Domande del paziente (156)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la ringrazio per aver scelto di raccontare con più profondità la sua storia. Si percepisce tutta la forza, la determinazione e il coraggio con cui ha attraversato esperienze molto dure, spesso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quattro incontri rappresentano una fase di esplorazione davvero iniziale in un percorso terapeutico. È comprensibile che possa sentirsi frustrata: la sensazione di immobilità e il non avere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge le sensazioni di sentirsi “ai margini” in un contesto familiare già strutturato. Entrare nella vita di una persona che ha figli grandi significa inserirsi in equilibri...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Si percepisce quanto l’ansia la stia tormentando e quanto il bisogno di rassicurazione sia diventato centrale nelle sue giornate. È comprensibile che, quando la paura è intensa, si cerchi qualcosa...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta si percepisce quanto l’esperienza vissuta in pronto soccorso possa averla spaventata. Quando accade qualcosa che coinvolge il corpo, soprattutto legato alla respirazione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dalle sue parole emerge quanto questa relazione sia stata importante per lei e quanto la decisione di interromperla sia stata dolorosa. È comprensibile che in questo momento si senta divisa...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una relazione intensa ma anche caratterizzata da dinamiche ripetitive di allontanamento, inseguimento, sfiducia e conflitto che nel tempo sembrano aver generato molta...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
potrebbe essere utile confrontarsi con il suo compagno in merito al suo sentire, cercando di spostare il focus su di voi e su ciò di cui ha bisogno per sentirsi parte della relazione, più che...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge un momento di grande fatica ma anche di passaggio: dopo aver raggiunto un traguardo importante, si trova ora in una fase di incertezza in cui è naturale sentirsi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una relazione intensa ma segnata da dinamiche di insicurezza, sfiducia e continui riavvicinamenti che nel tempo possono aver generato molta sofferenza. È comprensibile...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
le vertigini che descrive, quando hanno una componente psicogena, possono essere strettamente collegate a ciò che il corpo esprime dopo un evento traumatico.
Elaborare un trauma è un processo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una sofferenza intensa che coinvolge più aspetti della sua vita: l’ansia, le paure legate alla salute, i pensieri ripetitivi e il modo in cui tutto questo sta influenzando...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta sembra che, più che un cambiamento reale dei suoi sentimenti, si sia attivato un circolo di pensieri e dubbi che alimentano ansia e confusione. Questo può portare a mettere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una frequentazione che nel tempo ha assunto caratteristiche sempre più coinvolgenti, ma che rimane poco definita, ed è comprensibile che questo alimenti in lei dubbi...
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Salve soffro di ansia e attacchi da panico. Da qualche mese, ho intrapreso un percorso di psicoterapia d’ accordo con il mio dottore stiamo provando la tecnica dell’esposizione da qualche settimana, devo dire che psicologicamente a poco a poco mi sto sentendo meglio soprattutto non mi faccio prendere più dal panico, ma il corpo ahimè somatizza ancora e soprattutto la mattina appena sveglia l’ansia è molto forte e va scemando durante la giornata… vorrei sapere se tutto questo è normale e se ci voglia più tempo per far riprendere il mio corpo. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
spesso il corpo può impiegare più tempo ad adattarsi e a ridurre le manifestazioni fisiche dell’ansia. Per questo può capitare che alcuni sintomi, come l’ansia al risveglio, continuino a presentarsi ancora per un periodo, anche mentre il lavoro terapeutico sta procedendo.
È quindi comprensibile che il processo richieda tempo e gradualità. Continuare il percorso insieme al professionista che la segue può aiutarla a consolidare questi cambiamenti anche sul piano corporeo.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Mia moglie è molto pessimista,emana molta negatività e si mette molto spesso,quasi sempre contro le mie idee,i miei pensieri e alle mie realizzazioni,riuscendo a demoralizzarmi e non farmi più essere di pensiero positivo. Come posso gestire questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quando all’interno della relazione ci si sente spesso svalutati o poco sostenuti, è comprensibile che questo nel tempo possa incidere sul proprio umore e sulla fiducia in sé stessi.
Potrebbe essere utile provare ad aprire un confronto con sua moglie su come si sente quando percepisce queste reazioni, cercando di esprimere il suo vissuto più che concentrarsi su ciò che lei fa o non fa. A volte condividere il proprio punto di vista può aiutare a creare maggiore comprensione reciproca.
Se questa dinamica dovesse continuare a generare molta fatica nella relazione, potrebbe essere utile valutare anche uno spazio di confronto con un professionista, individuale o di coppia, per comprendere meglio i bisogni di entrambi e trovare modalità di comunicazione più funzionali.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Salve dottori, vorrei esporvi una questione a non riesco ancora a passarci sopra o comunque a risolvere, nonostante vado da 6 sedute da un professionista, ma non ho ancora trovato risposte se non il fatto di sentire ciò che sento ma non riuscendo ancora a capire I miei sentimenti o bisogni ecco...il punto è che da qualche mese mi sono lasciata con una persona piu grande di 20 anni circa (io ne ho 25), per vari motivi, con lui ci continuiamo a vedere e sentire ogni tanto, a volte capita anche che succede qualcosa tra di noi, però ecco è difficile distaccarmi da lui perché mi dispiace, ci tengo, e dall'altra diciamo che c'è un amico con cui mi sono frequentata qualche anno fa prima del mio ex e con cui mi sono sempre sfogata e mi ha sempre capito e ascoltato quando gli parlavo dei problemi con il mio ex, mi sono sempre trovata bene a parlare, scherzare ecc, in questo ultimo periodo mi è sembrato di iniziare a provare qualcosa, ma è sempre rimasta un amicizia anche da parte sua, ci siamo visti poi qualche settimana fa (perché siamo a distanza) e diciamo è successo qualche bacio..il problema è che non so come mi sento, perché ad esempio non mi sento di riuscire a tornare con il mio ex nonostante lui mi voglia ancora, mi dica di tornare insieme e insista, ci stia male ed è come se mi facesse sentire in colpa e io non riesco, forse anche perché non provo quello che provavo prima, allo stesso tempo non mi sento di poter stare insieme a questo amico perché non lo so, non mi sento di provare un cosi forte sentimento per lui, ma allo stesso tempo vorrei rivederlo, ma comunque proverei un dispiacere per l'altro/senso di colpa..proverei dispiacere per entrambe le parti, inoltre in terapia c'era stata una seduta in cui ho rappresentato due cerchi pensando alla persona ma sono risultati distanziati e non mi aspettavo questo..per entrambe le persone però..non so cosa fare, mi dispiace per tutti e due..ora questo amico vorrebbe un distacco da me perché so che comunque prova qualcosa e sa che io non ci starei, ma non so che fare, come comportarmi, vorrei rivederlo, ma non so come distaccarmi e se farlo dal mio ex..dovrei forse stare da sola e poi forse capirò qualcosa? non so come muovermi..
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una grande confusione emotiva, ma anche una cosa molto importante, lei sta già ascoltando sé stessa, anche se le sembra di non capire fino in fondo. Il fatto che non riesca a tornare con il suo ex, nonostante il legame e il senso di colpa, è già un segnale significativo. Allo stesso tempo, il desiderio verso il suo amico sembra esserci, ma senza una spinta emotiva chiara e stabile.
In questo momento, più che scegliere “tra due persone”, forse il punto è proprio fermarsi e scegliere sé stessa.
Prendersi uno spazio, anche temporaneo, da entrambe le relazioni potrebbe aiutarla a distinguere meglio ciò che sente davvero da ciò che nasce dalla paura di ferire o perdere qualcuno. Non è una fuga, ma un modo per fare chiarezza.
Continui a portare questi vissuti in terapia: il fatto che le risposte non siano immediate non significa che il percorso non stia funzionando, ma che è un processo che richiede tempo.
Resto a disposizione,
un caro saluto
dott.ssa Elena Dati
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che racconta sembra che il suo equilibrio, costruito nel tempo con impegno, si sia modificato in seguito a un evento emotivamente impattante come il divorzio dei suoi genitori. In queste situazioni può accadere di sentirsi più vulnerabili e di percepire che ciò che prima funzionava ora non sia più così stabile, proprio perché si è in una fase in cui è necessario ricostruire un nuovo equilibrio.
Non significa che è tornata indietro, ma che sta attraversando un momento di assestamento. Il fatto che riesca comunque a gestire parte della sua giornata e a stare da sola indica che le risorse che ha acquisito nel tempo sono ancora presenti.
Se sente però che la fatica nel gestire questa fase aumenta, potrebbe essere utile riprendere un percorso di sostegno psicologico, così da consolidare gli strumenti che già possiede e affrontare con maggiore stabilità questo cambiamento.
Resto a disposizione,
un caro saluto
Dott.ssa Elena Dati
Buonasera il mio ex compagno se nè andato di casa dicendo che lo stare male lo portava a fare uso...precisiamo che 5 anni fa avevo trovato qualche traccia sporadica ma mi ha confessato che dalla morte di sua mamma (giugno 2025) è passato da 1,5 gr alla settimana a 8/10gr alla settimana...di preciso l'aumento non so quando è avvenuto ma credo settembre...è 4 settimane fuori casa e dice che non ha più toccato nulla (so che ha anche debiti)...mi chiedevo...possibile che con quella quantità assunta uno smetta così? Non so se crederci...so anche che diventano molto bugiardi...grazie della risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da ciò che descrive si tratta di una situazione complessa, in cui si intrecciano l’uso di sostanze, una perdita importante e la vostra relazione. È comprensibile che lei si senta confusa e faccia fatica a capire a cosa credere.
Smettere è possibile, ma quando l’uso è diventato così significativo spesso non è semplice farlo da soli e, soprattutto nelle prime fasi, possono esserci ricadute o difficoltà nel mantenere l’astinenza. Per questo, più che basarsi solo su ciò che viene detto, può essere utile osservare nel tempo la coerenza tra parole e comportamenti.
Allo stesso tempo, è importante che lei tenga al centro anche il proprio benessere e i propri limiti, senza sentirsi responsabile del suo percorso.
Se sente il bisogno di maggiore chiarezza e supporto nel gestire questa situazione, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
il fatto di essere sempre stata in regola e poi trovarsi improvvisamente rallentata può avere a che fare non solo con lo studio in sé, ma anche con aspetti emotivi, motivazionali o legati a questa fase di passaggio verso il lavoro.
A volte il “blocco” può essere collegato a diversi fattori (stanchezza, aspettative, cambiamenti di vita, dinamiche personali), che rendono più difficile mantenere il ritmo di prima, anche quando l’interesse per il percorso resta.
In questo senso, più che forzarsi a “ripartire” come prima, potrebbe essere utile fermarsi a comprendere cosa sta succedendo e cosa la sta rallentando in questo momento.
Potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, per esplorare questi aspetti e trovare modalità più funzionali per affrontare questa fase.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati