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Esperienze

Sono la Dott.ssa Chiara Venitucci, psicologa a Roma e Alatri, specializzata in psicologia clinica-dinamica. Ricevo in studio e online, per offrirti flessibilità e continuità nel tuo percorso, ovunque tu sia.

Mi occupo di ansia, attacchi di panico, depressione, stress e difficoltà relazionali, e affianco adulti, adolescenti, coppie e famiglie che attraversano momenti di cambiamento, crisi o semplicemente desiderano conoscersi meglio.

Di cosa mi occupo nello specifico:

  • Percorsi individuali per adulti e adolescenti (ansia, autostima, gestione dello stress, momenti di crisi)

  • Sostegno alla coppia e alla famiglia (problemi di coppia, comunicazione, separazione)

  • Consulenza psicologica online, comoda e riservata, per chi non può o preferisce non spostarsi

  • Supporto nei momenti di transizione: lutto, cambiamento lavorativo, difficoltà relazionali

Il mio approccio si basa su ascolto, rispetto e fiducia: non esiste un livello minimo di sofferenza per meritare supporto psicologico. Che tu stia affrontando un momento difficile o voglia semplicemente stare meglio, in seduta trovi uno spazio sicuro per esplorare emozioni e vissuti, con percorsi personalizzati sulle tue esigenze.

Approfondisco temi di affettività ed emozioni anche sul mio blog: dottoressavenitucci.wordpress.com

Prenota la tua prima consulenza, in presenza a Roma o Alatri, oppure online — iniziamo a prenderci cura di te.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia della salute
  • Psicologia sportiva
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Dott.ssa Chiara Venitucci

Via Raimondo Montecuccoli 15, Roma 00172

Hai dubbi sull’iniziare un percorso di sostegno psicologico? Ecco cosa sapere per fare chiarezza

Ogni giorno, molte persone vivono momenti di difficoltà, si sentono sopraffatte o semplicemente hanno il desiderio di stare meglio. Eppure, quando si pensa di chiedere aiuto a uno psicologo, può emergere un senso di incertezza, di esitazione. È normale.

"Ne ho davvero bisogno?"

Una delle domande più comuni è proprio questa. La verità è che non esiste un livello minimo di sofferenza per giustificare un supporto psicologico. Non devi “stare male abbastanza” per prenderti cura di te. Uno psicologo non lavora solo con chi ha una diagnosi clinica, ma anche con persone che:
- si sentono bloccate o confuse;
- attraversano un momento delicato (separazione, lutto, cambiamento lavorativo);
- desiderano conoscersi meglio e migliorare la qualità della propria vita.

"E se il problema non fosse così grave?"

Il fatto che tu stia mettendo in discussione il tuo benessere è già un segnale di consapevolezza. A volte, i piccoli disagi trascurati per troppo tempo possono trasformarsi in difficoltà più grandi. Iniziare un percorso significa agire in tempo, con lucidità e responsabilità verso se stessi.

"E se non funzionasse?"

Questa paura è comprensibile. Ma il percorso di sostegno psicologico non è una magia: è una collaborazione, un lavoro a due. Ciò che funziona è il tempo, l’onestà con sé stessi e la fiducia nel processo. Incontrare il professionista giusto fa la differenza. Se ti senti poco compreso o a disagio, parlarne apertamente è il primo passo per orientarsi, anche verso un altro terapeuta, se necessario.

"Cosa succede al primo incontro?"

La prima seduta è un momento di conoscenza. Non devi raccontare “tutto” né portare soluzioni: lo psicologo ti guiderà con domande rispettose, per comprendere il tuo mondo e i tuoi bisogni. Molte persone, alla fine del primo incontro, riferiscono di sentirsi più alleggerite, accolte e meno sole.

"Ma è davvero utile?"

La psicologia non promette risposte semplici o rapide, ma può offrirti qualcosa di molto più prezioso: spazi di ascolto autentico, strumenti per leggere la tua storia da una nuova prospettiva e la possibilità di scegliere, finalmente, in modo consapevole.

Scegliere di iniziare un percorso di sostegno psicologico non è un segno di debolezza, ma un atto profondo di cura e rispetto verso se stessi. Se ti riconosci in queste domande, se senti il bisogno di fare chiarezza o semplicemente vuoi parlarne, io sono qui. Non per giudicare, ma per camminare insieme a te.

06/05/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    80 €

  • Terapia familiare

    80 €

  • Test psicologici

    Da 80 €

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19 recensioni

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  • Puntualità
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    S.L.

    La Dott.ssa è stata molto cordiale, disponibile, preparata ed empatica. Mi ha fatto sentire accolta e a mio agio sin da subito. Non posso che consigliarla caldamente!!

     • Ciclopica Lab colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


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    Cristina

    Professionista eccezionale. Empatica, attenta e capace di metterti a proprio agio sin da subito. Non posso che consigliarla di cuore.

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • F

    F.F.

    La Dottoressa mi ha fatta sentire a mio agio fin dal primo minuto, creando uno spazio sicuro dove potermi esprimere liberamente. Mi sono sentita davvero 'vista' e compresa. La sua sensibilità e il suo approccio mi hanno aiutata a fare passi avanti che non credevo possibili. Un’eccellente professionista e una persona splendida.

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • A

    A. T.

    Mi ha aiutato a guardare le cose da prospettive nuove già dopo poche sedute. Mi sento di raccomandarla a chi cerca una psicologa competente e dotata di una grande dote comunicativa.

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    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • P

    Pierluigi

    Iniziare un percorso con la Dottoressa Chiara è stata la scelta migliore che potessi fare. È riuscita a creare un clima di fiducia e serenità che mi ha permesso di aprirmi con facilità. Dimostra una grande capacità di ascolto e una sensibilità rara. Puntuale, accogliente e molto professionale. Assolutamente consigliata!

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • F

    Francesco

    Mi sono trovato benissimo con la Dottoressa Venitucci. È una professionista estremamente preparata, capace di mettere il paziente a proprio agio fin dal primo incontro. Grazie alla sua empatia e al suo approccio, mi sono sentito ascoltato e mai giudicato. La consiglio vivamente a chiunque cerchi un supporto concreto e umano.

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • G

    Giuseppe Toscano

    Professionista competente, disponibile, umana, grande intuizione e flessibilità.

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • N

    N.C

    Eccellente dottoressa, preparata, disponibile ed estremamente cortese.

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia Altro  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • P

    Pietro

    La Dott.ssa Chiara è una psicologa davvero preparata e attenta. La consiglio senza esitazioni.

     • Dottoressa Chiara Venitucci - Studio professionale di psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Venitucci

    Grazie!


  • E

    E.D.

    La Dott.ssa Venitucci è una psicologa di grande sensibilità e professionalità. Ha un approccio empatico che mi ha permesso di affrontare le mie difficoltà con maggiore serenità. La consiglio vivamente.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 47 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, vorrei sapere se dal punto di vista psicologico sia considerato “normale” che un padre,

Buongiorno, vorrei sapere se dal punto di vista psicologico sia considerato “normale” che un padre, in caso di necessità dove c’è un solo letto matrimoniale, non voglia dormire con la figlia di 20 anni e arrivi a dire di portare un materasso gonfiabile pur di non dormirci insieme. (Anche dicendo di mettere un cuscino in mezzo la risposta è la stessa riguardante il materasso gonfiabile). Vorrei capire: è una cosa sana o questo nasce da pensieri che non dovrebbero neanche esistere? Ringrazio in anticipo chi mi potrà spiegare questa cosa da un punto di vista medico.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Venitucci

Buongiorno,
la situazione che descrive non può essere interpretata, da sola, come indicativa di qualcosa di “non sano” o della presenza di pensieri inappropriati. La scelta di un genitore di non voler condividere un letto con una figlia adulta può dipendere semplicemente da confini personali, abitudini, pudore, esigenze di privacy o dal modo soggettivo in cui ciascuno vive la vicinanza fisica.
Allo stesso tempo, è comprensibile che una reazione così netta possa aver suscitato in lei una domanda più profonda, soprattutto se inserita all'interno di una storia familiare o di altri comportamenti che le sono sembrati particolari. Più che chiedersi se questo comportamento sia “normale” in assoluto, potrebbe essere interessante soffermarsi su ciò che questa situazione ha fatto emergere in lei. Sono spesso proprio queste associazioni personali, più che il singolo comportamento osservato, a fornire elementi utili per comprendere il proprio vissuto.
Se il dubbio continua a essere presente o genera disagio, potrebbe essere utile approfondirlo in uno spazio psicologico, non tanto per stabilire se il comportamento di suo padre sia “normale” o meno, quanto per comprendere che cosa questo episodio abbia rappresentato per lei e perché abbia assunto un significato così importante.
Un caro saluto,
Dottoressa Chiara Venitucci


Buongiorno, il mio compagno non mi parla se non a monosillabi e non esprime emozioni, in generale è

Buongiorno, il mio compagno non mi parla se non a monosillabi e non esprime emozioni, in generale è poco loquace è riservato ma con me ancora di più. Abbiamo un figlio di 3 anni. La situazione comincia a pesarmi molto e sto valutando la separazione nonostante sia una soluzione che potrebbe infastidirlo visto la sua chiusura mentale. È al corrente del mio malessere, ho già affrontato diverse volte l’argomento ma non ci sono miglioramenti.
Sono proprio triste. Mi date un consiglio? Grazie.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Venitucci

Buongiorno,
comprendo quanto possa essere faticoso vivere una relazione nella quale si percepisce poca comunicazione e, soprattutto, poca possibilità di condividere ciò che si prova. Quando questa dinamica si protrae nel tempo, può essere utile distinguere tra il modo di essere dell’altra persona e l’effetto che questo modo di relazionarsi ha su di noi.
Il fatto che il suo compagno sia una persona riservata e poco loquace non significa necessariamente che non provi emozioni o che non tenga alla relazione. Allo stesso tempo, il suo bisogno di comunicazione, vicinanza e condivisione emotiva è altrettanto legittimo. Non esiste infatti un unico modo “corretto” di vivere una coppia: ciò che può diventare importante è capire se le modalità relazionali dei due partner riescono, nel tempo, a incontrarsi.
Mi soffermerei quindi non soltanto sulla domanda “perché lui è così?”, ma anche su ciò che questa situazione sta producendo in lei.
Anche la riflessione sulla separazione meriterebbe forse di essere esplorata senza dover necessariamente arrivare subito a una decisione. Potrebbe essere utile chiedersi che cosa significhi per lei oggi pensare di separarsi: rappresenta principalmente il desiderio di allontanarsi da una situazione che la fa soffrire, oppure anche il bisogno di sentirsi finalmente ascoltata e riconosciuta?
Potrebbe essere utile mettere in ordine questi vissuti e comprendere meglio quali siano i suoi bisogni nella relazione assieme, quali margini di cambiamento percepisca e quale scelta sia maggiormente coerente con ciò che desidera per sé e per la propria famiglia con l'aiuto di un professionista che la accompagni in questo percorso.
A volte, prima ancora di decidere se restare o andare via, può essere importante riuscire a capire con maggiore chiarezza che cosa si sta cercando e di cosa si ha realmente bisogno.
Un saluto,
Dottoressa Chiara Venitucci


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