Sono una persona molto ansiosa e già in passato ho affrontato episo compulsivi come lavarmi spesso l

25 risposte
Sono una persona molto ansiosa e già in passato ho affrontato episo compulsivi come lavarmi spesso le mani o “ disinfettarmi “ quando tornavo da un posto che ritenevo sporco. Ad oggi le mie ossessioni stanno riguardando la relazione con il mio partner circa il se nutro o meno amore/ cosa è l’amore ecc ecc a tal puto che a marzo ho avuto un episodio classificato come attacco di panico. Ovviamente l’ansia non lascia spazio ai sentimenti ponendomi nel limbo di non trovare risposta a questo miei dubbi.Avevo superato questo problema con l’aiuto di una psicoterapeuta vivendo un periodo successivo di immensa felicità ma poi dopo 6 mesi questi mostro è tornato . Cercando di razionalizzare la mia situazione mi stavo chiedendo se I pensieri ossessivi fossero la fonte scatenante l’ansia o è l’ansia che si manifesta attraverso i pensieri ossessivi ?
Buonasera, a prescidere se sia nato prima l'uovo o la gallina credo che possa trovare beneficio da un tarttamento di terapia strategica.
In genere il Doc si può anche manifestare attraverso l'ansia e si esplicita attravero vari tipi di compulsione.
Quello che posso proporle rispetto alle sue relazioni di affetto posso rimanere a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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Buona giorno, temo di non poterle rispondere circa cosa ha causato cosa perchè non conoscendola non posso fare delle ipotesi diagnostiche. Credo però che lei possa darsi la possibilità di ricontattare la sua terapeuta per poter riprendere le fila del discorso e andare a risolvere anche questo passaggio. Spesso si ritorna in terapia proprio per "manutenere" o riacchiappare risultati già ottenuti ed approfondirli o rielaborarli meglio. Rimango a sua disposizione.
Cordialità
Dott.ssa Melania Fanello

Buon pomeriggio. Partendo dal presupposto che ogni situazione merita un'attenzione dedicata, le ruminazioni, o pensieri ossessivi, sono dei tentativi di fronteggiare o prevenire un pericolo percepito. Sono quindi inizialmente conseguenti all'ansia e il loro scopo sarebbe di aiutarci a sapere se il pericolo che percepiamo è reale o no e quindi a decidere se reagire o se rilassarci.
Le persone ansiose però hanno una sensibilità acuta ai possibili pericoli e l'allarme tende infatti a "suonare" anche quando non c'è una vera e propria minaccia, un pò come un rilevatore di fumo che suona sia per un incendio che per il vapore di una teiera.
La presenza stessa dell'ansia, inoltre, è spesso letta come conferma del pericolo (“sento l'ansia quindi deve esserci un pericolo”) e innesca un circolo vizioso in cui i pensieri non funzionano allo scopo di riportare la calma ma, anzi, intralciano la possibilità di fidarsi dei segnali, sia interni che relazionali, di scampato pericolo.
Quello che mi sento di consigliarle è di riprendere la psicoterapia per consolidare i buoni risultati ottenuti.

Buon pomeriggio,
L'interrogativo che lei pone è di difficile risoluzione visti anche i pochi elementi a disposizione per avere un'idea più chiara sulla sua persona.
Tuttavia, mi sento di dirle, che ogni persona affronta e cerca di gestire la sofferenza in un modo peculiare e del tutto personale: nel suo caso appare chiaro essere una modalità ansiosa (la rimuginazione, il dubbio ecc.) che in momento particolarmente "carichi" trova espressione nell'attacco di panico.
L'ansia infatti, spesso ha una funzione di mantenimento del controllo sulle cose; l'attacco di panico invece, cos'altro è se non la percezione di un'improvvisa perdita di controllo sulla propria vita?
Mi verrebbe da consigliarle la ripresa di contatti con la sua psicoterapeuta, per indagare insieme le possibili paure che sottendono non solo la relazione con il suo partner ma anche la sua vita.

Un caro saluto.

Dott.ssa Elisabetta Giuli

Buongiorno. Al di là della domanda esplicita, cosa origini da cosa, è importante capire anche cosa mantiene cosa! Se ha avuto un beneficio dalla terapia può riprenderla proprio in virtu' della sua consapevolezza

Salve. La sua domanda meriterebbe una risposta molto più esaustiva. Di certo le sue problematiche ossessive e ansiose hanno trovato sollievo nella terapia. Come molti colleghi hanno già suggerito forse potrebbe riprendere la terapia e farsi accompagnare di nuovo per un tratto. Le fasi repressive sono fisiologiche nella vita di una persona. Le auguro il meglio .Cordiali Saluti.

Gentile Signora, non si lasci fermare da questo dilemma, cerchi di capire, magari ricontattando la sua psicoterapeuta, cosa abbia contribuito alla ricomparsa del sintomo.
Resto disponibile per eventuali approfondimenti o riflessioni.
Cordialmente

Salve, mi stavo chiedendo cosa è accaduto nella sua vita di nuovo dopo 6 mesi, che ha fatto riemergere "il mostro". Forse l'ansia è dovuta a qualcosa di più nascosto, ma emerge attraverso i dubbi sul significato delle parole.
Riprendere i colloqui la potrà aiutare a capire e gestire la sua ansia in maniera diversa dalla soluzione da lei trovata e che, sembra, generare altra ansia.

Un saluto

Salve, sarebbe stato utile che lei ci avesse spiegato che cosa è successo la seconda volta, quando si è nuovamente riaffacciata l'ossessione. Come lei ci scrive, nel primo episodio lei è stata aiutata da una psicoterapeuta ed aveva superato il problema ed il tutto le aveva dato tanto benessere. Perchè non ritornare dalla stessa psicoterapeuta e riprendere il lavoro che aveva interrotto forse anche troppo presto, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Buongiorno signora, concordo con i colleghi: stabilire chi causa cosa, senza avere elementi di conoscenza ulteriori, non è facile.
Mi è sembrato, però, di percepire che per lei questa domanda fosse importante e immagino, pertanto, che questa risposta non le sia sufficiente e soprattutto non la tranquillizzi.
Ciò di cui posso darle certezza è che le ossessioni sono pensieri "ruminanti", cioè che tendono a ripetersi ciclicamente senza spesso avere capo nè coda e che nascondono una grande emotività repressa: le emozioni sono talmente intense da non poter essere percepite per come sono e si aggrovigliano, facendo percepire l'ansia, che non potendo essere tollerata, si trasforma in pensieri ossessivi o compulsioni.
Riprendere la terapia potrebbe essere un buon modo per aiutarsi.
Buona vita.
Dott.ssa Patrizia Provasi

Salve, i pensieri ossessivi sono una modalità di gestione dell'ansia. Vissuti psicologici-emotivi per lei non tollerabili creano lo stato di ansia (paura verso l'interno, paura psicologica). I pensieri ossessivi sono un modo per gestire l'ansia, di conseguenza non assecondare i pensieri ossessivi o le compulsioni creano un intollerabile vissuto di agitazione che può sfociare anche in panico. Per gestire in maniera meno autosabotante i suoi stati emotivi e soprattutto per vivere una coerenza emotiva nella sua vita diventa importante potersi immergere in quegli stati emotivi che la spaventano, abbandonando i bastoni che mentre le danno una pseudosicurezza allo stesso tempo le imediscono una pienezza di vita. Sono procedimenti delicati che sarebbe bene affrontare guidato da uno specialista.

Salve, mi sembra che sia l'ansia che l'ossessività possono essere intese nel suo caso, fermo restando che sarebbe necessario un approfondimento, come sintomi, risposte, a fronte di difficoltà profonde. Tali sintomi c'è da dire che hanno una dignità psichica, permettendo all'Io di non collassare. Sono quindi da rispettare anche se costituiscono una risposta inadeguata. È bene affidarsi e dare continuità nella psicoterapia. Saluti. Dr Pilia

Gentile utente,
I sintomi ossessivo-compulsivi sono un meccanismo, disfunzionale, che la mente attua nel tentativo di esercitare un controllo sulla realtà che viene percepita come pericolosa e vissuta come fonte di ansia.
Visto che, attualmente, le sue ansie sembrano elicitate in particolar modo dalla relazione con il Suo partner, Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale, in modo da trattare i suoi disturbi d’ansia e, parallelamente, approfondire le difficoltà nelle Sue relazioni.
Saluti,
GF

Buonasera,
potremmo dire che l'ansia e le paure generano i pensieri ossessivi mentre i comportamenti compulsivi dovrebbero servire a placare questi pensieri e quindi lo stato ansioso. Purtroppo pero' questo non accade e si crea un circolo vizioso.
Le consiglio di lavorarci in psicoterapia per conoscere meglio "il mostro" , capirne l'origine, le dinamiche e così poterlo combattere definitivamente.

Si può dire che la paura genera il pensiero e questo a sua volta genera il comportamento compulsivo.
Nel suo caso, evidentemente la dinamica compulsiva si è spostata dal lavarsi le mani al pensiero 'e se non amo/sono amato' magari generato da un momento di stress. Ne parli di nuovo in psicoterapia, magari c'è l'emozione di fondo, il pensiero di fondo che non è emerso precedentemente, su cui ora può lavorare.

Buonasera a lei. Decido di rispondere alla sua domanda, soprattutto focalizzandomi sul punto "dopo 6 mesi questi mostro è tornato". Sarei curiosa di sapere perché ha interrotto la psicoterapia e se ha fatto un periodo di ristrutturazione cognitiva, che le avrebbe consentito di accettare la sua modalità di pensiero e di trovare una strategia per combattere il "mostro". Sulle motivazioni della comparsa dell'ansia hanno già risposto ampiamente e adeguatamente i colleghi. La ringrazio per averci dato la possibilità di leggere la sua esperienza, un abbraccio, VDM

Buonasera, provi a rivolgersi di nuovo allo psicoterapeuta che tanto l'ha aiutata.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone

Salve. E' un cane che si morde la coda. L'ansia (per qualsiasi motivo) fa emergere pensieri automatici e ossessivi che si cerca di gestire con comportamenti appunto chiamati compulsivi. La lettura di tali comportamenti e la stanchezza nel farli fa salire ancora più l'ansia. Così in un cerchio che non si chiude mai.
Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta possibilmente con orientamento cognitivo-comportamentale.
Resto a sua disposizione.
La saluto.
Salvatore De Costanzo

Buongiorno, la sua domanda è molto interessante. Nonostante non sia possibile generalizzare la teoria, senza valutare le variabili individuali, a una specifica situazione, le posso dire che i pensieri ossessivi tendono a ridurre livelli di ansia eccessiva. Tuttavia, questi tipi di pensieri, seppur in un primo momento risultano riuscire nel proprio scopo, innescano un circolo vizioso generando ulteriore sofferenza emotiva. La invito a riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso psicologico integrato, il quale mirerebbe sia a interrompere il circolo vizioso innescato sia a elaborare le dinamiche che hanno dato origine ai pensieri ossessivi, migliorando, così, la qualità di vita ed evitando ricadute. Un saluto. Dott.ssa Alessandra D'Antonio

Salve, credo che le due cose siano fortemente collegate tra loro.
Le consiglio di rivolgersi di nuovo allo psicoterapeuta, le cose in questo modo miglioreranno.
Buona giornata.
Dott. Fiori

Salve,
mi sento di suggerirle di riprendere i contatti con la terapeuta che l'ha seguita e con la quale ha avuto benefici, probabilmente riprendere i temi trattati la potrà aiutare a ritrovare il benessere. Tuttavia, come sappiamo, i sintomi sono segnali che il nostro organismo produce per metterci in allarme su qualcosa che non va.
Comprendere cosa è cambiato e come sta influenzando la vita in questo momento potrebbe essere un buon inizio di un percorso terapeutico
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Salve, le consiglio di ritornare in contatto con la professionista a cui si era già affidata e valutare di riprendere la terapia. Una volta chiariti i suoi dubbi, vedrà che riuscirà a trovare le risposte che cerca a proposito della sua relazione.
MMM

Buonasera,
Lei ha individuato bene il problema. E' tutta una questione di ansia che si ripercuote sull'organismo creandole rituali e pensieri ossessivi. Sarebbe buono se le lei cominciasse una terapia per rivedere le cause della sua ansia e trovare finalmente pace e sollievo. Mi scriva o mi contatti se vuole. Cordiali Saluti.
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Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

Buongiorno, nel caso del disturbo ossessivo compulsivo, è la necessità della persona di ridurre la propria ansia che la spinge a mettere in atto le compulsioni (azioni ripetitive). La saluto rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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