Salve io ho 18 anni, e da un anno ho la sensazione di sentirmi disconnesso dalla realtà. E’ successo

Salve io ho 18 anni, e da un anno ho la sensazione di sentirmi disconnesso dalla realtà. E’ successo una sera all improvviso mentre ero in casa a guardare la tv ho avuto una sensazione di stordimento e poi dí disconnessione da tutto ciò che mi circondava. Ormai è un anno che ho questa sensazione , sto andando da uno psicologo da un anno e ho preso anche dei farmaci per 4 mesi,ovviamente prescritti da una psichiatra ma non è migliorata per nulla questa sensazione. Non so più cosa fare ormai mi sembra di non vivere, mi sento un robot faccio le cose senza nemmeno accorgermene, cerco di vivere normalmente ma non ci riesco , pensavo che questa sensazione sarebbe passata ma ormai dopo un anno sto perdendo le speranze. Cosa suggerite? Grazie a chi leggerà.

21 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Gentile utente, posso solo immaginare la fatica e la frustrazione che descrive. Alle volte per percepire un cambiamento occorre un po di tempo, stare nel processo affidandosi al proprio terapeuta è importante. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo


Salve, comprendo che questo suo disagio può essere impattante per la vita quotidiana. Saprebbe riconoscere in quale momento della sua vita è arrivata sensazione? Si potrebbe indagare l'evento scatenante di tale situazione. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti


Buongiorno, sembra descrivere una derealizzazione e/o depersonalizzazione abbastanza importante. Suggerisco di richiedere una consulenza psichiatrica per individuare un farmaco più efficace di quello che ha già provato.


ciao , grazie della tua condivisione. La sensazione di disconnessione dalla realtà, che descrivi, può essere un’esperienza spaventosa e destabilizzante. Mi sento però di rassicurarti sul fatto che ciò che vivi e provi non è un qualcosa di raro; quando viviamo situazione di stress, ansia, fatica emotiva, sovraccarico o anche traumi, può accadere. Capisco anche quanto possa essere frustrante non vedere miglioramenti nonostante gli sforzi intrapresi. Tuttavia può essere che serva ancora altro tempo per esplorare più a fondo i meccanismi che generano questo distacco, considerando anche che talvolta i percorsi di psicoterapia sono dei sali-scendi di sensazioni e può sembrare di non procedere o tornare indietro. Per questo mi sento di dirti di non demordere, eventualmente di ricalibrare e rimodulare strategie, ma di non perdere mai fiducia e speranza nel miglioramento e risoluzione, a disposizione, ciao:-) manuela


Salve, quella che descrive sembra essere una condizione riconducibile alla derealizzazione e/o depersonalizzazione , fenomeni che spesso si manifestano in situazioni di forte stress, ansia o dopo esperienze traumatiche. Questa sensazione di disconnessione dalla realtà può risultare molto destabilizzante, soprattutto quando persiste a lungo. È positivo che lei abbia già intrapreso un percorso con uno psicologo e si sia rivolto a uno psichiatra per una valutazione farmacologica. Tuttavia, se dopo un anno non sono stati riscontrati miglioramenti, potrebbe essere utile rivedere l'approccio terapeutico. Esistono diverse strategie che possono aiutare, tra cui tecniche di Mindfulness , Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) specifica per la depersonalizzazione e, in alcuni casi, un aggiustamento della terapia farmacologica. Comprendo la sua frustrazione, ma non perdere la speranza: molte persone con esperienze simili riescono a trovare un miglioramento con il giusto percorso terapeutico. Sarebbe utile e consigliato approfondire ulteriormente la tua situazione con uno specialista che possa valutare la strategia migliore per lei. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Gentile utente, le hanno restituito una diagnosi rispetto alla sua situazione? Le hanno spiegato a cosa possono essere dovute queste sensazioni di disconnessione? Purtroppo fare una diagnosi in questo spazio non è possibile ma sembra che lei descriva delle esperienze di distacco dissociativo. Provi ad approfondire meglio quelle dinamiche con i professionisti che la seguono. Resto a disposizione


Salve le sensazioni di cui parli sicuramente creano sofferenza e disagio, ma non perdere la speranza di riuscire ad uscirne. Il nostro cervello tende a proteggerci nelle situazioni di pericolo e sembra che sia ciò che ti accade quando hai quelle sensazioni di disconnessione, con il tuo terapeuta devi provare a capire cosa scatena questa reazione e da lì in poi lavorare direttamente sulla causa. Vedrai che ne uscirai lavorando in maniera costante. So che vorresti stare subito meglio, ma il lavoro con le nostre parti profonde richiede tempo e pazienza. Un saluto affettuoso


Salve, grazie a te che mi dai la possibilità di chiarire una situazione psicologica a volte presente nelle persone della tua età e non solo. Innanzitutto è necessario un approfondimento psicodiagnostico per arrivare ad una diagnosi o, nel caso non ci siano elementi per una definizione clinica, per avere una descrizione del funzionamento della personalità in questo periodo della tua vita. L'approfondimento diagnostico potrebbe prevedere la somministrazione di test che chiariscono anche aspetti traumatici, emotivi come paure, ansie, angosce e meccanismi di difesa non consapevoli e, inoltre, rivelano risorse e flessioni in modo da poter progettare un percorso di lavoro e definire la priorità degli obiettivi da raggiungere. Nella tua situazione l'obiettivo principale sembra essere quello di recuperare il contatto emotivo con la realtà e le relazioni interpersonali poichè da un punto di vista cognitivo dici: 'mi sento un robot, faccio le cose senza nemmeno accorgermene' come se nella tua vita mancasse la connotazione emotiva che la colora e le dà senso.

Dott.ssa Patrizia Marone

Dott.ssa Patrizia Marone

psicoterapeuta

Torre del Greco

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Gentile utente, comprendo quanto questa sensazione possa essere angosciante e frustrante, soprattutto se persiste da un anno senza miglioramenti significativi. La sensazione di disconnessione dalla realtà che descrive sembra essere un episodio di derealizzazione. Si tratta di esperienze che possono essere molto spaventose, ma che non significano che lei stia "impazzendo" o che non ci sia via d'uscita. Ha fatto numerosi passi importanti, ma se dopo un anno non ha notato miglioramenti, potrebbe essere utile rivalutare l'approccio terapeutico, confrontandosi con il suo psicologo e psichiatra per capire se è necessario modificare qualcosa nel percorso terapeutico o nel trattamento farmacologico. Non è solo in questa situazione e, anche se ora può sembrare difficile vedere una soluzione, esistono strumenti e professionisti che possono aiutarla. La invito a condividere apertamente questi dubbi con chi la segue, perché trovare la giusta combinazione di interventi può richiedere tempo, ma è assolutamente possibile. Se lo desidera, sono a disposizione per un incontro qualora volesse approfondire un altro approccio. Un caro saluto. Dott.ssa Federica Gigli


Gentile Amico, deve essere una sensazione davvero angosciosa quella che prova! ci sono tante domande che vorrei farle, e che potrebbe esplorare meglio in una psicoterapia: ci sono momenti in cui sente di più questa sensazione? momenti in cui la sente meno? Che emozioni prova? Da quando la prova e cosa teme possa accadere se continuerà a provarla? Come influisce sulle sue attività? Le consiglio di rivolgersi a un terapeuta, per esplorare meglio quello che le sta accadendo! con i migliori auguri, dr. Ventura


Buonasera, gli specialisti che la seguono sono al corrente che lei continua a stare male? intraprendere un percorso di cura prevede un miglioramento dei sintomi in una prima fase e successivamente una guarigione. Se questo non si verifica è probabile che la cura e il trattamento non siano adatti a lei. La invito a parlare con gli specialisti in modo da valutare con loro che la conoscono e la seguono la modalità di prosecuzione del trattamento. In bocca al lupo!


Buongiorno, la situazione che descrive sembra rientrare nell’ambito della derealizzazione, una condizione in cui si sperimenta una sensazione di irrealtà rispetto all’ambiente circostante. Questa esperienza può essere originata da condizioni di ansia, stress prolungato o altri fattori psicologici. Comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa sensazione per un periodo così lungo, soprattutto in assenza di miglioramenti significativi. Il fatto che abbia già intrapreso un percorso con uno psicologo e abbia seguito un trattamento farmacologico indica che sta affrontando la situazione con serietà, ma talvolta possono essere necessarie strategie terapeutiche più mirate, come ad esempio tecniche di grounding per favorire il radicamento nella realtà o interventi basati sulla mindfulness. Se ritiene che il percorso attuale non stia portando i risultati sperati, potrebbe essere utile confrontarsi con il proprio terapeuta per rivedere l’approccio o, se necessario, considerare una seconda opinione da un altro specialista in ambito psicologico o psichiatrico. Pur essendo una condizione complessa, molte persone riescono a ottenere miglioramenti significativi attraverso un trattamento adeguato, quindi non perda la speranza e continui a cercare la strada più efficace per sé. Se lo desidera, sono a disposizione per un approfondimento. Un saluto, Dottoressa Sara Tezza


Buongiorno, Posso immaginare molto bene come Lei si possa sentire. È sicuramente una situazione di forte disagio. Questo Suo sintomo ha l'effetto di tenerla lontano da qualcosa che per Lei, in questo momento, è troppo forte da poter essere visto ed elaborato. Quindi lei si sta in questo momento proteggendo. Una psicoterapia del modello strutturale integrato, con delicatezza, va a fondo per renderLa consapevole del problema sottostante, in modo che poi Lei non abbia più bisogno di adottare spontaneamente questo suo sintomo di estraniazione. Le faccio tanti auguri nel poter risolvere il suo problema. Rimango comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordiali saluti Dottoressa Monika Elisabeth Ronge


Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che descrivi, e comprendo lo sconforto soprattutto dopo un anno di terapia. Purtroppo non esistono delle tempistiche per certe fatiche e problematiche che viviamo, di conseguenza è difficile dare una spiegazione rispetto al tempo che ci stai mettendo per sentirti meglio. Credo che provare a parlare direttamente con i tuoi specialisti potrebbe aiutarti ed aiutarli a comprendere eventuali resistenze e fatiche che ancora stanno ostacolando il tuo processo verso il benessere psico-fisico. cordiali saluti AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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Gentile utente, non conosco la sua storia pregressa e per questo posso fare delle supposizioni. Se il disturbo di cui lei soffre è la depersonalizzazione, avrà la percezione di essere un osservatore esterno della propria esistenza, con un distacco dal proprio corpo e dai propri processi mentali. In questo caso, secondo la mia esperienza, si dovrebbe ripartire proprio dall'esperienza di ascolto del corpo. In alcuni casi è l'unica certezza che rimane, come punto di partenza per riconoscere se stessi. Anche se lei è molto giovane, il percorso non è veloce e si deve proseguire con pazienza. Non so perché lei si sia in qualche modo perso, ma non abbandoni le speranze, perché con il giusto approccio ritrovarsi sarà più facile che tenere le distanze con se stesso. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti Dott.ssa Lorena Menoncello


Gentilissimo Utente, la sensazione di disconnessione dalla realtà, spesso descritta come "depersonalizzazione" o "derealizzazione", è un sintomo che può manifestarsi in diverse condizioni psicologiche, come l'ansia, la depressione o il disturbo da stress post-traumatico. Questi sintomi possono far sentire una persona come se fosse distaccata dal proprio corpo, dalle proprie emozioni o dall'ambiente circostante, creando una sensazione di irrealtà. Ecco alcune caratteristiche di questi sintomi: 1. Depersonalizzazione: questa è la sensazione di sentirsi estranei a se stessi, come se si fosse un osservatore esterno della propria vita. Le persone possono descrivere la sensazione di non avere controllo sulle proprie azioni o di sentirsi come se fossero un robot. 2. Derealizzazione: questo riguarda la percezione dell'ambiente circostante. Le persone possono sentirsi come se il mondo intorno a loro fosse irreale, sfocato o distorto. Gli oggetti possono sembrare diversi, e le interazioni sociali possono sembrare meno significative. 3. Fattori scatenanti: questi sintomi possono manifestarsi in risposta a situazioni di stress intenso, ansia, traumi o stanchezza eccessiva. Spesso possono essere amplificati dalla preoccupazione stessa di sperimentarli, creando un ciclo di ansia e disconnessione. 4. Durata e impatto: quando questi sintomi persistono nel tempo, possono influenzare notevolmente la qualità della vita, rendendo difficile l'interazione sociale, il lavoro, o anche le attività quotidiane. 5. Trattamento: è importante continuare a lavorare con professionisti della salute mentale. Potrebbe essere utile esplorare terapie diverse, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che aiuta a modificare i pensieri e i comportamenti disfunzionali. Anche pratiche come la mindfulness e la meditazione possono aiutare a radicarsi nel presente. Le consiglio di continuare a comunicare apertamente con il suo psicologo e psichiatra riguardo alla situazione e ai suoi sentimenti. Potrebbe essere necessario un approccio diverso o una combinazione di trattamenti. Capisco il grande stato di sofferenza, ma non perda la speranza! Da clinica so che il percorso di recupero potrebbe essere lungo e complesso, ma ho potuto osservare notevoli miglioramenti nel corso del tempo! Non demorda! Cordialmente. Dott.ssa Pirazzini


Buongiorno, il sintomo che riporta potrebbe rientrare in molte aree riguardanti problematiche psicologiche. Faccio alcuni esempi per spiegarmi meglio. Il senso di disconnessione è un sintomo che si associa spesso a depressione quando vi è un umore talmente basso da sentirsi "staccati" dal mondo; può essere presente inoltre nell'attacco di panico quando la sensazione di ansia e paura diventano estremi da provocare stordimento e disconnessione così come dopo l'uso di alcune sostanze. Da valutare molto attentamente, a mio avviso, potrebbe essere l'area dei disturbi dissociativi che presentano come sintomi centrali proprio la disconnessione da sé e dal mondo. Se ha avuto una storia in cui sono stati presenti traumi o relazioni molto difficili con i propri genitori potrebbe essere un'area da approfondire. Un in bocca al lupo per il suo percorso.


Intanto devo chiederle se ha mai fatto o fa uso di sostanze psicoattive, anche di tipo cannabis, alcool o qualsiasi altra forma di droga. Se tale ipotesi è da escludere, sarebbe opportuno escludere qualsiasi causa di tipo organico che possa provocare delle forme allergiche atipiche, come i sintomi che descrive. Detto ciò, una volta escluse tutte le eventuali cause organiche, sarebbe opportuno soffermarsi nel fare un'approfondita psicodiagnosi che, dai sintomi che riporta nella sua descrizione, risulterebbe ancora molto generica. Potrebbe essere utile anche l'ausilio di test psicologici.


Gentile utente di mio dottore, continui pure il percorso psicologico di pari passo al trattamento farmacologico, vedrà che con il tempo acquisirà la consapevolezza necessaria per lasciare andare i suoi sintomi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.