Tempo medio di risposta:

Esperienze

Sono uno psicologo clinico e sessuologo, specializzato nel trattamento dei disturbi sessuali, delle problematiche relazionali, dei disturbi d’ansia e delle fobie specifiche. Lavoro per aiutare le persone a comprendersi meglio e superare le difficoltà che incontrano nelle loro relazioni o nel rapporto con il proprio corpo e la propria mente.

Sebbene la psicoterapia cognitivo-comportamentale rappresenti il nucleo della mia formazione, negli anni ho integrato anche altri approcci basati su evidenze scientifiche. Questo mi consente di utilizzare una "cassetta degli attrezzi" ampia e flessibile, con strumenti che scelgo e adatto in base alla persona che ho davanti, ai suoi bisogni, alle sue risorse e alla fase del percorso in cui ci troviamo.

Credo fermamente che non esista un unico modo di lavorare valido per tutti. Ogni individuo ha una storia unica e necessita di un intervento costruito su misura, calibrato sulle sue caratteristiche e sul suo funzionamento psicologico.

I percorsi che propongo si fondano su un approccio collaborativo, in cui terapeuta e paziente sono alleati nel cambiamento. Come psicologo, metto a disposizione la mia competenza sui processi mentali e sul funzionamento della mente; la persona che si rivolge a me, invece, porta con sé una conoscenza profonda della propria storia e del proprio mondo interiore. È dall’incontro tra questi due saperi – il mio e il suo – che nasce un lavoro terapeutico realmente efficace, orientato a obiettivi condivisi e significativi.

Ricevo a Rimini e online, per informazioni inviare un messaggio su WhatsApp +39 375 784 1966

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia cognitiva
  • Sessuologia

Presso questo indirizzo visito

Adulti

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 70 €

  • Colloquio di coppia

    Da 90 €

  • Colloquio sessuologico

    Da 0 €

  • Consulenza online

    Da 70 €

Indirizzi (2)

Vedi mappa si apre in una nuova scheda
Francesco Lobriglio

Via Claudio Paci 1, Rimini 47921

Disponibilità

Telefono

0541 172...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Telefono

0541 172...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria

4 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • G

    Ho contattato il dottor Lobriglio perché volevo capire meglio certi blocchi della sfera intima. Nonostante non mi sia mai trovato bene con terapeuti cognitivo-comportamentali, ho trovato il suo approccio creativo ed estremamente utile nel trasformare in profondità la mia risposta a determinate situazioni. La terapia è stata efficace e mirata. Lo consiglio vivamente soprattutto a chi è in cerca di un intervento pratico che produca cambiamenti reali in un tempo non troppo lungo.

     • Consulenza online colloquio sessuologico  • 

  • L

    Con il dott Lobriglio mi sono sentito, sin da subito, a mio agio a parlare di argomenti che spesso fan paura. Ho avuto modo di poter approfondire l'educazione sessuale, alla base per poter cambiare mindset e capire determinate risposte del nostro corpo. I miglioramenti sin sono notati sin da subito. Lo consiglio vivamente.

     • Consulenza online colloquio sessuologico  • 

  • A

    Ho prenotato perché avevo molte incertezze e non sapevo da dove iniziare. Mi sono sentita subito ascoltata e non giudicata. Il dott. ha spiegato con parole semplici come lavoreremo e quali saranno i prossimi step. Uscendo ho avuto più chiarezza su cosa osservare durante la settimana. Questo approccio pratico mi ha messo a mio agio. Consigliato

     • Francesco Lobriglio colloquio sessuologico  • 

  • M

    Mi sono rivolto al dottore perché vivevo con tanta ansia i momenti intimi, che spesso mi portavano a evitare del tutto certe situazioni. Sin dalla prima seduta mi sono sentito accolto, senza pressioni o giudizi. Dopo aver capito da cosa dipendeva l’ansia abbiamo lavorato con esercizi pratici tra una seduta e l’altra. Oggi riesco a vivere la sessualità con più serenità dopo tanti anni e gliene sarò sempre grato.

     • Francesco Lobriglio colloquio sessuologico  • 

Si è verificato un errore, riprova

Risposte ai pazienti

ha risposto a 24 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sto soffrendo d'ansia da un mese, sto cercando di trovare un buono psicologo. Intanto sento il bisogno di chiedere un consiglio per il mio stomaco. Da quando ho cominciato a soffrire d'ansia, il mio stomaco si è completamente chiuso. Sento la fame, la debolezza, mi sforzo a mangiare ed è una fatica. Non mi era mai successo una cosa del genere. Ho bisogno di tornare a mangiare per sentirmi meglio e viceversa, è complicato. C'è qualche modo in cui posso sistemare questo problema? Qualche consigli Grazie.

Buongiorno, da ciò che scrive si vede che non è “solo lo stomaco” a stare male, ma un sistema ansioso che, da circa un mese, ha trovato proprio lì il suo canale principale di espressione.

Quando l’ansia si attiva in modo intenso e prolungato, il corpo entra in una sorta di modalità allerta: il sistema nervoso si prepara a “fronteggiare un pericolo” e, tra le prime cose che rallenta, c’è proprio la funzione digestiva. Non è una fissazione psicologica: è un effetto reale dell’iper-attivazione. Lo stomaco che si “chiude”, la fatica a introdurre cibo, la sensazione di nausea o di blocco sono quindi, molto spesso, parte del quadro ansioso, non qualcosa di separato.

A questo si aggiunge un altro livello, più cognitivo: lei sente la fame e la debolezza, prova a mangiare ma ogni pasto diventa una piccola lotta. È facile che si inneschi un circolo in cui:
“sono ansioso → non riesco a mangiare → mi sento sempre più debole → mi preoccupo ancora di più → l’ansia aumenta → lo stomaco si chiude ancora”.
In poco tempo, il sintomo fisico e la preoccupazione per il sintomo iniziano a nutrirsi a vicenda.

Per questo motivo, più che cercare solo “trucchi” per riuscire a mangiare, la cosa più sensata è fare esattamente ciò che sta già provando a fare: trovare uno psicologo e lavorare sul meccanismo che sta alla base. Intervenire solo sugli effetti (lo stomaco chiuso) rischia di dare un sollievo parziale e temporaneo, se il sistema ansioso che li genera rimane intatto. Un percorso psicologico le può servire per capire come si è costruito questo circolo nell’ultimo mese, quali pensieri lo alimentano, quali situazioni lo attivano di più, e per costruire un modo diverso di rapportarsi sia alle sue emozioni sia alle sensazioni fisiche.

Parallelamente, proprio perché lamenta difficoltà a nutrirsi e sensazione di forte debolezza, è comunque utile parlarne anche con il medico di base, così da avere un minimo inquadramento fisico e monitorare peso, livelli di stanchezza, eventuali esami se necessari. Non per escludere a priori l’origine ansiosa, ma per fare le cose in modo completo e tutelante.

Dott. Francesco Lobriglio

Domande su consulenza Sessuologica

Buongiorno. Sono una ragazza di 21 anni e sto da qualche mese con un ragazzo di 22. Siamo entrambi vergini, motivo per cui non siamo mai arrivati alla penetrazione. Sento di non vivere i miei rapporti con lui in modo sereno al 100%. Da un lato vorrei lasciarmi andare di più e per quello che provo per lui, mi piacerebbe andare oltre. Tuttavia, ho paura di come possa andare, essendo entrambi inesperti e, inoltre, anche durante i nostri rapporti senza penetrazione non sono mai completamente rilassata ed eccitata. Vorrei un consiglio per capire come dovrei superare questa paura e poter godere a pieno dei nostri momenti assieme.

Buongiorno. Da come si descrive, non mi sembra affatto “bloccata” in senso patologico, ma alle prese con qualcosa di molto comune: il punto di incontro (a volte faticoso) tra desiderio e paura, soprattutto quando si tratta delle prime esperienze e quando la penetrazione assume, nella mente, il valore di “grande passo”.

In ottica cognitivo–comportamentale, questo è un meccanismo abbastanza chiaro:
mentre vive l’intimità, una parte di lei non sta semplicemente “sentendo il corpo”, ma osserva e valuta: “sarò pronta?”, “come andrà quando faremo davvero l’amore?”, “e se facciamo qualcosa di sbagliato?”, “e se non provo quello che dovrei provare?”.

Questi pensieri non sono sbagliati in sé, ma quando diventano molto presenti durante il contatto, finiscono per spostare l’attenzione dalla sensazione al controllo. Il risultato è che il corpo fa fatica ad attivare una eccitazione piena: non perché manchi il sentimento o l’attrazione, ma perché una parte della mente è occupata a “monitorare” e a tenere le mani sul freno.

È importante anche un altro punto: nella nostra cultura il primo rapporto viene spesso caricato di significati (deve essere speciale, perfetto, indimenticabile), come se la penetrazione fosse una sorta di “esame” da superare. Questo può creare un’aspettativa implicita del tipo: “se lo faccio, deve andare bene”. Quando questa aspettativa si somma alla paura di sbagliare, è naturale che il corpo si irrigidisca.

In una situazione come la sua, la domanda, più utile che può farsi non è “come supero la paura per fare il passo?”, ma “di che cosa ho bisogno, oggi, per sentirmi davvero al sicuro e più tranquilla nell’intimità con lui?”.

Se con il passare dei mesi dovesse accorgersi che la paura rimane molto alta, che la tensione aumenta o che inizia a evitare l’intimità per timore di dover “andare oltre”, potrebbe essere utile un breve confronto con uno/a psicologo/a o sessuologo/a clinico/a.

Dott. Francesco Lobriglio
Vedi tutte le risposte

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.