Sono in difficoltà forse . Ho questo desiderio di masturbarmi abbastanza spesso. Pensieri piccanti e

25 risposte
Sono in difficoltà forse . Ho questo desiderio di masturbarmi abbastanza spesso. Pensieri piccanti eppure dopo la fine di una relazione e l’inizio di un altra , mi sembra che l’eros si sia impossessato di me . Non capisco come sia possibile che ha 47 anni e una vita atletica e professionalmente appagante sento il desiderio di esplorare il mio corpo come fatto mai prima. Non ci sono blocchi emotivi oppure altro eppure, in contesti non convenzionali, tipo in un areo piuttosto che in un cinema, mi viene una voglia incredibile di fare l amore con me stesso. Chiaramente non lo faccio ma quando arrivo a casa non resisto. Bo forse sono matto oppure sto esplorando lati di me sconosciuti
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
da ciò che racconta non emerge necessariamente qualcosa di “strano” o patologico. A volte, dopo la fine di una relazione e l’inizio di un’altra, possono riattivarsi aspetti di sé rimasti più silenziosi: desiderio, curiosità, vitalità, bisogno di piacere o persino una nuova relazione con il proprio corpo.
Il fatto che lei si senta sorpreso da questa intensità forse racconta anche qualcosa di importante: non tanto un “essere matto”, quanto il trovarsi davanti a una parte di sé che sta chiedendo spazio e significato. Il desiderio, soprattutto nei momenti di cambiamento, può diventare più vivido, quasi come un linguaggio del corpo che prova a dire qualcosa.
La domanda che forse potrebbe essere utile porsi non è solo “perché mi succede?”, ma “che cosa rappresenta oggi per me questo eros così intenso?”. È ricerca di piacere, di libertà, di conferma, di vitalità, di novità, di contatto con sé?
Finché questo desiderio non diventa qualcosa di compulsivo, fonte di sofferenza o interferisce in modo significativo con la sua vita, potrebbe anche essere letto come un’esplorazione di sé, di un territorio interno ancora poco conosciuto. L’eros, a volte, arriva come un fiume che rompe gli argini proprio quando la vita cambia forma.
Se però sente che questo tema la confonde, la preoccupa o sta assumendo troppo spazio mentale, un percorso di psicoterapia può essere un luogo prezioso per comprenderlo senza giudizio, con curiosità e profondità.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio

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Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Salve,
da ciò che racconta non emerge necessariamente qualcosa di “folle” o patologico, quanto piuttosto una fase della sua vita in cui il desiderio, il contatto con il corpo e la dimensione erotica sembrano essersi intensificati e trasformati. A volte, dopo cambiamenti affettivi importanti o l’inizio di una nuova relazione, possono riattivarsi aspetti di sé rimasti più silenziosi per anni, insieme a una maggiore curiosità verso il proprio piacere e la propria vitalità.

Il fatto che lei viva queste sensazioni con stupore o persino con un certo disorientamento è comprensibile, soprattutto se sente di stare esplorando parti di sé nuove o poco conosciute. Finché questi desideri non diventano compulsivi al punto da compromettere il benessere personale, le relazioni o la quotidianità, possono anche rappresentare un modo attraverso cui la mente e il corpo stanno esprimendo energia, bisogno di libertà o ricerca di autenticità.

Più che giudicarsi o chiedersi se sia “matto”, potrebbe essere utile interrogarsi su cosa questa nuova intensità erotica stia comunicando di lei, del momento che sta vivendo e del rapporto che oggi ha con sé stesso.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Dott. Riccardo Comisso
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile Utente
Direi che non è matto, tutt'altro, sta facendo quello che tutti dovrebbero fare, esplorare il proprio corpo, conoscerlo, al di fuori dei sensi di colpa che la cultura "SESSOFOBICA" in cui siamo immersi, sembra volerci imporre: quindi la paura di parlare di sesso, di farlo, di esplorarlo, di parlare di masturbazione con il/la partener e con gli amici. Manca condivisione sociale sul tema, e tale mancanza, ci fa sentire soli o sbagliati quando compiamo delle azioni che sono assolutamente comuni a tutti. La invito quindi ad esplorarsi, senza timori, fuori dal giudizio e dall'opinione altrui. Finchè la sua sessualità non lede le persone altrui, attraverso atti coercitivi o abusanti, che vanno contro il consenso di chi la subisce, è libero di masturbarsi. Buona esplorazione
Dott. Roberto Barbieri
Psicologo, Psicologo clinico
Vicenza
Gentile signore, il fatto che a 47 anni senta una nuova intensità erotica non significa automaticamente che ci sia qualcosa di “matto” in lei. Il desiderio può cambiare nel corso della vita, soprattutto dopo la fine di una relazione e l’inizio di un’altra: a volte certe fasi riattivano curiosità, vitalità, bisogno di sentirsi vivi, desiderati o più liberi nel rapporto con il proprio corpo.

Il punto importante non è giudicare il desiderio, ma capire che rapporto ha lei con quel desiderio. Se resta una dimensione privata, scelta, non dannosa e rispettosa dei confini, può essere anche una forma di esplorazione di sé. Diverso sarebbe se diventasse qualcosa che sente di non poter governare, che invade lavoro, relazione, sonno, quotidianità, o che la spinge verso comportamenti rischiosi o non rispettosi degli altri.

Il fatto che in contesti pubblici lei non agisca è un dato importante: significa che un confine lo mantiene. Però vale la pena ascoltare la frase “non resisto quando arrivo a casa”. Potrebbe essere semplice scarica erotica, ma potrebbe anche diventare una modalità automatica, più simile a un’urgenza che a una scelta.

Provi a osservare tre cose: quando nasce il desiderio, cosa cerca davvero in quel momento e come si sente dopo. Piacere? Leggerezza? Colpa? Vuoto? Bisogno di ripetere? Queste risposte aiutano a capire se sta integrando una parte nuova di sé o se sta usando l’eros per scaricare qualcosa che non trova altre vie.

Non trasformerei questa esperienza in una condanna, ma nemmeno la liquiderei con superficialità. Se il desiderio resta libero, privato e scelto, può essere una scoperta. Se invece sente che la comanda, un confronto psicologico può aiutarla a darle un posto senza esserne dominato. Se vorrà, può continuare a scrivere o chiedere un confronto online per orientarsi meglio.

Un caro saluto.
Dott.ssa Ginevra Pardi
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Milano
Buongiorno,
quello che descrive non mi sembra una pazzia, mi sembra piuttosto che dopo un cambiamento importante nella sua vita affettiva, il desiderio si sia riattivato con più forza e stia cercando uno spazio nuovo. A 47 anni non c’è nulla di anomalo nel sentire il bisogno di esplorare il proprio corpo in modo più intenso o più frequente.
La masturbazione di per sé non è un problema. Potrebbe diventarlo solo se la vive come qualcosa di incontrollabile, che la occupa mentalmente tutto il giorno o se le crea disagio. Anche le fantasie in contesti non convenzionali non vanno subito interpretate come qualcosa di patologico, poiché spesso dicono che l’eccitazione si lega alla novità, alla trasgressione o alla dimensione del rischio, pur restano fantasie.
La domanda, secondo me, da porsi non è tanto se sia matto, ma come mai questa parte erotica oggi stia chiedendo così tanto spazio. A volte il desiderio non parla solo di sesso, ma anche di vitalità, identità, libertà, bisogno di sentirsi vivi o di riscoprirsi in una fase diversa della propria vita. E questa parte non va né moralizzata né spaventata, ma va capita.
Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Gentilissimo,

andrebbe approfondito il discorso: è la prima volta che capita? Cosa intende per "abbastanza spesso"? Quanto è impattante nella sua routine? In che modo sarebbe per lei questo un problema?
Mi contatti se interessato ad approfondire

Un caro saluto,

Dottor Giorgio De Giorgi
Quello che mi descrive non mi fa pensare affatto a qualcosa di "folle". Mi sembra piuttosto che stia attraversando una fase della sua vita in cui il desiderio e il rapporto con il suo corpo stanno assumendo una forma nuova e più intensa. Talvolta, dopo cambiamenti importanti come la fine di una relazione e l'inizio di un'altra, alcune parti di noi possono trovare modalità diverse per esprimersi. Mi incuriosisce capire insieme che significato abbia per Lei questa esperienza: cosa rappresentano questi momenti, cosa evocano, come vive questo contatto con il suo corpo e con il desiderio. Più che concentrarci sulla frequenza o sulla "normalità" di ciò che accade, credo possa essere utile esplorare quale funzione stia assumendo oggi nella sua storia personale e relazionale.
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
Quello che descrive non fa pensare affatto alla “pazzia”, ma piuttosto a una fase della sua vita in cui il desiderio, il corpo e la dimensione dell’eros stanno prendendo più spazio e chiedendo di essere ascoltati. A volte, soprattutto dopo la fine di una relazione e dentro l’inizio di un’altra, possono riattivarsi aspetti di sé rimasti più silenziosi per anni, come bisogno di vitalità, conferme, libertà, trasgressione, piacere o semplice curiosità verso parti di sé meno conosciute.
Il fatto che lei abbia una vita piena, soddisfacente e ben funzionante non esclude affatto la possibilità di vivere una forte intensificazione del desiderio sessuale. Anzi, talvolta accade proprio quando una persona sente di stare cambiando assetto interno o sta attraversando una fase di ridefinizione personale. Anche l’eccitazione legata ai contesti “non convenzionali” spesso ha a che fare non solo con la sessualità in sé, ma con il tema del confine, dell’impulso, della spontaneità e della sensazione di sentirsi vivo.
La differenza importante non è tanto “avere desiderio”, ma capire se questi impulsi stanno diventando fonte di sofferenza, perdita di controllo o interferenza significativa nella vita relazionale, lavorativa o personale. Da ciò che scrive, mi sembra invece che lei stia osservando con lucidità qualcosa che la sorprende e che sta cercando di comprendere, senza negarlo né agirlo impulsivamente.
Potrebbe essere utile esplorare insieme ad un esperto che significato abbia oggi questa nuova energia erotica nella sua storia personale e relazionale, spesso il sintomo non è “il sesso”, ma il linguaggio attraverso cui una parte di noi comunica un cambiamento più profondo.
Spedo di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Dr. Vincenzo Lucifora
Psicologo, Professional counselor
Torino
Gentile lettore,
voglio rassicurarla subito, con un sorriso e con tutta la fermezza professionale possibile: NO, lei non è affatto matto.
Quello che mi descrive è un momento di vitalità biologica che merita di essere accolta senza timori o giudizi morali.
A 47 anni, con una vita atletica e professionale appagante, l'irruzione di un eros così potente e la voglia di esplorare il proprio corpo in modi mai sperimentati prima possono spaventare la mente razionale.
Io utilizzo un approccio integrato per guardare ciò che racconta:
Lei ha accennato a un dettaglio cronologico fondamentale: questa ondata di eros è arrivata «dopo la fine di una relazione e l'inizio di un'altra». Spesso, senza che ce ne accorgiamo, le relazioni di lunga durata creano dei binari abitudinari, delle "forme" fisse in cui anche la sessualità si adegua. La fine della vecchia relazione ha rotto quegli schemi, e l'inizio della nuova ha agito come un potente interruttore. Questo passaggio ha liberato una quantità enorme di energia vitale che era rimasta compressa o canalizzata altrove. L'eros "si è impossessato di lei" perché ha trovato finalmente la porta aperta per uscire.
Se le va di fare una piccola riflessione insieme, le chiedo: questa nuova e potente energia erotica che sente con se stesso, come si sta riflettendo (se si sta riflettendo) nel modo in cui vive l'intimità e il contatto all'interno della sua nuova relazione di coppia?

Dal punto di vista della Naturopatia e della medicina biologica, l'età dei 47-50 anni è un momento di profonda transizione ormonale per l'uomo. Molti pensano che l'avvicinarsi dell'andropausa comporti solo un calo del desiderio, ma in realtà, soprattutto in soggetti atletici, sani e professionalmente realizzati, il sistema endocrino può rispondere ai cambiamenti con dei veri e propri picchi di testosterone di compensazione.
Se lei scrive «sento il desiderio di esplorare il mio corpo come fatto mai prima», significa che la sua biologia sta recuperando un "tempo sospeso". Forse in gioventù, per via del dovere, della carriera o dello sport, l'esplorazione del piacere puro, egoistico e autoreferenziale (il fare l'amore con se stesso) è stata messa in secondo piano rispetto alla performance. Oggi, che la sua vita è strutturata e appagante, il suo corpo le sta dicendo: «Adesso che siamo al sicuro nel mondo, possiamo finalmente occuparci del nostro piacere più intimo e profondo»

Dal punto di vista della psicologia Funzionale, il suo piano Fisiologico e quello Emotivo sono al massimo della loro espansione. Il desiderio che si accende in contesti non convenzionali (come l'aereo o il cinema) risponde alla ricerca biologica di stimoli nuovi, di adrenalina e di "brivido". Il cinema e l'aereo sono luoghi di transizione, dove si è sospesi, fuori dalla routine quotidiana: sono i palcoscenici perfetti in cui l'inconscio si concede il lusso di fantasticare sulla totale libertà.
Questa non è perversione, è la funzione del Piacere e dell'Esplorazione che rivendica il suo spazio.

La masturbazione frequente e i pensieri piccanti non sono un problema, a meno che non si trasformino in un'ossessione che valida o invalida le sue giornate, o in una fuga dalla realtà. Lei sta gestendo bene la cosa ("chiaramente non lo faccio in pubblico, ma a casa"), dimostrando un ottimo controllo funzionale.
Tuttavia, navigare da soli in questa improvvisa "tempesta ormonale ed emotiva" può creare una latente ansia da prestazione o confusione su come integrare questo nuovo Eros nella sua nuova relazione di coppia. Per questo motivo, la invito a fissare un primo appuntamento in studio (o online) per avviare un percorso insieme.
Lei non sta impazzendo, sta solo diventando più intero, integrando il corpo alla mente. Non abbia paura di questa energia
Un cordiale saluto
Vincenzo Lucifora

Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, una consulenza psicologica può aiutarla a comprendere questo aumento del desiderio senza viverlo subito come qualcosa di “folle” o sbagliato. Il desiderio sessuale può cambiare nel corso della vita, anche a 47 anni, soprattutto dopo la fine di una relazione, l’inizio di un’altra o una fase in cui ci si sente più vitali, liberi o curiosi verso il proprio corpo. Il punto non è condannare l’autoerotismo, che di per sé può essere una forma normale di esplorazione e piacere, ma capire se questo desiderio resta integrato nella sua vita o se diventa urgente, invasivo o difficile da regolare. I contesti non convenzionali, come aereo o cinema, meritano attenzione non perché lei sia “matto”, ma perché è importante mantenere chiari i confini tra fantasia, eccitazione e comportamento, soprattutto negli spazi pubblici. Se riesce a non agire l’impulso e a viverlo poi in privato, questo è già un elemento di controllo. Un percorso di sostegno psicologico, online o in presenza, può aiutarla a esplorare questi aspetti di sé con serenità, distinguendo vitalità, fantasia, bisogno di novità e possibile compulsività.

un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
Buongiorno, ti ringrazio per aver avuto il coraggio di raccontarci un pezzetto della tua storia. Spesso l'età non è un fattore determinante che ci può limitare nell'esplorazioni di noi stessi. A volte è necessario ascoltarsi, ma ascoltarsi per davvero e riuscire a capire, con il giusto supporto, le origini di questo tuo cambiamento e cosa più importante non sei matto, può essere semplicemente una necessità che è rimasta sopita da tempo, oppure la tendenza a focalizzarti su questo aspetto potrebbe essere un modo per non prestare attenzione ad altri aspetti della tua vita. L'unico modo per scoprirlo è iniziare un percorso e prendersi davvero cura di sé.
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, se quanto descrive la preoccupa o mette a disagio come mi pare di capire, le suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico (magari esperto in sessuologia) o uno Psicoterapeuta ad orientamento Funzionale (o comunque Psico-Corporeo Integrato) che possa aiutarla a comprendere come mai proprio adesso avviene questo "risveglio" del suo eros e come gestirlo al meglio in modo che non divenga né un tabù ne una ossessione ne si associ a problemi di ansia.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buongiorno. Quello che descrive non ha nulla a che vedere con la follia, bensì assomiglia molto a un risveglio o a una transizione profonda della sua mappa del piacere. Sentire una spinta erotica così potente e una curiosità inedita verso il proprio corpo a quarantasette anni, specialmente in una vita atletica e professionalmente appagante, è un fenomeno assolutamente possibile e molto più comune di quanto si pensi.

Spesso si è portati a credere che l'esplorazione sessuale e l'intensità dell'eros appartengano solo alla giovinezza, ma la realtà clinica ci mostra che la maturità porta con sé una nuova consapevolezza corporea e una libertà mentale che possono letteralmente far decollare il desiderio. La fine di una relazione e l'inizio di un'altra agiscono frequentemente come un potente acceleratore: rompono vecchi equilibri, riattivano la chimica del corpo e aprono spazi mentali che prima erano saturati dalla routine. Quella voglia incredibile che avverte in contesti non convenzionali, come un aereo o un cinema, è l'espressione di una mente che sta giocando con la trasgressione, con il rischio e con la fantasia, amplificando il desiderio che poi, giustamente, lei canalizza e soddisfa nell'intimità sicura di casa sua.

Non c'è nulla di sbagliato o di malato in questa energia, soprattutto perché lei stesso nota che non ci sono blocchi emotivi a fare da ombra. Questo "impossessarsi" dell'eros non è un sintomo di perdita di controllo, ma è il segnale che sta esplorando lati di sé sconosciuti e che il suo corpo sta rivendicando uno spazio di piacere puro, slegato dai doveri della vita professionale e quotidiana. Accolga questa fase come un arricchimento della sua vitalità e come una nuova sintonizzazione con se stesso, senza il bisogno di darsi un'etichetta o di spaventarsi di fronte alla forza del suo stesso desiderio.

Un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, da ciò che racconta non emerge affatto qualcosa che faccia pensare automaticamente a una condizione "anormale" o al fatto che lei sia "matto", come scrive ironicamente nel finale del suo messaggio. Al contrario, sembra che stia attraversando una fase della sua vita in cui alcuni aspetti della sua esperienza personale, affettiva e corporea stiano acquisendo una maggiore centralità e visibilità. È interessante notare che collega questo cambiamento alla fine di una relazione e all'inizio di un'altra. Le transizioni affettive, anche quando sono positive, possono produrre movimenti interiori importanti. A volte liberano energie che per anni erano rimaste incanalate in modalità abituali, altre volte portano la persona a riscoprire parti di sé che erano passate in secondo piano. Non sempre questi cambiamenti sono immediatamente comprensibili e proprio per questo possono generare stupore o perfino una certa preoccupazione. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, oltre al desiderio in sé, sarebbe utile comprendere il significato che lei attribuisce a queste esperienze. Spesso non è tanto il comportamento a creare disagio, quanto le interpretazioni che costruiamo attorno ad esso. Per esempio, sembra che una parte di lei osservi questo aumento del desiderio con curiosità, mentre un'altra parte si chieda se ci sia qualcosa che non va. Questo conflitto interno può portare a monitorare continuamente i propri impulsi, aumentando ulteriormente l'attenzione su di essi. Il fatto che il desiderio emerga anche in contesti particolari e non convenzionali non significa necessariamente che vi sia un problema. La mente umana associa emozioni, sensazioni, fantasie e contesti in modi molto complessi. Talvolta l'eccitazione non è legata soltanto alla sessualità in senso stretto, ma anche alla novità, al senso di libertà, alla trasgressione immaginata, alla vitalità o alla percezione di essere particolarmente vivi e presenti nel momento. Mi colpisce anche un altro elemento del suo racconto. Lei descrive una vita atletica, una soddisfazione professionale e l'assenza di particolari blocchi emotivi. Molte persone immaginano che il desiderio sessuale intenso debba necessariamente essere il segnale di un disagio o di una mancanza. In realtà non sempre è così. Talvolta può essere l'espressione di una fase di maggiore contatto con il proprio corpo, con la propria energia vitale e con aspetti della propria identità che in passato erano stati meno esplorati. Naturalmente, la questione cambia se questo desiderio dovesse diventare fonte di sofferenza significativa, interferire con la vita quotidiana, compromettere relazioni o attività importanti, oppure se si trasformasse in qualcosa che sente di non riuscire più a gestire. Dal suo racconto, però, sembra emergere soprattutto una domanda sul significato di ciò che sta vivendo più che una perdita di controllo vera e propria. Forse la domanda interessante non è tanto "cosa c'è che non va in me?", ma "perché proprio ora sto entrando in contatto con questa parte di me?". A volte dietro cambiamenti apparentemente improvvisi esistono dinamiche personali, relazionali o emotive che meritano di essere comprese con maggiore profondità. Se questa esperienza continua a generare dubbi o interrogativi, potrebbe essere utile dedicare uno spazio all'esplorazione di questi aspetti. Un percorso psicologico ad orientamento cognitivo comportamentale può aiutare non tanto a eliminare il desiderio, quanto a comprendere meglio il proprio funzionamento, il significato delle proprie emozioni e il modo in cui pensieri, sensazioni e comportamenti si influenzano reciprocamente. In molti casi, conoscere meglio sé stessi riduce molto più dell'autocontrollo il senso di confusione che può nascere davanti a cambiamenti inattesi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Stefano Molinari
Psicologo, Psicologo clinico
Bagno a Ripoli
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale. Comincio con il dirle che ha attraversato due eventi, quali :la fine di una precedente relazione e l'inizio di un'altra, entrambi con un forte potere di risveglio di aspetti della sessualità rimasti magari marginali per anni. Inoltre, durante la soglia tra i 40 e i 50 anni, la riscoperta dell'autoerotismo è un'esperienza piuttosto comune, legata soprattutto a cambiamenti ormonali ed ad una maggior maturità psicologica ed affettiva. Paradossalmente, secondo una visione psicosomatica il risveglio dell'eros, nella forma della masturbazione non è un problema ma anzi una riconnessione autentica con sé stessi e la propria energia vitale più profonda. La vera domanda da porgersi infatti, non è tanto se sia normale o meno questo comportamento ma piuttosto se questo desiderio la fa soffrire e perché. Questo e altri argomenti, qualora volesse approfondirli, sono da me trattati approfonditamente durante i colloqui psicologici che faccio in tutta Italia tramite la chiamata WhatsApp, Skype, telefonicamente o di persona nella città di Firenze o Trento. Un caro saluto
Dott. Mattia Moraschini
Psicologo, Psicologo clinico
Fano
Salve, non c'è un limite di età entro il quale si esplora il proprio corpo, e se questo le sembra strano o le porta turbamento le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia al fine di provare a dare un significato a quello che le sta accadendo. Cordialmente, dottor Moraschini
Dott. Federico Bartoli
Psicologo, Psicologo clinico
Prato
Buongiorno, più che una domanda quello che lei ha scritto sembra essere l'inizio di una auto-esplorazione (come ha ipotizzato anche lei nella conclusione del suo resoconto). Leggendo queste righe mi sono chiesto, appunto, se a questa spinta all'esplorazione del suo corpo non corrisponda anche una spinta ad una esplorazione interiore. Ha mai provato un percorso di psicoterapia in passato?

Rimango a disposizione

Dott. Federico Bartoli
Gentile utente, in base a ciò che ha descritto non emergono elementi che facciano pensare a qualcosa di patologico. A volte, dopo la fine di una relazione e l’inizio di una nuova fase della vita affettiva, può verificarsi una riattivazione del desiderio e una maggiore curiosità verso la propria dimensione erotica. Potrebbe essere utile osservare con interesse cosa rappresenta per lei questa nuova energia: ricerca di piacere, vitalità, libertà, scoperta di aspetti di se finora poco esplorati.
Salve! A primo impatto mi viene da chiederle come mai ha il timore di essere in difficolta. E' solo perché si sente stranito da un desiderio diverso rispetto a prima o perché in qualche modo questo desiderio le crea dei problemi concreti?
Se è la prima opzione per ora le direi di non preoccuparsi, visto che riesce a controllare l'impulso attendendo il ritorno a casa, evitando quindi situazioni pubbliche spiacevoli e pericolose.
Potrebbero esserci molte spiegazioni per questo aumento del desiderio e ho troppi pochi elementi per poter immaginare il perché. Magari un cambiamento ormonale, una passione riaccesa da questa nuova relazione che menziona, o la fine della precedente relazione magari insoddisfacente dal punto di vista sessuale?
Se non si sente tranquillo e/o vuole esplorare di più l'argomento può provare a parlarne con uno psicologo e/o un andrologo :)
Resto a disposizione.
Un caro saluto!
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
potrebbe meglio esplorare questi suoi desideri e la sua sessualità in toto attraverso l' aiuto di un sessuologo, figura più indicata a trattare il tema qui riportato.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Quello che descrive può essere letto, in ottica cognitivo-comportamentale, come una fase di vita in cui il desiderio sessuale assume una funzione regolativa, magari legata a stress, transizione relazionale o alla ricerca di sensazioni nuove. La TCC ci invita a osservare il fenomeno senza giudizio, identificando i pensieri automatici associati ("sono matto"), gli antecedenti situazionali, ad esempio aereo, cinema, novità, e le conseguenze emotive. Spesso, dietro a un'urgenza apparentemente sessuale, si nasconde un bisogno di vitalità, autoaffermazione o autoregolazione emotiva. Le strategie utili sono l'auto-monitoraggio con un diario ABC, la differenziazione tra desiderio e impulso, e l'introduzione di comportamenti alternativi gratificanti. Dall'approccio ACT può essere utile accogliere queste sensazioni come parte dell'esperienza umana, senza identificarvisi né reprimerle, e orientarsi verso i valori personali. Non vi sono elementi per parlare di patologia, ma se la cosa la disturba o interferisce con il funzionamento, consiglio un percorso psicoterapeutico strutturato per esplorare insieme il significato di questa nuova dimensione.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, e grazie per aver scritto.
Quello che descrive non è affatto una patologia né una stranezza. A 47 anni, dopo la fine di una relazione e l'inizio di una nuova, è molto comune che la sfera erotica si risvegli con una intensità inaspettata. I cambiamenti relazionali importanti spesso rimettono in moto energie che erano sopite, e il corpo risponde con una vitalità nuova.

Il desiderio di esplorare sé stessi in modo più profondo, anche a un'età in cui si potrebbe pensare di conoscersi già bene, è in realtà un segnale di salute psicofisica, non di qualcosa che non va. Una vita atletica mantiene il corpo in equilibrio ormonale, e questo si riflette anche sul desiderio.

Riguardo ai contesti che cita, l'aereo o il cinema, quello che probabilmente accade è che la situazione di contenimento, in cui non si può agire, crea una tensione erotica amplificata. È un meccanismo psicologico noto, legato all'eccitazione che il proibito o l'inaccessibile generano. Il fatto che non agisca in quei contesti dice che ha pieno controllo di sé.

Non è matto, sta semplicemente attraversando una fase di rinnovato contatto con sé stesso.

Se desidera approfondire o parlare di altri aspetti di questo periodo di cambiamento, non esiti a contattarmi.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Savoia
Psicologo, Psicologo clinico
Asti
Buongiorno,
Anzitutto la ringrazio per il tema che porta che apre la possibilità anche ad altre persone di poter leggere qualcosa in merito, visto che di questo tema non si parla molto. Probabilmente sta vivendo una dimensione corporea più intensa in questo momento ed è probabile che si sia sbloccato un desiderio legato alla sessualità e al piacere che prima viveva in modo più controllato. Alle volte la conoscenza del nostro corpo e la conoscenza degli impulsi sessuali rimane trattenuta dal senso di vergogna, dallo stress o da altri blocchi mentali dei quali siamo poco consapevoli. Spesso l'educazione ricevuta in famiglia incide anch'essa sul peso dato a questa sfera intima.
Tante persone vivono la masturbazione come un'esperienza di cui vergognarsi e prevalentemente adolescenziale mentre è davvero un momento di intimità con se stessi e col proprio corpo che può assumere mille significati e mille sfumature. Nel suo caso probabilmente è un risveglio da un desiderio sessuale che è rimasto a lungo molto controllato e che in questa fase della vita riesce a viverci liberamente e in modo piú soddisfacente.
Un saluto
Dott.ssa Alice Missiroli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, non c'è un'età in cui iniziare/smettere di esplorare sé stessi e la propria sessualità. Il fatto che questo desiderio sia comparso così potrebbe indicare l'inizio di qualcosa di nuovo, che chiede di essere riconosciuto e elaborato.
Se volesse saperne di più su questo desiderio che sente e esplorare anche le emozioni che prova, la invito a valutare un percorso di supporto psicologico, improntato sulla psicoeducazione.
Grazie per la sua domanda, buona giornata
Dott. Michele Basigli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Salve.
Da ciò che racconta non emerge necessariamente qualcosa di patologico o "folle".
Al contrario, sembra che lei stia attraversando una fase della vita in cui il desiderio sessuale e la curiosità verso se stesso stanno assumendo una nuova intensità.

La fine di una relazione e l'inizio di un'altra rappresentano spesso momenti di forte riorganizzazione emotiva. Anche quando non si avvertono sofferenze particolari o blocchi emotivi, possono liberarsi energie, fantasie e aspetti della propria sessualità che in precedenza erano rimasti più in secondo piano. Talvolta il desiderio non è diretto soltanto verso l'altro, ma diventa anche desiderio di conoscersi, di sentire il proprio corpo e di esplorare sensazioni nuove.

Il fatto che lei abbia 47 anni, una vita soddisfacente e si percepisca in buona forma fisica non è affatto in contraddizione con questo fenomeno. Anzi, per alcune persone la maturità coincide con una maggiore libertà interiore, con meno condizionamenti e con una migliore consapevolezza dei propri bisogni.
Anche le fantasie che emergono in contesti insoliti, come un aereo o un cinema, non sono di per sé preoccupanti. La fantasia sessuale ha spesso una componente trasgressiva e immaginativa che non coincide necessariamente con il desiderio di mettere in atto ciò che si immagina. Il fatto che lei distingua chiaramente tra fantasia e comportamento reale è un elemento importante.

La domanda da porsi non è tanto "sono matto?", quanto piuttosto: questo desiderio mi crea sofferenza, mi fa perdere il controllo, compromette le mie relazioni o le mie attività quotidiane? Se la risposta è no, potrebbe trattarsi semplicemente di una fase di scoperta e di maggiore contatto con la sua dimensione erotica.

Se invece dovesse accorgersi che il pensiero sessuale diventa così invasivo da occupare gran parte della giornata o da interferire con il benessere personale e relazionale, allora potrebbe essere utile approfondire la questione con uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Per come lo descrive, però, sembra più l'incontro con una parte di sé finora poco esplorata che un segnale di disagio psicologico. Talvolta conoscere aspetti nuovi della propria sessualità non significa avere un problema: significa continuare a conoscersi, anche in età adulta.

Rimango a completa disposizione
Un caloroso saluto
Dott. Michele Basigli

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