Salve un mio parente ha degli atteggiamenti aggressivi che si acuiscono quando beve, non sono sicura

Salve un mio parente ha degli atteggiamenti aggressivi che si acuiscono quando beve, non sono sicura che lui abbia consapevolezza e rimorso delle sue azioni, anche se non posso escludere che provi vergogna. Gli episodi saltuari e presenti da quando era adolescente, sono imprevedibili e scaturiscono da situazioni di completa serenità, e gli hanno causato la perdita di molte amicizie. Ha cambiato diversi lavori, e si ritiene costantemente insoddisfatto. Vorrei che venisse valutato da un professionista, ma pur ammettendo di non essere sereno, non accetta aiuto. Cosa posso fare?

21 risposte


Gentilissima, la prima cosa che mi viene di dirle è che, come è ovvio, se scrive in questo portale ponendo questo quesito e’ perché in qualche modo la situazione di questo parente la preoccupa. Non sappiamo però che cosa rappresenti per lei questa persona, ne’ in che modo la problematica che lui ha la coinvolga. In ogni caso, certamente, dagli elementi che illustra nel suo messaggio si può dedurre che sia per lui importante iniziare un percorso in cui affrontare le sue difficoltà, ma questo non significa che sia disposto a farlo. Ha pensato di provare a contattare uno psicoterapeuta con il quale confrontarsi sulle questioni che pone qui a noi? Da ultimo aggiungo che, se volesse fornirci ulteriori elementi, non tanto sul suo parente quanto sulle ragioni che la portano ad essere preoccupata della situazione di lui, saremo lieti di proseguire nel ragionamento. Un saluto, Marta Corradi

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Buonasera caro utente, mi spiace per la situazione del suo famigliare e comprendo bene e condivido la sua preoccupazione. Purtroppo è una situazione difficile e molto delicata, che evidenzia dei segnali di allarme ma altresì una scarsa, se non assente consapevolezza del problema da parte della persona stessa. Provi a riparlare con questa persona, a proporgli un aiuto specialistico ponendolo come una sua richiesta, un piacere fatto verso di lei. Non conosco la relazione che vi lega ma potrebbe usarla per determinare il suo primo accesso ad un collega specializzato in dipendenze. (Questo è essenziale). Sarà il collega poi ad ingaggiarlo per quanto possibile. Le auguro di trovare presto un modo per aiutarvi reciprocamente. Resto a disposizione. Cordiali saluti Dr.ssa Oltolini Sara

Dott.ssa Sara Oltolini

Dott.ssa Sara Oltolini

psicologo

Paderno Dugnano

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Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Ha mai consigliato al diretto interessato di intraprendere un percorso di psicoterapia? Più di questo non può fare. Buona giornata. Dott. Fiori


Buongiorno Gentile Utente, la situazione che descrive appare molto pesante, la soluzione ideale sarebbe poter consigliare al suo familiare un lavoro specifico che lo aiuti. In base a quanto lei risulta coinvolta potrebbe chiedere un supporto per poter meglio gestire le dinamiche personali e familiari. A disposizione, Un saluto Dott.ssa Federica Meloni


Gentile utente, capisco che la situazione del suo parente sia seria e capisco il suo dispiacere nei suoi confronti. Penso che la cosa migliore da fare è un suo appoggio e apertura da parte sua verso questa persona in modo da farlo convincere a contattare un professionista della salute mentale per intraprendere un percorso. Penso i due aspetti siano molto collegati tra di loro. Il bere probabilmente viene messo in atto per calmarsi, ma dall'altra parte influenza negativamente al suo parente. Un percorso psicoterapico può incidere positivamente nel capire l'emotività problematica e i comportamenti aggressivi che lo accompagnano, e soprattutto che l'alcol non è la giusta via per affrontare le cose. Cordiali saluti. Dott. Emiliano Tavanxhiu

Dott. Emiliano Tavanxhiu

Dott. Emiliano Tavanxhiu

psicoterapeuta

Borgo San Lorenzo

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Buongiorno, lei è una risorsa preziosa, può invitarlo ad un consulto anche on- line, al quale lei stesso può prendere parte. resto a vostra disposizione.


Gentile utente, spesso le persone con dipendenza da alcool hanno atteggiamenti aggressivi di cui sono solo in parte consapevoli e di cui spesso si pentono quando riacquistano lucidità, purtroppo in molti casi, come nel suo, rifiutano l'aiuto di un professionista anche su consiglio di amici e parenti. Le consiglio di non desistere e di continuare ad indirizzare questo suo parente verso un percorso di cura. Dott. Marenco


Ogni tipo di terapia, e in particolare l'abuso di alcool, deve avere il presupposto di essere personalizzata e ha bisogno di convinzione e collaborazione da parte del paziente. Sono del parere che ci sia bisogno, per ottenere risultati soddisfacenti, di un rapporto psicoterapeutico in cui ci sia molta accoglienza, in cui si lavori seriamente sugli aspetti inconsci che generano malessere. E' opportuno anche che la psicoterapia sia promossa e supportata da medicinali innocui e naturali: la Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Fitoterapia e la Psicoprobiotica. Non desista, ma un eccesso di insistenza potrebbe essere controproducente. Cordiali saluti.


Salve, ogni individuo ha una sua libertà quindi più che esprimere la sua preoccupazione e suggerire la possibilità di un confronto professionale non si può. E' chiaro che se questa situazione le crea troppa pressione può chiedere anche lei un consulto per trovare un modo più assertivo di definire la cosa. Saluti Massimiliano


Buonasera, purtroppo se il diretto interessato rifiuta un percorso psicoterapeutico anche se lei ha molto a cuore la persona non si può costringere. Un alternativa che mi viene in mente è provare a proporgli di presentarsi insieme in terapia in modo da scongiurare la sua sensazione di stigmatizzato "malato". Spero che anche se povero il mo consiglio possa portare giovamento. Dott.ssa Martina Alocci


Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Buonasera, ció che può fare è suggerire al suo parente di intraprendere un percorso di psicoterapia che possa aiutarlo a star meglio e a trovare un equilibrio con le persone vicine. É importante che lui stesso nutra una motivazione a richiedere aiuto.


Buongiorno, comprendo la sua impotenza e preoccupazione rispetto alla situazione descritta; quello che posso dirle è che domandare aiuto è il passo successivo alla presa di consapevolezza profonda che qualcosa non va ed è necessario trovare il modo di uscirne. Potrebbe con sensibilità tirare fuori il discorso con il suo parente, mettendo in luce gli effetti negativi dei suoi atteggiamenti impulsivi (solitudine, insoddisfazione, senso di vergogna...): starà poi a lui decidere se chiedere l'aiuto di un professionista. Buona fortuna, un saluto, dott.ssa Maggioni.


Gentile utente, se una persona pur ammettendo di aver bisogno di aiuto non lo richiede personalmente lei può fare ben poco. Mi mancano delle informazioni per poterle essere maggiormente di aiuto: come mai lei è così preoccupata? in che modo è coinvolta? ci sono stati degli episodi rivolti a lei? che grado di parentela ha con questa persona? anche gli altri familiari sono preoccupati? Potrebbe pensare di intraprendere un percorso di supporto in modo da gestire la sua preoccupazione e le sensazioni negatve ad essa connesse. Un caro saluot


Buongiorno, purtroppo più che consigliargli di valutare se esser aiutato da un professionista non può fare. Anche se lei soffre nel vederlo così, bisogna sempre rispettare la libertà dell'altro, anche se questo vorrebbe dire guardarlo star male. Cordialmente Dott.ssa Stefania Romanelli


Salve, comprendo la preoccupazione per il suo parente. Purtroppo se non vuole farsi aiutare, non si può far nulla. Tuttavia, se invece, ritiene che la sua preoccupazione possa essere un disagio importante, provi a chiedere una consulenza per sè, quanto meno per farsi aiutare a sostenere questa situazione che evidentemente la turba. Cordiali saluti, Rosella Pettinari


Gentile utente di mio dottore, la domanda che pone in questo spazio non può riguardare il parente di cui parla perché da parte sua non c’è nessun tipo di richiesta. Quello che può fare è attivare il sistema familiare di questa persona in merito alle sue preoccupazioni di modo che si possa riflettere su eventuali prese in carico, individuali o familiari. Vede, è importante che anche il contesto familiare e le persone a lui vicine trovino uno spazio di contenimento e un sostegno nella gestione della problematica di cui parla. A partire da questo potrebbe essere possibile attuare un intervento sull’individuo, coinvolgendo anche il sistema familiare laddove è difficile lavorare direttamente sul soggetto. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti, Dott. Diego Ferrara


Salve, l’alcol spesso slatentizza o amplifica degli atteggiamenti aggressivi. Comprendo la sua preoccupazione nei confronti di questo parente. L’aiuto che può dargli è supportarlo e consigliargli di intraprendere un percorso di psicoterapia che possa aiutarlo. Tuttavia, è necessario che egli stesso sia motivato e scelga di essere seguito, una motivazione puramente estrinseca non porterebbe a dei risultati. Per qualunque informazione o approfondimento sono a disposizione. Dott.ssa Federica Turrà


Gentile utente mi dispiace per la situazione che sta vivendo . Più di proporre al suo parente di farsi aiutare tramite un percorso psicoterapeutico ,non può costringerlo ad intraprenderlo. Potreste iniziare insieme un percorso e se rifiuta anche questa proposta può intraprendere lei un percorso se si sente invasa da questa situazione . Per qualsiasi informazione resto a sua disposizione . Un caro saluto


buongiorno purtroppo per poter fornire un suppoorto al suo parente è necessario che ci sia volontà di richiedere un aiuto e quindi a monte una consapevolezza di avere un problema. Il tema degli abusi di alcool o sostanze è delicato e si innesca un circolo vizioso difficile da fermare. forse sulla base della conoscenza che lei ha del suo parente potrebbe aiutare un confronto in contesti allargati, come gruppi . cordialmente dottoressa alessandra stella


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

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