Salve vorrei parlare di una cosa per cui mi sento profondamente in colpa . Sono un ragazzo di 20 ann

24 risposte
Salve vorrei parlare di una cosa per cui mi sento profondamente in colpa . Sono un ragazzo di 20 anni , e conosco il mio migliore amico dalla seconda media . In prima superiore lui si mise con una ragazza , e qualche volta uscimmo anche insieme con lei , io la conoscevo . Fu una cosa molto breve , di 2 mesi circa , lui all'inizio ci rimase molto male ma poi gli passò in fretta , fatto sta che questa ragazza dopo qualche mese iniziò a cercare molto spesso la mia compagnia , io la rifiutai molto volte, informando anche al mio migliore amico dell'accaduto . Dopo un anno circa , successe una volta che risposi a questa ragazza su instagram , e ci fu un flirt accompagnato da qualche foto un po ose. E niente fini li . Io non mi sentii per nulla in colpa subito , perché sapevo che al mio amico di lei non interessasse più nulla , aveva gia frequentato altre ragazze e in generale non ci diedi molto peso, io avevo circa 15 anni . Ora ne ho 20 , lui 21 e non so per quale motivo questa cosa mi è risalita in testa ma mi sento di aver tradito la sua fiducia , so che se glielo dicessi mi perdonerebbe ma non so se ha senso farlo , e non vorrei rovinare il rapporto che abbiamo adesso per quella che alla fine forse è stata solo una sciocchezza di un ragazzino.
Dott.ssa Maria Laura Giampaglia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Ercolano
Salve. Può capitare che situazioni attuali, di cui probabilmente diamo poca importanza, facciano da " trigger" ovvero riportino a galla situazioni del passato che non abbiamo elaborato. Le consiglio di riflettere sulla sua vita attuale e su cosa possa connettersi a quella situazione passata. Tale processo verrebbe facilitato da un percorso analitico. Resto a disposizione.

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Dott.ssa Sara Dassiè
Psicologo clinico, Psicologo
Codognè
Gentile utente, mi colpisce molto il fatto che questo episodio, accaduto anni fa, sia tornato nella sua mente con così tanta forza. Questo suggerisce che forse non è solo il fatto in sé a farla stare male, ma anche il significato che oggi, con una maturità diversa, attribuisce al suo comportamento di allora.

A quell’età, si è in un processo di crescita in cui si sperimentano confini, regole e valori, spesso senza avere ancora piena consapevolezza delle conseguenze. Se in quel momento non ha vissuto la situazione con senso di colpa, ma oggi sì, significa che è cambiato il modo in cui guarda a se stesso e alle sue relazioni.

La domanda che può farsi è: cosa la preoccupa davvero? Ha paura di aver tradito la fiducia del suo amico o sente il bisogno di perdonarsi per un comportamento che oggi giudica in modo diverso? Se sa che lui non darebbe peso alla cosa, potrebbe essere più utile riflettere su come gestire il senso di colpa dentro di sé, invece che cercare conferme all'esterno.

Se questo pensiero la tormenta, potrebbe esplorarlo più a fondo in un contesto di supporto psicologico, per comprendere meglio le sue emozioni e trovare un equilibrio tra il passato e il presente.

Se sente il bisogno di parlarne, resto a disposizione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Dassiè
Gentile anonimo,
io non la definirei una sciochezza se dopo anni ancora il pensiero di questo evento la turba. A volte succede che le cose non dette, pensieri turbanti o sensi di colpa , se non risolti possano incistarsi, arrivare all'inconscio e trasformarsi in veri e propri sintomi. L'azione in sembra avere molto peso dal momento che il suo amico e la ragazza non stavano più insieme ma bisogna capire quale significato lei attribuisce a questo gesto e come vive lei i tradimenti. Inoltre da quel che mi pare di capire lei e il suo amico avete un profondo rapporto di amicizia che vi lega da anni, pertanto se lei ritiene che parlargliene la aiuterebbe, non rimandi oltre.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Buona serata
Dr. Gianmarco Capasso
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Gentile utente,

La sensazione di colpa che prova è comprensibile e indica che attribuisce grande valore all’amicizia e alla fiducia reciproca. È normale, col passare degli anni e con una maggiore maturità, rivedere episodi del passato con occhi diversi e provare sentimenti che prima non erano presenti.
Tuttavia, è importante distinguere tra una reale violazione della fiducia e un episodio che, con il tempo, ha assunto un peso maggiore nella sua mente rispetto a quello che ebbe all’epoca. Lei stesso riconosce che, al momento dei fatti, il suo amico aveva già superato quella relazione e che la situazione non aveva avuto conseguenze significative.
Ora la questione è: confessare servirebbe a qualcosa? Se il desiderio di farlo nasce solo dalla necessità di alleviare il suo senso di colpa, potrebbe non essere utile, perché rischierebbe di appesantire inutilmente un rapporto che sembra sano e solido. Se invece sente che questa "ombra" sta condizionando il suo modo di vivere l’amicizia, allora potrebbe valere la pena parlarne, con sincerità e leggerezza, proprio come un episodio del passato che oggi vede sotto una nuova luce.
In ogni caso, ciò che conta è il rapporto che ha costruito nel tempo con il suo amico. L’amicizia si fonda sulla fiducia nel presente, più che su errori o leggerezze del passato. Se questo episodio non ha avuto conseguenze allora, potrebbe essere utile chiedersi se ha davvero senso dargliene ora.
Se sente che questo pensiero continua a tormentarla, potrebbe essere utile lavorare sul senso di colpa e sul modo in cui elabora il passato, magari con l’aiuto di un professionista. Ricordi che tutti commettiamo errori e che ciò che conta è come scegliamo di comportarci nel presente.

Un caro saluto.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la sua riflessione mostra quanto tenga al legame con il suo amico e quanto sia una persona che dà valore alla lealtà e alla fiducia nei rapporti. Il fatto che a distanza di anni provi questo senso di colpa dimostra che non ha agito con intenzione di ferire, ma che ora, con una maturità diversa, guarda al passato con occhi nuovi.

Quando aveva 15 anni, quella situazione poteva sembrarle meno rilevante, soprattutto perché il suo amico aveva già voltato pagina. Oggi, invece, con una maggiore consapevolezza, sta rielaborando il tutto e si chiede se abbia sbagliato e se sia giusto confessarlo. È importante chiedersi se questo senso di colpa nasce realmente da un torto che pensa di aver commesso o se, piuttosto, è il bisogno di confermare a se stesso di essere una persona leale e degna della fiducia altrui.

Se il timore è di aver tradito un valore importante come l’amicizia, può essere utile ricordare che l’amicizia si costruisce su un percorso fatto di molti momenti, di gesti, di affetto reciproco. Un episodio passato, che all’epoca non aveva avuto conseguenze, non definisce il legame che avete oggi. Ciò che conta è come si comporta ora con lui e il rispetto che continua ad avere nei suoi confronti.

Se sente che parlarne potrebbe aiutarla a sentirsi meglio e rafforzare il rapporto, può farlo con sincerità, senza aspettarsi un giudizio negativo. Ma se pensa che sia un peso che sta portando solo lei e che il loro legame non sia stato realmente intaccato, potrebbe anche lavorare su questa sensazione dentro di sé, accettando che a 15 anni si fanno scelte che oggi si guardano con una prospettiva diversa.

Il senso di colpa, quando diventa eccessivo, rischia di farle attribuire un peso enorme a qualcosa che il tempo ha già risolto. Forse il punto non è tanto se dirglielo o meno, ma permettersi di perdonare se stesso per una cosa che, allora, aveva vissuto con leggerezza.

Rimango a disposizione qualora volesse approfondire ulteriormente questi temi.

Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Veronica Nodari
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Casazza
Buonasera,
Mi chiedo come mai proprio ora ritorna alla mente questa situazione, se sia legata ad altro che magari è successo negli ultimi tempi. Sarebbe utile per te comprendere questo e capire se il raccontarlo all'amico sia utile per togliere i dubbi.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che sta provando è un senso di colpa che, col passare del tempo, ha preso più spazio dentro di lei, fino a diventare un pensiero intrusivo che la porta a riconsiderare un episodio ormai lontano. È evidente che il rapporto con il suo amico è molto importante per lei, tanto da spingerla a interrogarsi sulla correttezza delle sue azioni passate e sull’impatto che potrebbero avere oggi. A quindici anni si era trovato in una situazione ambigua, dove probabilmente non aveva del tutto colto le implicazioni della sua scelta. A quell’età il senso di lealtà e i confini nelle amicizie sono ancora in fase di definizione, e spesso si agisce senza riflettere a lungo sulle conseguenze. È significativo, però, che già allora abbia avuto il buon senso di rifiutare più volte l’attenzione di questa ragazza e di parlarne apertamente con il suo amico. Questo dimostra che ha sempre avuto rispetto per lui e per il legame che vi unisce. Oggi, a distanza di anni, sta guardando quel momento con una maturità diversa, e per questo prova un senso di colpa che allora non aveva. È un segnale di crescita, del fatto che i suoi valori si sono rafforzati e che oggi è una persona che tiene molto alla lealtà. Tuttavia, è importante distinguere tra ciò che è stato un errore grave e ciò che è un evento passato che non definisce la sua intera persona. Si chieda: se il suo amico le confessasse qualcosa di simile, come reagirebbe? Lo condannerebbe o lo capirebbe, sapendo che era solo un ragazzo di quindici anni che ha fatto un piccolo passo falso senza cattive intenzioni? La sua paura di rovinare il rapporto attuale dimostra che oggi lo considera molto importante e che non vorrebbe comprometterlo per un episodio che, con ogni probabilità, non ha più alcuna rilevanza per il suo amico. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile lavorare su questi pensieri disfunzionali che stanno amplificando il peso dell’errore. Spesso la mente tende a riportare alla luce eventi passati, facendoci provare un senso di colpa sproporzionato rispetto alla realtà. Si soffermi su ciò che è reale oggi: il suo rapporto con il suo amico è forte, non ci sono segnali che questa storia abbia avuto conseguenze negative nel tempo, e il fatto che oggi si ponga il problema è una conferma della sua integrità morale. Se sente che parlarne con lui potrebbe alleviare il peso che porta dentro, può farlo, ma non perché "deve", bensì perché ritiene che possa avere un significato positivo per il vostro rapporto. Se invece crede che riportare alla luce questo episodio possa solo creare inutili turbamenti, allora forse è più utile accettare che, da quell’errore, ha tratto un insegnamento che le ha permesso di diventare la persona che è oggi. Il passato non si può cambiare, ma il modo in cui lo integra nella sua crescita personale è una sua scelta. Le auguro il meglio. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
È normale che, con il passare del tempo, la nostra percezione di eventi passati cambia e che ci ritroviamo a riflettere su scelte che allora ci sembravano insignificanti. Il senso di colpa che provi ora potrebbe essere legato più alla tua crescita personale e al valore che oggi dai all'amicizia e alla fiducia, piuttosto che a un reale torto subito dal tuo amico.

Detto questo, è importante chiederti cosa desideri ottenere affrontando questo argomento: se confessare servirebbe davvero a migliorare il tuo rapporto o se invece si tratta di un modo per alleviare il tuo senso di colpa. Se sei certo che lui non abbia più alcun legame emotivo con quella storia e che il vostro legame attuale sia solido, potresti anche decidere di lasciare andare il peso di questo ricordo.

Tuttavia, se questo pensiero continua a tormentarti e incide sul tuo benessere, potrebbe essere utile esplorarlo più a fondo con l'aiuto di uno specialista, per capire meglio le emozioni che stai vivendo e trovare il modo migliore per affrontarle.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buonasera, forse questo pensiero è riaffiorato perché nel tempo la vostra amicizia è maturata ed ha assunto un valore più profondo. Nel frattempo, inoltre, anche il tuo modo di stare nelle relazioni è cambiato (d'altronde, sei cresciuto ed avrai fatto di certo nuove esperienze) e di conseguenza, adesso, ripensare all'accaduto assume un peso differente. Credo che il modo migliore per indagare i vissuti emotivi connessi a tale esperienza sia quello di affrontarli in un percorso di sostegno psicologico: sarebbe utile chiedersi come mai tale esperienza ti faccia sentire in colpa, perché è riaffiorata proprio in questo momento della tua vita, cosa ci "dicono" queste emozioni. Se lo vorrai, sarei felice di poterti aiutare. Sono a tua disposizione anche online. In bocca al lupo. Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentilissimo,
Capisco quanto questa situazione possa pesare su di lei, ma una domanda mi viene in mente: cosa pensa che la stia facendo sentire così in colpa ora, a distanza di anni? Sembra che Lei abbia già chiarito, a livello razionale, che non c'era un tradimento vero e proprio, ma forse ciò che davvero la disturba riguarda il significato che attribuisce a quell’episodio. Cosa pensa che potrebbe cambiare se decidesse di parlarne con il suo amico? Forse c'è qualcosa da esplorare anche dentro di Lei, che potrebbe aiutarla a vedere questa vicenda sotto una luce diversa.
Se desidera parlarne, sono qui per un confronto più approfondito.

Un caro saluto,

Dr. De Giorgi Giorgio
Dott.ssa Samantha Sciunnach
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, io penso che gli occhi di un ventenne sono diversi di quelli di un quindicenne. Ci sono importantissimi cinque anni in più. Anni in cui si fanno nuove esperienze e si aggiunge un pezzettino di conoscenza in più. Dunque si possono fare riflessioni nuove. Prima di decidere se raccontare quanto è successo a questo amico, può essere utile chiedersi il vero motivo che c'è alla base e le conseguenze dell'una e dell'altra decisione. Rispondendo a queste domande potrà essere chiaro anche eventualmente il taglio da dare a questa condivisione (che al momento suona più come una "confessione"): è la condivisione di una sciocchezza, rispetto alla quale non ci sono motivi per dargli peso, fatta da ragazzo o una confessione di un tradimento?
In entrambi i casi, le parole chiavi sono la sincerità e l'indulgenza verso se stessi.
Sembra davvero una bella amicizia!
Dott.ssa Francesca La Monaca
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno!
Se è qualcosa che ti crea tanto disagio e pensi allo stesso tempo che il tuo amico la perdonerebbe, non vedo perchè farne un tabù. Forse hai bisogno di sentirti sollevato e parlarne con il tuo amico?
Può essere anche un occasione per approfondire la vostra amicizia e stringere il legame
Dott.ssa Daniela Platania
Psicologo, Psicologo clinico
Tremestieri Etneo
Ciao, grazie per la tua condivisione.
La situazione che descrivi riguarda un vissuto di colpa legato a un comportamento che, nel contesto attuale, risulta essere per te fonte di conflitto interno. Questo tipo di emozione è comprensibile, poiché spesso ci confrontiamo con situazioni in cui le azioni passate entrano in contrasto con i valori e le dinamiche relazionali che cerchiamo di mantenere nel presente.
Prima di parlare con lui, potresti esplorare le seguenti domande:
Qual è l’intento che muove la tua volontà di confessare?
Cosa speri di ottenere dalla discussione?
La rivelazione potrebbe davvero migliorare la tua relazione o rischia di introdurre incertezze e preoccupazioni che potrebbero minare un’amicizia solida?

Se ti sembra che la situazione ti stia ancora creando difficoltà a livello emotivo, ti consiglio di considerare la possibilità di affrontarla con il supporto di un professionista che ti aiuti a esplorare meglio le tue emozioni e a trovare un modo efficace per affrontare questo conflitto interno.
Spero che queste riflessioni ti siano utili per capire meglio come procedere.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Sabrina Rodogno
Psicologo clinico, Psicologo
Pomezia
Salve
se posso darti un consiglio, lascia perdere. Perchè tirare fuori un evento di anni fa che non ha portato a nessuna conseguenza?
L'amicizia è fondata sulla fiducia, ma questo non significa dire ogni cosa per liberarsi! A volte una parola in meno salva molte relazioni, goditi la freschezza dell'amicizia e non appesantirla.

un abbraccio
Dott.ssa Sabrina Rodogno
Dott.ssa Ornella Puelli
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Salve, alla fine se lei è consapevole che il suo amico la perdonerebbe in quanto eravate entrambi molto piccoli allora forse può levarsi il peso di questo "segreto".
Se pensa spesso a questo e prova determinati sentimenti che le creano malessere allora si liberi di questo peso e se dall'altra parte c'è un amico vero capirà e magari vi farete una risata insieme ricordando i "vecchi tempi".
Alla fine eravate molto piccoli, al suo amico non importava più questa ragazza, aveva già accennato all'amico che questa ragazza la stava contattando e tutto sommato non si è trattato di una relazione importante.

Dott.ssa Adriana Vicario
Psicologo, Psicologo clinico
Lusciano
Caro Utente, è normale provare senso di colpa quando si cresce e si diventa più maturi e consapevoli di valori come lealtà e fiducia nei rapporti interpersonali, in questo caso amicali. Quest'episodio è accaduto nel periodo adolescenziale e mi pare siano passati degli anni. Il suggerimento è quello di riflettere su quanto possa essere utile parlarne proprio ora con il suo amico, dato che il vostro rapporto è ancora stabile e solido. Inoltre, la inviterei a ragionare se questo senso di colpa riguarda più lei e di eventualmente imparare a perdonarsi. Ad ogni modo, credo che il suo amico sarà molto tranquillo se scegliesse di dirglielo e lei dimostrerebbe, in entrambi i casi, segno di maturità e crescita. Cari saluti.
Dott.ssa Tatiana Pasino
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentile buongiorno, indubbiamente sono passati molti anni da quel momento ma, nonostante tutto, è comprensibile che ci sia ancora qualche pensiero riguardo a quel flirt e riguardo a come potrebbe prenderla il suo amico. In un primo momento, potrebbe essere importante capire quali sono i pro e i contro di parlarne con lui, se questa condivisione potrebbe contribuire a rafforzare il rapporto oppure se potrebbe essere motivo di discussione e allontanamento. Prendersi del tempo per se stessi e per comprendere anche la natura di questa colpa e delle emozioni che prova in relazione a quanto successo è di fondamentale importanza. Qualora scegliesse di dirglielo, una modalità assertiva può essere utile a spiegare la situazione con fermezza e in modo chiaro. Rimango a sua disposizione qualora lo desiderasse, le auguro tanta serenità e mando un caro saluto
Dott.ssa Virginia Romita
Psicologo, Psicologo clinico
Bari
La sua riflessione su quanto accaduto dimostra un importante processo di consapevolezza, e credo che sia significativo che lei stia cercando di affrontare questo peso emotivo, anche se sono passati diversi anni dall’episodio in questione.
Riguardo alla situazione che descrive, è comprensibile che, con il passare del tempo e l’evoluzione del suo modo di vedere le cose, lei stia iniziando a riflettere su quanto accaduto. A 15 anni, si è trovato in una situazione che, in quel momento, ha percepito come poco significativa, soprattutto considerando che il suo amico sembrava aver superato la relazione con la ragazza in questione. Tuttavia, la consapevolezza che proviene dall’esperienza e dalla maturazione ci porta a vedere le situazioni sotto una luce diversa, e ora il suo senso di colpa può essere interpretato come una naturale risposta al riconoscimento che, anche se apparentemente innocente, l’azione potrebbe aver avuto un impatto sulla fiducia e sul legame con il suo amico.
Il fatto che ora si senta in colpa denota una crescita emotiva, ma è anche importante valutare se il peso di questa colpa sia effettivamente giustificato nel contesto attuale del vostro rapporto. A 20 anni, il suo rapporto con il suo amico è probabilmente molto più maturo e solido di quanto non fosse all’epoca dei fatti. La domanda che si pone, riguardo se condividere o meno questa esperienza con il suo amico, è legittima e va ponderata in relazione al valore che attribuisce alla trasparenza e alla sincerità nel rapporto.
In generale, è utile considerare che, sebbene il gesto possa essere stato percepito come una “sciocchezza” quando era più giovane, la trasparenza e la comunicazione sincera possono rafforzare la fiducia reciproca a lungo termine, qualora decidesse di parlarne. Tuttavia, se la sua preoccupazione principale è quella di non compromettere un legame che considera prezioso, potrebbe essere altrettanto valido decidere di non rivelare l’incidente, soprattutto se ritiene che non abbia avuto un impatto significativo sul rapporto attuale e che il suo amico non ne sarebbe danneggiato.
Le consiglio di riflettere ulteriormente sul significato di questo episodio per lei e sul valore che attribuisce alla relazione con il suo amico. Se il senso di colpa persiste e ritiene che parlarne sia importante per la sua serenità, potrebbe essere utile esplorare la questione con lui, mantenendo una comunicazione aperta e rispettosa. Se, invece, considera che la questione non incida più sul rapporto e che il suo amico non ne subirebbe conseguenze, potrebbe decidere di lasciar trascorrere il tempo, facendo tesoro della riflessione che ha fatto oggi senza agire su di essa. In ogni caso, l’autoconsapevolezza che sta sviluppando è un passo importante nel suo processo di crescita, e sarà utile continuare ad esplorare queste sensazioni con un atteggiamento di comprensione verso sé stesso e il suo amico.
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buongiorno, non mi è chiaro di cosa avrebbe bisogno ora per essere sereno nel rapporto con se e con il suo amico.
Parlare con il suo amico ha senso nella misura in cui quella condivisione ha significato per lei. Soprattutto, provi a chiedersi a che cosa servirebbe parlargli per lei e cosa si aspetta da questo scambio. Ha bisogno del perdono del suo amico?
Il pensiero di questo episodio passato quanto è intrusivo e invalidante a livello emotivo e nel suo relazionarsi oggi al suo amico?
Rimango a sua disposizione.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Grazie per aver condiviso il suo stato d’animo. È comprensibile che, col tempo, alcuni episodi del passato assumano un peso diverso alla luce della maturità raggiunta. Da ciò che scrive, sembra che il suo amico non abbia più alcun legame affettivo con quella ragazza e che, all’epoca, lei non abbia agito con intenzione di ferirlo. Il senso di colpa potrebbe essere più legato alla sua crescita personale che a un reale danno arrecato. Se parlarne con lui la aiuterebbe a sentirsi più sereno, potrebbe farlo, ma solo se è certo che non sia un modo per alleviare la sua coscienza a scapito della serenità del rapporto. Forse può essere più utile accogliere questa sensazione come un segno della sua evoluzione personale e lasciarla andare.
Dott.ssa Martina Panaro
Psicologo
Casoria
Caro ragazzo, grazie per il tuo messaggio così sincero.
Quello che stai vivendo ha un nome: *rimorso tardivo* — ed è qualcosa che emerge quando, crescendo, iniziamo a guardare al nostro passato con occhi più maturi, più consapevoli e spesso anche più severi. È segno di una crescita interiore, non di una colpa irredimibile.

A 15 anni è naturale fare cose senza comprendere del tutto il peso emotivo che possono avere. Il tuo gesto non è stato “giusto”, ma neppure così devastante come oggi lo percepisci. Avevi informato il tuo amico dei tentativi di contatto, e quando c'è stato il flirt, lui sembrava ormai distante da quella relazione.

Allora perché ora torna tutto su con forza?
Perché oggi **sei più adulto, più consapevole del valore della fiducia, dell’amicizia e dei legami profondi.**
E quando cresciamo, capita di sentire il bisogno di “ripulire” certi angoli del passato che ci sembrano poco coerenti con la persona che vogliamo essere oggi.
Quindi, cosa fare?

Ti propongo **tre piste di riflessione**, da psicologa:

1. **Distinguere il bisogno di punizione dal bisogno di autenticità.**
Chiediti: *“Sento di doverglielo dire per alleggerirmi, o perché penso che lui debba davvero saperlo?”*
A volte ci portiamo dentro un senso di colpa che chiede solo di essere visto e compreso — **non per forza “confessato”**. Se lui oggi è sereno, se la relazione con te è viva, leale, sincera… potresti decidere di accogliere dentro di te questa ombra e lasciarla andare, senza per forza distruggere il presente per riparare il passato.

2. **Chiediti: che valore ha oggi la vostra amicizia?**
Se il legame è solido, è probabile che anche in passato lo fosse. E se oggi lo vivi con cura, presenza e rispetto, forse **stai già compensando** quel piccolo errore con anni di affetto vero. Le relazioni non si misurano su un singolo episodio, ma sulla traiettoria che prendono nel tempo.

3. **Impara da questa esperienza, invece di farti schiacciare da essa.**
Invece di trasformarla in una croce da portare, usala come **bussola morale per il futuro.**
Hai già fatto la parte più importante: riconoscere, riflettere, sentire.
Questo ti rende *non colpevole*, ma responsabile. E la responsabilità non è un peso: è un potere.

In conclusione
Non sei un traditore, né un falso amico. Sei un essere umano che sta crescendo.
Se davvero senti che parlarne con lui rafforzerebbe la vostra amicizia (e non solo placare il tuo senso di colpa), fallo con delicatezza. Ma se invece comprendi che questa è una tua ferita interiore e che il vostro rapporto oggi è pulito, puoi anche decidere di lasciare che resti dove sta: nel passato.

Ogni legame si costruisce giorno dopo giorno. E tu, oggi, sembri una persona che sa bene quanto conta la fiducia.

Un caro saluto,
**una psicologa**
Gentile utente,
è molto comune che, arrivando a un’età in cui si sviluppa una maggiore consapevolezza delle proprie dinamiche relazionali e dei propri valori, episodi del passato si ripresentino con un significato diverso. La invito a considerare la dimensione dell’intenzionalità: dal suo racconto non emerge volontà di ferire o tradire il suo amico. Anzi, ha cercato di mantenere un comportamento corretto informandolo inizialmente e mettendo dei limiti quanto le era possibile.
Riguardo al dubbio se parlarne o meno al suo amico: potrebbe essere un atto di autenticità ma potrebbe anche essere un modo per spostare all’esterno un conflitto interno che, prima di tutto, andrebbe compreso.
Si potrebbe lavorare su come gestire questo pensiero ricorrente e sul perdono verso sé stessi.
Rimango a sua disposizione, un caro saluto.
Dott. Damiano Maccarri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissimo,
Glielo chieda e gli dica che si sente in colpa, sinceramente.
Cordiali saluti,
Dott. Maccarri

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