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Esperienze

Credo che ogni persona possieda risorse preziose per affrontare le sfide della vita, anche quando queste sembrano difficili da riconoscere.

Il mio obiettivo è offrire uno spazio sicuro e privo di giudizio, in cui poter esplorare emozioni, pensieri e relazioni, favorendo una maggiore consapevolezza di sé e il benessere psicologico.

Accompagno adolescenti, giovani adulti e adulti in un percorso di crescita personale, ascolto e cambiamento. 

Sono una psicologa impegnata nella promozione del benessere psicologico e nella valorizzazione delle risorse individuali. 

Nel mio lavoro considero la persona nella sua unicità, offrendo uno spazio di ascolto, accoglienza e crescita orientato al raggiungimento di un maggiore equilibrio personale e relazionale.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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  • Consulenza psicologica

    50 €

  • Orientamento scolastico

    40 €

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Chiara Bencivinni
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10 recensioni

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  • Puntualità
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  • M

    Meri

    Mi sono sentita subito a mio agio e sono riuscita a parlare e comunicare senza alcun problema.
    Giusta empatia equilibrata.

     • Studio clinico • colloquio psicologico  • 

  • E

    E.C.

    La dottoressa Chiara Bencivinni offre uno spazio di ascolto sicuro e confortante, mi ha aiutata a gestire l’ansia e alcune insicurezze e mi ha insegnato ad esercitare la gratitudine e ad avere un approccio più positivo alla vita. La consiglio per la sua grande professionalità e comprensione.

     • Studio online • sostegno psicologico  • 

  • M

    MP

    Ottima professionista! Ha la capacità di metterti subito a tuo agio e di ascoltare.

     • Studio clinico • colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    Grazie di cuore per le sue parole. Creare un ambiente in cui le persone possano sentirsi accolte e ascoltate è uno degli aspetti a cui tengo maggiormente. La ringrazio per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza.


  • L

    L.F.

    Una dottoressa professionale ed empatica, è riuscita da subito a mettermi a mio agio.

     • Studio online • colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    Grazie di cuore per le sue parole. Creare un ambiente in cui le persone possano sentirsi accolte e ascoltate è uno degli aspetti a cui tengo maggiormente. La ringrazio per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza.


  • L

    L.V

    Mi ha mostrato pacatezza sin dalle prime parole, mi sono trovato bene immediatamente. È persona molto sensibile, al punto da saper utilizzare anche il tono della voce e non solo la scelta delle parole

     • Studio online • consulenza online  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    La ringrazio sinceramente. Sapere che si è sentito accolto e a proprio agio fin dal primo momento è per me molto importante. Le auguro di continuare il suo percorso con serenità e fiducia.


  • G

    G.S.

    Psicologa professionale e precisa. Fin dal primo momento si è mostrata gentile ed empatica

     • Studio online • colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    Grazie di cuore per la sua recensione. Sono lieta che abbia percepito professionalità, gentilezza ed empatia, valori che considero fondamentali nel mio lavoro. Le auguro il meglio per il futuro.


  • E

    E.R.

    Dottoressa affidabile e premurosa, sempre pronta ad ascoltarti attivamente e a dare il giusto consiglio. Dotata di grande empatia. Precisa nelle spiegazioni fornite e pronta a supportare sempre. La consiglio vivamente!

     • Studio online • consulenza online  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    La ringrazio per la fiducia e per aver dedicato del tempo a condividere la sua esperienza. Sapere che ha apprezzato l'ascolto, la chiarezza e il supporto che cerco di offrire è per me molto importante.


  • L

    L B

    Esperienza eccellente. La Dottoressa è una professionista d'eccezione: accogliente, preparata e dotata di grande sensibilità. Mi sta aiutando moltissimo nel mio percorso di crescita personale. La consiglio senza alcuna esitazione

     • Studio clinico • colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    Grazie di cuore per la sua recensione. Sono felice che abbia apprezzato l'approccio con cui svolgo il mio lavoro. Le sue parole sono un prezioso incoraggiamento e la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.


  • C

    C L

    Dottoressa molto empatica, mi ha permesso di superare un momento in cui mi sentivo molto bloccata nella vita

     • Studio clinico • colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    La ringrazio sinceramente per questo bellissimo riscontro. Le sue parole rappresentano un grande incoraggiamento e mi ricordano l'importanza di offrire uno spazio di ascolto e sostegno. Le auguro il meglio per il suo percorso.


  • M

    M.F.

    Ho trovato una professionista eccezionale, capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. La sua empatia, competenza e capacità di ascolto mi hanno aiutato ad affrontare un periodo difficile con maggiore serenità e consapevolezza. Ogni seduta è stata un passo avanti nel mio percorso di crescita. La consiglio senza alcun dubbio.

     • Studio clinico • consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Chiara Bencivinni

    La ringrazio di cuore per le sue parole. Sapere che ha percepito uno spazio di ascolto, accoglienza e fiducia è per me motivo di grande soddisfazione. Le auguro di proseguire il suo percorso con sempre maggiore serenità e consapevolezza. Grazie per la fiducia.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore

L'idea di arrivare a 25 anni senza esperienze in campo relazionale mi pesa tantissimo. Ho 24 anni e

L'idea di arrivare a 25 anni senza esperienze in campo relazionale mi pesa tantissimo. Ho 24 anni e tra pochi mesi ne farò 25, non ho mai avuto una ragazza, mai dato un bacio, mai un appuntamento e, ovviamente, sono vergine.
Il pensiero di arrivare a 25 anni senza aver mai fatto niente, mi fa venir voglia di morire. Non voglio andare da una prostituta.
Sono indietro anche in altre cose, come ad esempio con l'università e con il lavoro (nel senso che non lavoro), ma la cosa che mi pesa di più in questo momento è questo di non aver mai avuto una ragazza, e so anche che è stupido, che dovrei concentrarmi sullo studio e tutto il resto ma è così.
So anche di dover migliorare tantissimo prima di intraprendere una relazione, primo fra tutti sono molto disordinato e vorrei migliorare su questo aspetto, poi dovrei sicuramente migliorare anche il mio fisico.
Mi vedo bruttissimo e anche quando provo a migliorarmi un pochettino, magari tagliando la barba o provando un taglio nuovo, non miglioro e mi viene da piangere e non riesco a guardarmi allo specchio. Anche se a volte magari riesco a vedermi un po' più accettabile a dire il vero, ma poi vedo le foto che mi fanno, vedo come esco male, soprattutto quando sorrido e mi deprimo.
L'idea che possa piacere a una ragazza mi sembra impossibile e mi sentirei anche un po' preso in giro se qualcuna mi dicesse che le piaccio. Poi mi imbarazzerebbe dire che non ho esperienze alla mia età e so anche che verrebbe visto in malo modo, e anche se dovesse succedere per un miracolo, mi sentirei per sempre in ritardo e non cambierà mai il fatto che avrò avuto la mia prima esperienza a più di 25 anni, cosa che ripeto, attualmente mi sembra impossibile.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Bencivinni

Ciao,
da quello che lei scrive emerge una sofferenza molto intensa, e credo sia importante partire proprio da questo: lei non è "stupido" perché sta male per la mancanza di una relazione. Il desiderio di essere amati, scelti e condividere la propria vita con qualcuno è un bisogno profondamente umano. Quando questo sembra così lontano, è comprensibile che possa diventare un pensiero doloroso e occupare gran parte della mente.

Quello che colpisce, però, è che nelle sue parole non c'è soltanto il dolore per la mancanza di esperienze sentimentali. C'è un giudizio molto severo verso se stesso. Si definisce "indietro", si sente "brutto", immagina già come gli altri la vedrebbero e sembra dare per scontato che nessuno possa apprezzarla davvero. Quando il nostro sguardo su di noi diventa così duro, è facile che ogni esperienza venga letta come una conferma di quel giudizio, alimentando un circolo che fa sentire sempre più soli.

Vorrei anche dirle una cosa che spesso può essere dimenticato: non esiste un'età giusta entro cui vivere determinate esperienze. Viviamo in una società che propone delle tappe quasi obbligatorie, ma la realtà delle persone è molto più varia. Ci sono percorsi che iniziano prima e altri dopo, e questo non dice nulla sul valore di una persona né sulla possibilità di costruire relazioni autentiche.

Leggendo il suo messaggio, mi ha colpito una frase: *"Mi fa venir voglia di morire."* Quando il dolore arriva a questo livello, merita di essere ascoltato con molta attenzione e non affrontato da soli. Se questa sensazione è presente ancora oggi o diventa intensa, parlarne con uno psicologo o con una persona di fiducia può essere un passo importante. Non perché ci sia qualcosa che non va in lei, ma perché nessuno dovrebbe portare da solo un peso così grande.
Infine, provi a chiedersi questo: se domani una ragazza si innamorasse di lei, scomparirebbero davvero tutti i dubbi e il dolore che descrive? Oppure una parte di quella sofferenza continuerebbe a dirle che non è abbastanza?
A volte inseguiamo un evento esterno pensando che ci restituirà valore, quando in realtà il nodo più profondo riguarda il modo in cui guardiamo noi stessi.
Il fatto che oggi lei faccia fatica a immaginare un futuro diverso non significa che quel futuro non possa esistere. Significa soltanto che, in questo momento, sta osservando se stesso attraverso il filtro del dolore. E il dolore, purtroppo, tende a convincerci che ciò che proviamo oggi sarà così per sempre. Ma non è una previsione del futuro: è una caratteristica della sofferenza.

Le auguro di potersi concedere la possibilità di chiedere un aiuto che possa accompagnarla a guardarsi con occhi un po' meno severi. A volte è proprio da lì che iniziano i cambiamenti più importanti.


Buongiorno, scrivo qui in cerca di un consulto riguardo a una situazione che mi sta creando estremo

Buongiorno, scrivo qui in cerca di un consulto riguardo a una situazione che mi sta creando estremo disagio.
Sto attualmente frequentando una scuola di specializzazione che mi richiede di svolgere un totale di 150 ore di tirocinio entro la fine di quest'anno.
Dopo mesi di ricerche, con molta fatica, sono riuscito a trovare una struttura che mi ospitasse.
Al momento ho svolto quasi metà delle ore necessarie, e dovrei riuscire a maturarle tutte entro fine luglio.
Il problema è il rapporto con i miei tutor, infatti credo mi abbiano preso in antipatia per alcuni errori che ho commesso nello svolgere le mie attività, attività su cui non sono neanche stato formato.
Mi trattano come fossi uno stupido (ammetto che per la tensione di sbagliare mi capita di fare qualche uscita "sciocca"), mi si rivolgono in modo scocciato e prepotente.
In questi casi però non riesco a farmi valere perché è come se mi "bloccassi emotivamente", non riesco a rispondere a tono.
E ovviamente tutto questo mi fa star male perché mi sembra un comportamento scorretto.
Pensando di doverci tornare mi assale l'ansia, mi fa male lo stomaco, ho angoscia e dormo poco e male.
Sto meditando di lasciare la struttura, ma questo comporterebbe doverne trovare un'altra entro la fine dell'anno, pena il dover ripagare e ripetere l'anno di scuola.
Ma se non dovessi riuscire a trovarne un'altra?
Quale altra scelta ho oltre quella di stringere i denti e sopportare questa situazione per un altro mese, magari rimettendoci in salute psico-fisica?
Sono demoralizzato e combattuto, non so come muovermi

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Bencivinni

Buongiorno,
da ciò che racconta emerge quanto questa situazione la stia mettendo a dura prova. Quando ci si trova in un contesto in cui ci si sente costantemente giudicati, poco valorizzati o non adeguatamente supportati, è comprensibile che possano comparire ansia, insonnia, tensione fisica e la sensazione di andare al tirocinio con un peso sullo stomaco.

Mi ha colpito un aspetto del suo racconto: scrive di aver commesso degli errori, ma anche di non essere stato formato su alcune attività. Un tirocinio nasce proprio come uno spazio di apprendimento, in cui è naturale non sapere ancora fare tutto e poter sbagliare. Questo non significa che ogni difficoltà dipenda necessariamente dal contesto, ma è importante ricordare che l'errore, quando si sta imparando, dovrebbe poter diventare un'occasione di crescita e non un motivo per sentirsi costantemente svalutati.
Racconta inoltre di "bloccarsi emotivamente" quando le viene rivolto un rimprovero. Molte persone, in situazioni percepite come minacciose o fortemente giudicanti, sperimentano proprio questo: non è mancanza di carattere, ma una risposta allo stress che rende difficile esprimere ciò che si vorrebbe dire.
Comprendo anche il conflitto che sta vivendo: da una parte il desiderio di tutelare il suo benessere, dall'altra la paura che interrompere il tirocinio possa avere conseguenze importanti sul suo percorso formativo. È una decisione delicata e, proprio per questo, probabilmente merita di essere presa cercando di valutare tutte le alternative possibili: ad esempio, capire se esiste la possibilità di confrontarsi con un referente della scuola o con un tutor diverso, oppure se vi siano modalità per affrontare la situazione senza dover scegliere esclusivamente tra "sopportare" e "andarsene".

Indipendentemente dalla decisione che prenderà, credo sia importante non trascurare i segnali che il suo corpo le sta inviando. Quando l'ansia inizia a compromettere il sonno, provoca sintomi fisici e occupa gran parte dei pensieri, significa che quella sofferenza merita attenzione. Se sente che questa esperienza sta diventando troppo pesante, potrebbe essere utile confrontarsi anche con uno psicologo, che possa aiutarla a elaborare ciò che sta vivendo e a trovare modalità più efficaci per gestire il carico emotivo e comunicare i propri bisogni.

Le auguro di riuscire a trovare una soluzione che le permetta di proseguire il suo percorso formativo senza perdere di vista anche la tutela del suo benessere, perché entrambe le cose meritano di essere considerate.


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