salve una mia amica soffre di autolesionismo,la famiglia però sembra che non gliene importi nulla,è

salve una mia amica soffre di autolesionismo,la famiglia però sembra che non gliene importi nulla,è cresciuta odiata è lasciata sola per tutta la sua vita e l unica persona che ha sono io. è andata per molto tempo da diverse psicoterapeute ma senza risultati,io non so più cosa fare e non so più come aiutarla. Cosa suggerite?

20 risposte


Salve, la famiglia deve rendersi conto del grave problema di questa ragazza e la ragazza deve convincersi a riprovare a farsi aiutare e ad affrontare in maniera pervicace il problema senza mettere in atto resistenze e condotte di evitamento. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Buongiorno. Le fa onore il suo impegno per aiutare la sua amica , però purtroppo deve essere lei a decidere di intraprendere la strada del cambiamento con l'aiuto di una psicoterapia, non deve demordere, prima o poi riuscirà a trovare un/a terapeuta adatto a lei . distinti saluti . Dott.ssa Laura Bova

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Gentilissima, grazie per averci scritto Le suggerirei una prima presa di contatto con un medico psichiatra, che possa appurare la natura degli agiti della sua cara amica: fatto ciò, sarebbe poi utile un percorso psicoterapeutico Un caro in bocca al lupo! Cordialmente, Dr. E. Nola


Cara utente, lei è senza dubbio una carissima amica per questa ragazza, ed il suo impegno è lodevole. tuttavia per quanto doloroso possa essere non è compito suo "salvare la sua amica". Starle accanto è importante ma finché la sua amica non si farà aiutare non credo lei possa fare più di quanto non stia già facendo. Le rimanga amica finché se la sentirà. In bocca a lupo cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo


Buongiorno. Purtroppo è molto difficile, se non impossibile, offrirle un suggerimento che possa concretamente esserle di aiuto. Come già evidenziato da alcuni, sarebbe opportuno che la sua amica potesse farsi aiutare: molto probabilmente potrebbe essere indicata una psicoterapia, ma occorre prima capire se e come sia possibile intraprendere questa via. SG


Buongiorno, stare accanto ad una persona che non sta bene è davvero una tra le cose più complesse. Chiaramente la soluzione sarebbe quella che la sua amica decidesse di andare oltre l'odio e l'incuria riservatole dalla sua famiglia e che iniziasse un serio percorso psichiatrico e psicoterapico solo ed esclusivamente per se e per il suo benessere. IN tutto ciò, come amica, lei non può fare altro che sostenerla e spronarla, ma non si può sostituire a lei. In bocca al lupo dott.ssa Arianna Sala Psicologa Psicoterapeuta Consulente di coppia Cernusco sul Naviglio (Mi)

Dott.ssa Arianna Sala

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Gentile utente, Mi dispiace che stia affrontando questo periodo così doloroso ma sta già facendo la cosa più importante che possa fare: stare accanto alla sua amica. Purtroppo, lei non può fare altro che sostenerla ma sarà la sua amica a dover scegliere di intraprendere un percorso di cura che possa aiutarla a stare meglio. Cordiali saluti. Dott.ssa G. Toresi


Quanti anni ha la sua amica? Non è facile la sua posizione e immagino la frustrazione che prova nel non riuscire ad aiutarla, ma lei sta facendo già molto standole accanto. La psicoterapia, come spesso accade nelle altre relazioni ,è una questione di incastro, e non è facile trovare una persona con cui ci si senta a proprio agio, di cui ci si fida e che soprattutto sappia prenderci nel modo giusto. Ma ripeto lei sta facendo il possibile, continui a sostenerla, a volerle bene e a spronare la sua amica a trovare la forza per credere nella terapia.


Un percorso psicoanalitico, dove esplorare aspetti più profondi del problema, Cordiali saluti, Giada Bruni


Caro utente, sta già facendo tanto stando vicino alla sua amica. La situazione non è facile, la sua amica in primis deve sentire il bisogno di iniziare e portare avanti una psicoterapia. Mi sento di suggerirle, se lei ha la possibilità e ha contatti con la famiglia della sua amica, di attenzionarli su questa situazione e sulle difficoltà della figlia. Da parte sua, lei continui ad appoggiare la sua amica e a mostrarle vicinanza. Un caro saluto, Ombretta Di Teodoro


Salve, di certo sarebbe utile una presa in carico psichiatrica UNITAMENTE ad una psicoterapica. Il sintomo nella sua acuzie innesca circoli viziosi che la terapia farmacologica, in questi casi, aiuta a lenire. Le fa onore il suo impegno ma cercherei di comprendere se la sua sofferenza in termini di episodi di autolesionismo non possano paradossalmente e dolorosamente incarnare una forma di comunicazione anche per lei, per tenerla vicina nel legame di cura/accudimento e invischiarla in un senso di impotenza disperante di coppia.


Gentilissima, grazie per la sua condivisione e per essersi affidata al nostro parere. Il mio suggerimento è di un primo incontro con uno psichiatra, che possa appurare la natura degli agiti della sua cara amica. Successivamente potrebbe essere poi utile un percorso psicoterapeutico Un caro in bocca al lupo! Cordialmente, Dr. Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

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Carissima Le fa tanto onore provare empatia per questa sua cara amica. Può aiutarla ad essere più consapevole del suo vissuto... consiglio anche io di consultare qualche altro terapeuta magari accompagnarla ad un primo colloquio! Saluti cordiali


Buonasera, mi spiace tantissimo per la sua situazione e soprattutto per quella della sua amica. Se mi contatta in privato provo a darle supporto e aiuto prima a lei e poi sicuramente alla sua amica in forte difficoltà. Cordiali saluti Dott.ssa Laura Francesca Bambara

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Buona sera quello che suggerisco alla sua amica è di trovare un percorso che le sia di aiuto nell'affrontare la situazione che vive. Un caro saluto e resto a disposizione Dott.ssa Lina Robertiello Bologna

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Buongiorno, i genitori della sua amica a mio avviso avrebbero bisogno loro stessi di confrontarsi con un esperto per comprendere meglio il disagio della figlia e non sottovalutarlo. saluti Daniela Pinto


Gentilissima, è ammirevole la sua preoccupazione per questa sua amica, " cresciuta odiata e lasciata sola" dalla sua stessa famiglia . Lei già sta assumendo quel ruolo di caregiver che inesorabilmente sta supportando questa ragazza che è portatrice di un grande nucleo di sofferenza, da cui però potrà riemergere solo con un aiuto specialistico: uno/a psichiatra che somministri un blando farmaco per placare l ' angoscia e uno/a psicoterapeuta che indaghi nel profondo, nel suoi vissuti abbandonici e di perdita: l' autolesionista spesso ha perdite da elaborare, sia concrete che simboliche. Continui a starle vicino affiancandola verso la scelta di chiedere aiuto. Un caro saluto, Giuseppina Cavallo


Buonasera. da quel poco che Lei dice della famiglia della sua amica parrebbe che la stessa avesse necessità di un o una ( secondo me meglio) psicoterapeuta che le stia accanto per sanare una ferita affettiva di rilievo. Dopo tanti tentativi è necessaria una terapeuta di notevole esperienza. Purtroppo chi incorre in rapporti familiari non adeguati va incontro a problematiche di rapporto affettivo, in cui non sa sviluppare un rapporto di fiducia saldo che si può riscontrare anche in sede di psicoterapia. Solo la sua amica, come evidenziato anche da colleghi, può decidere per se stessa. Nessuno può incidere sulla motivazione a farsi aiutare a cambiare , si può solo suggerire poi sta al paziente collaborare col terapeuta " pedalando in tandem". Responsabilizzi la sua amica e se ne faccia una ragione se non si fa aiutare. Ognuno di noi è responsabile della sua vita. Tanto auguri. Vittoria Finzi


Mi dispiace molto per la situazione della tua amica. L’autolesionismo è un comportamento complesso che spesso indica la presenza di sofferenze emotive profonde. Ecco alcuni passi che potresti considerare per supportarla: 1. Ascolto attivo e senza giudizio: Offri uno spazio sicuro dove possa esprimere i suoi sentimenti e le sue preoccupazioni senza temere critiche. La tua presenza e comprensione possono essere di grande aiuto. 2. Incoraggiala a cercare supporto professionale: Anche se ha già consultato diversi psicoterapeuti senza risultati soddisfacenti, potrebbe essere utile esplorare altre opzioni, come diversi professionisti o approcci terapeutici. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, ha mostrato efficacia nel trattamento dell’autolesionismo. 3. Sostieni la ricerca di gruppi di supporto: Partecipare a gruppi con persone che affrontano situazioni simili può offrire un senso di comunità e comprensione reciproca. 4. Promuovi attività alternative: Incoraggiala a impegnarsi in attività che possano distrarla e ridurre lo stress, come l’esercizio fisico, la meditazione o hobby creativi. 5. Mantieni la comunicazione aperta: Continua a essere presente nella sua vita, mostrando interesse e preoccupazione per il suo benessere. 6. Proteggi la tua salute mentale: Supportare qualcuno con autolesionismo può essere emotivamente impegnativo. Assicurati di avere anche tu un sistema di supporto e considera la possibilità di consultare un professionista per gestire le tue emozioni. Ricorda che, sebbene tu possa offrire supporto, la decisione di cercare aiuto professionale deve venire da lei. La tua pazienza e comprensione sono fondamentali in questo percorso.


Salve, la sua presenza è sicuramente preziosa per la sua amica, ma è importante ricordare che il ruolo di amico non può sostituire un percorso terapeutico strutturato. L’autolesionismo è spesso un’espressione profonda di dolore emotivo che richiede un intervento professionale mirato. Le esperienze precedenti con le psicoterapeute possono aver lasciato un senso di sfiducia, ma ciò non significa che il percorso non sia utile, piuttosto che non abbia ancora trovato il contesto giusto. In questi casi, un approccio come l’EMDR può aiutare ad affrontare traumi relazionali e vissuti di abbandono. Le suggerisco cautela: non si faccia carico oltre misura. Può incoraggiarla a cercare aiuto, magari valutando anche un consulto psichiatrico se il rischio autolesivo è attuale, ma è fondamentale che anche lei abbia uno spazio per sé. Non è indifferenza, è cura sana. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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