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Esperienze

Sono una psicologa e psicoterapeuta che ama profondamente il proprio lavoro, svolgendolo con passione, dedizione e perseveranza. Ho una specializzazione in diritto penale e criminologia, e il mio approccio clinico integra la psicoterapia psicodinamica, la terapia strategica breve e la seduta singola.

Ho ricoperto il ruolo di Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma per dieci anni. Ho maturato una lunga esperienza come psicologa ambulatoriale in istituti penitenziari del Lazio ed Umbria , collaborando con il Servizio Dipendenze Patologiche e occupandomi della prevenzione del suicidio. Ho inoltre lavorato come psicologa penitenziaria  in contesti complessi e delicati.

Attualmente svolgo attività di consulenza e psicoterapia individuale in libera professione, sia in presenza a Roma che online.

Il mio intervento è rivolto a:

  • Adulti e giovani adulti in difficoltà emotiva, relazionale o esistenziale

  • Persone con vissuti traumatici, lutti, separazioni, abusi o malattie

  • Pazienti con ideazione suicidaria o disturbi dell’umore

  • Individui coinvolti nel sistema penitenziario o giudiziario

  • Persone con dipendenze affettive o comportamentali

  • Caregiver e familiari di pazienti oncologici o anziani

  • Professionisti in crisi di carriera o in cerca di supporto evolutivo

Durante i colloqui psicologici si esplorano le difficoltà personali, le strategie già adottate e quelle ancora da scoprire, valorizzando le risorse individuali. Attraverso la ricostruzione della propria storia e il collegamento tra eventi passati e presenti, è possibile trovare nuove risposte e prospettive, aprendo la strada a soluzioni creative e a una crescita personale autentica.

Per facilitare il percorso, propongo una prima consultazione orientativa, utile per:

  • Identificare i propri punti di forza

  • Definire obiettivi specifici

  • Valutare se affrontare le difficoltà in autonomia o intraprendere un percorso terapeutico

È fondamentale che la persona si senta accolta, compresa e non giudicata, sperimentando un clima di fiducia e sicurezza.

Il mio intento è aiutare le persone a stare meglio nel più breve tempo possibile, promuovendo l’arte di conoscere sé stessi e la consapevolezza che tutto può essere trasformato.

 

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia giuridica

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Dott.ssa Daniela Teresi

Via Ardea, 27, Roma 00183

Mini guida SEO: Come scegliere il terapeuta giusto per un percorso bottom up (trauma, Brainspotting, neurodivergenza)
Molte persone che vivono trauma complesso (C PTSD), iperattivazione cronica, sensibilità al rifiuto, oppure condizioni di neurodivergenza come ADHD e Autismo livello 1, cercano un percorso terapeutico che non richieda di rivivere il passato, ma che lavori in modo delicato e rispettoso sul corpo. Questa mini guida può aiutarla a scegliere il terapeuta più adatto.
1. Scegliere un terapeuta specializzato in Brainspotting
Il Brainspotting è una delle tecniche più efficaci per lavorare sulla regolazione del sistema nervoso, sul trauma e sulle emozioni bloccate, senza dover raccontare gli eventi traumatici. Per un percorso sicuro e mirato, è utile verificare che il terapeuta abbia:
• Formazione ufficiale Brainspotting Fase 1 e 2
• Eventuale esperienza con trauma complesso, dissociazione e iperattivazione
• Approccio centrato sul corpo e sulla titolazione delle sensazioni
2. Preferire un approccio non narrativo e bottom up
Se la narrazione è faticosa o riattivante, è importante che il terapeuta:
• non richieda di ripercorrere i traumi
• lavori attraverso sensazioni corporee, respiro, ritmo e sicurezza
• utilizzi tecniche bottom up come orienting, pendolazione, grounding
Questi elementi sono fondamentali per chi vive C PTSD, RSD, o sovraccarico sensoriale.
3. Sensibilità verso neurodivergenza (ADHD / Autismo livello 1)
Un terapeuta adatto saprà:
• modulare stimoli e intensità
• rispettare eventuali shutdown o sovraccarichi
• non interpretare la protezione come resistenza
• adattare il ritmo alle caratteristiche neurodivergenti
Questo è essenziale per un percorso realmente sostenibile.
4. Ascoltare il corpo durante il primo colloquio
La relazione terapeutica deve far sentire al sicuro. Segnali positivi:
• respiro più ampio
• sensazione di spazio e rispetto
• nessuna pressione a raccontare
Segnali di allerta:
• tensione crescente
• sensazione di essere giudicati
• fretta o insistenza sulla narrazione
Il corpo è il miglior indicatore di sicurezza.
5. Dove trovare terapeuti certificati
Sul sito ufficiale brainspotting.com è possibile consultare l’elenco dei terapeuti formati secondo gli standard internazionali.
Un ultimo pensiero
La scelta del terapeuta è un passo importante. Non è solo una questione di tecnica, ma di sicurezza interna, regolazione e rispetto dei propri tempi. Un percorso bottom up può offrire un modo nuovo di stare nel corpo, più stabile, più libero e più radicato.

20/04/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Consulenza online

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  • Psicoterapia individuale

    70 €

  • Psicoterapia online

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  • Visita a domicilio


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Daniela Teresi

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06 8587...
Daniela Teresi
Studio di Psicologia e Piscoterapia

Via Ardea, 27, Roma 00183

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16 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Spiegazioni dettagliate
  • Efficacia del trattamento
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  • A

    Alessia A.B

    La visita è stata piacevole ,mi rilassando sempre di più

     • Studio di Psicologia e Piscoterapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    La ringrazio per il suo riscontro!


  • B

    B.G.

    Iniziare il percorso di terapia con lei è stata una scelta preziosa: è una professionista estremamente competente e attenta, capace di creare fin da subito uno spazio sicuro e accogliente in cui sentirsi ascoltati senza giudizio. Sa fare le domande giuste e offrire spunti concreti. Consiglio vivamente in quanto è una professionista seria e preparata, attenta al benessere della persona.

     • Consulenza online psicoterapia online  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    La ringrazio sinceramente per questa recensione così attenta e generosa. Sono lieta che abbia percepito un ambiente accogliente e attento. La sua fiducia è molto apprezzata.


  • A

    A.V

    a fine estate sono stata trasferita a Roma per lavoro Lo stress per il cambiamento mi provocava crisi d ansia su consiglio d una collega mi sono rivolta alla Dott Daniela Teresi esperienza bellissima!in lei ho trovato un un solido appoggio professionale gentilezza ma soprattutto un umanità straordinaria!aurora V

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    Grazie, Aurora, per la tua preziosa testimonianza: il tuo riconoscimento rappresenta per me un forte incoraggiamento a proseguire con dedizione


  • M

    Margherita Bonaiuti

    Conosciuto la d.ssa Teresi circa 3 anni fa per un supporto terapeutico in conseguenza ad una grave tragedia famigliare. Un primo impatto positivo e soprattutto sentirsi a proprio agio, molto paziente nell'ascolto e mi ha colpito il suo supportarti a volte ironizzando,per me fondamentale perche; mi ha aiutato ad aprirmi come fosse un'amica. I suoi preziosi consigli sono fondamentali per poter reagire anche quando ci si sente sfiduciati verso se stessi. Molto professionale ed umana. Grazie dottoressa Teresi.

     • Studio di Psicologia e Piscoterapia gestione dei conflitti  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    La ringrazio sinceramente per la fiducia e per le parole di apprezzamento.


  • M

    Mihaela Culea

    Arrivata in un momento difficile della mia vita, non riuscivo a trovare alcuna soluzione ed è per questo che mi sono rivolto allo psicologo che per me ha fatto semplicemente un miracolo, ho risparmiato tempo trovando soluzioni ottimali e risposte curative. Lo consiglio vivamente, è meraviglioso.Grazie dottoressa.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    La ringrazio per ciò che ha scritto e per essersi impegnata con dedizione, permettendomi di focalizzare insieme gli obiettivi da raggiungere.


  • L

    Lucia Sparagna

    Specializzata in psicologia strategica, oltre che psicologa clinica, oltre che coach, non lascia al caso il suo intervento. Empatica , stravolge menti limitate all'azione positiva per raggiungere la guarigione e l'obiettivo..Altamente consigliata.

     • Studio di Psicologia e Piscoterapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    La ringrazio per questa recensione e per il feedback positivo che ha condiviso.


  • F

    Fortunato.C.

    Ottimo specialista dotato di grandi competenze nel suo campo. Dedica molta attenzione ai suoi pazienti.

     • Studio di Psicologia e Piscoterapia psicoterapia individuale  • 

  • F

    Friedrich

    Dottoressa carina gentile e molto disponibile poi l'empatia è una pregio per una psichiatra e qualsiasi Dottore la ringrazio Dottoressa cari saluti Friedrich

     • Consulenza online  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    La ringrazio


  • M

    MS

    Ringrazio la Dott.ssa per la sua cortesia, disponibilità e soprattutto la professionalità. Solo con una telefonata ha saputo infondere affidabilità e competenza.

     • Consulenza Online Altro  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    Grazie


  • M

    Marianna

    Ho avuto il piacere di conoscere la Dottoressa in un periodo delicato della mia vita e con la sua capacità di ascolto, con la sua assenza di giudizio, insieme alla sua forte empatia e intuizione, mi ha sostenuto e grazie anche alla capacità di comunicare, la fluidità e per come sia riuscita in così breve tempo e ridarmi quella padronanza della mia persona che stavo probabilmente perdendo.Il suo interesse è genuino ovviamente sopratutto c'è conoscenza teorica e competenza. La consiglio vivamente!

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Daniela Teresi

    Grazie


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 21 domande da parte di pazienti di MioDottore

Cercherò di essere il più sintetico possibile, pur fornendo tutte le informazioni necessarie. Io ho

Cercherò di essere il più sintetico possibile, pur fornendo tutte le informazioni necessarie. Io ho 30 anni, lei 23. Siamo stati insieme per 3 anni e abbiamo iniziato a convivere quasi subito. Io sono nato a Roma, lei a Palermo. Quando ci siamo conosciuti vivevo già a Palermo e avevo una casa in affitto. Tuttavia, da tempo desideravo lasciare la città per la scarsità di opportunità lavorative. Durante la relazione abbiamo avuto una grande complicità, molta intimità e pochissimi problemi di coppia. Condividevamo interessi, progetti e stavamo bene insieme. Le principali difficoltà riguardavano invece fattori esterni: 1. La sua famiglia era fortemente contraria alla nostra relazione, soprattutto perché aveva capito che il mio obiettivo era trasferirmi altrove e portarla con me. Nei mesi precedenti alla rottura avevo interrotto ogni rapporto con loro a causa dei continui contrasti. 2. Lei non è mai stata completamente convinta di lasciare Palermo. A volte diceva di sì, altre volte mostrava dubbi. Non sembrava contraria, ma nemmeno realmente determinata. 3. La sua famiglia aveva un atteggiamento molto controllante nei suoi confronti: telefonate continue, domande su dove fosse, con chi fosse e cosa stesse facendo. Da quando stava con me aveva iniziato a ribellarsi a queste dinamiche, cosa che la famiglia non ha mai accettato. Ogni problema che nasceva tra loro veniva attribuito alla mia influenza. A fine gennaio 2026 mi accompagna in un'altra regione per sostenere alcuni colloqui di lavoro. Durante quel periodo ci sono stati alti e bassi. Io ero molto stressato e abbiamo litigato spesso, tanto che a un certo punto ho iniziato a dormire sul divano. Lei, però, veniva spesso a cercarmi perché voleva che tornassi a dormire nel letto con lei. Successivamente torno a Palermo e poco dopo parto per Roma per un altro colloquio. Rientro il 3 febbraio. Quando arriva in aeroporto per prendermi, si presenta con una valigia piena di vestiti e persino con il suo spazzolino elettrico, cose che aveva preso da casa dei suoi genitori. In tre anni non aveva mai portato così tante cose tutte insieme. Io, da parte mia, le porto alcuni prodotti che mi aveva chiesto da Roma. Mi sembrava felice di vedermi. Tengo a precisare che ogni volta che io mi assentavo per lavoro o per colloqui, lei non rimaneva mai nella nostra casa ma tornava sempre dalla sua famiglia. Stavolta, invece, aveva portato con sé molte più cose del solito. Il 4 febbraio litighiamo perché le faccio presente che entrambi siamo senza lavoro da tempo e che le risorse economiche stanno diminuendo rapidamente. Le chiedo di tornare momentaneamente a casa dei suoi. Lei prende tutte le sue cose e va via. Dal 4 al 12 febbraio continuiamo comunque a sentirci quotidianamente tramite telefonate e messaggi, anche se le discussioni proseguono. L'8 febbraio mi chiede se avessi sentito una nostra amica comune, persona verso cui lei è sempre stata estremamente gelosa. In passato mi aveva più volte accusato, senza motivo, di averla tradita con questa ragazza. Le rispondo sinceramente che sì, ci avevo parlato. Lei decide allora di chiamarla e restano al telefono per circa due ore. Al termine della conversazione chiarisce ogni dubbio. L'unica cosa che le rimprovera è il fatto che io non le avessi detto subito di averla sentita. Io le spiego che non glielo avevo detto perché in quel periodo stavamo litigando. Arriviamo così al 12 febbraio, giorno del suo compleanno. A causa delle tensioni degli ultimi giorni, inizialmente non volevo nemmeno presentarmi alla festa. Inoltre, con la sua famiglia non avevo più rapporti da mesi. Alcuni amici comuni, però, mi convincono ad andare. Quella stessa mattina lei parla per ore al telefono con un nostro amico. Da quanto mi è stato riferito, parla positivamente della nostra relazione, dice di tenere a me e di voler stare con me, anche se non era favorevole all'idea che io mi trasferissi da solo per lavoro. La sera mi presento alla festa e la situazione degenera. Il padre mi affronta in modo aggressivo. Lei interviene chiedendogli di allontanarsi e spiegando che stavamo semplicemente parlando. Lui non ascolta. Poco dopo arrivano anche il fratello e alcune zie, che iniziano a loro volta ad attaccarmi verbalmente. Lei mi prende sotto braccio, mi dice di non ascoltarli e li definisce addirittura "pazzi". Cerca di calmare la situazione sia con me che con loro, ma nessuno sembra ascoltarla. A quel punto mi accompagna alla macchina. Tuttavia i familiari continuano a seguirci, circondano l'auto e si posizionano davanti impedendoci di andare via, continuando a sostenere che io le facessi del male. Lei sale in macchina con me e chiede ai suoi parenti di lasciarci stare. Ricordo in particolare una frase pronunciata da una zia, che rivolgendosi a lei disse: "Guardami negli occhi, se vai via mi uccido". Dopo alcuni minuti riescono finalmente a spostarsi. Partiamo e, durante il tragitto, lei mi dice che tiene a me, che vuole stare con me e che non si sarebbe mai aspettata una situazione simile. Mi chiede di tornare a casa e di stare tranquillo, assicurandomi che avremmo parlato il giorno successivo. Nel frattempo, però, il padre ci segue in macchina. Lei entra in uno stato di forte ansia e decide infine di scendere. Dal giorno successivo sparisce completamente. Mi ritrovo bloccato ovunque: telefono, social network e qualsiasi altro canale. Non solo io, ma anche tutte le persone a noi vicine, compresi gli amici con cui aveva parlato serenamente il giorno precedente. Blocca persino mia madre, che aveva cercato di farla ragionare. Inoltre racconta alcune cose false sul mio conto ad alcuni amici di Palermo, i quali interrompono i rapporti con me senza nemmeno chiedermi spiegazioni. Da quel momento, febbraio 2026, non l'ho più né vista né sentita. Dopo circa due settimane torna con il suo ex ragazzo, una persona con cui aveva avuto una relazione di appena sei mesi e che, a suo dire, l'aveva tradita per tutto quel periodo. Lei è sempre stata durissima nei confronti dei tradimenti e mi aveva sempre detto che non avrebbe mai perdonato una cosa del genere. Eppure, dopo meno di un mese, pubblica sui social fotografie insieme a lui, baci e dichiarazioni d'amore. Cose che, in tre anni con me, non aveva mai fatto. Nel frattempo io mi trasferisco, lascio la casa e organizzo la mia vita altrove. Lei si disinteressa completamente di tutto, persino delle sue cose personali che avevo lasciato alla vicina di casa affinché potesse recuperarle. Non risponde e non mostra alcun interesse. Due mesi fa le ho scritto una mail chiedendole almeno di restituirmi alcune fotografie dei nostri viaggi. Anche in quel caso non ho ricevuto alcuna risposta. La sensazione che ho è quella di trovarmi davanti a una persona completamente diversa da quella che ho conosciuto: fredda, distante, evitante e apparentemente anaffettiva. Per questo motivo mi chiedo: dovrei provare a cercarla per avere un chiarimento oppure continuare a mantenere il silenzio? Mi manca enormemente e provo ancora un amore molto forte nei suoi confronti. Vorrei capire cosa possa essere successo, perché un cambiamento così radicale mi sembra difficile da comprendere. All'inizio pensavo che fosse principalmente una scelta imposta dalla famiglia. Col passare del tempo ho iniziato a credere che ci fosse anche una sua volontà personale dietro tutto questo. Ma continuo a chiedermi come sia possibile che una persona, dopo tre anni di relazione e convivenza, un giorno ti dica che ti ama e tiene a te, e quello successivo sparisca completamente senza lasciare alcuna possibilità di confronto o spiegazione.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Daniela Teresi

In una situazione così intensa , di Rottura Improvvisa di una relazione sentimentale , è naturale chiedersi quale sia la cosa giusta da fare. A volte le storie non finiscono: si spezzano. E ciò che fa più male non è l’assenza dell’altra persona, ma l’assenza di un finale. Quando una relazione si interrompe bruscamente, soprattutto in un contesto di pressioni e ambivalenze, alcune persone reagiscono chiudendo ogni contatto. Non è un segnale del suo valore, ma della difficoltà dell’altra persona di reggere la complessità della situazione. La domanda ‘Devo cercarla?’ è comprensibile, ma rischia di riportarla in un circuito di attesa e sofferenza. Le risposte più utili arrivano lavorando su ciò che questa esperienza ha aperto dentro di lei. Un percorso psicologico può aiutarla a rimettere ordine e a ritrovare stabilità dopo un evento così destabilizzante


Gentile Terapeuta, Ho 67 anni e sono un uomo laureato, separato con una figlia, pensionato. Son

Gentile Terapeuta,

Ho 67 anni e sono un uomo laureato, separato con una figlia, pensionato.
Sono stato diagnosticato con ipotiroidismo, ipertensione e leucemia linfatica cronica.
Inoltre, sono stato diagnosticato con AuDHD (ADHD e Autismo di livello 1), nonché con un Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso (C-PTSD).

La mia infanzia è stata segnata da un ambiente difficile, con un padre con schizofrenia residuale e una madre con narcisismo patologico. Questo ha portato a un trauma indotto che ha avuto conseguenze profonde sulla mia vita.
Il meccanismo del trauma ha coinvolto il rifiuto e l'anaffettività da parte dei genitori, aggressioni fisiche e psicologiche, violenze fisiche e verbali, isolamento autoindotto come difesa e isolamento subito come punizione, svalutazione subita.

Le conseguenze del trauma sono state numerose, tra cui un bisogno impulsivo di valutazione e accettazione esterna, disforia sensibile al rifiuto, costante sensazione di pericolo, stato persistente di iperallerta, stress elevato, disgrafia reattiva, isolamento sociale e difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.

Ho studiato a fondo il mio caso e le mie conclusioni nascono da diagnosi specialistiche oltre che da un'analisi logica dei fatti.
Non cerco un terapeuta che metta in dubbio la mia diagnosi, ma qualcuno che parta da queste basi per aiutarmi a gestire il corpo e le emozioni. Io porto la conoscenza di me, il terapeuta porta gli strumenti tecnici per la regolazione del mio sistema nervoso.

Ho già affrontato anni di terapia della parola che hanno portato solo a re-traumatizzazione e svalutazione intellettuale.
Non voglio raccontare storie o ricevere consigli morali, ma vorrei lavorare sulla neurobiologia del trauma.
Cerco un lavoro puramente bottom-up basato sulla titolazione delle sensazioni fisiche.

Mi chiedo se Lei sia in grado di guidarmi in una sessione di desensibilizzazione somatica senza che io debba esporre la narrazione dei miei traumi e riaprire ancora una volta il Vaso di Pandora.
La mia anamnesi è contenuta nelle diagnosi ricevute (ADHD, PTSD).
Per ogni dettaglio tecnico ulteriore, posso fornire documentazione clinica, ma non intendo procedere con un resoconto verbale degli eventi traumatici, poiché il mio sistema nervoso reagisce con re-traumatizzazione e shutdown.

Spero di trovare un terapeuta che possa aiutarmi a lavorare sulla mia neurobiologia del trauma e a gestire il mio sistema nervoso in modo più efficace.

Grazie.
Cordiali saluti.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Daniela Teresi

La ringrazio sinceramente per aver condiviso con tanta cura il suo percorso. Dalle sue parole emerge una grande consapevolezza e una forza notevole, e comprendo profondamente il suo desiderio di un lavoro terapeutico che rispetti il corpo, i tempi interni e la necessità di non riaprire narrazioni dolorose.
Per ciò che descrive, un approccio bottom up, delicato e non narrativo, è non solo comprensibile ma assolutamente appropriato. In questo senso, il metodo che più si avvicina alle sue esigenze è il Brainspotting, perché permette di lavorare direttamente sulla regolazione del sistema nervoso senza dover raccontare i traumi né riviverli.
Per orientarsi nella scelta del professionista, può essere utile cercare un terapeuta che abbia:
• formazione specifica in Brainspotting (almeno Fase 1 e 2)
• esperienza con trauma complesso e stati di iperattivazione
• sensibilità verso la neurodivergenza (ADHD / Autismo livello 1)
• uno stile rispettoso, non intrusivo, centrato sul corpo e sulla sicurezza
Sul sito ufficiale brainspotting.com trova l’elenco dei terapeuti certificati.
Se le fa piacere, può consultare anche la mini guida che ho preparato per aiutare a orientarsi nella scelta del terapeuta più adatto a un percorso bottom up (trauma, Brainspotting, neurodivergenza). Le auguro di trovare uno spazio terapeutico che le permetta finalmente di respirare con più libertà e sicurezza.


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