Domande del paziente (30)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
quello che descrive è frequente nelle prime relazioni, soprattutto a distanza.
Il punto centrale è che sta cercando di “controllare” ciò che prova, pensando di dover sentire sempre emozioni forti o pensare...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
più che stabilire chi abbia ragione, è importante riconoscere che avete bisogni diversi, entrambi legittimi.
Lei esprime un bisogno chiaro, sentirsi a casa in un luogo che le piace, vicino al lavoro e...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso un vissuto così delicato. È più comune di quanto si pensi avere dubbi quando si sta costruendo qualcosa di importante, soprattutto quando emergono pensieri legati al “per sempre”.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco quanto possa essere doloroso e destabilizzante scoprire abitudini del partner che percepisce come nascoste o difficili da integrare nella relazione. La sofferenza che descrive non riguarda...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
i sintomi che descrive (calo del piacere, sensazione di distacco dalla realtà, come se tutto fosse “diverso”) possono essere molto spaventosi, ma non indicano necessariamente un disturbo grave...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive è un vissuto abbastanza frequente in adolescenza. Le “cotte” verso figure adulte significative (come un’insegnante attenta e accogliente) possono nascere dal bisogno di sentirsi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive è una situazione delicata che merita attenzione ma anche molta cautela nel modo di leggerla.
I comportamenti autolesivi, come le bruciature, sono spesso un modo per gestire...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quello che scrive emerge una grande fatica e un senso di blocco che dura da tempo. Sentirsi “fermi” mentre gli altri vanno avanti può essere molto doloroso e portare a pensieri di scoraggiamento...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
quello che stai vivendo è più comune di quanto pensi, soprattutto nelle relazioni a distanza e alla tua età. Sentirsi desiderati e notati da qualcuno può attivare emozioni piacevoli e aumentare l’autostima,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
il senso di colpa che sta provando è un segnale importante: indica che quanto accaduto tocca i suoi valori e il significato che lei attribuisce alla relazione con sua moglie.
Più che concentrarsi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è comprensibile, soprattutto essendo la tua prima relazione importante e in un momento familiare delicato.
Sembra che da una parte tu desideri lasciarti andare, dall’altra faccia fatica...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che descrive, il comportamento di suo figlio rientra nello sviluppo tipico della sua età.
È abbastanza comune che i bambini, soprattutto tra i 4 e i 7 anni, sviluppino interessi intensi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto questi sintomi possano essere spaventosi.
Da quello che descrive, si tratta di vissuti spesso legati a stati d’ansia elevati, in particolare a fenomeni di derealizzazione e depersonalizzazione.
La...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
quello che descrive è un dubbio abbastanza comune nelle relazioni. Il fatto che la sua partner sia molto affettuosa, mentre lei ha un modo diverso di esprimere i sentimenti, può creare una sensazione di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive non è anormale. Sentirsi sotto attacco può attivare una forte risposta d’ansia, anche con sintomi fisici come tremore e insonnia.
Il bisogno di allontanarsi può essere una...
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Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La situazione che descrive è complessa e carica di tensione emotiva per entrambi.
La sua compagna sta affrontando più eventi molto stressanti insieme: un trasferimento in un altro Paese, la distanza dal suo contesto di origine, una possibile difficoltà di fiducia, e ora anche un’interruzione di gravidanza, che può avere un impatto emotivo e fisico significativo. Reazioni di rabbia, chiusura o irritabilità possono emergere in momenti così delicati.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere anche il suo vissuto: il silenzio, gli attacchi verbali e la distanza possono farla sentire confuso e ferito.
In questi casi può essere utile evitare di insistere con domande quando percepisce chiusura, lasciando spazio; comunicare in modo calmo e semplice la sua disponibilità (“se hai bisogno ci sono”) e non prendere sul personale, per quanto possibile, le reazioni più intense.
Tuttavia, questo non significa accettare tutto, il rispetto reciproco è fondamentale. Se la comunicazione resta bloccata, potrebbe essere utile un supporto esterno, anche per lei, considerando il momento che sta vivendo.
Un caro saluto :)
Buonasera sono un ragazzo di 28 anni e mi sento inferiore e in ritardo rispetto agli altri, sento una forte rabbia e frustrazione perché non ho mai avuto una relazione con una ragazza e non ho amici, purtroppo sto h 24 nel negozio che voglio vendere al più presto, mi da fastidio sentire le solite frasi ognuno ha i suoi tempi perché i miei tempi non arrivano mai se non mi do da fare, la cosa strana e che la rabbia è tanta ma tanta che sono diventato autodistruttivo come se mi odiassi quindi non mi va più di fare nulla su questo, ad agosto compio 29 anni i ragazzi di 18/20 anni stanno più avanti di me io ho bruciato i migliori anni perché a 28 anni se caso remoto succede non posso fare il bambino di 15 anni, ma comunque detto questo con il negozio non ho libertà e poco utile economico, non mi va di rialzarmi perché mi sento molto stanco e nervoso faccio cattivi pensieri, preferisco piuttosto che vivere nel umiliazione! Solo io sono inferiore o gli sfigati come me. Grazie a chi mi darà un consiglio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
quello che descrive è un vissuto molto intenso, fatto di rabbia, frustrazione e senso di fallimento. È comprensibile che, sentendosi bloccato e solo, possa arrivare a pensieri molto duri verso sé stesso.
Vorrei dirle però con chiarezza che non è inferiore né sbagliato, ma sta vivendo una fase di forte fatica, probabilmente legata anche a una situazione concreta (il lavoro che la tiene fermo e insoddisfatto) che alimenta il senso di stallo.
La rabbia che sente, anche se dolorosa, è un segnale importante, in quanto parla di bisogni non soddisfatti (relazioni, libertà, realizzazione). Il rischio è che, invece di diventare una spinta al cambiamento, si trasformi in qualcosa di autodistruttivo.
In questo momento non è necessario recuperare il tempo perso o fare tutto subito, ma iniziare da piccoli passi concreti e realistici, soprattutto per uscire dall’isolamento.
Dato che accenna anche a cattivi pensieri e a una grande stanchezza, le consiglierei di non restare solo con tutto questo. un supporto psicologico può aiutarla a rimettere ordine, gestire la rabbia e ricostruire gradualmente una direzione.
Non è solo, e questa condizione può cambiare, ma è importante che non la affronti da solo.
Buongiorno, in seguito a un infortunio sul lavoro sono rimasta invalida e mi trovo impossibilitata a svolgere le cure quotidiane della mia famiglia. Inoltre, non essendo in grado di guidare la macchina, necessito dell'accompagnamento permanente alle visite e cure mediche. Tutto ciò mi crea un forte sentimento di colpa verso la mia famiglia, mi sento depersonalizzata e inutile, anzi, mi sento un peso inutile. È normale tutto questo?
Grazie per un'eventuale risposta.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora,
quello che sta vivendo è una reazione comprensibile rispetto a un cambiamento così importante e improvviso nella sua vita. Un infortunio che limita l’autonomia incide non solo sul corpo, ma anche sull’identità, sul ruolo familiare e sul senso di utilità.
I sentimenti di colpa, inutilità e smarrimento che descrive sono frequenti in queste situazioni, ma non definiscono il suo valore come persona. Non è un peso: sta attraversando una fase di adattamento a una nuova condizione, che richiede tempo e sostegno.
Può essere importante concedersi la possibilità di chiedere aiuto, non solo pratico ma anche psicologico, per elaborare quanto accaduto e ricostruire gradualmente un senso di sé che non sia legato solo a ciò che riesce a fare, ma anche a ciò che è.
Non deve affrontare tutto questo da sola. Un caro saluto
Buonasera scrivo perché purtroppo non sò come muovermi... Ho un compagno che amo ma da tempo inizio a sospettare che ci sia un problema.
Quando l' ho conosciuto era un single che si divertiva a fare serate e bere (a volte troppo) tanto da "distruggere" il gruppo in cui suonava come batterista, perché era arrivato al concerto ubriaco e non riusciva a suonare... Da addormentarsi in macchina perché dopo un matrimonio aveva alzato il gomito e non sapevo dove fosse... Insomma "serate" ma pensavo che piano piano queste abitudini smettessero.
Invece purtroppo ha iniziato a non bere solo nel weekend adesso beve tutta la settimana... Non torna a casa che non si regge in piedi, però dice sempre con orgoglio che fa' la dieta alcolica per dimagrire, fieramente dice che invece di pranzare al lavoro per non ingrassare beve 1/2 gin-tonic. Quando arriva a casa magari né beve un' altro, più l' amaro, in settimana... Nel weekend dà il meglio di sé è capace di bersi mezza bottiglia di gin da solo, associata a qualche bicchiere di vino e amaro. Quando torniamo a casa si arrabbia per ogni cosa, una luce lasciata accesa, perché gli dico di non avvicinarsi perché puzza di alcol e il suo sguardo mi spaventa e lì inizia ad insultarmi, litighiamo. Mi accusa di esagerare, di non rompere che non ha bevuto troppo.
Purtroppo ho 3 figli e i 2 più grandi iniziano a guardarlo male, si vergognano quando esagera e mi chiedono del perché beva così tanto se sà che poi si riduce un straccio.
Io non sò che fare... Vorrei separarmi perché quando affrontiamo il tema da sobrio, mi accusa di essere esagerata e che voglio trovare una scusa per portargli via i figli, ma non è una scusa... Mi dice che sapevo che ha sempre bevuto e che lo regge quindi vuole dire che non esagera. Di non parlargli di terapia perché lui non ha nessun problema ma sono io che non lo amo come prima.
Questa situazione mi sta' distruggendo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora,
da ciò che descrive emerge una situazione molto faticosa, che non va minimizzata. Il comportamento del suo compagno sembra indicare un possibile problema con l’alcol, ma quando una persona non lo riconosce è difficile aiutarla direttamente.
È importante però non perdere di vista lei e i suoi figli. il disagio, le paure e le tensioni che vivete sono segnali da prendere sul serio. Non è lei a esagerare.
Non può controllare il comportamento del suo compagno, ma può proteggere sé stessa e i suoi figli, anche ponendo dei limiti chiari. Può essere utile rivolgersi a un professionista per avere supporto e orientamento nelle scelte, senza dover affrontare tutto da sola.
Un caro saluto
Salve, quando passo davanti a un parco dove mi portavano da piccolo, mi viene a volte una stretta al petto o nella zona fra il petto e il diaframma. A volte è un po' più forte, però non mi viene da scappare, cioè c'è e mi viene anche il respiro un po più lungo però non mi viene da andarmene ma anzi di rimanerci. Che cosa vuol dire? Sono sintomi di un luogo che è stato positivo per me oppure no?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
quello che descrive sembra essere una risposta emotiva legata ai ricordi associati a quel luogo. Alcuni posti, soprattutto quelli legati all’infanzia, possono attivare nel corpo sensazioni fisiche perché sono connessi a vissuti profondi. Non sempre queste sensazioni sono negative, possono indicare un’attivazione emotiva intensa, che può includere nostalgia, affetto, malinconia o anche qualcosa di più complesso e misto.
Il fatto che lei non senta il bisogno di allontanarsi, ma anzi di restare, è un elemento importante, suggerisce che quell’esperienza, pur intensa, non è vissuta come pericolosa, ma piuttosto come qualcosa che la coinvolge emotivamente.
Più che chiedersi se il luogo sia stato “positivo o negativo”, può essere utile esplorare quali emozioni emergono quando si trova lì: cosa le viene in mente, che ricordi affiorano, che sensazioni prova oltre al corpo.
Se queste esperienze restano contenute e non disturbanti, possono essere viste come una naturale connessione tra memoria ed emozioni. Se invece dovessero diventare troppo intense o confuse, potrebbe essere utile approfondirle con un professionista.