Il mio approccio alla nutrizione parte sempre dall’ascolto. Durante la prima visita dedico molto tempo a conoscere la persona che ho davanti: raccolgo informazioni sui gusti alimentari, sulle abitudini quotidiane, sullo stile di vita, sul tipo di lavoro svolto, sull’attività fisica praticata e sull’eventuale presenza di patologie o condizioni particolari.
Sulla base di tutti questi elementi elaboro un piano alimentare completamente personalizzato, costruito su misura per il paziente e per le sue esigenze reali. Non credo nei piani standardizzati o eccessivamente rigidi: ogni percorso deve essere praticabile nella vita di tutti i giorni.
Durante le visite di controllo non mi limito a valutare i risultati ottenuti, ma cerco di capire come il paziente ha vissuto il periodo trascorso. Chiedo sempre se è riuscito a seguire il piano con serenità, se ha avuto fame, se si è sentito “a dieta” o se ha incontrato difficoltà particolari.
Un principio che ripeto spesso è che deve essere il piano alimentare ad adattarsi al paziente, e non il contrario. Per questo motivo il percorso viene costantemente modificato e perfezionato in base ai feedback ricevuti, alle esigenze che cambiano e agli obiettivi da raggiungere.
Credo infatti che sia molto più efficace un piano magari non perfetto sulla carta, ma sostenibile nel tempo, piuttosto che un programma impeccabile che però non riesce a essere seguito nemmeno per pochi giorni. Il mio obiettivo è aiutare ogni persona a costruire abitudini alimentari sane, equilibrate e durature, senza rinunce inutili e senza stravolgere la propria quotidianità.