Salve ho 41 anni credevo di avere trovato la donna della mia vita(lei 39): una grande intesa su tutt
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Salve ho 41 anni credevo di avere trovato la donna della mia vita(lei 39): una grande intesa su tutto e intensa empatia purtroppo però a letto assolutamente incompatibili. Da una parte degli atteggiamenti sul sesso molto conservatori mi riferisco al come ed al dove e dall'altra anche una chimica (un odore vaginale davvero fastidioso se non repellente) ma anche una fisica in termini di meccanica dei movimenti durante l'atto disastrose. Insomma senza mezzi termini sessualmente sono crollate tutte le nostre certezze... Per questo ci siamo lasciati nonostante la consapevolezza dell'essere davvero uno lo specchio dell'altra. Ho avuto poche relazioni lunghe ed una sessualità piuttosto forte lei invece partner duraturi ed evidentemente molto tradizionalisti. Mi chiedo sulla base delle Vs esperienze se relazioni del genere possano essere recuperate. Grazie
Gentile utente, dipende da diversi fattori, sicuramente l'aspetto sessuale per la maggioranza delle persone è fondamentale per altre molto meno. Non è facile risponderle, a mio avviso, se è vostra intenzione tentarle tutte potreste valutare un percorso sessuologico di coppia.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
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Dottor Mauro Vargiu
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L'equilibrio e la serenità di una relazione di coppia sono correlati a numerose variabili: la reciprocità, la condivisione e, irrinunciabilmente, anche a una vita sessuale appagante per entrambi. Il mio consiglio è quello di richiedere una consultazione sessuologica individuale, in cui possa approfondire l'aspetto delle sue fantasie sessuali e, soprattutto, delle sue aspettative nei confronti di potenziali altre partners: se la la vostra relazione si è conclusa - con sofferenza e nonostante la vostra affinità di coppia - l'assenza di intesa sessuale e la "rigidità" della sua partner, non necessariamente fanno di lei la "donna della sua vita". Cordialmente.
Dott.ssa Marina Ceruti
Dott.ssa Marina Ceruti
Buongiorno. Dalle sue parole traspare il dispiacere che prova per l’interruzione di questa relazione. Ciò che potreste fare è rivolgervi ad uno psicologo per iniziare una terapia di coppia al fine di cercare un punto di incontro tra le vostre necessità in questo ambito e valutare se sia possibile ricominciare trovando dei compromessi che soddisfino entrambi. In ogni caso, con un percorso di questo genere potreste arrivare ad acquisire maggiore consapevolezza anche sulle vostre modalità di rapportarvi tra voi stessi, il che potrebbe anche portarvi a prendere decisioni che prima non erano contemplate.
Se decideste di intraprendere un percorso che esplori i significati che attribuite ai rapporti intimi e alle relazioni (che inevitabilmente influenzano poi il modo di relazionarsi con il partner), mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Se decideste di intraprendere un percorso che esplori i significati che attribuite ai rapporti intimi e alle relazioni (che inevitabilmente influenzano poi il modo di relazionarsi con il partner), mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Buongiorno, credo che ogni risposta che esuli da un percorso psico-sessuologico possa essere poco precisa e non tagliata nello specifico su di voi. Dato che mi sembra di capire ci sia ampio dispiacere per questa interruzione, le consiglio di intraprendere un percorso psico-sessuologico di coppia, che preveda anche delle sedute individuali, per inquadrare meglio la situazione e procedere con una terapia se possibile e se voluto da entrambi. Buona giornata, resto a disposizione!
Buonasera. Quello che descrive mette insieme tre piani distinti: valori/atteggiamenti, “meccanica” relazionale (ritmi, movimenti, coordinazione), e compatibilità sensoriale (in particolare l’odore). I primi due sono, di norma, malleabili; il terzo richiede prima di tutto un chiarimento medico.
Sul versante dei valori, parlate di impostazioni molto diverse: lei riferisce esperienze con partner tradizionalisti e atteggiamenti conservativi sul “come e dove”, mentre lei porta una sessualità più esplorativa. Questo non è per forza un vicolo cieco: si lavora su significati (cosa è “accettabile”, cosa no, perché), confini, gradini di esposizione e sicurezza. Quando la cornice cambia, spesso cambia anche la disponibilità al gioco erotico.
La meccanica (quella che chiamate “fisica dei movimenti”) è una capacità di coppia che si affina con comunicazione concreta sul piacere, feedback non giudicanti e tempi più lenti per sintonizzarsi. Molte coppie “incompatibili” all’inizio, con un lavoro mirato, trovano un’intesa soddisfacente.
L’odore vaginale merita una nota a parte: può variare con ciclo, pH, dieta, contraccettivi, ma anche per condizioni comuni e trattabili (per esempio vaginosi batterica o altre alterazioni del microbiota). Non è utile etichettarlo come “repellente” in senso assoluto: va valutato da un/una ginecologo/a per escludere cause specifiche e, se c’è indicazione, trattarle. Solo dopo questo passaggio ha senso capire quanto resti un tema di sensibilità personale. Lo dico perché il disgusto è un potente freno erotico: se è sostenuto da un fattore clinico, spesso si risolve; se persiste a quadro medico chiarito, allora parliamo di una vera incompatibilità sensoriale, che alcune coppie tollerano o aggirano (ristrutturando setting, tempi, stimoli), altre no.
Alla domanda “si può recuperare?” la risposta onesta è: sì, se entrambi lo vogliono e accettano un percorso. In pratica: una valutazione ginecologica per il tema dell’odore; un lavoro sessuologico (anche breve) per allineare valori e costruire un copione erotico condiviso, definendo ciò che per lei è non-negoziabile e ciò che per lei è esplorabile; eventuali incontri di coppia per tradurre tutto questo in pratica, senza pressioni a “performare”. Non tutte le coppie arrivano allo stesso esito, ma molte—anche partendo da lontano—trovano un terreno comune sufficiente per una sessualità buona per loro due, non perfetta in astratto.
Se desiderate riaprire la porta, il primo passo è semplice e concreto: chiarire il quadro medico e, in parallelo, fissare con un/una sessuologo/a clinico/a un incontro di inquadramento. Da lì capirete insieme se le differenze sono negoziabili (e come) o se, dopo tentativi seri, restano non allineabili. In entrambi i casi avrete una risposta fondata, non un dubbio sospeso.
Sul versante dei valori, parlate di impostazioni molto diverse: lei riferisce esperienze con partner tradizionalisti e atteggiamenti conservativi sul “come e dove”, mentre lei porta una sessualità più esplorativa. Questo non è per forza un vicolo cieco: si lavora su significati (cosa è “accettabile”, cosa no, perché), confini, gradini di esposizione e sicurezza. Quando la cornice cambia, spesso cambia anche la disponibilità al gioco erotico.
La meccanica (quella che chiamate “fisica dei movimenti”) è una capacità di coppia che si affina con comunicazione concreta sul piacere, feedback non giudicanti e tempi più lenti per sintonizzarsi. Molte coppie “incompatibili” all’inizio, con un lavoro mirato, trovano un’intesa soddisfacente.
L’odore vaginale merita una nota a parte: può variare con ciclo, pH, dieta, contraccettivi, ma anche per condizioni comuni e trattabili (per esempio vaginosi batterica o altre alterazioni del microbiota). Non è utile etichettarlo come “repellente” in senso assoluto: va valutato da un/una ginecologo/a per escludere cause specifiche e, se c’è indicazione, trattarle. Solo dopo questo passaggio ha senso capire quanto resti un tema di sensibilità personale. Lo dico perché il disgusto è un potente freno erotico: se è sostenuto da un fattore clinico, spesso si risolve; se persiste a quadro medico chiarito, allora parliamo di una vera incompatibilità sensoriale, che alcune coppie tollerano o aggirano (ristrutturando setting, tempi, stimoli), altre no.
Alla domanda “si può recuperare?” la risposta onesta è: sì, se entrambi lo vogliono e accettano un percorso. In pratica: una valutazione ginecologica per il tema dell’odore; un lavoro sessuologico (anche breve) per allineare valori e costruire un copione erotico condiviso, definendo ciò che per lei è non-negoziabile e ciò che per lei è esplorabile; eventuali incontri di coppia per tradurre tutto questo in pratica, senza pressioni a “performare”. Non tutte le coppie arrivano allo stesso esito, ma molte—anche partendo da lontano—trovano un terreno comune sufficiente per una sessualità buona per loro due, non perfetta in astratto.
Se desiderate riaprire la porta, il primo passo è semplice e concreto: chiarire il quadro medico e, in parallelo, fissare con un/una sessuologo/a clinico/a un incontro di inquadramento. Da lì capirete insieme se le differenze sono negoziabili (e come) o se, dopo tentativi seri, restano non allineabili. In entrambi i casi avrete una risposta fondata, non un dubbio sospeso.
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