Sono in depressione per perdita del lavoro. La famiglia moglie e 3 figli mi isola. Non vogliono parl
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Sono in depressione per perdita del lavoro. La famiglia moglie e 3 figli mi isola. Non vogliono parlarmi.
Dicono di smetterla. Prendo stilnox a spot di nascosto la moglie non vuole. Alla mattina xanax metà e un altro li gestisce la moglie perchè dice che se no esagero. Non ne posso più come ne esco?
Dicono di smetterla. Prendo stilnox a spot di nascosto la moglie non vuole. Alla mattina xanax metà e un altro li gestisce la moglie perchè dice che se no esagero. Non ne posso più come ne esco?
Buonasera, la domanda che pone non ha una risposta semplice: giocano molteplici fattori primo fra tutti l'origine e le cause della depressione. La invito a contattare uno psicologo che in questo senso possa aiutarla a trovare una via di risoluzione parallela al farmaco che sebbene sia utile, interviene solo sul sintomo. Sono a sua disposizione nel caso mi contatti, un saluto
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Buongiorno, si affidi agli specialisti del caso (psicoterapia, psichiatra) che possano aiutarla sia nel momento attuale, sia possano spiegare ai famigliari come porsi nei confronti del suo malessere. Purtroppo c’è molta disinformazione circa la salute mentale, per cui, pur senza cattive intenzioni, i famigliari possono porsi in un atteggiamento poco empatico, che rischia di far aumentare il malessere e il senso di colpa, ma questo disagio non è una colpa nè una mancanza di volontà del pz. Anche riguardo i farmaci, sarà lo specialista ad impostare la terapia del caso, che non deve essere maneggiata per timori infondati nei confronti dei farmaci.
Gentile utente,
descrivi una situazione davvero difficile: non credo ci sia qualcosa di più doloroso che sentirsi isolati e soli nella propria famiglia, dove si spera di trovare conforto, sostegno e aiuto.
Descrive sua moglie come molto autoritaria, tanto che gestisce lei la sua terapia, e squalifica i suoi stessi sentimenti. Credo che il primo passo è proprio iniziare a comunicare in modo più chiaro e assertivo con lei - la depressione è una malattia da non sottovalutare! Le consiglio di iniziare una psicoterapia, intanto individuale, per poter riprendere contatto con le sue risorse. In seguito, sarebbe opportuna una terapia di coppia, perché quello che descrive sembra una situazione incastrata, per superare la quale entrambi dovrete fare un percorso di consapevolezza e di ascolto reciproco.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
descrivi una situazione davvero difficile: non credo ci sia qualcosa di più doloroso che sentirsi isolati e soli nella propria famiglia, dove si spera di trovare conforto, sostegno e aiuto.
Descrive sua moglie come molto autoritaria, tanto che gestisce lei la sua terapia, e squalifica i suoi stessi sentimenti. Credo che il primo passo è proprio iniziare a comunicare in modo più chiaro e assertivo con lei - la depressione è una malattia da non sottovalutare! Le consiglio di iniziare una psicoterapia, intanto individuale, per poter riprendere contatto con le sue risorse. In seguito, sarebbe opportuna una terapia di coppia, perché quello che descrive sembra una situazione incastrata, per superare la quale entrambi dovrete fare un percorso di consapevolezza e di ascolto reciproco.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buongiorno, sta attraversando un momento difficile della sua vita e non sempre le persone che abbiamo attorno anche se ci vogliono bene sono in grado di aiutarci. Sarebbe importante si affidasse ad un terapeuta che la possa aiutare a trovare dentro di se le risorse e gli strumenti per affrontare e superare questo momento. Se vuole approfondire può prenotare una consulenza sul mio profilo.
Buongiorno,
mi sembra di capire che non solo si sente isolato dalla propria famiglia in un momento di difficoltà, ma sente anche che le viene tolta capacità di controllo e di azione con il divieto di parlarne e quindi condividere il suo malessere e senza avere la possibilità di gestire in modo autonomo medicinali.
Immagino la sensazione di non avere via di uscita.
Le consiglio un supporto esterno professionale, considerato che in questo momento non sente supporto all'interno, è possibile iniziare un percorso sia in presenza che online (magari più facile da gestire). Uno spazio suo dove intanto possa trovare voce e stabilire i primi passi per uscire da questo momento di difficoltà.
Resto a disposizione
Dott.ssa Linda Bori
mi sembra di capire che non solo si sente isolato dalla propria famiglia in un momento di difficoltà, ma sente anche che le viene tolta capacità di controllo e di azione con il divieto di parlarne e quindi condividere il suo malessere e senza avere la possibilità di gestire in modo autonomo medicinali.
Immagino la sensazione di non avere via di uscita.
Le consiglio un supporto esterno professionale, considerato che in questo momento non sente supporto all'interno, è possibile iniziare un percorso sia in presenza che online (magari più facile da gestire). Uno spazio suo dove intanto possa trovare voce e stabilire i primi passi per uscire da questo momento di difficoltà.
Resto a disposizione
Dott.ssa Linda Bori
Il dolore che sta vivendo è enorme: la perdita del lavoro, la distanza dalla sua famiglia, la solitudine. Non ne esce da solo e non deve farlo: l’isolamento e i farmaci presi di nascosto non aiuteranno mai a stare meglio. Serve uno psichiatra che possa seguirla direttamente e una psicoterapia che la rimetta al centro della sua vita, non ai margini. Esistono cure efficaci per ritrovare motivazione, dignità e rapporto con chi ama. Chieda aiuto: è il primo passo per riprendere in mano la sua vita.
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