Il 24 di gennaio ho ricevuto sesso orale da una prostituta.....senza preservativo....ignaro proprio d
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Il 24 di gennaio ho ricevuto sesso orale da una prostituta.....senza preservativo....ignaro proprio di cosa potevo beccarmi....dopo tre giorni inizia rossore e bruciore al glande anche durante la pipi.. e dolori a un testicolo per circa un giorno.....lurologo mi ha prescritto urinocoltura e fatto un tampone glande e uretrale...tutto negativo....mi ha fatto prendere il ciproxin per 10 giorni....ed e passato tutto..gli ho chiesto se dovevo fare altri esami...tipo sifilide e hiv...e ma detto di no....ora io il 2 marzo per scrupolo ho fatto un prelievo per il tpha...risultato negativo.....le voglio chiedere se mi potrebbe dare un consiglio....devo ripeterlo per la sifilide?potrei aver preso la gonorrea?ora mi ritrovo con dolore alla gola durante la deglutizione..puòessere che dal pene sia arrivato alla gola??il medico non vede nulla... e l'antibiotico non fa effetto...mi ha dato cefixima....questo e iniziato circa 15gg fa....c'è qualche esame che mi consiglia?oppure potrei stare tranquillo....la verità sono sposato da 20 anni...mi potrebbe aiutare?la ringrazio veramente....
Buongiorno, provo a rispondere con ordine e chiarezza.
Il sesso orale ricevuto comporta un rischio di trasmissione di infezioni sessualmente trasmissibili, ma il rischio per HIV è considerato molto basso. Per gonorrea, clamidia e sifilide il rischio è possibile, ma non elevato.
I sintomi comparsi dopo 3 giorni (rossore e bruciore al glande) sono molto più compatibili con una balanite irritativa o infiammatoria, anche legata a fattori meccanici o batterici comuni. Il fatto che urinocoltura e tamponi siano risultati negativi e che la sintomatologia sia regredita conferma che non c’è evidenza di infezione specifica in atto.
Per quanto riguarda la sifilide: un TPHA negativo eseguito a circa 5 settimane dal rapporto è già rassicurante. Per chiudere definitivamente il dubbio, le linee guida indicano un controllo a 12 settimane (3 mesi) dall’evento.
Per la gonorrea: se il tampone uretrale è stato negativo e i sintomi sono risolti, è molto improbabile che sia presente un’infezione attiva. Inoltre, la gonorrea non “sale dal pene alla gola”: l’infezione faringea si contrae tramite contatto diretto orale-genitale, non per diffusione interna.
Il dolore alla gola iniziato settimane dopo, con visita negativa e mancata risposta antibiotica, è molto più verosimilmente legato a una comune infiammazione delle vie respiratorie e non a quanto accaduto.
In sintesi: 1) I controlli eseguiti finora sono rassicuranti. 2) Per la sifilide può ripetere il test a 3 mesi per chiudere definitivamente il dubbio. 3) Non ci sono elementi che facciano pensare a gonorrea in atto. 4) Il mal di gola non è collegato all’episodio descritto.
Capisco l’ansia che può seguire a una situazione del genere, soprattutto quando si ha una relazione stabile. Fare i controlli nei tempi corretti è il modo migliore per tutelare sé stessi e il partner, senza lasciarsi guidare dalla paura. Un caro saluto, Dott.ssa Donata D'Ambros
Il sesso orale ricevuto comporta un rischio di trasmissione di infezioni sessualmente trasmissibili, ma il rischio per HIV è considerato molto basso. Per gonorrea, clamidia e sifilide il rischio è possibile, ma non elevato.
I sintomi comparsi dopo 3 giorni (rossore e bruciore al glande) sono molto più compatibili con una balanite irritativa o infiammatoria, anche legata a fattori meccanici o batterici comuni. Il fatto che urinocoltura e tamponi siano risultati negativi e che la sintomatologia sia regredita conferma che non c’è evidenza di infezione specifica in atto.
Per quanto riguarda la sifilide: un TPHA negativo eseguito a circa 5 settimane dal rapporto è già rassicurante. Per chiudere definitivamente il dubbio, le linee guida indicano un controllo a 12 settimane (3 mesi) dall’evento.
Per la gonorrea: se il tampone uretrale è stato negativo e i sintomi sono risolti, è molto improbabile che sia presente un’infezione attiva. Inoltre, la gonorrea non “sale dal pene alla gola”: l’infezione faringea si contrae tramite contatto diretto orale-genitale, non per diffusione interna.
Il dolore alla gola iniziato settimane dopo, con visita negativa e mancata risposta antibiotica, è molto più verosimilmente legato a una comune infiammazione delle vie respiratorie e non a quanto accaduto.
In sintesi: 1) I controlli eseguiti finora sono rassicuranti. 2) Per la sifilide può ripetere il test a 3 mesi per chiudere definitivamente il dubbio. 3) Non ci sono elementi che facciano pensare a gonorrea in atto. 4) Il mal di gola non è collegato all’episodio descritto.
Capisco l’ansia che può seguire a una situazione del genere, soprattutto quando si ha una relazione stabile. Fare i controlli nei tempi corretti è il modo migliore per tutelare sé stessi e il partner, senza lasciarsi guidare dalla paura. Un caro saluto, Dott.ssa Donata D'Ambros
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