Salve!Ho 25 anni ed è da un po' di tempo che ho notato che quando esco per vedere i miei amici(con i
25
risposte
Salve!Ho 25 anni ed è da un po' di tempo che ho notato che quando esco per vedere i miei amici(con i quali mi trovo benissimo) il giorno dopo la mattina mi sveglio con costanti ansie e ripenso a tutto quello che ho fatto o ho detto la sera prima e mi sento a disagio, ho sensi di colpa e mi sento stupida.È come se fosse un'ansia da doposbornia però senza assumere alcool(non assumo alcolici né fumo).A cosa potrebbe essere dovuto?Ringrazio in anticipo per un'eventuale risposta.
buongiorno l'ansia in ambito relazionale, ad esempio tendere a fare sempre bella figura davanti agli altri nasconde il timore di non essere all'altezza della situazione e da questo dipende la propria autostima. Ti suggerisco di lavorare su quest'aspetto. Saluti Dottoressa Ponziani
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Gentile utente, sono diverse le domande che sarebbe interessante chiederle, tuttavia l'ansia che si genera nelle relazioni sociali ha più o meno un nocciolo comune: la preoccupazione/paura del giudizio dell'altro.
Come mai proprio adesso sente questo cambiamento? che pensieri le vengono?
Potrebbe esplorare tali aspetti insieme ad un professionista.
Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Come mai proprio adesso sente questo cambiamento? che pensieri le vengono?
Potrebbe esplorare tali aspetti insieme ad un professionista.
Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Salve, potrebbe essere l'ansia. La invito quindi a intraprendere un percorso psicologico per elaborare il disagio che descrive prima che il sintomo si irrigidisca.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo in primo luogo importante rivolgersi al proprio medico curante per escludere eventuali cause organiche.
Ritengo utile che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Ritengo in primo luogo importante rivolgersi al proprio medico curante per escludere eventuali cause organiche.
Ritengo utile che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera, grazie della sua domanda. Dalle informazioni che ci ha fornito mi sembra di capire che vive un profondo disagio il giorno seguente alle uscite con i suoi amici. Per far luce sulle ragioni che possono portare a questi pensieri intrusivi in cui rivive ciò che ha detto e ha fatto, consideriamo anche questi due anni che hanno intaccato le relazioni, vissute per lo più online. La comunicazione online infatti ci permette un maggiore "controllo" di ciò che accade e diciamo. Non so se questa riflessione può fare al caso suo, in quanto è solo una di quelle possibili, un piccolo pezzo per poter avere un quadro della situazione emotiva. La invito a continuare ad esplorare queste sensazioni al fine di poter tornare a vivere le interazioni con serenità e spensieratezza. Resto a disposizione per qualsiasi informazioni, anche online.
Cordialmente,
dott.ssa Alessandra Notaro
Cordialmente,
dott.ssa Alessandra Notaro
Buonasera e grazie per aver parlato con noi della sua situazione. Penso sia molto difficile dire da dove possano derivare l'ansia e il senso di colpa che lei lamenta, anche perchè quelli che lei descrive sono dei sintomi che, solitamente, nascondono dei significati non sufficientemente compresi ed elaborati. Questi significati sono estremamente personali e soggettivi, per questo penso che ciò che di meglio possa fare sia di provare a ritagliarsi uno spazio in cui ascoltarsi al fine di poter raggiungere una più profonda comprensione di se stessa e del suo sentire. Se lo desiderasse resto a sua disposizione anche per dei colloqui online. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Buongiorno, purtroppo con così poche informazioni non si può dire da cosa possa essere scatenata la sua ansia, però è innegabile ci sia, l'unico modo per scoprirne la causa e ridurne la frequenza è intraprendere un percorso con uno psicologo. Buona giornata.
Prenota subito una visita online: Tecniche di rilassamento - 60 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Buongiorno! Il disagio che prova in contesti di questo tipo potrebbe non essere necessariamente legata al gruppo di amici o a quella specifica situazione. Di certo c'è che un'ansia di questo tipo è pur sempre un campanello d'allarme di un malessere che meriterebbe di essere approfondito ed analizzato con un professionista. Nella speranza che possa ritrovare la serenità, le auguro buona giornata.
Cara utente, grazie per aver condiviso con noi la tua problematica. Da come descrivi la situazione, sembra provocarti disagio questo ripensare alle uscite con gli amici nel giorno seguente. Ma questa sensazione la avverti anche prima di vederti con loro ed uscire? Come trascorri la serata? Riesci a divertirti e a trascorrere dei momenti spensierati in compagnia? A quando risale l'inizio di questo 'doposbornia'? Non è possibile rispondere in maniera assoluta alla tua domanda. I motivi potrebbero essere tanti e, non conoscendoti, proporti una risposta significherebbe anche ridurre la complessità dell'esperienza che riporti. Se ti va di approfondire la questione, se questi pensieri diventano particolarmente intrusivi ed invalidanti così come anche la sensazione che li accompagna, il mio invito è quello di pensare di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarti ad inquadrare ciò che vivi e a individuare le strategie per gestirlo.
Ti auguro, in ogni caso, di trovare il cammino più adeguato a te e che possa condurti alla serenità.
Io rimango a disposizione per eventuali domande e/o informazioni.
Un caro saluto,
Simona Del Peschio
Ti auguro, in ogni caso, di trovare il cammino più adeguato a te e che possa condurti alla serenità.
Io rimango a disposizione per eventuali domande e/o informazioni.
Un caro saluto,
Simona Del Peschio
Cara utente, questi momenti che chiama di "doposbornia" devono essere davvero duri, pieni di autocritica e di angoscia di inadeguatezza. L'idea che la sera prima ci sia stata una "sbornia" metaforica sarebbe davvero interessante da approfondire: non è alcol ma qualcosa entra, con un effetto sull'organismo (sulla psiche in questo caso) e causa malessere. Sarebbe anche interessante indagare a quale momento o circostanze risale l'emergere di queste sensazioni e ansie, di fronte alle quali deve essere disarmante trovarsi. L'invito è quello ad intraprendere un percorso psicologico perchè credo possa aiutarla ad inquadrare cosa c'è all'origine e come imparare a gestire questo momento. Sarà un viaggio verso la conoscenza di sè e la riconquista della serenità. Un caro saluto. Eleonora Donatelli
Gentile utente, capisco che i pensieri intrusivi e negativi sono molto fastidiosi. Se sente che i pensieri sono frequenti e che incidono sul suo stato emotivo, parlare con un professionista le sarà d'aiuto per sviluppare delle strategie di gestione dell'ansia e non solo. Può essere che si sviluppi la paura del giudizio, di come verrà giudicato in merito a quello che ha fatto o detto oppure ci saranno altri timori che elicitano il contenuto negativo dei suoi pensieri. Provi a chiedersi cosa mi passa per la mente quando sono con i miei amici? Di cosa ho il timore quando parlo con loro?
Spero di averle dato uno spunto di riflessione
Per dubbi e domande mi farà piacere risponderle.
Buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna
Spero di averle dato uno spunto di riflessione
Per dubbi e domande mi farà piacere risponderle.
Buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna
Buongiorno, le domanderei come si sente durante la serata… è curioso che l’ansia si affacci solo il giorno dopo. Le suggerisco un consulto psicologico per approfondire la questione. L’unica cosa che sembrerebbe certa è che il disagio esperito si ricollega ad uno stato ansioso. Tutto il resto è da indagare ma senza il suo contributo è impossibile fornire risposte.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Zena Ballico
Cordiali saluti,
Dott.ssa Zena Ballico
Buongiorno, l'ansia è una messaggera e ciò che vuole dirci purtroppo non è sempre immediato da comprendere. Si potrebbero fare diverse ipotesi ma non vorrei che poi si focalizzasse su queste. Sarebbe opportuno qualche incontro per poter individuare le radici dei suoi stati ansiosi e suggerirle strategie mirate. Resto a disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Prenota subito una visita online: Colloquio psicologico - 60 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Buon pomeriggio, sarebbe utile capire quali sono i pensieri, le credenze che portano a tale stato d'animo o se qualche situazione evoca in lei dei vissuti spiacevoli, o carichi emotivamente.
Una volta capito questo, esistono delle modalità per gestire questo malessere.
Rimango a disposizione anche online.
Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi
Una volta capito questo, esistono delle modalità per gestire questo malessere.
Rimango a disposizione anche online.
Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi
Salve, ricordo di aver già risposto alla sua domanda e le confermo quanto gà suggerito nella mia risposta. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Buongiorno, la sua ansia potrebbe dipendere dalla preoccupazione che gli altri possano giudicarla. Dietro potrebbe nascondersi una difficoltà di accettazione di sé, bassa autostima.
Inoltre può capitare in persone introverse, di non riuscire a sostenere le situazioni sociali, sentendo una sorta di disagio, anche nei giorni successivi.
Le consiglio di approfondire, per evitare che quest'ansia si accentui fino ad evitare i rapporti sociali.
Resto a disposizione, dottoressa Giovanna Volpe
Inoltre può capitare in persone introverse, di non riuscire a sostenere le situazioni sociali, sentendo una sorta di disagio, anche nei giorni successivi.
Le consiglio di approfondire, per evitare che quest'ansia si accentui fino ad evitare i rapporti sociali.
Resto a disposizione, dottoressa Giovanna Volpe
Questa tipologia di vissuto necessità sicuramente un approfondimento, potrebbe essere originata dal rapporto con la sua autostima e il relativo giudizio degli altri e la paura di non essere accettati e ben considerati.
Pertanto le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per concedersi la possibilità di far emergere l'origine di questo disagio.
Pertanto le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per concedersi la possibilità di far emergere l'origine di questo disagio.
Salve. Il timore di essere sottoposti al giudizio degli altri può essere, talora, invalidante e le cause dovrebbero essere indagate a fondo per poter elaborare una risposta reattiva positiva. Ci sono poche informazioni, sulle circostanze che scatenano queste frequenti ansie di cui parla, ma personalmente credo che sia successo qualcosa che l'ha fatta sentire a disagio, e che Lei abbia sapientemente e inconsciamente rimosso l'episodio; episodio che, però, essendo rimasto come sospeso nel limbo della coscienza, torna a farsi sentire ogni volta che ha occasione di mettersi in gioco. Credo che risolvere questo nodo potrebbe aiutarLa a comprendere quel primo evento e ad evitare il suo ripetersi nelle ulteriori serate tra amici. Un caro saluto, MB
Gentile Utente, la ringrazio per la sua richiesta.
Il rimurginio accompagnato dalla sensazione di disagio e dai sensi di colpa nasconde dei bisogni latenti e inconsapevoli che andrebbero approfonditi in un setting psicologico.
Mi rendo disponibile per un percorso psicologico al fine di aiutarla a raggiungere il benessere psicologico e al fine di migliorare la qualità delle sue relazioni.
Cordiali Saluti Dott.ssa Helena Afflitto
Il rimurginio accompagnato dalla sensazione di disagio e dai sensi di colpa nasconde dei bisogni latenti e inconsapevoli che andrebbero approfonditi in un setting psicologico.
Mi rendo disponibile per un percorso psicologico al fine di aiutarla a raggiungere il benessere psicologico e al fine di migliorare la qualità delle sue relazioni.
Cordiali Saluti Dott.ssa Helena Afflitto
Gentilissima,
la sua situazione merita di essere approfondita per comprendere a cosa è dovuta questa ansia mattutina; certamente c'è qualcosa che la angoscia, e tale angoscia le viene segnalata attraverso l'ansia. Non riuscendosi a spiegare da dove possa provenire, passa in rassegna a quanto detto/fatto la sera prima, ma chiaramente il motivo per cui prova questa angoscia non è legato a qualcosa accaduto con gli amici, ma a qualcosa di più profondo che merita certamente di emergere.
Si conceda di capirci di più.
Saluti.
la sua situazione merita di essere approfondita per comprendere a cosa è dovuta questa ansia mattutina; certamente c'è qualcosa che la angoscia, e tale angoscia le viene segnalata attraverso l'ansia. Non riuscendosi a spiegare da dove possa provenire, passa in rassegna a quanto detto/fatto la sera prima, ma chiaramente il motivo per cui prova questa angoscia non è legato a qualcosa accaduto con gli amici, ma a qualcosa di più profondo che merita certamente di emergere.
Si conceda di capirci di più.
Saluti.
Buongiorno,
I sintomi che descrive potrebbero essere riconducibili a una forma di ansia sociale post-evento, un fenomeno in cui, dopo situazioni sociali, si tende a ripensare a ciò che è stato detto o fatto, provando disagio, insicurezza o sensi di colpa, anche senza un motivo oggettivo.
Se questi episodi le causano un disagio significativo, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista della salute mentale per approfondire le cause e sviluppare strategie per gestire meglio queste sensazioni.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a ridurre l’ansia e ad affrontare questi pensieri in modo più sereno.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti.
I sintomi che descrive potrebbero essere riconducibili a una forma di ansia sociale post-evento, un fenomeno in cui, dopo situazioni sociali, si tende a ripensare a ciò che è stato detto o fatto, provando disagio, insicurezza o sensi di colpa, anche senza un motivo oggettivo.
Se questi episodi le causano un disagio significativo, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista della salute mentale per approfondire le cause e sviluppare strategie per gestire meglio queste sensazioni.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a ridurre l’ansia e ad affrontare questi pensieri in modo più sereno.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti.
Gentilissima, non conosco lei e la sua storia quindi non posso esprimere ipotesi accurate. In genere, però, la ruminazione legata a cosa si sarebbe potuto dire, a come ci si sarebbe potuti comportare diversamente, soprattutto in gruppo, potrebbe segnalarle la necessità di lavorare sulla sua autostima. L'ansia che prova rischia di diventare invalidante e di portarla ad evitare gradualmente situazioni sociali per non esporsi a questi processi che poi le provocano sofferenza. Le consiglio di lavorare con uno psicologo per comprendere l'origine dei suoi sintomi e imparare a conoscere meglio le sue risorse. Un caro saluto
Gentile utente,
quello che descrive è un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi e ha a che fare con una forma di ansia sociale “a posteriori”, cioè quella che emerge non prima o durante le situazioni, ma dopo, quando la mente inizia a rielaborare ogni parola o gesto vissuto.
In questi casi, la sera trascorsa con gli amici è piacevole, ma il giorno dopo subentra un senso di disagio che porta a pensieri come “avrò detto qualcosa di sbagliato?”, “sarò sembrata ridicola?”, “ho dato fastidio?”. È come se il cervello cercasse di “controllare” un momento che ormai è già passato, e questo controllo genera senso di colpa, autocritica e insicurezza.
Le cause più comuni di questa dinamica sono:
una sensibilità elevata al giudizio altrui, anche quando non c’è alcun segnale reale di disapprovazione;
una tendenza al perfezionismo relazionale, cioè il bisogno di apparire sempre adeguata, simpatica o interessante;
un possibile accumulo di stress o ansia di fondo, che trova sfogo proprio quando la tensione sociale si è sciolta (da qui la sensazione di “postumi”).
Per affrontarla può:
osservare il pensiero senza crederci subito, chiedendosi: “ho prove concrete che gli altri mi abbiano giudicata?”;
ricordare che ciò che per lei è un dettaglio imbarazzante, per gli altri è probabilmente irrilevante;
allenarsi a praticare auto-compassione: invece di giudicarsi, provi a dirsi “ho fatto del mio meglio per stare bene con gli altri, ed è normale non essere perfetta”.
Se questi episodi di ansia post-sociale sono ricorrenti o le causano un malessere importante, può essere utile un breve percorso psicologico di gestione dell’ansia sociale: con alcune tecniche mirate è possibile ridurre molto rapidamente il bisogno di “analizzare tutto” dopo ogni incontro.
Dott.ssa Sara Petroni
quello che descrive è un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi e ha a che fare con una forma di ansia sociale “a posteriori”, cioè quella che emerge non prima o durante le situazioni, ma dopo, quando la mente inizia a rielaborare ogni parola o gesto vissuto.
In questi casi, la sera trascorsa con gli amici è piacevole, ma il giorno dopo subentra un senso di disagio che porta a pensieri come “avrò detto qualcosa di sbagliato?”, “sarò sembrata ridicola?”, “ho dato fastidio?”. È come se il cervello cercasse di “controllare” un momento che ormai è già passato, e questo controllo genera senso di colpa, autocritica e insicurezza.
Le cause più comuni di questa dinamica sono:
una sensibilità elevata al giudizio altrui, anche quando non c’è alcun segnale reale di disapprovazione;
una tendenza al perfezionismo relazionale, cioè il bisogno di apparire sempre adeguata, simpatica o interessante;
un possibile accumulo di stress o ansia di fondo, che trova sfogo proprio quando la tensione sociale si è sciolta (da qui la sensazione di “postumi”).
Per affrontarla può:
osservare il pensiero senza crederci subito, chiedendosi: “ho prove concrete che gli altri mi abbiano giudicata?”;
ricordare che ciò che per lei è un dettaglio imbarazzante, per gli altri è probabilmente irrilevante;
allenarsi a praticare auto-compassione: invece di giudicarsi, provi a dirsi “ho fatto del mio meglio per stare bene con gli altri, ed è normale non essere perfetta”.
Se questi episodi di ansia post-sociale sono ricorrenti o le causano un malessere importante, può essere utile un breve percorso psicologico di gestione dell’ansia sociale: con alcune tecniche mirate è possibile ridurre molto rapidamente il bisogno di “analizzare tutto” dopo ogni incontro.
Dott.ssa Sara Petroni
Salve, grazie per aver condiviso questa esperienza, perché quello che descrive è più comune di quanto si pensi e può essere molto faticoso da vivere, soprattutto quando riguarda momenti che in teoria dovrebbero essere piacevoli come uscire con persone con cui si trova bene. Il fatto che durante la serata si senta a suo agio e che il disagio compaia il giorno successivo può generare molta confusione e portarla a chiedersi cosa sia successo o se abbia fatto qualcosa di sbagliato. Quello che racconta somiglia a una forma di ripensamento ansioso che spesso si attiva dopo situazioni sociali. Alcune persone, soprattutto se sono particolarmente attente a come vengono percepite dagli altri, tendono a rivedere mentalmente ciò che hanno detto o fatto, come se cercassero di controllare se tutto sia andato nel modo giusto. Questo processo può diventare molto severo e portare a giudicarsi con durezza, facendo emergere sensazioni di imbarazzo, senso di colpa o la convinzione di essersi comportate in modo inadeguato, anche quando in realtà non ci sono segnali concreti che gli altri abbiano vissuto la situazione nello stesso modo. Spesso questo meccanismo nasce da una sensibilità verso il giudizio altrui e dal desiderio di mantenere relazioni positive. Il cervello prova a proteggere la persona anticipando possibili errori o situazioni spiacevoli, ma finisce per creare un controllo eccessivo che alimenta l’ansia. Il fatto che lei utilizzi l’espressione ansia da doposbornia rende bene l’idea di una sorta di calo emotivo che arriva dopo un momento sociale, e questo può accadere anche in assenza di alcol o di altri fattori esterni, perché è legato più al funzionamento dei pensieri e delle emozioni che non a sostanze o comportamenti specifici. Un altro aspetto che spesso entra in gioco è la tendenza a ricordare in modo selettivo solo ciò che viene percepito come negativo o imbarazzante, mentre si tende a trascurare le parti della serata che sono andate bene o che sono state piacevoli. Questo può creare una narrazione interna distorta in cui la persona si convince di essere stata inadeguata, anche quando l’esperienza complessiva è stata positiva. Può essere utile iniziare ad osservare con curiosità questi pensieri, cercando di considerarli come ipotesi della mente e non come verità assolute. Spesso, quando si riesce a mettere una piccola distanza da questi ragionamenti, si scopre che sono guidati più dalla paura di essere giudicati che da elementi reali. Con il tempo è possibile imparare a tollerare meglio l’incertezza su come si è stati percepiti dagli altri, accettando che una conversazione o una serata non debbano essere perfette per essere piacevoli o significative. Se questa esperienza le provoca molta sofferenza o la porta a limitare la sua vita sociale, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, perché lavorare su questi meccanismi permette spesso di ridurre il bisogno di rimuginare e di vivere i rapporti in modo più spontaneo e sereno. Il fatto che lei mantenga relazioni in cui si sente bene è già un elemento molto importante e indica che possiede risorse relazionali preziose, anche se l’ansia successiva tende a metterle in dubbio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera, quello che descrivi somiglia a una forma di “ansia post-evento” o rimuginio sociale: dopo situazioni sociali il cervello rielabora in modo eccessivo ciò che è successo, spesso ingigantendo errori percepiti o giudizi immaginati dagli altri. Potrebbero esserci differenti motivazioni alla base come perfezionismo, bisogno di controllo… Un saluto
Domande correlate
- Salve dottore, ho problemi di brachidattilia del 3 e4 dito piu' corto del piede, essendo che mi stanno procurando dolori alla schiena, vorrei sapere se questi interventi sono convezionaticon l' Asl, grazie se mi risponde, cordiali saluti.
- Salve dottori scusate se vi disturbo, vi contatto in merito a un mio dubbio, assumo 50mg di sertralina al giorno per ansia, Mi chiedevo se io possa bere saltuariamente mezzo bicchiere di birra a bassa gradazione alcolica lontano dalla assunzione della sertralina, oppure possa avere delle interazioni…
- Vorrei un parere da un esperto sul campo, cosa ne pensate del fatto che un ragazzo (in una relazione di un anno) di 25 anni scriva alle escort chiedendo quanto prendono per un bacio con la lingua?
- Ho uno stent ureterale da luglio 2021 perché l'uretere si è lesionato perché inglobato con adenocarcinoma al retto sigma o per via della radioterapia. Non l'ho mai tollerato, non vivo più bene perché costretta ad urinare continuamente, mi dà molto fastidio. Dieci giorni fa mi è stata fatta la…
- Salve. Mio figlio ha ora 5 anni e si bagna ancora di giorno i pantaloni. È una cosa involontaria perchè un giorno stava senza mutande e lui parlava e parlava e invece non si rendeva conto che stava gocciolando la pipì. Quando aveva 2 anni e 3 mesi gli ho tolto il pannolino. Con l'andare di corpo…
- Buonasera è un mese che ho fatto la turp. Però ho ancora bruciore nel fare pipi' . E normale? Va dallo scroto all'interno del sedere.
- Mi è stato diagnosticato attraverso RX la lamella calcifica di circa 7mm addossata al condilo femorale interno, del ginocchio Dx. Cosa significa e quale terapia devo seguire? Grazie
- Salve. Sono una ragazza di 28 anni e circa un mese fa quello che sembrava un semplice brufolo vicino al labbro si è infiammato tantissimo ed è diventato una "crosta" molto grande. Non pensavo fosse nulla di che e come al solito ho provato a metterci del dentifricio, cosa che ho spesso fatto…
- Buonasera, sono alla ricerca di un dottore per iniziare un percorso psocoterapeutico. Non so però quale sia l'approccio migliore in base ai miei problemi.. Chiedo quindi a voi di indirizzarmi.. Sono una ragazza di 30 anni che da quando ne ha 16 vive solo relazioni sentimentali con uomini decisamente…
- Perché durante l'eiaculazione ho un forte bruciore tipo fiamma, nella zona pubica compresa tra la base del pene e l'interno coscia, in basso a destra, più sto in astinenza e più il dolore è forte durante il coito, non so se possa centrare qualcosa ma il tutto è iniziato a 6 mesi dall'intervento…
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.