Soffro di dermatillomania da quando avevo 16 anni.I fattori scatenanti sono stati tanti.La mia sensi

24 risposte
Soffro di dermatillomania da quando avevo 16 anni.I fattori scatenanti sono stati tanti.La mia sensibilità ed emotività non mi hanno permesso di reagire a tanti eventi catastrofici.Sono cresciuta con un carattere chiuso ed introverso.Sono estremamente empatica.Difronte una discussione non riesco a rispondere alle provocazioni,xk penso sempre a come possa sentirsi l'altro ,cosa che l'altro questo problema non se lo pone.E poi piango..a volte difronte quella persona.Vorrei cambiare questo di me.Piangere di fronte la persona con cui mi scontro. Cosa potrei fare?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione anche online Cordialmente dott FDL

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Dott.ssa Rachele Ghirardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vigevano
Buongiorno,
quello che posso consigliarle, sarebbe di prendere in considerazione la possibilità d'intraprendere un percorso di Psicoterapia, al fine di poter meglio chiarire ed affrontare i suoi vissuti, passati e recenti, con l'aiuto ed il supporto di un professionista.
La dermatillomania è solitamente un tentativo di scaricare l'ansia (o altra emotività negativa avvertita sul momento) sulla pelle e/o "attraverso" di essa.
Per ogni evenienza, le lascio la mia disponibilità anche on line.
cordiali saluti
GR
Dr. Gianmarco Mellini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Bibbiena
Carissima
Mi dispiace per il disagio che prova. La questione che pone è delicata e necessita di un'attenzione maggiore di quella che la semplice messaggistica permette. Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico per determinare con attenzione cosa vuole e di cosa ha bisogno. Rimango a disposizione, anche online.
GM
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale per porre la sua questione.
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento ed è assolutamente utile occuparsene in modo serio. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott.ssa Ilaria Grasso
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, dalle sue parole emerge un forte disagio e sintomi non trascurabili che meriterebbero di essere osservati in un contesto professionale per poter essere letti insieme e superati. Le offro questo spunto: le persone particolarmente sensibili soffrono spesso molto rispetto agli altri, trovandosi a percepire - e a essere condizionati - da un 'di più' che può risultare anche 'scomodo' (a proposito di questo, mi permetto di consigliarle la lettura del testo "il dramma Delle persone sensibili" di Ghezzani), ma sono anche persone con potenziali risorse e creatività al di là della media! Rispetto alle lacrime, la mia prima associazione è che spesso le lacrime coprono una forte rabbia, quando non ci permettiamo non solo di esprimerla, ma nemmeno di sentirla. Cerchi un aiuto psicologico, vedrà che imparerà a gestire meglio le emozioni. In bocca alla lupa.
Dott.ssa Francesca Ilaria Beatrice Villa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno, il disagio che ha condiviso merita di essere approfondito in un colloquio psicologico per meglio comprendere sia l'origine della sua sensibilità, sia della sua sintomatologia, pertanto la invito a visionare la mia agenda virtuale per fissare un primo appuntamento, anche da remoto. Un caro saluto. Dott.ssa Villa
Dott.ssa Silvia Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
Buonasera, credo che una possibile soluzione possa essere quella di intraprendere un percorso psicoterapico per poter comprendere il modo in cui affrontare al meglio la sua difficoltà e poter prendere in considerazione più aspetti. Un caro saluto, dott.ssa Rossi
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amica,
in breve: una psicoterapia. La sua situazione mi sembra davvero difficile, e il suo disagio no va sottovalutato. Il sintomo che ci descrive dovrebbe essere trattato con una psicoterapia cognitivo-comportamentale.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la sua situazione. Purtroppo non esiste una risposta semplice al suo quesito: ciò che posso consigliarle è di iniziare un percorso psicologico, così da capire dove questo malessere affonda le sue radici e come questo riverberi nel presente. Il sintomo è solo la manifestazione di altro, che è da ricercare nella sua storia personale. Cordialmente, dott. Simeoni
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, mi spiace molto per come si sente. Sicuramente una terapia la potrebbe aiutare ad acquisire gli strumenti necessari per affrontare il conflitto in modo differente. Spero possa riflettere su questa possibilità. Un caro saluto
Dott. Lamberto Maioli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, potrebbe fare qualche colloquio per cercare di avere un'idea più chiara della cosa e aiutarla a trovare le risorse che in questo momento sembra non riuscire a contattare.
Ci pensi.
Un saluto
LM
Dott.ssa Anna Ferrari
Psicologo, Psicologo clinico
Arzignano
Salve, aver individuato un comportamento preciso che non le piace e che vorrebbe cambiare è già un grande passo. Un percorso psicologico la può senz'altro aiutare, sia per attuare un cambiamento che per capirne la cause
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Gentile utente, immagino che da diversi anni stia portando con se un vissuto di sofferenza e disagio. Capisco che a volte, esprimere il proprio punto di vista è difficile per la paura di far soffrire l'altro, di farlo rimanere male e di essere valutati come poco empatici. Tuttavia questi pensieri non sono funzionali al nostro benessere perché concorrono ad abbassare la nostra autostima. Sono sicura che intraprendere un percorso psicoterapeutico sarà l'occasione per migliorare alcuni aspetti di sé.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Melania Filograna
Dott. Andrea Brumana
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, penso sia molto difficile poterle dare un parere pratico su come cercare di non piangere in un momento in cui il pianto sembra fluire spontaneamente. Posso solo accodarmi a quanto espresso dai colleghi nel momento in cui le suggeriscono di ritagliarsi uno spazio in cui ascoltarsi cercando di dare un significato più profondo al suo sentire così da poter provare a liberarsi da quanto la fa soffrire. Sperando di esserle stato utile, la saluto. Dott. Andrea Brumana
Dott.ssa Laura Tofani
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentilissima, comprendo il profondo disagio che sta vivendo, nella difficoltà di individuarne l’origine e raggiungere lo stato di benessere personale e nelle relazioni sociali cui aspira.
Ha mai pensato di poter considerare le cose da una diversa prospettiva, per migliorarle e aumentare la qualità della sua vita?
Sarebbe interessante in prima battuta poter accogliere il suo disagio e capirne il linguaggio, per lavorare in modo più efficace e duraturo sulle sue fonti d’ansia e individuare in tempi brevi strategie concrete per il potenziamento delle sue risorse ed il superamento del malessere.
Per questo le suggerisco vivamente un consulto psicologico, per esplorare insieme le problematiche portate e le sue risorse per la risoluzione delle stesse.
Un saluto di cuore
Dott.ssa Laura Tofani
Dott. Roberto Clemenza
Psicologo clinico, Psicologo
Palermo
Buongiorno. Capisco che sta vivendo un periodo difficile a causa del disagio provocatole dalla dermatillomania. Non è facile rispondere alla sua richiesta di aiuto senza conoscere altri particolari della sua vita e delle persone che le sono vicine. È consigliabile quindi che chieda un sostegno psicologico in modo da approfondire ciò che l'ha condotta a vivere questo momento di difficoltà e a trovare dentro di sé le risorse per riuscire a stare meglio. Può anche contattarmi per una visita anche online nel caso viva in una città diversa dalla mia. Cordiali saluti. Dr. Roberto Clemenza
Dott.ssa Simona Bisconti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Mi dispiace, capisco quanto possa pesarle la situazione. Probabilmente iniziare un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle di aiuto, per iniziare a legittimare come si sente, ascoltarsi, e darsi la possibilità di essere veramente se stessa, di accettarsi e di amarsi per come è. In questo modo potrebbe essere più facile portare le sue motivazioni e i suoi bisogni anche agli altri.
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente, il fatto di essere empatici è sicuramente una qualità positiva, ma bisogna anche imparare a difendersi e a mettere dei limiti nelle interazioni con gli altri. Potresti provare a lavorare sulla tua assertività, cioè sulla capacità di esprimere i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti in modo chiaro e diretto, senza però aggredire gli altri.
Puoi iniziare a praticare la comunicazione assertiva con l'aiuto di un terapeuta o di un coach. Potresti anche fare esercizi di rilassamento per imparare a gestire meglio le tue emozioni e a rimanere calma durante le discussioni.
Inoltre, potrebbe essere utile cercare di capire quali sono le radici del tuo problema di dermatillomania e lavorare su di esse con l'aiuto di uno psicologo o psicoterapeuta. In questo modo potresti trovare nuove strategie per affrontare il disturbo e migliorare la tua autostima.
Ricorda che chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di coraggio e di volontà di migliorarsi. Buona fortuna nel tuo percorso di crescita personale! Rimango a tua disposizione per una consulenza.
Dott. Cordoba
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

deve essere una condizione estremamente faticosa quella che sta vivendo ormai da tempo.
E' importante capire meglio altri aspetti legati al suo vissuto e approfondire gli aspetti che ha accennato. Chiedere aiuto ad un professionista può essere una strada non solo percorribile ma in cui potrà sentirsi compresa e potrà trovare nuovi significati a questo vissuto.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
Credo che la soluzione più efficace e duratura per il suo benessere sarebbe intraprendere un percorso terapeutico.
Dott. Marco Cenci
Dr. Michele Bellardi
Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno, la dermatillomania è una patologia che nasce dal nervosismo. Infatti il suo bisogno di provocarsi escoriazioni alla cute altro non è che lo sfogo che la sua psiche richiede per quelle cose che lei nel messaggio elenca e che le mettono pressione. Il fatto che lei di fronte ad una discussione non risponde alle provocazioni, il fatto che lei dice che è sensibile ed emotiva, vuol dire che ha un carattere che la porta a sopportare, ad incamerare, a trattenere, ma tutto questo sopportare deve trovare uno sfogo che sia il semplice pianto o il bisogno di recarsi danno alla pelle. Il consiglio che le posso dare è senz'altro di farsi seguire da qualcuno specializzato in questo tipo di disturbi, ma nell'immediato le consiglio di cercare di sostituire il danneggiare la pelle con qualcosa di diverso (veda palline antistess, cubo antistress) e che non rechi danno alla sua persona.
Dott.ssa Elisa Rizzotti
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pordenone
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità il suo vissuto, riconoscendo quanto la sua sensibilità ed empatia, pur essendo qualità preziose, possano talvolta renderla vulnerabile di fronte a situazioni emotivamente difficili e provocazioni, fino a far emergere la sofferenza attraverso il pianto. Comprendere che questi aspetti fanno parte di lei è un primo passo importante; credo che in un percorso psicoterapeutico, si potrebbe lavorare per aiutarla a gestire meglio le sue emozioni, a rafforzare la sua capacità di risposta assertiva e a trovare modi più funzionali per affrontare i conflitti, senza sentirsi sopraffatta. Inoltre, considerando la dermatillomania che la accompagna da tempo, un percorso mirato potrà aiutarla a riconoscere e modificare quei meccanismi che la spingono a quel comportamento, favorendo un maggiore benessere emotivo e una più serena relazione con se stessa e con gli altri. Dott.ssa Elisa Rizzotti
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Cara utente,
la sua riflessione è molto profonda e mostra già un’importante consapevolezza di sé.
La dermatillomania, così come la difficoltà a trattenere le lacrime o a reagire con fermezza nelle discussioni, spesso non sono segni di “debolezza”, ma di un’emotività molto intensa che cerca vie per esprimersi e contenersi.
Quando la mente non riesce a elaborare del tutto tensioni, conflitti o sensi di colpa, il corpo diventa il canale attraverso cui l’emozione prende forma — nel suo caso, attraverso la pelle, che è il confine tra sé e il mondo.

Il pianto davanti agli altri, invece, racconta la sua autenticità e la mancanza di aggressività: lei tende a rivolgere all’interno ciò che vorrebbe dire, trasformando la rabbia in tristezza. Non c’è nulla di “sbagliato” in questo, ma può diventare faticoso se non si imparano modalità più protettive per gestire lo stress emotivo.

Un percorso psicologico mirato potrebbe aiutarla a:

imparare a riconoscere e nominare le emozioni prima che diventino sintomi fisici;

sviluppare assertività, cioè la capacità di esprimere ciò che prova senza sentirsi in colpa;

trasformare il pianto in una risposta consapevole e non in un senso di impotenza.

Si può lavorare su tutto questo con ottimi risultati, specialmente in percorsi che integrano la consapevolezza corporea e il lavoro sulle emozioni (come approcci di tipo gestaltico o psicocorporeo).

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa
Dott. Natale Montalto
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Verona
Colgo dalle tue parole che sei consapevole di come vivi certe situazioni e questo ti rende una persona responsabile. Mi piacerebbe aiutarti e rivolgerti alcune domande, si possono mettere in atto diverse strategie. Il punto è capire insieme quale si connette meglio al tuo modo di essere come persona, una volta individuato si può attuare.

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