Dott.
Domenico Mattiello
Psicologo
·
Psicologo clinico
Psicoterapeuta
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Napoli 2 indirizzi
Esperienze
Ci sono momenti in cui qualcosa, dentro di noi, si incrina. L'ansia prende il sopravvento, la tristezza svuota le giornate, le relazioni diventano dolorose. Ci si può sentire estranei a se stessi, prigionieri di emozioni che non si riescono a comprendere, incapaci di ritrovare un senso in ciò che si vive.
Sono Domenico Mattiello, psicologo e psicoterapeuta a orientamento fenomenologico-dinamico, con una formazione che intreccia Filosofia e Psicologia.
Nel mio lavoro incontro persone che vivono ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare, difficoltà relazionali e problematiche legate alla personalità, anche di tipo borderline.
Per me la sofferenza psichica non è soltanto un insieme di sintomi da eliminare, ma un'esperienza che coinvolge la persona nella sua interezza: il suo modo di sentire, di stare con gli altri, di vivere il tempo, il corpo e il mondo.
Per questo, prima ancora di cercare spiegazioni, considero fondamentale incontrare la persona là dove si trova, cercando di comprendere dall'interno ciò che sta vivendo, senza rinchiuderla in una diagnosi o in una definizione.
La psicoterapia è un incontro tra due esseri umani, nel quale anche le esperienze più dolorose, confuse o difficili da raccontare possono trovare uno spazio di ascolto e di comprensione.
È attraverso questo lavoro condiviso che può diventare possibile dare un significato diverso alla propria sofferenza, ritrovare un rapporto più autentico con se stessi e aprirsi a nuove possibilità di esistenza.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicoterapia fenomenologico-dinamica
Principali patologie trattate
- Anoressia
- Borderline
- Bulimia
- Depressione
- Disturbo ossessivocompulsivo
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Prestazioni e prezzi
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Psicoterapia
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Primo colloquio psicoterapeutico
60 € -
Indirizzi (3)
Via Giulio Palermo 45, Napoli 81031
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Modalità di pagamento (visite private)
- Carta di credito
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Recensioni
17 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
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F
Fabiana Fabbricini
Professionista serio e attento. Mi piace molto il suo approccio e la sua calma. Consiglio vivamente.
• Studio di Psicologia, Lusciano • psicoterapia •
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L
Luciana
Pur essendo la prima visita, mi ha subito fatto un' ottima impressione, per me è una persona molto preparata,gentile e scrupolosa. Ti ascolta con attenzione e sa essere molto delicato, dando il giusto peso ai problemi degli altri. Lo consiglio a chi, come me, ha paura di fare la scelta sbagliata. Ho seguito il mio istinto e infatti mi sono trovata molto bene.
• Studio di Psicologia, Lusciano • •
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F
Francesco Pio Addattilo
Mi sono trovato molto bene.
Una persona che sa metterti al proprio agio e lavorare con pazienza al problema• Consulenza online • consulenza online •
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V
V. B.
Da poco più di due mesi ho cominciato un percorso di psicoterapia con il dott. Mattiello, e posso dirmi molto soddisfatto. È gentile, attento, sa ascoltare, sa farmi sentire a mio agio in ogni situazione, ricorda i dettagli delle cose che racconto, inoltre lo ritengo estremamente professionale.
Grazie al suo aiuto sono riuscito ad andare a fondo nell'affrontare problemi di cui non mi ero neanche accorto: mi ha aiutato spesso a dare un nome a sensazioni confuse e per me stesso inspiegabili, ad andare "più a fondo", ricordandomi che oltre alla mente, di cui prendermi cura, c'è anche il cuore. Sono molto felice della mia scelta, e penso che difficilmente avrei potuto trovarmi in mani migliori.• Studio di Psicologia, Lusciano • •
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L
Luigi
Gentile , professionale e Non fa sentire di trovarsi a disagio,lo consiglio vivamente
• Consulenza online • consulenza online •
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A
Anna
Collega attento e scrupoloso ai bisogni del paziente.
• Altro • Altro •
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E
E.B.
Persona precisa e disponibile. La sua competenza e professionalità sono evidenti fin dal primo incontro.
• Studio di Psicologia, Lusciano • •
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F
Fabio Tramontano
Dottore molto professionale, empatico, riesce a leggere negli occhi, molto attento, parola al posto giusto, buono studio, molto disponibile, simpatico, competente, efficace e vivamente consigliato!!
• Altro • Altro •
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G
G.D.P
Ho fatto la prima seduta col Dottor Mattiello stasera e mi è sembrata veramente interessante… il tempo ci dirà
• Studio Di Psicologia, Napoli • •
Dott. Domenico Mattiello
Grazie per il prezioso feedback sulla nostra prima seduta insieme. Sono lieto di sapere che ha trovato l'incontro interessante. Spero che possiamo continuare a lavorare insieme in un percorso positivo e significativo. Cordiali saluti, DM.
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Paziente
Persona umile e competente capace davvero di saper ascoltare cosa vhe in pochi sanno fare
• Studio Di Psicologia, Napoli • •
Dott. Domenico Mattiello
Grazie mille per la recensione, la valutazione dei pazienti è sempre molto importante. Cordiali saluti, DM
Risposte ai pazienti
ha risposto a 181 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili dottori, sono un uomo omosessuale di 46 anni, sterile e senza figli. Sento il bisogno di "ge
Gentili dottori, sono un uomo omosessuale di 46 anni, sterile e senza figli. Sento il bisogno di "generare" qualcosa che duri, cioè di lasciare un contributo e un segno nel tempo, ma non avendo figli e non avendo al momento tempo né energie per il volontariato, non so come vivere questa esigenza in modo appagante.
Vorrei sapere, dal vostro punto di vista professionale:
1. come si può vivere la generatività in modi diversi dalla genitorialità, nel lavoro, nelle relazioni o in progetti personali;
2. se questo vissuto è comune e come affrontarlo in un percorso psicologico;
3. se potete consigliarmi letture o materiali utili sul tema.
Vi ringrazio per la disponibilità. Lorenzo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Lorenzo,
la sua domanda tocca una dimensione profondamente umana: il desiderio che qualcosa di noi possa continuare a vivere oltre noi stessi. Generare, in fondo, non significa necessariamente mettere al mondo un figlio, ma anche dare vita a qualcosa che prima non c'era: un legame, un pensiero, un'opera, una possibilità nell'esistenza di un altro. Ciò che mi colpisce nelle sue parole, tuttavia, non è soltanto il desiderio di lasciare un segno, ma la sofferenza che sembra accompagnare il timore di non poterlo fare. Come se, a un certo punto della vita, il tempo che passa ci interrogasse su ciò che siamo stati, su ciò che non è stato possibile essere e su ciò che ancora possiamo diventare. È un'esperienza umana comprensibile, che può emergere con particolare intensità nei momenti in cui si avverte il limite del tempo e si ripensa alle possibilità della propria esistenza. In un percorso psicoterapeutico non partirei, dunque, dalla ricerca immediata di qualcosa da realizzare, ma dal tentativo di comprendere che cosa significhi, proprio per lei, generare. Che cosa desidera lasciare? A chi? E che cosa rappresenta, nella sua storia, il non avere figli? Talvolta il bisogno di lasciare qualcosa che duri custodisce anche un'altra domanda, più silenziosa: quale significato ha avuto, e continua ad avere, la mia presenza nel mondo? La generatività può prendere molte forme, anche piccole e quotidiane. Non sempre ciò che lasciamo negli altri è visibile, misurabile o destinato a durare nel tempo. Eppure può essere profondamente significativo. Per approfondire, le suggerirei L'uomo in cerca di senso di Viktor Frankl e La cura di Franco Battiato, quest'ultima non come lettura teorica, ma come occasione di riflessione sulla responsabilità e sulla presenza nella vita dell'altro.
Un cordiale saluto,
Dott. Domenico Mattiello
ciao dottore, sono una studentessa fuori sede e nella mia casa ho una ragazza che soffre di disturbo
ciao dottore, sono una studentessa fuori sede e nella mia casa ho una ragazza che soffre di disturbo borderline e di depressione, ad aprile aveva tentato il suicidio con l’overdose degli psicofarmaci ma fu salvata (io ancora non c’ero in quella casa), poi sono arrivata a settembre e una delle mie coinquiline mi spiegò questa situazione, scelsi di rimanere in casa sperando non riaccadesse. In questa settimana, qualche giorno fa, ero da sola a casa con lei, piangendo va in bagno, le busso e aveva chiuso a chiave, la prego di aprire e dopo 20 min mi apre, aveva le braccia piene di sangue, a terra c’erano gocce, sulla vasca e sulla tenda della vasca da bagno. Le faccio una camomilla e le lavo le braccia, la medico. Il giorno seguente sembrava stare meglio, diceva di voler dormire, vado nella mia stanza, ero con la mia vicina in camera mia, sentiamo un rumore e delle urla venire da camera sua, andiamo a bussare e gridando mi dice di non entrare: aveva fatto overdose di nuovo, la stanza era tutta in disordine e il rumore era causato da una sua caduta mentre cercava di alzarsi, ha preso più di 30 compresse di psicofarmaci. Ho chiamato l’ambulanza, sono andata con lei in ambulanza, ho visto scene pietose, una peggio dell’altra in due giorni. Ora sono diventata nervosa, irascibile, senza pazienza, sclero per TUTTO, mi basta un ‘orologio rotto, una penna mal funzionante, un computer scarico, una porta poco agibile, sono letteralmente al limite, non ho più pazienza, dormo poco e quando dormo mi agito, mi muovo nel sonno, ho solo voglia di gridare e di prendere a pugni tutto. MI AIUTI, mi dia una spiegazione ACCURATA scientificamente, ho solo bisogno di quella, grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che ha vissuto non è stato semplicemente un momento di forte stress. Si è trovata, per due volte e a distanza ravvicinata, di fronte alla possibilità concreta che un'altra persona morisse, sperimentando paura, impotenza e una responsabilità che nessuno dovrebbe essere costretto a sostenere da solo. Dal punto di vista clinico, ciò che descrive può essere compreso come una risposta acuta a eventi potenzialmente traumatici. Quando ci troviamo esposti a situazioni di grave pericolo, il nostro sistema nervoso attiva i circuiti della risposta allo stress, coinvolgendo il sistema nervoso simpatico e l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. L'organismo si prepara a reagire alla minaccia, aumentando lo stato di vigilanza e la reattività agli stimoli. Il problema è che, talvolta, anche quando il pericolo immediato è cessato, questo stato di allarme può persistere. È ciò che chiamiamo iperattivazione: rumori, piccoli imprevisti e frustrazioni quotidiane possono diventare improvvisamente insopportabili, mentre il sonno si fa leggero, agitato e poco ristoratore. La sua irritabilità, dunque, non indica necessariamente che sia diventata una persona aggressiva o intollerante. Potrebbe essere l'espressione di un organismo che continua a vivere come se dovesse ancora difendersi da qualcosa. Ma c'è anche un'altra dimensione, che non possiamo ridurre ai soli meccanismi neurobiologici. In pochi giorni, la sua casa, che dovrebbe rappresentare un luogo di riposo e protezione, è diventata il teatro di esperienze angoscianti. È possibile che si sia incrinato proprio quel sentimento elementare di sicurezza che ci permette di abitare serenamente i luoghi della nostra quotidianità. Non possiamo stabilire attraverso un messaggio se si tratti di una reazione acuta allo stress o di un quadro clinico più strutturato. Tuttavia, l'intensità dei sintomi che riferisce merita attenzione e una valutazione psicologica tempestiva, soprattutto se continua a dormire poco e avverte una crescente difficoltà a controllare la rabbia. Le suggerirei inoltre di non assumersi da sola la responsabilità della sicurezza della sua coinquilina. È un compito che richiede una rete di persone e professionisti, non la vigilanza continua di una studentessa che si è trovata improvvisamente coinvolta in una situazione così drammatica. Lei chiede una spiegazione scientifica, ed è giusto che la riceva. Ma credo sia altrettanto importante che la sua sofferenza trovi uno spazio in cui essere ascoltata. Perché anche chi assiste alla sofferenza estrema di un altro può esserne profondamente ferito.
Un cordiale saluto,
Dott. Domenico Mattiello
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