Salve...sono una donna di 40 anni, sposata da 17...purtroppo forse per paura di essere inadeguata o
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Salve...sono una donna di 40 anni, sposata da 17...purtroppo forse per paura di essere inadeguata o per paura di perdere mio marito ho accettato delle assurde ( per me) fantasie sessuali quotidiane...mentre facevamo sesso lui ogni volta immaginava io fossi un'altra persona chiamandomi per nome e cognome di essa ed erano sempre persone vicine a noi (mie amiche...mia sorella...mia madre....sua sorella) e anche altro purtroppo...ero lì in silenzio ad accettare purtroppo questa situazione pensando fosse la normalità però ad oggi non so cosa sia scattato non riesco piu a farmi toccare da lui, non provo più amore e soprattutto continuo a pensare quanto sia per me stata una violenza psicologica ma questo mio continuo sentirmi sbagliata mi fa subitare del fatto che magari io stia ingigantendo la questione visto che quando ne parlo con lui si giustifica dicendo che erano solo fantasie, io però mi sono sempre sentita umiliata e lui questa cosa la sapeva....vi prego aiutatemi voi perché io rischio di impazzire
Buongiorno, le fantasie sessuali possono essere le più diverse, ciò che fa la differenza è se sono condivise o no. Quando suo marito dice che lui non ci vede nulla di male probabilmente è sincero, ma anche il suo punto di vista e la sua sensibilità devono essere rispettate e suo marito questo non l'ha capito o non l'ha voluto capire. E' normale dopo 17 anni di sottomissione non poterne più, lei non è pazza e nessuno dovrebbe essere costretto a stare in qualcosa che non gradisce. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa
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Buonasera, leggendo ho sentito tutto il suo smarrimento. Mi hanno colpito le parole che lei dice a se stessa come "paura di essere inadeguata" "paura di perdere mio marito" "continuo a sentirmi sbagliata" e a questo oggi la invito a riflettere. Faccia un respiro profondo e si fermi.. Si prenda del tempo e chieda a se stessa come sta. Una delle chiavi di una relazione di coppia è il parlare, il confrontarsi e il sentirsi accolti. Questo vale anche nel sesso. Le fantasie possono essere dette, possono essere esplorate, possono essere condivise, tutto ciò accade nella sua relazione? Lei dove sta nella coppia? Spero di essere stato motivo di riflessione, dott. Bruni Marco
Cara signora,
le sue parole esprimono con chiarezza un grande dolore e una profonda sofferenza interiore che merita attenzione, rispetto e ascolto. Ciò che ha vissuto – l’accettare per anni dinamiche sessuali che la facevano sentire umiliata, confusa e svuotata – non è affatto una banalità né una questione che va minimizzata, soprattutto se, come ha ben detto, si è sentita costretta dal timore di perdere la persona amata o di non essere “abbastanza”.
Le fantasie sessuali in una coppia possono avere un ruolo importante, ma solo quando sono condivise consapevolmente, vissute nel rispetto reciproco e mai imposte o subite in silenzio. Quando uno dei due partner prova disagio, vergogna, umiliazione o dolore emotivo, si esce dal terreno del consenso autentico e si entra in un ambito che può diventare lesivo, soprattutto nel lungo periodo.
Il fatto che lei oggi non riesca più a lasciarsi toccare da suo marito e che si interroghi sull’amore che prova è un segnale forte del peso che questa situazione ha avuto su di lei. È naturale chiedersi se si stia esagerando o se si sia davvero subito qualcosa di ingiusto, soprattutto quando il partner tende a minimizzare o a giustificarsi. Tuttavia, i suoi sentimenti sono reali, validi e degni di ascolto. Il senso di umiliazione, la mancanza di dialogo autentico, e il dolore che ne deriva non possono essere ignorati o sminuiti.
Proprio perché la situazione è complessa e carica di vissuti profondi, sarebbe utile e consigliato rivolgersi ad uno specialista per avere uno spazio sicuro in cui potersi raccontare, capire cosa è accaduto realmente, ricostruire il proprio senso di sé e ritrovare serenità, autonomia e chiarezza emotiva.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
le sue parole esprimono con chiarezza un grande dolore e una profonda sofferenza interiore che merita attenzione, rispetto e ascolto. Ciò che ha vissuto – l’accettare per anni dinamiche sessuali che la facevano sentire umiliata, confusa e svuotata – non è affatto una banalità né una questione che va minimizzata, soprattutto se, come ha ben detto, si è sentita costretta dal timore di perdere la persona amata o di non essere “abbastanza”.
Le fantasie sessuali in una coppia possono avere un ruolo importante, ma solo quando sono condivise consapevolmente, vissute nel rispetto reciproco e mai imposte o subite in silenzio. Quando uno dei due partner prova disagio, vergogna, umiliazione o dolore emotivo, si esce dal terreno del consenso autentico e si entra in un ambito che può diventare lesivo, soprattutto nel lungo periodo.
Il fatto che lei oggi non riesca più a lasciarsi toccare da suo marito e che si interroghi sull’amore che prova è un segnale forte del peso che questa situazione ha avuto su di lei. È naturale chiedersi se si stia esagerando o se si sia davvero subito qualcosa di ingiusto, soprattutto quando il partner tende a minimizzare o a giustificarsi. Tuttavia, i suoi sentimenti sono reali, validi e degni di ascolto. Il senso di umiliazione, la mancanza di dialogo autentico, e il dolore che ne deriva non possono essere ignorati o sminuiti.
Proprio perché la situazione è complessa e carica di vissuti profondi, sarebbe utile e consigliato rivolgersi ad uno specialista per avere uno spazio sicuro in cui potersi raccontare, capire cosa è accaduto realmente, ricostruire il proprio senso di sé e ritrovare serenità, autonomia e chiarezza emotiva.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Buongiorno,
quello che sta vivendo ha un peso e un significato che vanno accolti con molta cura e attenzione. Non si tratta solo di “fantasie” o “giochi”: il punto centrale è come lei si è sentita in questa dinamica, quali confini sono stati violati e che effetto ha avuto tutto questo sul suo senso di sé e sulla relazione.
Quando, per paura di perdere l’altro o per timore di essere inadeguati, si accettano situazioni che profondamente si avvertono come lesive, il rischio è progressivamente perdere contatto con i propri bisogni, con i propri limiti e con il proprio diritto a stare bene nella relazione. E con il tempo questa frattura interna può generare esattamente quel blocco profondo che oggi sente: distanza, chiusura, fatica a lasciarsi toccare e a sentire amore.
Il fatto che ora lei senta chiaramente questo disagio non significa che stia “esagerando”. Al contrario, è il segnale che qualcosa dentro di lei sta finalmente cercando di proteggersi, di rimettere un confine dove per molto tempo è stato difficile farlo.
Questo non è un sintomo da reprimere, ma un movimento prezioso da ascoltare. Un percorso di lavoro personale potrebbe aiutarla a dare significato a quanto accaduto, a riconnettersi con il proprio sentire profondo e a ritrovare uno spazio in cui poter definire, con lucidità e libertà, cosa oggi sente giusto per sé.
Se desidera, possiamo lavorare insieme su questi temi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
quello che sta vivendo ha un peso e un significato che vanno accolti con molta cura e attenzione. Non si tratta solo di “fantasie” o “giochi”: il punto centrale è come lei si è sentita in questa dinamica, quali confini sono stati violati e che effetto ha avuto tutto questo sul suo senso di sé e sulla relazione.
Quando, per paura di perdere l’altro o per timore di essere inadeguati, si accettano situazioni che profondamente si avvertono come lesive, il rischio è progressivamente perdere contatto con i propri bisogni, con i propri limiti e con il proprio diritto a stare bene nella relazione. E con il tempo questa frattura interna può generare esattamente quel blocco profondo che oggi sente: distanza, chiusura, fatica a lasciarsi toccare e a sentire amore.
Il fatto che ora lei senta chiaramente questo disagio non significa che stia “esagerando”. Al contrario, è il segnale che qualcosa dentro di lei sta finalmente cercando di proteggersi, di rimettere un confine dove per molto tempo è stato difficile farlo.
Questo non è un sintomo da reprimere, ma un movimento prezioso da ascoltare. Un percorso di lavoro personale potrebbe aiutarla a dare significato a quanto accaduto, a riconnettersi con il proprio sentire profondo e a ritrovare uno spazio in cui poter definire, con lucidità e libertà, cosa oggi sente giusto per sé.
Se desidera, possiamo lavorare insieme su questi temi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
Gentilissima,
sento la sua difficoltà e tristezza nel descriverci la sua esperienza. Forse il supporto psicologico non può far altro che aiutarla a "sciogliere" la questione e a darle il peso che merita. Rimango a disposizione
sento la sua difficoltà e tristezza nel descriverci la sua esperienza. Forse il supporto psicologico non può far altro che aiutarla a "sciogliere" la questione e a darle il peso che merita. Rimango a disposizione
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