vittivismo patologico
il vittimista patologico arriva a compiere azioni come mentire per non sembrare solo o essere appoggiato da persone inesistenti?, comportarsi e fare cose mettendosi in pericolo per destare preuccupazioni anche con atteggiamenti seduttivi? non esistono sfumature e solo bianco e nero?...la mia domada sopratutto è: sanno amare davvero? o in realtà non sanno nemmeno loro cosa vogliano?
4 risposte
Il vittimista patologico è colui che si confronta con le situazioni della vita in modo costantemente lamentoso, come vittima degli eventi, non ponendosi mai nella condizione di assumersi la responsabilità di ciò che accade nella sua vita e di quanta parte lui abbia in essa. Talvolta tale atteggiamento viene assunto consapevolmente, talaltra in modo inconsapevole, in entrambi i casi l'effetto è quello di agire una manipolazione dell'altro, spesso ben disposto ad accogliere il suo lamento e ad assumere un atteggiamento compassionevole. A volte, il lamento può essere accompagnato da vissuti di rabbia ed ostilità nei confronti degli altri, considerati colpevoli delle proprie difficoltà e disgrazie, finendo col compromettere le relazioni interpersonali. La realtà viene spesso ad essere distorta per confermare la definizione che ha di se stesso, non vengono mai messi in risalto gli aspetti positivi di ciò che gli accade ma sempre e soltanto quelli negativi che ritiene avere conseguenze dannose su di sé. E' del tutto assente una capacità critica rispetto alla parte che ha in tutto questo, la colpa è irrimediabilmente dell'altro, questo rende molto difficile avviare una messa in discussione di sé verso un cambiamento. L'amore è reciprocità e messa in gioco costante da parte di entrambi i membri di una coppia, dunque risulta difficile per un vittimista patologico costruire delle relazioni sane e di autentico scambio, tenderà infatti spesso a prevalere l'aspetto manipolativo dell'altro sul piano emotivo.
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Le categorie psicopatologiche descrivono situazioni tipo che difficilmente si incontrano nella realtà. Quando si parla di vittimista patologico, cosa si intende? Noi ci relazioniamo sempre a persone in carne ed ossa, e queste persone fanno e dicono delle cose che possono risultarci piacevoli o che possono ferirci. E' chiaro che, quando ci poniamo delle domande sul comportamento altrui, è perché qualcosa ci turba e ci crea problemi. Ma di quali comportamenti concreti stiamo parlando? Un atteggiamento vittimistico può essere presente in vari tipi di problematiche psicologiche. Nel senso che ognuno di noi può manifestare atteggiamenti da vittima. In alcuni casi può avere motivazioni giustificate, per esempio a seguito di traumi e di esperienze limite, in altri casi il vittimismo può rappresentare una modalità appresa attraverso la quale facciamo fronte alle difficoltà che incontriamo nelle relazioni che viviamo tutti i giorni. In alcune circostanze la persona che fa la vittima lo fa per non assumersi delle responsabilità, mi viene in mente il caso tipico dell'adolescente che risponde a qualunque richiesta di collaborazione in famiglia: "Perché sempre io?". In altri casi, invece, una persona dentro la relazione, a causa dell'educazione ricevuta, non sa come evitare di assumersi responsabilità, tanto da sentirsi schiacciata dal loro peso. Questo è un caso tipico tra molte donne che non sanno dire di no e, quando non ce la fanno più, indulgono facilmente in lamentele: "Se non ci fossi io in questa casa!" "Con tutto quello che ho fatto per te, guarda come mi tratti!" Ora, il problema in psicologia è sempre a che serve ad una persona assumere un particolare atteggiamento? E poi, questo atteggiamento si determina sempre all'interno di un contesto relazionale. Perciò, non si tratta quasi mai della mancanza di amore verso qualcuno, semmai di come si è imparato ad amare nella propria famiglia di origine e di come si esprime questo amore.
Mi sembra una domanda piuttosto articolata e che tratta aree della vita delle persone difficili da generalizzare in un prototipo di "vittimista patologico". Detto questo personalmente mi risulta difficile pensare che una persona che si relaziona in questo modo possa riuscire ad avere una relazione affettiva adulta, sana, intima e cosciente. Sanno cosa vogliono nel senso che sanno cosa li gratifica e nutre, ma questo non significa che sia qualcosa di sano e funzionale alla crescita della relazione. Buona giornata
Gent.ma/o, diciamo che tutto ciò che descrive non saprei se definirl vittimismo patologico, credo ci siano sfumature di ben altre patologie, quale il disturbo narcisistico di personalità ad esempio. Conseguentemente le darei risposte sbagliate partendo da presupposti a mio modo di vedere errati. Come è giunta/o a questa "diagnosi"?
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




