Buongiorno, da sabato 2 a venerdi 8 febbraio, ho avuto 3 episodi, su 2 ho gestito l ansia dandomi un
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Buongiorno, da sabato 2 a venerdi 8 febbraio, ho avuto 3 episodi, su 2 ho gestito l ansia dandomi un risposta e ieri panico, e idem ora al risveglio. Ho la cervicale a pezzi, ci sono periodi pii brutti dove mi duole tutto collo nuca mandibola sx più incriccata della destra. Ho curato carie, sto risistemando dei denti. Lo stress è tanto su tutti i fronti per mille motivi, tra cui economici. Lo scorso anno e mezzo, tra i sintomi di ansia ecc c erano le vertigini pure da seduta e il panico. Ogni cosa che poi riguardi testa mi spaventa. Sabato dopo ore Che cucinavo è dolore alla schinea6e cervicale, ai fornelli, ho avuto un fischio tremendo, una specie di orecchie otturate, sbandamento, tanto che mi sono piegata e retta alla mensola. Mi sono detta è la cervicale. Giovedì pom poggiata sul letto, sembrava ricapitasse ma pochi secondi e rideto, schiaccerai qualche nervo. Poi avevo pure un dolore al cuoio capelluto della nuca che ho ancora. Sento che non mi rilasso mai, ne di gg e di notte.
Ieri di nuovo ipersensibilita cuoio della nuca. Poi sono dovuta andare dal parrucchiere che mi ha distrutta di più. Mettiamoci la tanta ansia che ho perché non mi sento bene, dovrei andare dallo psicologo, ma no soldi. Ma alle 20 di ieri mentre stavo per cenare, di nuovo fischio forte, prolungato, stavolta il panico, perché poi orecchie otturate, che non si stappavano bene.. Misurata pressione era un po' alta la max. Tipo 145, poi 140,risentivo ogni tanto la sensazione di pressione auricolare, tipo quando si sta sul treno, entra in galleria e di colpo pressione fischio orecchie, e poi però li ti dico cose logiche cioè la galleria ecc, oppure al decollo di un aereo. Stavolta dormi cervicale non basta. Perché ora ho il panico, perché sento tensione nuca collo, e temo mi scoppi la testa, ictus ecc ecc.. Ho l orecchio sinistro che mi da più noia se ad esempio lo otturo e sturo. Non è credo il solito acufene, seppur sti giorni, pare di notte, a volte, di essere us ota da una discoteca ed avere quel ronzio. Io avverto una sensazione terribile, e da ieri dico, ora mi ricapita, mi scoppia il cervello e il panico peggiora. Prendo pure un ansiolitico ma mi sento troppa paura. Ho una varice nella narice destra che ogni tanto mi dà epistassi, devo bruciarla ma l appuntamento ce lho tra mesi. Sto periodo ho riavuto dei casi, metto la pomata emostatica ma tra se d'azione che possa us ire sangue, cervicale stress, sono terrorizzata. Può riprendermi una pressione, fischio così come ieri non passare più e farmi scoppiare qualcosa. Ora ho un pranzo ed ho il terrore ricapiti. Ieri nel panico misurato 8 v e la massima era sempre tra 150 e 157, l minima 74 o 78 o 85...ho tel alla g medica che mi ha detto che non era alta da preoccuparsi, di non misurarla sempre, di prendere altro ansiolitico e camomilla.
Se sapessi come non associare questo disagio forte all orecchio con mi scoppia il cervello, ictus. Ho fatto delle lastre, mesi fa, un po' di tecar ma non trovavo brava la Fisio di un centro mezzo convenzionato. Perché vertigini spesso mi capitano ma sta pressione da mi scoppia tutto no. Ho pauraaaa. Gina
Ieri di nuovo ipersensibilita cuoio della nuca. Poi sono dovuta andare dal parrucchiere che mi ha distrutta di più. Mettiamoci la tanta ansia che ho perché non mi sento bene, dovrei andare dallo psicologo, ma no soldi. Ma alle 20 di ieri mentre stavo per cenare, di nuovo fischio forte, prolungato, stavolta il panico, perché poi orecchie otturate, che non si stappavano bene.. Misurata pressione era un po' alta la max. Tipo 145, poi 140,risentivo ogni tanto la sensazione di pressione auricolare, tipo quando si sta sul treno, entra in galleria e di colpo pressione fischio orecchie, e poi però li ti dico cose logiche cioè la galleria ecc, oppure al decollo di un aereo. Stavolta dormi cervicale non basta. Perché ora ho il panico, perché sento tensione nuca collo, e temo mi scoppi la testa, ictus ecc ecc.. Ho l orecchio sinistro che mi da più noia se ad esempio lo otturo e sturo. Non è credo il solito acufene, seppur sti giorni, pare di notte, a volte, di essere us ota da una discoteca ed avere quel ronzio. Io avverto una sensazione terribile, e da ieri dico, ora mi ricapita, mi scoppia il cervello e il panico peggiora. Prendo pure un ansiolitico ma mi sento troppa paura. Ho una varice nella narice destra che ogni tanto mi dà epistassi, devo bruciarla ma l appuntamento ce lho tra mesi. Sto periodo ho riavuto dei casi, metto la pomata emostatica ma tra se d'azione che possa us ire sangue, cervicale stress, sono terrorizzata. Può riprendermi una pressione, fischio così come ieri non passare più e farmi scoppiare qualcosa. Ora ho un pranzo ed ho il terrore ricapiti. Ieri nel panico misurato 8 v e la massima era sempre tra 150 e 157, l minima 74 o 78 o 85...ho tel alla g medica che mi ha detto che non era alta da preoccuparsi, di non misurarla sempre, di prendere altro ansiolitico e camomilla.
Se sapessi come non associare questo disagio forte all orecchio con mi scoppia il cervello, ictus. Ho fatto delle lastre, mesi fa, un po' di tecar ma non trovavo brava la Fisio di un centro mezzo convenzionato. Perché vertigini spesso mi capitano ma sta pressione da mi scoppia tutto no. Ho pauraaaa. Gina
Buongiorno Gina. Difficile da lontano suggerirle un metodo per contrastare questo suo malessere. È possibile sia il connubio tra elementi reali e aspetti più interiori. Se ha difficoltà per intraprendere un percorso di psicoterapia provi a verificare se nella sua città ci siano delle Scuole di Specializzazione che spesso hanno i centri clinici con prezzi del privato sociale, oltre a provare a rivolgersi ad un centro di salute mentale (spesso con un ticket è possibile avere un numero di 6-9 sedute). Intanto mi permetto di suggerirle un libro spesso utilizzato nel fai da te"Reinventa la tua vita"del dr.Young
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Salve Gina, ho letto attentamente la sua lunga lettera, ma non ci scrive delle notizie importanti, la sua età e non ci dice da quanto tempo sono iniziati i suoi disturbi e cos'è successo nella sua vita per averla sconvolta in questo modo. Sicuramente lei dovrà consultarsi sempre con il suo medico curante, eseguire delle sedute da un fisioterapista per la sua cervicale ed inoltre mi sembra che lei ha dei forti acufeni. Si può recare in alcuni centri, specializzati per gli acufeni, che risiedono in strutture pubbliche dove deve solo pagare il tichet ospedaliero. Inoltre si può recare in un centro mentale della sua zona ed eseguire delle sedute psicologiche, che sicuramente la potranno aiutare in questo momento delicato della sua vita, cordiali saluti,dott.Eugenia Cardilli.
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Buona sera, signora Gina.
Dopo aver consultato il suo medico, che immagino avrà già escluso importanti problemi organici, potrà avvalersi di una psicoterapia basata sull'ipnosi. Di solito non è troppo lunga e costosa.
Dopo aver consultato il suo medico, che immagino avrà già escluso importanti problemi organici, potrà avvalersi di una psicoterapia basata sull'ipnosi. Di solito non è troppo lunga e costosa.
Salve signora , da quello che leggo ,sembra che accanto a fastidi fisici di non preoccupante entità si instauri un circolo vizioso di ansia che aggrava tutto. Quello che posso suggerirle è di intraprendere un trattamento di tipo cognitivo comportamentale che in questi casi è molto efficace e non dura eccessivamente. Se ha problemi economic,i ci sono molti terapeuti che praticano anche tariffe agevolate. Spero di averle dato dei suggerimenti, Saluti Dott.ssa Rosalba Cardillo.
Cara Gina, la sua situazione è piuttosto complicata, e ci vuole un aiuto esterno per dipanare la matassa, prima che.si aggrovigli ancora di più.
Si rivolga ad uno psicoterapeuta dicendo che per il momento non può pagare la consulenza, la pagherà quando stará meglio se la consulenza funziona, altrimenti non pagherà
Cordiali saluti
Dott. Vincenzo Cappon
Si rivolga ad uno psicoterapeuta dicendo che per il momento non può pagare la consulenza, la pagherà quando stará meglio se la consulenza funziona, altrimenti non pagherà
Cordiali saluti
Dott. Vincenzo Cappon
Salve Gina mi rendo conto che il malessere che prova al momento le crea grosso disagio, a maggior ragione perchè non trova una motivazione organica che le dica cosa ha e come far fronte ai suoi sintomi.
Lo stato di ansia generalizzato non fa altro che rendere questi momenti ancor di più critici, in quanto non le permette di riflettere lucidamente sul senso che possano assumere per lei tali segni.
Provi a rivolgersi al DSM di appartenenza per dei colloqui di sostegno o meglio ancora delle valutazioni psicodiagnostiche che le diano un'idea del disturbo di cui soffre. Ciò sarebbe chiaramente utile anche per un collega psichiatra o psicoterapeuta per sapere quali aree sono maggiormente in difficoltà e dove poter intervenire in maniera competente
Lo stato di ansia generalizzato non fa altro che rendere questi momenti ancor di più critici, in quanto non le permette di riflettere lucidamente sul senso che possano assumere per lei tali segni.
Provi a rivolgersi al DSM di appartenenza per dei colloqui di sostegno o meglio ancora delle valutazioni psicodiagnostiche che le diano un'idea del disturbo di cui soffre. Ciò sarebbe chiaramente utile anche per un collega psichiatra o psicoterapeuta per sapere quali aree sono maggiormente in difficoltà e dove poter intervenire in maniera competente
Buongiorno, dalla sua lunghissima lettera mi sembra che il tipo di disagio che descrive si ripeta nello stesso modo da diverso tempo. Un forte stato ansioso la assilla e le impedisce di trovare un momento di calma. I disturbi a carico dell'udito andrebbero meglio valutati. Infatti, potrebbe trattarsi anche dello spostamento degli otoliti dell'orecchio, che procurano forti vertigini fino alla perdita di equilibrio, può succedere, ad esempio, dopo un volo aereo. In questo caso, già al pronto soccorso sono, in generale, in grado di accorgersene e di fare delle manovre che li risistemano. Mi sembra che abbia bisogno di un medico di base che la possa orientare ed anche prescriverle una visita presso gli ambulatori del CSM per fare una psicoterapia ed eventualmente dei farmaci precisi per il suo stato di forte ansietà. Cordiali saluti PG
Buonasera Gina, dalla sua lettera si evince uno stato di malessere invalidante e pesante a cui finora non è stata trovata una causa organica. L’ipotesi che ci sia un disagio profondo di natura psicologica è talmente evidente che lei stessa dice di dover andare da uno psicologo. A questo punto forse dovrebbe valutare quanto è forte la spinta ad affrontare questi disagi con un professionista che le possa offrire un percorso psicologico alla ricerca delle origini del suo malessere. Ad oggi le possibilità di fare una percorso psicologico a costi sostenibili sono aumentate di molto. Oltre al CSM può cercare un’associazione che offra a costi contenuti ciò di cui ha bisogno. Ci sono anche molti colleghi disposti a seguire le persone meno abbienti a costi inferiori alle tariffe applicate di consueto, qualora ravvedono una volontà importante di impegno in un percorso. Resto a disposizione per informazioni più dettagliate. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Cara Signora Gina, la sua mente e il suo corpo sono assolutamente collegati tra di loro un forte stress mentale può creare sintomi fisici che a loro volta alimentano l'ansia e la paura.
Per prima cosa è importante lei ritrovi un senso di sicurezza e abbassi la sua paura. Consulti come prima cosa un medico che possa tenere sotto controllo i sintomi fisici e che sia disponibile a collaborare con uno psicoterapeuta in una struttura pubblica o privata che possa aiutarla a capire da dove arriva il suo stress mentale. Se possibile per lei consiglio terapia con EMDR trova indicazioni sul sito dell'associazione EMDR italia. Buona Fortuna. Dott.ssa Anna Guida
Per prima cosa è importante lei ritrovi un senso di sicurezza e abbassi la sua paura. Consulti come prima cosa un medico che possa tenere sotto controllo i sintomi fisici e che sia disponibile a collaborare con uno psicoterapeuta in una struttura pubblica o privata che possa aiutarla a capire da dove arriva il suo stress mentale. Se possibile per lei consiglio terapia con EMDR trova indicazioni sul sito dell'associazione EMDR italia. Buona Fortuna. Dott.ssa Anna Guida
Buongiorno, sicuramente controllare il suo stato di salute dal punto di vista strettamente fisico e medico è un ottima opzione. Ma credo che le sintomatologie che riporta siano dovute al suo stato ansioso che è bene andare a guardare con il giusto supporto psicologico. Saluti.
Buonasera Gina è' chiaro che sta vivendo un momento molto difficile in cui i sintomi fisici le rendono la vita quasi impossibile e penso che sia davvero molto dura stare così male. Sicuramente degli approfondimenti di tipo medico congiuntamente ad un percorso psicoterapeutico diretto a gestire lo stress e le emozioni potrebbero darle un'importante giovamento.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
D.ssa Gemma Bosco
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
D.ssa Gemma Bosco
Buongiorno Gina. il quadro che presenta è molto pesante e, essendo psicologo, non posso distinguere se lei abbia un problema organico, come una sindrome di Meniere, o psicosomatico. una volta esclusa la natura organica dei suoi disagi, le consiglio la psicoterapia, qualcuno che l'aiuti nella gestione dello stress e di affrontare più efficacemente la sua quotidianità. le faccio presente che anche in presenza di un problema organico, di non escludere la psicoterapia, perché non siamo fatti a compartimenti stagni. La nostra psiche influenza, positivamente o negativamente, anche il problema organico. intanto le faccio tanti auguri di una rapida guarigione da questi malesseri, comunque da non sottovalutare, perché, ripeto, potrebbero essere sintomi di patologie più gravi.
buongiorno Gina, immagino la sua profonda sofferenza. inizi al più presto un percorso psicoanalitico, sono sicura le potrà giovare. resto a disposizione.
un saluto
Chiara Pedullà
un saluto
Chiara Pedullà
Buongiorno Gina, spesso accade che l'ansia e lo stress vengano somatizzati aggravando così il quadro complessivo. Dopo aver escluso cause organiche che solo un medico può fare, è sicuramente d'aiuto un percorso di psicoterapia per alleviare le tensioni psichiche e somatiche, per riconoscerne la natura e gli effetti e trovare nuove soluzioni. Utili, inoltre, potrebbero essere sedute di mindfulness, magari di gruppo per contenere i costi. Cordialmente dott.ssa Elena Bruno
Salve, leggendo il suo grido di aiuto sono rimasta molto colpita detta che sicuramente in questo momento di grande sconforto uno spazio di consentimento le sarebbe molto utile per sentirsi sostenuta e recuperare le energie per iniziare a gestire questo momento così difficile. Resto a disposizione. Dott.ssa Bruna Palmieri
Buongiorno Sign. Gina, sicuramente l'ansia che lei prova è dettata in gran parte dal suo malessere a livello fisico.Pertanto le consiglio di rivolgersi al suo medico curante per ulteriori accertamenti e se le dovesse servire di mettersi in contatto con il Centro di Salute Mentale per delle visite specialistiche a costi agevolati. Resto a disposizione...cordialmente Dott.ssa Alice Braghieri.
Salve signora, io le suggerirei innanzitutto di farsi un ulteriore controllo medico, per i dolori che lei ha ben descritti sopra, a cui sarebbe opportuno un trattamento psicoterapeutico, che può richiedere alla Asl di appartenenza o a professionisti a tariffe agevolate. Se interessata può contattarmi.
Cari saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Cari saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Il suo corteo sintomatologico essendo alquanto complesso si gioverebbe moltissimo di una innovativa, breve, completa metodologia curativa medica. Si tratta della NeuroRiflessoTerapia Personalizzata e integrata da cure naturali. E' una terapia che agisce sia sul circuito psico-somatico che su quello somato-psichico. Se vuole ulteriori informazioni può contattarmi telefonicamente. Un cordiale saluto.
Salve, scusi la risposta poco celere. Lungi da me fare diagnosi ma credo che si tratti di stress accompagnato da ansia; è molto comune che si ripercuota sul corpo. Si tratta di una difesa della psiche per preservarsi dagli stress scaricando sul corpo, ormai è molto accertata la tesi che mente e corpo siano strettamente legate. Io non sono una psichiatra ma una psicologa quindi non posso consigliarle niente sui farmaci, ma nel caso posso rendermi disponibile per una prima visita di consulenza online o in studio per approfondire il problema di persona perchè anche se ha dato molti elementi per me non sono sufficienti per una valutazione completa, tendo a evitare diagnosi strette e valutazioni parziali.
Rinnovo la mia disponibilità e spero di esserle stata utile.
Saluti e buona giornata.
Dott.ssa Martina Conti
Rinnovo la mia disponibilità e spero di esserle stata utile.
Saluti e buona giornata.
Dott.ssa Martina Conti
Buongiorno cara utente, da ciò che scrive sembra che accanto ai sintomi fisici (di non preoccupante natura) si attivi un meccanismo di ansia che alimenta il suo stato di malessere. La invito pertanto a valutare un percorso di psicoterapia con la tecnica EMDR, che in questi casi è molto efficace. Rispetto all’aspetto economico ci sono molti colleghi che praticano anche a tariffe accessibili. Un caro in bocca al lupo. Saluti, Dott.ssa Tamara Muratore
Gentilissima Signora Gina, il mio consiglio è di provare a rivolgersi ad un terapeuta, in modo da poter approfondire insieme le cause del suo malessere.
Cordiali saluti
AV
Cordiali saluti
AV
Egregia signora,
credo che purtroppo lei abbia bisogno di un bravo psicoterapeuta. Nel caso anche medico, per potersi districare tra i suoi sintomi somatici e porre una diagnosi differenziale tra sintomi di origine psicologica e sintomi di eventuale natura organica.
Però, soprattutto: cerchi un bravo psicoterapeuta. Magari cerchi anche di contrattare sul prezzo, ma si affidi a qualcuno che sappia ascoltarla, rasserenarla, capirla.
Tanti in bocca al lupo: ce la farà!
credo che purtroppo lei abbia bisogno di un bravo psicoterapeuta. Nel caso anche medico, per potersi districare tra i suoi sintomi somatici e porre una diagnosi differenziale tra sintomi di origine psicologica e sintomi di eventuale natura organica.
Però, soprattutto: cerchi un bravo psicoterapeuta. Magari cerchi anche di contrattare sul prezzo, ma si affidi a qualcuno che sappia ascoltarla, rasserenarla, capirla.
Tanti in bocca al lupo: ce la farà!
Buongiorno Gina, ho letto con attenzione la sua lunga lettera, mancano alcuni elementi per poterle dare consigli più concreti.
Posso però consigliarle di fare accertamenti fisici, per escluderli sul piano razionale, provi quindi a parlarne con il medico di base.
Detto questo, Gina, per poter migliorare la sua condizione dettata dall'ansia bisognerebbe intraprendere un percorso psicologico, quindi cerchi uno psicoterapeuta che può accettarla a prezzo modico, oppure per poter risparmiare è possibile rivolgersi a centri di Salute mentale più vicini alla sua zona, è importantissimo intraprendere il percorso per andare alla radice del problema.
Spero di esserle stata d'aiuto, rimango a disposizione
Dott.ssa Chiara Librandi
Posso però consigliarle di fare accertamenti fisici, per escluderli sul piano razionale, provi quindi a parlarne con il medico di base.
Detto questo, Gina, per poter migliorare la sua condizione dettata dall'ansia bisognerebbe intraprendere un percorso psicologico, quindi cerchi uno psicoterapeuta che può accettarla a prezzo modico, oppure per poter risparmiare è possibile rivolgersi a centri di Salute mentale più vicini alla sua zona, è importantissimo intraprendere il percorso per andare alla radice del problema.
Spero di esserle stata d'aiuto, rimango a disposizione
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Salve,mancano dettagli sull'esordio dei sintomi, la sua eta', la vita che conduce e tanto altro per poter dare un parere ma il medico di base cosa dice?
Buonasera Gina. Il combinato disposto di malessere generale e forte disagio psicologico, che illustra nella meticolosa descrizione di quanto Le accade, necessita un duplice approfondimento, che possa da un lato accertare la natura dei disturbi che avverte a livello strettamente fisico, e dall'altro indagare le cause di quelli psicologici, spesso interconnessi fra loro.
Buongiorno Gina, mi dispiace molto per il disagio e l’ansia che sta vivendo. È chiaro che le sue preoccupazioni e i sintomi fisici stanno influenzando profondamente la sua vita quotidiana, e la paura di malattie gravi come ictus o problemi all'orecchio può essere davvero opprimente.
Le suggerisco di considerare un percorso psicologico per affrontare queste paure e l’ansia che le causano tanto stress. Un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue preoccupazioni, ad affrontare i sintomi fisici legati all’ansia e a sviluppare strategie per gestire il panico e la tensione. La terapia potrebbe aiutarla a trovare modi per rilassarsi e per ridurre l’impatto che queste sensazioni hanno sulla sua vita.
Anche se attualmente ha delle limitazioni economiche, potrebbe esplorare opzioni di supporto psicologico a basso costo o servizi di consulenza psicologica che offrono tariffe ridotte. Parlare con un esperto potrebbe fornirle un aiuto prezioso e contribuirle a migliorare il suo benessere complessivo.
Le suggerisco di considerare un percorso psicologico per affrontare queste paure e l’ansia che le causano tanto stress. Un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue preoccupazioni, ad affrontare i sintomi fisici legati all’ansia e a sviluppare strategie per gestire il panico e la tensione. La terapia potrebbe aiutarla a trovare modi per rilassarsi e per ridurre l’impatto che queste sensazioni hanno sulla sua vita.
Anche se attualmente ha delle limitazioni economiche, potrebbe esplorare opzioni di supporto psicologico a basso costo o servizi di consulenza psicologica che offrono tariffe ridotte. Parlare con un esperto potrebbe fornirle un aiuto prezioso e contribuirle a migliorare il suo benessere complessivo.
Gentile utente,
mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.
Cordiali saluti
mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.
Cordiali saluti
Salve, mi dispiace molto rispetto alla situazione in cui si trova. Sicuramente ci sono elementi che fanno pensare ad una forma di ansia che sfocia in ipocondria. é importante che lei trovi la spinta a chiedere aiuto ad un professionista che tratti questo genere di patologia: condiziona molti aspetti della sua vita. Se non dispone di economie sufficienti, provi a fare richiesta del bonus psicologico.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gina, quello che stai vivendo è molto intenso e capisco il tuo spavento. Sembra che ci sia una combinazione di fattori: ansia elevata, tensione muscolare (soprattutto cervicale e mandibolare), problemi all’orecchio e uno stato di stress cronico. Tutto questo potrebbe aver creato un circolo vizioso, dove il corpo reagisce con sintomi fisici e la mente li amplifica con la paura.
La cervicale infiammata può causare vertigini, acufeni (fischi alle orecchie), dolore alla nuca e sensazione di pressione alla testa. Anche il dolore al cuoio capelluto può essere collegato alla tensione muscolare. Se stringi i denti o hai problemi mandibolari, questi potrebbero contribuire al fischio e alla pressione auricolare. L’ansia, poi, può peggiorare i sintomi, causando ipersensibilità ai rumori, alla pressione nelle orecchie e persino leggere variazioni della pressione sanguigna. Quando ci spaventiamo, il nostro corpo rilascia adrenalina, che può aumentare la pressione e la tensione muscolare.
Capisco che tu abbia paura che "ti scoppi la testa" o che possa avvenire un ictus, ma il corpo ha meccanismi di regolazione per impedirlo. La pressione che hai misurato (150-157 max) non è a livelli pericolosi per un ictus improvviso, soprattutto se la minima rimane sotto i 90. L’orecchio può dare sensazioni molto forti di pressione, ma non significa che ci sia un problema neurologico grave. Il fischio e la sensazione di orecchie tappate sono comuni in chi ha tensione cervicale o ansia alta.
Cosa puoi fare ora? Prova a rilassare il respiro, inspirando lentamente contando fino a 4, trattenendo un attimo e poi espirando contando fino a 6. Questo può calmare il sistema nervoso. Evita di misurare la pressione troppo spesso, perché controllarla continuamente peggiora l’ansia. Fai movimenti dolci per la cervicale, stretching leggero per collo e spalle, e prova impacchi caldi sulla cervicale per ridurre la tensione muscolare. Evita caffeina e zuccheri in eccesso, che possono aumentare l’agitazione, e cerca di dormire meglio, perché il sonno aiuta tantissimo a ridurre la sensibilità ai sintomi.
Se dovessi avvertire sintomi come debolezza improvvisa in un lato del corpo, difficoltà a parlare o confusione mentale improvvisa, mal di testa violento mai provato prima o visione offuscata improvvisa, allora sarebbe necessario rivolgersi a un medico immediatamente. Ma nel tuo caso, i sintomi sembrano più legati a tensione muscolare e ansia.
Se puoi, consulta un otorino o un fisioterapista esperto in problemi cervicali e mandibolari. Se non puoi permetterti una terapia costosa, su YouTube ci sono video di stretching cervicale e rilassamento mandibolare che potrebbero darti un po’ di sollievo.
Non sei sola, Gina, capisco la tua paura, ma il tuo corpo non ti sta tradendo: sta solo manifestando un sovraccarico di stress. Prenditi cura di te e, se puoi, cerca di trovare un momento per rilassarti. Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza!
La cervicale infiammata può causare vertigini, acufeni (fischi alle orecchie), dolore alla nuca e sensazione di pressione alla testa. Anche il dolore al cuoio capelluto può essere collegato alla tensione muscolare. Se stringi i denti o hai problemi mandibolari, questi potrebbero contribuire al fischio e alla pressione auricolare. L’ansia, poi, può peggiorare i sintomi, causando ipersensibilità ai rumori, alla pressione nelle orecchie e persino leggere variazioni della pressione sanguigna. Quando ci spaventiamo, il nostro corpo rilascia adrenalina, che può aumentare la pressione e la tensione muscolare.
Capisco che tu abbia paura che "ti scoppi la testa" o che possa avvenire un ictus, ma il corpo ha meccanismi di regolazione per impedirlo. La pressione che hai misurato (150-157 max) non è a livelli pericolosi per un ictus improvviso, soprattutto se la minima rimane sotto i 90. L’orecchio può dare sensazioni molto forti di pressione, ma non significa che ci sia un problema neurologico grave. Il fischio e la sensazione di orecchie tappate sono comuni in chi ha tensione cervicale o ansia alta.
Cosa puoi fare ora? Prova a rilassare il respiro, inspirando lentamente contando fino a 4, trattenendo un attimo e poi espirando contando fino a 6. Questo può calmare il sistema nervoso. Evita di misurare la pressione troppo spesso, perché controllarla continuamente peggiora l’ansia. Fai movimenti dolci per la cervicale, stretching leggero per collo e spalle, e prova impacchi caldi sulla cervicale per ridurre la tensione muscolare. Evita caffeina e zuccheri in eccesso, che possono aumentare l’agitazione, e cerca di dormire meglio, perché il sonno aiuta tantissimo a ridurre la sensibilità ai sintomi.
Se dovessi avvertire sintomi come debolezza improvvisa in un lato del corpo, difficoltà a parlare o confusione mentale improvvisa, mal di testa violento mai provato prima o visione offuscata improvvisa, allora sarebbe necessario rivolgersi a un medico immediatamente. Ma nel tuo caso, i sintomi sembrano più legati a tensione muscolare e ansia.
Se puoi, consulta un otorino o un fisioterapista esperto in problemi cervicali e mandibolari. Se non puoi permetterti una terapia costosa, su YouTube ci sono video di stretching cervicale e rilassamento mandibolare che potrebbero darti un po’ di sollievo.
Non sei sola, Gina, capisco la tua paura, ma il tuo corpo non ti sta tradendo: sta solo manifestando un sovraccarico di stress. Prenditi cura di te e, se puoi, cerca di trovare un momento per rilassarti. Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza!
Buongiorno Gina,
grazie per aver condiviso il suo vissuto con tanta sincerità. Dalle sue parole emerge una grande sofferenza fisica e mentale, e anche tanta stanchezza nel gestire tutto da sola. È evidente che sta vivendo un periodo di forte stress, e il suo corpo sta cercando di comunicarle che ha bisogno di tregua, ascolto e protezione.
Quando la tensione si accumula — specie a livello cervicale, mandibolare, muscolare — è comune sviluppare sintomi come vertigini, fischi alle orecchie, sensazioni di ovattamento, dolore al cuoio capelluto, e anche sbalzi di pressione. Tutti questi segnali, se vissuti in uno stato di allarme costante, possono diventare spaventosi, al punto da attivare episodi di panico, come quello che descrive.
Ciò che la spaventa di più (come “mi scoppia il cervello”, “ho paura dell’ictus”) è un classico esempio di pensiero catastrofico legato all’ansia somatizzata. Non significa che non ci siano sintomi reali, ma che il modo in cui vengono interpretati li rende ancora più intensi e invalidanti. È come se il corpo mandasse segnali di “sovraccarico”, ma la mente — per proteggerla — li legge come segnali di pericolo estremo.
Lei ha già intuito molte cose importanti: lo stress, le preoccupazioni economiche, i dolori fisici, il bisogno di un supporto psicologico che in questo momento sente difficile da permettersi. Tutto questo ha un peso, e il corpo lo sta manifestando.
Le dico con sincerità: non è sola né sbagliata nel provare ciò che sente. In questi casi, un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla molto, anche con tecniche pratiche per regolare l’ansia, affrontare i pensieri catastrofici e rimettere al centro il suo benessere psicofisico.
Nel frattempo, può iniziare anche da piccoli passi: esercizi di respirazione, rilassamento muscolare progressivo, una maggiore consapevolezza del corpo. E, soprattutto, eviti di misurare ripetutamente la pressione o di cercare rassicurazioni continue, perché questi comportamenti — anche se comprensibili — mantengono alto il livello di allerta.
Se lo desidera, possiamo approfondire insieme come iniziare a uscire da questo circolo.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
Psicologo Clinico, PhD – Terapeuta Cognitivo-Comportamentale in formazione
grazie per aver condiviso il suo vissuto con tanta sincerità. Dalle sue parole emerge una grande sofferenza fisica e mentale, e anche tanta stanchezza nel gestire tutto da sola. È evidente che sta vivendo un periodo di forte stress, e il suo corpo sta cercando di comunicarle che ha bisogno di tregua, ascolto e protezione.
Quando la tensione si accumula — specie a livello cervicale, mandibolare, muscolare — è comune sviluppare sintomi come vertigini, fischi alle orecchie, sensazioni di ovattamento, dolore al cuoio capelluto, e anche sbalzi di pressione. Tutti questi segnali, se vissuti in uno stato di allarme costante, possono diventare spaventosi, al punto da attivare episodi di panico, come quello che descrive.
Ciò che la spaventa di più (come “mi scoppia il cervello”, “ho paura dell’ictus”) è un classico esempio di pensiero catastrofico legato all’ansia somatizzata. Non significa che non ci siano sintomi reali, ma che il modo in cui vengono interpretati li rende ancora più intensi e invalidanti. È come se il corpo mandasse segnali di “sovraccarico”, ma la mente — per proteggerla — li legge come segnali di pericolo estremo.
Lei ha già intuito molte cose importanti: lo stress, le preoccupazioni economiche, i dolori fisici, il bisogno di un supporto psicologico che in questo momento sente difficile da permettersi. Tutto questo ha un peso, e il corpo lo sta manifestando.
Le dico con sincerità: non è sola né sbagliata nel provare ciò che sente. In questi casi, un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla molto, anche con tecniche pratiche per regolare l’ansia, affrontare i pensieri catastrofici e rimettere al centro il suo benessere psicofisico.
Nel frattempo, può iniziare anche da piccoli passi: esercizi di respirazione, rilassamento muscolare progressivo, una maggiore consapevolezza del corpo. E, soprattutto, eviti di misurare ripetutamente la pressione o di cercare rassicurazioni continue, perché questi comportamenti — anche se comprensibili — mantengono alto il livello di allerta.
Se lo desidera, possiamo approfondire insieme come iniziare a uscire da questo circolo.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
Psicologo Clinico, PhD – Terapeuta Cognitivo-Comportamentale in formazione
Buongiorno Gina,
dal tuo racconto emerge una condizione di forte stress psicofisico che sembra durare ormai da molto tempo. I sintomi che descrivi — come la tensione alla cervicale, le vertigini, il fischio alle orecchie, la sensazione di pressione, l’ansia intensa fino al panico — possono effettivamente essere collegati tra loro e aggravarsi a vicenda.
La zona cervicale, quando contratta in modo cronico, può contribuire a disturbi come cefalee muscolo-tensive, acufeni, vertigini cervicali e una percezione alterata dell’equilibrio. A questi si aggiunge un sistema nervoso che, sotto stress prolungato, può amplificare ogni sensazione fisica, trasformandola in un campanello d’allarme pericolo, anche quando non c’è un reale pericolo organico. Questo è tipico dei disturbi d’ansia, in particolare del disturbo di panico, che spesso porta ad avere pensieri catastrofici riguardo alla propria salute.
Hai già fatto bene a rivolgerti al medico di base e a seguire alcune indicazioni, ma capisco perfettamente quanto possa essere frustrante non trovare sollievo duraturo e sentirsi soli nell’affrontare questi momenti.
È importante sapere che il tuo malessere ha una base reale: non sei "esagerata", e il fatto che questi sintomi ti spaventino è più che comprensibile. Tuttavia, quando l’ansia prende il sopravvento, diventa molto difficile distinguere tra ciò che è causato dallo stress e ciò che potrebbe invece richiedere un approfondimento medico.
Proprio per questo motivo, è utile e consigliato intraprendere un percorso con uno specialista della salute mentale. Uno psicoterapeuta può aiutarti a dare un nome e un ordine a tutto ciò che stai vivendo, insegnandoti strategie per gestire meglio l’ansia e il panico, ma anche per lavorare sulle cause profonde del tuo malessere.
So che hai parlato di difficoltà economiche, ma esistono anche opzioni a basso costo o gratuite attraverso il servizio sanitario nazionale, consultori o scuole di specializzazione in psicoterapia. Potresti valutare anche queste strade.
Con attenzione e cura è possibile stare meglio, davvero.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
dal tuo racconto emerge una condizione di forte stress psicofisico che sembra durare ormai da molto tempo. I sintomi che descrivi — come la tensione alla cervicale, le vertigini, il fischio alle orecchie, la sensazione di pressione, l’ansia intensa fino al panico — possono effettivamente essere collegati tra loro e aggravarsi a vicenda.
La zona cervicale, quando contratta in modo cronico, può contribuire a disturbi come cefalee muscolo-tensive, acufeni, vertigini cervicali e una percezione alterata dell’equilibrio. A questi si aggiunge un sistema nervoso che, sotto stress prolungato, può amplificare ogni sensazione fisica, trasformandola in un campanello d’allarme pericolo, anche quando non c’è un reale pericolo organico. Questo è tipico dei disturbi d’ansia, in particolare del disturbo di panico, che spesso porta ad avere pensieri catastrofici riguardo alla propria salute.
Hai già fatto bene a rivolgerti al medico di base e a seguire alcune indicazioni, ma capisco perfettamente quanto possa essere frustrante non trovare sollievo duraturo e sentirsi soli nell’affrontare questi momenti.
È importante sapere che il tuo malessere ha una base reale: non sei "esagerata", e il fatto che questi sintomi ti spaventino è più che comprensibile. Tuttavia, quando l’ansia prende il sopravvento, diventa molto difficile distinguere tra ciò che è causato dallo stress e ciò che potrebbe invece richiedere un approfondimento medico.
Proprio per questo motivo, è utile e consigliato intraprendere un percorso con uno specialista della salute mentale. Uno psicoterapeuta può aiutarti a dare un nome e un ordine a tutto ciò che stai vivendo, insegnandoti strategie per gestire meglio l’ansia e il panico, ma anche per lavorare sulle cause profonde del tuo malessere.
So che hai parlato di difficoltà economiche, ma esistono anche opzioni a basso costo o gratuite attraverso il servizio sanitario nazionale, consultori o scuole di specializzazione in psicoterapia. Potresti valutare anche queste strade.
Con attenzione e cura è possibile stare meglio, davvero.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Cara Gina,
nelle tue parole si sente quanto la paura stia diventando più forte dei sintomi stessi. È come se il corpo, già appesantito da tensioni muscolari, cervicale, denti, stress economico e stanchezza, ti mandasse dei segnali che poi l’ansia amplifica, trasformandoli in scenari catastrofici (ictus, cervello che scoppia, pericolo imminente).
Dal punto di vista psicodinamico, quello che accade è che il tuo Io, già molto sotto pressione, riceve stimoli corporei reali (fischi alle orecchie, sensazione di pressione, dolori cervicali). Questi segnali, che in sé potrebbero avere spiegazioni logiche (tensione muscolare, problemi dentari, circolazione locale, posture), vengono però immediatamente interpretati dal tuo Super-Io ansioso e giudicante come minacce gravissime: “Attenta, è un ictus, ti scoppia la testa, sei in pericolo”. Così si genera un circolo vizioso: il sintomo fisico accende la paura → la paura aumenta l’attenzione sul sintomo → l’ansia amplifica il sintomo stesso (più tensione muscolare, più alterazioni della pressione).
È importante distinguere: non stai “inventando” i disturbi (cervicale, acufeni, vertigini esistono), ma il panico prende il sopravvento e li carica di significati catastrofici. In questo senso, il sintomo fisico diventa anche un linguaggio dell’inconscio: il corpo esprime con forza il peso che stai portando, come se dicesse “è troppo”.
Non è raro che nei momenti di sovraccarico l’ansia si fissi su un organo (cuore, cervello, orecchio…) trasformandolo in un “bersaglio privilegiato” della paura ipocondriaca. È un meccanismo di difesa: concentrare tutta l’angoscia in un punto del corpo per non lasciarla dilagare ovunque.
Cosa puoi fare adesso, nel concreto?
Interrompere il controllo ossessivo della pressione: ogni volta che misuri più volte di seguito alimenti l’ansia e mandi segnali contraddittori al tuo Io. Puoi fidarti della rassicurazione del medico.
Riconoscere il circolo ansia-sintomo: prova a dirti “questa sensazione è il risultato della tensione e della mia paura, non la prova che sto avendo un ictus”. Non è negare, è dare un senso diverso.
Piccoli atti di rilassamento corporeo: anche brevi esercizi di respirazione lenta, stretching dolce del collo, calore locale sulla cervicale. Non risolvono tutto, ma aiutano l’Io a sentire che può agire invece di subire.
Rimandare le catastrofi: quando arriva il pensiero “mi scoppia il cervello”, puoi provare a rispondere: “ok, se fosse così lo vedrò, ma adesso scelgo di fare questo pranzo, poi ne riparliamo”. È un modo per non restare prigioniera del panico nell’immediato.
La cosa più importante: non sei in pericolo imminente, sei in un circolo di ansia somatizzata che ti sta sfiancando. Il fatto che tu riesca a raccontarlo con tanto dettaglio, cercando spiegazioni, dimostra che il tuo contatto con la realtà è solido: sei spaventata, non “fuori controllo”.
Il tuo corpo chiede riposo e contenimento, e il tuo Io ha bisogno di sentirsi sostenuto, non giudicato. Hai già fatto molto (neurologo, agopuntura, fisioterapia, cure dentarie), ma ora la vera battaglia è contro il Super-Io ansioso che trasforma ogni segnale in un “allarme rosso”.
nelle tue parole si sente quanto la paura stia diventando più forte dei sintomi stessi. È come se il corpo, già appesantito da tensioni muscolari, cervicale, denti, stress economico e stanchezza, ti mandasse dei segnali che poi l’ansia amplifica, trasformandoli in scenari catastrofici (ictus, cervello che scoppia, pericolo imminente).
Dal punto di vista psicodinamico, quello che accade è che il tuo Io, già molto sotto pressione, riceve stimoli corporei reali (fischi alle orecchie, sensazione di pressione, dolori cervicali). Questi segnali, che in sé potrebbero avere spiegazioni logiche (tensione muscolare, problemi dentari, circolazione locale, posture), vengono però immediatamente interpretati dal tuo Super-Io ansioso e giudicante come minacce gravissime: “Attenta, è un ictus, ti scoppia la testa, sei in pericolo”. Così si genera un circolo vizioso: il sintomo fisico accende la paura → la paura aumenta l’attenzione sul sintomo → l’ansia amplifica il sintomo stesso (più tensione muscolare, più alterazioni della pressione).
È importante distinguere: non stai “inventando” i disturbi (cervicale, acufeni, vertigini esistono), ma il panico prende il sopravvento e li carica di significati catastrofici. In questo senso, il sintomo fisico diventa anche un linguaggio dell’inconscio: il corpo esprime con forza il peso che stai portando, come se dicesse “è troppo”.
Non è raro che nei momenti di sovraccarico l’ansia si fissi su un organo (cuore, cervello, orecchio…) trasformandolo in un “bersaglio privilegiato” della paura ipocondriaca. È un meccanismo di difesa: concentrare tutta l’angoscia in un punto del corpo per non lasciarla dilagare ovunque.
Cosa puoi fare adesso, nel concreto?
Interrompere il controllo ossessivo della pressione: ogni volta che misuri più volte di seguito alimenti l’ansia e mandi segnali contraddittori al tuo Io. Puoi fidarti della rassicurazione del medico.
Riconoscere il circolo ansia-sintomo: prova a dirti “questa sensazione è il risultato della tensione e della mia paura, non la prova che sto avendo un ictus”. Non è negare, è dare un senso diverso.
Piccoli atti di rilassamento corporeo: anche brevi esercizi di respirazione lenta, stretching dolce del collo, calore locale sulla cervicale. Non risolvono tutto, ma aiutano l’Io a sentire che può agire invece di subire.
Rimandare le catastrofi: quando arriva il pensiero “mi scoppia il cervello”, puoi provare a rispondere: “ok, se fosse così lo vedrò, ma adesso scelgo di fare questo pranzo, poi ne riparliamo”. È un modo per non restare prigioniera del panico nell’immediato.
La cosa più importante: non sei in pericolo imminente, sei in un circolo di ansia somatizzata che ti sta sfiancando. Il fatto che tu riesca a raccontarlo con tanto dettaglio, cercando spiegazioni, dimostra che il tuo contatto con la realtà è solido: sei spaventata, non “fuori controllo”.
Il tuo corpo chiede riposo e contenimento, e il tuo Io ha bisogno di sentirsi sostenuto, non giudicato. Hai già fatto molto (neurologo, agopuntura, fisioterapia, cure dentarie), ma ora la vera battaglia è contro il Super-Io ansioso che trasforma ogni segnale in un “allarme rosso”.
Cara Gina,
grazie per aver condiviso tutto questo – è evidente quanto tu stia attraversando un periodo molto complesso, in cui il corpo e la mente sembrano non darti tregua. Leggendo le tue parole si percepisce una tensione continua, come se vivessi sempre in allerta, con sintomi fisici forti che naturalmente spaventano e alimentano la paura.
Quello che stai descrivendo – sensazioni corporee forti, paura che “succeda qualcosa di grave”, pensieri che corrono verso scenari estremi (ictus, collasso, pressione che scoppia) – è qualcosa che molte persone sperimentano quando l’ansia si somatizza in modo importante, soprattutto in periodi di forte stress prolungato, come quello che stai vivendo. Quando il corpo non si rilassa mai, finisce per mandare segnali sempre più forti, e il nostro cervello, spaventato, li interpreta come campanelli d’allarme gravi. È un circolo molto faticoso, ma non sei sola.
Da quello che racconti, hai già avuto episodi simili in passato (vertigini, acufeni, tensioni cervicali) e sai che hanno a che fare anche con lo stress, oltre che con aspetti fisici specifici (come la postura, la mandibola, i denti, ecc.). Tuttavia, oggi sei molto spaventata e sento che hai bisogno di uno spazio stabile in cui sentirti ascoltata, accolta, protetta.
So che hai già pensato alla possibilità di un aiuto psicologico, ma che il limite economico è reale. Ti segnalo che in molte città esistono sportelli gratuiti o a costo calmierato, gestiti da enti, associazioni o psicologi che dedicano alcune ore al supporto di chi si trova in difficoltà. Se vuoi, posso aiutarti a cercarne uno vicino a te, o possiamo valutare insieme qualche alternativa online sostenibile.
In ogni caso, iniziare un percorso anche solo di ascolto psicologico – senza aspettare di “stare meglio” – potrebbe aiutarti a interrompere questo circolo di paura, tensione e malessere. Lo spazio terapeutico non cancella l’ansia da un giorno all’altro, ma può aiutarti a capire cosa sta succedendo, a rimettere ordine nel caos, e soprattutto a non sentirti sola con tutta questa fatica.
Ti abbraccio idealmente e ti incoraggio a non mollare: il tuo corpo non sta “impazzendo” e non sei in pericolo come ti sembra. Ma hai davvero bisogno (e diritto) di prenderti cura di te, in modo continuativo e accompagnato.
Resto a disposizione se vuoi confrontarti o capire da dove partire.
Con calore,
dott.ssa Greta Pisano
grazie per aver condiviso tutto questo – è evidente quanto tu stia attraversando un periodo molto complesso, in cui il corpo e la mente sembrano non darti tregua. Leggendo le tue parole si percepisce una tensione continua, come se vivessi sempre in allerta, con sintomi fisici forti che naturalmente spaventano e alimentano la paura.
Quello che stai descrivendo – sensazioni corporee forti, paura che “succeda qualcosa di grave”, pensieri che corrono verso scenari estremi (ictus, collasso, pressione che scoppia) – è qualcosa che molte persone sperimentano quando l’ansia si somatizza in modo importante, soprattutto in periodi di forte stress prolungato, come quello che stai vivendo. Quando il corpo non si rilassa mai, finisce per mandare segnali sempre più forti, e il nostro cervello, spaventato, li interpreta come campanelli d’allarme gravi. È un circolo molto faticoso, ma non sei sola.
Da quello che racconti, hai già avuto episodi simili in passato (vertigini, acufeni, tensioni cervicali) e sai che hanno a che fare anche con lo stress, oltre che con aspetti fisici specifici (come la postura, la mandibola, i denti, ecc.). Tuttavia, oggi sei molto spaventata e sento che hai bisogno di uno spazio stabile in cui sentirti ascoltata, accolta, protetta.
So che hai già pensato alla possibilità di un aiuto psicologico, ma che il limite economico è reale. Ti segnalo che in molte città esistono sportelli gratuiti o a costo calmierato, gestiti da enti, associazioni o psicologi che dedicano alcune ore al supporto di chi si trova in difficoltà. Se vuoi, posso aiutarti a cercarne uno vicino a te, o possiamo valutare insieme qualche alternativa online sostenibile.
In ogni caso, iniziare un percorso anche solo di ascolto psicologico – senza aspettare di “stare meglio” – potrebbe aiutarti a interrompere questo circolo di paura, tensione e malessere. Lo spazio terapeutico non cancella l’ansia da un giorno all’altro, ma può aiutarti a capire cosa sta succedendo, a rimettere ordine nel caos, e soprattutto a non sentirti sola con tutta questa fatica.
Ti abbraccio idealmente e ti incoraggio a non mollare: il tuo corpo non sta “impazzendo” e non sei in pericolo come ti sembra. Ma hai davvero bisogno (e diritto) di prenderti cura di te, in modo continuativo e accompagnato.
Resto a disposizione se vuoi confrontarti o capire da dove partire.
Con calore,
dott.ssa Greta Pisano
Ciao Gina, comprendo quanto questa situazione ti stia causando molta paura e disagio. Il legame tra tensione cervicale, ansia, panico e sintomi come fischi o pressione alle orecchie è molto comune, e spesso crea un circolo di paura che peggiora la sensazione di malessere.
Il corpo ti sta mandando segnali di stress e tensione che si manifestano anche con questi sintomi fisici, e la paura che si attiva alimenta ancora di più ansia e panico. È importante cercare di interrompere questo circolo, lavorando sia sul rilassamento muscolare (anche con fisioterapia mirata e tecniche di respirazione) sia sulla gestione dell’ansia.
Il fatto che la pressione arteriosa sia sotto controllo è rassicurante, e cercare di non misurarla troppo spesso aiuta a non alimentare l’ansia.
Capisco che le risorse economiche limitate rendano difficile accedere a uno psicologo, ma se puoi, prova a cercare servizi di supporto psicologico a costo ridotto o gratuito nella tua zona, magari attraverso il servizio sanitario locale.
Nel frattempo, cerca di concederti momenti di pausa, con esercizi di respirazione lenta e meditazione guidata, e di evitare di alimentare i pensieri catastrofici.
Se i sintomi fisici peggiorano o compaiono nuovi segnali preoccupanti, rivolgiti al medico.
Se vuoi, posso aiutarti a trovare qualche strategia semplice per gestire l’ansia quotidiana e la tensione cervicale. Non sei sola in questo.
Il corpo ti sta mandando segnali di stress e tensione che si manifestano anche con questi sintomi fisici, e la paura che si attiva alimenta ancora di più ansia e panico. È importante cercare di interrompere questo circolo, lavorando sia sul rilassamento muscolare (anche con fisioterapia mirata e tecniche di respirazione) sia sulla gestione dell’ansia.
Il fatto che la pressione arteriosa sia sotto controllo è rassicurante, e cercare di non misurarla troppo spesso aiuta a non alimentare l’ansia.
Capisco che le risorse economiche limitate rendano difficile accedere a uno psicologo, ma se puoi, prova a cercare servizi di supporto psicologico a costo ridotto o gratuito nella tua zona, magari attraverso il servizio sanitario locale.
Nel frattempo, cerca di concederti momenti di pausa, con esercizi di respirazione lenta e meditazione guidata, e di evitare di alimentare i pensieri catastrofici.
Se i sintomi fisici peggiorano o compaiono nuovi segnali preoccupanti, rivolgiti al medico.
Se vuoi, posso aiutarti a trovare qualche strategia semplice per gestire l’ansia quotidiana e la tensione cervicale. Non sei sola in questo.
Salve Gina, i sintomi che descrive, come fischi alle orecchie, pressione alla nuca e vertigini, possono essere espressione di ansia e panico più che di pericolo immediato. Continuare a seguire il medico per la pressione e eventuali controlli è importante, ma parallelamente uno psicologo psicoterapeuta può aiutarla a gestire la paura e le crisi, ad esempio con approcci di Mindfulness o EMDR. Tecniche di respirazione e rilassamento muscolare possono ridurre l’iperattivazione anche da sola. Non colpevolizzi la sua ansia: è un segnale che la mente e il corpo hanno bisogno di supporto.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
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