Salve, ho una amica che soffre di autolesionismo, e per messaggio mi ha risposto che la sua psicolog

23 risposte
Salve, ho una amica che soffre di autolesionismo, e per messaggio mi ha risposto che la sua psicologa ha detto che può continuare con l'autolesionismo, poiché "è un modo per rimanere in vita"; vorrei sapere se questa affermazione è giusta o meno, grazie.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso dalla sua amica.
Ritengo fondamentale che la sua amica, se interessata a maggiori delucidazioni, rivolga la domanda alla psicologa per capire le motivazioni che hanno spinta a dire questa frase.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, sarebbe da chiedere direttamente alla terapeuta.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. È bene che ne parli con la psicoterapeuta, le difficoltà e le sintomatologie vanno comprese nel contesto globale della storia di ognuno. Distinti saluti
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile amica o amico,

La sua amica sta attraversando un momento davvero difficile: l'autolesionismo (in che forma poi?) è un sintomo grave, che spesso ha lo scopo di far "sentire qualcosa" quando non si sente più nulla, neppure e soprattutto la propria esistenza. Non è facile quindi dirle cosa intendesse davvero la collega, e se la sua amica abbia riferito in modo affidabile le sue parole.
Stia accanto alla sua amica, per quanto può, e la sostenga.

Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Elisa Pappacena
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Comprendo le sue preoccupazioni e perplessità, ma non si può spiegare una frase detta in una seduta e decontestualizzata. Stia vicina alla sua amica e la inviti a proseguire con la psicoterapia. L'autolesionismo è la risposta ad un'angoscia ancora piu' profonda.
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, in accordo con quanto già detto dai miei colleghi posso dirle che non è possibile per me giudicare quanto detto dalla collega. Bisognerebbe capire cosa intende lei per autolesionismo, come mai la sua amica mette in atto questi comportamenti e capire il contesto in cui è stata detta questa frase. Se la sua amica ha dei dubbi circa ciò che ha detto la sua terapeuta, è bene che ne parli direttamente con lei. Cordialmente, dott. Simeoni
Dott.ssa Gabriella Bozzi
Psicologo, Psicoterapeuta
Arese
Quando il dolore psichico è molto forte talvolta si utilizzano forme di autolesionismo. Questo però non vuol dire che deve continuare a farsi del male per stare meglio. Forse la sua amica ha colto solo un aspetto del discorso. Certamente troveranno il modo di modificare questa modalità molto disfunzionale.
Dott.ssa Lucia Avesani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Verona
Salve,
ovviamente quando si sente parlare di "autolesionismo" c'è sotto sicuramente una situazione molto delicata e sofferta da parte del paziente. Per cui, istintualmente, viene da pensare che la risposta data dalla terapeuta alla sua amica sia quasi una risposta senza senso. Ma, c'è da considerare che ogni frase detta nel contesto giusto, trova la motivazione giusta e sicuramente darà i suoi frutti.
A mio parere, dovrebbe provare a chiedere delle spiegazioni contestualizzanti alla sua amica (anche per vedere se ha appreso l'intento terapeutico) ed, in ogni caso, starle vicino e tranquillizzarla...è la cosa migliore da fare! Poi ovviamente, se ne ha la possibilità provi a chiedere delucidazioni direttamente alla terapeuta, vedrà che saprà darle la chiave di lettura migliore.
Non si preoccupi, domandare e chiedere chiarimenti aiuta sempre tutti!
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno.
Il comportamento che descrive è significativo e va contestualizzato nella più ampia esperienza e personalità. Così come le parole scambiate durante una psicoterapia possono essere comprese solo all’interno del contesto relazionale, considerata la specificità e non ripetibilità di ogni incontro terapeutico. SG
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera, chi può rispondere alla domanda che pone è esclusivamente la collega che ha formulato la frase all'interno di un contesto specifico come quello psicologico. Molto importante è contestualizzare la frase: quando è stata detta, in risposta a che cosa, come l'ha rielaborata la sua amica, quale interpretazione è stata dato, lo scopo. Viene da sé che è impossibile risponderle. Un caro saluto
Dott.ssa Milvia Verginelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Fiumicino
Salve estrapolare una frase all'interno di un percorso psicoterapeutico lo trovo assai rischioso. Forse lei é preoccupato per la sua amica...e credo che un messaggio non possa chiarire un percorso.
Dott.ssa Milvia Verginelli
Dott.ssa Silvia Bianchi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buona sera, concordo con i colleghi che quelle parole estrapolate dal contesto, dalla relazione, dal momento, non sono facilmente leggibili e comprensibili. Non posso dire se " giusta o sbagliata la frase" dipende da quando, come e perché è stata detta e in quale contesto, e quale obiettivo voleva raggiungere la collega. Non ultimo và tenuto anche presente che esistono messaggi paradossali in psicoterapia e possono, in alcune situazioni e contesti, funzionare. Non conoscendo le intenzioni e le qualità della psicoterapeuta non posso assolutamente sapere se la frase è " giusta o sbagliata".Anche se non posso sapere ciò che ha spinto lei a scrivere qui credo che il suo interesse e slancio attivo a cercare e trovare risposte per aiutare la sua amica possa essere una cosa buona. A lei come risuona la frase che ci scrive? E alla sua amica? Concordo con i colleghi : può essere utile che la sua amica riporti alla psicoterapeuta che la segue, dubbi, riflessioni, emozioni, sensazioni e risonanze legate a quella frase. Un caro saluto, Dott.ssa Silvia Bianchi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Cara ragazza,

è sempre difficile effettuare delle valutazioni dall'esterno. Le relazioni terapeutiche sono un qualcosa di complesso, e non è possibile conoscere bene il significato di quanto vien rimandato da uno specialista se non all'interno del contesto in cui accade.
Mi vien da chiederle però da dove nasce il bisogno di voler esser aggiornata su questioni cosi intime riguardanti la sua amica? E' evidente in lei una forte preoccupazione.....che tipo di bisogno intende soddisfare ricevendo tali informazioni?

Un caro saluto
Dottor Diego Ferrara
Dott.ssa Elisa Taverniti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, immagino che questo tipo di affermazione possa aver creato un dubbio circa la validità del percorso terapeutico intrapreso della sua amica. azzardare un ipotesi sull'utilità di questo tipo di intervento da parte del collega è impossibile in quanto scevro dal contesto relazionale che l'ha prodotto. Può consigliare alla sua amica di approfondire eventuali incertezze con il terapeuta.
Spero di esserle stata utile.
Un caro saluto
Dott.ssa Elisa Taverniti
Dott. Emiliano Tavanxhiu
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile utente, bisogna contestualizzare il consiglio della psicologa data alla tua amica. E' utile per l'amica continuare con la psicologa e lavorare sulla sintomatologia, in più sulla relazione terapeutica chiedendo approfondimenti sui concetti discussi in terapia. Cordialmente,
Dott. Emiliano Tavanxhiu
Dr. Alessandro Crescentini
Psicoterapeuta, Psicologo
Pesaro
L’affermazione in linea generale e teorica sembra non corretta da svariati punti di vista. Sembra.
Ma trattandosi di un’affermazione riportata/estrapolata e decontestualizzata, diciamo che non può essere “analizzata”.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
innanzitutto mi sento di chiederle come si senta lei nel sapere che la sua amica prova questo disagio, nel senso che effetto le fa questa situazione della sua amica?
Per quanto riguarda invece, l'affermazione riportata dalla collega, le posso dire che, in genere, decontestualizzare quanto è stato detto in seduta non è conveniente, nel senso che è difficile esprimersi su questa frase non essendo a conoscenza del discorso più generale in cui essa è collocata.
Ad ogni modo, se la sua amica è perplessa da questa frase, può consigliarle di chiedere maggiori spiegazioni alla psicologa.
Ci tengo a precisare, infine, che l'auolesionismo, in qualunque forma si presenti, necessita di un'attenta diagnosi psicologica e, se ncessario, di un supporto farmacologico proprio per bloccare gli attacchi aggressivi che la persona rivolge contro se stessa.
Spero che la sua amica risolva la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)
Dott.ssa Francesca Maggi
Psicologo, Psicologo clinico
Pavia
Buonasera,
penso sia opportuno che la sua amica chieda direttamente alla sua psicologa cosa intenda con quella frase. Tutti noi tendiamo ad interpretare ciò che sentiamo o leggiamo. Detto questo mi colpisce che sia lei a prendersi cura della sua amica chiedendo a suo nome, lei come si è sentita sentendo questa frase? La sua amica come si è sentita nel dirle questo?
Cordiali Saluti.
Dott.ssa Francesca Maggi
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buona sera, è molto difficile rispondere a questa domanda, come è possibile estrapolare una frase da un percorso terapeutico. Penso che la sua amica dovrà rapportarsi con la sua psicoterapeuta e spiegarsi con lei ed elaborare nel setting terapeutico che messaggio voleva mandarle, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno! La frase senza contesto può essere fuorviante. Può darsi che la collega l'abbia detto come motivazione che spinge la sua amica a fare quasi atti, non è un modo per dirle di continuare. I due aspetti sono diversi. Conoscere le motivazioni sottostanti fa parte del percorso ed evitare di farlo richiede tempi dipendenti dalla consapevolezza e dal superamento delle problematiche che lo originano.
Spero di essere stata chiara
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buonasera, bisogna tener presente che quello che il terapeuta dice al paziente è un qualcosa che poi viene interpretato e rielaborato dal paziente per cui non so se la psicologa le ha davvero detto di continuare con l'autolesionismo. In genere il comportamento autolesionista viene messo in atto per alleviare un dolore interiore più grande e intollerabile che porta a non provare più nulla, per questo sono gli stessi pazienti che a volte riferiscono di farlo per sentirsi "vivi", per provare qualcosa. In qualsiasi caso, la cosa importante è che la sua amica sia seguita a livello psicologico e nel frattempo l'unica cosa che può fare lei da amica è starle vicino e ascoltarla.
Dott.ssa Eleonora Bergami
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Buongiorno, è comprensibile come tale affermazione, riportata così com’è, possa apparire ambivalente o addirittura paradossale. Tuttavia, è importante considerare che si tratta di una frase completamente decontestualizzata. È molto probabile che la collega l’abbia inserita all’interno di un discorso più ampio, con significati specifici rispetto al percorso terapeutico in atto e alla relazione di fiducia costruita nel tempo. In certi casi, infatti, il terapeuta può riconoscere che alcuni comportamenti, pur non salutari, rappresentano al momento l’unico modo che la persona ha trovato per far fronte a un dolore emotivo intenso. Questo non equivale a “legittimare” l’autolesionismo, ma a comprenderlo come un segnale di sofferenza che verrà poi progressivamente elaborato e sostituito con strategie più sicure e funzionali. Per questo motivo, ciò che viene detto in seduta assume significato all’interno della relazione terapeutica e del percorso condiviso, e può risultare fuorviante se estrapolato dal suo contesto.

Dott.ssa E.B.

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