Salve ho 46 primi sintomi di climaterio fra cui problemi gastrici e tanto stress correlato alla situ
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Salve ho 46 primi sintomi di climaterio fra cui problemi gastrici e tanto stress correlato alla situazione con tutti i vari sintomi ,sono dimagrita a che 6 kg in 6 mesi (da 56 a 50 e sono alta 158cm;premetto ho fatto tutti gli accertamenti medici analisi gastroscopia etc tutto ok tranne helicobacter e lieve erosione antrale) per appunto nausea acidita e poco appetito...ora sto mangiando di piu sembra abbastanza passato il brutto periodo....nonostante sia dimagrita e anche la pancia sia molto snellita (ho cambiato i pantaloni di almeno una/due taglia) pero è spesso gonfia penso sia legato all'eta immagino sopratutto durwnte ovulazione/ciclo.....
In generale mangio bene niente dolci ne bibite ne nulla di queste cose perche non mi piacciono lunico sgarro diciamo cosi è la pizza o in estate qualche gelato artigianale,al limite qualche quadratino di cioccolata nera che mi sono fatta piacere esclusivamente perche mi hanno detto che fa bene per il ferro ma parliamo di un quadratino dopo i pasti o se proprio ho una voglia durante il ciclo un cucchiaino di nutella,poi ecco nessun dolce da dopo questa fase nemmeno a colazione piu perche mangio la frutta una banana o una mela o se mi alzo tanto presto che la frutta non mi va posso al limite mangiare fetta biscottata integrale con marmellata,quindi ecco diciamo questi possono essere i miei dolci....per il resto questi mesi mangiavo poca pasta perche proprio non mi andava ora sto reintegrando risotto,pasta al pesto o all'olio oppure con zucchine spezzettate dentro,poi mangio carne bianca,qualche volta pesce,mangio le uova a frittata e l'estate non tanto ma di solito mangio lenticchie e minestrone,qualche volta ma raramente proprio se non ho nulla un po di pane e stracchino,come dicevo qualche volta la pizza...eh mi sembra questi piu o meno siano i pasti da sempre....Alvo regolare e normale,da qualche mese mi aiuto un po con psyllogel per eventuali disbiosi dovute allingresso in climaterio e ai problemi gastrici e a i piccli disturbi da ciclo/assunzione di ferro.....volevo chiedere se c'è qualcosa che posso fare per eliminare il gonfiore...premetto anche che tranne quando è troppo caldo o quando è veramente troppo freddo,cammino 40minuti circa al giorno,non prendo farmaci se non il ferro anche perche ho scoperto di essere trombofilica quindi cerco di prenderne meno possibile....c'è qualcosa da modificare togliere/aggiungere alla mia alimentazione (non ho mai seguito diete non ci riuscrei ma qualche consiglio lo adotterei) che puo aiutare sia a riprendere peso sia a eliminare il gonfiore? Grazie per le vostre risposte.
In generale mangio bene niente dolci ne bibite ne nulla di queste cose perche non mi piacciono lunico sgarro diciamo cosi è la pizza o in estate qualche gelato artigianale,al limite qualche quadratino di cioccolata nera che mi sono fatta piacere esclusivamente perche mi hanno detto che fa bene per il ferro ma parliamo di un quadratino dopo i pasti o se proprio ho una voglia durante il ciclo un cucchiaino di nutella,poi ecco nessun dolce da dopo questa fase nemmeno a colazione piu perche mangio la frutta una banana o una mela o se mi alzo tanto presto che la frutta non mi va posso al limite mangiare fetta biscottata integrale con marmellata,quindi ecco diciamo questi possono essere i miei dolci....per il resto questi mesi mangiavo poca pasta perche proprio non mi andava ora sto reintegrando risotto,pasta al pesto o all'olio oppure con zucchine spezzettate dentro,poi mangio carne bianca,qualche volta pesce,mangio le uova a frittata e l'estate non tanto ma di solito mangio lenticchie e minestrone,qualche volta ma raramente proprio se non ho nulla un po di pane e stracchino,come dicevo qualche volta la pizza...eh mi sembra questi piu o meno siano i pasti da sempre....Alvo regolare e normale,da qualche mese mi aiuto un po con psyllogel per eventuali disbiosi dovute allingresso in climaterio e ai problemi gastrici e a i piccli disturbi da ciclo/assunzione di ferro.....volevo chiedere se c'è qualcosa che posso fare per eliminare il gonfiore...premetto anche che tranne quando è troppo caldo o quando è veramente troppo freddo,cammino 40minuti circa al giorno,non prendo farmaci se non il ferro anche perche ho scoperto di essere trombofilica quindi cerco di prenderne meno possibile....c'è qualcosa da modificare togliere/aggiungere alla mia alimentazione (non ho mai seguito diete non ci riuscrei ma qualche consiglio lo adotterei) che puo aiutare sia a riprendere peso sia a eliminare il gonfiore? Grazie per le vostre risposte.
1. Perdita di peso e appetito ridotto
Hai già fatto accertamenti completi e questo è molto importante. La perdita di peso sembra legata soprattutto al periodo di forte stress, gastrite ed helicobacter. Ora che l’appetito è in ripresa, è essenziale ricostruire gradualmente massa e forza:
aumenta leggermente le porzioni di cereali (pasta, riso, orzo, farro, patate, pane), anche alternando con zuppe e vellutate che risultano più digeribili;
utilizza condimenti sani ma energetici, come olio extravergine d’oliva a crudo, avocado, frutta secca o semi;
inserisci fonti proteiche varie (pesce 2 volte a settimana, uova, legumi 2-3 volte a settimana, formaggi freschi in piccole quantità);
se il ferro ti causa fastidi gastrici, valuta di assumerlo sempre a stomaco pieno, accompagnato da cibi ricchi di vitamina C (es. spremuta, kiwi, fragole, peperoni) per migliorarne l’assorbimento.
2. Gonfiore addominale
Quello che descrivi (pancia gonfia soprattutto in fase ovulatoria o premestruale) è molto comune nel climaterio, per motivi ormonali e per un’intestino più sensibile allo stress. Alcuni accorgimenti:
Evita di eccedere con fibre insolubili (crucifere crude, legumi interi non ben cotti, cereali integrali troppo abbondanti), che possono aumentare gas e gonfiore;
preferisci verdure cotte, passate o al vapore, che risultano più digeribili;
riduci temporaneamente latticini freschi se noti che peggiorano il gonfiore (lo stracchino ad esempio può dare fermentazione);
valuta di assumere fermenti lattici mirati (es. con lattobacilli e bifidobatteri) per riequilibrare la flora intestinale, meglio se consigliati dopo un consulto.
3. Stile di vita
I tuoi 40 minuti di camminata al giorno sono ottimi, aiutano sia l’apparato digerente che il metabolismo.
Mantieni una buona idratazione (acqua naturale, tisane non zuccherate), utile anche per il transito intestinale.
Gestione dello stress: nel climaterio il cortisolo tende ad aumentare, accentuando gonfiore e difficoltà digestive. Tecniche come respirazione lenta, yoga o brevi esercizi di rilassamento possono fare una differenza importante.
4. Cosa aggiungere o modificare nella tua alimentazione
Colazioni più energetiche: oltre alla frutta o fetta biscottata, prova yogurt (anche di soia se digeribile) con fiocchi d’avena o crema di frutta secca, che danno calorie e sazietà senza appesantire.
Piatti unici equilibrati: ad esempio riso con zucchine e legumi, oppure pasta con tonno e verdure, che forniscono carboidrati + proteine + fibre in modo bilanciato.
Piccoli spuntini se fatichi a fare pasti abbondanti: una manciata di noci, pane con hummus, frutta secca ammollata.
In sintesi:
Continua ad aumentare gradualmente le calorie con fonti sane (cereali, condimenti, legumi ben cotti, pesce, uova).
Riduci le fibre “dure” e i latticini freschi se peggiorano il gonfiore.
Cura idratazione, fermenti lattici e gestione dello stress.
Se il gonfiore persiste molto, può essere utile una valutazione nutrizionale mirata con test specifici (SIBO, disbiosi) ma solo se i sintomi peggiorano.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Hai già fatto accertamenti completi e questo è molto importante. La perdita di peso sembra legata soprattutto al periodo di forte stress, gastrite ed helicobacter. Ora che l’appetito è in ripresa, è essenziale ricostruire gradualmente massa e forza:
aumenta leggermente le porzioni di cereali (pasta, riso, orzo, farro, patate, pane), anche alternando con zuppe e vellutate che risultano più digeribili;
utilizza condimenti sani ma energetici, come olio extravergine d’oliva a crudo, avocado, frutta secca o semi;
inserisci fonti proteiche varie (pesce 2 volte a settimana, uova, legumi 2-3 volte a settimana, formaggi freschi in piccole quantità);
se il ferro ti causa fastidi gastrici, valuta di assumerlo sempre a stomaco pieno, accompagnato da cibi ricchi di vitamina C (es. spremuta, kiwi, fragole, peperoni) per migliorarne l’assorbimento.
2. Gonfiore addominale
Quello che descrivi (pancia gonfia soprattutto in fase ovulatoria o premestruale) è molto comune nel climaterio, per motivi ormonali e per un’intestino più sensibile allo stress. Alcuni accorgimenti:
Evita di eccedere con fibre insolubili (crucifere crude, legumi interi non ben cotti, cereali integrali troppo abbondanti), che possono aumentare gas e gonfiore;
preferisci verdure cotte, passate o al vapore, che risultano più digeribili;
riduci temporaneamente latticini freschi se noti che peggiorano il gonfiore (lo stracchino ad esempio può dare fermentazione);
valuta di assumere fermenti lattici mirati (es. con lattobacilli e bifidobatteri) per riequilibrare la flora intestinale, meglio se consigliati dopo un consulto.
3. Stile di vita
I tuoi 40 minuti di camminata al giorno sono ottimi, aiutano sia l’apparato digerente che il metabolismo.
Mantieni una buona idratazione (acqua naturale, tisane non zuccherate), utile anche per il transito intestinale.
Gestione dello stress: nel climaterio il cortisolo tende ad aumentare, accentuando gonfiore e difficoltà digestive. Tecniche come respirazione lenta, yoga o brevi esercizi di rilassamento possono fare una differenza importante.
4. Cosa aggiungere o modificare nella tua alimentazione
Colazioni più energetiche: oltre alla frutta o fetta biscottata, prova yogurt (anche di soia se digeribile) con fiocchi d’avena o crema di frutta secca, che danno calorie e sazietà senza appesantire.
Piatti unici equilibrati: ad esempio riso con zucchine e legumi, oppure pasta con tonno e verdure, che forniscono carboidrati + proteine + fibre in modo bilanciato.
Piccoli spuntini se fatichi a fare pasti abbondanti: una manciata di noci, pane con hummus, frutta secca ammollata.
In sintesi:
Continua ad aumentare gradualmente le calorie con fonti sane (cereali, condimenti, legumi ben cotti, pesce, uova).
Riduci le fibre “dure” e i latticini freschi se peggiorano il gonfiore.
Cura idratazione, fermenti lattici e gestione dello stress.
Se il gonfiore persiste molto, può essere utile una valutazione nutrizionale mirata con test specifici (SIBO, disbiosi) ma solo se i sintomi peggiorano.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
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Buongiorno, andiamo un po' per ordine. I sintomi che riscontra sono perfettamente in linea con la diagnosi di Helicobacter ed erosione antrale, dai sintomi del reflusso fino al gonfiore, nausea e fastidi. Ha fatto terapia antibiotica per l'eradicazione del batterio? ha ripetuto il test accertandosi si sia negativizzato dopo la terapia? Detto ciò, passando poi alla parte prettamente alimentare sarebbe utile lavorare con un esperto (Dietista) sulla "risignificazione" dei cibi e del rapporto con essi (ad es. mangiare un dolce non è uno "sgarro")... Data la sintomatologia mi sentirei di consigliarle momentaneamente di non consumare cibi integrali (come ad es. le fette biscottate) e prediligere prodotti raffinati (a maggior digeribilità), infatti l'integrale non è sempre meglio e non è per tutti! Valuterei con un gastroenterologo se Psyllogel possa andar bene dato il quadro complessivo. Inoltre il ferro che assume potrebbe contribuire alla gastro-lesività, anche qui sentirei il parere del gastroenterologo. Per il gonfiore i consigli alimentari vanno altamente personalizzati ma intanto le suggerisco di mangiare lentamente e masticare bene, mantenersi idratata e in movimento. Le ricordo che però la causa primaria sta nel batterio e se non eradica quello il resto è solo contorno. Per tali ragioni le suggerisco di affidarsi ad un percorso combinato con Gastroenterologo, medico di base e Dietista (per educazione alimentare personalizzata). Spero di esserle stata d'aiuto, rimango a disposizione. Dott.ssa Alessandra Daidone-Dietista.
Buongiorno,
il gonfiore che descrive è comune nel climaterio, soprattutto intorno al ciclo, e può essere legato a digestione, flora intestinale e fluttuazioni ormonali.
Alcuni consigli pratici:
Mangiare piccoli pasti frequenti e ben cotti, moderando verdure fermentabili come cavoli, cipolle e legumi in grandi quantità.
Bere regolarmente acqua e continuare lo psyllium se lo tollera.
Attività fisica quotidiana e tecniche di rilassamento aiutano la motilità intestinale e riducono lo stress.
Per recuperare peso, aggiungere spuntini nutrienti come yogurt intero, frutta secca o avocado e incrementare gradualmente carboidrati complessi se tollerati.
Limitare sale e alimenti molto salati nei giorni pre-ciclo.
In generale non è necessario eliminare nulla drasticamente; piccoli aggiustamenti nella quantità e nella cottura degli alimenti fermentabili possono ridurre il gonfiore e aiutare a stabilizzare il peso.
il gonfiore che descrive è comune nel climaterio, soprattutto intorno al ciclo, e può essere legato a digestione, flora intestinale e fluttuazioni ormonali.
Alcuni consigli pratici:
Mangiare piccoli pasti frequenti e ben cotti, moderando verdure fermentabili come cavoli, cipolle e legumi in grandi quantità.
Bere regolarmente acqua e continuare lo psyllium se lo tollera.
Attività fisica quotidiana e tecniche di rilassamento aiutano la motilità intestinale e riducono lo stress.
Per recuperare peso, aggiungere spuntini nutrienti come yogurt intero, frutta secca o avocado e incrementare gradualmente carboidrati complessi se tollerati.
Limitare sale e alimenti molto salati nei giorni pre-ciclo.
In generale non è necessario eliminare nulla drasticamente; piccoli aggiustamenti nella quantità e nella cottura degli alimenti fermentabili possono ridurre il gonfiore e aiutare a stabilizzare il peso.
Grazie per aver condiviso la sua esperienza in modo così chiaro. Il gonfiore non va considerato normale, sopratutto se persiste: spesso può dipendere da una sensibilità a certi alimenti o ad un intestino più reattivo e infiammato. Un esempio pratico: può provare per 3-4 settimane a preferire carboidrati naturalmente privi di glutine (riso, quinoa, patate) e a ridurre/togliere i latticini (TUTTI I DERIVATI DEL LATTE), osservando come reagisce il corpo, spesso piccoli cambiamenti così aiutano molto a diminuire il gonfiore e la pesantezza. Il passo successivo è personalizzare in base alla risposta individuale, perché non esiste una regola valida per tutti. Sarei felice di un suo aggiornamento. Un caro saluto
Salve per il gonfiore c'è un protocollo idoneo, io mi occupo proprio di questo se vuole può scrivermi. Cordiali Saluti
Le consiglierei di farsi seguire dal punto di vista nutrizionale appunto non per una dieta ma per avere dei consigli, io in genere lo faccio ma non cosi on line anche perchè vorrei misurarla con i miei strumenti, capire meglio di che tipo di gonfiore si tratta ecc...
Gentile Signora, il quadro clinico da Lei descritto, compatibile con l’ingresso nel climaterio, evidenzia una significativa perdita di peso associata a sintomi gastrointestinali e stress. La presenza di Helicobacter pylori e di erosione antrale può contribuire a nausea, acidità e gonfiore, che risultano accentuati in fase ovulatoria e mestruale.
L’alimentazione appare equilibrata e priva di eccessi; tuttavia, per contrastare il gonfiore e favorire il recupero ponderale, si suggerisce:
Frazionare i pasti in 5–6 momenti giornalieri, evitando pasti abbondanti.
Limitare alimenti fermentabili (FODMAP) e privilegiare cibi facilmente digeribili come riso, patate, carni magre, finocchio, zenzero e menta.
Valutare l’eradicazione dell’Helicobacter pylori, se non già effettuata, secondo indicazioni gastroenterologiche.
Integrare probiotici specifici per riequilibrare il microbiota intestinale e ridurre la disbiosi.
Monitorare l’apporto calorico per favorire il recupero del peso, eventualmente con supporto nutrizionale personalizzato.
Le consiglio un confronto con lo specialista per eventuali aggiustamenti terapeutici e nutrizionali mirati.
Cordiali saluti.
L’alimentazione appare equilibrata e priva di eccessi; tuttavia, per contrastare il gonfiore e favorire il recupero ponderale, si suggerisce:
Frazionare i pasti in 5–6 momenti giornalieri, evitando pasti abbondanti.
Limitare alimenti fermentabili (FODMAP) e privilegiare cibi facilmente digeribili come riso, patate, carni magre, finocchio, zenzero e menta.
Valutare l’eradicazione dell’Helicobacter pylori, se non già effettuata, secondo indicazioni gastroenterologiche.
Integrare probiotici specifici per riequilibrare il microbiota intestinale e ridurre la disbiosi.
Monitorare l’apporto calorico per favorire il recupero del peso, eventualmente con supporto nutrizionale personalizzato.
Le consiglio un confronto con lo specialista per eventuali aggiustamenti terapeutici e nutrizionali mirati.
Cordiali saluti.
Gentile signora,
la sua preoccupazione riguardo alla perdita di peso e al gonfiore addominale, sintomi che possono essere particolarmente fastidiosi in una fase delicata come quella del climaterio, è comprensibile.
È molto positivo che lei abbia già fatto accertamenti e che sia attenta alla sua alimentazione e al movimento. La consulenza nutrizionale con un professionista potrebbe aiutarla a migliorare ulteriormente la sua situazione. Seguire una dieta non significa adattarsi a uno schema rigido, ma imparare a fare delle scelte più adatte alle proprie esigenze e a gestire meglio i pasti.
Nel suo caso specifico, un'attenta anamnesi permetterebbe di individuare le ragioni precise della perdita di peso e del gonfiore. Questi aspetti, spesso legati a squilibri ormonali o a un'alterazione del microbiota intestinale, possono migliorare significativamente con un piano alimentare personalizzato.
Cordiali saluti
Dott.ssa Biancarosa Scirè Banchitta
la sua preoccupazione riguardo alla perdita di peso e al gonfiore addominale, sintomi che possono essere particolarmente fastidiosi in una fase delicata come quella del climaterio, è comprensibile.
È molto positivo che lei abbia già fatto accertamenti e che sia attenta alla sua alimentazione e al movimento. La consulenza nutrizionale con un professionista potrebbe aiutarla a migliorare ulteriormente la sua situazione. Seguire una dieta non significa adattarsi a uno schema rigido, ma imparare a fare delle scelte più adatte alle proprie esigenze e a gestire meglio i pasti.
Nel suo caso specifico, un'attenta anamnesi permetterebbe di individuare le ragioni precise della perdita di peso e del gonfiore. Questi aspetti, spesso legati a squilibri ormonali o a un'alterazione del microbiota intestinale, possono migliorare significativamente con un piano alimentare personalizzato.
Cordiali saluti
Dott.ssa Biancarosa Scirè Banchitta
Buonasera, il tuo gonfiore è legato soprattutto a cambiamenti ormonali del climaterio, alla gastrite e a una maggiore sensibilità intestinale alle fermentazioni. Non servono diete drastiche, ma piccoli aggiustamenti mirati (ridurre le fibre fermentabili troppo aggressive, preferire verdure cotte e cereali ben digeribili, inserire calorie sane con olio, frutta secca e combinazioni di cereali e legumi) possono aiutare a riprendere peso e ridurre il gonfiore. Ti consiglio una visita con un nutrizionista per personalizzare al meglio la strategia.
Buongiorno,
dal quadro che descrive emerge una fragilità gastrointestinale e ormonale (climaterio + gastrite + disbiosi), probabilmente legata al periodo del climaterio, alla storia di gastrite con Helicobacter e a una possibile alterazione del microbiota intestinale.
Il gonfiore potrebbe essere legato a:
Fermentazione intestinale aumentata per disbiosi;
Fase ormonale (ritenzione e rallentamento intestinale ciclico);
Integrazione di ferro, che può alterare la flora e irritare la mucosa;
Stress cronico, che influenza la motilità e la digestione.
Sarebbe utile approfondire la situazione con alcune analisi ormonali e metaboliche di base — in particolare insulina, funzione tiroidea (TSH, FT3, FT4) e cortisolo — per valutare se esistono squilibri che possano influire sul metabolismo, sull’appetito o sulla distribuzione del peso.
In parallelo, è importante verificare come sta il microbiota intestinale, perché un intestino alterato può portare a malassorbimento di nutrienti (ferro, vitamine del gruppo B) e a ipersensibilità alimentari secondarie (come glutine, lattosio, ecc.), che possono spiegare gonfiore e difficoltà digestive.
Andrebbe inoltre chiarito se l’Helicobacter pylori è stato completamente eradicato, poiché la sua persistenza può continuare a creare sintomi gastrici e influenzare l’assorbimento.
Se da queste indagini non dovessero emergere alterazioni ormonali o intestinali significative, allora il passo successivo sarà valutare l’apporto calorico effettivo:
potrebbe essere troppo basso, rallentando il metabolismo e bloccando il dimagrimento;
oppure ci possono essere piccoli e inconsapevoli eccessi calorici (“micro errori”) che ostacolano la perdita di peso.
In sintesi, il focus iniziale rimane l’intestino, poiché ristabilire un microbiota equilibrato è la base per migliorare digestione, metabolismo e benessere ormonale generale.
mi scuso del messaggio lungo spero di aver fatto suscitare domande di interesse per poter risolvere il problema. per ulteriori domande resto a disposizione
le auguro una buona giornata.
Saluti Dott.ssa Valeria Papa biologa nutrizionista
dal quadro che descrive emerge una fragilità gastrointestinale e ormonale (climaterio + gastrite + disbiosi), probabilmente legata al periodo del climaterio, alla storia di gastrite con Helicobacter e a una possibile alterazione del microbiota intestinale.
Il gonfiore potrebbe essere legato a:
Fermentazione intestinale aumentata per disbiosi;
Fase ormonale (ritenzione e rallentamento intestinale ciclico);
Integrazione di ferro, che può alterare la flora e irritare la mucosa;
Stress cronico, che influenza la motilità e la digestione.
Sarebbe utile approfondire la situazione con alcune analisi ormonali e metaboliche di base — in particolare insulina, funzione tiroidea (TSH, FT3, FT4) e cortisolo — per valutare se esistono squilibri che possano influire sul metabolismo, sull’appetito o sulla distribuzione del peso.
In parallelo, è importante verificare come sta il microbiota intestinale, perché un intestino alterato può portare a malassorbimento di nutrienti (ferro, vitamine del gruppo B) e a ipersensibilità alimentari secondarie (come glutine, lattosio, ecc.), che possono spiegare gonfiore e difficoltà digestive.
Andrebbe inoltre chiarito se l’Helicobacter pylori è stato completamente eradicato, poiché la sua persistenza può continuare a creare sintomi gastrici e influenzare l’assorbimento.
Se da queste indagini non dovessero emergere alterazioni ormonali o intestinali significative, allora il passo successivo sarà valutare l’apporto calorico effettivo:
potrebbe essere troppo basso, rallentando il metabolismo e bloccando il dimagrimento;
oppure ci possono essere piccoli e inconsapevoli eccessi calorici (“micro errori”) che ostacolano la perdita di peso.
In sintesi, il focus iniziale rimane l’intestino, poiché ristabilire un microbiota equilibrato è la base per migliorare digestione, metabolismo e benessere ormonale generale.
mi scuso del messaggio lungo spero di aver fatto suscitare domande di interesse per poter risolvere il problema. per ulteriori domande resto a disposizione
le auguro una buona giornata.
Saluti Dott.ssa Valeria Papa biologa nutrizionista
Buongiorno,
ha descritto la situazione con molta precisione e questo permette di inquadrare bene il quadro generale. La perdita di peso che ha avuto è compatibile con il periodo di stress, gastrite ed Helicobacter, e il fatto che ora stia tornando ad alimentarsi meglio è molto positivo. I sintomi che riferisce – gonfiore addominale nonostante il dimagrimento, sensibilità legata al ciclo e al climaterio – sono molto comuni nelle donne in questa fase di vita e possono dipendere da una combinazione di fattori ormonali, intestinali e digestivi.
Ecco i punti principali da considerare.
**1. Gonfiore addominale e ormoni del climaterio**
Durante la transizione menopausale gli estrogeni calano e la motilità intestinale può diventare più lenta, favorendo meteorismo e gonfiore. Inoltre si può modificare la flora intestinale (microbiota), e questo spiega la sensazione di pancia gonfia anche in presenza di un addome visivamente più piatto.
**2. Gestione alimentare pratica**
La sua alimentazione è complessivamente equilibrata, ma può giovare di qualche piccola modifica:
* Continui con la varietà tra cereali, proteine e verdure, ma eviti pasti troppo ricchi di **crucifere crude (broccoli, cavolfiori, verza)** o **legumi interi** se nota che accentuano il gonfiore. Può passarli o frullarli, o aggiungere un pizzico di cumino o finocchio in cottura.
* Preferisca **verdure cotte** la sera, più facili da digerire.
* Riduca l’uso prolungato di fibre concentrate come lo **psyllium** se non ha più stitichezza: in alcune persone, un eccesso può amplificare il gonfiore. Può alternare con **fermenti lattici o probiotici** mirati per il microbiota femminile e digestivo.
* Se il gonfiore peggiora dopo pasti a base di carboidrati, può sperimentare per una settimana una riduzione moderata di pane e pasta, sostituendo con riso o patate, per valutare la risposta.
* Continui a bere acqua regolarmente, ma eviti di bere durante i pasti in grandi quantità.
**3. Per favorire il recupero di peso in modo sano**
* Inserisca una **fonte di grassi buoni** a ogni pasto (olio extravergine a crudo, una manciata di frutta secca, avocado, semi di lino o chia).
* Non tema l’uso di **piccole porzioni di formaggi freschi o stagionati** se li tollera: possono aiutarla a mantenere il peso senza appesantire.
* Può valutare di introdurre **uno spuntino pomeridiano** con yogurt intero, frutta secca e frutta fresca, utile anche per il microbiota.
**4. Ritmo e digestione**
Camminare 40 minuti al giorno è un’ottima abitudine: continui, perché stimola la motilità intestinale e riduce il gonfiore. Dopo i pasti principali, se può, anche solo 5–10 minuti di camminata leggera favoriscono la digestione.
**5. Helicobacter e gastrite**
Dopo la cura e con l’erosione antrale, è utile mantenere abitudini che riducano il reflusso: evitare pasti abbondanti, non coricarsi subito dopo cena e limitare cibi acidi o piccanti quando sente maggiore sensibilità gastrica.
**6. Clima ormonale e gonfiore ciclico**
Il gonfiore nei giorni vicini a ovulazione e ciclo è legato alla ritenzione e alla fluttuazione ormonale. In quei giorni può aumentare leggermente l’apporto di **magnesio e potassio** (verdure cotte, frutta, mandorle, acqua minerale ricca di magnesio) e ridurre il sale.
In sintesi:
* Mantenga varietà e regolarità nei pasti.
* Usi verdure cotte e riduca le fibre concentrate se il gonfiore persiste.
* Aumenti progressivamente i grassi buoni per riprendere peso.
* Continui con camminate regolari.
* Consideri probiotici mirati per riequilibrare la flora.
Se dopo qualche settimana il gonfiore resta costante o si accompagna a dolore o variazioni dell’alvo, può essere utile un controllo gastroenterologico o nutrizionale per personalizzare ulteriormente la gestione del microbiota post-infezione da Helicobacter.
ha descritto la situazione con molta precisione e questo permette di inquadrare bene il quadro generale. La perdita di peso che ha avuto è compatibile con il periodo di stress, gastrite ed Helicobacter, e il fatto che ora stia tornando ad alimentarsi meglio è molto positivo. I sintomi che riferisce – gonfiore addominale nonostante il dimagrimento, sensibilità legata al ciclo e al climaterio – sono molto comuni nelle donne in questa fase di vita e possono dipendere da una combinazione di fattori ormonali, intestinali e digestivi.
Ecco i punti principali da considerare.
**1. Gonfiore addominale e ormoni del climaterio**
Durante la transizione menopausale gli estrogeni calano e la motilità intestinale può diventare più lenta, favorendo meteorismo e gonfiore. Inoltre si può modificare la flora intestinale (microbiota), e questo spiega la sensazione di pancia gonfia anche in presenza di un addome visivamente più piatto.
**2. Gestione alimentare pratica**
La sua alimentazione è complessivamente equilibrata, ma può giovare di qualche piccola modifica:
* Continui con la varietà tra cereali, proteine e verdure, ma eviti pasti troppo ricchi di **crucifere crude (broccoli, cavolfiori, verza)** o **legumi interi** se nota che accentuano il gonfiore. Può passarli o frullarli, o aggiungere un pizzico di cumino o finocchio in cottura.
* Preferisca **verdure cotte** la sera, più facili da digerire.
* Riduca l’uso prolungato di fibre concentrate come lo **psyllium** se non ha più stitichezza: in alcune persone, un eccesso può amplificare il gonfiore. Può alternare con **fermenti lattici o probiotici** mirati per il microbiota femminile e digestivo.
* Se il gonfiore peggiora dopo pasti a base di carboidrati, può sperimentare per una settimana una riduzione moderata di pane e pasta, sostituendo con riso o patate, per valutare la risposta.
* Continui a bere acqua regolarmente, ma eviti di bere durante i pasti in grandi quantità.
**3. Per favorire il recupero di peso in modo sano**
* Inserisca una **fonte di grassi buoni** a ogni pasto (olio extravergine a crudo, una manciata di frutta secca, avocado, semi di lino o chia).
* Non tema l’uso di **piccole porzioni di formaggi freschi o stagionati** se li tollera: possono aiutarla a mantenere il peso senza appesantire.
* Può valutare di introdurre **uno spuntino pomeridiano** con yogurt intero, frutta secca e frutta fresca, utile anche per il microbiota.
**4. Ritmo e digestione**
Camminare 40 minuti al giorno è un’ottima abitudine: continui, perché stimola la motilità intestinale e riduce il gonfiore. Dopo i pasti principali, se può, anche solo 5–10 minuti di camminata leggera favoriscono la digestione.
**5. Helicobacter e gastrite**
Dopo la cura e con l’erosione antrale, è utile mantenere abitudini che riducano il reflusso: evitare pasti abbondanti, non coricarsi subito dopo cena e limitare cibi acidi o piccanti quando sente maggiore sensibilità gastrica.
**6. Clima ormonale e gonfiore ciclico**
Il gonfiore nei giorni vicini a ovulazione e ciclo è legato alla ritenzione e alla fluttuazione ormonale. In quei giorni può aumentare leggermente l’apporto di **magnesio e potassio** (verdure cotte, frutta, mandorle, acqua minerale ricca di magnesio) e ridurre il sale.
In sintesi:
* Mantenga varietà e regolarità nei pasti.
* Usi verdure cotte e riduca le fibre concentrate se il gonfiore persiste.
* Aumenti progressivamente i grassi buoni per riprendere peso.
* Continui con camminate regolari.
* Consideri probiotici mirati per riequilibrare la flora.
Se dopo qualche settimana il gonfiore resta costante o si accompagna a dolore o variazioni dell’alvo, può essere utile un controllo gastroenterologico o nutrizionale per personalizzare ulteriormente la gestione del microbiota post-infezione da Helicobacter.
Salve, sospetto che il suo gonfiore sia dovuto alla disbiosi intestinale, ossia uno scompenso nel delicato equilibrio di microbi presenti a livello intestinale, che non è aiutata dallo Psyllogel (fibra di psillio utile per il transito intestinale). Per curarla occorre seguire alcune accortezze alimentari (ad esempio eliminare totalmente zuccheri e lievitati per un certo periodo) e adoperare degli integratori che ripristinino la corretta flora batterica intestinale.
Per il gonfiore la dieta migliore è la low fodmap, fatta sotto la supervisione di un nutrizionista o un medico
Buonasera,
una parte del gonfiore può certamente essere favorita dal climaterio e dallo stress, ma nel suo caso pesa probabilmente anche una componente di dispepsia funzionale o di stomaco ancora sensibile, perché nausea, sazietà precoce e gonfiore possono persistere anche quando gli accertamenti strutturali sono sostanzialmente tranquilli.
Il fatto che ora il periodo peggiore stia passando e che lei riesca a mangiare di più è un segnale positivo, ma il gonfiore non va affrontato con ulteriori restrizioni, soprattutto dopo un calo di 6 kg.
In pratica, le consiglierei pasti piccoli e regolari, mangiati lentamente, masticando bene e senza arrivare troppo affamata ai pasti; nei periodi in cui lo stomaco è più delicato, spesso sono meglio tollerati piatti semplici, consistenze più morbide e un contenuto non eccessivo di grassi.
Anche le fibre vanno gestite con equilibrio: sono utili, ma se aumentano troppo o troppo in fretta, oppure se si aggiunge psillio quando l’intestino è già molto sensibile, possono accentuare meteorismo e tensione addominale.
Per aiutarla sia sul gonfiore sia sul recupero del peso, proverei a fare 2-3 correzioni semplici: ridurre per qualche settimana i cibi che più facilmente fermentano o gonfiano nel suo caso specifico, evitare pasti abbondanti o molto conditi, e inserire ogni giorno una o due aggiunte “nutrienti ma leggere”, per esempio riso o pasta ben conditi ma semplici, patate, pane ben tollerato, olio extravergine a crudo, yogurt se lo digerisce, oppure spuntini piccoli ma energetici.
Più che eliminare molti alimenti a caso, in questa fase è spesso più utile un diario alimentare insieme ai sintomi per capire se il gonfiore peggiora con alcuni cibi specifici, con il ciclo, con il ferro o con i momenti di maggiore tensione.
Anche la camminata quotidiana è una buona abitudine e vale la pena mantenerla, perché movimento regolare e cura del benessere mentale sono tra le misure utili nel climaterio.
Se però il gonfiore resta importante nonostante il recupero dell’appetito, oppure se il peso non risale, può essere molto utile una visita nutrizionale, così da impostare un piano personalizzato che la aiuti a recuperare in modo graduale senza peggiorare i sintomi gastrici.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
una parte del gonfiore può certamente essere favorita dal climaterio e dallo stress, ma nel suo caso pesa probabilmente anche una componente di dispepsia funzionale o di stomaco ancora sensibile, perché nausea, sazietà precoce e gonfiore possono persistere anche quando gli accertamenti strutturali sono sostanzialmente tranquilli.
Il fatto che ora il periodo peggiore stia passando e che lei riesca a mangiare di più è un segnale positivo, ma il gonfiore non va affrontato con ulteriori restrizioni, soprattutto dopo un calo di 6 kg.
In pratica, le consiglierei pasti piccoli e regolari, mangiati lentamente, masticando bene e senza arrivare troppo affamata ai pasti; nei periodi in cui lo stomaco è più delicato, spesso sono meglio tollerati piatti semplici, consistenze più morbide e un contenuto non eccessivo di grassi.
Anche le fibre vanno gestite con equilibrio: sono utili, ma se aumentano troppo o troppo in fretta, oppure se si aggiunge psillio quando l’intestino è già molto sensibile, possono accentuare meteorismo e tensione addominale.
Per aiutarla sia sul gonfiore sia sul recupero del peso, proverei a fare 2-3 correzioni semplici: ridurre per qualche settimana i cibi che più facilmente fermentano o gonfiano nel suo caso specifico, evitare pasti abbondanti o molto conditi, e inserire ogni giorno una o due aggiunte “nutrienti ma leggere”, per esempio riso o pasta ben conditi ma semplici, patate, pane ben tollerato, olio extravergine a crudo, yogurt se lo digerisce, oppure spuntini piccoli ma energetici.
Più che eliminare molti alimenti a caso, in questa fase è spesso più utile un diario alimentare insieme ai sintomi per capire se il gonfiore peggiora con alcuni cibi specifici, con il ciclo, con il ferro o con i momenti di maggiore tensione.
Anche la camminata quotidiana è una buona abitudine e vale la pena mantenerla, perché movimento regolare e cura del benessere mentale sono tra le misure utili nel climaterio.
Se però il gonfiore resta importante nonostante il recupero dell’appetito, oppure se il peso non risale, può essere molto utile una visita nutrizionale, così da impostare un piano personalizzato che la aiuti a recuperare in modo graduale senza peggiorare i sintomi gastrici.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno, per darle una risposta precisa bisognerebbe fare una visita nutrizionale (in studio o online) per approfondire in maniera adeguata la questione. Non si può nè semplificare nè generalizzare troppo, ogni persona è fatta a suo modo e va esaminata nella sua individualità. Cordiali saluti, Dott. Luca D'Angelo
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