Salve, vi scrivo per un parere riguardo alla situazione di mia madre ( 60 anni, ipotiroidismo e tiro

Salve, vi scrivo per un parere riguardo alla situazione di mia madre ( 60 anni, ipotiroidismo e tiroidite hashimoto per cui prende tiroxina). Soffre di ansia e a volte di attacchi di panico da anni, ha sempre preso il tavor ( 1 mg o più )Ultimamente sembrava non avere più effetto, ci siamo rivolte allo.psicoterapeura che ha inserito il daparox. Prima 1 goccia al giorno per 10 giorni,poi 10 gocce per altre 2 settimane e ad ora siamo a due settimane con 12 gocce e in caso di attacchi di ansia forte tavor oro. La situazione non è migliorata se non nella stabilità ed equilibrio. Anzi avverte bruciori allo stomaco, calore diffuso, testa vuota e pesante,confusa e dolori muscolari. Il medico ha aggiunto 1 mg tavor alle 12 gocce di daparox. Potrebbe essere che il daparox non vada bene per lei e che quelli che sente siano effetti collaterali? Grazie mille.

21 risposte


Buongiorno caro utente, le consiglio di porre queste importanti questioni al medico di medicina generale di sua madre o, ancora meglio, allo specialista che le ha prescritto la terapia. È importante avere un confronto diretto in quanto questo permette al collega un corretto dosaggio del farmaco e un monitoraggio opportuno considerando effetti desiderati ma anche indesiderati. Purtroppo ognuno di noi risponde al farmaco in modo diverso,grazie a molti fattori che entrano in gioco ( peso,sesso, età, presenza di altre patologie, uso di altri farmaci,caratteristiche fisiche personali) quindi è importante che lo specialista sia a conoscenza di tutti questi effetti e la potrà aiutare a comprendere meglio il tutto. Le auguro di trovare presto una risposta. Le auguro buone feste, Cordiali saluti Dr.ssa oltolini

Dott.ssa Sara Oltolini

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psicologo

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Gentile Utente, è importante che riferisca tutto questo allo specialista che ha in carico sua mamma, per eventualmente modificare, se lo riterrà opportuno, la terapia farmacologica. Se sua madre fosse disponibile potrebbe essere utile associare alla terapia farmacologica un percorso di psicoterapia che le potrebbe essere d’aiuto per una maggiore comprensione degli stati ansiosi e per apprendere nuove strategie di gestione. Un cordiale saluto


salve, concordo con la collega, poichè lo specialista che l ha visitata o il medico di base hanno sicuramente una conoscenza più ampia e approfondita di sua madre e della situazione. Le auguro buone feste, dott.ssa Laura Monacò


Sono un medico specialista in psicologia clinica, omeopata e psicoterapeuta; un uso prolungato e/o improprio degli psicofarmaci, provoca sempre una serie di effetti collaterali negativi. le consiglio e le propongo, per la situazione di sua madre, un Counseling psicologico o una psicoterapia che si fondano su due presupposti fondamentali: 1) i sintomi e i segni derivanti dalla sofferenza non sono nemici da sopprimere, ma segnali da accogliere, decifrare e comprendere; 2) una visione dell'essere umano come sistema globale (a questo proposito non sono da sottovalutare gli effetti di una tiroide squilibrata sulla psiche). Partendo da ciò posso riequilibrare tutto l'organismo ( sia da un punto di vista psicosomatico che somatopsichico) attraverso colloqui psicologici integrati dalla prescrizione personalizzata di terapie naturali e innocue: Floriterapia di Bach, la Psicoprobiotica, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica e la Fitoterapia che mi permettono di offrire al paziente un sistema di cura completo e sinergico. Un sistema che produce i seguenti reali benefici: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero di forze e dell'equilibro emozionale. Sono a sua disposizione per informazioni telefoniche. Qualora lei abitasse lontano da Roma sono possibili colloqui on line. Cordiali saluti!


Salve, rivolga questa domanda al suo medico di fiducia, non qui. Buona serata. Dott. Fiori


Buongiorno, lei ha parlato di psicoterapeuta ma immagino sia uno psichiatra, visto segue sua mamma nei farmaci. Le consiglio di rivolgersi ad un neurologo specializzato in ansia e attacchi di panico. Saluti, Dott.ssa Federica Leonardi


Buongiorno, sicuramente la situazione è complessa, io valuterei di far si che sua mamma si occupi di sé con il suo professionista di riferimento, lei come figlia la può sostenere, starle vicino ma non sostituirsi; se sente la fatica di questa situazione può chiedere un consulto per sé stessa, è sempre una buona prassi. Saluti Massimiliano


Buonasera, sono d'accordo con i colleghi sulla necessità di affidarsi al medico di fiducia per la gestione dei farmaci ed è utile che sua mamma valuti la possibilità di un percorso psicoterapeutico che la sostenga in questo momento difficile. Lei come figlia può sostenerla e darle conforto ma, come altri colleghi hanno sottolineato, è importante che la mamma si prenda cura di sè. Lei da figlia, se sente la necessità, può avvalersi di un percorso di supporto psicologico per sè che possa supportarla e sostenerla per attenuare un eventuale sovraccarico emotivo. Resto a diposizione se ha bisogno di una consulenza, anche online. Un cordiale saluto. Dott.ssa Maria Cristina Giancarli


Buonasera, bisognerebbe far valutare il quadro terapeutico a un medico. Per la gestione dell’ansia potrebbe rivolgersi a uno psicoterapeuta che non può prescrivere farmaci, a meno che non si tratti di un medico. Un saluto


Gentile utente, per quanto riguarda la terapia farmacologica sarebbe opportuno farsi consigliare dallo psichiatra di riferimento, chiarendo dettagliatamente sintomi e sensazioni. L'ansia e il panico andrebbero poi trattati tramite un percorso psicoterapeutico, per comprenderne il significato e apprendere le strategie di gestione più efficaci. Un caro saluto


Gentile utente, le consiglio di porre le stesse domande al medico che ha prescritto la terapia a sua madre. Un caro saluto


Buongiorno. È necessario riferire la sintomatologia al medico che ha prescritto la terapia farmacologica. Suggerisco di scegliere un solo professionista psichiatra a cui affidarsi. Cari saluti


Buongiorno per qua to riguarda la terapia farmacologica le consiglierei di avere un confronto con lo specialista che le ha prescritto la terapia, sarà importante informarlo dei pochi risultati. Per quabto riguarda invece la psicoterapia, se sua madre fosse disponibile sarebbe utile affiancare tale percorso a quello già intrapreso. Spesso l'ansia è associata a separazioni importanti avute nella propria storia. Potrebbe essere necessario rielaborare tali esperienze. Cordiali saluti


Caro utente, come hanno già indicato i colleghi le consiglierei di porre le domande al medico che segue sua madre. In più se gli stati d’ansia dovessero persistere cercherei una consultazione psicoterapeutica per elaborare il problema. A volte i farmaci non bastano. Cordialmente, resto a disposizione. Dott.ssa Francesca Tardio


Gentile utente di mio dottore, in merito ai problemi di sua madre da lei descritti sarebbe opportuno che alla terapia farmacologica vi si affiancasse un percorso di psicoterapia al fine di poter guardare ad un benessere piu a lungo termine. Con la psicoterapia sarebbe possibile guardare alla radice della sintomatologia ed al significato relazionale di quest'ultima. Il mio cosiglio è di procedere così dando così occasione a sua madre nel tempo di poter stare meglio. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Buonasera, purtroppo la sua richiesta è di pertinenza medica, non le posso essere di aiuto


Buonasera! Sì è possibile che i farmaci non siano a lei congeniali, per cui deve chiedere al medico che li ha prescritti di fare una valutazione del caso. In bocca al lupo Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Buongiorno. Sono d'accordo con i colleghi sulla necessità di affidarsi al medico di fiducia per la gestione dei farmaci e allo psichiatra di riferimento. Consiglio alla mamma di identificare i fattori personali, familiari e di contesto che la portano a reagire con ansia ad eventi stressanti. Il farmaco aiuta a tenere sotto controllo l'ansia, ma vogliamo invece liberarcene? Un in bocca al lupo per tutto. Cordiali saluti,


Comprendo perfettamente la Sua preoccupazione e il senso di impotenza che si prova nel vedere una persona cara, come la propria madre, soffrire nonostante i tentativi di cura. Il quadro che descrive, in cui l'ansia si intreccia a una condizione di salute fisica già complessa, richiede una grande delicatezza: è molto comune che, in una prima fase di introduzione di alcuni farmaci, il corpo risponda con segnali di insofferenza, e capisco quanto possa essere destabilizzante per Lei e per Sua madre non vedere i miglioramenti sperati. In quanto psicoterapeuta, il mio sguardo si rivolge principalmente alla dimensione profonda del vissuto di Sua madre e al significato che questi attacchi di panico hanno assunto nel corso degli anni all'interno della sua storia e della vostra rete familiare. Spesso il corpo manifesta attraverso l'ansia o i dolori muscolari dei nodi relazionali che non hanno ancora trovato una parola per essere detti. Tuttavia, per quanto riguarda le reazioni specifiche ai farmaci, come i bruciori di stomaco o la confusione che riporta, si tratta di questioni di stretta competenza medica. È fondamentale che questi sintomi vengano riferiti puntualmente allo specialista che ha in carico la terapia farmacologica, poiché solo un medico può valutare se si tratti di effetti collaterali transitori o della necessità di rimodulare il dosaggio. Oltre alla gestione clinica dei sintomi, potrebbe essere molto prezioso per Sua madre integrare questo percorso con uno spazio di ascolto psicoterapeutico che aiuti a esplorare l'origine di questo malessere così radicato, permettendole di dare un senso nuovo alla propria sofferenza. Resto a Sua disposizione per ogni riflessione e Le rivolgo i miei più sentiti saluti. Dott.ssa Giovanna Costanzo Psicoterapeuta


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.