Salve sono una ragazza di 22 anni e vivo in un paese vicino Bari. Quest’oggi vi scrivo perché da un

24 risposte
Salve sono una ragazza di 22 anni e vivo in un paese vicino Bari. Quest’oggi vi scrivo perché da un bel po’ di tempo mi sento cronicamente stanca sia a livello mentale che fisico nonostante a volte mi capiti di non fare letteralmente nulla per giorni, inoltre ho perso la voglia e la motivazione di svolgere qualsiasi attività anche quelle che più mi piacciono o che devo fare come ad esempio studiare per l’università. Mi sento proprio apatica, come se ciò che accadesse all’esterno più di tanto non mi importasse, mi sento vuota e sinceramente non so a cosa sia dovuta questa mia condizione anche perché da un 3 anni che mi sento così, pensavo fosse una cosa passeggera invece ho notato che più vado avanti più peggioro?. Non sono un medico, non ho le competenze per diagnosticarmi un qualche tipo di malattia però ecco sento come se avessi la depressione. Vorrei tanto avere la possibilità economica di parlarne con un vero specialista del campo però non so proprio da dove iniziare. Io sono aperta a parlare, sono così stanca di tutta questa tristezza molto spesso immotivata. Ringrazio per il vostro tempo
Dott.ssa Martina Panzeri
Psicologo, Psicologo clinico
Cusano Milanino
Gentile utente, innanzitutto penso sia molto coraggioso raccontare la propria esperienza e le proprie fatiche. Da quello che ha scritto, credo che stia emergendo la necessità e il bisogno di parlare con un professionista e incuriosirsi maggiormente su di sé e su come sta.
Se lo desidera, resto disponibile per dei colloqui online.
Dott.ssa Martina Panzeri
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Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Salve, mi dispiace molto sentire che stai attraversando un periodo così difficile. La tua descrizione di stanchezza cronica, mancanza di motivazione e apatia è preoccupante e suggerisce che potresti stare vivendo un momento di forte disagio emotivo, che potrebbe effettivamente essere associato alla depressione o ad un'altra condizione di salute mentale.

Innanzitutto, è importante riconoscere la tua consapevolezza e il desiderio di affrontare la situazione. Questo è un primo passo molto significativo verso il miglioramento. Vorrei offrirti alcuni suggerimenti su come procedere:

Potresti iniziare parlando con il tuo medico di base. Spiega i tuoi sintomi e come ti senti. Il medico può valutare se ci sono eventuali cause fisiche per la tua stanchezza e apatia e può anche indirizzarti verso uno psicologo o uno psichiatra.

In Italia, i servizi di salute mentale sono accessibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Puoi contattare il Centro di Salute Mentale (CSM) della tua zona, che offre servizi gratuiti o a costi ridotti per la valutazione e il trattamento delle condizioni di salute mentale.

Molte università offrono servizi di consulenza psicologica per studenti. Verifica se la tua università ha un servizio di questo tipo e considera di fissare un appuntamento.

Anche se può sembrare difficile, cerca di mantenere una routine quotidiana che includa un po' di attività fisica. L'esercizio può aiutare a migliorare l'umore e ridurre la sensazione di stanchezza.
Non sottovalutare l'importanza di parlare con persone di cui ti fidi. A volte, condividere le proprie preoccupazioni con amici o familiari può offrire un grande sollievo emotivo.

Ti incoraggio a non trascurare la tua situazione e a cercare aiuto il prima possibile. La tua salute mentale è importante quanto la tua salute fisica, e meriti di sentirti meglio. Se hai bisogno di ulteriore supporto o di chiarimenti, non esitare a contattarmi
Dott.ssa Anna Verrino
Psicologo, Professional counselor
Milano
Carissima, innanzitutto mi complimento con te per aver avuto il coraggio di chiedere aiuto e supporto. Questo è decisamente il primo passo per iniziare un percorso di cambiamento. I sintomi che descrivi potrebbero essere associati alla depressione ma questa patologia si manifesta a vari livelli ed essa stessa a volte può essere un sintomo di altre patologie. In questi casi è necessario approfondire e valutare intensità e frequenza dei sintomi, utilizzando anche test specifici per una diagnosi più accurata. Sono disponibile se hai necessità per un primo colloquio gratuito on line senza impegno. Un caloroso saluto. Dott.ssa Anna Verrino
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente, innanzitutto, voglio riconoscere il coraggio che hai mostrato nel condividere i tuoi sentimenti e la tua situazione. È significativo che tu stia cercando di comprendere meglio quello che stai vivendo e che desideri parlarne. Dal punto di vista della psicologia sistemico-relazionale, ci sono alcune considerazioni che possono aiutarti a comprendere meglio il tuo stato attuale.
Relazioni e Interazioni: Una delle chiavi della terapia sistemico-relazionale è che ogni individuo è parte di un sistema più ampio, che può includere la famiglia, gli amici, la comunità e le istituzioni. La tua stanchezza e apatia potrebbero essere influenzate dalle dinamiche relazionali che ti circondano. Ti invitiamo a riflettere su come le tue relazioni attuali possano contribuire a questo stato d'animo. Ci sono tensioni nella tua famiglia o tra gli amici? Come ti senti nel tuo ambiente sociale?
Ruolo delle Aspettative: Spesso, abbiamo aspettative su noi stessi e sugli altri che possono generare pressioni significative. Alcuni di questi possono derivare dalla società, dalla famiglia, o anche dall’immagine che hai di te stessa. Analizzare quali sono le tue aspettative e come queste possano influenzare il tuo umore può essere un passo utile. È possibile che ti senti sopraffatta dalle responsabilità legate all'università o che tu stia combattendo con il timore di deludere le aspettative altrui.
Cambiamenti e Transizioni: A 22 anni, stai vivendo un periodo di transizione che può essere pieno di incertezze. Potresti trovarti a dover affrontare scelte riguardanti il futuro, le relazioni o la tua identità, il che può contribuire al tuo senso di vuoto e apatia. È normale sentirsi persi in questo periodo di vita, e può essere utile esplorare questi temi con qualcuno che possa aiutarti a fare chiarezza.
Accesso al Supporto: Hai menzionato la difficoltà economica di rivolgerti a un professionista. Ti incoraggio a cercare servizi di supporto psicologico nella tua zona che possano offrire tariffe scalari o sessioni gratuite. Molte università e comunità offrono risorse terapeutiche per giovani adulti.
Attività e Motivazione: A volte, l'apatia può essere tratta anche cercando di impegnarsi in attività di piccola entità che non richiedano grande sforzo, come una passeggiata, un incontro con un amico o un hobby che un tempo ti piaceva. Queste azioni possono aiutarti a riattivare una parte di te e a ricostruire il senso di connessione con il mondo esterno.
In conclusione, il tuo stato attuale merita attenzione e comprensione. Lavorare con un professionista può darti gli strumenti per esplorare le tue esperienze e trovare un modo per affrontare e migliorare il tuo benessere. Non sei sola in questo percorso, e cercare un aiuto è un passo fondamentale verso la tua guarigione. Ti auguro il meglio e spero che tu possa trovare le risorse di cui hai bisogno. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
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Dott.ssa Rosa Genovese
Psicologo clinico, Psicologo
Ciampino
Ciao, ti suggerisco di cercare un aiuto psicologico per riprendere vitalità e interesse per la tua vita. Sicuramente parlare con un esperto del tuo stato d'animo ti aiuterà a sentirti meglio.
Dott.ssa Benedetta Geretto
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve. Da quello che scrive traspare senz'altro una grandissima sofferenza, che immagino essere molto difficile da tollerare. La sensazione di essersi "appiattiti" emotivamente può essere molto spaesante, ed il contatto con il vuoto interiore può causare profonda angoscia. Non la conosco, ma a volte in questi casi risulta utile cercare di stabilire una routine, realisticamente impostata, che includa attività piacevoli e che funga da piano di auto-cura; questo, potrebbe avere un'influenza positiva sull'umore. Allo stesso modo può essere utile tenere traccia dei vissuti emotivi, e trovare uno spazio di ascolto in cui comprenderli e gestirli. Sebbene si debba considerare la questione economica, è sicuramente molto importante che abbia deciso di farsi carico di un malessere che sembra abitarla da tanto tempo; sul territorio italiano esistono servizi gratuiti o a prezzi agevolati di diagnosi e trattamento che vengono offerti dai centri di salute mentale. Per quanto riguarda il privato, può tenere conto del fatto che, a seconda del professionista a cui si rivolge, il prezzo della seduta può essere concordato insieme. Rimango a disposizione per un consulto, e le auguro di poter stare meglio!
Dott. Alberto Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
mi spiace per la situazione che descrive, capisco che possa essere difficile fronteggiare un momento così complesso.
Iniziare un percorso di supporto psicologico, potrebbe essere il primo passo per comprendere le ragioni del suo malessere e trovare le risorse per far fronte a queste difficoltà.
Cordiali saluti
Alberto Binda
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Carissima, comprendo che il disagio è molto forte ed è sicuramente il caso di fare qualcosa. Sono successi degli eventi particolari in questi ultimi tre anni? Hai delle amicizie con cui poterti confrontare? Hai in famiglia persone che soffrono o hanno sofferto di depressione?Sicuramente un approfondimento diagnostico sarebbe necessario e poi una psicoterapia mirata. Potresti iniziare consultando il medico di base, magari ha da darti delle indicazioni rispetto a servizi pubblici della salute mentale. Potresti anche vedere in internet se ci sono associazioni che offrono supporto psicologico.Rispetto ad un privato puoi far presente la difficoltà economica e vedere se è possibile trovare un accordo. Sono disponibile per un colloquio on line gratuito. Tanti saluti, dott.ssa Silvia Ragni
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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Enrica Longo
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Salve e grazie per aver condiviso la sua esperienza. Potrebbe essere utile inizialmente parlare con il proprio medico di base per escludere eventuali cause organiche che possano giustificare il suo malessere. Eventualmente le suggerisco, in quanto studentessa universitaria, di informarsi sul servizio di counseling psicologico gratuito che l'università di Bari, se ho capito bene, offre ai propri studenti. Le auguro buona giornata,
Enrica Longo
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Buongiorno, grazie mille per la sua condivisione. Dalle sue parole sento che sta passando un periodo complicato e credo possa esserle utile rielaborare il suo vissuto all'interno di un percorso psicologico. Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Buongiorno,
spiacente per il disagio che descrive. L'invito è di contattare un professionista e poter lavorare (anche con tecniche specifiche) sui vissuti e le credenze che appesantiscono il momento.
Ci sono realtà a cui rivolgersi (es. medico di base, CSM, servizio di psicologia territoriale) e incentivi che possono sostenerLa (es. bonus psicologico).
Saluti
Buongiorno, quello che hai condiviso mi fa pensare a tanta consapevolezza, che porta con sé altrettanto coraggio e desiderio di stare meglio.
Mi sento di consigliarti di non dare troppo valore alla diagnosi, ma piuttosto a quello che senti ogni giorno, iniziando magari ad annotarlo per iscritto, così da poter avere sia una "mappa" di ciò che ti succede sia una nuova abitudine da inserire nella tua giornata. Se lo farai non sarà immediato, perché la mancanza di voglia e di motivazione che riporti saranno lì in agguato, ma inserire una nuova abitudine e costruire gradualmente una routine è un grande inizio. Se posso aggiungere, ricorda che la motivazione è un aspetto variabile: ci sono giorni in cui si è molto motivati e giorni in cui non si è per niente motivati, ed è giusto che sia così.
Cerca di rimanere fedele alla consapevolezza e al coraggio che in questi tre anni ti hanno portata a porti delle domande e a chiedere aiuto. Se ti può essere utile, le Università offrono sportelli gratuiti per gli studenti, prova ad informarti, oppure inizia a parlare della tua condizione al tuo medico di base, in modo che possa darti i riferimenti psicologici adeguati. Se avessi bisogno di ulteriori chiarimenti sarò felice di ascoltarti.
Grazie per la tua condivisione, ti auguro di stare meglio.
Un caro saluto
Dr. Pietro Cecchin
Psicologo, Psicologo clinico
Castelfranco Veneto
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Quello che descrivi suona molto difficile e può essere davvero frustrante sentirsi così da tanto tempo. È importante riconoscere i tuoi sentimenti. Sono validi! E meritevoli di attenzione. Quello che posso fare è proporti un lavoro da svolgere assieme online, saranno 4 sedute molto intense, dopo le quali assieme stabiliremo se seguire un percorso o se salutarci. Ma sicuramente avrai delle risposte alle tue domande.
Dott.ssa Marta Dell'Anna
Psicologo, Psicologo clinico
Lissone
Gentile utente, sicuramente è un buon punto di partenza il riconoscere la stanchezza per la quale si vorrebbe chiedere aiuto. Purtroppo non è scontato; esserne consapevole aiuta il riconoscimento di un problema/difficoltà ed è un primo step principale. Ogni tipo di tristezza, tono basso dell'umore o apatia ha una sua propria origine e da quanto percepisco, credo sia importante che lei possa parlarne e intraprendere un percorso per scoprire ciò che adesso è nascosto o invisibile anche ai suoi occhi in modo da potersi aiutare e riemergere da questo periodo. Le potrei consigliare di far riferimento al consultorio del suo Paese, provare a telefonare per chiedere delle informazioni in merito ad un primo colloquio.
Rimango comunque disponibile per qualsiasi tipo di informazione/consulto,
Dott.ssa Dell'Anna Marta
Dott.ssa Fiammetta Improta
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, i sintomi che descrive (stanchezza cronica, demotivazione, apatia e la sensazione di vuoto) possono essere associati a una condizione come la depressione, ma è importante ricordarle che solo un professionista della salute mentale può fare una diagnosi accurata. Capisco che la situazione economica possa sembrare un ostacolo, ma, come già menzionato dai colleghi, ci sono diverse realtà sul territorio italiano che possono offrirle supporto a basso costo o gratuito. Un altro punto di partenza potrebbe essere contattare il medico di base e farsi indirizzare verso i servizi di salute mentale appropriati. Spero lei possa trovare il supporto di cui ha bisogno. Un caro saluto e in bocca al lupo.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha scritto. Le consiglio di parlarne con il suo medico di fiducia ed eventualmente chiedere se sia il caso di fare qualche esame clinico per escludere patologie organiche; in caso di esito negativo, le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per vedere meglio le cause di ciò che ha descritto.
Le auguro il meglio!
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott. Alessandro Macchi
Psicologo, Psicoterapeuta
Pontedera
Salve, grazie per la condivisione della sua esperienza. Da come scrive sembra aver già ponderato l'inizio di un percorso con uno specialista, possono esserci vari modi per potervi fare accesso, se la preoccupa l'aspetto economico parli col suo medico di base ed eventualmente si faccia fare un'impegnativa per una visita psicologica o psichiatrica, nel SSN offrono pacchetti di psicoterapia a costi decisamente ridotti. Altrimenti provi a contattare uno specialista in privato, spesso si trovano delle soluzioni per poter comunque garantire lo svolgimento della terapia. Spero di essere stato di aiuto. Un cordiale saluto.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
La tua situazione è molto importante e richiede attenzione. È coraggioso riconoscere di non sentirsi bene e di desiderare aiuto. Cerca supporto presso servizi di salute mentale locali o universitari che offrono consulenze a costi accessibili. Parlarne con un professionista ti aiuterà a comprendere meglio ciò che stai vivendo e a intraprendere un percorso di cura. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni. Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Buongiorno d grazie di aver condiviso con noi la sua storia. Ritengo molto importante che lei cerchi l’origine di tale malessere parlando con qualcuno che la possa ascoltare e capire. Se lo desidera, io sono a disposizione anche online
Dott.sa Elena Bonini
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Gentile utente,
immagino quanto possa essere difficile sostare per così tanto tempo in un vissuto emotivo così doloroso. Il fatto stesso di aver deciso di scrivere è molto importante perchè può essere il primo segnale di una motivazione a far qualcosa attivamente per stare meglio. Un percorso potrebbe aiutarla a comprendere cosa sta dietro a questa sofferenza e muoversi concretamente verso una condizione di benessere
liberandosi da meccanismo che - nel perpetuarsi- possono mantenere questo stato di sofferenza.
Resto a disposizione
Dott.ssa Anna Guerrini Usubini
Buongiorno,
Immagino non sia facile questa situazione, da quel che leggo va avanti da un po' oramai. Intanto effettuerei delle analisi del sangue o comunque degli esami che accertino che il suo stato di salute fisica sia integro. Qualora non ci fossero patologie fisiche, valuterei una psicoterapia, ci sono tanti professionisti che propongono prezzi calmierati. Lei nota che la sua condizione stia peggiorando ed è ragionevole che ciò avvenga in assenza di trattamento, a prescindere da cosa possa essere.
Purtroppo ci sono pochi elementi per avanzare delle ipotesi, sicuramente proverei a concentrarmi sull'esordio della sintomatologia, riflettendo proprio su quel periodo storico e quello immediatamente antecedente per comprendere se sia accaduto qualcosa che abbia potuto scaturire la sintomatologia presentata.
Spero di esserle stata d'aiuto!
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver condiviso con così tanta sincerità e coraggio il suo vissuto. Scrivere di sé, soprattutto quando ci si sente stanchi, vuoti e demotivati, è già un primo passo significativo verso un cambiamento. Dalle sue parole si percepisce il peso che sta portando sulle spalle da tanto tempo, e il suo desiderio profondo di comprendere che cosa le sta succedendo e di trovare una via per stare meglio. Quello che lei descrive, questa stanchezza cronica, il sentirsi svuotata, l’apatia e la perdita di interesse anche per le cose che un tempo le davano piacere, sono segnali che meritano ascolto e attenzione. È comprensibile che lei possa pensare alla depressione, perché alcuni dei sintomi che racconta possono far parte di quel quadro, ma come giustamente scrive non spetta a lei autodiagnosticarsi. Quello che possiamo dire con certezza è che il suo malessere non è un segno di debolezza o qualcosa da cui può uscire semplicemente sforzandosi di “essere più forte”. Il malessere psicologico, come quello fisico, ha bisogno di essere riconosciuto, compreso e affrontato con strumenti adeguati. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante sapere che spesso quando ci sentiamo così stanchi e privi di motivazione si innesca un circolo vizioso: la stanchezza e l’apatia ci spingono a ridurre le attività, anche quelle piacevoli o significative, e questo a sua volta alimenta il senso di vuoto e la tristezza, rafforzando l’idea di non avere le energie o la voglia di fare. Nel tempo questo schema può consolidarsi, rendendo sempre più difficile “riattivarsi”. Il primo passo, allora, è proprio rompere questo circolo: non aspettare di sentire la motivazione per agire, ma iniziare con piccoli passi concreti, anche se all’inizio sembrano forzati. In psicoterapia questo approccio viene chiamato attivazione comportamentale ed è uno strumento molto efficace per uscire dalla spirale dell’apatia. Lei racconta di sentirsi così da circa tre anni, e questo ci dice che il suo malessere ha radici che meritano di essere esplorate e comprese meglio. Anche se in questo momento può sembrare difficile, le suggerisco di non rimanere sola con questo peso. Capisco la sua preoccupazione per i costi economici di un aiuto specialistico, ma ci sono possibilità che potrebbero fare al caso suo: può rivolgersi al consultorio familiare della sua zona, ai servizi di psicologia del territorio o alla ASL, dove spesso è possibile accedere a percorsi gratuiti o a basso costo. In alcune università ci sono sportelli di ascolto psicologico per gli studenti, che offrono supporto in modo riservato e competente. Il fatto che lei sia disponibile a parlare e abbia voglia di affrontare questa tristezza è un segnale molto positivo, un punto di partenza prezioso. Non si colpevolizzi per come si sente. Il suo malessere non è una scelta né un fallimento. È un segnale che il suo corpo e la sua mente le stanno dando, chiedendole di prendersene cura. Ciò che oggi appare come un blocco può diventare un’opportunità per conoscersi meglio, per imparare a gestire i pensieri e le emozioni in modo diverso e per recuperare il piacere delle piccole e grandi cose che ora le sembrano lontane. Le auguro di trovare il coraggio di compiere questo passo verso un aiuto concreto. Se vuole possiamo riflettere insieme su come muovere i primi passi in questa direzione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Giulia Mete
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Iniziare un percorso di psicoterapia è sicuramente un investimento a livello economico, ma così come il corpo anche la mente ha bisogno di cure e strumenti funzionali per poter stare meglio.
è un investimento per il suo benessere mentale a breve e a lungo termine.

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