Salve, ho 23 anni. Premetto che questo periodo di emergenza sanitaria ha causato in me un forte stat
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Salve, ho 23 anni. Premetto che questo periodo di emergenza sanitaria ha causato in me un forte stato di ansia e paura quotidiano che, oramai attenuatosi, ha peró lasciato degli strascichi che si verificano con particolare frequenza. Tra questi, quantomeno sono io a credere sia dovuto al periodo appena vissuto, c’è una sorta di disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione che provo a descrivere: mi capita di trovarmi a casa o con amici, sentirmi distaccata dall’ambiente che mi circonda, a volte anche stanca e priva di voglia di fare, molto apatica come se nessuna emozione potesse raggiungermi. Non sono depressa, né triste e non soffro, almeno fino a questo momento, di disturbi mentali. Temo però che questa situazione e condizione si protragga rendendomi matta, senza controllo sulle mie azioni e che possa cronicizzarsi. Non avrei intenzione di iniziare un percorso con degli esperti, vorrei solo sapere se è una sensazione che potrebbe passare e in quanto tempo o se mi devo preoccupare. Grazie
Gentilissima, e’ comprensibile il suo bisogno di avere una risposta in merito alla sensazione che descrive. E’ comprensibile e giusto il suo bisogno di capire di cosa si tratti. Tuttavia, non solo per lavorare sul sintomo, ma anche per “dare ad esso un nome” e per valutare se, come, e in quanto tempo esso sia risolvibile, e’ necessario essere all’interno del contesto di un colloquio psicologico, se non addirittura di una psicoterapia. Ogni sensazione, al di là delle possibili “etichette diagnostiche” necessita di essere inserita all’interno di un quadro complesso, che è rappresentato da tutto ciò che concerne la persona, il suo vissuto, le sue emozioni, le sue relazioni. In ogni caso sarebbe certamente utile se provasse a domandarsi come mai queste sensazioni possano essersi presentate. La connessione che lei fa con la situazione relativa all’emergenza sanitaria Covid e’ assolutamente importante ed utile come punto di partenza. Resto a disposizione per eventuali dubbi e chiarimenti, Marta Corradi
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Buonasera, non sarà il protrarsi della situazione a renderla matta, come teme, ma è evidente che qualcosa che l'angoscia sussiste. Può aspettare e vedere come evolve la situazione; ma le consiglio di iniziare un percorso con UN esperto e mettere al lavoro la sua domanda di sapere. SM
Gentile Signora l'evoluzione di un sintomo, o di un insieme di sintomi come quelli che lei descrive, non è sempre la stessa. Solitamente tendono a persistere ma non è sempre così. Questa evoluzione è legata alla struttura della personalità e a tante altre cose quali ad esempio le relazioni o gli eventi della vita. Pur rispettando la sua decisione di non intraprendere un percorso psicoterapeutico sulla base della sua narrazione è sicuramente una buona prassi chiedere un consulto ad uno specialista che sicuramente saprà darle delle indicazioni migliori. Un cordiale saluto
Gent.ma, la sensazione che prova va contestualizzata nella sua storia personale. Indubbiamente lo stato ansioso esperito dopo il Covid ha impattato sul suo assetto psicologico e il consiglio è di intraprendere un percorso psicoterapeutico per chiarire l'origine delle sue reazioni ed eventualmente risolverle. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordialmente, Dr.ssa Daniela Benvenuti
Buonasera, finché la “particolare frequenza” degli strascichi le permette di vivere senza troppe interruzioni può anche temporeggiare e capire come evolve questo vissuto. Se vuole un parere clinico però, essendosi rivolta a degli psicoterapeuti, troverà sottolineata l’importanza di intervenire senza trascurare un messaggio implicito nel suo malessere che potrebbe, non tanto farla diventare “matta”, quanto vivere con pesantezza una vita che a 23 anni potrebbe essere Molto più soddisfacente. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini
Buonasera. Immagino che se lei avesse alterazioni cardiache farebbe un elettrocardiogramma, non per paura dell'infarto, ma.per un bisogno di capire. Se avesse la.fronte calda sicuramente utilizzerebbe un termometro. Ecco, a mio avviso, può essere utile , in questo momento , fare una valutazione psicologica.
Salve lei sta chiedendo consiglio per una sua situazione avvenuta dal periodo della quarantena. Consideri che il periodo di "chiusura" ha solo fatto emergere ciò che già era lì sotto. Dovrebbe fare una valutazione da uno specialista per capire se questa situazione si può risolvere spontaneamente o meno. Consideri che il malessere è solo il campanello di allarme. Se vuole sono disponibile per un consulto anche on line.
Dott.ssa Milvia Verginelli
Dott.ssa Milvia Verginelli
Cara ragazza sebbene sia poco propensa, in realtà se la sintomatologia non rientra in un tempo congruo e si protrae per oltre sei mesi, tempo trascorso il quale un sintomo inizia ad essere davvero campanello di altro,sarà necessario rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta. Magari a prescindere dalle sue perplessità potrà rivelarsi una proficua esperienza per se stessa e il suo benessere. Cari saluti
Gentile signora, i sintomi che lei descrive andrebbero meglio inquadrati all'interno del funzionamento della sua personalità e del suo contesto relazionale di vita Questo non affatto per etichettarli ma per darne un significato più leggibile. In genere la sintomatologia psicologica si mantiene fino a quando non sopraggiunge un cambiamento o una scelta in positivo nella persona. Affidarsi ad un esperto non vuol dire dovere intraprendere un percorso lungo, ma vuole dire avere un orientamento su se stessi e prevenire disagi più impegnativi. Oltre che la possibilità di ricevere una cura efficace alla propria problematica. Pertanto mi sento di consigliarle di un colloquio conoscitivo con uno psicoterapeuta.
I miei saluti,
Dr.Cameriero V.
I miei saluti,
Dr.Cameriero V.
Salve,
lei parla chiaramente di un fenomeno di evasione dalla realtà come difesa estrema da una serie di situazioni angoscianti che devono essere elaborate.
Nessuno può fare previsioni su come si evolveranno tali stati psichici, ma tutti possono concordare che senza l'aiuto di un esperto perderà l'occasione di dare un significato informativo e formativo a tali esperienze.
Non si tratta di sintomi, facciamo chiarezza: lei sta vivendo un'esperienza che coinvolge tutta la sua presenza, la sua capacità di stare a contatto con il reale, tanto ciò che la circonda quanto il suo mondo interno: ciò richiede sempre un intervento in termini di approfondimento psicoterapeutico.
Il fatto che non sia triste è significativo: la tristezza sarebbe quel sintomo atto a segnalarle il pericolo dell'evasione, ma ciò non sta avvenendo, e il rischio è che si rimanga intrappolati in certi circuiti mentali.
E' giovane ed ha tutto il tempo per lavorare su di sé, ma per farlo seriamente e senza espedienti o ulteriori evasioni ha bisogno di affidarsi ad un professionista del settore, uno psicoterapeuta.
Un caro saluto
lei parla chiaramente di un fenomeno di evasione dalla realtà come difesa estrema da una serie di situazioni angoscianti che devono essere elaborate.
Nessuno può fare previsioni su come si evolveranno tali stati psichici, ma tutti possono concordare che senza l'aiuto di un esperto perderà l'occasione di dare un significato informativo e formativo a tali esperienze.
Non si tratta di sintomi, facciamo chiarezza: lei sta vivendo un'esperienza che coinvolge tutta la sua presenza, la sua capacità di stare a contatto con il reale, tanto ciò che la circonda quanto il suo mondo interno: ciò richiede sempre un intervento in termini di approfondimento psicoterapeutico.
Il fatto che non sia triste è significativo: la tristezza sarebbe quel sintomo atto a segnalarle il pericolo dell'evasione, ma ciò non sta avvenendo, e il rischio è che si rimanga intrappolati in certi circuiti mentali.
E' giovane ed ha tutto il tempo per lavorare su di sé, ma per farlo seriamente e senza espedienti o ulteriori evasioni ha bisogno di affidarsi ad un professionista del settore, uno psicoterapeuta.
Un caro saluto
Gentile utente di mio dottore,
La pandemia ha scosso L’ emotivitá di molte persone. In alcuni casi é riuscita a far venir fuori problematiche già presenti ma latenti. Molto probabile si tratti solo di un periodo no, a causa di una forte fonte di stress come quella legata al Covid-19. Tenga comunque aperta la possibilità di potersi far supportare psicologicamente da uno specialista in un momento così complesso, vedrà potrebbe darle nuovamente quel senso di integritá che ha smarrito recentemente.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
La pandemia ha scosso L’ emotivitá di molte persone. In alcuni casi é riuscita a far venir fuori problematiche già presenti ma latenti. Molto probabile si tratti solo di un periodo no, a causa di una forte fonte di stress come quella legata al Covid-19. Tenga comunque aperta la possibilità di potersi far supportare psicologicamente da uno specialista in un momento così complesso, vedrà potrebbe darle nuovamente quel senso di integritá che ha smarrito recentemente.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera! Credo che l'emergenza sanitaria e il periodo vissuto sia solo una lente di ingrandimento che amplifica malesseri sopiti. Rispetto la sua decisione di non intraprendere un percorso, ma non credo che sia proficuo. Difficile darle prognosi future sul suo malessere, soprattutto senza contestualizzarle con opportune visite specialistiche. Comprendo la sua ansia nel cercare rassicurazioni, ma il consiglio professionale non può che essere quello di farsi visitare per avere delle risposte in merito. In un secondo momento, con dati più oggettivi, potrà riflettere sul da farsi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, non per forza tutti devono rivolgersi a un esperto; questa opportunità dipende dai suoi obiettivi, da ciò che desidera per sé e dalla sua capacità di affidarsi e fidarsi di qualcuno. Il fatto che lei sia riuscita a risolvere e contenere i suoi sintomi da sola è sicuramente indice di buone risorse e di un lavoro su di sé del quale deve essere soddisfatta. Credo che possa riuscire a superare o gestire da sola anche i sintomi ansiosi ancora presenti che le creano dei problemi. Mi sembra che in lei molto dipenda dalla possibilità che da a sé stessa di potersi mostrare vulnerabile e poter aver bisogno di aiuto, non per forza si deve essere bravi e riuscire a superare tutto da soli, se riesce a permetterselo forse potrà anche chiedere il sostegno di un professionista per comprendere l'origine e la natura dei suoi sintomi e non solo imparare a superarli. Le auguro il meglio,
Dott.ssa Anna Maria Gioia
Dott.ssa Anna Maria Gioia
Salve, il fenomeno di depersonalizzazione e derealizzazione che percepisce segnala un distacco dalla realtà e in particolare dalle sue emozioni. Potrebbe essere una difesa da emozioni che lei non vuole sentire.
Provi in quei momenti ad ascoltare il suo corpo per leggere da lì cosa sta provando. Se riesce ad individuare cosa prova tornerà nel presente, nel qui e ora e il fenomeno passerà. Oppure se ne ha la possibilità ne parli con le persone che ha intorno. Parlando di se probabilmente la sensazione di sentirsi lontana da tutto si affievolirà.
Saluti
Dott.ssa Barbara Corte
Provi in quei momenti ad ascoltare il suo corpo per leggere da lì cosa sta provando. Se riesce ad individuare cosa prova tornerà nel presente, nel qui e ora e il fenomeno passerà. Oppure se ne ha la possibilità ne parli con le persone che ha intorno. Parlando di se probabilmente la sensazione di sentirsi lontana da tutto si affievolirà.
Saluti
Dott.ssa Barbara Corte
Buongiorno. Credo che quelli che noi psicologi consideriamo come sintomi di un possibile disturbo psichico (lei stessa, peraltro, se parla di "depersonalizzazione" e di "derealizzazione", usa termini tecnici e dunque ha probabilmente fatto delle ricerche), possano essere inquadrati anche come risposte difensive a una minaccia (interna o esterna) e, ancora, come tentativi di espressione di un disagio. Del resto, la condizione di isolamento e la vaga ma persistente minaccia di una grave malattia hanno dato una piega peculiare alle nostre relazioni. Lei, probabilmente, è una persona dotata di spiccata sensibilità e ha colto (e sofferto) più di altri queste variazioni. Il che non significa per forza che tutto questo passerà una volta che la situazione sarà tornata normale. Nessuno può garantirle una cosa del genere. D'altra parte, se lei è scettica rispetto all'idea di intraprendere un percorso psicoterapeutico, l'unica scelta che le rimane è quella di attendere, pazientare e condividere queste sensazioni sgradevoli che avverte con chi la conosce meglio e con chi le vuole bene. Cordiali saluti. Dott Giulio Corrado
Gentile utente, il fatto che abbia chiesto un parere a dei professionisti psicologi e che usi termini prettamente clinici (depersonalizzazione e deruralizzazione) mi fa pensare che sia particolarmente preoccupata per la situazione, come lei stessa scrive. A mio avviso, dovrebbe fare un passo in più e contattare uno di noi per una visita ed approfondire la questione. Potrebbe far passare del tempo, come scrive, ma non è detto che questa sintomatologia vada diminuendo, anzi, potrebbe rimanere se non peggiorare. E, dato che preoccupata lo è già, se no non avrebbe scritto, perchè mai temporeggiare? E' sempre meglio intervenire subito piuttosto che aspettare. Un caro saluto
Buongiorno, per rispondere al suo quesito è indispensabile almeno un colloquio psicologico, altrimenti si rischia di fornirle risposte molto poco esaustive riguardo alla problematica riportata. Cordiali saluti Dr.ssa Claudia Sposini
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Buonasera.
L'unico modo per trovare una concreta risposta alla sua domanda è consultare uno specialista. SG
L'unico modo per trovare una concreta risposta alla sua domanda è consultare uno specialista. SG
Comprendo profondamente lo smarrimento che prova di fronte a queste sensazioni di distacco; quel sentirsi come dietro un vetro, separate dall'ambiente e dai propri affetti, è un'esperienza che può generare un forte senso di vertigine e il timore di perdere il controllo. È importante che Lei sappia che queste manifestazioni, per quanto spaventose, non sono segni di una "follia" imminente, ma rappresentano spesso una risposta protettiva che il nostro sistema psichico mette in atto dopo aver attraversato un lungo periodo di allerta e stress, come quello legato all'emergenza sanitaria che abbiamo vissuto.
In psicologia del profondo, potremmo leggere la depersonalizzazione e l'apatia come una sorta di "anestesia emotiva": quando la realtà esterna diventa troppo minacciosa o satura di ansia, la mente può cercare di difendersi distanziandosi dal mondo e dalle emozioni stesse per non soffrire ulteriormente. Questo stato di "sospensione" non è un destino cronico, ma un segnale che il Suo mondo interno ha bisogno di elaborare gli strascichi di quel timore quotidiano e di ritrovare un senso di sicurezza nelle relazioni e nel presente.
Sebbene queste sensazioni possano attenuarsi spontaneamente con il ritorno a una quotidianità più rassicurante, il tempo necessario è molto soggettivo e dipende da quanto spazio si concede per ascoltare ciò che questo distacco sta cercando di comunicarLe. Qualora sentisse che questo "peso" ostacola eccessivamente il Suo desiderio di vita, un percorso terapeutico potrebbe aiutarLa a ricucire il legame tra sé e il mondo, trasformando la paura in una nuova consapevolezza senza che debba affrontare tutto questo da sola.
Le auguro di ritrovare presto la pienezza e il calore della Sua realtà quotidiana.
Cordialmente,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
In psicologia del profondo, potremmo leggere la depersonalizzazione e l'apatia come una sorta di "anestesia emotiva": quando la realtà esterna diventa troppo minacciosa o satura di ansia, la mente può cercare di difendersi distanziandosi dal mondo e dalle emozioni stesse per non soffrire ulteriormente. Questo stato di "sospensione" non è un destino cronico, ma un segnale che il Suo mondo interno ha bisogno di elaborare gli strascichi di quel timore quotidiano e di ritrovare un senso di sicurezza nelle relazioni e nel presente.
Sebbene queste sensazioni possano attenuarsi spontaneamente con il ritorno a una quotidianità più rassicurante, il tempo necessario è molto soggettivo e dipende da quanto spazio si concede per ascoltare ciò che questo distacco sta cercando di comunicarLe. Qualora sentisse che questo "peso" ostacola eccessivamente il Suo desiderio di vita, un percorso terapeutico potrebbe aiutarLa a ricucire il legame tra sé e il mondo, trasformando la paura in una nuova consapevolezza senza che debba affrontare tutto questo da sola.
Le auguro di ritrovare presto la pienezza e il calore della Sua realtà quotidiana.
Cordialmente,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
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