Salve, sono un "ragazzo" di 38 anni e da anni ormai soffro di una situzione di malessere che non mi
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Salve, sono un "ragazzo" di 38 anni e da anni ormai soffro di una situzione di malessere che non mi lascia godere le mie giornate.Circa 8 anni fa ho avuto due episodi a distanza di 15 giorni, episodi in cui non mi sono sentito bene, palpitazioni, calore al viso,agitazione.
Mi sono recato in entrambi i casi in PS (in due luoghi diversi) e in entrambi i casi mi e' stato detto, dopo misurazione dei parametri, enzimi ed altro, che si trattava di attachi di panico. Da allora ho anche sofferto molto i voli aerei che per lavoro mi portavano dalla Sardegna alla Puglia.
A distanza di alcuni mesi mentre una mattina ero a passeggio mi e' capitato qualcosa che mi ha cambiato completamente la vita; ad un tratto mi sentivo l'occhio dx strano, mi lacrimava,mi sfarfallava, mi sentivo strano guardandomi allo specchio, non riuscivo a parlare con scioltezza.In PS mi hanno parlato di parestesia, di nervo trigemino... sta di fatto che da allora e' cambiata ulteriormente la mia vita, iniziando un girovagare che mi ha portato da neurologi, neurochirurghi,otorino,psichiatra, e tanti esami effettuati, elettromiografia, tac cranica ed altri. Ho seguito due diverse cure cn antidepressivi e ansiolitici, perche' cio' che mi sono sentito dire e' che si tratta di ansia...nulla e' cambiato, o molto poco.
Addirittura ultimamente, forse anche la sospensione poco graduale di questi farmaci, sto avendo serie crisi respiratorio...anche se si erano verificate sporadicamente anche durante la cura. I miei disturbi attuali e ricorrenti sono: dolori alla testa, in diversi punti da un giorno all'altro,dolore dell'occhio, molare sempre sullo stesso lato, senso di confusione. E' possibile che tutto cio' sia solo ansia? e che non riesca a venirne a capo?
Ringrazio i medici che mi risponderanno e mi scuso della lungaggine ma era opportuna.
Buona giornata
Mi sono recato in entrambi i casi in PS (in due luoghi diversi) e in entrambi i casi mi e' stato detto, dopo misurazione dei parametri, enzimi ed altro, che si trattava di attachi di panico. Da allora ho anche sofferto molto i voli aerei che per lavoro mi portavano dalla Sardegna alla Puglia.
A distanza di alcuni mesi mentre una mattina ero a passeggio mi e' capitato qualcosa che mi ha cambiato completamente la vita; ad un tratto mi sentivo l'occhio dx strano, mi lacrimava,mi sfarfallava, mi sentivo strano guardandomi allo specchio, non riuscivo a parlare con scioltezza.In PS mi hanno parlato di parestesia, di nervo trigemino... sta di fatto che da allora e' cambiata ulteriormente la mia vita, iniziando un girovagare che mi ha portato da neurologi, neurochirurghi,otorino,psichiatra, e tanti esami effettuati, elettromiografia, tac cranica ed altri. Ho seguito due diverse cure cn antidepressivi e ansiolitici, perche' cio' che mi sono sentito dire e' che si tratta di ansia...nulla e' cambiato, o molto poco.
Addirittura ultimamente, forse anche la sospensione poco graduale di questi farmaci, sto avendo serie crisi respiratorio...anche se si erano verificate sporadicamente anche durante la cura. I miei disturbi attuali e ricorrenti sono: dolori alla testa, in diversi punti da un giorno all'altro,dolore dell'occhio, molare sempre sullo stesso lato, senso di confusione. E' possibile che tutto cio' sia solo ansia? e che non riesca a venirne a capo?
Ringrazio i medici che mi risponderanno e mi scuso della lungaggine ma era opportuna.
Buona giornata
Gentilissimo, bene che i medici abbiano escluso cause di carattere organico. A questo punto ciò che occorre fare e’ intraprendere un percorso psicoterapeutico continuativo che le permetta di lavorare sulle componenti psicologiche dei suoi sintomi e riprendere a stare bene. A disposizione per dubbi o chiarimenti, un saluto, Marta Corradi.
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Buongiorno. Sì, è possibile che i disturbi fisici che lei descrive poggino sull'ansia: spesso situazioni stressanti, angosciose o emotivamente significative producono nel corpo cambiamenti o dolori.
Una forte preoccupazione genera a volte il vomito; un'emozione, il rossore sulle gote; e così via fino ad arrivare ai fenomeni di conversione, tra i primi descritti in letteratura, o alle malattie cosiddette psicosomatiche.
Così, il corpo che noi abitiamo a volte sembra sfuggire al nostro controllo.
Che momento della sua vita era, 8 anni fa? Perché i voli per lavoro le causavano sofferenza? Due semplicissime domande da cui potrebbe incominciare un'indagine psicoterapeutica.
Un caro saluto,
mg
Una forte preoccupazione genera a volte il vomito; un'emozione, il rossore sulle gote; e così via fino ad arrivare ai fenomeni di conversione, tra i primi descritti in letteratura, o alle malattie cosiddette psicosomatiche.
Così, il corpo che noi abitiamo a volte sembra sfuggire al nostro controllo.
Che momento della sua vita era, 8 anni fa? Perché i voli per lavoro le causavano sofferenza? Due semplicissime domande da cui potrebbe incominciare un'indagine psicoterapeutica.
Un caro saluto,
mg
Se gli aspetti organici sono stati esclusi evidentemente e’ l’aspetto psicologico ad esserne interessato.
Un colloquio specialistico con uno psicologo Psicoterapeuta può ‘ supportarla a comprendere il percorso da intraprendere
A sua disposizione
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Caro utente, non ho ben capito se le cause organiche siano state completamente escluse poiché ad un PS hanno imputato i suoi sintomi al nervo trigemino mentre in altre occasioni hanno palesemente escluso le cause organiche. Tuttavia se tutti gli esami strumentali che fatto (forse solo la risonanza non ha fatto) hanno dato esito negativo, ci sono probabilità che abbia avuto un attacco di panico che, per sua definizione, è inaspettato. Consulti uno psicologo che possa aiutarla anche a monitorare tali sintomi, senza necessariamente escludere che possano esserci anche cause di tipo organico.
Gent utente, lei chiaramente soffre di un disturbo d'ansia le cui cause vanno indagate attraverso un percorso di psicoterapia, possibilmente di tipo cognitivo comportamentale. Per ciò che attiene all'episodio di parestesia, non sono molto convinta che alla base non vi sia un problema organico, anche se lei riferisce di aver fatto indagini lunghe e numerose. Resto a disposizione. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Buona sera, percepisco da come ha scritto che non ritiene completamente plausibile che all'origine di questo quadro sintomatologico possa esserci una eccessiva ansia. Questo mi fa pensare che non ci sia stata per lei l'opportunità di intraprendere un percorso di psicoterapia che l'abbia messa in condizione di avvicinarsi ad una maggiore consapevolezza di sé. Gli esami effettuati escludono con una buona probabilità che possa esserci una base organica, per cui io proverei a contattare uno psicoterapeita che possa aiutarla ad indagare i meccanismi inconsci spesso responsabili di sintomi che nella maggior parte dei casi avvertiamo come altro da "noi".
Un Cordiale Saluto
Un Cordiale Saluto
Buonasera, sarebbe stato utile sapere che cosa stava accadendo nella sua vita 8 anni fa, quando ha cominciato ad accusare i sintomi da lei descritti. Sicuramente come le hanno spiegato al pronto soccorso erano attacchi di panico, ma questi sintomi nascondevano dei problemi che lei non ci ha scritto. Ok lei ha fatto molte visite e molti accertamenti, ma come mai nessuno gli indicato di fare una spicoterapia? Tramite l'aiuto di una psicoterapeuta dovrà analizzare che cosa nascondono i suoi disturbi. Se non avviene tutto questo potrà anche prendere i psicofarmaci, che all'inizio possono anche essere utili. Ma nel momento in cui li sospende, chiaramente sempre con l'aiuto del professionista che glieli ha prescritti e gradatamente e non come lei ha scritto poco graduale, i suoi sintomi potrebbero ricomparire. Quindi prenda in considerazione di iniziare un buon lavoro psicologico, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
Buongiorno,
ha fatto visita a tanti specialisti ma forse ne manca uno che a detta dei colleghi potrebbe essere tra i più indicati in questo caso. Lo psicoterapeuta.
E' possibile che l'ansia porti tanti sintomi, soprattutto se tralasciata e trascurata. Scrive anche che ha sospeso forse troppo velocemente i farmaci e questo può portare tutta una serie di effetti collaterali spiacevoli, e andrebbe sempre fatto attraverso prescrizione medica da parte di un neurologo o uno psichiatra. Comunque dato che dal punto di vista medico si escludono problemi organici, a questo punto ritengo che un buon percorso di psicoterapia possa aiutarla ad elaborare nodi e vissuti irrisolti che forse è arrivato il momento di attenzionare.
Il corpo è più saggio della mente, lo ascolti.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Polizzi Andreeff
ha fatto visita a tanti specialisti ma forse ne manca uno che a detta dei colleghi potrebbe essere tra i più indicati in questo caso. Lo psicoterapeuta.
E' possibile che l'ansia porti tanti sintomi, soprattutto se tralasciata e trascurata. Scrive anche che ha sospeso forse troppo velocemente i farmaci e questo può portare tutta una serie di effetti collaterali spiacevoli, e andrebbe sempre fatto attraverso prescrizione medica da parte di un neurologo o uno psichiatra. Comunque dato che dal punto di vista medico si escludono problemi organici, a questo punto ritengo che un buon percorso di psicoterapia possa aiutarla ad elaborare nodi e vissuti irrisolti che forse è arrivato il momento di attenzionare.
Il corpo è più saggio della mente, lo ascolti.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Polizzi Andreeff
Buongiorno, si questi sintomi potrebbero essere sintomi di ansia. Il corpo accusa il colpo quando le emozioni non riescono a defluire naturalmente perché il carico emotivo è tanto o continuativo e nel nostro cervello crea una massa che si fa fatica ad elaborare. Dagli attacchi di panico si guarisce e anche dalle somatizzazioni. La invito a rivolgersi ad uno psicoterapeuta che potrà aiutarla a decodificare i sintomi, cosa dicono di me? c' è un conflitto dentro di me? Come mai ho bisogno di un sintomo per esprimere ciò che sento e che provo? Forse non ho nessuno che ascolta? non posso esprimere le mie emozioni? Penso che quello che penso o sento non è importante ? Buon lavoro. Sono disponibile per consulenze on line. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Buongiorno, dopo gli accertamenti medici che ha svolto e la cura farmacologica che hanno dato alcuni risultati senza risolvere completamente il suo malessere sembra davvero ragionevole pensare che ci sia una componente di ansia con somatizzazioni. Anche perchè l’infiammazione del nervo trigemino, una volta risolta non lascia dolori successivi, eventualmente una lieve deformazione del volto (lo indicano i dati della letteratura e glielo confermo per esperienza personale). Le consiglio in questa fase delicata di iniziare una psicoterapia cognitivo comportamentale per evitare di vanificare il supporto dei farmaci che ha preso e che ha appena sospeso. Al momento molti professionisti sia pubblici che privati offrono terapie online. Rimanendo a disposizione porgo Cordiali saluti
Dott.ssa Elisa Zocchi
Dott.ssa Elisa Zocchi
Gentile utente, sento che dal suo racconto sia stato molto frustante per lei avere effettuato tutte le visite e i trattamenti che ha sostenuto alla fine dei quali è rimasto con il dubbio se questa sia solo ansia o dipenda da altro! Da quello che racconta le manifestazioni fisiche che descrive sembrano per lo più delle forme di somatizzazione che dovrebbero essere trattate con una psicoterapia specifica per i disturbi psicosomatici. Il nostro corpo può manifestare i disturbi che descrive (dolori alla testa, dolore dell'occhio, senso di confusione..)come espressione di un conflitto o tensione psichica interna. In particolare mi occupo di Psicoterapia Bioenergetica, particolarmente indicata per i disturbi psicosomatici. Se vuole sono disponibile per una prima consulenza gratuita online. Cordiali Saluti
Buongiorno! I sintomi che descrive nel dettaglio possono appartenere ad un quadro di ansia intensa che può sfociare in attacchi di panico o in manifestazioni organiche varie. In questi casi è bene a rivolgersi ai medici, come lei ha fatto, e se gli esiti degli esami sono negativi, l'origine è di tipo psicologico.
Per tale motivo oltre ai farmaci che le hanno prescritto è utilissimo affiancare un percorso psicoterapeutico che attualmente è disponibile per tutti i professionisti in modalità online. Provi a contattare uno specialista di sua fiducia e prenda un appuntamento. In bocca al lupo
Dott.ssa Valeria Randisi
Per tale motivo oltre ai farmaci che le hanno prescritto è utilissimo affiancare un percorso psicoterapeutico che attualmente è disponibile per tutti i professionisti in modalità online. Provi a contattare uno specialista di sua fiducia e prenda un appuntamento. In bocca al lupo
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno. Tutti i sintomi da lei elencati fanno propendere per un quadro di tipo ansioso depressivo. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere perché sono insorti questi sintomi e come poterli affrontare
Salve,
è possibile che si tratti di ansia, ma solo la cura farmacologica non è sufficiente, quindi deve accompagnarla ad un percorso psicoterapeutico. Trovi un professionista in zona ed inizi.
Saluti.
è possibile che si tratti di ansia, ma solo la cura farmacologica non è sufficiente, quindi deve accompagnarla ad un percorso psicoterapeutico. Trovi un professionista in zona ed inizi.
Saluti.
Credo sia utile agganciarsi ad un'equipe che segua la.parte farmacologica e la parte psicologica. È possibile che siano entrambe coinvolte e non va privilegiata una più di un'altra. Siamo un unicum e la nostra mente ha risorse che la parte organica regola e di cui al.contempo beneficia
Buongiorno, una volta escluse cause di tipo organico le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia. In particolare le consiglio uno psicoterapeuta a orientamento cognitivo-comportamentale. Inoltre anche un percorso di meditazione Mindfulness potrebbe esserle di grande aiuto. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento in merito. Cordialmente Dott.ssa Alice Braghieri.
Gentilissimo utente, quando si affacciano dei disturbi di ansia si può entrare in un circolo vizioso dal quale occorre tempo per uscirne. Accanto ai doverosi controlli medici utili a escludere cause organiche, le consiglio di affidarsi ad uno psicoterapeuta che la possa sostenere, la possa aiutare ad elaborare l'angoscia, l'aiuti a capire perché l'ansia è emersa proprio adesso, a cosa possa essere correlata, che significato hanno i suoi sintomi anche nel contesto delle sue relazioni interpersonali.
Salve. Concordo con i miei colleghi. Escluse le cause "organiche" forse sarebbe opportuno che lei esplorasse le tematiche relative alla sua ansia.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Buongiorno se è stato accertato che non ci sono problemi a livello organico i suoi disturbi possono derivare dall'ansia . Consiglierei di intraprendere un percorso psicoterapeutico che sicuro darà ottimi risultati se seguito . un caro saluto
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso la Sua storia con tanta precisione; il Suo racconto descrive un calvario che molti pazienti vivono quando il corpo inizia a parlare un linguaggio che la medicina tradizionale fatica a tradurre. Sentirsi dire che "è solo ansia" quando si avvertono sintomi fisici così invalidanti come dolori oculari, sfarfallii e crisi respiratorie può essere profondamente frustrante e far sentire non visti nella propria sofferenza.
Nella prospettiva della psicologia del profondo, l'identità è un processo relazionale e corporeo inscindibile. Il fatto che i Suoi esami neurologici e strumentali siano risultati negativi è, paradossalmente, una notizia rassicurante e terribile al tempo stesso: ci dice che la Sua "macchina" biologica è integra, ma che il "pilota" — il Suo sistema nervoso — è in uno stato di allarme costante che non trova pace.
Quando l'ansia si fa corpo (Somatizzazione)
È possibile che tutto questo sia "solo" ansia? La risposta è sì, ma con una precisazione fondamentale: l'ansia non è "niente", è una reazione biochimica e muscolare potentissima.
Il volto come palcoscenico: I sintomi che descrive (occhio, molare, trigemino, calore al viso) coinvolgono l'area dell'espressione e della comunicazione. In una cornice psicodinamica, potremmo chiederci se quel "non riuscire a parlare con scioltezza" dell'inizio non fosse il segnale di qualcosa che premeva per essere detto e che è rimasto bloccato.
La morsa del trigemino: Spesso, tensioni emotive profonde portano a contratture involontarie dei muscoli della mandibola e del cranio, che possono irritare le terminazioni nervose e simulare dolori nevralgici o sfarfallii oculari.
Le crisi respiratorie post-farmaco: La sospensione non graduale dei farmaci può aver scatenato un effetto "rebound", ovvero un ritorno dei sintomi in forma più acuta. Il corpo, privato improvvisamente di un sostegno chimico, reagisce con una fame d'aria che è la massima espressione del terrore di perdere il controllo.
Oltre la diagnosi: abitare il corpo
Il Suo "girovagare" tra specialisti è il tentativo legittimo di dare un nome organico a un dolore che invece sembra avere radici nella Sua storia e nel Suo modo di abitare le relazioni e il lavoro (come i voli Sardegna-Puglia, simboli di distanze e fatiche).
La psicoterapia può intervenire proprio qui: non per convincerLa che non ha nulla, ma per aiutarLa a capire perché il Suo corpo ha scelto proprio quegli organi per gridare il suo malessere. L'obiettivo non è solo sopprimere il dolore con un farmaco, ma ricostruire una "matrice" interna che Le permetta di sentirsi di nuovo sicuro dentro la Sua pelle.
Sente che questo senso di confusione e i dolori migranti aumentano in concomitanza con particolari momenti di stress lavorativo o quando si trova a dover gestire decisioni importanti per la Sua vita?
Dottssa Giovanna Costanzo
Nella prospettiva della psicologia del profondo, l'identità è un processo relazionale e corporeo inscindibile. Il fatto che i Suoi esami neurologici e strumentali siano risultati negativi è, paradossalmente, una notizia rassicurante e terribile al tempo stesso: ci dice che la Sua "macchina" biologica è integra, ma che il "pilota" — il Suo sistema nervoso — è in uno stato di allarme costante che non trova pace.
Quando l'ansia si fa corpo (Somatizzazione)
È possibile che tutto questo sia "solo" ansia? La risposta è sì, ma con una precisazione fondamentale: l'ansia non è "niente", è una reazione biochimica e muscolare potentissima.
Il volto come palcoscenico: I sintomi che descrive (occhio, molare, trigemino, calore al viso) coinvolgono l'area dell'espressione e della comunicazione. In una cornice psicodinamica, potremmo chiederci se quel "non riuscire a parlare con scioltezza" dell'inizio non fosse il segnale di qualcosa che premeva per essere detto e che è rimasto bloccato.
La morsa del trigemino: Spesso, tensioni emotive profonde portano a contratture involontarie dei muscoli della mandibola e del cranio, che possono irritare le terminazioni nervose e simulare dolori nevralgici o sfarfallii oculari.
Le crisi respiratorie post-farmaco: La sospensione non graduale dei farmaci può aver scatenato un effetto "rebound", ovvero un ritorno dei sintomi in forma più acuta. Il corpo, privato improvvisamente di un sostegno chimico, reagisce con una fame d'aria che è la massima espressione del terrore di perdere il controllo.
Oltre la diagnosi: abitare il corpo
Il Suo "girovagare" tra specialisti è il tentativo legittimo di dare un nome organico a un dolore che invece sembra avere radici nella Sua storia e nel Suo modo di abitare le relazioni e il lavoro (come i voli Sardegna-Puglia, simboli di distanze e fatiche).
La psicoterapia può intervenire proprio qui: non per convincerLa che non ha nulla, ma per aiutarLa a capire perché il Suo corpo ha scelto proprio quegli organi per gridare il suo malessere. L'obiettivo non è solo sopprimere il dolore con un farmaco, ma ricostruire una "matrice" interna che Le permetta di sentirsi di nuovo sicuro dentro la Sua pelle.
Sente che questo senso di confusione e i dolori migranti aumentano in concomitanza con particolari momenti di stress lavorativo o quando si trova a dover gestire decisioni importanti per la Sua vita?
Dottssa Giovanna Costanzo
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