Sono una persona molto ansiosa e già in passato ho affrontato episo compulsivi come lavarmi spesso l

95 risposte
Sono una persona molto ansiosa e già in passato ho affrontato episo compulsivi come lavarmi spesso le mani o “ disinfettarmi “ quando tornavo da un posto che ritenevo sporco. Ad oggi le mie ossessioni stanno riguardando la relazione con il mio partner circa il se nutro o meno amore/ cosa è l’amore ecc ecc a tal puto che a marzo ho avuto un episodio classificato come attacco di panico. Ovviamente l’ansia non lascia spazio ai sentimenti ponendomi nel limbo di non trovare risposta a questo miei dubbi.Avevo superato questo problema con l’aiuto di una psicoterapeuta vivendo un periodo successivo di immensa felicità ma poi dopo 6 mesi questi mostro è tornato . Cercando di razionalizzare la mia situazione mi stavo chiedendo se I pensieri ossessivi fossero la fonte scatenante l’ansia o è l’ansia che si manifesta attraverso i pensieri ossessivi ?
Dott.ssa Silvia Corrent
Sessuologo, Psicologo, Psicoterapeuta
Albano Laziale
Buonasera, a prescidere se sia nato prima l'uovo o la gallina credo che possa trovare beneficio da un tarttamento di terapia strategica.
In genere il Doc si può anche manifestare attraverso l'ansia e si esplicita attravero vari tipi di compulsione.
Quello che posso proporle rispetto alle sue relazioni di affetto posso rimanere a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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Dott.ssa Melania Fanello
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Roma
Buona giorno, temo di non poterle rispondere circa cosa ha causato cosa perchè non conoscendola non posso fare delle ipotesi diagnostiche. Credo però che lei possa darsi la possibilità di ricontattare la sua terapeuta per poter riprendere le fila del discorso e andare a risolvere anche questo passaggio. Spesso si ritorna in terapia proprio per "manutenere" o riacchiappare risultati già ottenuti ed approfondirli o rielaborarli meglio. Rimango a sua disposizione.
Cordialità
Dott.ssa Melania Fanello
Dott.ssa Saori D'Alessandro
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Torino
Buon pomeriggio. Partendo dal presupposto che ogni situazione merita un'attenzione dedicata, le ruminazioni, o pensieri ossessivi, sono dei tentativi di fronteggiare o prevenire un pericolo percepito. Sono quindi inizialmente conseguenti all'ansia e il loro scopo sarebbe di aiutarci a sapere se il pericolo che percepiamo è reale o no e quindi a decidere se reagire o se rilassarci.
Le persone ansiose però hanno una sensibilità acuta ai possibili pericoli e l'allarme tende infatti a "suonare" anche quando non c'è una vera e propria minaccia, un pò come un rilevatore di fumo che suona sia per un incendio che per il vapore di una teiera.
La presenza stessa dell'ansia, inoltre, è spesso letta come conferma del pericolo (“sento l'ansia quindi deve esserci un pericolo”) e innesca un circolo vizioso in cui i pensieri non funzionano allo scopo di riportare la calma ma, anzi, intralciano la possibilità di fidarsi dei segnali, sia interni che relazionali, di scampato pericolo.
Quello che mi sento di consigliarle è di riprendere la psicoterapia per consolidare i buoni risultati ottenuti.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
Psicoterapeuta, Psicologo
Campi Bisenzio
Buon pomeriggio,
L'interrogativo che lei pone è di difficile risoluzione visti anche i pochi elementi a disposizione per avere un'idea più chiara sulla sua persona.
Tuttavia, mi sento di dirle, che ogni persona affronta e cerca di gestire la sofferenza in un modo peculiare e del tutto personale: nel suo caso appare chiaro essere una modalità ansiosa (la rimuginazione, il dubbio ecc.) che in momento particolarmente "carichi" trova espressione nell'attacco di panico.
L'ansia infatti, spesso ha una funzione di mantenimento del controllo sulle cose; l'attacco di panico invece, cos'altro è se non la percezione di un'improvvisa perdita di controllo sulla propria vita?
Mi verrebbe da consigliarle la ripresa di contatti con la sua psicoterapeuta, per indagare insieme le possibili paure che sottendono non solo la relazione con il suo partner ma anche la sua vita.

Un caro saluto.

Dott.ssa Elisabetta Giuli
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Al di là della domanda esplicita, cosa origini da cosa, è importante capire anche cosa mantiene cosa! Se ha avuto un beneficio dalla terapia può riprenderla proprio in virtu' della sua consapevolezza
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. La sua domanda meriterebbe una risposta molto più esaustiva. Di certo le sue problematiche ossessive e ansiose hanno trovato sollievo nella terapia. Come molti colleghi hanno già suggerito forse potrebbe riprendere la terapia e farsi accompagnare di nuovo per un tratto. Le fasi repressive sono fisiologiche nella vita di una persona. Le auguro il meglio .Cordiali Saluti.
Dott.ssa Caterina Cresciullo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vallo della Lucania
Gentile Signora, non si lasci fermare da questo dilemma, cerchi di capire, magari ricontattando la sua psicoterapeuta, cosa abbia contribuito alla ricomparsa del sintomo.
Resto disponibile per eventuali approfondimenti o riflessioni.
Cordialmente
Dott.ssa Fiammetta Favalli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi stavo chiedendo cosa è accaduto nella sua vita di nuovo dopo 6 mesi, che ha fatto riemergere "il mostro". Forse l'ansia è dovuta a qualcosa di più nascosto, ma emerge attraverso i dubbi sul significato delle parole.
Riprendere i colloqui la potrà aiutare a capire e gestire la sua ansia in maniera diversa dalla soluzione da lei trovata e che, sembra, generare altra ansia.

Un saluto
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, sarebbe stato utile che lei ci avesse spiegato che cosa è successo la seconda volta, quando si è nuovamente riaffacciata l'ossessione. Come lei ci scrive, nel primo episodio lei è stata aiutata da una psicoterapeuta ed aveva superato il problema ed il tutto le aveva dato tanto benessere. Perchè non ritornare dalla stessa psicoterapeuta e riprendere il lavoro che aveva interrotto forse anche troppo presto, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Patrizia Provasi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Legnano
Buongiorno signora, concordo con i colleghi: stabilire chi causa cosa, senza avere elementi di conoscenza ulteriori, non è facile.
Mi è sembrato, però, di percepire che per lei questa domanda fosse importante e immagino, pertanto, che questa risposta non le sia sufficiente e soprattutto non la tranquillizzi.
Ciò di cui posso darle certezza è che le ossessioni sono pensieri "ruminanti", cioè che tendono a ripetersi ciclicamente senza spesso avere capo nè coda e che nascondono una grande emotività repressa: le emozioni sono talmente intense da non poter essere percepite per come sono e si aggrovigliano, facendo percepire l'ansia, che non potendo essere tollerata, si trasforma in pensieri ossessivi o compulsioni.
Riprendere la terapia potrebbe essere un buon modo per aiutarsi.
Buona vita.
Dott.ssa Patrizia Provasi
Dr. Andrea Caso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Piano di Sorrento
Salve, i pensieri ossessivi sono una modalità di gestione dell'ansia. Vissuti psicologici-emotivi per lei non tollerabili creano lo stato di ansia (paura verso l'interno, paura psicologica). I pensieri ossessivi sono un modo per gestire l'ansia, di conseguenza non assecondare i pensieri ossessivi o le compulsioni creano un intollerabile vissuto di agitazione che può sfociare anche in panico. Per gestire in maniera meno autosabotante i suoi stati emotivi e soprattutto per vivere una coerenza emotiva nella sua vita diventa importante potersi immergere in quegli stati emotivi che la spaventano, abbandonando i bastoni che mentre le danno una pseudosicurezza allo stesso tempo le imediscono una pienezza di vita. Sono procedimenti delicati che sarebbe bene affrontare guidato da uno specialista.
Dott.ssa Gabriella Finizio
Psicoterapeuta, Psicologo
Pozzuoli
Gentile utente,
I sintomi ossessivo-compulsivi sono un meccanismo, disfunzionale, che la mente attua nel tentativo di esercitare un controllo sulla realtà che viene percepita come pericolosa e vissuta come fonte di ansia.
Visto che, attualmente, le sue ansie sembrano elicitate in particolar modo dalla relazione con il Suo partner, Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale, in modo da trattare i suoi disturbi d’ansia e, parallelamente, approfondire le difficoltà nelle Sue relazioni.
Saluti,
GF
Dott.ssa Marzia Maresca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
potremmo dire che l'ansia e le paure generano i pensieri ossessivi mentre i comportamenti compulsivi dovrebbero servire a placare questi pensieri e quindi lo stato ansioso. Purtroppo pero' questo non accade e si crea un circolo vizioso.
Le consiglio di lavorarci in psicoterapia per conoscere meglio "il mostro" , capirne l'origine, le dinamiche e così poterlo combattere definitivamente.
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Si può dire che la paura genera il pensiero e questo a sua volta genera il comportamento compulsivo.
Nel suo caso, evidentemente la dinamica compulsiva si è spostata dal lavarsi le mani al pensiero 'e se non amo/sono amato' magari generato da un momento di stress. Ne parli di nuovo in psicoterapia, magari c'è l'emozione di fondo, il pensiero di fondo che non è emerso precedentemente, su cui ora può lavorare.
Dott.ssa Valentina Di Mauro
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Angri
Buonasera a lei. Decido di rispondere alla sua domanda, soprattutto focalizzandomi sul punto "dopo 6 mesi questi mostro è tornato". Sarei curiosa di sapere perché ha interrotto la psicoterapia e se ha fatto un periodo di ristrutturazione cognitiva, che le avrebbe consentito di accettare la sua modalità di pensiero e di trovare una strategia per combattere il "mostro". Sulle motivazioni della comparsa dell'ansia hanno già risposto ampiamente e adeguatamente i colleghi. La ringrazio per averci dato la possibilità di leggere la sua esperienza, un abbraccio, VDM
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buonasera, provi a rivolgersi di nuovo allo psicoterapeuta che tanto l'ha aiutata.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Dr. Salvatore De Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Giorgio a Cremano
Salve. E' un cane che si morde la coda. L'ansia (per qualsiasi motivo) fa emergere pensieri automatici e ossessivi che si cerca di gestire con comportamenti appunto chiamati compulsivi. La lettura di tali comportamenti e la stanchezza nel farli fa salire ancora più l'ansia. Così in un cerchio che non si chiude mai.
Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta possibilmente con orientamento cognitivo-comportamentale.
Resto a sua disposizione.
La saluto.
Salvatore De Costanzo
Dott.ssa Alessandra D'Antonio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Nocera Inferiore
Buongiorno, la sua domanda è molto interessante. Nonostante non sia possibile generalizzare la teoria, senza valutare le variabili individuali, a una specifica situazione, le posso dire che i pensieri ossessivi tendono a ridurre livelli di ansia eccessiva. Tuttavia, questi tipi di pensieri, seppur in un primo momento risultano riuscire nel proprio scopo, innescano un circolo vizioso generando ulteriore sofferenza emotiva. La invito a riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso psicologico integrato, il quale mirerebbe sia a interrompere il circolo vizioso innescato sia a elaborare le dinamiche che hanno dato origine ai pensieri ossessivi, migliorando, così, la qualità di vita ed evitando ricadute. Un saluto. Dott.ssa Alessandra D'Antonio
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, credo che le due cose siano fortemente collegate tra loro.
Le consiglio di rivolgersi di nuovo allo psicoterapeuta, le cose in questo modo miglioreranno.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Maria Francesca Russo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve,
mi sento di suggerirle di riprendere i contatti con la terapeuta che l'ha seguita e con la quale ha avuto benefici, probabilmente riprendere i temi trattati la potrà aiutare a ritrovare il benessere. Tuttavia, come sappiamo, i sintomi sono segnali che il nostro organismo produce per metterci in allarme su qualcosa che non va.
Comprendere cosa è cambiato e come sta influenzando la vita in questo momento potrebbe essere un buon inizio di un percorso terapeutico
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Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, le consiglio di ritornare in contatto con la professionista a cui si era già affidata e valutare di riprendere la terapia. Una volta chiariti i suoi dubbi, vedrà che riuscirà a trovare le risposte che cerca a proposito della sua relazione.
MMM
Dott.ssa Cristina Canino
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
Lei ha individuato bene il problema. E' tutta una questione di ansia che si ripercuote sull'organismo creandole rituali e pensieri ossessivi. Sarebbe buono se le lei cominciasse una terapia per rivedere le cause della sua ansia e trovare finalmente pace e sollievo. Mi scriva o mi contatti se vuole. Cordiali Saluti.
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Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Buongiorno, nel caso del disturbo ossessivo compulsivo, è la necessità della persona di ridurre la propria ansia che la spinge a mettere in atto le compulsioni (azioni ripetitive). La saluto rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, non è possibile rispondere con certezza alla sua domanda, ci sono molte informazioni che bisogna raccogliere, consideri che il DOC si può manifestare attraverso una sintomatologia ansiosa con compulsioni e ossessioni. Comunque l'aspetto più importante nel DOC è intraprendere un percorso, sempre che di DOC si tratti, questa è una valutazione che deve fare il clinico.

Un caro saluto

Dr Mauro Vargiu

Dott.ssa Alessandra Capuozzo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno, non conoscendola non le so dire se è l'ansia che genera i pensieri intrusivi o il contrario. Mi sembra di capire che in ogni caso ha problematiche rispetto alla relazione. Le ossessioni sono una manifestazione dell'ansia, ma bisognerebbe capire il suo funzionamento specifico per capire anche come condurre il trattamento. Sicuramente una psicoterapia le può essere utile. Spero di esserle stata utile.
Dott.ssa Mariarosaria Russo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Castellammare di Stabia
Gentile Utente, purtroppo è estremamente difficile rispondere alla sua domanda poichè non si può più parlare di un fenomeno lineare di causa-effetto ma probabilmente di un vero e proprio sistema in grado di automantenersi e autocostruirsi tra i suoi tentativi di gestione dell'ansia e la persistenza dell'ansia stessa. Un percorso psicologico può aiutarla non solo a comprendere meglio i meccanismi descritti ma anche ad uscirne fuori il prima possibile, scoprendo strategie di risoluzione funzionali e riattivando le proprie risorse personali. Le consiglio di rivolgersi a un professionista qualificato nella comprensione e nella gestione della sintomatologia ansiosa come uno psicologo cognitivo comportamentale o breve strategico.
Un cordiale saluto,
Dr.ssa Mariarosaria Russo
Dott.ssa Carla Chierchia
Psicologo, Psicoterapeuta
Castellammare di Stabia
Buon pomeriggio, la ruminazione e i pensieri ossessivi sono sintomi dell'ansia. essendo, appunto, sintomi sono la manifestazione di un problema sottostante. l'ansia non ha mai una causa univoca. Bisogna comprendere cosa le sta dicendo la Sua ansia attraverso i sintomi. Si rivolga di nuovo al suo psicoterapeuta, che già L'ha aiutata, precedentemente. Insieme troverete le risposte. un caro saluto
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, credo che potrebbe esserle di aiuto riprendere un percorso di terapia, in modo da approfondire e capire meglio le possibili cause ed interpretazioni al suo malessere.
Resto a disposizione!
AV
Dott.ssa Teresa Incarnato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno, i pensieri ossessivi o le compulsioni ovvero i rituali sono un modo disfunzionale di gestire l'ansia evidentemente in questo momento c'è qualcosa nella sua esperienza attuale che sta attivando un processo per così dire di allarme percepito ma di cui evidentemente non é consapevole. Sarebbe utile riprendere un percorso di psicoterapia per approfondire da dove arriva questa percezione.
Dott.ssa Giulia Scalesse
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Arzano
Buongiorno, mi sento di dirle che non c'è una risposta assoluta alla sua domanda, ma di base i pensieri ossessivi sono delle manifestazioni di ansia, paura, non è possibile scollegare le due cose.
Probabilmente, nel suo lavoro con la collega è riuscito ad affrontare alcuni aspetti della sua vita, ma il ritorno del sintomo le sta comunicando qualcosa, ci sono evidentemente ancora degli aspetti da approfondire e sviscerare. Quando se la sente, le consiglio di intraprendere un nuovo percorso psicologico
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Dott.ssa Roberta Simeoli
Psicologo, Psicologo clinico
Somma Vesuviana
Carissima, non posso che riconoscere che la sua sia una domanda molto arguta e le sarà venuta in mente probabilmente perché si è accorta che i suoi stati d'ansia e le sensazioni corporee che ne conseguono, possono sopraggiungere anche in situazioni apparentemente tranquille. Detto ciò, è sicuramente vero che ciascuno di noi si caratterizza per una certa "soglia di allarme", tale per cui uno stesso evento provoca reazioni diverse in ciascuno, ma è soprattutto vero che se la "sensibilità" che ne deriva oggi pervade la sua quotidianità, senza più esserle d'aiuto ma piuttosto d'intralcio, è necessario lavorare sulle radici che ne mantengono la manifestazione. A tal fine alcune tecniche afferenti alla psicoterapia sistemica, gestaltica o psicoanalitica possono fare al caso suo.
Cordialità Dott.ssa Roberta Simeoli
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno gentile utente, è difficile rispondere in modo assoluto alla sua domanda. è possibile che si debba andare avanti con la terapia psicologica in quanto alcuni aspetti possono non essere emersi ancora, ne parli con la sua terapeuta.
Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
La relazione tra pensieri ossessivi e ansia può essere complessa e variare da persona a persona. Tuttavia, in molti casi, i pensieri ossessivi e l'ansia si influenzano reciprocamente, creando un ciclo che può essere difficile da interrompere.

In alcune situazioni, l'ansia può scatenare pensieri ossessivi. Ad esempio, l'ansia e la paura di non essere amati o di non capire cosa sia l'amore possono portare a pensieri ricorrenti e intrusivi su questi temi. Questi pensieri, a loro volta, possono aumentare l'ansia e alimentare il ciclo.

D'altra parte, i pensieri ossessivi possono anche scatenare ansia. Quando si è intrappolati in un ciclo di pensieri ossessivi, la mente può diventare iper-focalizzata su determinati temi, come l'amore o la relazione con il partner. Questa focalizzazione eccessiva può generare ansia, preoccupazione e stress costante.

È importante sottolineare che i pensieri ossessivi sono spesso irrazionali e non riflettono necessariamente la realtà o i reali sentimenti verso il proprio partner. Tali pensieri possono essere considerati sintomi di un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o di un disturbo d'ansia.

Nel suo caso, sembra che la presenza dei pensieri ossessivi stia scatenando episodi di ansia e attacchi di panico. Lavorare con uno psicoterapeuta specializzato in disturbi d'ansia e DOC potrebbe essere molto utile. Lo psicoterapeuta può aiutarla a identificare i modelli di pensiero distorti e ad affrontare le paure legate alla relazione e all'amore. Insieme, potrete sviluppare strategie di gestione dell'ansia e delle ossessioni per migliorare la sua qualità di vita.

È importante ricordare che l'ansia e i pensieri ossessivi sono trattabili. Con l'aiuto di uno specialista e con un impegno personale nel seguire le strategie di gestione dell'ansia, si può sperare di ridurre l'intensità degli episodi ansiosi e ottenere un sollievo duraturo.
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Dott.ssa Assunta Sagliocco
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Buongiorno, vorrei iniziare rispondendo alla sua domanda dicendole che è proprio la necessità che la persona ha di abbassare il livello di ansia, che nel caso del disturbo ossessivo compulsivo, spinge a mettere in atto queste azioni ripetitive che sono appunto compulsioni. Il fatto che sia già stata in terapia per 6 mesi e abbia trovato degli effetti positivi, è una buona notizia ma probabilmente non tutto quello che c'era da analizzare e far salire a galla, ha trovato la sua strada. Sicuramente le consiglio di riprendere il percorso e di focalizzarsi magari soprattutto su una terapia comportamentale, che può aiutarla a gestire la sintomatologia ossessiva. Resto a disposizione per ogni chiarimento. Saluti.
Dott.ssa Assunta Sagliocco
Dott.ssa Raffaella Galati
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Recale
Salve, non è semplice dare una risposta senza conoscere a sua situazione in modo chiaro. Sicuramente è necessario riprendere una terapia. Deve essere lei però a valutare se ricontattare il collega che l'ha già seguita o ricominciare un nuovo percorso. Resto a sua disposizione per ulteriori consigli. Saluti Raffaella Galati
Dott.ssa Mara Diana
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Aversa
Gentile utente, come mai se stava meglio grazie al supporto dello psicoterapeuta, ha deciso di non ricominciare la terapia in seguito al riemergere dei sintomi?
Inoltre mi colpisce la sua capacità di riuscire a definire in una tempistica precisa riguardo il periodo in cui dice di essere stata bene (6mesi).
Rifletta su come è stata nei momenti precedenti a questa ricaduta, se è successo qualcosa di particolare.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento
cordiali saluti
Dott.ssa Mara Diana
Risulta difficile stabilire una cronologia scatenante dei fattori, ma in tutti i casi si dovrebbe indagare meglio su cosa ha "rotto" quella situazione di equilibrio che era stato raggiunto grazie anche al proprio psicoterapeuta. Vi consiglio di riattaccare un discorso con l'esperto che vi ha seguito per poter indagare sulla dinamica e poter agire al meglio.
Dott.ssa Marzia
Salve , per prima cosa mi spiace molto per il suo disagio.
Dalla sua narrazione mi sentirei di consigliarle vivamente almeno un singolo colloquio con uno specialista che le sia più congeniale per fare chiarezza e valutare l’inizio di un percorso psicologico per far emergere le cause della sintomatologia e scoprire il modo di gestirla e risolverla.
Resto a disposizione per qualsiasi info
Distinti Saluti
Dr Marziani
Dott.ssa Raffaella Marotta
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Orta di Atella
Salve, mi sento di dirle che non c'è una risposta assoluta alla sua domanda, anche se non è possibile scollegare le due cose. Potrebbe intraprendere un nuovo percorso per potersi fermare e ascoltare ciò questi sintomi le stanno comunicando. Saluti

Dott.ssa Amelia Capezio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Calvizzano
Cara signora, è molto difficile poterle dare la risposta che cerca su quale sia l'origine principale del suo malessere. Quel che emerge dal suo racconto è che le ruminazioni e le ossessioni sono frequenti come valvole attraverso cui prova a gestire la sensazione di impotenza di fronte a questo mostro. se la precedente terapia le ha permesso di trovare un sostegno adeguato, non disdegni di contattare il terapeuta per ritrovare la serenità che sente di aver perso. Resto a disposizione per qualsiasi informazione
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Grazie per condividere la tua esperienza. È importante capire che l'ansia e i pensieri ossessivi possono essere strettamente collegati e alimentarsi a vicenda. Da un lato, l'ansia può portare a pensieri ossessivi, generando preoccupazioni e dubbi costanti che possono diventare eccessivi e irrazionali. Dall'altro lato, i pensieri ossessivi possono aumentare il livello di ansia, creando un circolo vizioso difficile da rompere.
È possibile che tu abbia già affrontato questi problemi con l'aiuto di una terapeuta, ma è normale che problemi come l'ansia possano tornare a manifestarsi in momenti di stress o cambiamenti nella vita. È importante continuare a lavorare su di te, cercando di capire le radici dei tuoi pensieri ossessivi e imparando a gestire l'ansia in modo sano.
Ricorda che non sei solo in questa situazione e che ci sono professionisti che possono aiutarti a superare queste difficoltà. Non esitare a cercare supporto psicologico per affrontare i tuoi pensieri ossessivi e l'ansia che ne consegue. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Dott.ssa Fabiola Russo
Psicologo clinico, Psicologo
Casavatore
Salve, ovviamente con le sole informazioni della domanda e non conoscendo lei e la sua storia non posso darle una risposta, andrei solo a fare un’interpretazione che molto probabilmente risulterebbe errata. Ciò che posso dirle è che sia l’ansia che i pensieri ossessivi potrebbero essere un sintomo di qualcosa di più grande ma questo andrebbe discusso ed esplorato in una terapia individuale, avendo letto che ha già intrapreso un percorso psicoterapico in passato potrebbe ritornarle utile chiedere nuovamente aiuto avendo magari più strumenti di quelli che aveva in passato.
Dott.ssa Russo Fabiola
Dott.ssa Marta Enrica Giordano
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, come ha già fatto qualche collega, le suggerisco di riprendere i contatti con la professionista che l'ha seguita. Potrebbe essere utile riprendere la psicoterapia interrotta. Saluti, dott.ssa Marta Enrica Giordano
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicoterapeuta
Vimodrone
Capisco quanto possa essere difficile e frustrante gestire questi pensieri ossessivi e l'ansia. È una situazione complessa, ma posso darti alcune informazioni che potrebbero aiutarti a capire meglio la relazione tra ansia e pensieri ossessivi, così come alcune strategie per gestirli.

Relazione tra Ansia e Pensieri Ossessivi
La relazione tra ansia e pensieri ossessivi è bidirezionale e complessa. Entrambi possono influenzarsi reciprocamente:

Ansia che Scatena Pensieri Ossessivi:

L'ansia generalizzata può creare un ambiente mentale in cui i pensieri ossessivi trovano terreno fertile. Quando siamo ansiosi, la nostra mente tende a cercare costantemente minacce e pericoli, che possono manifestarsi sotto forma di pensieri ossessivi.
Pensieri Ossessivi che Alimentano l'Ansia:

I pensieri ossessivi, a loro volta, possono aumentare l'ansia. Quando un pensiero ossessivo si insinua nella mente, può generare una risposta ansiosa, che alimenta ulteriormente il ciclo ossessivo.
Gestione dei Pensieri Ossessivi e dell'Ansia
Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT):

La CBT è particolarmente efficace nel trattare i pensieri ossessivi e l'ansia. Aiuta a identificare e sfidare i pensieri irrazionali e a sviluppare strategie per gestirli.
Mindfulness e Accettazione:

La mindfulness aiuta a rimanere nel momento presente e ad accettare i pensieri senza giudicarli. Pratiche come la meditazione mindfulness possono aiutarti a osservare i tuoi pensieri senza reagire ad essi.
Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP):

L'ERP è una tecnica utilizzata per trattare i disturbi ossessivo-compulsivi. Coinvolge l'esposizione graduale alle situazioni che scatenano i pensieri ossessivi, senza mettere in atto le risposte compulsive.
Tecniche di Rilassamento:

Tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, il rilassamento muscolare progressivo e la meditazione possono ridurre i livelli di ansia generale.
Supporto Continuo:

Considera di continuare con la psicoterapia, poiché hai già trovato beneficio in passato. La terapia può aiutarti a sviluppare nuove strategie per gestire i pensieri ossessivi e l'ansia.
Stile di Vita:

Un'alimentazione equilibrata, l'esercizio fisico regolare e un buon sonno possono contribuire a ridurre l'ansia. L'attività fisica, in particolare, può essere molto utile per gestire lo stress e l'ansia.
Riflessione sui Tuoi Sentimenti
Quando i pensieri ossessivi riguardano la tua relazione, può essere utile distinguere tra i pensieri generati dall'ansia e i tuoi veri sentimenti:

Esamina i Momenti di Serenità: Ricorda i momenti in cui ti senti sereno e felice nella tua relazione. Questi possono offrirti indizi sui tuoi veri sentimenti al di là dei pensieri ossessivi.
Distinguere tra Pensieri e Realtà: Ricorda che i pensieri ossessivi sono spesso distorsioni della realtà causate dall'ansia. Non sempre riflettono la realtà dei tuoi sentimenti o della tua situazione.

La gestione dei pensieri ossessivi e dell'ansia è un processo continuo. È importante essere pazienti con te stesso e cercare supporto quando necessario. La combinazione di terapia, tecniche di rilassamento e cambiamenti nello stile di vita può fare una grande differenza nel migliorare il tuo benessere. Non esitare a cercare nuovamente il supporto di un professionista per aiutarti a navigare attraverso questi pensieri e sentimenti complessi.
Dott. Paolo Galassi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
L'Aquila
Buonasera, capisco quanto possa essere difficile e frustrante affrontare questi pensieri ossessivi e l'ansia che ne deriva.
Per rispondere alla sua domanda, l'ansia e i pensieri ossessivi sono spesso strettamente collegati e possono influenzarsi reciprocamente. I pensieri ossessivi possono aumentare i livelli di ansia, e l'ansia può, a sua volta, alimentare ulteriormente i pensieri ossessivi. Questo crea un ciclo difficile da interrompere senza un intervento adeguato.
Sicuramente il mio consiglio è di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla efficacemente nel trattare sia l'ansia che i pensieri ossessivi, identificando i Trigger specifici che scatenano i pensieri ossessivi e l'ansia e sviluppando strategie per affrontarli.
Ad esempio, l'Esposizione e Prevenzione della Risposta è una tecnica spesso utilizzata in terapia e può a aiutarla a confrontarsi gradualmente con le sue paure senza ricorrere ai comportamenti compulsivi.
Per qualsiasi cosa sono a disposizione.
Dott. Paolo Galassi - Psicologo
Dott.ssa Giovanna Eremitaggio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Frattamaggiore
Buonasera, ansia e pensieri ossessivi sono spesso collegati e si influenzano reciprocamente. E' bene focalizzarsi, in terapia, sul ciclo pensieri-ansia così da diventare consapevoli su cosa innesca l'ansia e ristrutturare i pensieri disfunzionali. Inoltre, è bene ricordare che le ricadute, dopo la fine di un percorso, possono esserci e sono legate a specifici fattori che ci pongono in condizione di vulnerabilità. Per tale motivo, la prevenzione delle ricadute è un elemento cruciale di ogni tipo di trattamento così da consentirle di avere gli strumenti per fronteggiare le difficoltà che si possono riscontrare. Sarebbe consigliabile riprendere il percorso così da lavorare sugli aspetti che rimangono problematici.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Pinella Chionna
Psicologo clinico, Psicologo, Professional counselor
Mesagne
La sua domanda è molto importante e riflette una comprensione profonda della complessità della sua esperienza. L'ansia e i pensieri ossessivi sono strettamente interconnessi e spesso si influenzano reciprocamente. I pensieri ossessivi possono essere sia una causa che una manifestazione dell'ansia. Quando si verificano pensieri ossessivi, essi possono aumentare il livello di ansia, creando un circolo vizioso. Allo stesso tempo, l'ansia può intensificare la frequenza e la severità dei pensieri ossessivi.

È fondamentale lavorare su entrambi gli aspetti attraverso un percorso terapeutico, per interrompere questo ciclo e ridurre sia l'ansia che i pensieri ossessivi. Continuare il percorso di psicoterapia e applicare le tecniche apprese in passato può essere molto utile per affrontare nuovamente questi sintomi. Alcune tecniche che potrebbe trovare utili includono:

- Mindfulness e Meditazione: Queste pratiche aiutano a focalizzarsi sul presente e ridurre il rimuginio sui pensieri ossessivi.

- Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): Questa forma di terapia aiuta a identificare e modificare i pensieri negativi e irrazionali che alimentano l'ansia e le ossessioni.

- Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP): Un componente della CBT, l'ERP consiste nell'esporsi gradualmente alle situazioni che innescano l'ansia e nel prevenire le risposte compulsive.

- Tecniche di Rilassamento: Esercizi di respirazione, rilassamento muscolare progressivo e visualizzazione guidata possono aiutare a ridurre l'ansia fisica.

- Routine e Pianificazione: Mantenere una routine quotidiana strutturata può dare un senso di controllo e ridurre l'ansia.

La invito a discutere di queste opzioni con il suo terapeuta per determinare quale approccio sia più adatto alla sua situazione.
Cordialità
Dott.ssa Pinella Chionna
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Capisco quanto possa essere difficile affrontare pensieri ossessivi e l'ansia che ne deriva, soprattutto quando influenzano le sue relazioni e la sua capacità di vivere serenamente. Il fatto che abbia già avuto esperienze positive con un percorso psicologico in passato suggerisce che questo tipo di supporto potrebbe essere ancora molto utile.

Le consiglio di considerare nuovamente un percorso psicologico per esplorare le sue attuali preoccupazioni e capire meglio la relazione tra i suoi pensieri ossessivi e l'ansia. Un professionista potrebbe aiutarla a identificare i meccanismi alla base delle sue paure, fornendole strumenti per gestirle e per ridurre l’impatto che hanno sulla sua vita quotidiana.

È importante affrontare questi pensieri e sentimenti con il giusto sostegno, evitando di cercare di risolverli da sola. Tornare in terapia potrebbe offrirle nuove prospettive e strategie per superare questo momento difficile. Le auguro di trovare presto il supporto di cui ha bisogno per ritrovare serenità e benessere.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, immagino un cerchio sul quale ci sono due frecce distanziate che spingono la rotazione. Al crescere della forza e della velocità di una anche l’altra aumenta. Questa è la sua condizione, il consiglio è di tornare in terapia per fermare di nuovo il processo. Accade che ci siano delle riaccensioni spontanee, prima vengono fermate meglio é.
Saluti,dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Desirèe Pesce
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Milano
Gentile, ha posto una domanda piuttosto complessa. Non è facile identificare se l'ansia si tramuti in pensieri ossessivi e relative compulsioni o se invece siano i pensieri a determinare la sua ansia. E' un pò come voler stabilire se sia nato prima l'uovo o la gallina. Certamente si tratta di un circolo vizioso che si autoalimenta: l'ansia talvolta può divenire insostenibile e l'unico modo per controllarla è mettere in atto rituali per fermare i pensieri intrusivi che insistono nella sua mente. Il focus a questo punto è capire cosa mantenga questo circuito e come mai prima l'ansia abbia riguardato il senso di contaminazione e ora dubbi sulla sua relazione affettiva. Se ne ha la possibilità le consiglio di rivolgersi nuovamente al terapeuta che l'aveva in cura, per trovare altre strategie per gestire il disturbo, in quanto spesso il DOC richiede molto tempo per essere tenuto sotto controllo.
Se avesse bisogno di ulteriori chiarimenti sono a sua disposizione. Dott.ssa Desirèe Pesce.
Dott.ssa Daniela Voza
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
per il trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo, le sarebbe utile intraprendere un percorso di psicoterapia ad orientamento Cognitivo-Comportamentale.

Rimango a disposizione.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Daniela Voza
Dott.ssa Luisa D'Ambrosio
Psicologo, Psicologo clinico
Volla
Capisco quanto possa essere pesante vivere in questo circolo di ansia e ossessioni. È molto comune sperimentare periodi in cui i sintomi sembrano quasi scomparire, per poi riaffiorare all'improvviso. È come se dentro di noi ci fosse un "clima" che cambia, a volte sereno e a volte tempestoso, senza un'apparente ragione chiara.
Possiamo considerare ansia e pensieri ossessivi come parte di un'unica esperienza vissuta, che si manifesta con forme diverse. I pensieri ossessivi potrebbero essere visti come una "voce" che l’ansia stessa prende per esprimersi. In altre parole, è come se l’ansia avesse bisogno di trovare un oggetto su cui concentrarsi e, in questo caso, si è rivolta alla relazione con il suo partner e al significato dell'amore. Ma è importante ricordare che questi pensieri non sono una verità assoluta, ma piuttosto delle “forme” che l’ansia usa per esprimersi.
La sua domanda sul "cosa viene prima" è molto interessante. Potremmo dire che i pensieri ossessivi e l'ansia sono due facce della stessa esperienza. È un po' come il rapporto tra le onde e il mare: a volte emergono sotto forma di pensieri e altre come sensazione di panico o tensione fisica, ma sono parte dello stesso mare. Quando l'ansia è molto forte, tende a riempire tutto lo spazio, facendoci sentire "bloccati" e incapaci di sentire davvero i nostri sentimenti. Questo può generare dubbi e confusione, soprattutto su ciò che è più importante per noi, come le relazioni.
Accogliere e riconoscere questi pensieri come parte dell'ansia può essere un primo passo per diminuire il loro potere. Riuscire a "osservare" l'ansia come un fenomeno che va e viene, come una nuvola che attraversa il cielo, potrebbe pian piano aiutare a sentirsi meno coinvolti da essa e riuscire a ritrovare quello spazio emotivo che, in questo momento, le sembra chiuso.
Un caro saluto.
Dott. Giuseppe Cinquegrana
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Afragola
Sono dispiaciuto nel sentire che stai attraversando un periodo difficile. È positivo che tu abbia già cercato l’aiuto di una psicoterapeuta in passato e che abbia avuto dei momenti di felicità. L’ansia e i pensieri ossessivi spesso si influenzano reciprocamente. I pensieri ossessivi possono sicuramente alimentare l’ansia, creando un circolo in cui l’ansia aumenta i pensieri ossessivi e viceversa. Questo circolo può essere molto difficile da interrompere senza l'aiuto di un professionista.
Nello specifico, parlare con un professionista della salute mentale può aiutarti a trovare strategie per gestire sia l’ansia che i pensieri ossessivi.
Considera anche di tornare dalla tua psicoterapeuta o cercane uno nuovo e ricorda che potrebbe essere un buon passo per ritrovare un po’ di serenità.
Dott. Diego Gitano
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Salve, da quanto racconta, sembra che stia attraversando un momento difficile in cui l'ansia influisce sulla sua vita quotidiana, creando un circolo vizioso con i pensieri ossessivi. È positivo che in passato abbia superato questa difficoltà con l’aiuto di una psicoterapeuta e riconoscere il ripresentarsi dell'ansia e dei pensieri ossessivi è già un passo importante. Potrebbe essere utile riprendere un percorso terapeutico per affrontare nuovamente queste dinamiche e trovare nuove strategie per gestirle. Con il giusto supporto professionale, e dedicandosi del tempo per prendersi cura di sé in questo momento, è possibile arrivare a risposte più razionali. La sua consapevolezza è fondamentale per il suo percorso di crescita.
Dott.ssa Carolina Riccardi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Portici
Buongiorno, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia mirata ad approfondire la natura della sua ansia e finalizzata a rafforzare la consapevolezza di sè e delle sue volontà. In questo modo riuscirà ad individuare fattori scatenanti e riconoscere risorse da attivare in queste situazioni. Le consiglio di non soffermarsi alla solo gestione del sintomo perchè come ha già sperimentato ritorna in un'altra forma
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
La relazione tra pensieri ossessivi e ansia è complessa, ma possiamo fare alcune considerazioni utili. I pensieri ossessivi e l'ansia spesso si influenzano reciprocamente in un ciclo che si autoalimenta. I pensieri ossessivi, che tendono a essere invadenti e difficili da controllare, possono aumentare i livelli di ansia perché generano dubbi, paura o disagio. Allo stesso tempo, uno stato di ansia elevato può rendere i pensieri ossessivi più frequenti e intensi, poiché la mente cerca di "controllare" o prevenire le situazioni percepite come minacciose o pericolose.
Nel tuo caso, i pensieri ossessivi relativi alla relazione possono essere amplificati dall'ansia, rendendo difficile distinguere i sentimenti autentici dai dubbi alimentati dalla paura. Questo meccanismo è comune nei disturbi ossessivo-compulsivi e nei disturbi d'ansia, dove la mente può focalizzarsi su un tema specifico (in questo caso, la relazione) e generare un malessere che sembra non avere fine.
Tornare a vivere episodi di disagio, nonostante un periodo di benessere, è frequente e non significa che i progressi fatti siano stati inutili. Può essere semplicemente un segnale che c'è bisogno di lavorare ulteriormente su alcuni aspetti della tua vita emotiva e mentale.
Ti consiglio vivamente di rivolgerti a uno specialista per approfondire e affrontare questi vissuti. Una psicoterapia mirata può aiutarti a interrompere il ciclo tra pensieri ossessivi e ansia, permettendoti di ritrovare serenità e chiarezza e motivazione.

Dottoressa Silvia
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Luciano Esposito
Psicoterapeuta, Psicologo
Portici
L’ansia e i pensieri ossessivi sono strettamente connessi e spesso si alimentano reciprocamente, creando un ciclo difficile da spezzare. Non c’è sempre una sequenza unica o universale, ma possiamo analizzare il loro rapporto. I pensieri intrusivi, tipici del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), spesso si manifestano in modo improvviso e percepiti come disturbanti. Questi pensieri generano ansia perché mettono in discussione ciò che per te è importante (in questo caso, la relazione e il concetto di amore).L’ansia nasce come reazione emotiva al contenuto di quei pensieri, perché ti spinge a cercare risposte o rassicurazioni che però non arrivano, alimentando ulteriormente il ciclo. Quando sei in uno stato ansioso, il cervello tende a cercare attivamente minacce o problemi da risolvere. Questo stato di “iper-vigilanza” può far emergere pensieri ossessivi, che diventano il punto su cui l’ansia si focalizza. È come se l’ansia cercasse un oggetto su cui fissarsi, trovandolo nei dubbi e nelle ossessioni sulla relazione. La relazione tra ansia e pensieri ossessivi è ciclica: un pensiero intrusivo scatena ansia, e l’ansia amplifica l’importanza percepita di quel pensiero, rendendolo ancora più difficile da ignorare. Questo ti lascia in un limbo, dove cerchi risposte definitive per alleviare il disagio, ma senza successo, poiché il DOC si nutre dell'incertezza. È difficile, ma fondamentale accettare che non esistono risposte definitive alle domande ossessive (es. “Cosa significa amare?”). L’amore è un sentimento complesso e fluido, non qualcosa che si può definire con assoluta certezza.
Dott.ssa Flavia Maria Longo
Neuropsicologo, Psicologo clinico, Psicologo
Napoli
Quello che stai affrontando – pensieri ossessivi legati alla relazione, dubbi che alimentano l’ansia e il circolo vizioso che ne deriva – può essere superato con il giusto supporto. Una visita neuropsicologica o psicologica con me può aiutarti a fare chiarezza e a ritrovare serenità.

Perché prenotare una visita con me?
Valutazione approfondita:

Analizzeremo insieme il legame tra ansia e pensieri ossessivi, per capire meglio da dove nascono e come affrontarli.
Esploreremo come questi dubbi influenzano la tua vita e le tue emozioni, lavorando per rompere il circolo vizioso.
Tecniche personalizzate:

Ti guiderò nell’utilizzo di strategie efficaci per gestire i pensieri intrusivi, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e l'Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP), che sono particolarmente utili per affrontare il DOC relazionale.
Ti aiuterò a sviluppare strumenti per ridurre l’ansia, accettare l’incertezza e vivere la relazione in modo più sereno.
Un percorso su misura per te:

Ogni persona è unica, e il nostro lavoro sarà completamente adattato alle tue esigenze e obiettivi. Che si tratti di gestire i dubbi o ritrovare equilibrio emotivo, costruiremo insieme un piano mirato.
Cosa faremo insieme:
Analizzeremo le cause profonde del tuo disagio.
Imparerai a riconoscere i pensieri ossessivi e a neutralizzarli.
Costruiremo un percorso di crescita personale per aiutarti a ritrovare fiducia in te stessa e nella tua relazione.
Perché iniziare ora?
Lavorare su questi pensieri prima che diventino più invasivi è fondamentale per migliorare la qualità della vita e della relazione.
Con il giusto supporto, puoi superare queste difficoltà e vivere una relazione appagante senza che l’ansia prenda il sopravvento.
Non esitare a contattarmi per fissare un appuntamento. Insieme possiamo affrontare queste sfide e costruire un percorso verso maggiore serenità e consapevolezza.
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, determinare se l'ansia causi i pensieri ossessivi o se, al contrario, sono i pensieri ossessivi a generare ansia può essere molto complesso, soprattutto perché questi due fattori si intrecciano in un ciclo continuo che alimenta e rinforza l’uno l’altro. Se sente che "il mostro è tornato" a distanza di sei mesi, riattivando vecchie dinamiche, potrebbe essere utile tornare a lavorare sui temi sottostanti con il supporto di un terapeuta, per evitare che i sintomi diventino nuovamente troppo ingombranti.
Resto a disposizione.
Un caro saluto Dott.ssa Valentina De Chiara
Dott. Daniele Mango
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Capisco quanto possa essere difficile vivere con l’ansia, soprattutto quando si manifesta sotto forma di pensieri ossessivi che sembrano prendere il controllo. Nel suo caso, come spesso accade in situazioni simili, sembra che l’ansia e i pensieri ossessivi si influenzino reciprocamente. L'ansia può generare pensieri ossessivi, ma allo stesso tempo i pensieri ossessivi possono alimentare l'ansia. La domanda se l’ansia sia la causa o l’effetto dei pensieri ossessivi non ha una risposta semplice, poiché, come spesso succede, si tratta di un circolo vizioso. Ricontatti la sua psicoterapeuta se le è già stata d'aiuto, riprendere la terapia non significa un fallimento. Coraggio.
Dott.ssa Irene Ferrara
Psicologo
San Martino Buon Albergo
Buongiorno, colgo dalle sue parole molta preoccupazione e sofferenza. Questa è una domanda molto delicata e comune tra chi soffre di ansia e disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). In realtà, ansia e pensieri ossessivi si influenzano a vicenda in un ciclo che si autoalimenta. Spesso i pensieri ossessivi emergono come risposta all’ansia: la mente, nel tentativo di trovare sicurezza e controllo, si focalizza su un dubbio o su una paura (nel tuo caso, i sentimenti per il partner). Questo meccanismo, invece di dare una risposta definitiva, genera ancora più ansia perché l’incertezza non viene mai completamente risolta. L’ansia, a sua volta, intensifica questi pensieri, rendendoli più intrusivi e difficili da ignorare.
In alcuni casi, però, può accadere anche il contrario: una persona già ansiosa può sviluppare pensieri ossessivi come sintomo principale della propria ansia. In entrambi i casi, il punto centrale è che questi pensieri non rappresentano verità oggettive, ma sono espressione dell’ansia stessa.
Il fatto che tu abbia già affrontato e superato questa fase in passato dimostra che è possibile uscirne. Il ritorno del problema non significa che sei tornata al punto di partenza, ma che l’ansia ha trovato una nuova modalità per esprimersi. La chiave sta nel non cercare risposte definitive ai dubbi ossessivi, ma accettare l’incertezza senza alimentare il bisogno di rassicurazioni. Riprendere un percorso terapeutico potrebbe aiutarti a gestire questa fase con gli strumenti giusti.
Dott.ssa Ambra Assunta Caruso
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, spesso l'ansia e gli attacchi di panico si ripresentano anche dopo la guarigione attraverso recidive. Le consiglio di intraprendere nuovamente un percorso dal suo terapeuta.
Dott.ssa Sara Baraccani
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesena
Cercando di razionalizzare ha compreso che spesso una situazione preoccupante potrebbe generare pensieri ossessivi e che a loro volta i pensieri ossessivi possono generare ansia in un circolo vizioso fastidioso. Il mio suggerimento è di chiedere al suo terapeuta qualche appuntamento per riprendere lo slancio che forse è venuto meno a causa di eventi esterni a lei un po' scomodi. Capita spesso di "inciampare" nelle vecchie dinamiche di comportamento o di pensiero, l'importante è riconoscerle (come ha fatto), vederle come una scivolata che è parte naturale di un percorso e riprendere in mano tutti quei comportamenti che invece ci gratificano e ci fanno stare bene.
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao,

prima di tutto voglio riconoscere il coraggio che hai nel condividere questa esperienza così personale e complessa. Quello che stai vivendo è il risultato di un'interazione tra ansia e pensieri ossessivi, e non è raro che entrambe le cose si alimentino a vicenda in un ciclo difficile da rompere.

Per rispondere alla tua domanda, è importante capire che l'ansia e i pensieri ossessivi spesso si nutrono l'uno dell'altro. Inizialmente, può essere che l'ansia si manifesti per una serie di motivi, come preoccupazioni sul tuo partner o sul significato dell'amore, e in risposta a questa ansia, la tua mente potrebbe sviluppare pensieri ripetitivi o ossessivi come tentativo di trovare una "risoluzione" o una "certezza" che possa calmare l'incertezza. Questi pensieri ossessivi, a loro volta, portano ad un aumento dell'ansia, poiché, come hai notato, non lasciano spazio per risposte chiare o per il rilassamento emotivo. È un circolo vizioso: l'ansia alimenta i pensieri ossessivi e, allo stesso tempo, i pensieri ossessivi alimentano l'ansia.

Nel caso degli attacchi di panico, come quello che hai avuto a marzo, l'ansia può raggiungere un picco in cui i pensieri e le preoccupazioni sembrano ingestibili, e la tua mente reagisce con una sensazione di panico e di perdita di controllo. Questo è un altro segno che l'ansia sta influenzando profondamente il tuo benessere emotivo e mentale.

Ti incoraggio a considerare che, anche se i pensieri ossessivi sembrano essere il "problema", sono in realtà un sintomo dell'ansia sottostante. Il vero lavoro terapeutico, come hai fatto in passato con la psicoterapia, può concentrarsi sull'affrontare l'ansia di base, piuttosto che sui pensieri specifici. Una volta che impari a gestire l'ansia in modo più efficace, i pensieri ossessivi tendono a perdere potere. Spesso, affrontare l'ansia, imparare a viverla senza cercare di eliminarla immediatamente, e sviluppare nuove modalità di risposta ai pensieri, aiuta a ridurre l'impatto che questi hanno sulla tua vita.

Capisco che il ritorno di questi "mostri" dopo un periodo di serenità possa essere frustrante e confuso. Ma non è una regressione definitiva: piuttosto, potrebbe essere un segnale che ci sono ancora aree in cui hai bisogno di lavorare o che la tua ansia ha trovato un nuovo "territorio" su cui concentrarsi. L'importante è ricordare che questi episodi possono essere gestiti, anche se richiedono pazienza e un impegno costante.

Un altro consiglio che ti posso dare è di non cercare di razionalizzare troppo i tuoi pensieri ossessivi. Quando ci sforzi di risolverli o di trovare una risposta definitiva, rischi di alimentare l'ansia. Imparare a lasciare andare il bisogno di "risolvere" ogni pensiero e accettare che alcune cose non hanno una risposta immediata può essere un passo importante nel recupero.

Spero che tu possa continuare a lavorare sulla gestione dell'ansia con il supporto della tua terapeuta, e che tu riesca a trovare maggiore serenità nel tempo. Se ti senti sopraffatta, non esitare a chiedere aiuto per esplorare ulteriori tecniche o approcci terapeutici, come la terapia cognitivo-comportamentale, che può essere particolarmente utile per affrontare i pensieri ossessivi.

Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o di supporto, sono qui per te.
Dott.ssa Federica Giudice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Cara amica, comprendo profondamente la tua frustrazione e il senso di sconforto nel vedere ritornare queste dinamiche ansiose e ossessive, soprattutto dopo aver vissuto un periodo di benessere. È assolutamente comprensibile che tu ti senta confusa e desideri capire meglio cosa sta succedendo.
La tua domanda sulla relazione tra pensieri ossessivi e ansia è molto pertinente e centrale in disturbi come il tuo. Solitamente, nei disturbi ossessivo-compulsivi (DOC), i pensieri ossessivi sono la fonte primaria dell'ansia. Questi pensieri intrusivi, indesiderati e spesso disturbanti (come i tuoi dubbi sull'amore e sulla relazione) generano un forte disagio e ansia. La persona, nel tentativo di ridurre questa ansia, mette in atto delle compulsioni (come lavarsi le mani in passato, o rimuginare mentalmente sui sentimenti attuali).
Quindi, in genere, il ciclo è: pensiero ossessivo → ansia → compulsione (mentale o comportamentale) → temporaneo sollievo dall'ansia (che però rinforza l'ossessione nel tempo).
Il fatto che tu abbia già avuto esperienze simili in passato e che tu abbia tratto beneficio dalla psicoterapia è un'ottima base. Questo significa che hai già delle risorse e sai che il cambiamento è possibile.
Per affrontare al meglio questa ricomparsa, ti incoraggio vivamente a riprendere il percorso con una terapeuta o uno psicologo.
Non scoraggiarti per questa ricaduta. È un aspetto che a volte può accadere nel percorso di gestione dell'ansia. L'importante è riconoscere il problema e agire per affrontarlo. Ricorda che non sei sola e che con il supporto adeguato puoi superare anche questo momento e ritrovare la serenità che meriti nella tua relazione.
Dott.ssa Martina Giordano
Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buonasera.
Ansia e pensieri ossessivi si alimentano a vicenda: l’ansia genera pensieri ripetitivi, e questi ultimi rafforzano l’ansia. È un circolo vizioso difficile da spezzare da soli. Hai già avuto benefici con una psicoterapeuta in passato, quindi il consiglio è di tornare da un professionista. Con il giusto supporto, puoi gestire questi pensieri e ritrovare serenità. Non aspettare che peggiori.
Dott.ssa Arianna Amatruda
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Le risposte potrebbero essere entrambe, ma non mi focalizzarei su quale del dei cose provochi l'altro, più che altro cercherei di lavorare su quello che c'è dietro l'ansia e dietro i pensieri ossessivi che si presentano. Ha già fatto un percorso in passato che l'ha portata ad un miglioramento, molto probabilmente ci sono cose durante questo percorso che non sono venute fuori, oppure nel corso del tempo ne sono emerse altre. Le consiglio di riprendere un percorso di psicoterapia. Scelga le se con il suo vecchio terapeuta o con qualcuno di nuovo, ma un nuovo percorso potrebbe aiutarla a ritrovare l'equilibrio perduto
Dott.ssa Veronica Simonetti
Psicologo
Grumo Nevano
Gli episodi di ansia e i pensieri ossessivi sono spesso strettamente legati: l’ansia può alimentare i pensieri ossessivi, creando un circolo vizioso. I pensieri ossessivi, a loro volta, amplificano l’ansia, facendo sembrare i dubbi insormontabili. Il supporto psicoterapeutico, come la terapia cognitivo-comportamentale, può aiutarti a interrompere questo ciclo e a gestire meglio entrambi.
Dott.ssa Stefania Cantone
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Napoli
Salve.
La causa non sono nè l'ansia nè le ossessioni perché ENTRAMBI sono il frutto di qualcos'altro che andrebbe indagato in terapia.
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista del settore che le dia gli strumenti adatti per acquistare nuove Consapevolezze su di sè.
Per ulteriori informazioni può visitare il mio profilo.
Saluti
Dott.ssa CANTONE STEFANIA
Dott.ssa MONIA MICHELINI
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Nonantola
Buongiorno,
grazie per la condivisione.
L'ansia e i pensieri ossessivi si alimentano a vicenda.
L'ansia, inconsciamente, la si cerca di tenere a freno attraverso il controllo e le ossessioni-compulsioni, ma dopo poco tempo l'ansia si ripresenta in quanto i pensieri ossessivi non hanno effetto sul lungo termine in termini di gestione dell'ansia, anzi, proprio questi vanno a confermare nella nostra mente che non riusciamo a gestirla diversamente.
Inoltre, da quanto, ha detto mi sembra che rimugini e rumini anche molto, ponendosi di continuo domande sulla sua relazione.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Monia Michelini


Il fatto di non sapere tollerare l'ansia l'aumenta anocra di più
Dott. Giovanni Pagnini
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Prato
Gentile Utente, l'ansia che lei prova è un tratto comune a chi soffre di pensieri ossessivi anche se, ad una più attenta analisi, le emozioni nucleari del DOC sono altre. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista cognitivo-comportamentale specializzato nel trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e che abbia esperienza con questo disturbo. Infatti il DOC è estremamente complesso e variegato nelle manifestazioni ed è richiesta una conoscenza approfondita per poter effettuare un trattamento efficace. La terapia cognitivo-comportamentale rappresenta il gold standard per il trattamento del DOC. Le auguro un buon proseguimento, a presto.
Dott. Daniele Morandin
Psicologo, Psicologo clinico
Monfalcone
Buonasera,
I pensieri ossessivi possono associarsi ad ansia, angoscia ed emozioni di disagio, certamente. Oltre che a delle compulsioni.

Tuttavia, fatico a comprendere la sua domanda. Sta chiedendo se nasce prima l’ansia o se l’ansia è la conseguenza dei pensieri intrusivi ossessivi? A cosa le servirebbe saperlo?

Un caro saluto, Dott. Daniele Morandin
Dott.ssa Ilaria Santonicola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno.
Spesso durante il percorso di psicoterapia si raggiungono i risultati sperati, ma vanno consolidati affinché il benessere sia duraturo e consapevole. Riprendere il percorso già iniziato potrebbe essere una buona cosa. Se questo non dovesse essere possibile comunque intraprendere un percorso nuovo le sarebbe d'aiuto per continuare a ricercare il suo benessere in modo duraturo, concedendosi più tempo e spazio per affrontare il "mostro", così come lo chiama lei.
Saluto, dott.ssa Ilaria Santonicola
Dott.ssa Bruna Biffardi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Giugliano in Campania
La tua domanda è molto importante, perché coglie una verità spesso trascurata: l’ansia non è il problema da eliminare, ma qualcosa che chiede ascolto. Non è detto che siano i pensieri ossessivi a generare l’ansia o viceversa; più spesso, si crea un circolo in cui l’ansia alimenta il bisogno di controllo, e i pensieri cercano risposte assolute che non esistono, peggiorando l’ansia stessa. Avere dubbi non significa necessariamente che manchi qualcosa. In una relazione, attraversare momenti di incertezza è naturale: spesso accade quando il legame sta cambiando, quando si è a un punto di svolta che può aprire la strada a una crescita più profonda. L’ansia, in questo senso, non è un nemico, ma un segnale che qualcosa dentro di te si sta muovendo. Ti sta dicendo che c’è bisogno di attenzione, di ascolto, non di risposte immediate o assolute. L’ansia va tenuta per mano, guardata in faccia, riconosciuta per quello che è: una parte di te che ha bisogno di ascolto, non di risposte assolute.




Dott.ssa Giulia Napoli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Baronissi
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale. Capisco quanto possa essere difficile convivere con questi pensieri e con l’ansia che li accompagna.
Nel modello della psicoterapia strategica, non cerchiamo tanto di capire cosa viene prima, se l’ansia o i pensieri ossessivi, ma ci concentriamo su come si influenzano tra loro nel presente. È infatti un circolo vizioso: l’ansia genera dubbi, i dubbi alimentano l’ansia. Più cerchi risposte razionali, più ti senti bloccata.
La buona notizia è che questo circolo può essere interrotto. Hai già dimostrato di saperlo fare in passato, e questo è un punto di forza prezioso.
C'è bisogno di piccoli passi concreti per ritrovare spazio per i tuoi sentimenti e per la serenità.
Dott.ssa Fabrizia Longo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno,
la sua domanda è molto profonda e dimostra che sta osservando con attenzione ciò che le accade, anche in mezzo alla fatica.

Spesso l’ansia e i pensieri ossessivi si alimentano a vicenda: da un lato, l’ansia può generare dubbi ripetitivi (come quelli sul sentimento che prova), e dall’altro, quei pensieri – nel tentativo di trovare una risposta certa – aumentano ancora l’ansia. È come se si restasse bloccati in un “limbo”, come lei giustamente descrive.

Quello che può aiutare è iniziare a guardare con gentilezza alla parte più giovane e fragile di sé, a quel “bambino interiore” che forse ha paura di non essere abbastanza, o di sbagliare. Quando si attiva questa parte, la mente cerca controllo e certezza… ma l’amore, come la vita, non sempre si lascia incasellare in risposte logiche.

Nel percorso terapeutico, si lavora proprio su questo: riconoscere i bisogni autentici che si nascondono dietro l’ansia, e imparare a stare nel presente con maggiore fiducia, anche senza avere tutte le risposte.

Il fatto che questo “mostro”, come lo chiama lei, sia tornato non significa che abbia perso terreno: può essere l’occasione per ascoltarsi ancora più in profondità.

Un caro saluto.
Dott.ssa Matilde Gatta
Psicologo, Psicologo clinico
Piossasco
Buongiorno, probabilmente non c'è una risposta esatta. L'ansia e i pensieri ossessivi formano un circolo vizioso, in cui si alimentano a vicenda.
Dott.ssa Federica Franco
Psicoterapeuta, Psicologo
Brusciano
Salve,

la ringrazio per aver condiviso in modo così onesto e lucido la sua esperienza. Quello che descrive è un vissuto comune a molte persone che convivono con ansia e pensieri ossessivi: la sensazione di essere intrappolati in una spirale di dubbi, domande e tentativi di razionalizzazione che non portano sollievo, ma solo altra tensione.

Ha già fatto un percorso importante, affrontando momenti difficili e sperimentando anche fasi di benessere: questo è un segnale di forza e di risorse interne significative, anche se ora può sembrare che tutto sia tornato al punto di partenza.

Alla sua domanda — se siano i pensieri ossessivi a generare ansia, o se sia l’ansia a produrre i pensieri ossessivi — la risposta è: spesso si tratta di un circolo che si autoalimenta.
In molte forme di ansia, soprattutto quelle a componente ossessiva, i pensieri intrusivi (come quelli sul proprio partner o sul significato dell’amore) nascono da uno stato di allerta interna. L’ansia ha bisogno di “attaccarsi” a qualcosa per esprimersi, e spesso sceglie temi sensibili e importanti per la persona. Una volta emersi, questi pensieri diventano fonte ulteriore di preoccupazione, creando un ciclo continuo.

Il punto quindi non è tanto trovare la “risposta giusta” ai dubbi, quanto riconoscere il meccanismo che si sta attivando, e imparare a disinnescarlo. È un processo che, come ha già sperimentato, può essere affrontato e compreso nel contesto di un percorso psicoterapeutico.

Le auguro di potersi offrire nuovamente quello spazio di cura che le ha già fatto bene.

Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Franco
Psicoterapeuta
Buongiorno, la ringrazio per la domanda.
Sicuramente aver affrontato la questione attraverso l'aiuto di un percorso di psicoterapia è un punto di partenza fondamentale e che le permette di dare significato al proprio sentire.
Per questo motivo rimane comunque difficile riuscire a comprendere se i suoi pensieri ossessivi possa essere la fonte scatenante della sua ansia o viceversa.
La sua è una domanda complessa che non lascia spazio a risposte in modo così poco approfondito a cui aggiungo il mancato rispetto e correttezza nei suoi confronti qualora provassi a darle risposta in merito a quanto da lei raccontato.
L'unico suggerimento che mi viene da darle è riprovare a pensare alla possibilità di intraprendere un nuovo percorso psicologico/terapeutico o di riprendere quello vecchio.
Grazie
Dr. Massimiliano Siddi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Salve,
quando ci si trova in uno stato di ansia o stress prolungato, è importante non sottovalutare ciò che il corpo e la mente stanno cercando di comunicare. Spesso queste manifestazioni sono segnali di un disagio più profondo che merita attenzione.
Sono il dottor Massimiliano Siddi e ricevo in zona Mostacciano a Roma. Un percorso psicoterapeutico può offrire uno spazio protetto in cui esplorare questi vissuti e trovare strategie efficaci per affrontarli.
Resto a disposizione per approfondire il suo caso, qualora lo desiderasse.
Dott.ssa Giusy D'Amato
Psicologo, Psicoterapeuta
Napoli
Capisco bene la difficoltà che descrive, quando si vive un’esperienza di ansia intrecciata a pensieri, la sensazione è spesso quella di essere intrappolati in un circolo vizioso. Non è tanto importante stabilire se prima arriva l’ansia o prima il pensiero ossessivo, quanto osservare come questi due aspetti si alimentano. Un pensiero intrusivo genera ansia, l’ansia rende più difficile sentire le emozioni in modo limpido, questo alimenta nuovi dubbi e il ciclo si alimenta. Allo stesso tempo, le reazioni che ciascuno mette in atto contribuiscono a mantenere questo ciclo. Il fatto che in passato, con l’aiuto di una psicoterapeuta, lei abbia ritrovato benessere è un segnale incoraggiante, significa che il sistema può essere rimesso in equilibrio e riprendere il percorso.
Ciao, dalle tue parole si avverte che sei in uno stato di paralisi, l'ansia ti pervade e non ti lascia modo di entrare in contatto col mondo in modo sereno. Probabilmente la tua amigdala (ovvero quella parte del cervello che ci mette in allerta per sopravvivere ai pericoli esterni) è molto sensibile ad un'interpretazione del mondo circostante come ostile nei tuoi riguardi, così trovi certezza nella razionalizzazione di tutto, nello studio di tutto quello che entra in contatto con te, così come l'amore. L'amore di per sé è un sentimento complesso e non c'è una legge scritta che ne determina la veridicità o meno, esula da discorsi razionali, e se hai bisogno di rintracciare segni di questo sentimento nei comportamenti, nei pensieri, nelle reazioni fisiche, evidentemente non lo stai esperendo (ovvero, non lo stai vivendo, ma non perché non ci sia, ma perché in questo momento sei lontano dalla dimensione sentimentale, quindi tutto quello che è sentimento puro è messo in standby a favore della tua incolumità, che è quello che ti preme di più). Probabilmente l'ansia e l'ossessione ti si attiva ogni volta che un problema ti affligge ma non lo vuoi realmente affrontare, è la tua reazione al dolore e alla preoccupazione. Dovresti rintracciare l'origine del problema, di cui ansia e ossessione sono sintomi, per riuscire poi a rientrare con contatto anche col partner, perché per ora sei concentrato su te stesso.
Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Psicologo, Psicologo clinico
Lido Di Ostia
Salve, quello che descrive è un vissuto molto comune in chi soffre di ansia con componente ossessiva, e la sua riflessione è estremamente lucida. In realtà, ansia e pensieri ossessivi si alimentano reciprocamente: spesso l’ansia genera la necessità di avere certezze e controllo, e da lì nascono i pensieri intrusivi; allo stesso tempo, questi pensieri mantengono viva l’ansia, creando un circolo difficile da interrompere. Nel suo caso, il tema dell’amore e del dubbio sui sentimenti appare come il contenuto attraverso cui questa dinamica si esprime, ma la radice resta nell’ansia e nel bisogno di rassicurazione.

Il fatto che in passato sia già riuscita a stare meglio grazie a un percorso psicoterapeutico è molto incoraggiante: significa che la sua mente è ricettiva al lavoro su di sé e può tornare a ritrovare equilibrio e serenità.

Se desidera, resto disponibile per un colloquio psicologico per comprendere più a fondo cosa sta riattivando questi pensieri e lavorare insieme su strategie per gestirli.

Un caro saluto,
Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Dott.ssa Emanuela Varriale
Psicologo, Psicologo clinico
Ottaviano
Capisco quanto possa essere faticoso ritrovarsi di nuovo in questo ciclo, soprattutto dopo un periodo in cui ti eri sentita finalmente libera e serena. Le forme di ansia che descrivi – prima orientate su temi di contaminazione e ora focalizzate sulla relazione – rientrano in un funzionamento molto comune: quando l’ansia aumenta, tende a “spostarsi” su ciò che per te è più importante in quel momento, assumendo la forma di dubbi, controlli mentali e ruminazioni.

Rispondendo alla tua domanda: non esiste una direzione unica e fissa; ansia e pensieri ossessivi si alimentano a vicenda. In molti casi l’ansia aumenta per motivi interni o esterni, e la mente cerca un “oggetto” su cui focalizzarsi per spiegare quel disagio: da qui nascono i pensieri ossessivi. In altri momenti, invece, è proprio il tentativo di analizzare, controllare o trovare una risposta certa ai dubbi a far crescere l’ansia. Si crea così un circolo in cui l’ansia alimenta i pensieri, e i pensieri alimentano l’ansia.

Questo però non significa che non se ne possa uscire: il fatto che tu abbia già sperimentato un miglioramento significativo con la psicoterapia è un segnale molto positivo. Spesso, quando il sintomo “torna”, non è un fallimento, ma un’indicazione che c’è di nuovo qualcosa – stress, stanchezza, cambiamenti nella relazione o nella vita – che ha riattivato un vecchio schema di funzionamento emotivo. Con un nuovo lavoro terapeutico è possibile riconoscere subito i meccanismi che ti intrappolano e ritrovare gradualmente uno spazio più libero dai dubbi e dalle paure.

Rivolgersi nuovamente alla tua terapeuta, o comunque a un professionista, può aiutarti a interrompere questo circolo e a ritrovare quell’equilibrio che hai già dimostrato di poter raggiungere.

EV
Dr. Giancarlo Contino
Psicologo clinico, Psicologo
Sorrento
Buongiorno. Spesso l'ansia e i pensieri ossessivi si alimentano a vicenda. Per esempio, quando una persona è molto ansiosa, il cervello tende a: - monitorare continuamente possibili pericoli - cercare di controllare tutto - focalizzarsi su scenari negativi.
In questo caso i pensieri ossessivi sono una conseguenza dell'ansia di base.
In studio ho lavorato con diverse persone che avevano questo disagio, e ovviamente ogni storia è diversa dall'altra e merita un approfondimento specifico.
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
la ringrazio per aver descritto in modo così personale ciò che sta vivendo. Dal punto di vista psicologico sistemico-relazionale, quello che descrive — pensieri ossessivi sulla relazione, dubbi incessanti sull’amore e un forte stato d’ansia — può essere compreso come una dinamica in cui ansia e pensieri si influenzano reciprocamente e non semplicemente una scelta razionale di cosa “è giusto” o “non è giusto”.
Talvolta le persone vivono pensieri intrusivi e dubbi ripetitivi sulla relazione e sui sentimenti che non rispecchiano un effettivo stato affettivo, ma sono piuttosto un riflesso del disagio interno e della difficoltà a tollerare l’incertezza. In alcune forme di disagio relazionale, questi pensieri diventano persistenti proprio perché l’ansia cerca di trovare una “certezza” assoluta in qualcosa che — per sua natura — è fluido e complesso, come l’amore e le relazioni intime.
Nella prospettiva sistemica, bene o male non sono categorie utili quanto capire come questi pensieri si intrecciano con il suo modo di sentirsi, di relazionarsi e di rispondere emotivamente alle incertezze. Può succedere che si finisca per “vivere nella testa” anziché nel corpo e nel sentire della relazione, perché l’ansia amplifica ogni dubbio e genera un circolo di controllo, confronto e richiesta di rassicurazioni che, invece di calmare, alimentano il disagio.
Non c’è una formula semplice che dica se “prima viene l’ansia e poi i pensieri” o viceversa: spesso si tratta di un sistema in cui i pensieri ossessivi e l’ansia si rinforzano a vicenda, ciascuno mantenendo l’altro attivo. Questo non significa che lei non provi sentimenti veri: significa piuttosto che l’ansia sta interferendo con la sua capacità di incontrare e riconoscere i suoi sentimenti in modo chiaro e spontaneo, e la spinge a cercare una perfezione o certezza che l’amore non può offrire in modo assoluto.
Ritrovare un equilibrio richiede spesso tornare a un ascolto esperienziale di sé e della relazione, non solo un’analisi mentale dei pensieri. In questo senso è comprensibile perché, dopo un periodo di benessere con una psicoterapeuta, la difficoltà sia poi tornata: senza uno spazio continuativo in cui esplorare come i pensieri, le emozioni e le relazioni si intrecciano nel qui e ora, l’ansia può riemergere nei modi che lei ha descritto.
Spero di esserele stato di supporto e le auguro una buona serata.
Le due cose potrebbero essere o non essere correlate, e sia l'ansia può scatenare le ossessioni e viceversa, non esiste una formula giusta per tutti nè una procedura sintomatologica. Ogni essere umano, con la sua storia, le sue esperienze di vita, le sue emozioni e molto altro, è unico nel suo genere. Per tornare a stare bene è necessario dare ascolto a ciò che la sua sintomatologia comunica, perchè se dopo 6 mesi di benessere il tutto è ricominciato, molto probabilmente c'è ancora qualcosa che non è stato accettato, risolto o metabolizzato. in bocca al lupo per il suo percorso.
Dott.ssa Alessia Eris Cimmino
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Sant'Arpino
Sono i pensieri che generano l'emozione (nel Suo caso l'ansia) che a sua molta generano una manifestazione fisiologica.
Dott.ssa Alessia Eris Cimmino
Buonasera,

la ringrazio per aver descritto con tanta precisione ciò che sta vivendo. La domanda che si pone – se siano i pensieri ossessivi a generare l’ansia o se sia l’ansia a manifestarsi attraverso i pensieri – è una domanda molto pertinente e frequente in chi soffre di questo tipo di difficoltà.
La risposta, semplificando, è che ansia e pensieri ossessivi si alimentano a vicenda, creando un circolo che tende ad auto-mantenersi. Il fatto che l’ansia sia tornata non cancella il lavoro fatto in psicoterapia né significa che “non sia servito”. Spesso questi meccanismi possono riattivarsi in fasi di maggiore stress o vulnerabilità, e questo non è un fallimento, ma un segnale che qualcosa dentro di lei chiede nuovamente attenzione.

Un punto centrale è quello che lei stessa ha notato: l’ansia non lascia spazio ai sentimenti. Quando il sistema emotivo è in allarme, la mente cerca risposte razionali a domande che, per loro natura, non possono essere risolte con il controllo o con la certezza assoluta. Più si cerca una risposta definitiva, più il dubbio tende a rafforzarsi.

Il lavoro terapeutico, in questi casi, non consiste nel trovare la risposta giusta ai pensieri, ma nel modificare il rapporto con l’ansia e con i pensieri stessi, imparando a riconoscerli come espressione dello stato emotivo e non come verità da dimostrare o confutare.
Se lo desidera, riprendere un percorso (anche breve) potrebbe aiutarla a riconoscere il funzionamento del circolo ansia–ossessioni, ridurre il bisogno di controllo e di rassicurazione, recuperare uno spazio emotivo più libero, anche nella relazione.

Un caro saluto,
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Dott.ssa Mariasofia Tulino
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pozzuoli
Dal suo racconto emerge una continuità nel modo in cui l’ansia ha trovato, nel tempo, forme diverse per esprimersi: in passato attraverso comportamenti compulsivi legati alla contaminazione, oggi attraverso pensieri ossessivi centrati sulla relazione e sul sentimento amoroso. In ottica sistemico-relazionale, questo non viene letto come un “ritorno del problema” in senso lineare, ma come la riattivazione di una modalità conosciuta di fronte a momenti di vulnerabilità o di passaggio.
Venendo alla sua domanda – se siano i pensieri ossessivi a generare l’ansia o se sia l’ansia a manifestarsi attraverso i pensieri – da questo orientamento la risposta non è mai “o l’uno o l’altro”, ma entrambi all’interno di un circolo. Ansia e pensiero ossessivo si alimentano reciprocamente: l’ansia crea un bisogno urgente di controllo e di certezza, e il pensiero ossessivo diventa il tentativo della mente di rispondere a questo bisogno. Allo stesso tempo, più il pensiero viene analizzato, verificato, messo alla prova, più l’ansia aumenta. Tuttavia la domanda importante da porsi, non è tanto da dove parte, quanto a cosa serve oggi questo meccanismo. I sintomi non vengono considerati casuali né solo disturbanti, ma come strategie di adattamento che la persona ha costruito nel tempo per far fronte a stati emotivi difficili. Più che cercare di stabilire se l’ansia venga prima dei pensieri o viceversa, può essere utile chiedersi, con l’aiuto di un professionista:
in questo momento della mia vita, che cosa stanno cercando di proteggermi o segnalarmi questi sintomi?
Dott.ssa Claudia Pica
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno, grazie per aver condiviso con autenticità ciò che sente.
Spesso, il rapporto tra ansia e pensieri ossessivi è circolare. In molti casi, l’ansia può manifestarsi attraverso pensieri intrusivi: questi ultimi generano disagio e la sensazione di non avere mai una risposta definitiva. Allo stesso tempo, i pensieri ossessivi possono alimentare l’ansia, creando un ciclo.
Nel suo caso, è possibile che l’ansia trovi uno "spazio mentale" in cui esprimersi mediante il tema della relazione, come in passato era avvenuto per la pulizia. L'ansia si aggancia spesso a ciò che è emotivamente importante.
Ha già fatto un lavoro prezioso con la sua psicoterapeuta e il fatto che abbia vissuto un periodo di benessere dimostra che il cambiamento è possibile. La ricomparsa dei sintomi può essere vista come un segnale che ha bisogno di tornare ad ascoltarsi e a prendersi cura di sé con strumenti già sperimentati e strumenti nuovi.

Dott.ssa Claudia Pica
È una domanda molto comprensibile, e il modo in cui la pone mostra che sta cercando di capire, non di evitare. In realtà, ansia e pensieri ossessivi si alimentano a vicenda: non c’è quasi mai un “prima” assoluto.

Di solito l’ansia crea uno stato di allarme interno e la mente, per cercare una risposta o una certezza, si aggancia a pensieri ripetitivi e dubbi (sull’amore, sui sentimenti, su se stessi). Quei pensieri però non portano sollievo, aumentano l’ansia e tengono il circolo attivo. È per questo che sembrano così invadenti e convincenti.

Il fatto che questi temi tornino proprio nelle relazioni o nei momenti importanti non significa che i sentimenti siano falsi, ma che l’ansia occupa lo spazio emotivo, rendendo difficile “sentire” con naturalezza. Quando l’ansia si abbassa, spesso anche i dubbi perdono forza.

Il ritorno dei sintomi dopo un periodo di benessere non è un fallimento né un punto di partenza da zero: è una dinamica comune nei quadri ansiosi. L’obiettivo non è trovare la risposta definitiva ai pensieri, ma imparare a non usarli come misura della realtà o dei sentimenti.
Dott.ssa Denise Cavalieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ravenna
Gentile Signora, la ringrazio per la fiducia. La domanda che pone è estremamente intelligente e tocca il cuore del funzionamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
Per rispondere al suo dubbio: è un circolo vizioso in cui ansia e pensieri si alimentano a vicenda, ma la 'miccia' è solitamente l'ansia.
Provi a immaginare il suo sistema nervoso come un allarme molto sensibile.
Quando il suo livello di ansia di base si alza (magari per stress, stanchezza o cambiamenti), l'allarme suona. La sua mente, per dare un senso a quel segnale di pericolo, 'aggancia' un pensiero che per lei è importante e sensibile: la sua relazione.
Il pensiero arriva: 'E se non lo amassi?'
L'ansia schizza alle stelle perché quel pensiero è intollerabile.
Inizia la ricerca di prove o rassicurazioni (la razionalizzazione), che però è una forma di 'lavaggio delle mani mentale'.
Quindi, non è la mancanza di amore a creare l'ansia, ma è l'ansia che 'sequestra' il sentimento. Come ha giustamente osservato lei, l'ansia satura lo spazio emotivo: quando siamo in modalità sopravvivenza, il cervello spegne la capacità di 'sentire' l'amore per concentrarsi sul pericolo. È normale non trovare risposte nel 'limbo' dell'ansia, perché il dubbio ossessivo è un mostro che non si sazia mai di spiegazioni logiche.
Il fatto che lei abbia già vissuto un periodo di 'immensa felicità' dopo la terapia è la prova che la sua capacità di amare è intatta, è solo momentaneamente oscurata da questo meccanismo. Il 'ritorno del mostro' dopo 6 mesi non è un fallimento, ma un segnale che il suo sistema sta tornando a usare vecchi schemi difensivi sotto stress.
Le consiglio di riprendere il filo con la sua psicoterapeuta o con un professionista esperto in DOC: l'obiettivo non sarà trovare la risposta alla domanda 'lo amo?', ma imparare a non rispondere affatto a quella domanda, lasciando che l'ansia si abbassi finché i sentimenti non torneranno ad avere spazio per respirare.
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, grazie per aver scritto. Si percepisce che conosce bene sé stessa e il suo disturbo, e questa consapevolezza è già una risorsa importante.
La sua domanda è molto intelligente e merita una risposta precisa.
Nel caso del DOC, il rapporto tra ansia e pensieri ossessivi non è semplice come una catena causa effetto in una sola direzione. I due elementi si alimentano reciprocamente in un circolo vizioso: i pensieri ossessivi generano ansia, e l'ansia a sua volta abbassa la soglia di tolleranza ai pensieri intrusivi, rendendoli più frequenti e più difficili da gestire. Non c'è quindi un "prima" e un "dopo" netti, ma un sistema che si autoalimenta.
Quello che spesso accade, e che sembra corrispondere alla sua esperienza, è che l'ansia trova nei pensieri ossessivi il suo canale preferito di espressione. Quando il livello di stress generale aumenta, il DOC tende a riemergere e a scegliere come bersaglio ciò che in quel momento è più prezioso e vulnerabile, in questo caso la sua relazione sentimentale. Non perché ci sia davvero un problema con i suoi sentimenti, ma perché il DOC colpisce sempre dove fa più male.
Il fatto che lei abbia già superato una fase simile con l'aiuto di una professionista è una buona notizia concreta: sa già che se ne può uscire, e sa già come farlo. La ricaduta dopo sei mesi di benessere non cancella quel percorso, semmai indica che potrebbe essere utile riprendere il lavoro fatto.
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