sono una ragazza di 22 anni, sono fidanzata da 5 anni, da 3 anni conviamo. nell ultimo anno di relaz

24 risposte
sono una ragazza di 22 anni, sono fidanzata da 5 anni, da 3 anni conviamo. nell ultimo anno di relazione ho coperto delle chat con altre ragazze , ho scelto di perdonare; io stessa ho sbagliato e mi sono scritta con un ragazzo e ci sono uscita di nascosto( non è successo nulla e poi il mio ragazzo l ha scoperto) e pure lui mi ha perdonato. dopo un periodo di crisi quest estate decisi di lasciarlo perché ci stavano entrambi dando per scontato, siamo stati lontani un mese e poi siamo tornati assime; ora la nostra relazione va molto meglio ma ho iniziato ad avere molta gelosia ed ansia. ogni cosa che succede anche la più insignificante(inizia a seguire una ragazza su instagram, si dimentica di dirmi dove esce, ecc) la vivo molto male pensando al peggio, la mia mente è come se mi manipolasse pensando “ ti sta nascondendo qualcosa” “non ti ama più” ecc. e questo porta a molti litigi e non so più come gestirla perché mi sta facendo stare male
Dr. Angelo Feggi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Genova
Bongiorno, credo che, oltre una pausa di riflessione, una terapia di coppia possa essere utile per capire i problemi e se esistano soluzioni per rendere il rapporto di coppia più sereno. In bocca al lupo!

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Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, in seguito ai vissuti che ha descritto può essere comprensibile che sorgano questi pensieri. È importante che intraprenda un percorso di supporto psicologico per fornire loro uno spazio di ascolto.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
La ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale.
Quello che sta vivendo non è raro quando una relazione ha attraversato delle difficoltà, perché alcune paure ed emozioni possono restare attive e interferire con la quotidianità.
Il punto centrale non è giudicare ciò che prova, ma riconoscere che i pensieri che riporta, come "mi nasconde qualcosa" o "non mi ama più", stanno diventando una fonte di sofferenza.
Proprio perché la fanno stare male, potrebbe essere utile lavorarci in uno spazio protetto con un collega, in un percorso individuale o di coppia. Questo le permetterebbe di capire da dove arriva questa ansia, come si attiva e come gestirla in modo più equilibrato.
Chiedere supporto non significa che la relazione non funzioni, ma il contrario, significa prendersi cura di sé e di ciò che per lei è importante.
cordiali saluti
Dr. Martinelli Trevis Massimiliano
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buongiorno, da ciò che racconti, la gelosia e l’ansia che senti non nascono tanto da quello che il tuo ragazzo fa, ma da una ferita alla fiducia rimasta aperta dopo quello che è successo da entrambe le parti.
In altre parole diremmo che, quando la fiducia si incrina, nella mente si crea un “fantasma”, una voce interna che dice:
“ti nasconde qualcosa”, “potresti perderlo”, “non sei abbastanza”.
Non è la realtà a parlare: è questa voce interiore.
Per questo anche cose piccole (una ragazza seguita, un’uscita non detta) ti fanno stare male: toccano quella ferita.
La soluzione non è controllare di più lui o “zittire” i pensieri, ma capire da dove nasce questa voce e darle parola, così da non subirla più.
Un percorso psicologico può aiutarti proprio a ritrovare sicurezza in te stessa e a mettere ordine in queste paure, così che non dominino più la relazione.
Gentile Utente, ciò che descrive non parla soltanto della gelosia attuale, ma di un sistema di relazione che negli ultimi anni ha attraversato crepe profonde, perdite di fiducia, riavvicinamenti faticosi e tentativi sinceri di riparazione. Da un punto di vista sistemico, la sua ansia non nasce dal presente, ma è la traccia emotiva di tutto ciò che è accaduto nel passato della coppia: entrambe le parti, in modi diversi, hanno sperimentato la possibilità di perdere l’altro, di non essere più scelte, di sentirsi sostituibili. Quando in un rapporto si verificano episodi di segretezza, chat parallele, uscite nascoste o rotture temporanee, è come se il sistema di coppia vivesse un terremoto interno. Anche se razionalmente si decide di ricucire, il corpo e l’emotività continuano a ricordare quelle scosse. Per questo, oggi, anche piccoli segnali innocui vengono vissuti come campanelli d’allarme: non è manipolazione della mente, ma un sistema che tenta di proteggersi da un dolore già conosciuto. In altre parole, la paura di essere ferita ancora si è “organizzata” dentro di lei ed è diventata molto veloce a reagire. In ogni coppia, gli eventi del passato cambiano l'assetto relazionale: dopo una ferita, non si torna semplicemente com’erano le cose prima. C’è bisogno di costruire un nuovo patto, nuove garanzie reciproche, nuove forme di trasparenza. Lei dice che oggi la relazione va molto meglio, e questo è un elemento prezioso, ma il suo sistema interno non ha ancora registrato questa sicurezza. È come se la sua parte più vulnerabile le dicesse: “Se una volta è successo, può succedere ancora. Devo stare attenta”. Proprio per questo la gelosia diventa intensa: non sta parlando del suo ragazzo, ma della sua paura. Non parla di ciò che lui fa, ma del timore che quel dolore si ripresenti. E quando la paura diventa molto forte, è naturale che si trasformi in controllo, interpretazioni, anticipazioni negative. Il risultato è che ogni piccola omissione o gesto insignificante viene caricato di un significato enorme. È importante che lei non si colpevolizzi: il suo corpo sta reagendo a un vissuto reale, non a una fantasia. Ma, allo stesso tempo, oggi è necessario che questa parte spaventata trovi nuove forme per stare nella relazione. Un primo passo potrebbe essere quello di condividere con il suo partner non le accuse (“tu nascondi qualcosa”), ma la paura che sta sotto (“quando succede questo sento tornare la sensazione di non essere scelta, ed è difficile da gestire”). Questo cambia il clima della conversazione: dalla lotta alla connessione. Un altro passo importante è comprendere che la sicurezza, dopo una ferita di fiducia, non torna con la promessa dell’altro, ma con un processo graduale di regolazione interna. La domanda che potrebbe farsi non è “perché sono così gelosa?”, ma “di cosa ho paura realmente?”. Molte volte non è paura di perderlo, ma paura di non sentirsi abbastanza, paura di essere sostituita, paura di essere vulnerabile in un rapporto in cui si è già sofferto. Infine, tenga presente che la vostra coppia sta provando a rinascere: questo richiede tempo, chiarezza, nuovi confini e una comunicazione più profonda. Lei non è sbagliata: sta semplicemente ascoltando una parte ferita che ha bisogno di essere accompagnata e rassicurata, non zittita. Un caro Saluto
Dott.ssa Silvia Falqui
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Capisco quanto sia pesante vivere così — hai fatto scelte, siete caduti e vi siete perdonati, ma quello che resta ora è un’ansia che ti consuma e una gelosia che scatena continui sospetti. Di seguito ti spiego in modo chiaro e pratico cosa può succedere e cosa puoi provare a fare subito.

Perché succede

Dopo tradimenti (anche quando si è deciso di perdonare) resta un’ipervigilanza: il cervello cerca segnali di minaccia e amplifica ogni elemento neutro.

Entrano in gioco pensieri automatici e distorsioni cognitive: “ti nasconde qualcosa”, “non mi ama più” sono ipotesi che il tuo cervello dà per vere senza verificarle.

L’ansia alimenta comportamenti (controllo, domande continue, accuse) che danneggiano la relazione e ti fanno stare peggio.

Cosa puoi fare subito (strategie pratiche, semplici e concrete)

Rallenta quando senti la reazione: respira 4-4-6, aspetta 10–15 minuti prima di provare a parlare. Le parole dette sull’ansia fanno spesso partire un litigio.

Chiedi evidenze: quando ti viene un pensiero catastrofico, fermati e scrivi 3 fatti concreti che lo confermano e 3 che lo smentiscono. Questo è un piccolo esercizio di ristrutturazione cognitiva.

Comunicazione non accusatoria: usa frasi in prima persona — “Quando non so dove sei mi sento ansiosa” invece di “Mi nascondi tutto”. Aiuta a non mettere l’altro sulla difensiva.

Accordi chiari e condivisi: stabilite insieme piccoli confini e trasparenze che vi fanno sentire sicuri (es. quando tornate a casa, o come gestire social/amicizie) però evitando il controllo totale.

Esperimenti comportamentali: prova a tollerare un piccolo rischio (non controllare il telefono per un giorno) e osserva cosa succede — spesso la catastrofe immaginata non avviene.

Cura personale: sonno regolare, attività fisica, mindfulness/breve meditazione quotidiana riducono l’ansia.

Se i litigi sono frequenti, calendarizza i colloqui: un “check-in” settimanale a tempo (20–30 min) dove parlate senza recriminazioni può ridurre l’urgenza di controllare tutto.

Quando è il caso di chiedere aiuto specialistico
Se l’ansia/gelosia ti bloccano nella vita quotidiana, generano frequenti litigi o hai pensieri ossessivi che non riesci a gestire, è consigliabile approfondire con uno specialista. Un percorso di psicoterapia (cognitivo-comportamentale, lavoro su attaccamento, o EMDR se emergono traumi pregressi) può aiutarti a riconoscere i meccanismi e a ricostruire fiducia senza annullare te stessa.

Consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Federico Bartoli
Psicologo clinico, Psicologo
Prato
Buongiorno, ti do del tu data la giovane età... penso che in questa situazione diventi fondamentale il ruolo della comunicazione tra voi due, data però la presenza di episodi passati di tradimento che possono sicuramente portarsi dietro sentimenti di disagio e sfiducia, ti consiglio di prendere in considerazione di rivolgerti a un terapeuta, individualmente oppure anche a livello di coppia. A proposito, il tuo ragazzo è al corrente dello stato di ansia e gelosia in cui ti trovi attualmente? riesci a parlare con lui di come ti senti? Sono domande che mi sto facendo leggendo il tuo resoconto.

Rimango a disposizione

Dott. Federico Bartoli
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,
capita spesso che i momenti di crisi, per quanto dolorosi, diventino occasioni preziose per conoscersi meglio come coppia, e sono davvero lieta di sapere che la vostra relazione stia trovando un nuovo equilibrio. Allo stesso tempo è comprensibile che alcune ferite del passato possano lasciare strascichi, generando sfiducia o rendendo difficile vivere il rapporto con serenità.

Quello che mi colpisce, oltre ai dubbi verso il suo partner, è l’ansia che dice di provare all’interno della relazione: un’esperienza che può pesare molto e che merita attenzione e cura.

Se sente il bisogno di approfondire questo aspetto e capire meglio cosa sta accadendo dentro di lei, sarò felice di aiutarla. Può contattarmi quando desidera.

Un caro saluto.
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, capisco quanto possa essere pesante vivere con questo livello di ansia e di sospetto, soprattutto dopo una storia così lunga e segnata da ferite reciproche. Quando in una relazione si verificano rotture della fiducia, anche se ci si perdona, il corpo e la mente tendono a rimanere in uno stato di allerta. Quindi la tua gelosia e la tua ansia non sono “capricci”, ma sintomi di un’insicurezza relazionale costruita nel tempo. Quello che descrivi sono pensieri automatici, spesso non basati sui fatti ma sulle paure.
Quando la fiducia è fragile, la mente riempie i vuoti con scenari negativi per cercare controllo. Il problema è che questi pensieri si presentano come “verità assolute”, attivano ansia, rabbia o panico e ti portano a comportamenti che creano tensioni nella coppia. Hai due bisogni diversi che stanno entrando in conflitto: tu hai bisogno di sentirti al sicuro, scelta, importante. Dopo quello che è successo, è naturale. Lui invece sembra avere bisogno di libertà, autonomia e di non sentirsi costantemente controllato. Questo è altrettanto normale. E così nasce il conflitto che poi diventa un circolo vizioso che nessuno dei due desidera, ma che si autoalimenta. Sicuramente si potrebbe fare un lavoro sulla comunicazione assertiva, per fare in modo di comunicare "senza accusare", chiarire anche dei confini condivisi all'interno della coppia e lavorare sul tuo senso di sicurezza personale. Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Dott.ssa Camilla Guccione
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
Quello che descrive sembra toccare parti molto delicate della sua storia emotiva e del modo in cui vive i legami importanti. Mi colpisce come, anche dopo un riavvicinamento che definisce positivo, emergano in lei ansia e pensieri molto forti rispetto alla possibilità di essere tradita o non amata. Come se una parte di lei fosse costantemente in allerta, pronta a proteggersi dal rischio di essere ferita.
Mi chiedo cosa succeda dentro di lei quando il suo ragazzo compie quei gesti che definisce “insignificanti”, e che però per lei diventano segnali minacciosi. Sembra quasi che si attivi qualcosa di già conosciuto, un timore profondo che va oltre l’episodio concreto.
Anche il fatto che entrambi abbiate vissuto momenti di mancanza, di rottura del patto di fiducia, può aver lasciato delle tracce emotive non del tutto elaborate. A volte, quando non si ha del tutto digerito il dolore o la paura di perdere qualcuno, queste emozioni riemergono sotto forma di gelosia intensa o pensieri catastrofici.
Sarebbe interessante esplorare insieme cosa rappresenta per lei questa relazione, cosa teme davvero di perdere, e come ha imparato nel tempo a leggere i segnali degli altri. Spesso questi vissuti non nascono nel presente, ma si appoggiano a esperienze precedenti di insicurezza, di paura o di solitudine.
Mi sembra che lei stia portando un grande peso da sola, e che ci sia spazio per capire da dove arriva questa ansia e cosa vuole comunicarle. Possiamo provare a dare un senso a questi movimenti interni, così che lei possa sentire meno minaccia e più continuità e sicurezza nei legami.

Un caro saluto, Dott.ssa Camilla Guccione
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,
la gelosia e l’ansia che sta vivendo oggi non nascono da ciò che succede nel presente, ma dalle ferite accumulate nell’ultimo anno. Dopo tradimenti virtuali da entrambe le parti, uscite nascoste, rotture e un ricongiungimento, la relazione è ripartita, ma la fiducia non è tornata automaticamente. Il corpo e la mente sono ancora in modalità “allerta”, come se dovessero proteggerla da un nuovo dolore.
Per questo anche piccoli episodi, come un follow su Instagram o una dimenticanza, vengono interpretati come minacce. Non è manipolazione della mente: è paura. Paura che la storia possa crollare di nuovo, paura di rivivere ciò che è già successo, paura di non sentirsi più al sicuro. Quando in una coppia c’è stata infedeltà o mancanza di trasparenza da entrambe le parti, è normale che il sistema emotivo resti molto sensibile.
Questa iper-vigilanza non significa che lei non ami il suo compagno, significa che sta cercando di controllare per non soffrire ancora. Il problema è che questo controllo alimenta l’ansia e trasforma ogni dettaglio in un allarme, portandola a litigi che poi la fanno stare peggio.
Il primo passo è riconoscere che non è colpa sua: sta reagendo a una ferita che non ha ancora avuto il tempo di rimarginarsi. Il secondo passo è lavorare su due aspetti fondamentali. La fiducia, che va ricostruita con comunicazione chiara, confini condivisi e piccole prove di affidabilità quotidiana. La gestione dell’ansia relazionale, imparando a distinguere ciò che è un timore interno da ciò che è un vero segnale della relazione.
Un percorso psicologico può aiutarla molto a calmare questi pensieri catastrofici e a ritrovare un equilibrio emotivo. Non deve affrontare da sola questa fatica: si può ricostruire una relazione sana, ma serve lavorare anche sul dolore che si porta dentro.

Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea, Psicologa clinica e giuridica, Psicodiagnosta clinica e forense, Coordinatore genitoriale
Se desidera approfondire questi aspetti e imparare strumenti per gestire gelosia e ansia relazionale, può prenotare una visita.
Salve, grazie per aver condiviso la sua situazione. La gelosia non nasce “dal nulla”: è quasi sempre un’emozione secondaria, cioè il risultato di paure, insicurezze e bisogni non soddisfatti. Le cause possono essere individuali, relazionali o legate alla storia personale.
Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla a capire meglio alcune parti di se, le sue emozioni vere a riguardo, imparando anche a gestirle, lavorando insieme su autostima e insicurezze. Resto a sua disposizione.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara ragazza, sicuramente dopo un tradimento il suo meccanismo di allerta rimane attivo molto di più rispetto al passato e questo la porta a vedere pericoli e tradimenti ovunque. Si fa fatica a tornare a fidarsi di una persona. La situazione sembrerebbe apparentemente rientrata ma con i continui litigi per presunti tradimenti o gelosie si rischia di instaurare un meccanismo da cui è poi difficile tornare indietro. Potresti provare a parlare con il tuo ragazzo di ciò che senti invece di attaccarlo ma dovresti anche domandarti se veramente desideri stare in questa relazione. Prenditi il tuo tempo e, se non riesci ad uscirne da sola, prova a farti aiutare da uno psicologo. Buona vita!
Dott.ssa Valeria Mazzoli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, grazie per aver condiviso questi pensieri.
è comprensibile che dopo ciò che avete vissuto tu possa provare ansia e gelosia. Le esperienze di rottura della fiducia, anche se superate, lasciano spesso una “vigilanza interna”: ogni piccolo segnale viene interpretato come possibile minaccia.

Non significa necessariamente che tu stia esagerando o che il tuo ragazzo non ti ami, ma che il tuo corpo e la tua mente sono ancora in allerta, cercando sicurezza. I pensieri del tipo “mi nasconde qualcosa” o “non mi ama più” sono espressione di questa paura, non della realtà.

Può essere utile condividere con lui come si sente, facendogli capire quanto questi bisogni di sicurezza siano importanti per te. Allo stesso tempo, lavorare sul riconoscere e accogliere i pensieri ansiosi senza farsi travolgere può aiutare a vivere la relazione con più serenità.

Per qualsiasi ulteriore confronto non esitare a contattarmi,
un caro saluto

Dott.ssa Valeria Mazzoli
Posso comprendere la sua preoccupazione sicuramente un percorso sia individuale e anche di coppia potrebbe aiutarla a ritrovarsi e a ritrovare la fiducia tra di voi. Come sta senza il suo fidanzato? Riesce a immaginarsi? Sento che possa essere necessario che lei possa crearsi delle dimensioni sue dove vedersi e riscoprirsi. Una dimensione dove poter parlare con le sue paure e le sue ansie anziché provare a eliminarle. Sii prenda cura di sé ascoltandosi e lavorando con un professionista queste preoccupazioni che sente adesso di non riuscire a gestire per trovare e acquisire gli strumenti per poterlo poi fare da sola.
Buonasera, e grazie davvero per aver condiviso qualcosa di così delicato. Capisco quanto tutto questo La stia facendo soffrire: quando la fiducia in una relazione attraversa momenti di incertezza, è naturale che la mente rimanga più sensibile e pronta a temere il peggio, anche di fronte a piccoli gesti.

La gelosia e l’ansia che sente non dicono che c’è qualcosa di “sbagliato” in Lei, ma che sta cercando sicurezza dopo un periodo emotivamente impegnativo. È una reazione umana, comprensibile, soprattutto quando si è investito così tanto in una relazione.

Le può essere d’aiuto ricordare che i pensieri più catastrofici spesso nascono dalla paura, non dai fatti. Con dolcezza verso se stessa, provi a distinguere ciò che teme da ciò che effettivamente accade. Con il tempo, questa sensibilità può diventare più gestibile e lasciare spazio a una maggiore serenità. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Buongiorno,
c'è differenza tra il perdonare realmente una persona e lo starci assieme nonostante tutto.
La fiducia è uno di quegli aspetti molto difficile da ricostruire ma di certo non impossibile.
Lei lo ha perdonato realmente in cuor suo? o crede di essersi sentita "obbligata" a perdonarlo solo per un errore che anche lei ha commesso?
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua storia. Quello che descrive è un percorso intenso, fatto di ferite reciproche, tentativi di ricostruzione e momenti di vulnerabilità che inevitabilmente lasciano delle tracce. È comprensibile che, dopo ciò che entrambi avete vissuto, oggi lei senta la relazione come più fragile e senta affiorare una gelosia che prima forse non era così presente. Quando in una coppia si rompe la fiducia, anche se poi ci si perdona, possono restare dentro delle paure che si attivano al minimo segnale, anche a quelli più piccoli e apparentemente insignificanti. La sua mente, in questo momento, sembra funzionare come se avesse un allarme sempre attivo. Ogni dettaglio diventa un possibile rischio, ogni comportamento del suo compagno viene analizzato con una lente che amplifica le preoccupazioni. Non è manipolazione, e non è un difetto suo. È il modo in cui la mente reagisce quando in passato si è sentita ferita e ora tenta di proteggerla anticipando ogni scenario negativo. È un meccanismo di difesa che nasce proprio dal desiderio di non soffrire di nuovo. Il problema è che, anche se nasce con un intento protettivo, finisce per farla vivere in uno stato di tensione costante che la consuma e mette la relazione sotto pressione. La gelosia che descrive non è semplicemente un'emozione, ma un insieme di paure che parlano di insicurezza, di dubbi su di sé e sul legame. E queste paure non sono nate dal nulla. In passato ci sono stati episodi in cui entrambi avete messo alla prova la fiducia reciproca, e questo crea una base emotiva instabile da cui è difficile ripartire con serenità. Anche se razionalmente lei sa che ora le cose vanno meglio, emotivamente il suo corpo e i suoi pensieri non si sono ancora allineati del tutto a questa nuova fase. È per questo che un gesto come seguire una ragazza sui social o dimenticarsi di dirle dove va assume un peso molto più grande di quello che avrebbe in un’altra situazione. Non significa che lei sia destinata a vivere così. Significa che dentro di lei c’è un conflitto tra il desiderio di fidarsi e la paura che qualcosa possa crollare di nuovo. E quando questo conflitto resta nascosto, tende a trasformarsi in ansia, irritabilità, discussioni e quel continuo rimuginare che la fa sentire come se non avesse più il controllo dei suoi pensieri. È importante che lei riconosca una cosa: ciò che prova non è un segnale che la relazione non funziona, ma che alcune ferite non sono ancora guarite del tutto. E questo è qualcosa che si può affrontare e comprendere. Si dia il permesso di vedere la gelosia non come un errore, ma come un messaggio. È la parte più spaventata di lei che chiede rassicurazione, che ha bisogno di sentirsi sicura di nuovo. E spesso questa sicurezza non arriva solo da ciò che fa l’altro, ma soprattutto da un lavoro interno in cui si impara a distinguere i timori dal presente reale. Più riuscirà a riconoscere quando un pensiero è influenzato dalle esperienze passate e non da ciò che sta accadendo ora, più ritroverà una sensazione di stabilità. Non c’è nulla di sbagliato in lei. C’è una storia, ci sono emozioni forti e c’è il desiderio sincero di far funzionare ciò che ha ricostruito. Il fatto che stia chiedendo aiuto dimostra quanto ci tenga e quanto voglia capire ciò che le accade invece di lasciarsi travolgere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso la sua storia con tanta sincerità. Capisco profondamente quanto possa essere faticoso vivere una relazione che, pur essendo importante e amata, porta con sé ansia, gelosia e pensieri che la fanno soffrire. Ciò che descrive non è affatto raro: quando in una coppia ci sono stati episodi percepiti come “infedeli”, da entrambe le parti, è normale che si riattivino paure, insicurezze e il timore costante di essere traditi o ingannati di nuovo.
Il suo sistema emotivo sta cercando di proteggerla da un eventuale dolore, ma nel farlo finisce per metterla in uno stato di allerta costante. Ed è comprensibile che anche piccoli episodi vengano vissuti come segnali pericolosi, anche quando magari non lo sono affatto. Quando si è stati feriti, la mente tende a costruire narrazioni catastrofiche (“mi nasconde qualcosa”, “non mi ama più”) anche in assenza di prove reali.
Detto questo, non significa che questi pensieri dicano qualcosa di vero sulla relazione. Piuttosto, raccontano quanto la ferita sia stata profonda e quanto ora ci sarebbe bisogno di ricostruire fiducia, sicurezza e senso di stabilità. Su questo è possibile lavorare.
Un percorso di terapia individuale potrebbe aiutarla a comprendere meglio da dove nasce questa ansia, come imparare a gestirla e come distinguere i pensieri che la proteggono da quelli che la danneggiano.
Allo stesso tempo, un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio utile per ristabilire trasparenza, comunicazione e alleanza, e per imparare insieme nuove modalità relazionali più sicure e meno cariche di sospetto.
Vorrei anche invitarla a riflettere su una domanda importante: cosa la spinge a rimanere in questa relazione e a darle una seconda possibilità? È l’amore, la fiducia che può essere ricostruita, la volontà reale di crescere insieme? Oppure c’è anche un po’ di paura della solitudine, abitudine, timore di ricominciare?
L’abitudine, di per sé, non è qualcosa di negativo: nelle coppie mature è un segnale di stabilità. Ma quando all’abitudine si affianca un senso di noia, di distanza emotiva o di ripetizione di vecchi schemi che fanno soffrire, allora è importante guardare con sincerità alla qualità del tempo che trascorrete insieme. Ci sono comportamenti che entrambi desiderate cambiare? C’è ancora voglia di costruire una complicità nuova? Avete entrambi la motivazione per farlo? Le relazioni possono cambiare, migliorare, rinascere. Ma per farlo serve consapevolezza, collaborazione e soprattutto sincerità con se stessi e con l’altro.
Se desidera, rimango a disposizione.
Dott.ssa Lucia Mattia
Psicologo, Psicologo clinico
Potenza
Salve, le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico che le consenta di acquisire consapevolezza delle sue dinamiche relazionali.
Saluti
Grazie per aver condiviso la tua storia. Da quello che scrivi, quello che stai vivendo non è raro dopo momenti di tradimento, segreti o crisi nella coppia, anche se ora siete tornati insieme e la relazione sembra andare meglio. La gelosia intensa, l’ansia e quei pensieri di sospetto che ti vengono spesso nascono da due cose principali: da un lato la ferita emotiva precedente (sia tu che lui avete avuto momenti di sfiducia e segreti, e anche se vi siete perdonati, la mente tende a tenerli a mente come “prova” che la relazione potrebbe crollare) dall’altro, il meccanismo dell’ansia, che fa cercare continuamente conferme ai propri sospetti, anche in piccole cose quotidiane, creando un circolo di ansia, interpretazioni negative e litigi.
Alcune cose che possono aiutare: provare a riconoscere i pensieri come pensieri e non come fatti (“questa è la mia ansia che parla, non la realtà”), comunicare in modo chiaro e senza accuse quello che senti (“mi sento insicura quando non mi dici dove vai”), usare strategie per calmarti nei momenti di ansia come respirazione, mindfulness o brevi pause prima di reagire, e valutare un percorso con uno psicologo che ti aiuti a gestire la gelosia e a rafforzare la fiducia nella relazione.
È importante ricordare che provare gelosia non significa essere “cattiva” o sbagliata: è una reazione naturale dopo quello che avete passato. Il fatto che tu voglia capire e gestire questi sentimenti è già un passo molto positivo per vivere la relazione in modo più sereno.
Dott.ssa Tania Zedda
Psicologo, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Ciao, grazie per esserti raccontata con così tanta sincerità. Non è facile parlare di gelosia e paura senza sentirsi giudicati.
Quello che descrivi è molto comprensibile alla luce della storia della vostra relazione: tradimenti emotivi reciproci, una separazione, il ritorno insieme. Anche se oggi le cose vanno meglio, la fiducia è stata ferita e la mente resta in “modalità allerta”. La gelosia che stai vivendo non nasce dal nulla, ma dalla paura di rivivere il dolore già provato.
Il problema è che questa iper-attenzione ai segnali (Instagram, omissioni, dettagli) finisce per alimentare pensieri catastrofici che sembrano verità assolute, ma sono in realtà il prodotto dell’ansia. Non significa che tu sia “sbagliata”, significa che una parte di te sta cercando di proteggerti, anche se lo fa in modo poco funzionale.
Lavorare su questa dinamica, magari anche con un supporto psicologico, può aiutarti a distinguere ciò che è reale da ciò che è paura, e a non lasciare che l’ansia rovini qualcosa che oggi sta cercando di ricostruirsi. La gelosia non va combattuta, ma capita e contenuta.
Dott.ssa Ilaria Redivo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità una parte così delicata della tua esperienza. Dalle tue parole emerge chiaramente quanto tu tenga a questa relazione e quanto, allo stesso tempo, tu stia vivendo un periodo di forte fatica emotiva, fatto di ansia, paura e pensieri che sembrano prendere il sopravvento.

Le esperienze che racconti – i tradimenti emotivi da entrambe le parti, la separazione, il ritorno insieme – possono lasciare delle ferite nella fiducia, anche quando c’è amore e la volontà di ricostruire. È importante sapere che la gelosia e l’ansia che descrivi non sono segnali di “debolezza” o di mancanza di maturità, ma spesso il modo in cui la mente cerca di proteggerti da un dolore già vissuto. Il problema nasce quando questa protezione diventa eccessiva e finisce per farti stare costantemente in allerta, logorandoti.

I pensieri che descrivi (“mi sta nascondendo qualcosa”, “non mi ama più”) assomigliano molto a pensieri automatici, che arrivano senza essere scelti e che, col tempo, possono diventare sempre più convincenti, anche in assenza di reali conferme. Questo può alimentare un circolo vizioso: più l’ansia cresce, più aumenta il bisogno di controllo e rassicurazione, e più la relazione rischia di diventare un luogo di tensione invece che di sicurezza.

Il fatto che oggi la relazione stia andando meglio è un elemento importante, ma non cancella automaticamente ciò che è successo prima. A volte il “dopo” è proprio il momento in cui emergono le paure più profonde. Per questo, lavorare su di te – sul tuo modo di gestire l’ansia, la gelosia e il timore dell’abbandono – può essere un passo fondamentale, indipendentemente dalle azioni del tuo partner.

Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarti a:

distinguere ciò che appartiene al presente da ciò che viene dal passato,

riconoscere e ridimensionare i pensieri che ti fanno soffrire,

ritrovare un senso di sicurezza interna, senza che dipenda costantemente dal comportamento dell’altro.

Se lo desideri, possiamo programmare un primo incontro , per capire meglio cosa stai vivendo e se un percorso di supporto possa esserti utile in questo momento della tua vita. Puoi trovarmi su Mio Dottore Dott.ssa Ilaria Redivo

Ti ringrazio ancora per la fiducia e ti auguro di poter ritrovare maggiore serenità, con te stessa e nella relazione.
Un caro saluto, Dott.ssa Ilaria Redivo
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

quello che sta vivendo è comprensibile alla luce della storia della vostra relazione. I tradimenti emotivi reciproci, anche se “superati” sul piano delle scelte, hanno lasciato una ferita sul piano della fiducia. Quando la fiducia viene incrinata, la mente tende a restare in uno stato di allerta costante, interpretando ogni piccolo segnale come una possibile minaccia. La gelosia e l’ansia che descrive non indicano che Lei sia “sbagliata” o eccessiva, ma che il sistema di sicurezza emotiva non si è ancora realmente ricostruito.

Il punto centrale è che il perdono non coincide automaticamente con la riparazione. Avete scelto di tornare insieme e oggi la relazione sembra andare meglio, ma una parte di Lei è rimasta spaventata dall’idea di poter rivivere la stessa delusione. Per questo la mente produce pensieri come “mi sta nascondendo qualcosa” o “non mi ama più”: non sono verità, ma tentativi di protezione che però finiscono per alimentare l’ansia e i conflitti.

È importante distinguere tra ciò che accade davvero e ciò che viene amplificato dalla paura. Controllare, interrogare o litigare continuamente può dare un sollievo momentaneo, ma nel tempo rischia di logorare ulteriormente il rapporto e di farLa stare ancora peggio. Allo stesso tempo, reprimere tutto per “non rovinare le cose” non è una soluzione sostenibile.

In questa fase potrebbe essere utile lavorare su due livelli: da un lato, capire quali comportamenti del suo partner riattivano maggiormente la sua insicurezza e riuscire a comunicarli senza accuse; dall’altro, aiutare Lei a riconoscere i pensieri ansiosi come tali, senza prenderli automaticamente per veri. Questo è un lavoro che difficilmente si riesce a fare da soli quando l’ansia è così presente.

Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a elaborare quanto è successo, a rafforzare la fiducia in sé e a ridurre questo stato di ipercontrollo che oggi la sta facendo soffrire. In alcuni casi può essere utile anche uno spazio di coppia, se entrambi disponibili, per lavorare sulla ricostruzione della fiducia in modo più esplicito e condiviso.

Il fatto che Lei riconosca il problema e chieda aiuto è già un passo importante. La gelosia che prova non definisce chi è, ma segnala qualcosa che ha bisogno di essere ascoltato e curato.

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