Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi scuso già in anticipo perché è già da un pò che scriv

22 risposte
Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi scuso già in anticipo perché è già da un pò che scrivo e chiedo consigli a voi in questo sito ma è l'unico modo al momento per avere qualche risposta da qualcuno..
Sono impegnata con una persona da due anni ormai, purtroppo abbiamo un pò di differenza di età (lui 48), diciamo che con lui sto bene, rido scherzo mi trovo bene, a parte ogni tanto che capita io sia un pò gelosa o momenti in cui non andiamo d'accordo, però non è questo, è che io due anni fa appunto ho "chiuso" rapporti con un ragazzo a distanza (conosciuto online su videogioco), ci siamo frequentati se si può dire cosi ma è stato per un paio di mesi, ci siamo visti qualche giorno e poi io ho iniziato a lavorare, ho conosciuto l'altro ecc, però con lui siamo rimasti in buoni rapporti, ci sentivamo ogni tanto, mi dispiaceva fosse andata cosi, poi lui non ha una buona salute fisica diciamo quindi forse anche per quello io ho preferito scegliere un'altra persona o forse per la vicinanza..però comunque mi capita e anche ora che non ci sentivamo da qualche mese, ci siamo sentiti, anche al telefono, ma può essere che io sbaglio? Io non ho nessun problema a dirlo a lui e infatti lo sa che mi sentivo ogni tanto per come sta o non sta ecc..però mi sento in colpa? non so se forse non devo proprio piu parlarci? però comunque ci sto bene a parlare con questo ragazzo, anche caratterialmente diciamo mi ci trovo più o meno quindi boh..forse sbaglio e dovrei cancellarlo del tutto? Però ultimamente ci pensavo spesso a come stesse e quindi ho voluto sentirlo e mi dispiacerebbe non sentirlo più..
Dott. Riccardo Doratiotto
Psicologo, Psicologo clinico
San Vito al Tagliamento
Buonasera,
non è sbagliato provare affetto o interesse verso qualcuno: il problema nasce quando resti in una zona ambigua. Il senso di colpa, infatti, viene dal fatto che una parte di te non ha mai chiuso del tutto, anche se la relazione ufficiale sì. Per questo non è una questione di poter o meno parlare con il partner, che è sempre un aspetto importante in una relazione, ma di capire con chiarezza che cosa vuoi davvero tu e che posto vuoi dare a questo legame.

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Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Salve, grazie per aver condiviso ciò che prova. Da quanto scrive emerge soprattutto una sua grande sensibilità e il desiderio di comportarsi in modo corretto verso tutte le persone coinvolte. Questo è un aspetto positivo, ma può anche generare confusione e senso di colpa quando i confini non sono del tutto chiari.

È comprensibile che lei provi affetto e interesse umano per una persona con cui ha condiviso un legame, anche se breve e passato. Il fatto di chiedersi come stia, soprattutto considerando i suoi problemi di salute, non è di per sé sbagliato né indica automaticamente un tradimento. Tuttavia, la domanda centrale non è tanto se sia “giusto o sbagliato” sentirlo, ma che significato ha per lei questo contatto oggi.

Il senso di colpa che descrive è un segnale importante: potrebbe indicare che una parte di lei percepisce questo rapporto come qualcosa che va oltre una semplice amicizia, oppure che teme di non essere del tutto coerente con l’impegno che ha nella relazione attuale. Non è necessario arrivare a cancellare qualcuno in modo drastico, ma può essere utile chiedersi con onestà: cosa cerco quando lo sento? È solo preoccupazione e piacere nel dialogo, oppure c’è un coinvolgimento emotivo che mi mette in difficoltà?

Se il contatto rimane chiaro, trasparente e non invade lo spazio della sua relazione, può anche essere sostenibile. Se invece nota che questo ragazzo occupa spesso i suoi pensieri, crea confronti interiori o alimenta dubbi sul rapporto che vive ora, allora forse è il caso di prendere un po’ di distanza, almeno temporaneamente, per fare chiarezza dentro di sé.

Infine, più che concentrarsi su cosa “dovrebbe” fare, provi a chiedersi cosa la fa stare davvero serena e in equilibrio nel lungo periodo. A volte volersi bene significa anche accettare qualche rinuncia, altre volte significa riconoscere che certi legami hanno avuto il loro tempo e una loro funzione, ma non necessariamente un posto nel presente. Se sente che da sola fa fatica ad orientarsi, un colloquio con uno/a psicologo/a potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni emotivi e le sue scelte.

Se desidera tale colloquio, mi rendo disponibile.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Dott.ssa Sofia Arreghini
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, non c'è bisogno di scusarsi e, anzi, grazie per aver esposto con sincerità le sue sensazioni.
Non mi sembra possa essere sbagliato assecondare, con trasparenza nei confronti del suo compagno, il bisogno di sapere come stia una persona che, seppur per poco tempo, è stata significativa per lei.
Potrebbe essere utile, tuttavia, soffermarsi su quale potrebbe essere l'origine di questo senso di colpa che prova.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sofia Arreghini

Dott.ssa Saida Alaya
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Viterbo
Ciao,
ti ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della tua esperienza. Dalle tue parole emerge molta sensibilità, attenzione per gli altri e anche un sincero desiderio di “fare la cosa giusta”, ed è comprensibile che questo ti metta un po’ in conflitto.

Provo a restituirti alcuni punti di riflessione, con calma.

Innanzitutto è importante distinguere il senso di colpa dal fatto di stare realmente sbagliando. Il senso di colpa spesso nasce non tanto perché stiamo facendo qualcosa di scorretto, ma perché siamo combattuti tra bisogni diversi: da una parte il rispetto per la relazione attuale, dall’altra l’affetto, la preoccupazione e il legame emotivo (anche se non sentimentale in senso stretto) con una persona del passato. Questo conflitto interno può far sentire “in difetto”, anche quando non c’è una reale trasgressione.

Da quello che racconti, il contatto con questo ragazzo sembra avere per te soprattutto un significato affettivo e umano: ti interessa sapere come sta, ti dispiace per le sue condizioni di salute, ti trovi bene a parlare con lui. Non descrivi comportamenti segreti, ambigui o una volontà di sostituire il tuo partner attuale. Il fatto che tu ne abbia parlato apertamente con il tuo compagno è un elemento molto importante, perché indica trasparenza e rispetto della relazione.

La domanda forse non è tanto “devo tagliare i rapporti o no?”, ma:

Che posto ha questa persona nella mia vita oggi?

Cosa soddisfa in me questo contatto? (bisogno di vicinanza, di sentirti utile, di continuità emotiva, di essere vista/compresa?)

Questo rapporto, così com’è ora, è compatibile con i miei valori e con la relazione che ho scelto?

Non è necessario cancellare una persona solo perché fa parte del passato, a meno che quel legame non ti confonda, non ti faccia stare male o non interferisca emotivamente con il presente. Se però ti accorgi che inizi a pensarci molto, a confrontarlo con il tuo compagno, o a vivere questo contatto con ansia e senso di colpa costante, allora può essere utile rivedere i confini: non per punizione, ma per tutela tua.

Infine, una riflessione sulla tua relazione attuale: la differenza d’età non è di per sé un problema, ma può essere utile chiederti se oggi ti senti davvero libera di esplorare i tuoi bisogni, i tuoi desideri, le tue ambivalenze all’interno di questo rapporto. A volte i “ritorni” emotivi al passato non parlano tanto dell’altra persona, quanto di parti di noi che chiedono ascolto.

Concediti il permesso di non avere risposte immediate. Stai cercando di capirti, non di sbagliare di meno. E questo, già di per sé, è un segnale di grande consapevolezza.

Un caro saluto.
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile paziente,
da quello che racconta non emerge tanto un “errore”, quanto una forte confusione emotiva e un senso di colpa che sembra metterla in difficoltà.

È importante distinguere alcuni piani: da un lato c’è la relazione che sta vivendo oggi, che descrive come complessivamente positiva; dall’altro c’è un legame precedente, rimasto in una forma di contatto emotivo, che sembra riattivarsi soprattutto attraverso la preoccupazione, l’affetto e il pensiero per l’altro. Il disagio che prova non nasce tanto dal parlare con questa persona, quanto dal conflitto interno tra ciò che sente e ciò che pensa “dovrebbe” fare.

Più che chiedersi se sia giusto o sbagliato continuare a sentirlo, potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresenta oggi per Lei questo ragazzo: che bisogno intercetta, che parte di Lei si attiva nel contatto, cosa Le dà e cosa Le toglie. Il senso di colpa, in questo senso, può essere un segnale di qualcosa che chiede di essere compreso, non semplicemente eliminato.

All’interno di un percorso psicologico, questi aspetti possono essere esplorati con maggiore chiarezza: il tema dei legami, della scelta, della responsabilità emotiva verso se stessa e verso l’altro, e anche il significato che per Lei hanno la distanza, la vicinanza e la differenza di età nella relazione attuale.

Decidere di “tagliare” o meno un rapporto senza aver prima compreso cosa rappresenta rischia di non risolvere il conflitto, ma solo di spostarlo. Un lavoro su di sé potrebbe aiutarla a fare scelte più consapevoli e meno guidate dal senso di colpa o dalla paura di ferire.
Buongiorno,
la situazione che descrive sembra attivare vissuti di ambivalenza e senso di colpa. Più che chiedersi se stia “sbagliando”, potrebbe essere utile domandarsi che funzione ha per lei questo legame e cosa le sta comunicando rispetto ai suoi bisogni affettivi attuali.
Un percorso psicologico può aiutarla a fare chiarezza su questi vissuti, distinguendo ciò che nasce dal senso di colpa, dalla paura di perdere un legame o da bisogni emotivi non pienamente ascoltati, accompagnandola verso scelte più consapevoli e serene. Un caro saluto, PR.
Dott. Giovanni D'Anzieri
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile ragazza,
quello che sta vivendo non è tanto un errore quanto un conflitto interno tra parti diverse di sé. Da un lato c’è la relazione attuale, che le offre presenza e stabilità; dall’altro c’è un legame del passato che non si è chiuso del tutto sul piano emotivo e che continua a riemergere come pensiero e come affetto.
Il ragazzo conosciuto tempo fa non rappresenta solo una persona, ma anche qualcosa di rimasto incompiuto. Il fatto che il rapporto sia stato breve, a distanza e interrotto senza un vero tempo di elaborazione fa sì che oggi quel legame non appartenga pienamente al passato. Il senso di colpa che prova nasce proprio da questa ambivalenza: una parte di lei si sente leale alla relazione presente, un’altra sente ancora vicinanza, curiosità o tenerezza verso quella persona.
È significativo che lei non agisca di nascosto e che sia trasparente con il partner: questo indica che il problema non è la scorrettezza, ma la difficoltà di chiarire dentro di sé che posto dare a ciascun legame. La preoccupazione per la salute dell’altro può inoltre attivare una dimensione di cura e responsabilità, che non coincide necessariamente con il desiderio di una relazione.
La domanda forse più utile non è se “tagliare” o meno, ma che cosa rappresenta oggi per lei questo contatto e quale bisogno interno soddisfa quando lo cerca. Finché questo punto resta poco chiaro, la confusione e il senso di colpa tendono a ripetersi.
Non è detto che la soluzione sia eliminare qualcuno, così come non è detto che mantenere il contatto sia sbagliato. Ciò che conta è capire se questo legame la aiuta a stare più in contatto con sé stessa o se la mantiene in una posizione che la fa sentire divisa. La chiarezza non nasce da una decisione drastica, ma dal comprendere che posto dare a ciascuno dentro di sé.
Dott. Giuseppe Zucaro
Psicologo, Psicologo clinico
Corato
Capisco il tuo dilemma, e ti ringrazio per averlo condiviso. Le dinamiche che stai vivendo sono piuttosto complesse e comprensibili. La relazione con il tuo attuale partner sembra andare bene, ma il fatto che tu abbia ancora dei legami con un’altra persona, anche se in modo amichevole, può creare confusione, specialmente se ti trovi a pensare spesso a questa persona e se senti di avere un legame emotivo con lui.
La tua sensazione di colpa è legata probabilmente a un conflitto interno: da una parte desideri essere onesta con il tuo attuale partner, dall'altra senti una connessione e preoccupazione per l'ex ragazzo. È normale che, quando ci sono legami di amicizia o affetto, ci si senta in dovere di mantenere un contatto, ma è importante riflettere su quale sia la natura di questo contatto e come può influenzare il tuo benessere emotivo e le tue attuali relazioni.
In una relazione di coppia, è fondamentale stabilire dei confini che siano chiari e che aiutino a costruire fiducia. Se parlare con questo ragazzo ti crea dei dubbi o ti fa sentire in colpa, potrebbe essere utile riflettere su cosa realmente vuoi da questo contatto. È una forma di amicizia sincera o ci sono sentimenti non risolti che potrebbero influenzare il tuo attuale rapporto?
Non necessariamente devi interrompere ogni comunicazione, ma se senti che questa situazione ti sta causando confusione o potrebbe compromettere la tua relazione attuale, potrebbe essere utile parlarne apertamente con il tuo partner. La trasparenza può aiutarti a chiarire i tuoi sentimenti e a prendere decisioni più consapevoli.
Se pensi che questo ti stia creando troppo stress o indecisione, parlare con un professionista potrebbe aiutarti a fare chiarezza. Se ti fa piacere, potremmo fissare un incontro, anche online, per esplorare meglio i tuoi sentimenti e trovare un modo per affrontare questa situazione in modo sereno.
Dott.ssa Elena Dati
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buongiorno,
capisco la confusione e il senso di colpa che descrive. Quando si è in una relazione stabile ma rimangono legami affettivi del passato, soprattutto se accompagnati da preoccupazione e cura per l’altro, è facile sentirsi divisi e mettersi in discussione.
Da quello che racconta, il contatto con questo ragazzo sembra avere per lei un significato emotivo, fatto di vicinanza, familiarità e attenzione, più che di una scelta consapevole di tradire o mancare di rispetto al partner attuale. Il senso di colpa spesso nasce proprio quando i confini non sono del tutto chiari dentro di noi, prima ancora che nella relazione.
Più che chiedersi se “sbaglia” o se debba “cancellarlo del tutto”, può essere utile interrogarsi su cosa rappresenta per lei questo legame oggi, su cosa le dà e su cosa eventualmente le toglie, e su come si sente lei nella relazione attuale, al di là della presenza di questa terza persona. Sono domande che riguardano il suo bisogno di chiarezza e coerenza con se stessa, non giudizi morali.
Se sente che questi pensieri diventano ricorrenti o fonte di disagio, poterne parlare in uno spazio di ascolto dedicato potrebbe aiutarla a fare maggiore ordine dentro di sé.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
dott.ssa Elena Dati
Dott.ssa Manuela Valentini
Psicologo, Psicologo clinico
Melfi
Buongiorno,
Da ciò che lei esprime emerge un punto molto importante: la mente non può essere costretta a funzionare secondo regole rigide o non coerenti con il proprio vissuto interno. Pensieri ed emozioni seguono percorsi spontanei, e tentare di limitarli attraverso imposizioni o divieti rischia di generare ulteriore tensione.

Piuttosto che forzare una “selezione” o una forma di non libertà, può essere più utile osservare ciò che accade dentro di sé con maggiore curiosità e meno giudizio. Questo permette di comprendere quali bisogni, timori o significati stiano emergendo, e di trovare un equilibrio che rispetti sia ciò che prova sia ciò che desidera per il proprio benessere.
Se lo desidera, può continuare a esplorare ciò che prova con calma, senza la necessità di arrivare subito a una conclusione.

Resto a disposizione qualora volesse approfondire ulteriormente alcuni aspetti della sua esperienza.
Le auguro serenità,
Dr.ssa Manuela Valentini
Dott. Maurizio Di Benedetto
Psicologo, Fisioterapista, Posturologo
Monza
Gentilissima, il punto é come la fa sentire a lei questa situazione e perché. Le consiglio un approfondimento personale attraverso il colloquio psicologico, così da fare chiarezza e comprenderlo meglio dentro di lei.

Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità il suo vissuto. Dalle sue parole emerge una persona attenta, sensibile e capace di interrogarsi su ciò che prova, e questo è tutt’altro che un errore: è già una forma di consapevolezza emotiva.
Provo ad aiutarla a fare un po’ di ordine, senza dare giudizi o “regole giuste o sbagliate”.
Lei descrive una relazione attuale che, pur con qualche normale difficoltà (gelosia, momenti di disaccordo), le dà benessere, leggerezza e una quotidianità condivisa. Allo stesso tempo, parla di un legame precedente che non si è mai chiuso del tutto, ma che sembra essersi trasformato in un contatto affettivo, fatto di pensieri, preoccupazione per la salute dell’altro, piacere nel parlare insieme.
Dal punto di vista relazionale, non è insolito che alcuni legami restino “aperti” non perché si voglia tornare indietro, ma perché hanno avuto un significato emotivo che non è stato elaborato fino in fondo. Il senso di colpa che sente oggi potrebbe non indicare che sta facendo qualcosa di sbagliato, ma piuttosto che dentro di lei convivono più bisogni: da una parte il desiderio di lealtà verso la relazione attuale, dall’altra il bisogno di non rinnegare un legame che è stato importante e che oggi le suscita tenerezza, cura, vicinanza emotiva.
La domanda centrale forse non è “devo cancellarlo o no?”, ma:
• Che spazio ha oggi questa persona nella mia vita?
• Questo contatto mi nutre o mi confonde?
• Riesco a stare in questa relazione senza tradire me stessa o il mio partner, oppure mi lascia addosso un peso?
È molto significativo che lei abbia scelto la trasparenza con il suo compagno: questo parla di rispetto e di responsabilità affettiva. Tuttavia, può essere utile interrogarsi anche sui confini: non tutti i legami devono essere eliminati, ma non tutti possono occupare lo stesso posto.
A volte non è necessario “tagliare”, ma ridefinire: capire se si tratta di un affetto che può rimanere sullo sfondo, oppure se continua ad attivare parti emotive che rendono difficile stare pienamente nel presente.
Se sente che questi pensieri tornano spesso e la mettono in conflitto con se stessa, potrebbe essere molto utile esplorarli in uno spazio terapeutico: non per decidere cosa fare “di giusto”, ma per comprendere meglio i suoi bisogni relazionali, il suo modo di legarsi e di separarsi, e cosa oggi desidera davvero per sé.
Resto fiduciosa nel fatto che, ascoltandosi con onestà e senza colpevolizzarsi, potrà trovare una posizione che la faccia sentire più serena e coerente con chi è.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto.
Dott. ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dr. Raffaello Pinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Vergato
Buongiorno,
da quello che scrive emerge soprattutto confusione emotiva, non cattiva fede né mancanza di rispetto.

Lei sta con una persona con cui dice di stare bene, e questo è un dato importante. Allo stesso tempo mantiene un legame con qualcuno del passato che non è mai stato davvero chiuso sul piano emotivo. Non perché voglia tornare indietro, ma perché quel rapporto le suscita affetto, preoccupazione, familiarità. Questo può accadere, soprattutto quando una storia non si è interrotta per conflitto ma per circostanze.

Il senso di colpa che prova è un segnale da ascoltare, ma non va letto in modo semplicistico. Non significa automaticamente che stia “tradendo” o che stia sbagliando, bensì che i confini per lei non sono ancora del tutto chiari. Il punto non è tanto “posso o non posso sentirlo”, ma chiedersi con onestà: che spazio occupa questa persona dentro di me? e che effetto ha sulla mia relazione attuale?

Se il contatto resta su un piano di cordialità e non interferisce con il legame che ha oggi, può essere sostenibile. Se però alimenta confronti, fantasie, dubbi o un senso di mancanza, allora è comprensibile che la faccia stare male e che vada ripensato.

Non è obbligata a “cancellarlo del tutto”, ma nemmeno a mantenere un contatto solo per senso di responsabilità o dispiacere. A volte prendere distanza non è mancanza di sensibilità, è tutela di sé e della relazione in cui si è scelto di stare.

Più che decidere cosa fare di lui, forse è il momento di chiarire meglio cosa vuole lei, e cosa cerca oggi in una relazione. Su questo, un confronto psicologico potrebbe aiutarla a fare ordine senza giudicarsi.

Un caro saluto
Dott. Raffaello Pinelli – Psicologo clinico
Dott.ssa Carmen Coppola
Psicologo, Psicologo clinico
Sesto San Giovanni
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una situazione che, dal suo racconto, appare emotivamente complessa e comprensibile. Quando sono presenti più legami significativi, anche se diversi per natura e intensità, è normale sperimentare confusione, ambivalenza e senso di colpa, soprattutto se si è persone sensibili e attente all’altro.
Da quanto scrive, non emerge tanto un problema di “giusto o sbagliato”, quanto una difficoltà nel dare un significato chiaro ai diversi rapporti e nel comprendere cosa rappresentino oggi per lei. Il legame con il ragazzo conosciuto in passato sembra avere ancora una valenza affettiva, fatta di interesse, preoccupazione e piacere nel contatto, anche se non è sfociato in una relazione stabile. Questo non è di per sé indice di mancanza di rispetto verso il partner attuale, ma può diventare fonte di disagio se lei stessa non riesce a capire quali bisogni sta soddisfacendo attraverso quel contatto.
Il senso di colpa che descrive è un segnale importante: spesso indica un conflitto interno, più che un comportamento oggettivamente scorretto. Può essere utile chiedersi, con sincerità:

-cosa rappresenta oggi per lei questo ragazzo;
-cosa prova quando parla con lui e cosa le manca, eventualmente, nella relazione attuale;
-se il contatto con questa persona è coerente con l’idea di relazione che desidera costruire.

Non è detto che la soluzione debba essere “tagliare” o “continuare” in modo automatico. A volte è più utile chiarire prima dentro di sé il significato dei propri legami, per poi fare scelte più consapevoli e meno guidate dal senso di colpa o dalla paura di ferire.
Se sente che questa situazione la fa stare in difficoltà o la porta a rimuginare spesso, potrebbe essere utile prendersi uno spazio di confronto psicologico per esplorare i suoi bisogni affettivi, i confini nelle relazioni e ciò che per lei oggi significa stare in coppia.

La ringrazio per la fiducia e le auguro di poter fare chiarezza rispettando prima di tutto se stessa.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Carmen Coppola - Psicologa a Milano, Sesto S.G, Online.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,

è comprensibile che lei provi sentimenti contrastanti in questa situazione. È normale sentire curiosità o preoccupazione per qualcuno con cui si è avuto un legame, anche se breve o interrotto. Tuttavia, è importante distinguere tra la cura sincera per il benessere di un’altra persona e comportamenti che possano generare conflitto o senso di colpa nella relazione attuale.

Il fatto che lei si senta in colpa indica che ci sono emozioni non completamente risolte che meritano attenzione. Continuare a mantenere contatti con questa persona non è necessariamente “sbagliato”, ma può diventare problematico se influisce sulla serenità della sua relazione attuale o sul modo in cui si sente rispetto al partner. Riflettere sui propri limiti, sui propri bisogni e su ciò che sente giusto per sé stessa può aiutare a prendere una decisione più equilibrata.

Spesso, parlare apertamente con un professionista può aiutare a chiarire i sentimenti, gestire il senso di colpa e trovare strategie per mantenere relazioni sane, sia con il partner attuale sia con persone del passato.

È consigliabile approfondire questi aspetti con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e comprensibilmente confusa. Da quello che racconta, non emerge tanto un “errore”, quanto un conflitto interno tra più bisogni legittimi: il bisogno di lealtà verso la relazione attuale, il bisogno di sentirsi libera di provare affetto e interesse umano per un’altra persona, e il bisogno di non sentirsi in colpa per ciò che prova.

Il senso di colpa che descrive è un segnale importante, ma non va letto in modo automatico come prova che stia facendo qualcosa di sbagliato. Spesso il senso di colpa nasce quando dentro di noi convivono due parti in tensione: una parte che si sente bene nella relazione che ha costruito e una parte che sente ancora un legame emotivo, affettivo o di risonanza con una persona del passato. Questo non significa necessariamente voler tradire o sostituire qualcuno, ma può indicare che quel legame tocca bisogni diversi, forse più legati alla comprensione, alla sintonia caratteriale o a una forma di cura.

È rilevante il fatto che lei non nasconda questi contatti al suo compagno e che non percepisca l’intenzione di inganno. Questo parla di un suo funzionamento basato sulla trasparenza. Allo stesso tempo, è comprensibile chiedersi se il contatto con questo ragazzo rappresenti per lei solo un affetto amichevole e umano oppure se stia occupando uno spazio emotivo che la mette in difficoltà rispetto alla relazione attuale. La domanda centrale non è tanto “devo cancellarlo o no”, ma “che funzione ha per me questo legame, oggi, e cosa mi fa sentire quando lo coltivo”.

Dal punto di vista psicologico, non è raro che, soprattutto in relazioni con una forte differenza d’età, possano emergere bisogni diversi che cercano altrove una forma di rispecchiamento, senza che questo invalìdi il valore del rapporto principale. Il punto diventa allora imparare ad ascoltare queste parti interne senza giudicarle, ma anche senza lasciarle guidare automaticamente le scelte.

Se sente che questa ambivalenza la fa soffrire o la confonde sempre di più, un percorso mirato di supporto psicologico, con un approccio cognitivo-comportamentale integrato e mindfulness, potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero, sui suoi confini emotivi e su come stare nelle relazioni senza sentirsi costantemente in colpa o divisa.

Saluti, resto a disposizione.
Dott.ssa Giovanna Corbo
Psicologo
Padova
Ciao, grazie per aver condiviso qui il tuo vissuto e per esserti raccontata con così tanta sincerità.

Su quello che racconti non esiste un giusto o uno sbagliato in senso assoluto. Da quello che scrivi, però, io leggo che tu sai e riesci a distinguere abbastanza chiaramente come ti fa sentire. Io mi soffermerei proprio su questo. Le tue emozioni ti stanno dicendo tanto, ascoltale, senza giudicarti. Più che chiederti se dovresti o non dovresti fare qualcosa, può essere utile capire cosa ti muove e che effetto ti fa nel tempo continuare a sentirlo.
Un altro punto importante che indagherei è: quali sono i confini che tu e il tuo partner avete concordato, in modo esplicito o magari anche implicito? Ogni coppia ha confini diversi, e ha senso chiederti se quello che stai facendo è in linea con il tipo di relazione che avete costruito insieme.

Fare chiarezza su questi aspetti non serve a colpevolizzarti, ma ad aiutarti a orientarti meglio, partendo da te, da come ti senti e da quello che per te è importante adesso.

Un caro saluto.
Dott. Luigi Pignatelli
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Quello che descrivi non è raro e non indica automaticamente che tu stia “sbagliando”, ma segnala un conflitto interno che merita di essere chiarito con onestà, prima di tutto verso te stessa. Da una parte c’è la relazione attuale, che ti dà stabilità, presenza e una quotidianità concreta; dall’altra c’è questo legame passato, rimasto “aperto”, che non è mai stato davvero chiuso sul piano emotivo. Il senso di colpa che provi non nasce tanto dal sentirlo ogni tanto, quanto dal fatto che quel contatto ha per te un valore affettivo: ti fa stare bene, ti muove tenerezza, ti riattiva pensieri. Questo non significa che tu voglia tradire o che tu non ami il tuo compagno, ma che una parte di te non ha ancora elaborato fino in fondo quel legame. La domanda chiave non è “devo cancellarlo o no?”, ma: che posto occupa davvero questa persona nella mia vita oggi?
Se è solo un interesse umano, una preoccupazione sincera, e tutto è trasparente (come sembra, visto che il tuo compagno lo sa), non c’è una colpa morale. Se però senti che il contatto ti crea confusione, confronto, o ti fa rifugiare emotivamente altrove quando qualcosa nella relazione attuale non ti basta, allora è importante fermarti.
Un altro punto da considerare è la differenza di età con il tuo compagno: a volte, senza accorgercene, cerchiamo altrove una risonanza emotiva, una leggerezza o una sintonia che sentiamo meno accessibili nella relazione principale. Non è una colpa, è un segnale.
Non serve una decisione drastica immediata. Serve piuttosto chiederti con sincerità:
cosa mi dà questo contatto? cosa mi manca, invece, nella relazione attuale? resterei serena se i ruoli fossero invertiti?
Dott.ssa Carlotta Mazzon
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, rispetto a quello che lei descrive, mi sembra che il punto sia comprendere che funzione ha per Lei questo legame oggi e quali bisogni relazionali esprime, più che decidere se interromperlo.
Il senso di colpa segnala una incongruenza interna, non necessariamente un comportamento scorretto.
Credo quindi che sarà importante che Lei scelga ciò che sente coerente e giusto per sé, alla luce dei significati che attribuisce alle proprie relazioni.

Dott.ssa Mazzon
Buongiorno, prima di chiedersi se dirglielo o meno, credo sia importante fermarsi a comprendere meglio la situazione e, soprattutto, ciò che lei sente. La voglia di scrivere e confrontarsi con questo ragazzo può avere origini diverse: curiosità, bisogno di leggerezza, desiderio di sentirsi vista o ascoltata, oppure il segnale di qualcosa che nella relazione attuale andrebbe esplorato. Darsi il tempo di chiarire questi aspetti con sé stessa è un passaggio fondamentale.
La fiducia è alla base di ogni rapporto e di ogni relazione sana, ma perché possa esserci un confronto autentico è importante prima avere chiarezza interna su ciò che si prova e su cosa si desidera. Solo dopo questo lavoro di comprensione personale sarà possibile parlare e confrontarsi in modo aperto e rispettoso con il suo compagno, mettendo al centro i propri bisogni e quelli della relazione.
Prendersi questo spazio di riflessione non significa fare qualcosa di sbagliato, ma avere cura di sé e delle proprie relazioni.
Resto a disposizione, anche online.
Un caro saluto,
dott. Matteo Basso Bondini
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in degli incontri di coppia che andrebbero affrontati i temi qui espressi. Ne parli anche al suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Marianna Gessato
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Quello che vivi non è sbagliato, ma è confuso, ed è normale che ti faccia sentire in colpa. Il ragazzo del passato rappresenta una relazione non conclusa emotivamente, più legata a ciò che avrebbe potuto essere che a ciò che è stato davvero. Il problema non è sentirlo, ma non sapere che posto ha dentro di te. Quando un legame resta in una zona grigia, crea fatica anche se non c’è cattiva intenzione. La domanda non è “devo cancellarlo?”, ma: cosa mi dà questo contatto che oggi mi serve? E se quel bisogno resta insoddisfatto, continuerà a tornare. Il suggerimento è iniziare un percorso psicologico per fare chiarezza sui tuoi confini emotivi e sulle tue scelte, senza colpevolizzarti. La chiarezza è una forma di rispetto, prima di tutto verso te stessa.

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