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Esperienze

  • Sono la Dottoressa Laura Elsa Varone, psicologa ad orientamento cognitivo- costruttivista

  • Il mio approccio pone al centro l'unicità della persona. Insieme esploreremo i significati che dai alla tua realtà e come questi influenzano le tue emozioni e i tuoi comportamenti. L'obiettivo della terapia non è 'aggiustare' qualcosa di rotto, ma aiutarti a sviluppare una maggiore consapevolezza e flessibilità per affrontare le sfide quotidiane con nuove risorse."

  • collaboreremo attivamente stabilendo, fin dai primi colloqui, degli gli obiettivi specifici, concorderemo un piano di trattamento, e verificheremo di volta in volta il raggiungimento di essi.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia cognitiva

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  • Colloquio psicologico

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  • Colloquio psicologico di coppia

    60 € - 70 €

  • Consulenza psicologica

    50 € - 60 €

  • Primo colloquio individuale

    Prestazione gratuita

  • Sostegno psicologico adolescenti

    Da 60 €

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17 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
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  • Spiegazioni dettagliate
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  • S

    S S L

    Dottoressa preparata, empatica e molto attenta. Mi ha aiutato a fare chiarezza con grande professionalità. Un punto di riferimento eccellente

     • Consulenza online • parent training  • 

    Dott.ssa Laura Elsa Varone

    La ringrazio molto. É stato un piacere poterla aiutare.


  • C

    CQ

    Dott.ssa empatica e preparata.
    Puntuale, professionale e solare! Grazie mille

     • Studio Privato Dott.ssa Varone • consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Laura Elsa Varone

    Grazie tante. Saluti


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    L.DS.

    Professionista molto preparata e attenta ai dettagli. Grazie al suo sostegno ho potuto affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni che mi creavano disagio. La incontrerò di nuovo volentieri.

     • Studio Privato Dott.ssa Varone • colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Laura Elsa Varone

    Grazie mille della fiducia


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    Serena

    Dottoressa professionale, molto empatica, mi ha aiutato a ritrovare me stessa. La consiglio

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    Dott.ssa Laura Elsa Varone

    La ringrazio


  • S

    Santa29

    Esperienza positiva mette molto a proprio agio è piacevole parlarci ottimi consigli

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    Dott.ssa Laura Elsa Varone

    Mi fa piacere. Non ho dato consigli, ho lavorato con lei per vedere prospettive alternative.


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    M.S.G

    Professionale e super empatica.. non è facile al giorno trovarle! Mi sono sentita subito a mio agio non appena entrata nel suo studio!

     • Studio Privato Dott.ssa Varone •  • 

  • P

    Paziente

    La dottoressa mi ha aiutato in un momento di difficoltà . La consiglio per la sua capacità e la sua empatia.

     • Consulenza online • colloquio psicologico  • 

  • L

    leonardo

    bellissima esperienza. dotteressa preparata; competente e disponibile. lo consiglio

     • Consulenza online • consulenza psicologica  • 

  • N

    Noemi

    Penso che per intraprendere un mestiere così delicato bisognerebbe essere persone empatiche e attente ai bisogni degli altri, qualità per me molto rare che ho riscontrato nella dott.ssa Laura Elsa Varone, che mi ha fatto sentire subito a mio agio fin dalla prima seduta, la sua attenzione nell'ascolto e la sua empatia mi hanno fatta aprire, mi sono sentita libera.

     • Studio Privato Dott.ssa Varone • colloquio psicologico  • 

  • F

    Francesco

    Ho avuto il piacere di fare un colloquio con la dott.ssa Laura Elsa Varone e sono rimasto molto soddisfatto dall’esperienza. Fin dal primo momento, si è dimostrata accogliente, empatica e professionale.
    Mi ha messo subito a mio agio, creando un ambiente sicuro in cui potermi aprire senza timori. È evidente che possiede una profonda preparazione e un grande intuito, riuscendo a comprendere e analizzare le mie difficoltà in modo chiaro e costruttivo.
    Mi ha offerto spunti di riflessione utili e pratici, lasciandomi con una sensazione di chiarezza e motivazione per il futuro. Consiglierei sicuramente la dott.ssa Varone a chiunque stia cercando una psicologa competente e umana.

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    Dott.ssa Laura Elsa Varone

    La ringrazio tanto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 81 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sono una lavoratrice freelance da 7 anni e ho 34 anni. Durante questi anni il mio percorso l

Salve, sono una lavoratrice freelance da 7 anni e ho 34 anni.
Durante questi anni il mio percorso lavorativo è stato fatto di alti e bassi ma comunque costante.
Da tre mesi però non ricevo lavoro nonostante mi stia impegnando attivamente, e questo ultimo episodio sento che sta facendo "traboccare il vaso", mi spiego meglio.

In realtà è da circa un anno che mi sento esausta e inutile, con la sensazione continua di non trovare una via d'uscita. Questo sconforto viene dal fatto di essermi impegnata moltissimo negli anni per migliorare sia il mio lavoro che me stessa, ma sembra che questo impegno non abbia portato i frutti che mi aspettavo.
Questa sensazione costante mi ha portato anche a pensare di abbandonare completamente il mio lavoro, nato da una passione, perché non lo vedo più funzionale e non sento più la spinta di volerlo fare. Forse identificando troppo me stessa con il mio lavoro, questo momento mi ha fatto cadere nell'idea di una vita senza uno scopo, senza qualcosa che mi faccia guardare al futuro.
Vivo con dei risparmi che sento come l'unico capitale che ho, e ogni piccola spesa per me stessa la vivo come una colpa profonda. Non riesco a godermi nulla con vera serenità, ci sono piccoli momenti di sollievo, ma tre secondi dopo ripenso alla mia situazione e mi rimetto subito all'opera. Non mi fermo, mi attivo ancora di più nonostante la stanchezza, e poi ricado nella frustrazione perché il mio impegno non genera nulla. È come se la mia testa fosse in una fase e il mio corpo in un'altra.

So benissimo che questa situazione non mi identifica, che non sono il mio lavoro o i soldi che guadagno. So che crescere personalmente e socialmente è quello che dà scopo alla mia vita. Ma per tanto tempo questa consapevolezza mi ha spinto ad andare avanti, adesso non spinge più niente. Sono esausta. La sensazione è di essere ingolfata. Pensare e rimuginare mi stanca e basta, non riesco più a reggere le ipotesi, cerco solo soluzioni concrete. Sono in uno stato di sopravvivenza? O è altro? Come posso uscire da questo impasse?

Grazie per l'eventuali risposte.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Laura Elsa Varone

Gentile Utente,
il quadro che descrive offre una fotografia molto intensa di un momento di forte stallo, ed è comprensibile che cerchi risposte chiare.
La discrepanza che avverte tra una mente che spinge ad agire e un corpo profondamente esausto è un segnale che merita attenzione.Quando investiamo molto della nostra identità nel lavoro, un blocco professionale prolungato può attivare un forte senso di allarme. Questo spesso ci porta, quasi in automatico, a intensificare gli sforzi e a vivere con senso di colpa ogni distrazione o spesa, nel tentativo di riprendere il controllo della situazione. Il rischio, però, è che questo attivarsi continuo, unito al rimuginio, finisca per consumare le ultime energie, lasciando quella sensazione di essere "ingolfata" che ha descritto così bene.
Lo spunto di riflessione che le invito a esplorare è proprio questo: a volte l'impasse non indica che abbiamo perso lo scopo della nostra vita, ma che la modalità con cui stiamo affrontando la difficoltà — ovvero fare sempre di più anche quando siamo sfinite — potrebbe aver esaurito la sua efficacia. Questo è un ottimo punto di partenza da portare all'interno di un setting terapeutico, dove un professionista potrà aiutarla ad approfondire i suoi vissuti in uno spazio sicuro e personalizzato.
Resto a disposizione,
saluti LEV


Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando n

Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Laura Elsa Varone

Gentile utente,
la sua narrazione evidenzia come l’equilibrio raggiunto in precedenza poggiasse su una struttura di significati molto rigida, centrata sul controllo, l’ordine e la prevedibilità della routine. In un’ottica cognitiva, questi elementi non erano solo abitudini, ma veri e propri 'pilastri' di sicurezza che le permettevano di gestire il senso di vulnerabilità.
L'evento del divorzio dei suoi genitori a novembre ha agito come un elemento di rottura (un invalidamento del suo sistema di certezze), scuotendo il senso di stabilità del suo mondo relazionale.
Alcuni punti su cui riflettere dal punto di vista clinico:
Il crollo del monitoraggio e l'evitamento: Quando la routine si interrompe o viene portata a termine troppo presto (alle 9:00), lei si ritrova in uno spazio privo di scopi definiti. Questo 'vuoto' attiva un monitoraggio iper-vigile sui segnali corporei (tachicardia) e sui pensieri catastrofici. La fuga da casa e il rifugiarsi presso figure familiari sono comportamenti di sicurezza che, sebbene calmino l'ansia nel breve termine, contribuiscono a mantenerla nel lungo periodo, confermandole l'idea di non poter tollerare la solitudine o l'inattività.
Identità e Progettualità: È interessante osservare come la sua identità sia attualmente molto centrata sui ruoli di 'accudimento' (della casa, del compagno) e poco su un progetto di realizzazione personale (lavoro, studio, interessi propri). A 25 anni, l'assenza di un investimento verso l'esterno rende il suo sistema psichico estremamente vulnerabile agli scossoni familiari: se crolla la stabilità del nucleo d'origine, lei non ha altri domini di vita in cui sentirsi efficace e sicura.
La discrepanza interna: Il desiderio di 'tornare come prima' genera una forte pressione interna. Più lei cerca di forzare la vecchia routine, più percepisce il fallimento, alimentando un circolo vizioso di ansia e frustrazione. L'obiettivo non è ripristinare il passato, ma integrare ciò che è accaduto per costruire un nuovo equilibrio che preveda anche la gestione dell'incertezza.
Il superamento di questa fase passa attraverso la comprensione del significato che questo divorzio ha assunto per lei e, parallelamente, attraverso una graduale esposizione a quei momenti di 'vuoto' mattutino, cercando di abitarli non come minacce, ma come spazi da reinvestire in una sua progettualità personale, indipendente dalle dinamiche familiari.
Data la sua ottima risposta ai percorsi precedenti, un intervento mirato potrebbe aiutarla a ristrutturare questi schemi e a ritrovare un senso di autoefficacia che non dipenda solo dal controllo domestico.
Un cordiale saluto.
LEV


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