Domande del paziente (79)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ha spiegato molto bene la situazione. La presenza di Dientamoeba fragilis nelle feci può essere associata a diarrea cronica, dolori addominali e talvolta gonfiore. Tuttavia, non sempre è responsabile... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, provo a fare un po’ di chiarezza, perché nel suo messaggio ci sono diversi elementi che non indicano necessariamente una malattia grave. 1) Anti-HBs <2 dopo vaccinazione
Significa che al momento...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, in fase acuta di epatite B il virus è presente nel sangue e nei liquidi biologici, quindi la trasmissione sessuale è possibile, soprattutto in assenza di protezione. Detto questo, il punto centrale... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, provo a chiarire il significato dei suoi esami. 1) HBsAg negativo → non c’è infezione attiva in corso. 2) Anti-HBs 166 mUI/mL → è un titolo protettivo, compatibile con immunità. 3) Anti-HBc... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, provo a rispondere con ordine e chiarezza.
Il sesso orale ricevuto comporta un rischio di trasmissione di infezioni sessualmente trasmissibili, ma il rischio per HIV è considerato molto basso....
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le recidive di ossiuriasi possono verificarsi, ma prima di parlare di reinfestazioni croniche è importante verificare con certezza la diagnosi. Gli ossiuri si confermano tramite: 1) osservazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
capisco la preoccupazione, soprattutto in gravidanza.
La salmonellosi si trasmette attraverso alimenti contaminati, in particolare uova crude o poco cotte. Tuttavia, non basta che le uova siano...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
il test HBsAg ricerca l’antigene di superficie dell’epatite B, indicativo di infezione in atto.
Dopo un’esposizione, l’HBsAg può diventare positivo generalmente dopo 4–6 settimane, ma per considerare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
per l’epatite C (HCV) il test di riferimento iniziale è la ricerca degli anticorpi anti-HCV su prelievo venoso.
La sieroconversione avviene generalmente entro 8–12 settimane dal contagio. Un...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
provo a chiarire punto per punto.
--> La positività delle IgG per Herpes simplex 1/2 indica che c’è stato un contatto con il virus in passato. È molto frequente nella popolazione generale e,...
Altro
Ci sono pareri contrastanti su quanto tempo aspettare tra un infezione CMV acuta (confermata da anticorpi e aviditá bassa) e la ricerca di una gravidanza.
È possibile la ricerca di gravidanza a distanza di 6-8 settimane, in caso di igm in ribasso,aviditá in aumento e PCR negativa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, la gestione dell’infezione da CMV in previsione di una gravidanza richiede sempre una valutazione attenta del contesto clinico e temporale. In linea generale, le raccomandazioni più prudenti suggeriscono di attendere alcuni mesi dall’infezione acuta, perché il rischio di trasmissione al feto è maggiore nelle fasi più precoci dell’infezione.
Detto questo, elementi come IgM in progressiva riduzione, avidità delle IgG in aumento e PCR negativa indicano che l’infezione sta evolvendo verso una fase di risoluzione e che la replicazione virale non è più documentabile. Sono quindi segnali favorevoli.
Non esiste però un unico intervallo di tempo valido per tutti i casi. Nella pratica clinica, molti specialisti consigliano di attendere almeno 3–6 mesi dall’infezione primaria prima di riprendere la ricerca di una gravidanza, proprio per garantire la massima sicurezza possibile.
Per questo motivo, una distanza di 6–8 settimane dall’infezione è generalmente considerata un periodo ancora precoce, anche in presenza di parametri in miglioramento. La decisione finale va sempre personalizzata sulla base della datazione dell’infezione, dell’andamento sierologico e della valutazione specialistica. Un cordiale saluto, Dott.ssa Donata D'Ambros
Dopo 15 GG di rocefin continuo ad essere positivo allo escherichia coli sono disperato e da circa due mesi che ho questo problema inizialmente curato con antibiotico sbagliato che mi ha provocato allergia pure. Grazie infinite x consigli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. La presenza di Escherichia coli nelle urine dopo una terapia antibiotica non significa necessariamente che la cura “non abbia funzionato”. In alcuni casi può trattarsi di una persistenza o di una recidiva, ma altre volte si parla di colonizzazione batterica, cioè presenza del batterio senza una vera infezione attiva, soprattutto se i sintomi sono lievi o assenti.
Per capire come procedere correttamente, sono fondamentali alcuni elementi: 1) se sono presenti sintomi urinari (bruciore, urgenza, febbre, dolore lombare); 2) se l’antibiotico è stato scelto sulla base di un antibiogramma; 3) se sono presenti fattori che favoriscono la persistenza dell’infezione (ad esempio calcoli urinari, residuo urinario, problemi prostatici, cateteri, o altre condizioni predisponenti).
Dopo due mesi di positività, l’approccio più appropriato non è continuare automaticamente con altri antibiotici, ma rivalutare la situazione in modo più mirato, eventualmente con: urinocoltura con antibiogramma aggiornato; ecografia delle vie urinarie; valutazione specialistica urologica ed infettivologica. Nella maggior parte dei casi, individuando la causa predisponente e scegliendo la terapia mirata, il problema si risolve. Cordiali saluti, Dott.ssa Donata D'Ambros
Salve, sono agitata. Mercoledì 7gen '26 sono stata in visita, per la prima volta, da otorinolaringoiatria. Non lo conoscevo, ci sono andata in urgenza dopo consulto medico di base. Mi ha visitata con otoscopio (senza manico, in metallo) che poi ha gettato in una cesta insieme ad altri strumenti, poi speculum nasale che non ho visto da dove lo abbia preso e riposto, tutto questo tra una domanda e l'altra in cui non mi sono resa conto, subito, del possibile rischio. Poi ha estratto da una tasca a zip della sua borsa un laringoscopio digitale e mentre mi facevo coraggio per domandare se fosse disinfettato mi ha fatto aprire la bocca per farmi visionare in monitor il mio cavo orale; in quel momento la testina del sondino ha toccato la mia lingua. Sono rimasta imbambolata e mentre andavo via da quello studio ha iniziato a salirmi la preoccupazione di aver contratto qualche virus, tipo hbv,hcv, hiv. Sto sempre attenta all'igiene ma la mia timidezza mi ha fatto vergognare di domandargli prontamente se gli attrezzi fossero disinfettati. Sono agitata da infarto, forse mi verrà un ictus..non bevo, non fumo, non uso droghe..mi sto distruggendo pensando a questo evento maledetto. Vi prego datemi un parere.grazie. che test mi consigliate di fare? Ho letto che c'è il NAT per HBV, quando potrei eseguirlo per avere una risposta attendibile? È passato quasi un mese dell'episodio descritto e sto vivendo malissimo. Rispondete, per favore.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capisco bene la sua preoccupazione e il disagio che sta vivendo, ma nella situazione che descrive non vi è un rischio realistico di trasmissione di HIV, epatite B o epatite C.
Gli strumenti utilizzati durante una visita otorinolaringoiatrica seguono procedure di sterilizzazione e disinfezione standardizzate e obbligatorie. Inoltre, anche ipotizzando uno scenario non ottimale dal punto di vista igienico, la semplice visita con strumenti diagnostici che entrano in contatto con mucose non rappresenta una modalità di trasmissione per questi virus, che richiedono condizioni specifiche, come il contatto diretto con sangue infetto in quantità sufficiente.
Non vi è indicazione clinica a eseguire test, né test NAT né altri esami specifici, sulla base dell’evento descritto. Comprendo che l’ansia possa essere molto intensa in situazioni come questa, soprattutto quando si percepisce di non aver avuto pieno controllo dell’ambiente. Tuttavia, dal punto di vista medico può stare tranquilla: il rischio che teme non è presente.
Un cordiale saluto. Dott.ssa Donata D'Ambros
Buonasera Dottori,
sono un uomo di 48 anni ed ho avuto un comportamento sessuale a rischio (sesso orale a partner femminile occasionale) circa due mesi fa. Dopo una decina di giorni dall'evento ho cominciato ad avere forte mal di gola, febbre alta e altri sintomi influenzali (tosse e raffreddore). Col passare dei giorni i sintomi più acuti si sono risolti, ma a distanza di diverse settimane continuo ad avere mal di gola persistente (tonsille, faringe e credo anche esofago arrossati), bocca impastata, patina bianca sulla lingua, sapore amarognolo in bocca, senso di oppressione con muco ai bronchi, voce alterata e rauca e negli ultimi giorni anche diarrea e infiammazione orifizio anale con comparsa di emorroidi.
In sostanza, mi sembra di avere un'infiammazione generalizzata alle mucose interne.
In base ai sintomi che ho indicato, potrebbe trattarsi di malattie sessualmente trasmissibili come Clamidia, Gonorrea, Mononucleosi o HIV o eventualmente altro?
Che tipo di esami mi consigliate di fare e a quale specialista mi potrei rivolgere?
Vorrei fare gli esami per le malattie sessualmente trasmissibili per togliermi se non altro il dubbio.
Un medico mi può gentilmente indicare la denominazione degli esami per Clamidia, Gonorrea, Mononucleosi e HIV da comunicare al laboratorio di analisi?
Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, il tipo di contatto che descrive (sesso orale) comporta un rischio generalmente basso per infezioni sessualmente trasmissibili, ma non nullo. I sintomi che riferisce sono piuttosto aspecifici e più frequentemente legati a condizioni infiammatorie delle vie respiratorie o del tratto gastrointestinale, piuttosto che a una specifica infezione sessualmente trasmissibile.
Detto questo, se desidera chiarire definitivamente il dubbio, è assolutamente sensato eseguire uno screening mirato. Gli esami che può richiedere direttamente a un laboratorio di analisi sono:
- HIV test di IV generazione (Ag/Ab combinato);
- Sierologia per sifilide (TPHA e VDRL);
- HBsAg e anticorpi anti-HBs (per valutare infezione o immunità per epatite B; se non vaccinato o se lo stato vaccinale non è noto);
- Anticorpi anti-HCV;
- Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae DNA (PCR) su tampone faringeo e/o urine;
- Eventualmente sierologia per virus di Epstein-Barr (EBV) se si vuole valutare una possibile mononucleosi. A distanza di circa due mesi dall’episodio, questi test risultano già affidabili dal punto di vista diagnostico. Un cordiale saluto. Dott.ssa Donata D'Ambros
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, l’HPV (Papillomavirus umano) comprende molti ceppi diversi. Alcuni sono classificati come ad alto rischio oncogeno, altri a basso rischio. Il ceppo HPV 56 è considerato un tipo ad alto rischio... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
nell’ossiuriasi (enterobiosi), il trattamento standard con mebendazolo (Vermox® 100 mg) nella maggior parte dei casi prevede una singola compressa da 100 mg in dose unica, da ripetere dopo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la mononucleosi (in genere causata dal virus di Epstein-Barr) è un’infezione che può lasciare stanchezza e linfonodi ingrossati anche per alcune settimane, ma non si comporta tipicamente con... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il quadro che descrive è effettivamente particolare, ma va analizzato con metodo.
Una positività isolata dell’HBsAg, in presenza di: anti-HBs elevati e stabili nel tempo (413 mUI/mL); anti-HBc...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, comprendo la sua preoccupazione, soprattutto perché il primo episodio è stato diagnosticato con ritardo e senza le classiche lesioni cutanee.
Esiste una forma chiamata “zoster sine herpete”,...
Altro
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…