.
Quello che descrive — gli attacchi di panico, il dolore al braccio, i tremori, l'ipervigilanza notturna, la paura costante per ogni sensazione fisica — è un quadro clinicamente piuttosto chiaro ed è reale oltre che invalidante. Il suo corpo sta parlando attraverso il sistema nervoso che è entrato in uno stato di allerta cronica. Il fatto che tutti gli esami siano risultati perfetti, più volte nel tempo, è in realtà una conferma importante: non c'è nulla di organico da temere. C'è però una sofferenza psicologica che merita attenzione seria e cure adeguate.
Riguardo alle perdite marroni e al ritardo del ciclo: lo stress prolungato può effettivamente alterare il ciclo mestruale, è un meccanismo fisiologico noto. Le consiglio comunque una visita ginecologica per un quadro completo e per togliersi quel pensiero.
Quello di cui ha bisogno adesso, con chiarezza ma senza allarmismo, è un percorso psicoterapeutico strutturato, intervento più indicato per quello che ha descritto e sta vivendo. Affiancata alla psicoterapia, le consiglio anche una valutazione psichiatrica: non perché ci sia qualcosa di grave, ma perché in certi momenti un supporto farmacologico temporaneo può abbassare il livello di attivazione abbastanza da permettere alla terapia di lavorare davvero.
Non deve aspettare che passi da sola, ha 21 anni e merita di stare bene.
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