sera sono un uomo sposata con figli ho 48 anni e sento il bisogno di fare transizzione come faccio?
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risposte
sera sono un uomo sposata con figli ho 48 anni e sento il bisogno di fare transizzione come faccio?
Buonasera,
il mio consiglio è rivolgerti in un centro specializzato.
In ogni provincia ce ne sono diversi, farai dei colloqui con dei professionisti che ti aiuteranno in questo percorso se è questo ciò di cui hai bisogno
il mio consiglio è rivolgerti in un centro specializzato.
In ogni provincia ce ne sono diversi, farai dei colloqui con dei professionisti che ti aiuteranno in questo percorso se è questo ciò di cui hai bisogno
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gentilissimo, le consiglio di intraprendere un percorso di terapia, in modo da esplorare e comprendere le eventuali fasi per arrivare al suo obiettivo
saluti
AV
saluti
AV
Caro Anonimo, Immagino che dirselo e poterlo dire non sia stato semplice.
Parta dal suo medico di base che sicuramente la potrà indirizzare nel percorso più idoneo oppure passi attraverso un consultorio o CSM della sua zona.
Non so dove lei abiti, ma ci sono in Italia alcuni centri specializzati:
-Ospedale Careggi, Firenze
-AOU Sant'Andrea, Roma
-Ospedale Molinette, Torino
-ASST Santi Paolo e Carlo, Milano.
Le auguro di riuscire a trovare il supporto che merita. Buona vita.
Parta dal suo medico di base che sicuramente la potrà indirizzare nel percorso più idoneo oppure passi attraverso un consultorio o CSM della sua zona.
Non so dove lei abiti, ma ci sono in Italia alcuni centri specializzati:
-Ospedale Careggi, Firenze
-AOU Sant'Andrea, Roma
-Ospedale Molinette, Torino
-ASST Santi Paolo e Carlo, Milano.
Le auguro di riuscire a trovare il supporto che merita. Buona vita.
Buonasera,
la sua domanda è molto breve, ma contiene una questione enorme.
Dire “sento il bisogno di fare transizione”, a 48 anni, con una moglie e dei figli, non è una frase da liquidare né da trasformare subito in una decisione. Proprio il fatto che lei la esprima in una sola riga invita alla prudenza: una scelta di questa portata non può essere affrontata sull’onda dell’urgenza, né ridotta a una risposta veloce.
Il primo passo non è correre verso una scelta esterna. Il primo passo è capire che cosa significa, per lei, questa parola: transizione.
Può riguardare l’identità di genere, il rapporto con il corpo, la propria storia, una parte di sé rimasta nascosta per anni. Ma può anche intrecciarsi con sofferenza, vergogna, crisi personale, desiderio di fuga, bisogno di rinascere.
Per questo serve prudenza.
Non perché ciò che sente sia “sbagliato”, ma perché alcune decisioni coinvolgono profondamente il corpo, la famiglia, il matrimonio, i figli e l’intera vita della persona.
Non deve cercare qualcuno che la spinga né qualcuno che la fermi. Deve cercare qualcuno che la aiuti a capire fino in fondo che cosa sta cercando.
Le consiglierei quindi un percorso psicoterapeutico serio, non ideologico, non frettoloso, capace di esplorare con lei identità, desiderio, sofferenza, responsabilità e conseguenze concrete.
La transizione, se mai sarà il suo cammino, non dovrebbe nascere dall’urgenza o dalla disperazione, ma da una comprensione profonda di sé.
Prima viene l’ascolto.
Poi, eventualmente, le decisioni.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo e Psicoterapeuta
la sua domanda è molto breve, ma contiene una questione enorme.
Dire “sento il bisogno di fare transizione”, a 48 anni, con una moglie e dei figli, non è una frase da liquidare né da trasformare subito in una decisione. Proprio il fatto che lei la esprima in una sola riga invita alla prudenza: una scelta di questa portata non può essere affrontata sull’onda dell’urgenza, né ridotta a una risposta veloce.
Il primo passo non è correre verso una scelta esterna. Il primo passo è capire che cosa significa, per lei, questa parola: transizione.
Può riguardare l’identità di genere, il rapporto con il corpo, la propria storia, una parte di sé rimasta nascosta per anni. Ma può anche intrecciarsi con sofferenza, vergogna, crisi personale, desiderio di fuga, bisogno di rinascere.
Per questo serve prudenza.
Non perché ciò che sente sia “sbagliato”, ma perché alcune decisioni coinvolgono profondamente il corpo, la famiglia, il matrimonio, i figli e l’intera vita della persona.
Non deve cercare qualcuno che la spinga né qualcuno che la fermi. Deve cercare qualcuno che la aiuti a capire fino in fondo che cosa sta cercando.
Le consiglierei quindi un percorso psicoterapeutico serio, non ideologico, non frettoloso, capace di esplorare con lei identità, desiderio, sofferenza, responsabilità e conseguenze concrete.
La transizione, se mai sarà il suo cammino, non dovrebbe nascere dall’urgenza o dalla disperazione, ma da una comprensione profonda di sé.
Prima viene l’ascolto.
Poi, eventualmente, le decisioni.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo e Psicoterapeuta
Gentile Utente ... nel suo post, Lei si definisce un uomo ma scrive di sè al femminile (sposata). Che cosa Le succede dentro? Quali paure sta vivendo? La transizione è un percorso delicato, difficile che Le cambierà la Vita. Ha affrontato (parlato) con un professionista la sua posizione? Ha valutato con attenzione le conseguenze della sua scelta? Sente di voler assumersi la responsabilità di questa scelta? Le domande sono tante e La invito a sviscerare attentamente ogni singolo aspetto e quali emozioni si celano dietro ma, soprattutto, quando si sentirà pronto, La invito a parlare con le persone che ama, cercando un confronto sincero che possa "avvicinare" e non "allontanare". Grazie.
Salve. Cosa intende con come fare? La transizione avrebbe sicuramente delle conseguenze per la sua famiglia, d'altro lato, crede di riuscire a continuare la sua vita senza prendere questa strada?
Come vede la domanda porta altre domande. Se vuole, può prenotare un colloquio online per cercare di rischiarare questi dubbi.
Come vede la domanda porta altre domande. Se vuole, può prenotare un colloquio online per cercare di rischiarare questi dubbi.
Salve buongiorno si rivolga ad un centro ospedaliero specializzato in questa tematica. L'aiuteranno a fare la valutazione medico - psicologico del caso ed ad affrontare le conseguenze familiari. Buon proseguimento
Gentile Utente, quello che senti merita ascolto serio: il bisogno di transizione non nasce all’improvviso, ma da una parte profonda di te. È importante procedere con gradualità, magari iniziando da uno spazio sicuro come un percorso con uno psicologo esperto in identità di genere. Considera anche l’impatto su famiglia e figli, senza però annullare te stesso. Parlare con persone competenti o gruppi di supporto può aiutarti a chiarire i passi. Non devi decidere tutto subito: inizia a capire chi sei e cosa ti fa stare autenticamente bene. Un saluto
Buongiorno,
quello che scrive è un tema molto importante e delicato, che merita uno spazio di ascolto e di approfondimento.
Il fatto che senta questo bisogno a 48 anni, pur essendo sposato e con figli, non è qualcosa di “sbagliato”: può accadere che aspetti legati alla propria identità emergano o diventino più chiari anche in fasi diverse della vita.
Prima di pensare a “come fare una transizione”, può essere utile fermarsi a comprendere meglio cosa rappresenta per Lei questo bisogno:
– da quanto tempo lo sente
– in quali momenti emerge più forte
– che significato ha per il Suo senso di sé
Un percorso psicologico può aiutarLa ad esplorare questi aspetti in modo graduale e senza fretta, permettendoLe di capire meglio i Suoi vissuti e le possibili direzioni, tenendo conto anche della Sua situazione familiare.
Se nel tempo questo bisogno dovesse confermarsi, esistono poi percorsi specifici e professionisti specializzati che accompagnano in modo strutturato le persone in questo tipo di cammino.
Il primo passo, però, è non affrontare tutto da solo e darsi uno spazio per capire più a fondo ciò che sta vivendo.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
quello che scrive è un tema molto importante e delicato, che merita uno spazio di ascolto e di approfondimento.
Il fatto che senta questo bisogno a 48 anni, pur essendo sposato e con figli, non è qualcosa di “sbagliato”: può accadere che aspetti legati alla propria identità emergano o diventino più chiari anche in fasi diverse della vita.
Prima di pensare a “come fare una transizione”, può essere utile fermarsi a comprendere meglio cosa rappresenta per Lei questo bisogno:
– da quanto tempo lo sente
– in quali momenti emerge più forte
– che significato ha per il Suo senso di sé
Un percorso psicologico può aiutarLa ad esplorare questi aspetti in modo graduale e senza fretta, permettendoLe di capire meglio i Suoi vissuti e le possibili direzioni, tenendo conto anche della Sua situazione familiare.
Se nel tempo questo bisogno dovesse confermarsi, esistono poi percorsi specifici e professionisti specializzati che accompagnano in modo strutturato le persone in questo tipo di cammino.
Il primo passo, però, è non affrontare tutto da solo e darsi uno spazio per capire più a fondo ciò che sta vivendo.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buonasera,
quello che descrive è un vissuto importante e delicato, che merita attenzione e rispetto. Il desiderio di intraprendere un percorso di transizione di genere può emergere anche in età adulta, talvolta dopo anni in cui questi sentimenti sono rimasti in secondo piano o non pienamente riconosciuti.
Il primo passo non è “fare subito la transizione”, ma comprendere a fondo ciò che sta provando. È fondamentale distinguere tra curiosità, bisogno di espressione di sé, e una più strutturata esperienza di incongruenza di genere (cioè il sentirsi profondamente non allineati con il genere assegnato alla nascita). Questo processo richiede tempo, ascolto e uno spazio sicuro in cui poter esplorare pensieri ed emozioni senza giudizio.
Un percorso psicologico può aiutarla a:
chiarire la natura e l’intensità di questo bisogno
comprendere come si integra con la sua storia personale, affettiva e familiare
valutare le possibili conseguenze emotive, relazionali e pratiche delle scelte future
accompagnarla, qualora lo desideri, in un eventuale percorso di affermazione di genere (che può includere aspetti sociali, psicologici e medici)
Consideri anche che la presenza di una famiglia e di figli rende ancora più importante procedere con gradualità e consapevolezza, eventualmente prevedendo, in un secondo momento, anche un supporto familiare.
Non esiste un unico modo “giusto” di affrontare questa situazione: ogni percorso è personale e va costruito su misura.
Per questo motivo, le consiglio di approfondire la sua situazione con uno specialista esperto in identità di genere, che possa accompagnarla passo dopo passo in modo competente e rispettoso.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è un vissuto importante e delicato, che merita attenzione e rispetto. Il desiderio di intraprendere un percorso di transizione di genere può emergere anche in età adulta, talvolta dopo anni in cui questi sentimenti sono rimasti in secondo piano o non pienamente riconosciuti.
Il primo passo non è “fare subito la transizione”, ma comprendere a fondo ciò che sta provando. È fondamentale distinguere tra curiosità, bisogno di espressione di sé, e una più strutturata esperienza di incongruenza di genere (cioè il sentirsi profondamente non allineati con il genere assegnato alla nascita). Questo processo richiede tempo, ascolto e uno spazio sicuro in cui poter esplorare pensieri ed emozioni senza giudizio.
Un percorso psicologico può aiutarla a:
chiarire la natura e l’intensità di questo bisogno
comprendere come si integra con la sua storia personale, affettiva e familiare
valutare le possibili conseguenze emotive, relazionali e pratiche delle scelte future
accompagnarla, qualora lo desideri, in un eventuale percorso di affermazione di genere (che può includere aspetti sociali, psicologici e medici)
Consideri anche che la presenza di una famiglia e di figli rende ancora più importante procedere con gradualità e consapevolezza, eventualmente prevedendo, in un secondo momento, anche un supporto familiare.
Non esiste un unico modo “giusto” di affrontare questa situazione: ogni percorso è personale e va costruito su misura.
Per questo motivo, le consiglio di approfondire la sua situazione con uno specialista esperto in identità di genere, che possa accompagnarla passo dopo passo in modo competente e rispettoso.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Le consiglio intanto di intraprendere un lavoro di psicoterapia che possa accompagnarla in questo percorso e tutti i cambiamenti che arriveranno. Dott.ssa Bonomi
Gentile utente di mio dottore,
In Italia, l'iter di transizione di genere (o affermazione di genere) è un percorso multidisciplinare che include supporto psicologico, terapia ormonale (opzionale), eventuali interventi chirurgici e una procedura legale per la rettifica di nome e sesso sui documenti, regolato principalmente dalla Legge 164/1982. Il percorso si svolge attraverso centri pubblici specializzati o professionisti privati, seguendo protocolli ONIG o WPATH. Si affidi al miglior centro del suo territorio, la accompagneranno in tutte le fasi del cambiamento.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
In Italia, l'iter di transizione di genere (o affermazione di genere) è un percorso multidisciplinare che include supporto psicologico, terapia ormonale (opzionale), eventuali interventi chirurgici e una procedura legale per la rettifica di nome e sesso sui documenti, regolato principalmente dalla Legge 164/1982. Il percorso si svolge attraverso centri pubblici specializzati o professionisti privati, seguendo protocolli ONIG o WPATH. Si affidi al miglior centro del suo territorio, la accompagneranno in tutte le fasi del cambiamento.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve,
immagino che dietro questo messaggio sintetico ci sia un enorme bagaglio di emozioni contrastanti.
Posso consigliarle di cercare un professionista che sia specializzato e che possa indirizzarla verso un percorso profondo e di analisi di ciò che sente e di come possa affrontare tale lungo viaggio.
Inizi con un percorso psicoterapeutico e si rivolga a centri e strutture specializzate che la accompagnino medicalmente e psicologicamente.
Saluti,
Dott.ssa Francesca Manzella, Psicologa-Psicoterapeuta
immagino che dietro questo messaggio sintetico ci sia un enorme bagaglio di emozioni contrastanti.
Posso consigliarle di cercare un professionista che sia specializzato e che possa indirizzarla verso un percorso profondo e di analisi di ciò che sente e di come possa affrontare tale lungo viaggio.
Inizi con un percorso psicoterapeutico e si rivolga a centri e strutture specializzate che la accompagnino medicalmente e psicologicamente.
Saluti,
Dott.ssa Francesca Manzella, Psicologa-Psicoterapeuta
Buonasera,
quello che stai dicendo è molto importante e immagino anche molto difficile da mettere in parole, soprattutto dentro una vita già costruita, con un matrimonio, dei figli, una storia personale che probabilmente va avanti da tanti anni.
La prima cosa che mi viene da dirti è che il fatto di sentire questo bisogno non significa automaticamente che tu debba prendere decisioni immediate o drastiche. “Sentire il bisogno di fare transizione” può contenere molte cose diverse: un desiderio profondo e stabile legato alla tua identità di genere, una sofferenza che hai tenuto dentro a lungo, oppure anche un bisogno di capire meglio chi sei davvero e come vuoi vivere te stesso.
Prima ancora del “come faccio?”, forse c’è uno spazio importante da dare alla domanda:
cosa senti esattamente quando pensi alla transizione?
Sollievo? Paura? Libertà? Tristezza per il tempo passato? Desiderio di essere finalmente visto? Confusione?
Per molte persone questi vissuti emergono anche in età adulta o molto adulta, spesso dopo anni passati a tenere tutto sotto controllo, a fare quello che ci si aspettava da loro, a costruire una vita “funzionante” mentre dentro qualcosa restava in sospeso.
Non sei l’unico a vivere qualcosa del genere.
La cosa più importante adesso probabilmente non è decidere subito cosa fare con il matrimonio, con i figli o con il corpo, ma trovare uno spazio sicuro in cui poter esplorare questa parte di te senza doverla immediatamente trasformare in una scelta definitiva.
Potrebbe esserti molto utile parlare con uno psicoterapeuta esperto in identità di genere, non per dirti “chi sei”, ma per aiutarti a capire meglio il significato di questo bisogno nella tua vita e quanto è presente, stabile, urgente o antico.
Perché la transizione non è un unico gesto. È un percorso possibile, fatto di tanti livelli diversi: interiori, relazionali, sociali, corporei. Alcune persone arrivano a una transizione completa, altre trovano modi differenti di esprimere la propria identità senza necessariamente cambiare tutto. Non esiste un’unica strada valida.
Mi colpisce anche il fatto che tu abbia scritto “sento il bisogno”. Spesso dietro questa frase ci sono anni di silenzio.
Ti farei una domanda molto semplice, se ti va di pensarci:
questo sentimento è qualcosa che senti da molto tempo e che hai tenuto nascosto, oppure è qualcosa che è emerso in modo più forte solo recentemente?
quello che stai dicendo è molto importante e immagino anche molto difficile da mettere in parole, soprattutto dentro una vita già costruita, con un matrimonio, dei figli, una storia personale che probabilmente va avanti da tanti anni.
La prima cosa che mi viene da dirti è che il fatto di sentire questo bisogno non significa automaticamente che tu debba prendere decisioni immediate o drastiche. “Sentire il bisogno di fare transizione” può contenere molte cose diverse: un desiderio profondo e stabile legato alla tua identità di genere, una sofferenza che hai tenuto dentro a lungo, oppure anche un bisogno di capire meglio chi sei davvero e come vuoi vivere te stesso.
Prima ancora del “come faccio?”, forse c’è uno spazio importante da dare alla domanda:
cosa senti esattamente quando pensi alla transizione?
Sollievo? Paura? Libertà? Tristezza per il tempo passato? Desiderio di essere finalmente visto? Confusione?
Per molte persone questi vissuti emergono anche in età adulta o molto adulta, spesso dopo anni passati a tenere tutto sotto controllo, a fare quello che ci si aspettava da loro, a costruire una vita “funzionante” mentre dentro qualcosa restava in sospeso.
Non sei l’unico a vivere qualcosa del genere.
La cosa più importante adesso probabilmente non è decidere subito cosa fare con il matrimonio, con i figli o con il corpo, ma trovare uno spazio sicuro in cui poter esplorare questa parte di te senza doverla immediatamente trasformare in una scelta definitiva.
Potrebbe esserti molto utile parlare con uno psicoterapeuta esperto in identità di genere, non per dirti “chi sei”, ma per aiutarti a capire meglio il significato di questo bisogno nella tua vita e quanto è presente, stabile, urgente o antico.
Perché la transizione non è un unico gesto. È un percorso possibile, fatto di tanti livelli diversi: interiori, relazionali, sociali, corporei. Alcune persone arrivano a una transizione completa, altre trovano modi differenti di esprimere la propria identità senza necessariamente cambiare tutto. Non esiste un’unica strada valida.
Mi colpisce anche il fatto che tu abbia scritto “sento il bisogno”. Spesso dietro questa frase ci sono anni di silenzio.
Ti farei una domanda molto semplice, se ti va di pensarci:
questo sentimento è qualcosa che senti da molto tempo e che hai tenuto nascosto, oppure è qualcosa che è emerso in modo più forte solo recentemente?
salve rispetto al suo vissuto, è utile poter attivare quante più risorse possibili che possano accompagnarla nel percorso dapprima psicologico e sociale e successivamente anche medico. Potrebbe affidarsi a professionisti formati in tematiche lgbt e di identità di genere. In ogni caso il suo percorso sarà orientato a raggiungere ciò che lei sente vero per la sua identità e sarà poi supportato nel come e quando comunicare questo a sua moglie, cercando un aiuto congiunto, per mantenere un clima di comprensione e di riassestamento di un equilibrio nuovo. La consapevolezza di voler stare nel corpo e nell'identità che sente più vicina, è un bisogno fondamentale come essere umano e come tale va considerato. Spero di esserle stata d'aiuto.
Buongiorno, per arrivare alla transizione per prima cosa deve fare un percorso psicologico. Il terapeuta farà una relazione in cui attesta la diagnosi di disforia di genere. Con questa potrà iniziare il passo successivo, cioè la cura ormonale con un endocrinologo per assumere i caratteri sessuali secondari. Poi potrà procedere con il cambio anagrafico del nome ed eventualmente arrivare all' intervento chirurgico per il cambio di sesso.
Buonasera, il bisogno di intraprendere una transizione di genere può emergere anche in età adulta, talvolta dopo molti anni in cui alcune parti di sé sono state messe da parte o vissute con difficoltà. Non esiste un’età “giusta” per iniziare a interrogarsi sulla propria identità di genere, né il fatto di avere una famiglia o dei figli invalida ciò che sente. Prima di prendere decisioni importanti, può essere utile concedersi uno spazio protetto in cui comprendere meglio le proprie emozioni, i propri bisogni e cosa significhi per lei “fare transizione”. Un percorso con uno psicologo esperto in identità di genere può aiutarla ad affrontare dubbi, paure, aspettative e possibili cambiamenti personali, relazionali e familiari, senza dover decidere tutto immediatamente. La transizione, infatti, non è uguale per tutti e può includere aspetti psicologici, sociali o medici, da valutare gradualmente e nel rispetto dei propri tempi.
Un caro saluto.
Un caro saluto.
Buonasera
Si deve rivolgere ad un ospedale che si occupa della transizione.
A Roma se ne occupa l'Umberto 1
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
Si deve rivolgere ad un ospedale che si occupa della transizione.
A Roma se ne occupa l'Umberto 1
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno
ho seguito alcune persone che sentivano il suo stesso bisogno ed altre che lo hanno fatto. E' un argomento alquanto complesso e sono presenti in alcune zone dell'Italia dei centri specializzati con èquipe medica che lavora in team. Se ha bisogno di indicazioni o vuole anche solo un colloquio di chiarificazione, può scrivermi. Dott.ssa Letizia Muzi
ho seguito alcune persone che sentivano il suo stesso bisogno ed altre che lo hanno fatto. E' un argomento alquanto complesso e sono presenti in alcune zone dell'Italia dei centri specializzati con èquipe medica che lavora in team. Se ha bisogno di indicazioni o vuole anche solo un colloquio di chiarificazione, può scrivermi. Dott.ssa Letizia Muzi
Contatti associazioni locali che si occupano di tematiche LGBTQ+ o consultori che possano indirizzarla. Si tratta di consulenze gratuite in cui possono rispondere ad ogni suo dubbio e guidarla.
Saluti!
Saluti!
Buongiorno. La sua domanda è troppo generica per poterle offrire una risposta. Se sente la necessità di capire meglio ciò che prova, i suoi sentimenti e pensieri, e desidera ritrovare un orientamento soddisfacente per la sua vita, provi a chiedere una consultazione. SG
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