Domande del paziente (19)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che descrive merita ascolto e attenzione, perché ansia, sbalzi d’umore, difficoltà relazionali e sintomi psicosomatici come il colon irritabile spesso non arrivano “dal nulla”, ma possono...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la difficoltà che descrive è frequente nei quadri di ansia sociale, in cui l’attenzione si sposta eccessivamente su di sé e sulla paura di sbagliare, generando il blocco e il “vuoto mentale”.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco la sua frustrazione. Quando una persona soffre di ansia sociale o fobia sociale da molto tempo, soprattutto se accompagnata da forti sintomi fisici e somatizzazioni, può sentirsi delusa o scoraggiata... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, il desiderio di capire “da dove nasce” l’ansia è comprensibile, ma non sempre esiste una causa unica da individuare.
Più che cercare nel passato, è spesso più utile osservare come funziona oggi...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, le sue perplessità sono assolutamente comprensibili.
Nel percorso terapeutico non sarà lasciat* sol* ad affrontare le situazioni: le azioni vengono costruite insieme al professionista, nel rispetto...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Da quello che descrive emerge un' ansia di fondo, legata ad un' esperienza traumatica precoce (la paura per la salute di suo padre), che nel tempo si è strutturata... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Immagino quanto possa essere per lei difficile, sentirsi non scelta ogni volta che le vede insieme, andando ad alimentare probabilmente il suo vissuto di insicurezza personale.
Le suggerisco di provare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, innanzitutto mi dispiace per come debba essersi sentita. E' possibile che oltre la colpa verso il suo compagno, lei provi anche vergogna verso quanto accaduto.
Quello che mi sento di dirle in primis...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, dalle sue parole emerge una sofferenza importante e prolungata nel tempo, che merita attenzione e rispetto.
Le difficoltà che descrive – ansia generalizzata, attacchi di panico, paura di stare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che racconta è molto doloroso, e la sua sofferenza è comprensibile. Essere discalculica non significa avere un ritardo cognitivo: molte persone con DSA crescono però sentendosi svalutate...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da ciò che racconta emerge una relazione caratterizzata da forte ambivalenza emotiva, segnali contrastanti e mancanza di chiarezza relazionale. Questo tipo di dinamica può generare molta ansia,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da ciò che racconta sembra che negli ultimi mesi abbia vissuto un accumulo importante di stress emotivo: il divorzio dei suoi genitori, conflitti familiari, un ambiente lavorativo tossico, cambiamenti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, il fatto che oggi stia meglio rispetto all’inizio del percorso è già un elemento importante. In psicoterapia può capitare, soprattutto dopo i primi miglioramenti, di attraversare fasi in cui si... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da ciò che descrive sembra esserci una forte difficoltà nel tollerare il dubbio e la possibilità di errore, con il bisogno costante di controllare mentalmente le situazioni per sentirsi più sicuro.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, dopo un periodo di forte ansia può capitare di sentirsi emotivamente stanchi, svuotati o poco motivati, anche quando nella propria vita sono presenti affetti, impegni e motivi importanti per stare... Altro
Buongiorno, sto vivendo una situazione molto dolorosa , dalla quale non vedo uscita. Mia figlia , 32 anni, sposata e con un bimbo di due , si vuole separare . Non l ha detto direttamente, ma vedendola diversa, ho provato a chiederle se ci fosse qualcosa che non andava e alla fine è uscito questo.
Praticamente le ho anche spianato la strada nel dirmelo. Non ne aveva parlato neanche con il marito. Solo con un' amica e un cugino. Vivono in un appartamento sopra al nostro, che le ho donato parecchi anni fa. Dice che con lui non ha più dialogo, non sa più guardarla negli occhi ecc. Lui è impegnato molto con il lavoro, ma quando è a casa prepara il bimbo, gli fa il bagnetto, cucina, avvia lavatrice, pulisce casa, prepara pranzo e cena per tutti. Lei mi dice che anche fra noi , madre e figlia non c è stato dialogo, che si è sempre sentita giudicata e controllata, e non l ho lasciata sbagliare. Io le ho lasciato fare le sue scelte, tipo di scuola, sede più lontana con costi di appartamento e trasporto, ho accolto i suoi fidanzati con apertura, ammetto che cercavo che studiasse con buoni risultati e le chiedevo della sua vita .ora dice che vuole fare le sue scelte , andare via col bambino, ma non dice dove, le ho chiesto se ha un altro, lei nega, ma passa giornate fuori, o ritarda di molte ore a rientrare dai turni di lavoro. Di mattina il bimbo è al nido, pomeriggio con noi. Frequenta una palestra , body buildyng, all inizio era saltuario, fino a diventare ogni giorno. Mangia in modo ristretto, solo certi alimenti, ed è dimagrita, molto.
Sicuramente io e il padre l avremo iperprotetta ,abbiamo cercato di evitarle errori, controllandola, ma abbiamo anche sempre cercato di parlare, anche se non era facile visto il suo temperamento. Non ci informa nemmeno dei suoi orari, tanto noi siamo a disposizione, sa che noi amiamo tanto il bimbo. Sembra abbia un' insoddisfazione cronica , dice che lei è giovane, vuole fare due anni di specializzazione, vuole viaggiare, da notare che hanno girato mezzo mondo. La vita ora le sta stretta. Dice che devo lasciarle vivere la sua vita , ma non informa nessuno circa le sue intenzioni come sarebbe giusto, visto la presenza di un figlio .Quando si cerca di parlare, di capire , si finisce sempre per discutere, sembra voglia nascondere qualcosa, anche al marito. Noi siamo preoccupati oltre che per il bimbo, anche per lei, perché non sappiamo quando e dove finirà la sua ricerca di quello che magari è solo nella sua mente. È già successo con il precedente fidanzato con cui è stata per 5 anni. Non sappiamo più come approcciarsi e siamo nella più totale sofferenza.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Innanzitutto comprendo la sua sofferenza, e il suo mettersi in discussione come madre rispetto a quanto sta accadendo.
Da quello che emerge, sua figlia sembra essere in una fase di forte cambiamento personale, in cui sta rivalutando diversi aspetti della sua vita, inclusa la relazione di coppia e il rapporto con la famiglia.
E’ frequente che in questi momenti il bisogno di autonomia si esprima attraverso distanza, chiusura e difficoltà nel dialogo. Il rischio, però, è che il tentativo di ottenere spiegazioni o di intervenire possa aumentare ulteriormente questa chiusura.
Può essere utile, per quanto faticoso, provare a mantenere una presenza accogliente e non giudicante, lasciando aperta la possibilità di dialogo senza forzarlo.
Per quanto riguarda il bambino, è positivo che possa contare su una rete familiare presente.
Se la situazione dovesse mantenersi confusa o conflittuale, potrebbe essere utile valutare un supporto psicologico, sia per sua figlia (se disponibile), sia per voi genitori, per affrontare al meglio questo momento e trovare modalità comunicative più efficaci.
Salve, sono una ragazza di meno di trent'anni e sto facendo un percorso di psicoterapia da molti anni ormai.
Soffro di ansia, DOC e ipocondria.
Sono in un periodo in cui nonostante conosca i meccanismi che mi portano a sviluppare i sintomi e i pensieri ossessivi mi sento bloccata e spesso sono in balia delle mie paranoie. Mi viene istintivo chiedere rassicurazioni mediche perché ho troppa paura di morire o di poter far male agli altri senza volerlo.
Queste paranoie mi stanno cambiando la vita e non so come affrontarle. Avete dei consigli da darmi? So che non è facile con un consulto a distanza, ma qualsiasi spunto potrebbe essermi utile.
Come posso fare per uscire dal circolo vizioso delle rassicurazioni mediche? Questa è la cosa che mi sta dando più problemi in assoluto. Spesso penso che delle abitudini normali che ho o cose che ho fatto in passato possano mettere a rischio la mia salute attuale (ad esempio aver usato prodotti chimici anni fa senza protezioni, oppure la muffa in casa), solo che il pensiero non si risolve rassicurandomi con l'assenza di sintomi, ho sempre bisogno di cercare spiegazioni sempre più cavillose per potermi preoccupare di qualcosa che in quel momento fa più presa su di me. Quando analizzo un pensiero ossessivo e mi tranquillizzo questo passa, ma poi me ne viene un altro poco dopo. Non sono mai veramente tranquilla e ho paura che questo possa davvero farmi ammalare.
Avreste dei consigli da darmi? Io davvero non so più cosa fare. Le persone intorno a me cercano di rassicurarmi ma ovviamente non basta, non basta nemmeno farmi esami e vedere che non ho nulla di evidente perché ho paura di qualcosa di nascosto. Secondo voi ha senso ricercare danni nascosti in assenza di sintomi o è del tutto inutile? Una delle cose che più mi terrorizzano sono i danni silenti a lungo termine.
Scusate se posso sembrare paranoica ma spero di aver reso l'idea di quale sia la mia situazione psicologica. Aggiungo che non sono in terapia farmacologica.
Grazie per il vostro tempo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, il fatto che lei riconosca già i meccanismi dell’ansia e del DOC è un aspetto importante. Spesso però, anche comprendendo razionalmente il disturbo, emotivamente si continua a percepire un forte senso di minaccia e questo porta a ricercare rassicurazioni continue.
Nel disturbo ossessivo compulsivo emerge spesso un forte bisogno di controllo e di certezza assoluta, ma purtroppo nessuna rassicurazione riesce a eliminare definitivamente il dubbio. Per questo le rassicurazioni mediche o i controlli danno sollievo solo temporaneo e il pensiero ossessivo tende poi a ripresentarsi.
Il percorso terapeutico può aiutare gradualmente a interrompere questo circolo vizioso, lavorando sulla gestione dell’ansia, della paura e dell’incertezza, così da ridurre compulsioni, controlli e bisogno di rassicurazione.
Buongiorno da 9 mesi vivo lo stato di ansia di mio marito.
In seguito ad un lutto e altro problemi ha incominciato ad avere forte ansia al mattino che gli provoca mancanza d'aria. E' in cura con xanax gocce al bisogno, non vuole fare un percorso psicologico e 5 mesi di escitalopram non hanno portato beneficio ma lo hanno solo fatto dormire ore ed ore di fila.
Quindi io mi sono accorta che ogni giorno da mesi vivo la mia giornata in funzione a se lui respira, se sta benino, se sta male quindi se è in down io passo la giornata preoccupata con il magone e lo sconforto. In questi mesi ho perso anche 4 kg pur mangiando. Ho fatto collquio con psicologa ma approccio a lungo termine non va bene per me, non ho bisogno di parlare del passato. Il mio problema è la gestione del presente ed è incentrata sul fatto che non riesco a fregarmene di come lui possa stare e questo mi sta esaurendo. chiedo consigli su terapie veloci tipo tcc tbs. grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che racconta sembra che, nel tempo, l’ansia di suo marito abbia iniziato a coinvolgere profondamente anche lei, portandola a vivere in uno stato di costante allerta e preoccupazione. Quando si resta a lungo focalizzati sui segnali dell’altro (“sta bene?”, “respira?”, “peggiorerà?”), il rischio è che l’ansia diventi pervasiva anche per chi assiste e sostiene quotidianamente la persona amata.
In questi casi un percorso di psicoterapia CBT (Terapia Cognitivo Comportamentale) può essere particolarmente utile perché lavora in modo pratico e concreto sulla gestione dell’ansia nel presente, aiutando a interrompere i circoli di controllo, ipervigilanza e paura che mantengono lo stato di sofferenza. Attraverso tecniche specifiche è possibile imparare a gestire i pensieri ansiogeni, ridurre il senso di allarme costante e recuperare uno spazio personale emotivo, senza sentirsi continuamente responsabili del benessere dell’altro.
Anche percorsi brevi e focalizzati possono essere efficaci, soprattutto quando l’obiettivo è lavorare sulla gestione dell’ansia, dello stress e del carico emotivo quotidiano. Chiedere aiuto per sé, in una situazione così impegnativa, è già un passo importante.
Salve, ho 30 anni e mi sono trasferita pochi mesi fa in una nuova città raggiungendo il mio compagno che è venuto qui per lavoro. Premetto che sono venuta qui anche per iniziare un percorso di 2 mesi come stage in un posto per fare esperienza nel mio campo e vedere se può veramente piacermi questo lavoro. Lo stage non è andato a buon fine perchè alla fine dei due mesi, ho deciso di non proseguire a causa di dissapori con i titolari. Questi mi hanno umiliata dicendomi che non mi sono integrata bene nel gruppo e altre cose che mi hanno fatta stare parecchio male per giorni. Recarmi in quel luogo era per me tossico, mi faceva stare male emotivamente e fisicamente. Ho pertanto deciso di non proseguire per questo. Adesso sono quindi in cerca di lavoro da diverse settimane, sono veramente disperata perchè ho bisogno di uno stipendio per poter rimanere qui. Non voglio assolutamente tornare al mio paese perchè ciò vorrebbe dire tornare dai miei e fallire. Non lo accetto, perchè ho fatto tanti sacrifici per essere qui, per andare via di casa, per crescere, per crearmi una vita da adulta, non posso buttare tutto all'aria. Ma il solo pensiero di iniziare un nuovo lavoro mi mette molta agitazione. Perchè penso di non essere capace, ho paura di non trovarmi bene, ho paura di ritrovare persone tossiche anche lì e ho paura di fallire. Vorrei tanto poter trovare un ambiente sereno e iniziare finalmente la mia carriera. Avere un lavoro stabile, avere uno stipendio tutti i mesi. Poter pensare un po' di più a fare programmi, cosa che ora non posso fare per motivi economici. Se non dovessi trovare niente come faccio a restare qui? Quanto tempo posso darmi come limite? Sono spaventata. (Sto seguendo anche un percorso dalla psicologa che sto diminuendo sempre più perchè non posso permettermi di fare le sedute ogni settimana) Mi sento motivata a darmi da fare per rimanere qui, ma allo stesso tempo non so da dove cominciare. Mi spaventano i nuovi inizi e fin'ora non ho ottenuto neanche un singolo colloquio. Mi sento davvero indietro su tutto. Vorrei essere più serena. Le mie amiche si sposano e io sto in questa situazione. Sento davvero di aver sbagliato tutto a volte. Cosa mi consigliate? Considerando la mia ansia anticipatoria/scarsa autostima/pessimismo e altre cose.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, quello che sta vivendo è comprensibilmente molto pesante, ma non significa che abbia sbagliato tutto. Trasferirsi, lasciare la propria zona di comfort e provare a costruire una vita autonoma richiede coraggio e capacità di mettersi in gioco.
L’esperienza negativa nello stage può aver colpito la sua autostima e aumentato l’ansia anticipatoria, soprattutto se si è sentita giudicata o umiliata. Tuttavia un ambiente lavorativo tossico non definisce il suo valore né le sue capacità professionali. A volte interrompere un contesto che ci fa stare male è una scelta sana, non un fallimento.
Da ciò che racconta emerge molta paura del futuro: paura di fallire, di non essere abbastanza, di ritrovarsi nuovamente in ambienti difficili. Quando l’ansia è alta, tendiamo a vedere ogni nuovo inizio come un pericolo e questo può bloccare anche la ricerca di lavoro, alimentando pensieri negativi e senso di inadeguatezza.
Il consiglio è di non affrontare tutto insieme. In questo momento può aiutarla procedere per piccoli passi concreti e realistici: mantenere una routine, organizzare la ricerca di lavoro senza pretendere risultati immediati, lavorare sulla fiducia nelle proprie competenze e imparare a distinguere un’esperienza negativa dalla propria identità personale.
Eviti inoltre il confronto continuo con le amiche o con i “tempi” degli altri: ognuno ha percorsi diversi e momenti di vita differenti. Il fatto che oggi si senta confusa non significa che resterà così per sempre.
Il percorso psicologico può essere molto utile proprio per lavorare su ansia, autostima, paura del giudizio e gestione dei cambiamenti, aiutandola a ritrovare stabilità emotiva e sicurezza nelle proprie scelte. A volte non serve avere tutto chiaro subito: serve iniziare a fare un passo alla volta, anche con paura.
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…