Salve ho 25 anni, mia sorella ne ha 3 più di me, vi scrivo perché lei vuole accompagnarmi dappertutt

25 risposte
Salve ho 25 anni, mia sorella ne ha 3 più di me, vi scrivo perché lei vuole accompagnarmi dappertutto, oppure se non viene mi chiama e dobbiamo stare tutto il tempo del tragitto in chiamata. A me questa situazione sta stretta però a volte mi sta bene perché ho compagnia. Secondo voi è normale tutto ciò? Io penso di no, non sono libera di uscire da sola che lei vuole venire con me. Come dovrei comportarmi?
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, comprendo il disagio. Lei ne ha mai parlato direttamente con sua sorella? Questo è sicuramente il primo passo. Esporle il suo disagio, spiegandole come la fa sentire questa situazione. Secondo lei come mai sua sorella fa questo? Se ne è fatta un'idea? Come siete cresciute? Cosa è successo in famiglia? Vivete insieme? Ci vorrebbero più elementi del contesto per comprendere meglio la situazione. Siete adulte entrambe e sua sorella avrà una sua vita personale da seguire? Dopo aver esposto il suo disagio, senza accuse o giudizi, ma esprimendo come si sente lei in questa situazione, potrebbe dare dei limiti, cioè decidere quando e dove farsi accompagnare da sua sorella, facendo presente le sue esigenze di libertà D'altronde non credo che lei accompagni sua sorella nelle sue uscite. O sua sorella da sola non esce? Osservi dal di fuori la sua vita e quella di sua sorella e cerchi di cogliere degli elementi che la possono aiutare. Nel caso si renda conto che emergono tematiche importanti dietro questo fatto, consulti un/una psicologa. Può far bene
a lei e a sua sorella. La saluto cordialmente, rimango a disposizione, cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni

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Dott.ssa Anna Consalvo
Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza.
Il suo disagio e la sua confusione sono comprensibili, alcune volte gradiamo la presenza dell'altro, altre volte preferiamo farne a meno. Provi a parlare in maniera aperta e onesta con sua sorella riguardo quello che prova, senza accuse, spiegando come lei apprezzi la sua presenza ma che in alcuni momenti preferisce fare le cose da sé. Insieme potete trovare un punto d'incontro sulle modalità e sui tempi in cui farlo, tenendo sempre presente i suoi bisogni. Potrebbe non essere facile da subito per entrambe ma piano piano ci si riesce. Qualora dovessero presentarsi altre problematiche o il perpetuarsi queste situazioni, consulti un professionista. Resto a disposizione online. Cordialmente Dott.ssa Anna Consalvo
Dr. Pietro Cecchin
Psicologo, Psicologo clinico
Montebelluna
Salve, guardi onestamente la prima cosa che la inviterei a fare è di discuterne con sua sorella. Una volta fatto ciò, se la cosa dovesse complicarsi, può sempre contattare uno specialista e discuterne assieme di questo legame che ha con sua sorella.
Eventualmente mi posso rendere disponibile per un eventuale consultazione. Ma credo che possa trovare un aiuto dalla maggior parte dei miei colleghi.
Prima però come le dicevo ne discuta con sua sorella e solo poi se ci riesce o meno o se le cose diventano complicate contatti uno specialista.
Dott.ssa Monica Mugnai
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montevarchi
Gentile Utente, provi a riflettere in quali situazioni le piace avere la vicinanza di sua sorella e in quali momenti preferisce essere autonoma. Provi a comprendere quali sono i suoi bisogni in modo tale che, successivamente, possa esplicitarli a sua sorella. Sarà fondamentale parlarle anche di come si sente, delle sue emozioni e del disagio che prova in tali momenti. Quando si sentirà pronta dovrà porre anche dei limiti, con lo scopo di poter continuare a vivere il rapporto con sua sorella in modo sereno. Comprendendo che la sua richiesta necessita di un approfondimento e non può esaurirsi con poche righe, resto a disposizione.

Dottoressa Monica Mugnai
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buongiorno, mi dispiace per questa quotidianità soffocante che si trova a vivere. La prima cosa da fare è parlare chiaramente a sua sorella, esprimendo i suoi bisogni. Un confronto potrebbe essere illuminante e sua sorella potrebbe aprirsi in merito al motivo per cui sente l'esigenza di comportarsi così.
Un caro saluto
Dott.ssa Simona Di Napoli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao,
comprendo profondamente il disagio e l'oppressione che stai vivendo. Ti invito a riflettere su un possibile dialogo con tua sorella: avete mai avuto l'opportunità di discutere del suo bisogno di essere vicina a te? Potresti chiederti se la sua richiesta di trascorrere del tempo insieme si manifesti principalmente quando esci, o se accade anche in altre circostanze in cui sarebbe lei a dover andare da qualche parte.
L'intensità della sua preoccupazione potrebbe derivare da un timore genuino riguardo al tuo benessere. È possibile che ci siano motivazioni più profonde, come esperienze passate che influenzano la sua attitudine nei tuoi confronti. D’altro canto, potrebbe anche emergere una dinamica di gelosia o di possessività. Ti incoraggio a esplorare questi aspetti con attenzione, poiché una maggiore comprensione reciproca potrebbe rivelarsi utile per entrambe.
Nel frattempo, sarebbe importante cercare di stabilire confini chiari che rispettino il tuo diritto all'indipendenza e alla libertà. Questo potrebbe aiutarti a bilanciare le tue necessità con quelle di tua sorella.
Se hai altre domande, sono qui per aiutarti.
Dott.ssa Simona Di Napoli
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente la tua situazione può essere analizzata attraverso una prospettiva sistemico-relazionale, che prende in considerazione le dinamiche familiari e relazionali tra te e tua sorella.
In un contesto familiare, le relazioni tra i membri possono influenzarsi a vicenda in modo significativo. Il legame stretto che hai con tua sorella potrebbe riflettere un intento positivo, come il desiderio di vicinanza e supporto, specialmente considerando la differenza di età. Tuttavia, è fondamentale rispettare i confini individuali e il bisogno di autonomia che ogni persona, specialmente in una fase di crescita e sviluppo come la tua, deve avere.
La tua sensazione di sentirti "stretta" in questa situazione indica che la tua libertà e il tuo spazio personale stanno venendo a mancare. Questo è normale: ognuno ha diritto alla propria indipendenza e al proprio tempo per esplorare il mondo da solo. La presenza continuativa di tua sorella potrebbe anche rappresentare una difficoltà nell'elaborare la sua autonomia o un desiderio di protezione nei tuoi confronti.
Ecco alcuni suggerimenti su come comportarti:
Comunicazione aperta: Parla con tua sorella dei tuoi sentimenti. Spiega che mentre apprezzi il tempo trascorso insieme, hai anche bisogno di momenti di indipendenza. La comunicazione è fondamentale per definire i confini.
Stabilire dei confini: Sii chiara riguardo a quando e come ti piacerebbe che lei ti accompagnasse o ti chiamasse. Potresti stabilire dei momenti specifici in cui state insieme e altri in cui puoi uscire da sola.
Rinforzare l’autonomia: Incoraggia tua sorella a trascorrere del tempo con altre persone, per aiutarla a costruire relazioni al di fuori della vostra e, a sua volta, sostenere la vostra individualità.
Riflessione personale: Prenditi del tempo per riflettere su cosa significa per te avere tempo da sola e quali attività ti piacerebbe fare in autonomia. Questo può aiutarti a essere più sicura nel comunicare le tue esigenze.
In definitiva, è importante ricordare che le relazioni familiari possono essere complesse, ma è possibile lavorare insieme per trovare un equilibrio che soddisfi entrambi. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Buongiorno, è giusto che tu ti ponga delle domande se la situazione ti sta stretta e capisco il senso di confusione che provi riguardo la presenza di tua sorella. Mi sento di dirti di parlare con lei, ma prima di farlo è importante che tu capisca come vorresti che fosse il vostro rapporto: prenditi del tempo per comprendere quali sono i tuoi spazi, cosa ti piace fare da sola e cosa ti piace fare con lei. Dopo di che, credo sia utile parlare in modo sincero, gentile e senza giudizio con tua sorella, per capire cosa pensa, cosa la porta a comportarsi in questo modo, condividere il tuo punto di vista e comprendere il suo. In questo modo potrete valutare insieme come affrontare un eventuale cambiamento.
Spero di esserti stata d'aiuto, se dovessero emergere delle tematiche dubbie, non esitare a contattarmi, sarò felice di ascoltarti. Un caro saluto
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Stefania Rubiero
Psicologo, Psicologo clinico
Rovigo
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo pensiero. La invito a riflettere sul rapporto che ha con sua sorella e a pensare se può essere utile per lei parlargliene, mettendo un confine che per lei sente più adeguato. Il vostro tempo insieme come lo passate? Lo sente come un tempo di qualità?
Un saluto
Dott.ssa Stefania Rubiero
Dott.ssa Carla Dilaghi
Psicologo
Padova
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Considerata la poca differenza di età immagino che siate unite, resta però importante avere i propri spazi e le proprie esigenze proprio come due persone adulte, quali siete. Può parlarne sicuramente con lei, in modo molto sereno perché non c'è niente di male, sarà poi necessario che una certa coerenza nel comportamento l'abbia lei in primis. Se in alcune circostanze non vuole la compagnia di sua sorella ha il diritto di seguire le proprie esigenze e bisogni. Cordiali saluti, dott.ssa Carla Dilaghi
Dott.ssa Emilia D'Anna
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Immagino che per sua sorella questa sua vicinanza abbia un significato che va al di là del semplice affetto tra sorelle. Non metto in dubbio il vostro legame, ma ipotizzo che vi sia qualcosa che la spinge a ricercare costantemente la sua compagnia. Se non l'ha già fatto, credo che un ottimo passo sia parlare direttamente con sua sorella di questo disagio. Magari potrà scoprire qualcosa di più su questo comportamento che a lei appare oscuro.
Un caro saluto
Dott.ssa MONIA MICHELINI
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Nonantola
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Lei ha parlato direttamente del disagio che questo comportamento di sua sorella le provoca?
Sicuramente il primo passo da fare è esporle il suo disagio, spiegandole come la fa sentire questa situazione. Ha un'idea di come mai sua sorella ha questo comportamento?
Bisognerebbe indagare come siete cresciute, che rapporto avete e che cosa rappresentate a vicenda.
Ci vorrebbero insomma più elementi del contesto per comprendere meglio la situazione. Inoltre un altro elemento mancante è l'età di entrambe,? Dopo aver esposto il suo disagio, senza accuse o giudizi, ma esprimendo come si sente lei in questa situazione, il primo passo da fare è dare dei limiti, cioè decidere quando e dove farsi accompagnare da sua sorella, facendo presente le sue esigenze di libertà.
Un caro saluto.
Dott. Paolo Guida
Psicologo, Psicologo clinico
Sezze
Buongiorno e grazie per la condivisione. Non credo si possa parlare di "normalità" o meno. Ciò che è normale per uno, può non esserlo per l'altro. Il punto è capire se per Lei questo è causa di disagio o meno, ed eventualmente in che modo. Da come ne parla sembrerebbe che in parte lo sia e in parte no. Bisognerebbe quindi comprendere le dinamiche interne alla base del vostro rapporto e quali sono le spinte che da un lato la portano a voler mettere dei confini e quali invece la portano a continuare a stare nella stessa condizione. In questo modo potrà prendere e perseguire una decisione libera da ogni credenza.
Spero di averle dato spunti di riflessione su cui interrogarsi. Buona giornata
Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile utente, data la situazione una prima domanda che mi viene da farle è comprendere le motivazioni alla base di questo comportamento di sua sorella. E' una ragazza che ha difficolta sul piano sociale ed ha poche relazioni per questo si affida a lei? lo fa per limitare stati di ansia agitazione o altro? o ancora lo fa perchè ha disagio nello stare da sola o paura di annoiarsi? insomma sarebbe molto utile capire la motivazione alla base di questi comportamenti così da poter poi attuare dei comportamenti concreti per contrastare la situazione. Sarebbe inoltre utile sapere se tra voi è stato mai affrontato questo argomento, ha mai detto a sua sorella del fastidio/disagio che le creano tali comportamenti? è importante capire se sua sorella è a conoscenza del suo punto di vista o meno, potrebbe semplicemente pensare di fare una cosa che fa piacere ad entrambe invece non è cosi. Penso che si ha tutto il diritto di ritagliarsi dei spazi propri, bilanciando in modo sano il tempo insieme e il tempo invece che passate separate. Potrebbe esserle utile affrontare questo argomento in alcune sedute di terapia così da risolverlo tempestivamente per una maggiore serenità di entrambe. Rimango a disposizione per ulteriori dubbi, un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Dott.ssa Gabriella Caracciolo
Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Gentile utente, grazie anzitutto della condivisione
Non c'è una normalità oggettiva in tutto ciò, è quasi sempre qualcosa ADI molto soggettivo. lei dice che spesso le è utile la compagnia di sua sorella perché così le fa compagnia, puo essere che possa arrivare un messaggio ambivalente?
Cosa la spinge a ricercare questa compagnia?
Cosa le impedisce di aprirsi ad altre?
Ha provato ad affrontare questo discorso con sua sorella? Potrebbe emergere qualcosa di cui non sa
Resto a sua disposizione
La saluto cordialmente
Dott.ssa Gabriella Caracciolo
Gentilissima, richiedere i propri spazi nelle relazioni è cosa normale. Siano essere relazioni amicali, fraterne, amorose etc. Da quel che posso cogliere dalle poche righe da lei scritte è che il legame con sua sorella per lei è molto importante ma che ora ha bisogno di un po’ di autonomia. Bisognerebbe comprendere i vostri vissuti, il perché del bisogno di sua sorella di starle accanto, insomma, la vostra storia di vita personale e familiare. Un percorso di sostegno psicologico può esserle utile per comprendere quali siano gli spazi di cui lei ha bisogno (nel caso non le siano chiari i vari limiti e fin dove) e come parlare in maniera assertiva a sua sorella di questo suo bisogno di autonomia. Un carissimo saluto e tante buone cose.
Dott.ssa Giulia De Cristofano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Piedimonte Matese
Gentile utente, grazie per aver condiviso questa esperienza. Da quello che racconta questa situazione a volte le sta stretta e a volte le piace per avere compagnia. Credo sia importante soffermarsi su "a volte": è assolutamente comprensibile che la presenza di un'altra persona non sia sempre gradita allo stesso modo o nelle stesse situazioni. Abbandonare la concezione di "tutto" o "niente" credo sia importante per accettare questo compromesso di "a volte". La invito anche a soffermarsi sui suoi vissuti: come sta quando sua sorella c'è troppo? Come sta quando le fa compagnia? Cosa vorrebbe cambiare? Aprire queste domande con un aiuto professionale potrebbe essere la risposta. Spero di esserle stata utile e rimango a disposizione.
Dott.ssa Grazia Chianetta
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
il disagio è evidente, ma le informazioni sono poche per poter esser precisi nella risposta. Credo che lei dovrebbe sicuramente parlare chiaramente con sua sorella e dirle come questi suoi comportamenti la fanno stare a disagio.
Se vuole rimango a disposizione se volesse darmi più dettagli
Dott.ssa Grazia Chianetta
Dr. Matteo Paoletti
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve. Forse la situazione le sta stretta perchè in quella modalità di rapporto che le propone sua sorella, sente una proposta di infantilizzazione. Perchè, mentre da una parte la accompagna, dall'altra la comunicazione implicita è quella che lei da sola non è in grado di uscire. Oppure potremmo leggerla come un bisogno da parte di sua sorella di stare in compagnia per delle sue mancanze personali. Difficile dirlo con queste informazioni. Sarebbe interessante poter parlare tra di voi di quali emozioni organizzino il vostro rapporto, pensare e condividere magari come ci si sente dentro queste proposte.
Dr. Andrea Bonardi
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentile Utente,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile che questa situazione le generi sentimenti contrastanti: da un lato può apprezzare la compagnia, dall'altro può sentirsi limitata nella sua libertà personale. Ciò che descrive potrebbe riflettere un legame affettivo molto stretto con sua sorella, ma anche un suo bisogno di autonomia e di spazio personale che merita di essere ascoltato.

Un primo passo potrebbe essere quello di parlarle apertamente, con calma e sincerità, spiegandole come si sente e cercando insieme un equilibrio che rispetti i bisogni di entrambe. Se la situazione dovesse continuare a crearle disagio o fatica emotiva, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a esplorare queste dinamiche e a trovare modi per gestirle nel rispetto di sé stessa e del rapporto con sua sorella.

Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
Gentile.
Se lei sente questo suo, legittimo, bisogno di indipendenza è lecito chiederlo e mettere , se necessario, dei paletti.
In ogni caso, può richiedere supporto ad uno specialista sia per lei che, eventualmente, per sua sorella.

Saluti.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver condiviso questa situazione che, come descrive, le sta creando un certo disagio. È molto positivo che lei abbia già iniziato a riflettere su ciò che sente e su quanto questo le condizioni la libertà. Il fatto che si ponga delle domande e cerchi un confronto è un segnale importante di consapevolezza e di desiderio di stare meglio. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è utile partire proprio da ciò che lei ha osservato: ci sono momenti in cui la presenza o la voce di sua sorella le fa piacere, perché rappresenta compagnia e forse un senso di sicurezza, e altri momenti in cui invece sente che questa dinamica limita la sua autonomia e la sua possibilità di vivere esperienze in modo indipendente. Questo alternarsi di emozioni, un po’ di sollievo e un po’ di fastidio, è molto comprensibile e comune quando si è in un rapporto affettivo stretto che, pur partendo da buone intenzioni, finisce per essere percepito come invadente. La sua sorella probabilmente agisce spinta da un bisogno di protezione, di vicinanza, o forse da un’ansia legata al fatto che lei sia fuori da sola. Quello che però conta ora è riconoscere come questa dinamica sta influenzando la sua vita e come lei può fare piccoli passi per recuperare un senso di libertà e autonomia, senza compromettere il legame affettivo con sua sorella. È normale, infatti, che un giovane adulto come lei abbia bisogno di costruire spazi personali, di sperimentare la propria capacità di cavarsela da solo, e questo non significa allontanare o ferire le persone care, ma semplicemente crescere e affermarsi come individuo. Un passaggio fondamentale potrebbe essere iniziare a comunicare in modo chiaro, ma gentile, i suoi bisogni. Potrebbe ad esempio spiegare a sua sorella che apprezza la sua presenza e il suo affetto, ma che a volte ha bisogno di provare a fare le cose da solo, per sentirsi più sicuro delle proprie capacità. Potrebbe aiutarla scegliere momenti più neutri, senza tensione, per parlarne, e usare esempi concreti: magari una breve passeggiata, un’uscita al supermercato, un tragitto noto che lei si sente di affrontare in autonomia. L’obiettivo non è allontanare sua sorella, ma farle capire che lei sta cercando di sviluppare fiducia in sé stesso e che questo processo è importante per la sua crescita personale. Dal punto di vista pratico, può essere utile allenarsi gradualmente a stare da solo nei contesti che oggi vive con maggiore difficoltà. Il metodo cognitivo-comportamentale lavora spesso su piccole esposizioni progressive: affrontare a piccoli passi le situazioni che oggi generano disagio, osservare le proprie emozioni e i propri pensieri durante queste esperienze, e scoprire che si è in grado di gestirle. Man mano che aumenterà la sua fiducia, anche il bisogno di avere sempre accanto sua sorella tenderà a ridursi, e lei si sentirà più libero senza che questo comporti sensi di colpa o paure. Infine, vorrei rassicurarla sul fatto che porsi queste domande, come sta facendo ora, è già un primo importante segnale che sta andando nella direzione giusta. È del tutto normale provare sentimenti contrastanti, ed è possibile lavorarci su, con pazienza e gentilezza verso se stesso e verso sua sorella. Se sente che queste dinamiche le creano un disagio importante o le impediscono di fare esperienze che desidera, un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle molto utile per rafforzare l’autonomia emotiva e imparare strategie pratiche per comunicare i propri bisogni in modo efficace. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la risposta se l'è data da sola. Se lei si sente in questo modo farebbe bene a comunicarlo a sua sorella, iniziando a mettere dei paletti possibilmente. Se sua sorella le vuole bene confido che comprenderà e rispetterà queste sue esigenze. Per qualsiasi cosa, si senta libera di contattarmi. Un caro saluto
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, da ciò che descrive sembra esserci un rapporto in cui i confini tra vicinanza e controllo non sono molto chiari. Il fatto che a volte la sua presenza Le faccia compagnia non toglie che, se Lei sente di non essere libera di uscire da sola, questo disagio vada ascoltato. Nelle relazioni sane è importante poter stare vicini anche senza rinunciare alla propria autonomia.
Più che chiedersi se sia “normale” in assoluto, può esserLe utile domandarsi se questa modalità faccia stare bene Lei. Potrebbe provare a parlarle con calma, dicendole che le vuole bene ma che ha bisogno anche di muoversi da sola, senza telefonate continue o accompagnamenti costanti. Mettere un confine non significa rifiutare l’altro, ma proteggere il proprio spazio.
Se questa dinamica Le pesa molto o fa nascere sensi di colpa difficili da gestire, un sostegno psicologico può aiutarLa a comprendere meglio il rapporto e a trovare un modo più sereno di far valere i Suoi confini.
Le auguro una buona giornata.

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