Salve mia figlia diciassettenne non fa altro che aggredire me e mio marito, ci insulta e si approfit

24 risposte
Salve mia figlia diciassettenne non fa altro che aggredire me e mio marito, ci insulta e si approfitta di noi come fossimo suoi schiavi. Ci considera solo quando deve pranzare e cenare e quando dobbiamo passarle dei soldi,poi non le facciamo più ‘’comodo’’.

Negli ultimi anni litighiamo molto spesso, e sostenere un dibattito con lei è impossibile xchè è arrogante e esige la ragione sempre e comunque.

Non so per quale ragione si comporti così, io e mio marito siamo due persone umili e semplici, non abbiamo mai preteso l’impossibile da lei.

Non fa altro che insultarci e sminuirci, ci fa sentire in colpa per averla cresciuta in maniera non adeguata e così facendo mi fa sprofondare in una tristezza unica, x chè io non mi ritengo la mamma modello, ci mancherebbe , però credo anche di aver fatto il possibile per non averle mai fatto mancare nulla e accoglierla sempre con serenità e amorevolezza.

Mia figlia è sempre stata una ragazzina capricciosa e viziata, anche fin da piccola aveva questo carattere ingestibile. Ha trattato male tutte le sue amiche e pretende che tutto le sia dovuto, a cominciare dai favori, soldi, cibo pronto in tavola, scarrozzamenti a destra e a sinistra, e mille sacrifici fatti per lei al fine di accontentare ogni suo capriccio.

Mi è capitato nel corso dei tempi di sentire in TV e di leggere online storie di persone con qualche disturbo della personalità, e effettivamente mi chiedo se anche mia figlia possa farne parte malgrado la sua giovane età ….

In caso vogliate rispondermi vi ringrazio in anticipo, premetto che mia figlia è già in cura da uno psicoterapeuta per ragioni legate alla scuola (l’ha lasciata) ma non da ascolto nemmeno a lui, anzi a casa lo schernisce prendendosi gioco della sua “ingenuità” (come lei chiama).

Mi vergogno di questo suo comportamento, infatti vorrei interrompere la terapia, ma davvero non so come fare…

Scusate il disturbo e grazie in anticipo.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Concetta Di Bartolomeo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera signora, capisco le difficoltà che come genitori di una figlia adolescente state cercando di superare. Vi consiglio di rivolgervi ad uno psicologo per un sostegno genitoriale. Vostra figlia ha il suo spazio ma, da quello che scrive, mi sembra che voi genitori siate lasciati a voi stessi a fronteggiare una situazione non facile ed è comprensibile che non riusciate a farlo da soli.
Cordiali saluti, dott.ssa Concetta Di Bartolomeo
Gentile Signora, vivere la fase adolescenziale non è facile sia per i figli che per i genitori e dal suo racconto emerge il disagio che sta vivendo in questo momento e la preoccupazione per sua figlia. Le consiglio di consultare un professionista per un supporto alla genitorialità perchè lei e suo marito avreste la possibilità di confrontarvi sulle difficoltà che state vivendo e trovare delle strategie per gestire i comportamenti problematici di sua figlia.
Resto a disposizione, Dott.ssa Marina Colangelo
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace sentire delle difficoltà che sta attraversando con sua figlia. Il comportamento che descrive potrebbe essere indicativo di un disturbo della personalità o di altri problemi irrisolti che andrebbero indagati con lei per ottimizzare la comunicazione con sua figlia. Continuare la terapia con lo psicoterapeuta potrebbe essere utile e potrebbe aiutare sua figlia a capire e gestire i suoi pensieri e comportamenti ma valuterei di intraprendere anche lei un percorso individuale. Per migliorare la comunicazione con sua figlia adolescente, potrebbe essere utile migliorare le capacità di ascolto attivo. Evitare di giudicare, sforzandosi di comprendere il suo punto di vista, invece di criticare o giudicare il suo comportamento. Favorire una comunicazione chiara, precisa e diretta, evitando di essere ambigui o confusi. Lavoreremo sulla capacità di esprimere empatia, mostrando comprensione e solidarietà nei confronti dei suoi sentimenti e problemi. La aiuterei a fissare regole chiare, stabilite nei limiti e nelle aspettative, in modo che lei sappia cosa è accettabile e cosa non lo è. Manterremo un atteggiamento aperto e positivo, evitando di metterla in guardia o di essere troppo severa, in modo che sia più incline a parlare apertamente con lei. Troveremo un setting che le permetterà di creare un ambiente più rilassato e favorevole alla comunicazione. Ad un certo punto della terapia le proporrò di partecipare alle sedute insieme, incoraggiando sua figlia a partecipare alle sedute di terapia e a essere parte attiva del processo. Imparerà nuove abilità di comunicazione, lavoreremo sulla gestione della rabbia e delle emozioni. Costruiremo un rapporto di fiducia, creando un ambiente sicuro e favorevole, in cui sua figlia si senta libera di esprimere i suoi pensieri e sentimenti. Imparerà così a risolvere autonomamente i conflitti attraverso soluzioni creative agevolate dal miglioramento della comunicazione tra lei e sua figlia. Sosterremo il cambiamento e la motivazione per continuare a lavorare sulla relazione e migliorare la comunicazione con sua figlia. Restando a sua disposizione per affrontare individualmente in un contesto protetto come la psicoterapia le auguro una buona giornata. Dott.ssa Bachiorri Sara
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Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, penso che essendo sua figlia ancora minorenne, ci siano i margini per poter parlare con il terapeuta che la segue, in modo da riportargli quanto ha espresso a noi in questo sito, affinchè anche lui possa meglio comprendere la situazione. Nella sua mail non ha fatto cenno ad un eventuale percorso suo e/o di suo marito, che credo sia fondamentale, oltre che per un sostegno psicologico per la situazione che state vivendo, anche nell'ottica di migliorare la comunicazione e la relazione con vostra figlia. Rimango a disposizione.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
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Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno,
Ho letto il suo messaggio. Credo che l'adolescenza sia uno degli eventi critici più significativi e difficili da affrontare soprattutto in veste di genitori.
Sono disponibile ad aiutarvi con colloqui online per capire meglio la situazione .
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno Signora, comprendo le difficoltà che sta vivendo con sua figlia.
L'adolescenza è un periodo molto delicato per i ragazzi e spesso emergono in questa fase i forti contrasti con i genitori e comportamenti un po' più estremi. Per quel che riguarda lei forse avrebbe bisogno (anche con suo marito eventualmente) di un sostegno genitoriale per poter affrontare meglio tali passaggi delicati di vita di sua figlia. Sento quanto lei sia spaesata quasi non sapendo più come comportarsi nel quotidiano e tutti gli interrogativi che si sta ponendo come madre ma questo non le sta facendo bene. Forse un sostegno potrà sostenerla ed aiutarla nelle sue competenze, sicurezze e modalità di interazione migliore con sua figlia. Se desidera provare questa strada, sono a sua disposizione sia di persona che on line. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Domigno
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, l'adolescenza è un momento molto difficile da gestire e comprendo perfettametnte tutte le sue preoccupazioni. Parlate col terapeuta che la segue e fatevi dire cosa ne pensa in merito e quali strade intraprender per avviare un nuovo ed efficace percorso di comunicazione che a quanto pare è assente. Tuttavia se ritenete che la situazione sia eccessivamente seria e non avete riscontrato efficacia nella terapia attuale, rivolgetevi a uno specialista della genitorialità che esaminerà con la giusta attenzione la situazione e vi indicherà cosa fare. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Carla Chierchia
Psicologo, Psicoterapeuta
Castellammare di Stabia
Buonasera signora, siccome la ragazza è minorenne, immagino facciate dei colloqui anche voi genitori, col terapeuta, confrontatevi con lui serenamente esponete i vostri dubbi e incertezze, insieme troverete il modo di aiutare la ragazza a superare questo difficile periodo che è l'adolescenza. un caro saluto
Buongiorno,
da quello che scrive posso capire come questa situazione stia diventando davvero pesante da gestire per lei e suo marito. E' stata una buona scelta quella di fare intraprendere alla ragazza un percorso terapeutico con un professionista, anche se purtroppo al momento non sembra dare i risultati sperati. Per questo vi consiglio di riflettere sulla possibilità di iniziare voi genitori un percorso di sostegno psicologico, che vi possa supportare nella gestione delle vostre difficoltà e che possa aiutarvi a trovare nuovi modi di relazione con lei, che possano rivelarsi più funzionali. Spesso infatti, quando la persona non è motivata nel fare un percorso, si può lavorare anche in modo indiretto con i familiari ottenendo dei risultati positivi.
Resto a disposizione, cordiali saluti,
Dott.ssa Laura Balduchelli
Dott.ssa Veronica Cascone
Psicologo
Bologna
Buongiorno,

l'adolescenza è un periodo di forti cambiamenti, emotivi, psichici e biologici. Proprio per questo in quella fascia d'età si accentuano gli scontri con l'autorità, con le figure genitoriali e si cerca comprensione e rispecchiamento nel gruppo dei pari. Questo cocktail di emozioni rende difficile il dialogo e può provocare conflitti.
Ha mai pensato di iniziare un percorso di sostegno alla genitorialità?
Cordiali saluti
dott.ssa Veronica Cascone, psicologa online
Dott. Francesco Conti
Psicologo, Psicologo clinico
San Lazzaro di Savena
Salve. Le relazioni familiari sono spesso complicate e confrontarsi come genitori con l'adolescenza dei propri figli non è mai semplice. Con l'adolescenza arriva il tempo della ribellione e le regole o le abitudini tipiche del passato iniziano a divenire più difficili da mantenere. Questo è un processo positivo, per quanto critico, poiché segna il tentativo dei ragazzi di passare dall'infanzia all'età adulta, in cui trovare le proprie regole e le proprie abitudini di vita. Detto questo, in alcuni casi il clima di scontro o di sofferenza che si attraversano in questo passaggio sono insostenibili senza l'aiuto di un professionista esterno, che possa aiutare i vari protagonisti del contesto familiare a trovare un nuovo assetto familiare. Diagnosticare un disturbo di personalità in adolescenza, è possibile, ma non consigliato, proprio perché l'adolescenza è un momento turbolento di per sé. Forse il modo migliore per iniziare a "trattare" la situazione potrebbe essere quello di prendersi uno spazio per lei, oppure per lei e il padre della ragazza, per parlare della situazione e costruire un percorso di sostegno psicologico, che vi aiuti a capire se si tratta solo di un momento passeggero o di un problema più stabile e vi sostenga nell'attraversarlo. Per quanto riguarda il percorso terapeutico di sua figlia, potrebbe essere utile lasciarlo continuare, a meno che non sia sua figlia a voler interromperlo. In tal caso sarà una questione che tratterà direttamente lei con il suo psicoterapeuta. Le auguro una buona giornata. Dott. Francesco Conti
Dott.ssa Benedetta Venturini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, posso capire quanto sia difficile questa situazione e le vostre preoccupazioni sono comprensibili. Sarebbe utile che anche voi iniziaste un percorso psicologico per raccogliere maggiori informazioni, lavorare sulle vostre risorse e sui pensieri che vi portano a vivere un certo disagio emotivo.
Benedetta
Dott.ssa Elena Quattrini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Melegnano
Buongiorno, grazie per la condivisione. Posso immaginare la sua fatica e la tristezza legati a questa situazione che si percepiscono chiaramente nella lettura. L'adolescenza è un periodo molto complesso per i ragazzi, ma ancor prima per i genitori che devono guidarli in questa fase. Sarebbe utile per voi genitori intraprendere un percorso di sostegno alla genitorialità che vi possa sostenere in questo momento faticoso e possa aiutarvi nel trovare delle risposte ai vostri interrogativi. Se dovesse sentire tale necessità rimango a disposizione sia in presenza che online. Un caro saluto. Dott.ssa Elena Quattrini
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buonasera. L'adolescenza è un periodo di vita molto complesso, costellato da cambiamenti fisici, psicologici e identitari difficili da affrontare. Gli adolescenti tendono a mettere caos nella loro vita, soprattutto nella relazione con la famiglia d'origine per cercare il proprio posto nel mondo attraverso un processo che si chiama "separazione-individuazione" e definire quello che sarà il loro sistema di valori. Sua figlia è ancora minorenne quindi mi sento di suggerirle di rivolgersi al medico di base e valutare se richiedere una visita Neuropsichiatrica. Lo psicoterapeuta che ha in carico sua figlia può eventualmente confrontarsi con il/la neuropsichiatra infantile qualora quest'ultimo le ritenga necessario sia per un'eventuale valutazione diagnostica sia sull'intervento terapeutico da proporre a sua figlia (riconsiderando così anche gli obiettivi terapeutici, al di là di quelli riferiti alla scuola). Inoltre, potrebbe esservi utile un supporto genitoriale per avere un spazio di ascolto e accoglienza dei vostri vissuti rispetto al difficile legame con vostra figlia. Non è semplice comprendere i bisogni dei propri figli e cosa i loro comportamenti vogliono comunicare. Anche i comportamenti più disfunzionali hanno un senso di esistere nella storia e nel personale vissuto di una persona. Il sostengo alla genitorialità potrebbe esservi anche utile rispetto al provare a dare continuità anche nella quotidianità al lavoro che vostra figlia prova a fare con fatica nella sua terapia personale. Rimango a sua disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott.ssa Elessandra Chiomento
Psicologo, Psicologo clinico
Belvedere
Buonasera,
dalle sue parole è riuscita a trasmettere e dipingere con precisione tutta la sua preoccupazione e insofferenza circa la situazione. Vostra figlia ha 17 anni ed è dentro con entrambi i piedi nella fase adolescenziale.
In questa fase il ragazzo/la ragazza comincia a sentire la necessità di differenziarsi sai genitori, trovare delle linee di separazione tra ciò che è lui/lei e ciò che sono i genitori, con l'obiettivo ultimo di diventare giovani adulti con una propria identità e autonomia. Allo stesso modo gli adolescenti lo fanno tastando la solidità della relazione, provocando, rompendo schermi e sfidando, perché generalmente hanno un grande bisogno di confronto che diventa scontro.
Sua figlia ha uno spazio dove portare e portarsi, mi chiedo se anche voi genitori abbiate la possibilità di trovarne uno per voi.
Insieme a un/una professionista potreste essere supportati e aiutati a rafforzare la vostra co-genitorialità.
Rimango a disposizione per un percorso online, dott.ssa Elessandra Chiomento
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Mi dispiace per la situazione difficile che stai affrontando con tua figlia. Gestire un comportamento aggressivo e sfidante da parte di un adolescente può essere molto impegnativo. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti:

Mantenere la Terapia: Anche se tua figlia sembra non rispettare il suo terapeuta, è importante che continui la terapia. A volte, i progressi possono essere lenti, specialmente con adolescenti sfidanti. Potrebbe essere utile discutere delle tue preoccupazioni con il terapeuta e vedere se c'è bisogno di modificare l'approccio.
Comunicazione Aperta e Empatica: Cerca di creare opportunità per parlare con tua figlia in un ambiente calmo e non minaccioso. Esprimi i tuoi sentimenti e preoccupazioni senza accusarla, cercando di capire la sua prospettiva.
Stabilire Limiti e Consequenze: È importante stabilire regole chiare e limiti all'interno della famiglia. Tua figlia deve capire che determinati comportamenti sono inaccettabili e che ci sono conseguenze naturali per le sue azioni.
Considerare la Consulenza Familiare: A volte, una terapia familiare può essere utile per affrontare problemi di dinamiche familiari. Un consulente può aiutare tutti i membri della famiglia a comunicare meglio e a risolvere i conflitti.
Riflettere sulle Dinamiche Familiari: Talvolta, comportamenti problematici possono essere una reazione a problemi più profondi o a dinamiche familiari non risolte. Rifletti su come le interazioni all'interno della famiglia possano influenzare il comportamento di tua figlia.
Supporto per i Genitori: Potrebbe essere utile cercare il supporto di un gruppo di genitori che affrontano sfide simili o di un terapeuta per te stessa. Avere un luogo dove esprimere le tue frustrazioni e ricevere sostegno può essere molto benefico.
Modello Positivo: Ricorda che i genitori sono un modello per i figli. Mostra rispetto, empatia e assertività nel tuo comportamento quotidiano.
Considerare Altre Opzioni Terapeutiche: Se il terapeuta attuale non sembra essere efficace, potrebbe essere utile cercare un altro professionista con esperienza specifica nel trattamento di adolescenti con comportamenti sfidanti.
Prenditi Cura di Te Stessa: È fondamentale prenderti cura della tua salute emotiva. Situazioni familiari stressanti possono essere estenuanti, quindi assicurati di avere tempo per te stessa e per le attività che ti aiutano a rilassarti e ricaricare.
Ricorda Che il Cambiamento è Possibile: Anche se la situazione può sembrare difficile ora, le persone possono cambiare. Con il supporto adeguato e un impegno costante, ci possono essere miglioramenti nel comportamento di tua figlia.
Affrontare questi problemi richiede tempo, pazienza e coerenza. Non esiste una soluzione rapida, ma con l'approccio giusto, è possibile vedere miglioramenti.
Dr. Marco Marenco
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la situazione è molto complessa e sembra attivare sentimenti ed emozioni in contrasto fra loro, in un momento di crescita e di cambiamento per sua figlia. Dalle sue parole, sembra che queste modalità siano presenti già da molto tempo. Sarebbe meglio che sua figlia potesse continuare il suo percorso, in modo da poter dare un senso a queste emozioni/pensieri, allo stesso tempo, potrebbe aiutare voi genitori fare un vostro percorso, in modo da elaborare parte della vostra storia che si intreccia con quella di vostra figlia.
Buona giornata
Dott.ssa Eleonora Bergami
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Buongiorno, le sue parole hanno trasmesso con molta chiarezza la fatica e la preoccupazione che questa situazione di conflitto le provoca. Solitamente, per far si che i risultati del trattamento sui figli siano ottimali, è bene che anche i genitori (separatamente, o come coppia) seguano un percorso a loro volta. Questo spazio, che può essere utilizzato o come terapia personale o come ciclo a supporto della genitorialità, può essere utile a comprendere meglio diversi aspetti tra cui le caratteristiche del proprio ruolo genitoriale, le dinamiche disfunzionali che si sono innestate e inducono circoli viziosi, ma anche il punto di vista del minore, che spesso necessita di essere visto sotto una prospettiva diversa. Se volesse approfondire la questione, resto disponibile per un confronto anche online. Dott.ssa E.B.
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Salve, capisco quanto la situazione che sta vivendo con sua figlia sia difficile e dolorosa. L’adolescenza è un periodo complesso di crescita, e spesso i conflitti tra genitori e figli possono acutizzarsi, specialmente quando ci sono difficoltà emotive e comportamentali. Il comportamento di sua figlia potrebbe derivare da una serie di fattori, tra cui il desiderio di affermare la propria indipendenza, difficoltà nell’esprimere emozioni e frustrazioni, o eventuali problematiche psicologiche più profonde. È importante che il percorso psicoterapeutico continui, anche se può sembrare che non stia portando risultati immediati, poiché la terapia può richiedere tempo, soprattutto con adolescenti che potrebbero essere inizialmente resistenti. Se la situazione persiste e l'intensità dei conflitti cresce, potrebbe essere utile considerare anche un supporto psicologico per voi come genitori, per affrontare al meglio questo periodo e comprendere meglio come supportare sua figlia senza sentirsi sopraffatti. Rimango a disposizione per qualunque altro chiarimento. Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Eleonora Maria Cirilli
Psicologo, Psicologo clinico
Viterbo
Buonasera,
L’adolescenza è un periodo di grande cambiamento e spesso porta con sé conflitti con i genitori. Tuttavia, il comportamento che descrive sembra andare oltre una normale opposizione adolescenziale, assumendo caratteristiche di disprezzo e sfruttamento che rendono il rapporto molto doloroso. Il comportamento di sua figlia potrebbe essere un segnale di difficoltà emotiva più profonda. Nonostante l’atteggiamento aggressivo, sua figlia potrebbe nascondere insicurezza, fragilità e difficoltà a gestire le emozioni. Un approccio fermo ma non punitivo, con confini chiari e la possibilità di un lavoro terapeutico più mirato, potrebbe aiutarla a prendere consapevolezza del proprio comportamento e delle sue conseguenze. Il fatto che sua figlia schernisca il terapeuta non significa che il lavoro che sta facendo sia inutile. È molto probabile che il suo atteggiamento nei confronti della terapia rappresenti una difesa per evitare di affrontare il proprio disagio. Affrontare le proprie difficoltà potrebbe essere molto difficile per lei, soprattutto perché è abituata a sentirsi onnipotente e a svalutare gli altri. Un approccio più sistemico, che coinvolga anche i genitori, potrebbe essere utile per migliorare la gestione delle dinamiche in casa. La terapia potrebbe essere un punto di partenza importante, ma anche il cambiamento nel vostro atteggiamento come genitori sarà cruciale per migliorare la situazione.
Saluti, Dott.ssa Cirilli







Dr. Leopoldo Tacchini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Figline Valdarno
Cara signora, Lei stessa definisce sua figlia capricciosa e viziata. Il punto è: come mai le avete dato il potere di ricattarvi? Lei signora si sente in colpa per qualcosa? Oppure mancate di fermezza? Perché avete consentito per tanto tempo, e fin da quando era piccola, che vi manchi così di rispetto? Perché ha paura a dichiarare un no fermo a certi suoi comportamenti? Che cosa teme e qual è la vostra peggiore fantasia? E' chiaro che è inutile che vada da uno psicologo per il quale non nutre né rispetto né considerazione. Sarebbe molto più utile, credo, che chiedeste voi genitori un consulto da un altro professionista per imparare delle nuove strategie di comunicazione e di comportamento. Un cordiale saluto dr. Tacchini
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia

Salve,
da quanto scrive, si avverte tutta la fatica e lo smarrimento di due genitori che si trovano a vivere un conflitto costante con una figlia adolescente che sembra aver perso ogni forma di rispetto e riconoscenza. È una situazione molto dolorosa, soprattutto quando, come nel vostro caso, ci si sente di aver dato tutto in termini di amore, disponibilità e sacrifici, ma si riceve in cambio rabbia, arroganza e distacco.

L’adolescenza è un periodo in cui molti ragazzi mettono in discussione l’autorità dei genitori e cercano di affermarsi attraverso la provocazione. Tuttavia, quando l’aggressività verbale, la svalutazione e la mancanza di empatia diventano modalità costanti, è importante non limitarsi a spiegare il comportamento come “fase” ma interrogarsi più a fondo sul significato di questa rabbia. Spesso dietro atteggiamenti così oppositivi si nasconde un disagio più profondo: una difficoltà a gestire le emozioni, un senso di inadeguatezza, o un modo per esercitare controllo in un momento di fragilità interiore.

Interrompere la terapia, in questo momento, potrebbe non essere la scelta migliore. Anche se lei non collabora, il lavoro terapeutico può servire proprio a costruire lentamente una consapevolezza, e talvolta è utile che siano i genitori stessi a ricevere un sostegno parallelo. Un percorso familiare o di coordinazione genitoriale può aiutarvi a gestire i limiti, le regole e la comunicazione in modo coerente e fermo, ma senza cadere nello scontro continuo che alimenta il conflitto.

Capisco quanto possa essere umiliante sentirsi derisi o rifiutati dai propri figli, ma è importante non rispondere con lo stesso linguaggio o con il senso di colpa. L’obiettivo non è “farsi rispettare con la forza”, ma recuperare autorevolezza e sicurezza come figure di riferimento, anche quando lei sembra non riconoscerlo.

Ricevo su appuntamento e svolgo colloqui anche online per genitori che vivono situazioni di conflitto adolescenziale o difficoltà comunicative all’interno della famiglia.

Con empatia,
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica – Psicodiagnosta forense – Coordinatore genitoriale
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, da ciò che scrive emerge una sofferenza molto profonda, fatta di stanchezza, delusione e senso di impotenza. È comprensibile sentirsi così quando si ha la percezione di essere continuamente attaccati, svalutati e usati proprio da una figlia, da cui ci si aspetterebbe almeno un minimo di rispetto e riconoscenza. Le sue parole trasmettono quanto questo clima la stia logorando emotivamente e quanto stia mettendo in discussione il suo valore come madre, facendola sprofondare in un dolore che non merita. È importante partire da un punto fermo. Il comportamento di sua figlia è certamente difficile, provocatorio e ferente, ma non è una prova del suo fallimento come genitore. L’adolescenza, soprattutto quando è segnata da interruzioni scolastiche, frustrazioni e senso di vuoto, può trasformarsi in un periodo in cui la rabbia viene riversata proprio sulle figure più vicine e sicure. Questo non giustifica gli insulti o le aggressioni verbali, ma aiuta a comprendere che spesso dietro atteggiamenti così duri si nascondono fragilità, confusione e un grande bisogno di controllo. Lei descrive una ragazza che pretende, che svaluta, che sembra non riconoscere limiti. È comprensibile che questo la porti a chiedersi se ci sia qualcosa di “sbagliato” in lei, o addirittura a temere la presenza di problemi più gravi. Tuttavia, etichettare sua figlia in termini di disturbi o definizioni rigide rischia di aumentare la distanza emotiva e la sensazione di non avere più margini di intervento. A questa età la personalità è ancora in costruzione, e molti comportamenti, per quanto estremi, possono essere letti come modalità immature e disfunzionali di esprimere un disagio che non riesce a trovare altre strade. Un aspetto molto delicato che emerge è il senso di colpa che lei porta con sé. Sua figlia sembra usare questo punto come un’arma, attribuendole responsabilità totali e facendola sentire inadeguata. Questo meccanismo è molto doloroso perché colpisce proprio la parte più sensibile di un genitore. È importante ricordare che crescere un figlio non significa crescere una persona perfetta o sempre riconoscente, ma offrire presenza, cure e possibilità. Da ciò che scrive, l’impegno, i sacrifici e l’amore non sono mancati. Riguardo alla terapia, la sua ambivalenza è comprensibile. Da un lato la delusione nel vedere che sua figlia sembra non trarne beneficio, dall’altro la vergogna per il modo in cui lei la deride. Tuttavia interrompere il percorso potrebbe non essere la soluzione più utile, soprattutto se nasce da un sentimento di frustrazione o di fallimento. Anche quando un ragazzo sembra non ascoltare, minimizzare o prendere in giro il percorso, il fatto che esista uno spazio dedicato resta un elemento importante. A volte gli effetti non sono immediati, né visibili dall’esterno, e il cambiamento può avvenire in modo molto graduale. Un nodo centrale, che spesso viene trascurato, riguarda i confini. L’amore e la disponibilità non coincidono con il concedere tutto. Quando una ragazza cresce senza limiti chiari, può sviluppare l’idea che tutto le sia dovuto e che l’altro esista solo per soddisfare i suoi bisogni. Questo non perché sia cattiva, ma perché non ha imparato a tollerare il no, la frustrazione e l’attesa. Recuperare confini, anche ora, è possibile, ma richiede coerenza e soprattutto un fronte genitoriale unito, fermo e calmo. Non si tratta di punire o di alzare il livello dello scontro, ma di smettere di rispondere alle provocazioni sullo stesso piano emotivo. Infine, è fondamentale che anche lei e suo marito possiate avere uno spazio di sostegno. Vivere quotidianamente in un clima di aggressività logora e può portare a stati di tristezza profonda e sfiducia. Prendersi cura di sé non significa abbandonare sua figlia, ma proteggere le energie necessarie per restare genitori senza annullarsi. La situazione che descrive è complessa e dolorosa, ma non è senza possibilità di cambiamento. Anche quando oggi tutto sembra chiuso, rigido e senza spiragli, il lavoro sui confini, sulla comunicazione e sulla gestione delle emozioni può lentamente modificare dinamiche che appaiono cristallizzate. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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