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Esperienze

Sono la dott.ssa Saida Alaya, psicologa clinica.
Mi sono laureata in Psicologia Clinica, della Salute e Neuropsicologia presso l’Università di Firenze e ho arricchito la mia formazione con un master dedicato all’analisi delle emozioni e del comportamento non verbale in ambito clinico ed investigativo.

Il mio approccio ha come obiettivo il benessere e l’autonomia personale, perché credo che ognuno possieda dentro di sé le risorse necessarie per affrontare le proprie sfide: il mio ruolo è accompagnarti a riscoprirle e a farle emergere.

Oltre all’attività clinica privata, ho maturato esperienza nel sostegno a donne e minori vittime di violenza e nei percorsi di reinserimento socio-lavorativo di giovani vulnerabili, ambiti che mi hanno permesso di affinare sensibilità, ascolto e strumenti pratici di supporto.

Se cerchi uno spazio sicuro dove sentirti accolto/a e iniziare un percorso di crescita, sarò felice di camminare al tuo fianco.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute
  • Neuropsicologia

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Studio di Psicologia Dott.ssa Saida Alaya

Via Vincenzo Cardarelli 7, Viterbo 01100

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15 recensioni

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  • G

    Conosco la Dott.ssa da diverso tempo. Mi ha accompagnato nel mio percorso personale e in un momento particolare della mia vita. Professionista attenta ed empatica.

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  • G

    La dottoressa mi ha messo subito a mio agio. È la prima volta che mi rivolgo ad una psicologa, ma l'esperienza è stata molto positiva. Ho trovato accoglienza e professionalità.

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  • F

    Fin dai primi incontri l'esperienza è stata positiva e arricchente. Accoglienza, ascolto e competenza sono le parole d'ordine della dottoressa.

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  • S

    All’inizio ero molto indecisa se iniziare un percorso psicologico, avevo tanti dubbi e un po’ di paura. Ma già dopo le prime due sedute con la Dott.ssa Alaya ho cambiato completamente idea. È una persona giovane, empatica e capace di metterti subito a tuo agio. Mi sono sentita compresa e mai giudicata. Consiglio davvero a chiunque abbia timore di fare questo passo di provarci: può fare una grande differenza, proprio come è successo a me.

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  • M

    La Dott.ssa Alaya è una psicologa giovane, gentile e molto empatica. Fin dal primo incontro mi ha fatto sentire subito a mio agio, creando un ambiente sereno e accogliente in cui è facile aprirsi e parlare. Si vede che ama il suo lavoro e che tiene davvero alle persone che segue. Consiglio assolutamente il suo studio a chi cerca una professionista capace di ascoltare con attenzione e far sentire compresi.

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  • L

    La Dottoressa é attenta e disponibile. Mi sono sentito ascoltato dal primo mento e a questo punto del percorso posso dire che le mie difficoltà legate all'ansia sono molto migliorare.

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  • G

    Ho avuto modo di conoscere la Dott.ssa Alaya e non posso che parlarne benissimo

    È una professionista molto competente, empatica e capace di mettere subito a proprio agio. Si percepisce la passione con cui svolge il suo lavoro e la grande attenzione che dedica alle persone che segue
    Durante ogni incontro mi sono sentito ascoltato, compreso e sostenuto, sempre con delicatezza e rispetto

    La consiglio davvero a chiunque stia cercando una psicologa seria e preparata

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  • M

    La dottoressa Alaya è una persona empatica, competente che sa metterti a tuo agio ed in grado di accogliere con grande autenticità e professionalità allo stesso tempo. La consiglio vivamente e non smetterò mai di ringraziarla.

     • Studio di Psicologia Dott.ssa Saida Alaya colloquio psicologico  • 

  • C

    Aver incontrato la dott. Alaya mi ha cambiato la vita. Sempre attenta, gentile e disponibile. Mi sono sentita ascoltata per davvero e accolta, insieme a lei sono riuscita a superare un brutto momento della mia vita e a migliorare parti di me che mi rendevano infelice. La terapia funziona in generale ma con la dott. Alaya è anche un piacere.

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  • B

    La dottoressa è una professionista empatica, attenta e molto competente. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e capita, in un ambiente accogliente e sereno. Mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa e a gestire situazioni che prima mi sembravano impossibili. grazie!

     • Studio di Psicologia Dott.ssa Saida Alaya colloquio psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi scuso già in anticipo perché è già da un pò che scrivo e chiedo consigli a voi in questo sito ma è l'unico modo al momento per avere qualche risposta da qualcuno..
Sono impegnata con una persona da due anni ormai, purtroppo abbiamo un pò di differenza di età (lui 48), diciamo che con lui sto bene, rido scherzo mi trovo bene, a parte ogni tanto che capita io sia un pò gelosa o momenti in cui non andiamo d'accordo, però non è questo, è che io due anni fa appunto ho "chiuso" rapporti con un ragazzo a distanza (conosciuto online su videogioco), ci siamo frequentati se si può dire cosi ma è stato per un paio di mesi, ci siamo visti qualche giorno e poi io ho iniziato a lavorare, ho conosciuto l'altro ecc, però con lui siamo rimasti in buoni rapporti, ci sentivamo ogni tanto, mi dispiaceva fosse andata cosi, poi lui non ha una buona salute fisica diciamo quindi forse anche per quello io ho preferito scegliere un'altra persona o forse per la vicinanza..però comunque mi capita e anche ora che non ci sentivamo da qualche mese, ci siamo sentiti, anche al telefono, ma può essere che io sbaglio? Io non ho nessun problema a dirlo a lui e infatti lo sa che mi sentivo ogni tanto per come sta o non sta ecc..però mi sento in colpa? non so se forse non devo proprio piu parlarci? però comunque ci sto bene a parlare con questo ragazzo, anche caratterialmente diciamo mi ci trovo più o meno quindi boh..forse sbaglio e dovrei cancellarlo del tutto? Però ultimamente ci pensavo spesso a come stesse e quindi ho voluto sentirlo e mi dispiacerebbe non sentirlo più..

Ciao,
ti ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della tua esperienza. Dalle tue parole emerge molta sensibilità, attenzione per gli altri e anche un sincero desiderio di “fare la cosa giusta”, ed è comprensibile che questo ti metta un po’ in conflitto.

Provo a restituirti alcuni punti di riflessione, con calma.

Innanzitutto è importante distinguere il senso di colpa dal fatto di stare realmente sbagliando. Il senso di colpa spesso nasce non tanto perché stiamo facendo qualcosa di scorretto, ma perché siamo combattuti tra bisogni diversi: da una parte il rispetto per la relazione attuale, dall’altra l’affetto, la preoccupazione e il legame emotivo (anche se non sentimentale in senso stretto) con una persona del passato. Questo conflitto interno può far sentire “in difetto”, anche quando non c’è una reale trasgressione.

Da quello che racconti, il contatto con questo ragazzo sembra avere per te soprattutto un significato affettivo e umano: ti interessa sapere come sta, ti dispiace per le sue condizioni di salute, ti trovi bene a parlare con lui. Non descrivi comportamenti segreti, ambigui o una volontà di sostituire il tuo partner attuale. Il fatto che tu ne abbia parlato apertamente con il tuo compagno è un elemento molto importante, perché indica trasparenza e rispetto della relazione.

La domanda forse non è tanto “devo tagliare i rapporti o no?”, ma:

Che posto ha questa persona nella mia vita oggi?

Cosa soddisfa in me questo contatto? (bisogno di vicinanza, di sentirti utile, di continuità emotiva, di essere vista/compresa?)

Questo rapporto, così com’è ora, è compatibile con i miei valori e con la relazione che ho scelto?

Non è necessario cancellare una persona solo perché fa parte del passato, a meno che quel legame non ti confonda, non ti faccia stare male o non interferisca emotivamente con il presente. Se però ti accorgi che inizi a pensarci molto, a confrontarlo con il tuo compagno, o a vivere questo contatto con ansia e senso di colpa costante, allora può essere utile rivedere i confini: non per punizione, ma per tutela tua.

Infine, una riflessione sulla tua relazione attuale: la differenza d’età non è di per sé un problema, ma può essere utile chiederti se oggi ti senti davvero libera di esplorare i tuoi bisogni, i tuoi desideri, le tue ambivalenze all’interno di questo rapporto. A volte i “ritorni” emotivi al passato non parlano tanto dell’altra persona, quanto di parti di noi che chiedono ascolto.

Concediti il permesso di non avere risposte immediate. Stai cercando di capirti, non di sbagliare di meno. E questo, già di per sé, è un segnale di grande consapevolezza.

Un caro saluto.

Dott.ssa Saida Alaya

Dalla mia ultima relazione sono passati circa 9 anni, anni in cui non ho avuto nessun incontro occasionale, né appuntamenti.
Avevo bisogno di dedicarmi a me stessa in quanto ero caduta in una profonda depressione suscitata dalla mia precedente relazione, da una serie di eventi negativi che dovetti affrontare e l'incapacità di trovare un lavoro.
Grazie ad un percorso con una psicologa, riuscii a superare quel periodo nero ed anche trovai un buon lavoro che ad oggi mi permetto di essere indipendente.
Avendo avuto bisogno di dedicarmi a me stessa, in questi anni ho pensato poco alle relazioni: ero aperta nel caso in cui qualcuno si fosse interessato a me o se io stessa avessi conosciuto qualcuno che mi piacesse, ma ciò praticamente non è mai avvenuto, ed avendo io altre priorità non ho mai dato un peso particolare alla cosa.
Tuttavia di recente è avvenuto un fatto che mia ha sconvolta.
Ho incontrato un ragazzo che mi è piaciuta sin da subito, volevo quindi conoscerla meglio ma ho scoperto poi essere fidanzato.
Da qui la frustrazione per il non poterci neanche provare e poi la consapevolezza, la realizzazione che se anche quel ragazzo fosse stato single e avessimo avuto un appuntamento, lui non si sarebbe comunque innamorato di me.
Non ho un carattere semplice, alla mano: sono una persona introversa, ho bisogno dei miei spazi e del silenzio per ricaricarmi, atteggiamenti che spesso vengono fraintesi e confusi con la freddezza. Avendo poi vissuto un periodo di solitudine, sono diventato molto indipendente, mi piace fare le cose da sola e starmene per conto mio.
Ma soprattutto non credo, in generale, di essere una persona interessante. Ho vari interessi a cui però, vuoi per lavoro e soldi, non riesco a dedicarmi. La mia vita ruota attorno solo al lavoro e ai fine settimana, che sono gli unici giorni in cui posso riposarmi.
Non so quindi cosa potrei offrire in una relazione...

Gentile utente,
il percorso che racconta parla di molta forza: ha attraversato un periodo difficile, ha chiesto aiuto e oggi ha costruito una vita stabile e autonoma. Questo è un valore importante, anche se forse lei tende a darlo un po’ per scontato.

L’incontro con questo ragazzo sembra aver fatto emergere soprattutto dubbi su di sé e sul proprio valore, più che una reale impossibilità di relazione. Il pensiero che “nessuno potrebbe innamorarsi di me” appare molto severo e probabilmente legato a una bassa fiducia in sé, non a una verità oggettiva.

Essere introversa, indipendente e avere bisogno dei propri spazi non è un difetto, ma un modo di essere. In una relazione non è necessario avere una vita piena di interessi o essere sempre espansivi: ciò che conta è essere autentici.

Forse oggi la questione non è cosa lei possa offrire a qualcuno, ma come può iniziare a riconoscere maggiormente il suo valore. Se questi pensieri la fanno stare male, potrebbe essere utile concedersi di nuovo uno spazio di confronto psicologico, per accompagnare questa fase di cambiamento.

Dott.ssa Saida Alaya
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