seduzione e narcisismo: sono 2 temi che mi interessano da sempre. Fino a qualche anno fa ero altamen

22 risposte
seduzione e narcisismo: sono 2 temi che mi interessano da sempre. Fino a qualche anno fa ero altamente seduttiva, mi divertivo nel creare dinamiche varie, emozioni forti. Successivamente ad un percorso psicologico in cui mi è stato spiegato che le "manipolazioni" fossero errate, mi sono modificata, da allora mi sento snaturata, sono una brava persona, ma noiosa e prevedibile, non mi piaccio, oltre a non provare più nulla, prima ero passionale ora troppo calma. Ho conosciuto una persona narcisista negli ultimi 3 mesi e mi sono riaccesa, ho sentito quella passione che avevo soffocato. Vorrei tornare quella che ero un tempo, carismatica, passionale, vera, e per tornare quella che ero ho bisogno di frequentare questa persona narcisista che da pochi giorni si è allontanata (mi servirebbe qualcuno che mi aiuti a comprendere perché, voglio capire le dinamiche comportamentali degli uomini, a volte gli ho dato appuntamento senza presentarmi e lui intensificava l'interesse, adesso che mi sono comportata bene si è allontanato, ho bisogno di qualcuno che ascolti l'intera storia e mi aiuti a capire le dinamiche nostre). mi serve riavvicinarlo per ritrovare me stessa, lui mi serve, per ricordarmi chi ero e interfacciarmi solo con persone simili a me. in contemporanea sono mesi che provo a relazionarmi con uomini ma non riesco a creare rapporti perché ho la necessità emotiva di essere rincorsa, di far sì che l'altro si ossessioni, altrimenti non riesco ad agganciarmi, ma ultimamente non comprendo perché non ci riesco. Mi serve una sorta di coach nella seduzione e nei rapporti sentimentali. grazie a chi mi aiuterà.
Dott. Simone Ciuffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Sambuceto
Se le serve essere rincorsa trovi un dipendente affettivo, ma noi attraiamo ciò che siamo in quanto l'altro può riflettere solo ciò che noi siamo in quel dato momento. Non so quale approccio avesse il suo/a terapeuta, fatto sta che sarebbe interessante capire il perchè di questa sua necessità di essere "vista". La ringrazio per la condivisione. Dott. Simone Ciuffi

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Dott.ssa Stefania Maretti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bolzano
Seduzione e narcisismo sono due temi molto complessi e interconnessi, che come dice Lei meritano di essere indagati e approfonditi all'interno di un percorso terapeutico. Il mio invito è quello di individuare, da parte sua, una persona con la quale svolgere questo percorso.
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta onestà i suoi vissuti. Dalle sue parole emerge chiaramente un desiderio autentico di tornare in contatto con una parte viva, passionale, carismatica di sé, una parte che sembra oggi lontana, ma che resta ancora molto presente nel suo immaginario e nel suo bisogno emotivo. Il conflitto che descrive tra “essere una brava persona” e “essere sé stessa”, è un vissuto umano profondo, che merita attenzione e ascolto non giudicante.
Il mio lavoro, in quanto psicoterapeuta a orientamento fenomenologico-esistenziale, non si basa sull’offrire tecniche o strategie per modificare se stessi o gli altri, ma piuttosto sull’aiutare le persone a mettersi in ascolto autentico della propria esperienza, a vedere con più chiarezza cosa sta succedendo dentro di sé, e a ritrovare una direzione che sentano realmente loro.
Per qualsiasi domanda non esiti a contattarmi, sono disponibile anche per terapie online ed ho aderito anche al programma "bonus psicologo". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Hai vissuto a lungo una parte di te molto passionale, seduttiva, che ti faceva sentire viva e carismatica, ma dopo un percorso psicologico ti sei allontanata da quel modo di essere perché ti è stato detto che alcune tue dinamiche erano manipolative. Così ti sei trasformata in una versione più “buona” ma anche prevedibile e meno autentica, perdendo quella scintilla e quella passione che ti definivano.
Negli ultimi mesi hai incontrato una persona narcisista che ha riacceso in te quella voglia di intensità e di gioco emotivo, facendoti sentire di nuovo viva. Ma lui si è allontanato, proprio mentre tu provavi a comportarti “bene” e in modo più lineare, e questo ti ha lasciata confusa. Ti domandi perché l’interesse si accendeva quando eri sfuggente e diminuisce quando ti mostri disponibile.
Ora ti trovi in un paradosso: vuoi tornare a essere quella donna carismatica, passionale e vera, ma ti senti bloccata perché i rapporti con altri uomini sembrano vuoti se non riescono a inseguirti e desiderarti intensamente.
Quello che emerge è un bisogno profondo di comprendere queste dinamiche emotive, non per giudicarle, ma per ritrovare te stessa. Spesso, ciò che ci è stato detto essere “sbagliato” contiene invece la nostra autenticità più preziosa.
Se senti che è arrivato il momento di esplorare tutto questo in modo più profondo, con qualcuno che possa ascoltare la tua storia senza pregiudizi, aiutarti a capire questi meccanismi e a riappropriarti della tua passione in modo sano, potremmo prenderci uno spazio per farlo insieme.
Sono qui, pronta ad ascoltarti.
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Può essere utile domandarsi: davvero per sentirsi viva deve passare attraverso dinamiche che la fanno oscillare tra euforia e sofferenza? Oppure è possibile riscoprire passione e carisma in un modo che non la leghi a rapporti instabili o manipolativi?
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a distinguere tra ciò che le appartiene davvero come vitalità e ciò che invece nasce dal bisogno di essere rincorsa, offrendole strumenti per ritrovare sé stessa senza dipendere da figure che rischiano di farle male.
Spero di aver suscitato domande che possano incuriosirla.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quello che descrivi tocca aspetti molto profondi: da una parte la seduzione come forma di vitalità, gioco ed energia, dall’altra il senso di “spegnimento” che hai percepito dopo aver cambiato il tuo modo di rapportarti. È comprensibile che tu senta la mancanza di quella passione che un tempo ti faceva sentire viva e autentica.

La conoscenza con una persona narcisista ha probabilmente riattivato in te quelle dinamiche forti e intense che associavi al tuo modo di essere di prima, ma è importante distinguere tra ciò che ti fa sentire accesa e ciò che rischia di legarti a relazioni disfunzionali e dolorose. Non sei “noiosa” solo perché oggi ti mostri in modo diverso: forse stai attraversando una fase di rielaborazione in cui devi ancora trovare un equilibrio tra autenticità, rispetto di te stessa e passione.

Il bisogno che descrivi — essere rincorsa, sentirti desiderata, quasi ossessionata dall’altro — è un segnale prezioso che meriterebbe di essere esplorato con attenzione: può essere la chiave per capire come mai solo certe dinamiche ti fanno sentire davvero coinvolta.

Se il tuo desiderio è “ritrovare te stessa”, può essere utile lavorare su come riaccendere quella parte passionale dentro di te senza necessariamente dipendere da figure narcisistiche o relazioni instabili. Questo percorso può davvero darti nuove consapevolezze, aiutandoti a distinguere il gioco della seduzione da schemi che rischiano di farti soffrire.

Per approfondire la tua esperienza e comprendere meglio queste dinamiche, è consigliato rivolgersi a uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve credo che le serve un percorso individuale di esplorazione del suo mondo interiore e dei suoi bisogni profondi che certi comportamenti di riconoscimento dagli altri nascondono
Trovare se stessi aiuta a non dipendere da fattori esterni per riconoscere il proprio valore
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Dott.ssa Valentina Penati
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, grazie per aver condiviso questo messaggio. Più che focalizzarci su comportamenti giusti o sbagliati, vorrei focalizzare l'attenzione sui bisogni da cui ciascuno di noi è guidato e sui comportamenti funzionali/disfunzionali che adottiamo per soddisfare tali bisogni. Potersi sentire autentici, provare passione per le cose e le relazioni sono aspetti che ci rendono vitali e arricchiscono la vita. A volte però possiamo adottare comportamenti che sono controproducenti per questi obiettivi e che creano dinamiche distorte che ci risultano incomprensibili o che ci fanno soffrire. Prima ancora che comprendere le dinamiche altrui dobbiamo comprendere le nostre, da cosa siamo guidati e che funzione ha per noi la relazione: è qualcosa che ci arricchisce? è qualcosa da cui dipendiamo? è uno strumento per raggiungere qualcosa d'altro?...sono degli esempi, un lavoro su se stessa, esplorando gli schemi relazionali che la guidano potrà certamente fare chiarezza in questo momento che troppo chiaro non è e permetterle di instaurare relazioni appaganti e non "snaturanti". Resto a disposizione per ogni ulteriore approfondimento, Valentina Penati
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, comprendo la sua necessità di comprendere, anche perchè mi descrive un esistenza che si muove, mi sembra, da un estremo all'altro e che le porta fatica e sofferenza in alcuni casi. Una strada possibile è cercare di approfondire i bisogni profondi che la portano a muoversi affettivamente in una modalità alla fine insoddisfacente. Più che un coaching mi sembra utile una psicoterapia che affronti i nodi più profondi. Se ritiene sono disponibile anche online, buona giornata. Dario Martelli
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno gentile paziente,
in questo caso la soluzione che ha in mente terrebbe in piedi il problema che lamenta. Non si tratta di coaching, quello di cui necessità, stando alla domanda che pone, bensì di psicoterapia, ovvero occorre imparare e conoscere come si fa a passare dal concetto generico di "uomini" a quello di "persona", solo allora si riesce a vivere una relazione piena e si esce dal pathos che crea patimento e non accresce i sentimenti.
Se vuole può contattarmi.
Un saluto cordiale
dott.ssa Marzia Sellini
Dott. Andrea Marinelli
Psicoterapeuta, Psicologo
Bologna
Gentile utente, intanto grazie per aver condiviso la sua storia. Dalle sue parole si percepisce una sofferenza e insoddisfazione per il cambiamento che sente essere avvenuto in lei negli ultimi anni, come se “non si riconoscesse più”. Come psicoterapeuta sistemico, sono convinto che qualunque nostro comportamento sia frutto dei nostri contesti di vita e che solo approfondendo le peculiarità delle nostre relazioni è possibile acquistare una solida consapevolezza e chiarezza del nostro mondo interno, tali da garantire un cambiamento duraturo e una massimizzazione del benessere. L’interesse che comunica per i pattern relazionali e di personalità, come il narcisismo, è sicuramente una risorsa, e la invito a donarsi uno spazio adeguato per poterne parlare. Un caro saluto Dottor Andrea Marinelli
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve, lei vuole alimentare la dinamica relazionale che la contraddistingue da tutta la vita. Nel comprendere che la manipolazione è negativa non sembra aver acquisito ed elaborato una nuova identità per colmare il vuoto narcisistico creato. Sembra che il suo percorso di terapia non sia proseguito e adesso lei ricerchi anche con grande consapevolezza gli schemi del passato. Questo meccanismo le è utile per stare bene ma quella non è la vera felicità, alimenterebbe una relazione tossica. Rispondere alla sua domanda spiegandole come comportarsi con un narcisista non è positivo proprio perché questo tipo di persona se mantiene questo assetto di personalità non farà che ferirla.
Cordiali saluti
Dott.Salvatore Augello
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
La difficoltà che vive oggi non nasce tanto dall’aver perso la sua capacità di attrarre, quanto dalla paura che le due parti di sé — quella passionale e quella che non vuole ferire l’altro — non possano coesistere. Al contrario, lo scopo mira a integrare queste parti, affinché lei possa sentirsi viva senza percepirsi manipolativa, intensa senza sentirsi pericolosa per l’altro. In altre parole, il percorso non è “tornare indietro” a quella che era, né “rassegnarsi” a un sé noioso, ma costruire una forma nuova di autenticità in cui la passione e la responsabilità possano convivere.
Il legame con la persona che descrive come narcisista sembra avere riattivato in lei questa antica energia. È naturale che la sua mente associ questa esperienza a un ritorno di vitalità. Tuttavia, la dipendenza dal comportamento dell’altro per sentirsi accesa rischia di mantenerla imprigionata in un modello relazionale in cui il potere è dell’altro e non di lei.
La vera sfida sta nell’imparare a riconnettere questa energia a se stessa, senza bisogno che venga “accesa” dal gioco del rincorrere o dall’ambivalenza dell’altro.
La questione non è rinunciare a questa parte di sé, ma imparare a darle una forma più libera e meno dipendente dal bisogno che l’altro “si ossessioni”.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi permetto di dirle che quella che lei chiama la sua vera se stessa, non è altro che una parte protettiva, ossia una strategia che l'ha aiutata fino ad un cero punto della sua vita a placare la sofferenza di altre parti più vulnerabili, magari una parte che si sentiva invisibile e non interessante. E' probabile che quando ha lasciato andare questa strategia, la parte vulnerabile ha continuato a soffrire, perchè non integrata e accolta dalla parte adulta. Ora, il riprendere la sua vecchia strategia la farebbe regredire. Ciò che andrebbe fatto, sarebbe lenire il dolore della parte sofferente e integrarla. Tale lavoro richiede un percorso e una volontà in tal senso.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott.ssa Cinzia Rosaria Baldi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Terapeuta
Napoli
La ringrazio per la sua condivisione.
Da quanto emerge dal suo racconto, sembra che lei avverta il bisogno di generare emozioni intense attraverso dinamiche relazionali che inducono l’altro a rincorrerla, poiché ciò le restituisce una sensazione di vitalità e di desiderio. Tale modalità, seppur comprensibile, rischia tuttavia di condurla verso rapporti poco funzionali, nei quali l’attenzione è alimentata più dalla manipolazione che da un reale interesse reciproco.
La vera sfida, a questo punto, potrebbe consistere nel ritrovare passione e vitalità senza ricorrere a simili dinamiche, ponendo invece al centro sé stessa, con i propri punti di forza e le proprie fragilità. È fondamentale ricordare che chi sceglie realmente una persona lo fa per ciò che essa è nella sua autenticità, e non per il bisogno di inseguirla. Imparare a lasciar andare chi non ci sceglie rappresenta, in tal senso, una forma di libertà profonda e matura.


Resto a disposizione per eventuali approfondimenti e chiarimenti.
Saluti Dott.ssa Cinzia Rosaria Baldi
Buongiorno, mi colpiscono molte cose della sua condivisone, in modo particolare il sentirsi snaturata nell’’aver scelto di voler diventare una “brava persona”, soffocando le proprie parti più passionali.
Dice inoltre di sentire la necessità emotiva di essere rincorsa dall’altro per potersi coinvolgere in un rapporto e questo sembra essere per lei un aspetto fondamentale per vivere e sentire la propria passione.
Il mio suggerimento, se lo ritenesse opportuno, è di rivolgersi ad uno psicologo/a psicoterapeuta per esplorare più a fondo il modo in cui vive e costruisce la relazione con se stessa e con l’altro, con un focus particolare sul modo in cui vive e sperimenta la propria passionalità, che sembra essere a volte troppo poco presente ed altre volte molto intensa nei suoi rapporti intimi.
Resto a disposizione qualora dovesse aver bisogno di approfondire la sua condivisone.
Un saluto,
Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno cara ragazza, sento che ha molto desiderio di riattivare alcune parti di lei che sono rimaste soffocate in lei e allo stesso tempo comprendere magari come non manipolare l'altro. La persona narcisista che ha incontrato probabilmente come lei stessa asserisce è stato il nuovo stimolo che le ha risvegliato la sua parte vitale. La ns. parte vitale, energica, di desiderio non va sopita ma va riconosciuta, elaborata ed espressa nel rispetto di noi stessi e dell'altro. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla ad affrontare tutto ciò.
Se desidera possiamo approfondire e lavorare su questo argomento che le sta tanto a cuore.

Cordiali saluti

Dott.ssa Alessandra Domigno
Dr. Angelo Raffaele Pagano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Ardea
Buongiorno e grazie per aver scritto. Credo che ciò che ci piace parla di noi, del nostro modo di essere e di protenderci verso il mondo e verso gli altri. Il tuo modo di essere è in primo luogo una questione del rapporto con te stessa, dopo viene il resto, certo! Leggendo quello che scrivi sembri divisa fra due "modalità" che per qualche motivo non si conciliano fra loro e non arrivano ad una integrazione armoniosa, ma tu sei una e unica quindi mi chiedo perché ti percepisci in un modo o nell'altro? C'è un modo di essere che ti possa piacere e che racchiuda ambedue le dinamiche (la "brava persona" e la "carismatica passionale")? Mi chiedo anche a cosa ti riferisci con il termine "manipolazione" visto che principalmente hai parlato di modalità seduttive, questo andrebbe capito meglio. Infine, ma non per ultimo, la storia della tua vita è importante per comprendere, per comprenderti! Nonché i tuoi obiettivi ed i tuoi desideri per il tuo futuro. Vorresti capire meglio gli uomini, bene, ma tieni in considerazione che anche questo tipo di comprensione va in due "direzioni" di cui una è verso te stessa. Questa direzione forse, a volte, sembra più difficile ma lascia anche intraprendere un viaggio lungo e piacevole degno di essere vissuto. La tua ultima frase sul "coach della seduzione" suggerisce un'attenzione verso l'esterno, la conquista, il piacere agli altri, l'obiettivo ma, come dicevo prima, non è questo il punto e non è la direzione giusta se seguita come unica strada cioè senza guardarsi dentro. Spero di esserti stato utile e ti auguro...buon viaggio!
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve,comprendere il suo vissuto significa riconoscere una forte esigenza di autenticità emotiva che oggi percepisce spenta,quasi disattivata da un cambiamento interiore avvenuto troppo rapidamente o in modo poco integrato.La psicoterapia umanistica vedrebbe in questo passaggio il rischio di perdere parti vitali di sé nel tentativo di essere “corretta”,mentre l’analisi bioenergetica leggerebbe il suo bisogno di passione come un impulso naturale che chiede di essere ascoltato senza giudizio.L’attrazione per un uomo narcisista può attivare dinamiche note,che danno l’illusione di ritrovare se stessa,ma che spesso si basano su una rincorsa emotiva che la lascia poi vuota.L’EMDR potrebbe aiutarla a individuare perché solo dentro a relazioni così intense riesce a sentirsi viva,mentre la Mindfulness la sosterrebbe nel riscoprire sé stessa anche nei momenti in cui l’altro non rincorre.Non è questo uomo a restituirle chi era,ma un lavoro profondo con uno psicologo psicoterapeuta che l’accompagni nel reintegrare carisma,passione e stabilità in modo autentico e duraturo.Saluti,dott.ssa Sandra Petralli
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Che cos’è il karma?
È l’esito delle nostre azioni, causa ed effetto, ma anche il condizionamento dei nostri pensieri, che ci definiscono e ci schiavizzano senza tregua. Il karma ci segue come un’ombra, dicono. Viviamo come una ruota: raggi, cerchio e mozzo.

Noi ci poggiamo sul cerchio, cioè sui pensieri condizionati — tre o quattro, più o meno sempre gli stessi (amore, salute, lavoro, soldi, rapporti). Questi pensieri girano rapidi sulla periferia dell’Essere, là dove la ruota tocca terra: la realtà del momento presente, così veloce che ci sfugge. Così dimentichiamo il mozzo, il centro immobile.

Il desiderio è l’asse invisibile che muove il cerchio. Ma ciò che siamo, l’Essere, resta nel mozzo, non toccato da pensieri, emozioni o desideri.

Un esempio tratto dalla domanda: sei una donna giovane–adulta, single, forse senza figli. In passato ti sei vissuta come passionale e seduttiva: il tuo modo di stare al mondo era giocare con l’altro, accendere emozioni. Poi ti sei accorta che quel gioco non ti portava la soddisfazione che cercavi, né l’ideale di personalità che volevi incarnare. Perché il tempo passa anche per le immagini di sé.

Hai provato a sostituire quei pensieri con altri: la calma, la “brava persona”. Ma questi nuovi ospiti non ti appartengono, ti annoiano. Così resti sulla ruota, senza ancora ritrovare te stessa.

Arriva un narcisista: perfetto specchio per riaccendere la tua vitalità. Ma in realtà è lo stesso schema che ti aveva già condotto in psicoterapia. Il narcisista vive di riflessi: usa gli altri come schermi per confermare la sua grandezza, mentre dietro resta una fragilità intollerabile.

Il tuo schema è complementare: danza sul vuoto, seduci per esistere nello sguardo altrui, senza mai appagarti. Tu chiedi d’essere rincorsa, lui risponde all’inizio ma poi si ritira. È la logica dei due specchi che si guardano senza fine.

E ora chiedi un “coach” per riavere il narcisista e il tuo vecchio carisma. Ma attenta: così rinforzi il problema, continui a girare sul bordo della ruota.

Non ti serve inseguire il bordo della ruota.
Ti serve svuotare un po’ la mente, per non restare prigioniera dei pensieri che girano sempre uguali.
Ti serve amarti, senza travestimenti e senza giochi, e sentirti per quella che sei.
Solo così potrai ritrovare la passione — non come rincorsa, ma come presenza viva. Se ti servisse posso darti una mano.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, la scelta del partner e il bisogno che lei sente sono legati alla sua storia personale. Anche il fatto che non si piace adesso è legata ad un tema individuale. Mi sembra che ci sia ancora da lavorare se si chiede il perché cerchi tutto ciò. Esplorare in terapia non vuol dire solo fare ma capire perché si è generato ciò che prova oggi, attraversarlo emotivamente e trovare di conseguenza, senza sforzo volontario, ciò che le è più di aiuto. Io le suggerirei di cercare un professionista, uno psicoterapeuta che la aiuti in tal senso.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

i temi qui riportati sono molto importanti e le questioni che vorrebbe affrontare meriterebbero uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia potrebbe fornirle. Sarei disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto, nel caso, ricevo anche on-line.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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