Esperienze
Dotata di ottime capacità di comunicazione interpersonale, spirito di iniziativa e versatilità.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia della salute
- Psicologia forense
- Psiconcologia
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
- +180 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
50 € -
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Colloquio psicologico di coppia
60 € -
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Colloquio psicologico individuale
50 € -
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Orientamento scolastico
50 € -
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Parent training
60 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Che Guevara 1, Bari 70124
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
11 recensioni
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G
Giulia
La dottoressa è una professionista estremamente competente e umana. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata, compresa e mai giudicata. Il percorso con lei è stato prezioso e mi ha aiutato a crescere e stare meglio. La consiglio a chiunque cerchi una psicologa attenta e sensibile.
• Virginia Romita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Virginia Romita
Che belle parole, grazie davvero per aver condiviso la tua esperienza.Sono felice che tu ti sia sentita ascoltata, compresa e accolta senza giudizio: per me è la base di ogni percorso di cura. Sapere che il lavoro fatto insieme ti abbia aiutata a crescere e a stare meglio dà senso e valore a tutto l’impegno messo in terapia.
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I
Ilaria
Ho iniziato da qualche mese il percorso con la dottoressa Virginia Romita e posso dire che non poteva capitarmi un percorso più bello e autentico con una professionista tanto competente e preparata quanto estremamente empatica e sensibile. Quando mi reco da lei, inevitabilmente, so per certo che il resto della giornata e della settimana saranno governate dalla pace e da una continua introspezione. Con lei, perfino i miei lati ombra, le mie paure, le mie fragilità, trovano un potenziale di cambiamento. La dottoressa Virginia ha la capacità di prendere le parti che più ti fanno male e coccolarle. E una volta coccolate le porta a nuova vita ma con una luce differente, dandoti l'opportunità di osservarle con occhi nuovi.
Non potevo essere più felice e soddisfatta di intraprendere un percorso così importante e delicato con una professionista che "fa il tifo per me".
Ve la stra consiglio per qualsiasi vostra esigenza.• Virginia Romita • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Virginia Romita
Ti ringrazio di cuore per aver condiviso la tua esperienza. Le tue parole raccontano perfettamente ciò che cerco di creare nel mio lavoro: uno spazio sicuro, autentico e accogliente, in cui ogni fragilità possa essere ascoltata e trasformata in opportunità di crescita.
Mi fa davvero piacere sapere che il percorso insieme ti stia permettendo di osservare i tuoi lati più delicati con occhi nuovi e di sentire pace e introspezione nella quotidianità. La tua fiducia e il tuo riconoscimento sono per me un incoraggiamento prezioso a continuare a sostenere chi sceglie di intraprendere un percorso di cambiamento e consapevolezza.
Grazie ancora per le tue parole così generose e sentite.
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F
F.M.
La dottoressa è eccezionale. Mi sono rivolta a lei in un periodo di grande cambiamento della mia vita ed è stata fondamentale. Sa mettere a proprio agio e riesce a cogliere il tuo stato d’animo anche da un semplice “come stai”. Grazie a lei continuo a lavorare sempre di più su me stessa e sul modo in cui mi relaziono agli altri
• Virginia Romita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Virginia Romita
Grazie di cuore per questa condivisione e per la fiducia riposta nel percorso. Accompagnare momenti di cambiamento così importanti è un privilegio. Il lavoro su di sé e sulle relazioni nasce sempre dall’impegno personale: continuare su questa strada è già un grande passo di consapevolezza.
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N
Nicole
Bravissima, molto dettagliata nelle spiegazioni. Ti mette al proprio agio.
• Virginia Romita • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Virginia Romita
Ti ringrazio molto per le tue parole! Sono felice che tu ti sia sentito/a a tuo agio e che le spiegazioni ti siano state utili. È importante per me creare un clima sereno e chiaro durante il percorso.
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A
Andrea Cusumano
Mi sono rivolto alla Dott.ssa Virginia Romita in un momento molto difficile della mia vita, segnato da ansia e attacchi di panico che limitavano la mia quotidianità. Al primo incontro, mi sono sentito accolto con empatia e professionalità. La sua capacità di ascolto e il suo approccio delicato ma efficace mi hanno permesso di comprendere meglio le mie difficoltà e di acquisire strumenti concreti per affrontarle. Desidero continuare con molto piacere il percorso con lei, certo che potrà aiutarmi ancora a crescere e a stare meglio.
• Virginia Romita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Virginia Romita
Ti ringrazio di cuore per la tua condivisione. È molto significativo sapere che ti sei sentito accolto e compreso: questo è il primo passo per affrontare con più serenità le difficoltà. Sono felice che tu abbia trovato utili gli strumenti e il percorso intrapreso insieme. Continueremo a lavorare con impegno per favorire la tua crescita e il tuo benessere.
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A
Antonio Maria forte e Corti Elvira
La dottoressa è molto preparata e comunicativa Da quando ci segue lei io e mia moglie stiamo superando molte problematiche
• Virginia Romita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Virginia Romita
Vi ringrazio sinceramente per le vostre parole. Sono contenta che il percorso vi stia aiutando ad affrontare insieme le difficoltà e a trovare nuovi equilibri. È un piacere accompagnarvi in questo cammino di crescita.
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D
Davide Lorusso
Personalmente ho trovato il suo approccio significativo e interessante, in grado di risolvere nodi e problematiche che si erano sedimentate nel tempo e per le quali non avevo ancora deciso rivolgermi a figure professionali. Consiglio a tutti di avvalersi di specialisti in tutti i casi in cui occorra aiuto qualificato e supporto. I suoi punti di forza sono l’estrema professionalità, la cordialità e la preparazione. Mette a proprio agio in tutte le situazioni e crede fortemente nel suo lavoro, aspetto assolutamente da non sottovalutare. Grazie ancora!
• Altro • Altro •
Dott.ssa Virginia Romita
La ringrazio di cuore per le sue parole. Sono molto felice che il mio approccio le sia stato utile nel risolvere le difficoltà che aveva incontrato. Credo fermamente nell’importanza di offrire un supporto qualificato e personalizzato, e sapere che si è sentita a suo agio e compresa durante il nostro percorso è per me una grande soddisfazione. La professionalità, la cordialità e la preparazione sono valori che considero fondamentali nel mio lavoro, e sono grata che li abbia apprezzati. La invito a continuare a prenderci cura di sé e a non esitare a chiedere supporto quando ne sente il bisogno. Grazie ancora per la fiducia!
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E
E.R.
Non avrei mai immaginato quanto un percorso psicologico potesse cambiare la mia vita. La dottoressa mi ha accompagnata con pazienza e dedizione, aiutandomi a superare vecchi blocchi e a riscoprire la fiducia in me stessa. Consiglio a tutti di intraprendere un percorso con lei: è una professionista che lavora con il cuore.
• Virginia Romita • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Virginia Romita
La ringrazio sinceramente per le sue parole così gentili e profonde. È una grande soddisfazione sapere che il nostro percorso insieme le abbia permesso di superare vecchi blocchi e riscoprire la fiducia in sé stessa. La psicoterapia è un viaggio personale, e ogni passo che facciamo insieme è un segno di crescita e di consapevolezza. Sono davvero felice di aver potuto essere al suo fianco in questo processo. La ringrazio per la fiducia e le auguro di continuare a coltivare il benessere e la crescita che ha intrapreso.
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D
D.M.
In un periodo di forte stress e ansia, la dottoressa è stata un punto di riferimento fondamentale. Grazie al suo aiuto, sono riuscita a superare momenti difficili e a sviluppare nuove strategie per affrontare le sfide della vita quotidiana. La sua sensibilità e attenzione ai dettagli fanno davvero la differenza.
• Virginia Romita • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Virginia Romita
La ringrazio di cuore per la sua testimonianza. È stato un piacere poterla supportare in un periodo così delicato e sapere che insieme siamo riusciti a trovare nuove strategie per affrontare le difficoltà quotidiane. La sua fiducia e il suo impegno nel percorso sono stati fondamentali per il progresso che ha raggiunto. È molto gratificante sapere che la mia sensibilità e attenzione ai dettagli siano stati apprezzati. Le auguro di proseguire con serenità nel suo cammino, continuando a rafforzare le risorse che ha sviluppato. Grazie ancora per le sue parole!
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A
A.F.
“Empatia e competenza eccezionali”
La dottoressa si distingue per la sua grande empatia e la sua competenza. Ogni seduta è stata un passo avanti nel mio percorso di crescita personale. Ho apprezzato molto la sua capacità di adattare gli strumenti e le tecniche alle mie esigenze, rendendo il percorso terapeutico davvero efficace.• Virginia Romita • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Virginia Romita
La ringrazio sinceramente per il suo feedback. Sapere che il percorso terapeutico è stato efficace e utile per la sua crescita personale è per me motivo di grande soddisfazione. Resto sempre disponibile per supportarla nel suo cammino.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 40 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera
È da un po' di tempo che la mia famiglia sta vivendo una situazione di tensione con mio cognato e la sua famiglia.
La situazione è iniziata dopo la nascita di mia nipote di 2 anni. Prima della nascita di questa bambina, la mamma di mia cognato viveva una sorta di sindrome della crocerossina e quando il figlio è andato a vivere fuori casa è andata in crisi.
Dopo la nascita di mia nipote, questa nonna (e di conseguenza anche il marito) ha deciso di dare totale disponibilità a curare la bambina per qualsiasi necessità dei genitori.
Anche i miei genitori hanno dato la loro disponibilità per curare la nipote ma, avendo entrambi i settantatrè anni, alcune volte hanno espresso necessità/desiderio di riposarsi e avere del tempo per sè stessi.
Si è venuta a creare una visione distorta in base alla quale, dato che i miei genitori non pensano h24 ai bisogni della nipote e dei suoi genitori, allora significa che si disinteressano di loro.
Mio cognato ha iniziato a fare paragoni tra le due famiglie e a decidere che la nostra famiglia è quella "che non va bene". Con noi ha un rapporto di cortesia tra parenti acquisiti. Non abbiamo mai preteso di diventare la sua seconda famiglia, ma ci faceva piacere instaurare un rapporto di amicizia. Noi ci sentiamo intimoriti a dire dei no e a chiedere il nostro spazio vedendo reazioni nervose e contraddittorie. Iniziamo ad essere un po' scoraggiati e confusi...
La ringrazio per aver condiviso una situazione familiare così carica di implicazioni emotive e relazionali. Quando le tensioni riguardano i legami tra famiglie di origine, ruoli di nonni e nuovi equilibri dopo la nascita di un bambino, è frequente che si attivino dinamiche profonde, spesso non del tutto consapevoli per le persone coinvolte.
In un’ottica sistemico-relazionale, la nascita di una bambina rappresenta un evento che riorganizza l’intero sistema familiare: ridefinisce ruoli, aspettative, confini e appartenenze. Da quanto descrive, sembra che intorno a sua nipote si siano strutturate due modalità molto diverse di “essere nonni”. Da una parte, i genitori di sua cognata paiono aver trovato in questo ruolo una funzione centrale, forse anche compensativa rispetto a vissuti precedenti di vuoto o perdita di ruolo; dall’altra, i suoi genitori sembrano vivere il legame con la nipote in modo affettuoso ma compatibile con i propri limiti, l’età e il bisogno legittimo di spazi personali.
Il problema, quindi, non riguarda tanto la quantità di disponibilità offerta, quanto il significato relazionale che viene attribuito a tale disponibilità. All’interno della famiglia di suo cognato potrebbe essersi consolidata l’idea che “amare” significhi esserci sempre, senza limiti né confini. Quando un altro nucleo familiare — il vostro — esprime invece una presenza affettuosa ma regolata, questo può essere letto, in modo distorto, come distanza o disinteresse. Si tratta di una differenza di modelli familiari, non di una mancanza affettiva.
I paragoni che suo cognato fa tra le due famiglie sembrano inserirsi proprio in questa logica: per mantenere coerenza con il modello a cui è abituato, rischia di svalutare ciò che è diverso. Questo tipo di confronto, tuttavia, produce facilmente polarizzazioni (“famiglia giusta” vs “famiglia che non va bene”) che irrigidiscono le posizioni e rendono più difficile un dialogo autentico.
È molto significativo ciò che lei scrive rispetto alla difficoltà di dire dei no e di chiedere spazio per timore di reazioni nervose. Quando in un sistema relazionale i confini non sono riconosciuti come legittimi, le persone possono iniziare a muoversi sulla base della paura di deludere o di generare conflitti, più che sulla base dei propri reali bisogni. Nel tempo, questo porta a vissuti di scoraggiamento, confusione e risentimento silenzioso.
Dal punto di vista sistemico, il passaggio evolutivo non è convincere l’altro che il proprio modo è “migliore”, ma rendere visibile che esistono stili diversi di presenza affettiva, entrambi validi. Per i suoi genitori, poter dire “oggi non ce la facciamo” o “abbiamo bisogno di riposarci” non è un rifiuto della nipote, ma un modo sano di prendersi cura anche di sé, così da poter esserci nel tempo in modo autentico e non forzato.
Può essere utile, quando possibile, spostare la comunicazione dal piano del confronto (“voi fate di più / voi fate di meno”) a quello del riconoscimento delle differenze (“noi funzioniamo così, con affetto ma anche con dei limiti legati all’età e alle energie”). Non è detto che questo modifichi subito le reazioni di suo cognato, ma aiuta la vostra famiglia a non entrare in una dinamica di continua giustificazione o senso di colpa.
In sintesi, ciò che state vivendo sembra legato a uno scontro tra modelli familiari e a una difficoltà nel riconoscere confini diversi come ugualmente legittimi. Ritrovare chiarezza interna rispetto ai vostri limiti e al vostro modo di essere presenti può aiutarvi a ridurre il senso di confusione e a proteggere i legami senza dover rinunciare al rispetto per voi stessi.
Gentilissimi Dottori, vi scrivo per esporvi una dinamica complessa che FORSE non dovrei neanche porre, perchè non riguarda direttamente me, ma il ragazzo con cui mi frequento. Situazione difficile che non sto qui a spiegare nei dettagli, perchè sarebbe troppo lunga. Lui ha una vita complessa, tante dinamiche importanti a cui pensare ed un carattere più distaccato, anche se all'inizio era totalmente onnipresente a parole e con i fatti. Questa sua presenza eccessiva lo spaventò, perché era consapevole di non volere una relazione, ma io lo avevo colpito talmente tanto che voleva comunque conoscermi. Dopo qualche settimana si iniziò ad allontanare e lì io sono entrata in crisi, mostrando insicurezza e l'ho un po' inseguito. Successivamente a settembre abbiamo passato un periodo di tira e molla, fino a quando non abbiamo deciso di provarci senza ansie e timori. Dal vivo c'è. Ridiamo, giochiamo, parliamo, mi include nella sua vita con gli amici. Ma a distanza sparisce. Fino a due mesi fa mi scriveva spesso di notte.. e parlavamo ore ed ore.. Di giorno solo per organizzarci.. Poi due mesi fa ebbe un incidente e la sua vita è cambiata totalmente. Da lì è diventato molto più presente dal vivo. Nel senso che quella volta a settimana che ci vediamo, lo percepisco più vicino. Ma a distanza non c'è più, neanche di notte. Se gli scrivo io, non sempre risponde. Io mi sento limitata nel condividere con lui racconti, perchè non voglio "pressarlo". Ma mi sento limitata anche nel chiedergli "come stai?".. Ieri ho deciso di parlargliene, perchè la sua ambiguità non mi fa più stare bene. Ambiguità che lui riconosce ed ammette. Io gli ho detto che non chiedo una relazione, ma chiedo la possibilità di condividere di più quando ho voglia, senza dovermi sentire limitata o un peso. Lui mi dice che non sono un peso e che si rende conto che il suo comportamento non è piacevole e che non lo fa a posta. Io continuo chiedendogli come mi dovrei comportare per far sì che possiamo stare bene entrambi nel rispetto dei reciproci bisogni. E lui mi risponde " io a questo non so risponderti, perchè è strano e destabilizzante". Io continuo dicendogli che la domanda che lui si deve porre è se ha piacere nel sentirmi o meno. Lui risponde "certo che si, ma come con qualunque persona non sempre". Poi io continuo dicendogli "ma a te viene mai da scrivermi e poi ti freni?" e lui "Onestamente no. Non mi viene con nessuno, non so perchè, sono strano". Allora io ribatto dicendo che quella è già una risposta e gli chiedo cosa prova quando gli arriva un mio msg. Lui risponde testuali parole "curiosità e benessere. Poi dipende dai messaggi. Bu, io credo di aver molto le emozioni spente e confuse". Io gli rispondo dicendogli che secondo me lui ha paura di rivivere il passato, che ha un blocco emotivo e che io posso esserci solo se lui c'è. Che non posso convincerlo a fare qualcosa che non vuole, perchè non sarebbe spontaneo. Gli ho detto che dovrebbe spegnere un po' la testa e lasciarsi andare, se vuole continuare a vivermi (questo è il sunto principale). Lui mi ha risposto dicendomi che crede di avere la testa spenta, perchè vive le cose come vengono in modo naturale ed in base a come si sente. Io poi gli ho detto che non mi ha fornito una risposta a tutto (mi riferivo al fatto del "io ci sono, se tu ci sei, perchè io voglio essere a 360 gradi). Non mi ha più risposto. Mi rendo conto di averlo messo davanti ad uno specchio, ad ascoltare cose che forse non vuole sentire. Da un punto di vista razionale, penso di aver fatto bene perchè devo tutelare me stessa in primis; dall'altro ho paura di aver esagerato
La ringrazio per la fiducia e per aver condiviso una situazione così delicata e coinvolgente sul piano emotivo. Anche quando un vissuto riguarda una relazione non definita o una persona che non è formalmente il proprio partner, l’impatto interno può essere profondo e merita piena legittimità e ascolto.Dal suo racconto emerge una dinamica relazionale caratterizzata da una continua oscillazione tra vicinanza e distanza. In un’ottica sistemico-relazionale è utile osservare non tanto i singoli comportamenti, quanto il processo interattivo che si è costruito tra voi: quando lei sente la distanza e prova ad avvicinarsi per ritrovare connessione e chiarezza, lui sembra arretrare; quando invece il legame si fa più leggero o meno definito, lui riesce a esserci con maggiore spontaneità. Questa “danza relazionale” non è colpa di nessuno, ma può diventare faticosa e generare insicurezza, frustrazione e senso di solitudine anche all’interno del rapporto.
È importante sottolineare che lei ha compiuto un passaggio sano e maturo: ha provato a portare la relazione su un piano di maggiore esplicitazione dei bisogni e dei vissuti. Chiedere la possibilità di condividere di più, senza sentirsi un peso o doversi trattenere, non è una richiesta eccessiva, ma un tentativo di rendere il legame più chiaro e quindi più sicuro dal punto di vista emotivo. Parallelamente, la difficoltà che lui esprime nel riconoscere e nominare ciò che prova (“emozioni spente e confuse”, “non mi viene da scrivere a nessuno”) sembra indicare una sua modalità personale di gestione della vicinanza affettiva, che al momento appare limitata o difensiva.Dal punto di vista relazionale, il nodo centrale non è stabilire chi abbia ragione, ma domandarsi se le modalità attuali di questo rapporto siano sufficientemente nutrenti per entrambi. Lei sembra desiderare una presenza più continua sul piano comunicativo ed emotivo, mentre lui appare orientato a un coinvolgimento più intermittente, poco espresso e poco consapevole. Quando i bisogni di connessione e quelli di distanza sono così diversi, il rischio è che uno dei due — spesso chi chiede maggiore vicinanza — inizi progressivamente a ridimensionarsi, a trattenersi, a “non disturbare”, vivendo però internamente un senso crescente di frustrazione o di non pieno riconoscimento.Non emerge che lei abbia esagerato: ha dato voce ai suoi bisogni in modo diretto e rispettoso, riconoscendo anche i limiti dell’altro e affermando un principio importante, cioè che può esserci solo se la presenza è reciproca. Questo rappresenta un atto di tutela personale, non un’imposizione. Il fatto che lui si sia sentito destabilizzato può indicare quanto per lui sia complesso sostare in uno spazio di definizione emotiva, ma ciò non rende meno legittimo il suo bisogno di chiarezza.In situazioni come questa, il passaggio evolutivo non consiste nel convincere l’altro a essere diverso, bensì nel comprendere fino a che punto ciascuno possa restare nella relazione senza perdere parti significative di sé. Continuare ad ascoltare i propri vissuti — più che le sole spiegazioni razionali — può aiutarla a capire se questa modalità di rapporto le permette di sentirsi vista, scelta e serena, oppure prevalentemente in attesa e nel dubbio.
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