Via Magenta 31, Firenze 50123
Qualora la professionista non fosse reperibile telefonicamente, è possibile inviare un messaggio al numero +39 340 937 4320, specificando l'urgenza.
Leggi di più17/03/2026
Come psicologa, con formazione in corso presso la scuola sistemico-relazionale, utilizzo un approccio concreto di analisi delle difficoltà attraverso il lavoro sul qui e ora e tenendo conto anche di come la storia familiare vada ad influenzare la situazione e le problematiche attuali. Accanto alla formazione sistemico relazionale,formazione adatta a lavorare nel setting individuale nonché approccio preferenziale per percorsi psicologici di coppia e familiare, ho arricchito la mia formazione approfondendo le tematiche relative al lavoro con adolescenti e giovani adulti. L'esperienza in più ambiti e il costante approfondimento mi permettono di intervenire e lavorare con flessibilità elementi differenti che possano contribuire all'evoluzione personale e all'uscita da situazioni di sofferenza, introducendo la speranza che il rapporto psicologo-paziente dovrebbe sempre portare con sé. All'interno di uno spazio che deve essere accogliente ma anche trasformativo nasce una relazione di cura, una relazione nella quale la capacità di ascolto si presenta come il primo strumento da mettere in campo. Le prime fasi dell'incontro, sia nella ricostruzione della situazione attuale che nella comprensione condivisa delle richieste del paziente, sono di primaria importanza per costruire un percorso efficace.
Sito web: https://chiaranegrinipsi.wixsite.com/dott
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15 recensioni
In un periodo difficile della mia vita la dottoressa Negrini mi ha aiutato molto e ed è stata per me molto importante. La sua attenzione e la sua capacità di accogliere mi hanno fatto sentire a mio agio e al sicuro dal primo nostro incontro. La ringrazierò per sempre.
La dottoressa è molto puntuale e precisa. Con lei sto riuscendo ad approfondire e chiarire svariati aspetti della mia vita.
Sono arrivato dalla Dottoressa Chiara con il mondo sottosopra, incapace di gestire le mie emozioni e le conseguenze di alcuni traumi vissuti nel passato. I problemi di ansia e gli attacchi di panico erano diventati una grossa limitazione per la vita di tutti i giorni. Grazie al percorso iniziato con lei, caratterizzato dalla sua instancabile professionalità, non solo ho capito come gestire il passato, ma anche come affrontare il presente e pianificare il futuro, senza che le paure e le emozioni negative possano limitarmi od autosabotarmi. A tutti coloro che si sentono bisognosi di un supporto psicologico o che hanno bisogno di parlare con qualcuno di preparato e professionale, non posso che consigliare Chiara. Sarete di certo in buone mani.
Dott.ssa Chiara Negrini
E.Z., La ringrazio di cuore per aver condiviso la sua esperienza con parole così profonde. Il lavoro che ha svolto su di sé, con impegno e coraggio, è un aspetto fondamentale di questi risultati. Continuerò ad accompagnarla sostenendo i passi che già ha fatto e quelli dovrà fare. Le sue parole mi spronano a fare sempre meglio nel e del mio lavoro.
La dott.ssa Negrini si è mostrata da subito accogliente e attenta al mio vissuto, ha saputo creare un contesto sicuro e rispettoso che ha facilitato la mia apertura. È rispettosa e sensibile, offre il suo prezioso punto di vista con cura e delicatezza
Dott.ssa Chiara Negrini
Marta, la ringrazio sinceramente per le sue parole. Creare uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente è per me fondamentale. Continuerò ad accompagnarla con la stessa cura e attenzione in questo percorso.
La dott.ssa Negrini mi ha accompagnata in un periodo davvero faticoso. Con osservazioni attente e puntuali e con molta professionalità, é stata in grado di individuare nodi che mi portavo dietro da molto tempo e di aiutarmi a scioglierli. Le sono grata!
Dott.ssa Chiara Negrini
RF, la ringrazio di cuore per le parole che ha speso e per la gratitudine. Le sue parole mi spronano a fare sempre meglio nel mio lavoro.
La Dottoressa è stata accogliente dal primo momento. Grazie alla sua professionalità e all'attenzione che ha mostrato verso le mie difficoltà mi sono sentita capita.
Dott.ssa Chiara Negrini
Eleonora, le sue parole mi motivano a dare sempre il meglio nel mio lavoro. La ringrazio molto.
Ho avuto il piacere di conoscere la Dottoressa Negrini sul consiglio di un’amica.
Ho intrapreso con lei un percorso terapeutico da febbraio 2025, sono rimasta molto soddisfatta dall’alleanza terapeutica che si è costruita tra di noi, mi ha aiutato moltissimo in un periodo molto particolare e delicato! Chiara è dolcissima, empatica e disponibile, rimarrà sempre un punto di riferimento per me.
Dott.ssa Chiara Negrini
EB, La ringrazio sinceramente per le Sue parole e per la fiducia che ha riposto in me. Sono lieta che il percorso intrapreso insieme le sia stato di aiuto, è per me una grande soddisfazione professionale e umana.
La Dott.ssa Negrini è un esempio di professionalità, empatia e accoglienza.
Mi ha aiutata ad uscire da un forte periodo di crisi e confusione, in cui tante parti di me erano smarrite.
Dott.ssa Chiara Negrini
Jessica, grazie di cuore per le sue parole. Entrare in empatia con lei è stato assai facile e l'impegno è anche il suo.
La dott.ssa Chiara è un’ottima psicologa.
Sa accogliere, ascoltare e ti fa sentire compreso.
È stato di grande aiuto il mio percorso con lei!
Dott.ssa Chiara Negrini
Alice, la ringrazio molto per queste parole
Ho intrapreso un percorso e mi son subito trovata bene, sempre cordiale ed estremamente disponibile, anche in momenti in cui mi sono trovata in estrema difficoltà
Dott.ssa Chiara Negrini
GJ, la ringrazio molto per aver condiviso la sua esperienza
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori sono un ragazzo che si reputa soddisfatto della propria vita , vivo serenamente e in equilibrio con me stesso , ho una buona memoria anche se mi è sorto un quesito per il cervello, come faccio a sapere se ho dimenticato qualcosa se lo dimenticata? Come faccio a ricordare tutto alla perfezione ? Ogni singolo dettaglio delle miei giornate ?
Gentile, intanto La ringrazio per aver condiviso questa riflessione.
È interessante notare che, pur descrivendo uno stato di benessere e serenità, si pone una domanda che sembra toccare un tema profondo: il bisogno di controllo della memoria, il desiderio di non perdere nulla di ciò che vive, forse anche il timore che qualcosa di importante possa sfuggire. Potremmo chiederci: che significato ha per Lei questa esigenza di ricordare tutto alla perfezione?
Dimenticare fa parte del funzionamento naturale della mente umana. Non siamo “macchine della memoria”, ma esseri che selezionano ciò che resta impresso in base a ciò che ci coinvolge, ci emoziona o ha un senso per noi. Ricordiamo ciò che, in un modo o nell’altro, è importante per la nostra storia. Non possiamo ricordare tutto, ma possiamo chiederci: che cosa temo di perdere, se dimentico?
I pensieri, anche quelli apparentemente paradossali o curiosi, parlano sempre di qualcosa. Forse questa domanda sulla memoria è una porta d’accesso per esplorare il Suo rapporto con il tempo, con il cambiamento, con il bisogno di controllo, o anche con la paura della perdita.
Se lo desidera, potremmo approfondire insieme questo tema, per capire meglio non solo il cosa dimentica o ricorda, ma soprattutto il perché questo tema diventa importante per Lei oggi, in questo momento della tua vita.
Un caro saluto,
Chiara
Buongiorno. Sono una donna di 50 anni. Fidanzata x 12 e spostata da 29 con lo stesso uomo. Il rapporto è sempre stato "movimentato", alti e bassi, litigarello. Purtroppo ho sempre "abbozzato" e cercato sempre di mediare e accondiscendere a cose che nn mi andavano bene, x il quieto vivere. Abbiamo avuto diverse crisi, cercavamo di chiarire ma alla fine le cose nn cambiavano e nn chiarivamo, finché un anno scopro il suo tradimento. Inizialmente allontano mio marito e dopo un mesetto torniamo insieme e i primi tempi andava bene, ma qnd ogni tanto tornavamo sull'argomento xke ci stavo male lui dava la colpa a me.. se tu nn ti comportavi cosi, è capitato... si scusa l'avrà detto ma sempre con il ma. Piano piano il rapporto è diventato chiuso, parliamo poco, nn si fanno cose insieme, io mi irrigidisco ed inizio a nn sopportarlo. Siamo andati da uno psicologo ma nn è servito. Ho detto di separarci. Ma è quasi un anno e lui ancora sta in casa con la scusa che nn ha soldi, che lui vuole recuperare (ma sa benissimo che anche da parte sua nn prova piu nulla ma lo dice solo x paura, xke da 40 anni che lavora nn si è messo soldi da parte). Abbiamo due figli quasi maggiorenni e prima erano solo grida e sgridi nei loro confronti, ora è un cagnolino che li porta, li prende, ci parla... cose che facevo solo io con i miei figli. Io mi sto chiudendo sempre piu e mi sento un po scansata anche dai ragazzi xke io ho sempre fatto le cose per loro e mi sento sostituita, xke lui lo fa con prepotenza (ha detto che stiamo lottando x ACCAPARRARSI i ragazzi, cosa assurda). Non lo sopporto piu. Siamo andati da un legale e aspettiamo l'atto di separazione ma nn so quando se ne potrà andare. Come posso superare questa apatia che mi prende, nn riesco proprio a fare nulla, sembra a volte che sia depressa, ho anche paura del dopo che resterò sola (i ragazzi vivranno con me), ma nn saprò cosa fare con loro, e in generale, poche amiche escono. Sono reoccupata x il mio oggi ed il mio domani. Grazie
Buongiorno,
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Quello che racconta è il vissuto di una donna che per anni ha portato avanti un progetto di coppia e di famiglia con impegno, sacrificio, e tanta dedizione, spesso mettendo da parte sé stessa per il bene degli altri. È comprensibile che oggi si senta stanca, confusa, delusa e anche spaventata, soprattutto se ha la sensazione di essere rimasta sola, sia nella coppia che nel suo ruolo genitoriale.
Quello che mi colpisce nella sua storia è la centralità delle relazioni: lei si è sempre presa cura degli equilibri familiari, si è adattata, ha mediato, ha “tenuto insieme”, anche a costo di sacrificare parti importanti di sé. Questo è un ruolo che molte donne (madri, mogli, figlie) finiscono per assumere, spesso in modo invisibile, quasi scontato. Ma è un ruolo che alla lunga può svuotare, logorare, e far sentire non riconosciute.
Ciò che sta vivendo può essere visto come una crisi evolutiva, non solo dolorosa ma anche portatrice di un possibile cambiamento. La separazione (anche se ancora non concretizzata) segna un punto di rottura rispetto a un modo di stare in relazione che ormai non funziona. Unitamente alla fatica del dover ricostruire e riscoprire una propria identità personale che vada oltre i soli ruoli di moglie e madre. Questo passaggio però la mette anche di fronte a nuove domande: chi sono io oggi, fuori da questo legame di coppia? Cosa voglio per me? Come posso (ri)orientare la mia vita ora che i figli sono quasi adulti?
Mi colpisce, nella sua narrazione, come sia cambiata la disponibilità del padre nei confronti dei figli ed è proprio la modalità attuale che dice essere quella che non gli appartiene. Parlare di “accaparrarsi i ragazzi” potrebbe far scivolare nella direzione della competizione genitoriale, togliendo lo spazio a quello che di buono l’altro ha fatto nel corso di questi anni. Perchè se da un lato è vero che si può smettere di essere coppia coniugale, dall’altro è vero anche che non ci può essere una destituzione in quanto coppia genitoriale. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione a come si costruiscono oggi le nuove relazioni all’interno della famiglia, in un momento di transizione così delicato. Quando la coppia coniugale entra in crisi o si separa, c’è il rischio che le tensioni irrisolte vengano spostate sul piano genitoriale, trasformando i figli in alleati, testimoni o addirittura strumenti di conferma del proprio valore. Ma questo tipo di dinamica, anche se nasce da un bisogno di legittimazione o di riconoscimento, può intrappolare i ragazzi in ruoli ambigui, caricandoli di responsabilità emotive che non spettano loro. Il lavoro da fare, ora, è proprio quello di mantenere — per quanto possibile — una cornice adulta, dove ciascuno possa restare genitore a pieno titolo, senza bisogno di “vincere” sull’altro, e dove i figli possano sentirsi liberi di costruire un rapporto distinto con ciascun genitore, senza dover scegliere o schierarsi. Così sarà possibile trasformare questa crisi in un passaggio evolutivo, anziché in una frattura.
In momenti come questo, non è necessario affrontare tutto da soli, soprattutto quando il peso è troppo grande o la direzione sembra confusa.
Se lo desidera, resto a disposizione per approfondire insieme ciò che sta vivendo e offrire uno spazio di confronto e riflessione.
Un caro saluto,
Chiara
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