Stasera ho iniziato a prendere Xanax cipralesx Xanax 2,5 e cipralesx cosa può succedere sono preoccu

29 risposte
Stasera ho iniziato a prendere Xanax cipralesx Xanax 2,5 e cipralesx, cosa può succedere? sono preoccupata, prendevo lorazepan ma il cardiologo mi ha cambiato la cura
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, credo che sia più opportuno per lei rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia. Buona giornata.
Dott. Fiori

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Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Per i farmaci si rivolga al medico che glieli ha prescritti. Se volesse indagare sulle cause del suo problema può prendere in considerazione un percorso psicoterapeutico. Distinti saluti.
Dott.ssa Paola Uriati
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Buongiorno, ma è preoccupata per cosa?
Se dipende dal cambio di terapia può chiedere al medico che gliel’ha prescritta, altrimenti ci riscriva e descriva meglio le sue preoccupazioni.
Buona giornata
Paola Uriati
Dott.ssa Katarina Faggionato
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Vicenza
Gentile Signora, se ho capito bene, Le è stato cambiato il farmaco usato di solito per l'ansia e Le è stato aggiunto un antidepressivo. Il medico avrà valutato accuratamente il Suo problema prima di prescrivere la terapia. Se ha qualsiasi dubbio, non si faccia problemi a parlarne con chi Le ha prescritto i farmaci, è la persona più competente. Anche perché, come hanno già scritto i colleghi, le medicine sono di competenza dei medici.
Se soffre di ansia e/o di depressione, sarebbe utile valutare anche una consulenza psicologica. Un percorso di questo tipo potrebbe aiutarLa ad affrontare meglio le Sue difficoltà. Se vuole, ne può parlare anche con il Suo medico oppure contattare direttamente uno psicologo. Un caro saluto. Dott.ssa Katarina Faggionato
Dott. Felice Schettini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno. Per avere maggiori informazioni in merito al cambio dei farmaci rivolga la sua domanda al suo medico o al cardiologo che le ha prescritto la nuova terapia farmacologica.
Potrebbe, inoltre, richiedere un consulto ad un professionista psicologo psicoterapeuta per valutare l'inizio di un percorso specifico da affiancare alla cura farmacologica con l'obiettivo di migliorare la sua salute ed il suo benessere psicologico. I migliori auguri, Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, per quanto riguarda la terapia si deve sempre consultare il medico che gliel'ha prescritti. Inoltre non ci scrive nessuna notizia su di lei neanche l'età e per quale motivo sta prendendo questi farmaci. Potrebbe iniziare una terapia psicologica da affiancare alla terapia farmacologica, per elaborare il xchè dei suoi disturbi, dovrebbe analizzare che cosa c'è dietro, sicuramente qualche avvenimento o trauma che la fanno stare male, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Maria Lombardo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Meta
Buonasera, come suggerito dai colleghi è opportuno che si affidi al suo medico di fiducia per sentirsi più tranquillo per la terapia farmacologica; se le è stata prescritta la prenda e aspetti un pò di tempo per i risultati. Lo può associare ad un percorso psicologico e così avrà un supporto per riprendere in mano la sua vita. Sono a disposizione. Saluti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

Al fine di avere maggiori informazioni in merito alla variazione del piano terapeutico sarebbe preferibile rivolgere la sua domanda al medico prescrivente. Aggiungo che per problemi per i quali segue il trattamento farmacologico evidenziato, è importante affiancare un percorso di psicoterapia con l'obiettivo di poter guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Psicologo, Psicoterapeuta
Pozzuoli
Salve
E' importante che lei esponga le sue perplessità al suo medico di base.
Cordiali Saluti Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, se il cambio della terapia l'ha fatta il medico non credo ci sia nulla di preoccupante, avrà fatto le sue valutazioni. Se ha timori che non riesce a gestire con facilità, è bene seguire parallelamente un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Donatello Barone
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Modica
Si rivolga la suo psichiatra o al suo medico curante e non dimentichi che per risolvere i suoi conflitti emotivi, dovrebbe fare anche una psicoterapia con un professionista di sua fiducia.
Saluti e in bocca al lupo!
Dott.ssa Claudia Spolverini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Firenze
Gentile utente, le consiglio di contattare il suo psichiatra di riferimento o il suo medico di base per rimandare a loro i suoi dubbi e forse anche chiedere nello specifico di spiegarle la decisione di questo cambio terapia.
Cordiali Saluti,
CS.
Dott.ssa Rebecca Silvia Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Usmate Velate
Gentile utente, le consiglio di porre queste domande al medico prescrivente e valutare se affinacare un percorso psicoterapeutico accanto a quello farmacologico in modo da effettuare un intervento a 360°: risutla molto più efficace! Un caro saluto
Dott.ssa Annalisa Bonaiti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Barzana
Buonasera, le consiglio di rivolgere questa domanda al medico che le ha prescritto il trattamento farmacologico, in modo che possa aiutarla a chiarire tutti i dubbi che le sono sorti rispetto al farmaco prescritto. Cordiali saluti.
Dott.ssa Marianna Parente
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gent.le Utente,
ha provato a contattare lo specialista che le ha prescritto questa cura? E' normale poter avere dei dubbi o delle paure rispetto alla terapia farmacologica che si sta assumendo ma è fondamentale condividerle con il medico che la segue.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Giulia Marini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Monza
Gentile utente, immagino che la terapia le sia stata cambiata da un medico competente dopo aver valutato tutta la sua situazione. Mi chiedo allora se forse queste paure non possano essere gestiti con una terapia psicologica così da approfondirne la natura.
Saluti, dott.ssa Marini
Dott.ssa Manuela Violani
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Utente,
concordo pienamente con i colleghi che le hanno suggerito di contattare, senza esitazione, il medico che le ha fatto la prescrizione in modo da dissipare i timori relativi alla terapia farmacologica in corso.
Consideri che per individuare e " rimuovere" le cause che sono all'origine della sua ansia sarebbe consigliato affiancare un percorso psicoterapico in concomitanza all'assunzione degli psicofarmaci.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Manuela Violani
Dott.ssa Marina Ceruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Sessuologo
Como
Buonasera. Dalla sua descrizione non è chiaro quale medico le abbia prescritto i farmaci in questione, nè la ragione per cui il cardiologo abbia ritenuto di sospendere l'assunzione di lorazepam.
Parli con il medico che le ha prescritto la terapia e, qualora non si tratti di uno psichiatra, sarebbe utile rivolgersi a questo tipo di figura professionale.
Si intuisce una problematica di ansia, che varrebbe la pena approfondire e risolvere, integrando la terapia farmacologica ad una psicoterapia che la aiuti a trovare le soluzioni più efficaci nel suo caso.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Marina Ceruti
Dott.ssa Simona Mennuni
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Arluno
Buonasera, da quello che scrive appare che i farmaci le sono stati prescritti da un cardiologo. Il mio consiglio è di effettuare una consulenza psichiatrica (l* psichiatra è più specializzat* in questo tipo di terapie farmacologiche) e contestualmente iniziare un percorso di psicoterapia per approfondire i motivi che la conducono a sperimentare questo disagio.
Dott.ssa Lucia Cesaro
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Il suo medico sa sicuramente la sua condizione e sa quello che fa, ma capisco la preoccupazione. Le consiglio di prendere in considerazione un percorso psicoterapico che, vari studi ci dicono, unito a una terapia farmacologica dà molti più risultati, in un tempo minore e con maggiore stabilizzazione.
Dott. Mario Davide Roffi
Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Roma
Buongiorno, premesso che come hanno suggerito altri è senz'altro una buona idea confrontarsi con gli specialisti che la seguono e che le prescrivono la terapia, mi permetto di aggiungere qualche informazione che potrebbe esserle d'aiuto quanto meno per ammorbidire le sue preoccupazioni.
Per quanto riguarda la sostituzione effettuata dal cardiologo, che mi sembra essere la ragione di maggiore preoccupazione, voglio rassicurarla sul fatto che lo xanax (diazepam) è un farmaco simile al lorazepam: dovrebbe sperimentare effetti abbastanza sovrapponibili tra i due farmaci.
Le suggerisco tuttavia di confrontarsi con lo psichiatra, soprattutto per valutare la posologia, che potrebbe richiedere un aggiustamento.
Per quanto riguarda il cipralex, è un farmaco piuttosto sicuro (modesti e rari effetti indesiderati) ed efficace. Tenga però presente che per iniziare a notare gli effetti ci vogliono almeno due settimane, spesso anche tre o quattro.
Se non è già seguita a livello psicoterapico, potrebbe essere un'opzione da valutare che le consentirebbe di affrontare i vissuti e le esperienze che suscitano questi sintomi. Il farmaco può essere utile e importante, ma agisce prevalentemente a livello sintomatico.
In ogni caso le suggerisco di valutarla con calma e senza fretta questa opzione, visto che la psicoterapia fornisce le maggiori opportunità terapeutiche se intrapresa con convinzione e con una motivazione maturata internamente. Un caro saluto.
Dott.ssa Monica Marchetti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno non si deve preoccupare. Lavoro da molti anni al centro di salute mentale insieme a medici che impostano terapie simili puntualmente . Anzi direi che la cura le permette di affrontare decisamente meglio una psicoterapia . Le auguro serenità
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, si rivolga al medico prescrivente.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Amelia Capezio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Calvizzano
Buongiorno gentile utente e grazie per aver descritto la sua esperienza. è comprensibile la preoccupazione rispetto a farmaci che non conosce, per qualsiasi perplessità non esiti a contattare il medico che glieli ha prescritti. Valuti, se lo ritiene opportuno, la possibilità di chiedere una consulenza psicologica di supporto in questo momento di fragilità. resto a disposizione, dott.ssa amelia capezio
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Buon pomeriggio,
immagino che i farmaci siano prescritti e attenzionati da un professionista a cui potrà rivolgersi per domande specifiche.
Se preferisce potrebbe affiancare un supporto di psicoterapia per gestire diversamente i vissuti che le innescano tali reazioni.
Un saluto
Gentile utente credo possa essere utile rivolgere tutti i suoi dubbi e preoccupazioni ai medici che le hanno prescritto la cura, i quali sapranno darle chiarimenti in merito.
Cordiali saluti
Dott.ssa Stella Tessicini
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Capisco profondamente la sua preoccupazione. Quando si cambia una terapia, soprattutto in un momento di fragilità, è come se si attraversasse un ponte nuovo: ci si affida, ma una parte del corpo rimane tesa, in ascolto. È assolutamente comprensibile che questa novità la metta in allerta.
Provo a darle un quadro **generale**, senza sostituirmi al parere del medico:
* **Cipralex** (escitalopram) è un antidepressivo SSRI.
* **Xanax** (alprazolam) è una benzodiazepina, cioè un ansiolitico.
* È abbastanza comune che vengano prescritti insieme: il Cipralex lavora sul lungo periodo, mentre lo Xanax aiuta nei momenti di ansia acuta o nelle prime settimane in cui l’SSRI può non aver ancora fatto effetto pieno.
* Il passaggio dal **lorazepam** allo Xanax è una scelta che alcuni medici fanno perché l’alprazolam ha un effetto più rapido, utile quando il sistema nervoso è molto attivato o ci sono sintomi cardiaci legati all’ansia.
**Cosa può succedere stasera o nei primi giorni?**
Di solito, i due farmaci **non creano interazioni pericolose** tra loro.
Le cose che può percepire — e che sono *possibili ma non obbligate* — sono:
* un po’ più di **sonnolenza o stanchezza**, perché lo Xanax abbassa l’attivazione;
* una sensazione di **rilassamento improvviso**, a volte accompagnata da lieve instabilità;
* qualche **tensione interna che si allenta**, come se il respiro trovasse più spazio;
* raramente, un po’ di **nausea o testa leggera**, più legata al passaggio da un ansiolitico all’altro che alla combinazione con il Cipralex.
Questi effetti, quando compaiono, di solito si attenuano in poco tempo.
Sguardo umanistico e bioenergetico
Questa transizione può mettere in movimento molte energie interne.
Sta lasciando un farmaco a cui il suo corpo si era abituato (lorazepam) e ne accoglie un altro, con una “firma” diversa. È come cambiare compagno di viaggio: anche se il nuovo è affidabile, serve qualche passo per trovare il ritmo comune.
La sua preoccupazione non è un ostacolo: è una forma di ascolto profondo. Le emozioni che sente — la paura, il dubbio, la domanda “cosa succederà?” — non sono segnali di pericolo, ma richiami del corpo che chiede dolcezza e presenza.
Può concedersi questa notte come un momento di osservazione gentile: respiri lenti, nessuna aspettativa, lasciando che il corpo le mostri come accoglie questo nuovo equilibrio.
Se vuole, può dirmi:
* quale dosaggio di Cipralex sta assumendo,
* come si sente in questo momento,
* se avverte qualche sintomo particolare.
Resto accanto a lei con calma e rispetto.
Dott. Raffaele Falato
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Firenze
Sì, possono essere prescritti insieme: in genere Xanax serve a coprire l’ansia delle prime settimane, mentre Cipralex agisce più lentamente. Quello che può succedere, soprattutto all’inizio, è un po’ di sonnolenza, stordimento o nausea, ma non è una combinazione anomala. Le benzodiazepine hanno un ruolo soprattutto a breve termine, mentre negli stati d’ansia la terapia di fondo è di solito l’SSRI.
Dott.ssa Marinella Rotondo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno Le consiglio di intraprendere anche un breve percorso psicologico per capire le ragioni che la portano ad assumere farmaci

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