Dott.ssa
Daniela Testa
Psicologa clinica
·
Psicoterapeuta
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Milano 2 indirizzi
Esperienze
Sono Daniela Testa, psicologa e psicoterapeuta con indirizzo sistemico-relazionale. Lavoro da oltre trent’anni per la cura della persona e per promuovere il suo benessere, sia in ambito pubblico che privato.
Nel corso della mia esperienza, ho osservato i cambiamenti nelle abitudini quotidiane, l’evoluzione degli strumenti di comunicazione tra le persone e le variazioni dei livelli di benessere economico e sociale, fattori che spesso influenzano il nostro stato emotivo.
Mi sono dedicata con particolare interesse allo studio della famiglia e delle sue diverse fasi di sviluppo: dalla coppia al matrimonio, dai figli piccoli agli adolescenti e poi agli adulti. So che ogni membro può attraversare momenti difficili, che possono riguardare aspetti personali, come problemi sul lavoro, oppure difficoltà sociali, economiche o relazionali con le persone importanti della propria famiglia.
Capisco quanto possano essere complessi e delicati questi momenti e sono qui per accompagnare chiunque desideri affrontarli con supporto e attenzione.
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia
- Psicoterapia sistemico relazionale
- Psicoterapia emdr
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Disturbi relazionali
- Disturbi Della Crescita
- Problemi di coppia
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Prestazioni e prezzi
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Psicoterapia individuale
90 € -
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Colloquio psicologico clinico
100 € -
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Psicoterapia
Da 90 € -
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Consulenza psicologica
100 € - 110 € -
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Psicoterapia di coppia
180 € -
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Via Melzo, 8, a 300 metri Metropolitana Porta Venezia, Milano 20129
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Recensioni
4 recensioni
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S
S.O.
Ho trovato la Dottoressa molto accogliente ed empatica: il suo approccio è stato delicato ma preciso, ho la sensazione che riuscirà ad aiutarmi a superare alcune difficoltà che da sola non riesco ad affrontare. Mi dà fiducia, ottimo impatto.
• Studio Clinico Dott.ssa Testa • psicoterapia della depressione •
Dott.ssa Daniela Testa
La ringrazio sinceramente per il suo feedback. Mi fa piacere sapere che si sia sentita accolta e compresa: creare uno spazio sicuro e rispettoso è una parte essenziale del mio lavoro.
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G
G.R.
La Dottoressa Testa mi ha preso in carico in un momento tra i più difficili della mia vita. Non potrò mai ringraziarla abbastanza per il suo ascolto, il suo sguardo, il suo modo sempre attento di lasciarmi lo spazio per comprendere e venire compreso. Di tanti specialisti consultati negli anni, sicuramente si è dimostrata la più generosa e la più competente. Mi auguro di poter avere sempre una persona come lei nella mia vita.
• Studio Clinico Dott.ssa Testa • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Daniela Testa
Vorrei ringraziarla per la condivisione della sua esperienza e il suo modo di parlare unendo sempre mente/cuore, con una frase che mi ha colpito molto di un filosofo orientale: " I legami più profondi non sono fatti né di corde né di di nodi, eppure nessuno li scioglie (Lao Tzu)".
Con l'augurio di mantenere salda la fiducia in tutto ciò che sente essere un bene prezioso per Lei.
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G
Giovanna
Professionista seria, puntuale e empatica. Fin dal primo incontro mi ha colpito la sua capacità di creare un ambiente accogliente e privo di giudizio, dove mi sono sentita subito a mio agio. È una professionista altamente preparata e attenta ai dettagli. Grazie al percorso intrapreso con lei sto acquisendo preziosi strumenti per affrontare le mie sfide quotidiane. La consiglio, senza ombra di dubbio una delle miglior scelte prese per il mio benessere.
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Dott.ssa Daniela Testa
Giovanna la ringrazio per il suo feedback positivo e ricco di particolari del suo punto di vista.
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A
Andrea
Studio accogliente, in cui ci sente a proprio agio. Puntualità nell'appuntamento. Visita gestita con professionalità, comunicazione chiara.
• Studio Clinico Dott.ssa Testa • psicoterapia •
Dott.ssa Daniela Testa
La ringrazo per le sue considerazioni.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili Dottori, vi chiedo un parere su come gestire la chiusura definitiva di un rapporto con una c
Gentili Dottori, vi chiedo un parere su come gestire la chiusura definitiva di un rapporto con una conoscenza riapparsa dopo quasi 9 anni.
Questa persona si è ripresentata con insistenza dopo anni di silenzio e dopo essere rimasta sola. Di persona ha un atteggiamento ambiguo: parla sottovoce anche in contesti caotici costringendomi sempre a chiedere di ripetere, mi espone volutamente a contesti rumorosi e caotici che mi causano forte ansia e sovraccarico sensoriale, deridendo il mio disagio, dice delle cose poi poco dopo si rimangia tutto dicendo che ho capito male io, poi crea un clima enigmatico dove sono continuamente costretta a chiedergli se sta bene e, stiracchiandosi, risponde che è semplicemente stanco. Quando non rispondo ai messaggi attua un ingaggio continuo (messaggi a catena, chiamate) e mi fa sentire in colpa se non rispondo (“Sei sparita??”), ignorando il mio bisogno di privacy e di starmene per conto mio, senza dover interagire per forza.
L'interazione mi causa una pesante somatizzazione (stanchezza, tensioni muscolari, irritabilità) che mi costringe a giorni di isolamento totale per rigenerarmi. Nonostante la consapevolezza dello schema, provo senso di colpa all'idea di chiudere del tutto (no-contact/blocco), frenata dalla paura di passare per maleducata e dal sentirmi in dovere di dare spiegazioni.
Vorrei chiedervi:
1. Come superare il senso di colpa e il condizionamento dell'educazione con chi viola i nostri confini?
2. Qual è il modo più sano per attuare il no-contact quando l'interazione genera somatizzazione?
3. Come interrompere lo schema che porta a sentirsi responsabili degli altri fino a compromettere la salute?
4. Come comunicare con educazione e fermezza che non si desidera più alcun contatto (telefonico o di persona)?
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, vorrei aiutarla a uscire dalla situazione di disagio in cui si trova e comprendo la fatica che sta vivendo nella ripresa di contatto con una persona invadente e poco trasparente nelle comunicazioni. Preciso subito una cosa: la mancanza di dialogo e di rispetto delle sue esigenze di privacy ci dice che non esiste tra di voi una relazione sana in cui lo scambio è motivo di soddisfazione reciproca e di attenzione verso le esigenze dell'altra persona; per questo lei ha diritto a volersi allontanare da ciò che procura malessere e le toglie la possibilità di essere ascoltata.
E qui subentrano i sensi di colpa che la mettono in secondo piano e pongono al centro dell'attenzione l'Altro ma la relazione tra due persone non è un obbligo ma una scelta e credo che lei non debba sentirsi in dovere di assecondare i desideri dell'altro e bloccare ciò che vorrebbe dire e fare. Le suggerisco di provare ad immaginare che una sua amica le racconti quello che sta succedendo a lei. Cosa le consiglierebbe di fare? E se la sua amica led dicesse di avere delle paure come penserebbe di aiutarla? Credo che ponendosi al di fuori del suo problema e osservandosi possano nascere spunti e suggerimenti su cosa sia meglio per lei. Un'ultimo suggerimento: non resti da sola a rimurginare su cosa fare e a sentirsi debole e incapace in un rapporto che non funziona; si confidi invece con una o più persone di fiducia perché parlare e ascoltare consigli aiuta a non amplificare il malessere e a trovare vie d'uscita dalle situzioni che appaiono inaffrontabili.
Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno
Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno esplorando fisicamente ? Non voglio che ricolleghino a questo evento qualcosa di negativo, parlarne? O non parlarne?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Dialogare con i figli sui temi legati al corpo e ai cambiamenti che accompagneranno la loro crescita significa offrire loro uno spazio sicuro in cui fare domande, esprimere emozioni e condividere eventuali dubbi o preoccupazioni legati al diventare grandi.
Un genitore può iniziare ad affrontare questi argomenti in modo naturale, partendo da aspetti quotidiani come lo sport, l’abbigliamento o la cura del corpo. Questi temi rappresentano spesso una prima porta d’accesso a conversazioni più ampie riguardanti lo sviluppo personale e la sessualità.
Creare nel tempo un’abitudine al dialogo permette ai figli di percepire questi argomenti come affrontabili senza imbarazzo, favorendo fiducia e apertura. In questo modo il genitore può accompagnare la crescita dei propri figli con presenza ed educazione, rispettando al tempo stesso il loro bisogno di privacy e autonomia.
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