Tempo medio di risposta:

Esperienze

"Diamo forma al tuo mondo interiore per sbloccare il tuo potenziale e ritrovare la direzione"

Scegliere di iniziare un percorso psicologico è un passo importante e, spesso, coraggioso. Nel mio studio offro uno spazio di ascolto sicuro, profondo e privo di giudizio, dove poter dare un senso al proprio malessere, sciogliere i nodi che bloccano la tua evoluzione e ritrovare la direzione nei momenti di disorientamento.

Chi sono e qual è la mia filosofia : Sono uno Psicologo ad orientamento psicodinamico e interpersonale e Psicoterapeuta in formazione presso la SISPI. La mia pratica clinica si fonda su una profonda convinzione: la crescita personale è un processo continuo, possibile a qualsiasi età. Anche le crisi più dolorose possono trasformarsi in occasioni per riorganizzare la propria vita in modo più autentico.

Come lavoro: L'Esperienza Immaginativa e l'orientamento all'azione Il mio approccio pone al centro la qualità della relazione e utilizza uno strumento clinico molto potente: la Procedura Immaginativa (metodo A. Passerini). Spesso la sola razionalità non basta per arrivare alla radice della nostra sofferenza; attraverso la produzione guidata di immagini mentali, ti accompagno in un viaggio nel tuo mondo interno per dare forma a vissuti inespressi, elaborare conflitti profondi e sbloccare quelle energie vitali rimaste congelate.

A questo lavoro del profondo, integro la sensibilità e le competenze maturate in anni di esperienza nella consulenza decisionale e nel coaching. Questo significa che il nostro percorso non si limiterà alla sola esplorazione interiore, ma avrà una ricaduta molto concreta: ti aiuterò a tradurre le nuove consapevolezze in scelte pratiche, sbloccando il tuo potenziale sia nella sfera personale che in quella professionale e aziendale.

Di cosa mi occupo Puoi rivolgerti a me se senti il bisogno di supporto per:

  • Sofferenza emotiva e disturbi dell'umore: gestione di stati depressivi, ansia, senso di smarrimento, vuoto interiore o calo dell'energia vitale.

  • Dinamiche relazionali e affettive: conflitti di coppia o familiari, ripetizione di schemi disfunzionali, sofferenze legate all'attaccamento (sia nel privato che sul lavoro).

  • Transizioni critiche e nodi evolutivi: momenti di forte cambiamento, elaborazione di lutti, separazioni, perdita del lavoro o crisi di identità legate alle diverse fasi della vita.

  • Consulenza decisionale e blocchi di scelta: percorsi mirati per affrontare scelte complesse, superare momenti di stallo e valorizzare il proprio potenziale.

  • Disturbi di personalità.

Non esiste un momento "sbagliato" per chiedere aiuto, ma solo il momento in cui decidi di rimetterti al centro della tua vita. Se desideri esplorare insieme come posso aiutarti, sarò felice di accoglierti.

Consulta il mio sito per ulteriori informazioni : www.psicoenergy.it

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia nutrizionale
  • Psicoterapia psicoanalitica

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini a partire da 16 anni

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Pagamento online accettato

Risparmia tempo prima della visita.

Prestazioni e prezzi

  • Studio clinico

    80 €

  • Colloquio psicologico

    80 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Colloquio psicologico online

    60 €

Indirizzi (2)

Alessandro Pittore

Consulenza online

Disponibilità

Pagamento online accettato

Risparmia tempo prima della visita.

Modalità di pagamento (visite private)

  • Bonifico
  • PayPal
  • Contanti

Telefono

339 350...
Alessandro Pittore
Dott. Alessandro Pittore

Via Lanzone, 31, Presso SISPI, Milano 20123

Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Pagamento online accettato

Risparmia tempo prima della visita.

Modalità di pagamento (visite private)

  • Carta di credito
  • Bonifico
  • PayPal
  • Carta di debito

Telefono

339 350...

Convenzioni assicurative non attive

Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione

Recensioni in arrivo

Scrivi la prima recensione

Hai avuto una visita con Dott. Alessandro Pittore? Condividi quello che pensi. Grazie alla tua esperienza gli altri pazienti potranno scegliere il miglior dottore per loro.

Aggiungi una recensione

Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, Dall'inizio dell'estate ho un problema con il sonno: la mia difficoltà è quella di add

Buongiorno,

Dall'inizio dell'estate ho un problema con il sonno: la mia difficoltà è quella di addormentarmi, proprio non ho mai sonno la sera e quando vado a letto praticamente continuo a rigirarmi.

Mi era successa la stessa cosa la scorsa estate, ne ho parlato con la mia dottoressa che mi ha prescritto Halcion.
Uguale quest'estate.

Io ho letto nel foglietto illustrativo che Halcion dovrebbe essere preso per brevi periodo, invece io, anche se non proprio tutte le sere, ma quasi, praticamente lo sto prendendo tutti i giorni da 3 mesi.

Ne ho parlato con la dottoressa, e lei minimizza, mi dice che ci sono persone che lo prendono da anni, senza non riescono a dormire.
Io penso che il mio problema sia l'ansia perché quando non riesco a dormire inizio a pensare a mille cose.
Per questo ho iniziato da poco anche ad andare da una psicologa.
Secondo voi cosa dovrei fare?

E' pericoloso prenderlo per periodi prolungati?
Dovrei scalare a metà pastiglia?
Quali sono i rischi?
Grazie molte

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Alessandro Pittore

Gentile utente,
la sua preoccupazione è assolutamente legittima e fondata sulle evidenze scientifiche: il triazolam (Halcion) è una benzodiazepina a brevissima emivita indicata solo per trattamenti a breve termine (non oltre le 2-4 settimane), poiché l'assunzione quotidiana prolungata per tre mesi espone a chiari rischi di tolleranza (perdita progressiva di efficacia), dipendenza fisica e psichica e una marcata insonnia di rimbalzo con ansia accentuata in caso di sospensione.
È fondamentale non procedere mai con il "fai-da-te" dimezzando o scalando autonomamente la pastiglia, manovra che rischierebbe di innescare una brusca sindrome da sospensione; piuttosto, considerata la corretta intuizione che il disturbo sia alimentato da un'iperattivazione ansiosa serale, la strada prioritaria e l'intervento d'elezione rimangono il percorso psicologico che ha già intrapreso, indispensabile per comprendere e risolvere le cause profonde dell'ansia e ripristinare il fisiologico ritmo del sonno, affiancato eventualmente dal parere di un medico psichiatra che possa valutare una dismissione graduale, sicura e scientificamente calibrata del farmaco senza minimizzare i rischi dell'assunzione a lungo termine.

Cordialmente


Ho lasciato il mio ragazzo da pochi mesi dopo 18 anni di relazione. La decisione di lasciarlo è nata

Ho lasciato il mio ragazzo da pochi mesi dopo 18 anni di relazione. La decisione di lasciarlo è nata da un distacco emotivo che sentivo nei suoi confronti probabilmente nato per difendermi da certe dinamiche routinarie che mi facevano soffrire. L'ho lasciato perché lui era sempre nervoso e depresso e a lungo andare l'empatia che avevo per lui è andata sgretolandosi, poiché ormai da 3 anni mi aggrediva verbalmente per qualsiasi cosa esulasse dalla sua idea delle cose da fare, anche la più piccola cosa lo poteva mandare in crisi e io dovevo continuamente adattarmi ai suoi sbalzi d'umore per consolarlo e calmarlo, essendo costantemente arrabbiato con il mondo. Negli ultimi anni desideravo tante cose da condividere insieme, ma queste cose non sono mai arrivate, perché lui era sempre inerte.Così mi sono resa conto dopo che ci siamo lasciati che tante cose che prima desideravo comprare o fare insieme non le desidero più. Mi sento apatica, come se non sono più in grado di emozionarmi.
Inoltre mi sono resa conto che pur essendoci lasciati da poco è come se il mio cervello avesse smesso di pensare a lui da subito.
Mi sento sbagliata ad aver dimenticato tutto di lui, avendo passato tanti anni insieme supportandoci a vicenda.
I ricordi di lui sono sfocati e lontani e lo percepisco come un estraneo. Mi sembra assurdo soprattutto perché questo modo di percepirlo è stato immediato non appena l ho lasciato.
Mi chiedo se tutti questi anni ad assorbire i suoi stati depressivi e scatti di rabbia non abbiano compromesso la mia empatia, la capacità di emozionarsi e desiderare anche piccole cose.
Mi chiedo se posso recuperare queste parti di me che con la mia vecchia relazione sono andate perdute e se potrò mai recuperarle anche nell'ottica di iniziare una nuova relazione sana.
Considerando che tanti anni fa ero una persona molto empatica, sensibile che si entusiasmava anche per le piccole cose , se non recupero queste parti di me sento di aver perso me stessa.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Alessandro Pittore

Gentile signora,
ciò che sta sperimentando non indica affatto un'alterazione irreversibile della sua sensibilità o una colpa per cui sentirsi "sbagliata", ma è la naturale conseguenza psicologica di un lungo logorio emotivo e relazionale: dopo anni trascorsi ad annullare i suoi bisogni per fare da cuscinetto all'angoscia, alla rabbia e all'inerzia del partner, la sua mente ha messo in atto una difesa fondamentale, disattivando progressivamente l'investimento affettivo molto prima della rottura formale. Questa de-idealizzazione e il conseguente distacco emotivo spiegano perché oggi lei percepisca il suo ex come un estraneo e i ricordi appaiano sfocati: il lavoro di separazione e il lutto del legame si sono consumati goccia a goccia negli ultimi tre anni di sofferenza, rendendo immediata la sensazione di chiusura al momento dell'addio.
L'apatia, la fatica a provare slancio e la temporanea scomparsa di desideri e progettualità non significano affatto che la sua capacità di amare, empatizzare ed entusiasmarsi sia andata distrutta; si tratta piuttosto di un vero e proprio "esaurimento da iper-adattamento", una fase in cui il suo sistema psichico, svuotato dalle energie spese per sopravvivere a un clima ostile, ha abbassato le saracinesche per proteggersi e rigenerarsi.
Quelle parti vitali, empatiche e sensibili di sé non sono perdute, ma soltanto congelate e in attesa di trovare uno spazio sicuro in cui potersi riattivare senza il timore di essere sopraffatte o svalutate.
Per riappropriarsi pienamente della sua identità, elaborare le ferite e i sensi di colpa lasciati da questa lunga dinamica disfunzionale e reimparare ad abitare il desiderio all'interno di confini sani, l'intervento d'elezione è intraprendere un percorso con uno psicologo: un lavoro clinico le permetterà di ricostruire il contatto con il suo mondo interno, restituendole la fiducia e la pienezza necessarie per tornare a vivere le relazioni future con autentica reciprocità e serenità.

Cordiali Saluti
Dott.Alessandro Pittore


Vedi tutte le risposte

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.